PRICE MANAGEMENT 03/03/2020
1. L’importanza del prezzo nel profitto
Il prezzo è una delle componenti del marketing mix (prezzo, prodotto, distribuzione e
comunicazione/pubblicità) ed è l’elemento più importante, perché è l’unico strettamente legato
all’utile. Tuttavia, il prezzo è molto complesso da gestire dato che dipende da elementi esterni
all’impresa, quali il costo di produzione del prodotto, la domanda e la concorrenza.
La funzione di profitto
La funzione di profitto è data dal fatturato (prezzo x quantità) a cui dobbiamo sottrarre C, ossia i
costi. (
= ∙ ) −
I costi si differenziano in:
• Costi fissi: non dipendono dalla variazione di quantità ed è dunque fissa nel breve e medio
periodo (es. macchinari, affitto, utenze, …)
• Costi variabili: possono variare nel breve e medio periodo e dipendono direttamente dalla
quantità prodotta. (es. latte per produrre il gelato, …).
Effetto del profitto al variare di una leva
Dal grafico notiamo che:
• variazioni di prezzo mantenendo invariate quantità e costi unitari/fissi, hanno un impatto
maggiore sull’utile rispetto alla variazione di altri fattori della funzione di prezzo.
Ciò vuol dire che è sempre meglio aumentare il prezzo rispetto alle quantità? Non è detto. In
questo caso stiamo ragionando “ceteris paribus” dei fattori di profitto, ma nella realtà un aumento
di prezzo porterà una diminuzione di quantità. Per variazioni lievi di prezzo (2/3%) si è verificato
che la quantità domandata rimane sostanzialmente costante pertanto, rimanendo fra il 2/3% si
può immaginare di variare il prezzo avendo un impatto importante sull’utile.
Questo ragionamento vale in ottica di miglioramento del profitto. Nella realtà potremmo decidere
di variare a prescindere la leva delle quantità, volendo vendere di più anche guadagnando meno o
diminuendo la percentuale di profitto, nel caso dovessimo raggiungere degli obiettivi aziendali per
accedere a degli sconti o premi di produzione, segnalare agli stakeholder un aumento delle quote
di mercato, ecc.
Al contrario, nel momento in cui abbiamo un peggioramento del 5% sul profitto la leva del prezzo
ha l’impatto peggiore. Sarà quindi teoricamente meglio diminuire le quantità rispetto al prezzo.
04/03/2020
L’impresa può/deve influenzare il prezzo?
• Le imprese non sono “price-taker”: non esistono nella realtà mercati di concorrenza
perfetta, fanno eccezione le “commodities” ovvero materie prime che non hanno
differenza di qualità il cui prezzo viene determinato dalla borsa o di interazione fra
domanda offerta (es. petrolio, oro). Anche in caso di commodity bisogna monitorare i
prezzi e cercare di prevedere le sue variazioni.
• Agire sul prezzo ha dei vantaggi rispetto all’uso di altre strategie: la strategia di prezzo
deve essere comunque correlata ad altre strategie, perché nel medio/lungo periodo
diviene inefficace (è necessario investire in innovazione, pubblicità) e non conferisce valore
al consumatore.
Maggiore risposta (elasticità) della domanda
o l’elasticità di domanda rispetto al prezzo è circa 10 volte superiore a quella
§ della domanda rispetto la pubblicità.
anche il vantaggio prezzo/profitto è maggiore rispetto ad un vantaggio che
§ si potrebbe ottenere fra pubblicità/profitto;
immediatezza di risposta del prezzo rispetto all’innovazione, pubblicità.
o costi bassi: una modifica di prezzo è molto più basso rispetto ad un investimento in
o campagne pubblicitarie;
riduzioni di costi e espansione della domanda: se è vero che entrare in nuovi
o mercati e innovare il proprio prodotto porti maggior profitto, lo spazio di manovra
risulta più ridotto rispetto al prezzo.
Ostacoli nella determinazione del prezzo giusto
• Gli effetti del prezzo sull’utile hanno diverse dimensioni, date dalla funzione di profitto
(costi fissi e variabili, prezzo e quantità)
• Gli effetti del prezzo sono interdipendenti: la variazione di prezzo varia la quantità
domandata, e a sua volta la quantità domandata genererà variazione dei costi variabili.
• Gli effetti psicologici: come ad esempio l’effetto soglia e framework.
• Problemi nella realizzazione: relativi alla parte operativa e fa capo alla forza vendita.
• Tipi di mercato / settore:
Struttura di mercato: gli effetti del prezzo sul profitto dipendono dalla tipologia di
o mercato (se monopolistico/oligopolistico)
Tipo di prodotto: dal ciclo di vita del prodotto
o Stile della concorrenza: quanto è aggressiva?
o Abitudini dei consumatori
o
Qual è il giusto prezzo?
L’obiettivo è quello di trovare il prezzo che massimizzi il profitto.
Secondo l’economia il prezzo è l’unità di denaro che serve ad un compratore per acquistare una
determinata quantità di bene o servizio.
Il prezzo è il valore del bene/servizio che si scambia fra compratore e venditore:
• Per il venditore il prezzo è il valore che egli conferisce al B/S che esso vende. Dalla
transazione il venditore acquisirà un profitto quando il prezzo è maggiore dei costi
sostenuti per la produzione dello stesso.
• Per il compratore il prezzo è il valore che egli conferisce all’acquisto del B/S. Dalla
transazione il consumatore acquisirà un beneficio quando il prezzo è minore rispetto
l’utilità.
Ne si deduce che: il prezzo deve essere compreso fra i costi dell’impresa e l’utilità del consumatore.
Qualsiasi prezzo all’interno di questo intervallo è un prezzo giusto perché creerà beneficio ad
entrambi. Ovvio che vi saranno prezzi che conferiranno più beneficio ai consumatori o maggior
profitto all’azienda.
Se adottiamo la visione d’impresa/venditore e descriviamo la curva di profitto come una campana
e ci trovassimo in una posizione più bassa del valore massimo della campana, vorrebbe dire che se
aumentassimo il prezzo potremmo trarre maggior profitto, specularmente dall’altra parte
abbassando il prezzo massimizzeremmo il profitto.
Quando il prezzo è troppo alto…
• Parte dei potenziali consumatori non compra
• I concorrenti guadagnano quote di mercato
• L’azienda invia segnali sbagliati ai consumatori e ai potenziali investitori
• Difficoltà nell’abbassare i prezzi (segnali ambigui ai consumatori)
Quando il prezzo è troppo basso…
• Mancate opportunità di guadagno
• A volte il volume a cui si punta potrebbe non essere disponibile (es. nel caso in cui si
abbassino i prezzi per raggiungere determinate quote di mercato, bisogna verificare la
disponibilità di consumatori)
• È difficile alzare i prezzi
• Prezzi bassi potrebbero non coprire costi
L’intervallo del prezzo giusto: il prezzo dei prodotti innovativi
Il caso Cordis e il prezzo dello stent Cypher nel 2003
• Lo stent è un particolare tubicino di metallo a maglie che si inserisce nelle arterie coronarie
• Nel 2003, l’azienda farmaceutica Cordis ha introdotto un tipo di stent che, una volta
impiantato, rilascia un particolare farmaco
• Nei test, Cypher aveva un tasso di accettazione molto più alto di altri stent
• Cyper è un prodotto unico, gli altri stent sono senza farmaco.
Quale prezzo praticare per questo prodotto?
Intervallo di prezzo giusto:
• Limite inferiore: costo marginale (375$)
Utilità del consumatore • Limite superiore: utilità del consumatore (500.000$)
$500.000 Costo marginale $375
Stabiliti i limiti estremi, come facciamo a determinare il prezzo corretto?
• Intervallo ristretto di prezzo giusto:
Limite inferiore: alternativa comparabile
o Limite superiore valore di scambio: valore differenziale rispetto all’alternativa
à
o più simile
Se il valore differenziale è negativo (cioè l’alternativa superiore), allora il
§ limite inferiore è il costo marginale e il limite superiore è il valore di scambio.
• Calcolo del costo totale atteso dell’alternativa più simile (cioè uno stent di metallo
standard)
Operazione chirurgica = 12.000$ (di cui 1,050$ è il costo dello stent)
o Poiché ha un tasso di fallimento del 25%, il costo è $15.000
o $12.000(100%) + $12.000(25%) = $ 15.000
§
• Calcolo del valore di scambio di un nuovo prodotto (Cypher)
La sola operazione chirurgica costa $10.950
o Il tasso di fallimento del nuovo stent è il 5%
o $15.000 = ($10.950 + X)(100%) + ($10.950 + X)(5%)
X = $3.340 il valore di scambio
Valore di scambio – prezzo dell’alternativa = valore differenziale
$3.340 - $1.050 = $2.290 10/03/2020
2. Il posizionamento di prezzo
Posizionamento
Il posizionamento è la strategia di marketing che permette ad un prodotto/servizio di occupare un
“posto” nella mente del consumatore. (es. se pensiamo ad Ikea/Hilton sappiamo qual è il suo tipo
di prodotto/servizio, la qualità e il prezzo che ci si aspetta)
È importante perché:
• Gli individui hanno comportamenti di spesa ibridi, misti (es. uno stesso consumatore può
decidere di comprare uno zaino north face o piquadro)
• Polarizzazione dei mercati dei beni di largo consumo: sembrerebbe che i beni collegati alla
fascia intermedia dei prezzi costituiscono delle quote sempre minori e di contro c’è un
maggior interesse ad acquistare o beni che si trovano nella fascia bassa o beni nella fascia
di lusso. (es. gente che va al discount a fare la spesa ma spende molto per il sushi nel
ristorante più in della zona)
• Imprese con diversi marchi per diversi segmenti: alcune aziende che in ottica di
diversificazione della propria offerta allo scopo di aumentare il profitto, stanno cercando
di entrare in mercati bassi con marchi differenti dal principale (es. Vodafone e Ho).
Posizionamento: prezzo + prestazione Prestazione
funzionale
Prestazione Prestazione
sociale emozionale
Prestazione
simbolica
La prestazione indica gli attributi del prodotto e il tipo di bisogno che il prodotto/servizio va a
soddisfare. Nello schema seguente sono riportati i diversi tipi di prestazione.
• Prestazione funzionale: ha a che vedere con la funzione base di un prodotto (es. funzione
base di una compagnia aerea è spostare una persona da A a B)
• Prestazione emozionale: usare un determinato prodotto o servizio ci da delle emozioni
positive quali gioia, divertimento, ecc.
• Prestazione simbolica: cosa ci ricorda acquistare quel determinato prodotto? Cosa
vogliamo comunicare all’esterno di noi con quel prodotto? (es. comprare ed usare un
Porsche o comprare un iPhone ci da l’idea di essere un benestante, uno status sociale)
• Prestazione sociale: l’acquisto di un B/S ha un impatto sugli altri. (es. rispetto
dell’ambiente, miglioramento delle condizioni sociali di altri individui).
Uno strumento di analisi del posizionamento – La mappa prezzo-prestazioni PREZZO DI
LUSSO
Alta POSIZIONE POSIZIONE DI
percepita DI VANTAGGIO PREZZO PREMIUM
Prestazione Media
relativa POSIZIONE DI
Bassa PREZZO MEDIO
POSIZIONE DI
PREZZO BASSO
PREZZO Basso Medio Alto
MINIMO Prezzo relativo percepito
• Lungo la diagonale abbiamo un rapporto fra prezzo e prestazione che cresce in maniera
proporzionale. (es. aumento del prezzo del 20% corrisponde ad un aumento di prestazione
del 20%)
• Nella parte in alto a sinistra: si ha un set di prodotti per cui rispetto alle fasce di prezzo
medio individuate nella diagonale, abbiamo una prestazione alta con un prezzo
relativamente basso. È dunque un vantaggio per il consumatore in quanto sta ricevendo
una prestazione (magari solo percepita) maggiore.
• Nella parte in basso a destra: si ha un set di prodotti per cui rispetto alle fasce di prezzo
medio individuate nella diagonale, si ha un vantaggio di prestazione (anche in questo caso
magari solamente percepita) più basso rispetto al prezzo.
Questo strumento è utile per mappare P/S di un gruppo di aziende in modo da verificare la
posizione di coerenza fra prestazione e fasce di prezzo.
Uno strumento di analisi del posizionamento – Le tre fasi di posizionamento
Come decidere il posizionamento per un’azienda che vuole entrare in un mercato?
1. Posizionamento di massima (schema precedente):
• posizione di prezzo basso
• posizione di prezzo medio
• posizione di prezzo premium
2. Posizionamento di prezzo scelto
All’interno del segmento che si è scelto si possono mappare le varie aziende presenti nel mercato;
a questo punto bisogna capire dove ci si vuole posizionare all’interno di questo schema.
Nell’esempio, il posizionamento premium delle macchine.
Rolls-
Mercedes- Royce
Audi Benz
Lexus
3. Differenziazione dovuta a componenti della prestazione
Una stessa azienda, posizionata in una certa categoria, può avere più prodotti che toccano diverse
tipologie di prestazioni. nz
des-Be Mercedes-Benz
Merce Comfort Classe S
S
Classe Porsche 911
Porsche 911 Sportività
Caso mappa prezzo prestazioni nel mercato City Car
Nel file Excel abbiamo preso in considerazione due parametri di prestazione (i CV e lunghezza di
una macchina) e li abbiamo relazionati con il prezzo di diverse marche di una stessa tipologia di
prodotto. Creando un grafico a dispersione ed inserendo una linea di tendenza, possiamo:
• Capire se il parametro di prestazione preso in esame è importante per la formazione del
prezzo: lo è se la linea di tendenza è positiva; non lo è se la linea di tendenza è negativa.
• Se la linea di tendenza è positiva possiamo altresì confrontare i differenti prodotti e capire
quali sono in posizione di vantaggio, svantaggio, prezzo basso, prezzo medio o prezzo
premium. ATTENZIONE: il risultato di questo studio sarà in relazione al solo parametro
analizzato. Analizzando altri parametri il posizionamento potrebbe cambiare. 11/03/2020
Posizione di prezzo basso
La tendenza ad avere imprese che nascono con un’impronta fortemente orientata al prezzo si
osservano in vari settori: primi su tutti il settore viaggi con le compagnie low-cost e nel settore del
mobilio con Ikea o nella grande distribuzione con l’emergere dei discount.
Vantaggi:
• Quote di mercato: ottenute rapidamente (illiad 6% circa in un anno)
• Redditività varia:
Non sempre sostenibile (vari tentativi di compagnie aeree low-cost falliti, WindJet,
o AirItaly) a causa della bassa redditività, che in caso di errori può essere fatale per
l’impresa.
Ma alcuni operatori possono superare le imprese premium (Ikea, Ryanair)
o
Caratteristiche delle 4P nel prezzo basso
Prodotto Prezzo Distribuzione Comunicazione
prestazione prestazioni di servizio
prezzi bassi stabili pubblicità sul prezzo
funzionale di base molto basse soprattutto per
no focus su altre Poche offerte speciali comunicare il prezzo
dimensioni della Pochi canali distributivi
o sconti a un gran numero di
prestazione clienti
minimo assortimento strutture di prezzo risparmio su location
/ varietà degli poco complesse (es. ed esposizione
attributi pochi optional)
Per attuare una strategia di prezzo basso un’impresa deve:
• Avere un segmento sufficientemente ampio
• Ridurre i costi (anche nella parte amministrativa) e aumentare la dimensione sono i
principali obiettivi (compatibili solo con il mercato di massa)
Qualità̀
• accettabile più̀
• I produttori tradizionali fanno fatica ad adeguarsi ai prezzi bassi
più̀
• Elevante competenze nel marketing (non è semplice rispetto ad altri posizionamenti di
prezzo) bisogna capire quali sono i prodotti essenziali a cui il cliente non può rinunciare.
più̀
• Necessità di avere anche servizio/prodotti per clienti di fascia leggermente alta
• Essere esposti ai costi è rischioso (per es. se aumenta il costo delle materie prime o c’è una
crisi economica)
Nell’esempio la strategia di comunicazione di Illiad si basa molto sul prezzo rispetto a Vodafone e
tim che vogliono fissare l’attenzione alle caratteristiche/distribuzione dei loro servizi.
Nell’esempio fra Ford Focus e Audi e-tron 55: nella Ford Focus comunicazione incentrata sul
prezzo, nell’Audi vi è un’assenza di prezzo e presenza di diverse caratteristiche tecniche della
macchina. 17/03/2020
Posizione di prezzo medio
Per individuare la fascia di prezzo medio è possibile usare un indice di qualità: prendiamo in
considerazione diverse marche di un prodotto e ne analizziamo la qualità con dei parametri
standard. (esempio degli spaghetti altro consumo)
• Solitamente nella fascia di prezzo medio si hanno dei brand molto conosciute alla
maggioranza dei consumatori.
• Ciò è dovuto dalla possibilità di trovare queste marche in diversi distributori.
• Questo perché i prodotti vanno a soddisfare una larga porzione di mercato.
Caratteristiche delle 4P nel prezzo medio
Prodotto Prezzo Distribuzione Comunicazione
è importante per
qualità costante e di Ubiquità (presenza
prezzi medi stabili comunicare gli
buon livello massiccia) attributi
Focus su prestazione Pluralità di canali Poca importanza del
emozionale e in parte Controllo sul prezzo distributivi prezzo
simbolica
miglioramento strutture di prezzo controllo qualità su più
continuo più complesse (es. cliente neutrale
canali (pu
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