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Introduzione alla semantica e pragmatica

Data: 5 marzo 2018

I modulo

Semantica: Significato letterale delle parole.

Pragmatica: Cosa la persona voleva comunicare, il significato implicito delle parole.

Il linguaggio è uno strumento molto potente ma non riesce ad esaurire tutti i messaggi che vogliamo comunicare. La pragmatica cerca di individuare cosa intendeva il parlante mediante l’uso dell’enunciato. La semantica studia il nesso tra le parole e gli oggetti del mondo e per far questo si utilizza il principio di composizionalità. Siamo in grado di capire il significato di frasi che non abbiamo mai sentito prima. Siamo in grado di produrre e di comprendere un numero potenzialmente infinito di frasi mai sentite prima perché conosciamo il significato di ogni singola parola utilizzata. Per arrivare al significato complessivo si parte dal significato di ogni singola parola.

Le parole e le classi

  • Parole di classe aperta: Nomi e aggettivi, verbi e avverbi; se ne possono inventare di nuove.
  • Parole di classe chiusa: Articoli determinativi e indeterminativi; non se ne possono creare di nuovi. Anche le congiunzioni, preposizioni, determinanti e ausiliari servono a livello sintattico per connettere.

La competenza lessicale ha due gambe: da una parte si richiedono abilità inferenziali e dall’altra abilità referenziali. In semantica formale le parole denotano relazioni tra il significato della parola e entità astratte o concrete del mondo. Le abilità inferenziali mettono in relazione individui con altri individui. Si possono avere tante abilità inferenziali ma non avere abilità referenziali. Le abilità referenziali e inferenziali vanno di pari passo.

Gli stereotipi

Gli stereotipi hanno tipicamente un’accezione negativa e hanno una funzione molto utile: ci semplificano la vita, ci permettono di trarre conclusioni da quello che vediamo, sono degli schemi semplificatori. Per poter comprendere una parola un individuo deve conoscere il maggior numero di stereotipi associati a quella parola.

Data: 6 marzo 2018

Associamo a una parola un insieme di informazioni che sono stereotipicamente associate a quell'individuo o oggetto, ci servono per identificare velocemente il soggetto. I frames sono stati proposti nel 1975 da Minsky, un teorico dell’intelligenza artificiale. In quel periodo si erano diffusi i primi calcolatori e si cercava di farli ragionare come un individuo pensante. È molto facile immettere informazioni che riguardano le abilità inferenziali ai calcolatori. Gli stereotipi ci permettono di trarre inferenze di default che la maggior parte delle volte sono corrette e questo ci semplifica la vita.

Minsky cercava un tipo di rappresentazione che simulasse il modo in cui gli esseri umani ragionano. Voleva associare alle parole dei frames, degli strumenti per la rappresentazione di situazioni stereotipate. Schank & Abelson hanno proposto gli scripts per rappresentare le situazioni e gli eventi che sono memorizzate nella memoria degli individui. Gli scripts sono rappresentazioni stereotipiche di situazioni sociali comuni. Dentro gli script sono già previste delle variazioni.

I bambini (fino a 4 anni) non sono in grado di trarre inferenze che per noi sono ovvie, non sono in grado di codificare frasi implicite. Cose che per noi sono ovvie non lo sono per individui che hanno sindromi (down, autismo) ma anche i bambini piccoli. Gli stereotipi ci semplificano la vita anche se sono connotati negativamente.

Gli slurs

Gli slurs sono degli epiteti denigratori che insultano una persona perché appartiene a un determinato gruppo target. Questo gruppo target è tipicamente individuato nell’appartenenza religiosa, sessuale, e territoriale. Gli slurs insultano non solo la persona a cui sono rivolti ma anche un’intera categoria di appartenenza. Esiste una controparte neutra che non è un insulto. Gli slurs sono parole che da sole sono insultanti.

Gli slurs hanno usi standard: veicolano una doppia offesa, ma anche usi non standard: che sono offensivi verso il gruppo target oppure no. Esistono anche usi ironici con si insultano comunque i gruppi citati. Le parole possono essere riappropriate e possono perdere la loro connotazione negativa. Quando si cita uno slur, se ne fa un uso metalinguistico, non si dovrebbe offendere nessuna categoria.

Si possono avere delle buone intenzioni ma se si usano delle parole offensive, degli slurs, le buone intenzioni non contano più e si offendono le varie categorie citate. La negazione nega il contenuto esplicito. Se si nega uno slur la negazione va a operare solo sul livello, l’offesa rimane perché l’individuo ha scelto di usare una parola denigratoria. Le componenti pragmatiche sopravvivono anche con la negazione.

Data: 7 marzo 2018

Stereotipi: applicazioni

Gli scripts indicano situazioni stereotipate. Le pubblicità sfruttano gli scripts. Nelle pubblicità possiamo trovare delle situazioni estremamente stereotipate (kinder), fanno vedere nella pubblicità ciò che dovrebbe essere la famiglia perfetta. Una pubblicità non vuole vendere solo la merendina ma vuole vendere anche una promessa. I consumatori vogliono immedesimarsi nella famiglia che vedono nella pubblicità.

Le marche classiche puntano sulla famiglia tradizionale che ha dei valori. Nelle pubblicità non si vende più il prodotto ma si vende il marchio, qualcosa in cui ci si può identificare. Di solito nelle pubblicità troviamo delle storie suddivise in vari spot, cominciano con un’idea ma a volte i finali possono essere aperti. Ciò che si vende al giorno d’oggi è un’immagine, un’idea di vita. Nelle pubblicità non si cerca più di vendere il prodotto.

Uno dei meccanismi alla base dello humor è infrangere le aspettative. Le pubblicità ricorrono agli scripts per provocare ilarità. Lo humor si basa sulla rottura dell’incongruenza, ho un’aspettativa e questa viene violata. La pubblicità si appoggia sulla nozione di script per far capire allo spettatore di cosa si sta parlando. Nel momento in cui gli stereotipi si riferiscono a un gruppo di persone possono diventare negativi. Le pubblicità cercano di sfruttare gli stereotipi positivi, alcune sfruttano gli stereotipi negativi per stigmatizzarli.

A volte è pericoloso basarsi sugli stereotipi nelle pubblicità. Gli usi standard degli slurs sono sempre offensivi nei confronti delle persone a cui si riferiscono ma sono offensivi anche nei confronti dei gruppi target a cui appartiene l’individuo. Spesso ci si basa solo sulla parola usata (slur) e non sul contesto che potrebbe essere offensivo.

Data: 12 marzo 2018

Le presupposizioni

Il significato denotativo denota lo stesso individuo, il significato connotativo indica la relazione con l’oggetto. Quando una persona parla può scegliere di utilizzare alcuni vocaboli piuttosto che altri e questa scelta riflette la sua intenzione di presentare delle informazioni come nuove o altre come vecchie.

  • Leo si è accorto che Lia...
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi

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