Planning e consulenza fiscale e societaria
Imposta sul reddito delle persone fisiche - Irpef
L'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) nasce nel 1973. L'art. 53 Cost. dice che tutti devono partecipare alla spesa pubblica. Il prelievo può essere progressivo, come nel caso dell'Irpef, che è un'imposta definita "a scaglioni", che significa che le aliquote aumentano all’aumentare del reddito.
Presupposto dell’imposta e soggetti passivi
I soggetti passivi d'imposta sono le persone fisiche, residenti e non nel territorio dello Stato:
- Residenti, tassati sul reddito ovunque prodotto;
- Non residenti, tassati sul reddito considerato prodotto in Italia.
Un soggetto può essere considerato residente nel territorio dello Stato italiano se, per la maggior parte del periodo di imposta (più di 183 giorni):
- È iscritto nelle anagrafi della popolazione residente,
- Ha il domicilio,
- Ha la residenza ai sensi del codice civile.
Tuttavia, ciò non basta a definire il concetto di residenza, in quanto intervengono le convenzioni contro le doppie imposizioni.
Presupposto d'imposta: Il presupposto per applicare l'imposta è il possesso di redditi in denaro o in natura rientranti nelle seguenti categorie (art. 6 TUIR):
- Redditi fondiari
- Redditi di lavoro autonomo
- Redditi di capitale
- Redditi di impresa
- Redditi di lavoro dipendente
- Redditi diversi
L'Irpef viene applicato anche alle società di persone, ma non lo scontano direttamente, in quanto vengono tassati i soci: il reddito, a prescindere dall'incasso effettivo, è imputato a ciascun socio proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili.
Reddito complessivo e base imponibile
Determinazione dell’imposta lorda, netta e da versare
Una volta determinata la base imponibile bisogna calcolare l'imposta: L’IRPEF è un’imposta progressiva per scaglioni di reddito, le aliquote, infatti, aumentano all’aumentare del reddito (diversa da imposta proporzionale – es. IRES).
L’imposta lorda è calcolata sulla base imponibile attraverso i seguenti scaglioni di reddito e le relative aliquote:
Es:
- La base imponibile è pari a 45000. L'imposta lorda, pertanto sarà data da: 6960 + 38% di (45000 - 28000) = 13420 €.
- Base imponibile 80000. L'imposta lorda sarà data da: 25420 + 43% (80000 - 75000) = 27570 €.
Una volta calcolata l'imposta lorda si possono detrarre alcune tipologie di spese.
Una volta calcolata l'imposta netta bisogna togliere:
- Ritenute subite
- Crediti di imposta
- Rigo differenza
- Eccedenza a credito risultante dalla precedente dichiarazione non utilizzata in compensazione
- Acconti di imposta
= Imposta da versare o eccedenza a credito da riportare
Termine di versamento delle imposte:
- Saldo a debito, entro il 16 giugno o entro il 16 luglio (con maggiorazione dello 0,40%) dell'anno successivo a quello di riferimento
- Acconti, se rigo differenza > 51,65 € si versa il 100% del rigo differenza
- In un'unica soluzione entro il 30 novembre se inferiore a 257,52 €
- In due rate se superiore a 257,52 €:
- 40% entro il termine di versamento del saldo
- 60% entro il 30 novembre
- Se rigo differenza < 51,65 € non verso nessun acconto
La tassazione separata: Ci sono certe categorie di reddito che hanno maturazione pluriennale (es. TFR) che non scontano l'imposta nell'anno in cui vengono percepiti, ma che si basano sui redditi medi di un determinato periodo (3 o 5 anni).
Dichiarazione dei redditi delle persone fisiche
Modello Unico PF: Sono obbligati alla presentazione della dichiarazione dei redditi i contribuenti che:
- Hanno conseguito reddito nell'anno e non rientrano e nei casi di esonero (vedi istruzioni modello Unico);
- Sono obbligati alla tenuta delle scritture contabili (come, in genere, i titolari di partita IVA), anche nel caso in cui non abbiano conseguito alcun reddito.
NB: Anche nel caso in cui non siano obbligati, i contribuenti possono comunque presentare la dichiarazione dei redditi per far valere eventuali oneri sostenuti, deduzioni e/o detrazioni non attribuite o attribuite in misura inferiore a quella spettante oppure per chiedere il rimborso di eccedenze di imposta derivanti dalla dichiarazione presentata nel 2014 o da acconti versati nello stesso anno.
Per particolari categorie di soggetti e redditi dichiarati è possibile, in sostituzione del modello Unico PF, presentare il modello 730.
I lavoratori dipendenti e i pensionati (in possesso di determinati redditi) possono presentare la dichiarazione con il modello 730. I vantaggi sono:
- Non deve eseguire calcoli e pertanto la compilazione è più semplice, lo fa il sostituto/caf/professionista;
- Ottiene il rimborso dell'imposta direttamente nella busta paga o nella rata di pensione, a partire dal mese di luglio (per i pensionati a partire dal mese di agosto o di settembre);
- Se deve versare delle somme, queste vengono trattenute dalla retribuzione (a partire dal mese di luglio) o dalla pensione (a partire dal mese di agosto o settembre) direttamente nella busta paga, ed eventualmente con rateizzazione dell’Irpef.
Termini di presentazione:
- Il Modello Unico PF deve essere presentato dal 2 maggio 2015 al 30 giugno 2015 se la presentazione viene effettuata in forma cartacea per il tramite di un ufficio postale
- Entro il 30 settembre 2015 se la presentazione viene effettuata per via telematica, direttamente dal contribuente ovvero se viene trasmessa da un intermediario abilitato alla trasmissione dei dati.
Il modello Unico è una dichiarazione unificata oggi il concetto è un po' cambiato rispetto a qualche anno fa.
Il Modello 730 precompilato invece deve essere presentato entro il 7 luglio, sia nel caso di presentazione diretta all'Agenzia delle entrate, sia nel caso di presentazione al sostituto d'imposta oppure al Caf o al professionista.
Visto di conformità: I contribuenti che intendono utilizzare in compensazione crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali e alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito per importi superiori a 15000 € annui, hanno l'obbligo, ai sensi dell'art. 1, comma 574, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, di richiedere l'apposizione del visto di conformità relativamente alle dichiarazioni dalle quali emerge il credito.
Compensazione dei crediti: La compensazione dei crediti (o compensazione tributaria) non è altro che la possibilità, riconosciuta al contribuente che vanta un credito nei confronti dell’erario, di utilizzarlo per il pagamento di eventuali debiti nei confronti dello stesso. Essa può avvenire in due modi:
- Verticale, consente di recuperare crediti sorti in periodi precedenti con debiti della stessa imposta (es. credito per Irpef con 1° acconto Irpef);
- Orizzontale (art. 17, D.Lgs. 241/1997), consente di compensare i debiti e crediti nei confronti anche di diversi enti impositori (Stato, INPS, enti locali, INAIL, ENPALS).
Le categorie di reddito
Redditi fondiari - art. 25 TUIR:
- Sono redditi fondiari quelli inerenti ai terreni e ai fabbricati situati nel territorio dello Stato che sono o devono essere iscritti, con attribuzione di rendita, nel catasto dei terreni o nel catasto edilizio urbano.
- I redditi fondiari si distinguono in redditi dominicali dei terreni, redditi agrari e redditi dei fabbricati.
Il reddito dei terreni può essere di tre tipologie:
- Dominicale, che va a remunerare la proprietà del fondo e il capitale di miglioramento;
- Agrario, che va a remunerare il capitale di esercizio e il lavoro di organizzazione;
- Dei fabbricati, che è costituito dal reddito medio ordinario ritraibile da ciascuna unità immobiliare urbana.
Per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi dei terreni abbiamo il quadro RA. Il reddito dominicale deve essere rivalutato dell'80%, mentre per quanto riguarda quello agrario del 75%. Per il reddito dei fabbricati abbiamo il quadro RB. Vi è la possibilità di tassare il canone di locazione separatamente con un'apposita imposta sostitutiva comunemente denominata "cedolare secca" (21% o 10%). Se gli immobili non sono locati sono assoggettati ad IMU (imposta patrimoniale applicata agli immobili) e quindi non vi è tassazione Irpef e relative addizionali. L'abilitazione principale e le relative pertinenze non concorrono a formare il reddito. Sono tassati per competenza anche se non effettivamente percepiti.
Redditi di lavoro dipendente - art. 49 TUIR: Sono redditi di lavoro dipendente quelli che derivano da rapporti aventi per oggetto la prestazione di lavoro, con qualsiasi qualifica, alle dipendenze e sotto la direzione di altri, compreso il lavoro a domicilio quando è considerato lavoro dipendente secondo le norme della legislazione sul lavoro. Per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi di lavoro dipendente abbiamo il quadro RC. Il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e i valori in genere (es. redditi in natura, detti anche fringe benefits, es. auto aziendale utilizzabile anche nel weekend), a qualunque titolo percepiti nel periodo di imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro; sono inclusi inoltre i compensi ricevuti sotto forma di partecipazione agli utili. Vige il principio di cassa, quindi sono tassati per cassa (salvo il principio di cassa allargato).
Reddito di lavoro autonomo - art. 53 TUIR: Sono redditi di lavoro autonomo quelli che derivano dall'esercizio di arti e professioni. Il reddito di lavoro autonomo è dato da: compensi in denaro o in natura percepiti nel periodo di imposta (anche sotto forma di partecipazione agli utili), al quale sono sottratte le spese sostenute nel periodo di imposta nell'esercizio dell’attività. Vige il principio di cassa. Sono redditi di lavoro autonomo anche quelli conseguiti dalle associazioni professionali, imputazione del reddito per trasparenza in base alla quota di partecipazione agli utili. Concorrono a formare il reddito di lavoro autonomo inoltre le plusvalenze dei beni strumentali.
Deducibilità di alcune spese: Sono deducibili:
- Le minusvalenze dei beni strumentali;
- Ammortamento dei beni strumentali in base al DM 1988;
- Deducibilità integrale dei beni strumentali inferiori a 516,45 €;
- Leasing, deduzione per competenza se durata del contratto è superiore alla metà del periodo di ammortamento (o 12 anni per gli immobili);
- Spese di manutenzione deducibili nei limiti del 5% del costo dei beni ammortizzabili all'inizio dell'esercizio;
- Beni di uso promiscuo, limite del 50%.
Per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi di lavoro autonomo abbiamo il quadro RE.
Affianco alla tassazione ordinaria, abbiamo i c.d. regimi di vantaggio, che consentono un’aliquota più bassa e inoltre una semplificazione:
| Contribuenti minimi | Regime forfettario |
|---|---|
Requisiti
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Requisiti
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Tassazione
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Tassazione
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Durata
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Durata
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Reddito da lavoro autonomo occasionale: I redditi derivanti da attività di lavoro autonomo occasionali sono costituiti dall’ammontare percepito nel periodo di imposta al netto delle spese inerenti sostenute. Le caratteristiche sono:
- Non hanno la partita IVA;
- Compenso soggetto a ritenuta d’acconto 20%;
- Iscrizione gestione separata Inps se compensi > 5.000 euro (1/3 a carico del lavoratore e 2/3 a carico del committente).
In questo caso abbiamo il quadro RL.
Reddito di capitale - art. 44 TUIR: Sono redditi di capitale:
- Gli interessi e altri proventi derivanti da mutui, depositi e conti correnti;
- Gli interessi e gli altri proventi delle obbligazioni e titoli similari, degli altri titoli diversi dalle azioni e titoli similari, nonché' dei certificati di massa;
- Le rendite perpetue e le prestazioni annue perpetue di cui agli articoli 1861 e 1869 del codice civile;
- I compensi per prestazioni di fideiussione o di altra garanzia;
- Gli utili derivanti dalla partecipazione al capitale o al patrimonio di società ed enti soggetti all'imposta sul reddito delle società, salvo il disposto della lettera d) del comma 2 dell'articolo 53; è ricompresa tra gli utili la remunerazione dei finanziamenti eccedenti di cui all'articolo 98 direttamente erogati dal socio o dalle sue parti correlate, anche in sede di accertamento;
- Gli utili derivanti da associazioni in partecipazione e dai contratti indicati nel primo comma dell'articolo 2554 del codice civile, salvo il disposto della lettera c) del comma 2 dell'articolo 53;
- I proventi derivanti dalla gestione, nell'interesse collettivo di pluralità di soggetti, di masse patrimoniali costituite con somme di denaro e beni affidati da terzi o provenienti dai relativi investimenti;
- I proventi derivanti da riporti e pronti contro termine su titoli e valute;
- I proventi derivanti dal mutuo di titoli garantito;
- I redditi compresi nei capitali corrisposti in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione;
- I redditi derivanti dai rendimenti delle prestazioni pensionistiche di cui alla lettera h-bis) del comma 1 dell'articolo 50 erogate in forma periodica e delle rendite vitalizie aventi funzione previdenziale;
- I redditi imputati al beneficiario di trust ai sensi dell'articolo 73, comma 2, anche se non residenti;
- Gli interessi e gli altri proventi derivanti da altri rapporti aventi per oggetto l'impiego del capitale, esclusi i rapporti attraverso cui possono essere realizzati differenziali positivi e negativi in dipendenza di un evento incerto. I redditi di capitale sono i frutti da investimenti di capitale.
NB: Sono considerati solo i componenti positivi.
Tassazione utili da partecipazione: Prima di tutto bisogna fare una distinzione tra società di persone e società di capitali. Gli utili conseguiti da società di capitali sono tassati in misura o del 49,72% o del 40%.
| Partecipazione qualificata | Partecipazione non qualificata |
|---|---|
|
|
In generale, in tema di dividendi, il TUIR fa una sorta di presunzione: si presume che in primis siano distribuite le riserve di utili, e dopo le riserve di capitale, in quanto le prime hanno già scontato la tassazione in capo alla società (IRES) ma non hanno ancora scontato la tassazione in capo alle persone fisiche (IRPEF); quindi, indipendentemente dalla delibera assembleare, si presumono prioritariamente distribuiti l'utile e le riserve di utili, e secondariamente le riserve di capitale. Quando una società di capitale distribuisce dividendi, bisogna capire se la partecipazione è qualificata o meno:
| Soggetto partecipato | Società di persone | PF imprenditori | PF non imprenditori |
|---|---|---|---|
| Società di capitali | Imponibili al 49,72% | Imponibili al 49,72% |
|
| Società di persone | Tassazione per trasparenza: imponibili al 100% | Tassazione per trasparenza: imponibili al 100% | Tassazione per trasparenza: imponibili al 100% |
| Soggetti esteri non black list | Imponibili al 49,72% | Imponibili al 49,72% |
|
| Soggetti esteri black list | Imponibili al 100% | Imponibili al 100% |
|
*Cos'è la black list? La Black List è di fatto un elenco di Paesi per i quali vige una fiscalità privilegiata e rientrano, pertanto, in una lista nera che viene aggiornata ogni anno dall’Agenzia delle Entrate. In Italia, tutte le imprese e contribuenti che intrattengono rapporti economici con soggetti appartenenti a questi Paesi devono seguire specifiche regole fiscali.
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