Psicologia del bambino maltrattato
PSICOLOGIA
DEL BAMBINO
MALTRATTATO
Adele Massa
CAPITOLO PRIMO
Psicologia del bambino maltrattato
LA VIOLENZA VERSO I BAMBINI
Definizione e caratteristiche
Per abuso deve intendersi:
Quell'insieme di atti e carenze che turbano gravemente l bambino attentando alla sua integrità corporea e
al suo sviluppo fisico, affettivo, intellettivo e morale, le cui manifestazioni sono la: trascuratezza e/o lesioni
di ordine fisico e/o psichico e/o sessuale da parte di un familiare o di altri che hanno cura del bambino.
Differenze tra paesi: occidentali--> la focalizzazione prevalente è sulle forme di violenza intrafamiliare ///
Paesi in via di sviluppo---> problematiche sociali e culturali che inducono a rivolgere l'attenzione all'abuso
extrafamiliare---> sfruttamento lavorativo, traffico e vendita di minori, prostituzione infantile e abususo
istituzionale.
Convenzione dei diritti dei minori:''danno o abuso fisico o mentale, trascuratezza o trattamento negligente,
al mattrattamento, alle diverse forme di fruttamento e abuso sessuale illegale, lo sfruttamento nella
prostituzione o in altre pratiche sessuali illegali, lo sfruttamento in spettacoli e materiali pornografici,
torture o ad altr forme di trattamento o punizione crudeli, inumane o degradanti, allo sfruttamento
economicco e al coinvolgimento in lavori rischiosi.''
Bisogna differenziare i danni dell'infanzia da altri proplemi sociali, economici e sanitari--> bambini che
soffrono per malnutrizione, fame, malattie infettive, abbandono, sfruttamento, guerre ecc. Non tutte
queste forme sono leggittimamente classificabili sotto la dizone di violenza dell'infanzia.
Child protetion register inglese:
1. Trascuratezza: con la quale si intende una grave o persistente neglgenza nei confronti del bambino,
o il fallimento nel proteggerlo dalla esposizione a qualsiasi genere di pericolo, incluso freddo o
fame, o anche gli insuccessi in alcune importanti aree dell'allevamento che hanno come
conseguenza un danno significativo per la salute o per lo sviluppo, compreso un ritardo della
crescita in assenza di cause organiche.
2. Maltrattamento fisico: che implica un danno o un fallimento nel prevenirlo, inclusi gli
avvelenamenti intenzionali, soffocamento e sindrome di Muchhausen per procura. Omicidio
infantile.
3. Abuso sessuale: che comporta lo sfruttamento sessuale di bambino o adolescente, dipendente e/o
immaturo su lpiano dello sviluppo, e anche prostituzione infantile e pornografia.
4. Abuso emozionale: comunemente denominato maltrattamenti psicologico, che si riferisce a
persistenti maltrattamenti emotivi e atteggiamenti di rifiuto e di denigrazione che determinano
conseguenze negative sullo sviluppo affettivo e comportamentale
Sindrome di Munchhausen: la sindrome di M per procura è una particolare forma di abuso nella quale un
genitore (in genere la madre) sotopone il proprio figlio a continue visite mediche, accertamenti e cure
inopportune per sintomi o malattie da lei inventati o indotti. Si tratta di madri che presentano gravi distubi
psichici, quali ad esempio una personalità paranoide o addirittura psicotica e che instaurano col figlio una
relazione patogena caratterizzata dallo sopostamento su di lui delle proprie anzie e preoccupazioni.
O'Hagan: distingue l'abuso emozionale dal maltrattamento psicologico.
1. Abuso emozionale: implica da parte dell'adulto una reazione emozionale stabile, ripetitiva e
inappropriata alla esprienza del bambino e alle sue espressioni comportamentali.
2. Maltrattamento psicologico: nella sua forma di denigrazione verbale criiche e svalutazioni, si
configura come una risposta comportamentale stabile, ripetitiva e inappropriata che danneggia o
inibisce lo sviluppo di alcune facoltà cognitivo-emotive fondamentai quali l'intelligenza, l'attenzione,
la percezione, la memoria.
È difficle definire in modo univico l'abuso infantile e questo problema influisce le ricerche in quantità e in
qualità.
Entità del fenomeno
Studi retrospettivi: sono basati su interviste o casistiche cliniche di adulti o adolescenti, solitamente
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propongono livelli di abuso decisamente più elevati rispetto alle stime ufficiali. Sembrano confermare
l'opinione diffusa che nella propolazione infantile vi sia un numero di vittime nettamente superiore a quella
che giunge all'attenzione dei servizi e delle istituzioni. Negli ultimi anni tali stati hanno evidenziato con
allarme le percentuali elevate di adulti che, nel contruire la propria storia, riferiscono di aver subito qualche
forma di violenza e di abuso.
Studi di popolazione: si basa sul raccogliere i dati provenienti dalle diverse agenzie del territorio che
confluiscono nei registri nazionali, forniscono indicazioni più puntuali sulla incidenza e sulla pevalenza del
fenomeno. Duplicazione: è un problema in quanto lo stesso bambino in questo studio potrebbere essere
segnalato più volte.
Con gli anni le percentuali di abusi e violenze minorili è cresciuto esponenzialmente. Si distinguono tre
diverse fome di maltrattamento, in base all'ampiezza e alla diffusione:
vittimizzazioni pendemiche: sono quelle che toccano la maggior parte dei bambini nel corso dello
• sviluppo e includono punizioni fisiche, piccoli furti, aggressioni dai coetanei e dai fratelli e atti di
vandalismo.
Vittimizzazioni acute: meno frequenti, che riguardano una minoranza di bambini, ma sono
• generalmente più gravi. Tra queste si possono includere l'abuso fisico e sessuale, la trascuratezza e il
sequestro nella famiglia o da parte di qualche familiare.
Forme di violenza straordinaria: che comprendono l'omicidio, l'omicio come conseguenza del
• matrattamento e il sequestro da parte di estranei.
Stati Uniti--> incidenza vitimizzazioni acute --> alte percentuali--> nel 1998 il 18% i più rispetto agli anni
90'---> dal 1986 al 1996 + 67%--> per tuute le categorie di abuso i particolare l'abuso sessuale.
Le bambine sono più a rischio rispetto ai bambini (per l'abuso sessuale) e solitamente da parte più del
padre biologico o patrigno che dalla mamma naturale o matrigna. Mentre per quanto riguarda la
trascuratezza si riporta che è per la maggior parte delle volte causata dalla mamma naturale o matrigna.
1. Prevenzione primaria: finalizzata a ridurre l'incidenza del fenomeno, ha lo scopo sia di promuovere
una cultura per la tutela dell'infanzia sia di individuare le situazioni a rischio prima dell'insorgere
della violenza.
2. Prevenzione secondaria: interventi precoci per una efficace presa in carico, laddove si sia già
verificato l'abuso (early detection) al fine di ridurre la prevalenza del fenomeno.
3. Prevenzione terziaria: quelli volti a ridurre i danni fisici e psicologici provocati dall'aver subito
maltrattamento e abuso.
I bambini maltrattati e abusati: alcuni dati
La distribuzione per fasce di età: mostra una lieve dominanza di bambini tra i sette e i nove anni, ma nella
sostanza una distribusione ecqua nelle prima quattro fasce d'età.
Età dei bambini
0,21 0,19 0,08
0,2 0,13
0-3 ANNI 4-6 ANNI 7-9 ANNI
10-12 ANNI 13-15 ANNI >15 ANNI
Le tipologie di violenza: segnalano un'alta percentuale di maltrattamento fisico seguito da abuso sessuale,
trascruatezza, maltrattamento psicologico e situazioni di rischio e pregiudizio. Negli anni attuali vi è più
abuso sessuale che maltrattamento fisico. I diversi tipi di violenza possono coesistere nello stesso bambino.
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Ad esempio l'abuso sessuale, indicato come categoria autonoma, va sempre inteso come attraversato da
malttrattamento psicologico ed emotivo che la nostra stessa legislazione presume, senza doverlo provare
(più bambine che bambini e più imaschi in tutte le altre tipologie di maltrattamento).
Tipologie di violenza
0,46 0,08
0,18 0,07
0,21
Mal tra tta mento fi s i co Tras cura tezza
Abus o s es s ua l e Mal trattamento ps i col ogi co
Ri schi o
In relazione all' autore della violenza: violenza da parte di entrabi i genitori, più il padre che la madre in
genere. Autore della violenza
0,41
0,17 0,07
0,35
Padre Madre
Padre e Ma dre Al tri
Durata della violenza: si riferisce solo al 59% dei bambini--> per più di quattro anni o due.
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Durata della violenza
0,1 0,13
0,24 0,05
0,17 0,31
1 mes e 6 mes i 1 a nno
2 anni 3-4 anni > 4 anni
Età, tipo di violenza, durata e provvedimenti di tutela--> sul libro
Caratteristiche dei contesti violenti
La violenza ai danni dei bambini è un fenomeno grave e complesso. Un promo elemento di immediata
evidenza è la compresenza di diversi tipi di maltrattamento sulllo stesso bambino. L'abuso sessuale di per sé
implica violenza pricologica anche quando quest'ultima non si esprime nelle forme di denigrazione verbale
o di svalutazione esplicita. Si associa anche a quella mancanza di protezione e di tutela da parte del genitore
non direttamente abusante o violento che abitualmente viene indicata come trascuratezza psicologica. Ci
sono quadri che possono essere articolati in due gruppi:
1. un primo in cui domina l'abuso sessuale strettamente associato a trascuratezza, maltrattamento
psicologico e, in alcuni casi, a maltrattamento fisico, associato a trascuratezza e a maltrattamento
psicologico.
2. Un secondo gruppo in cui domina il maltrattamento fisico, associato a trascuratezza e a
maltrattamento psicologico.
C'è poi da considerare la storia familiare nella quale i bambini si trovano coinvolti che ci fa intravedere una
progressione, un aggravamento e un moltiplicarsi dei maltrattamenti e degli abusi nel tempo, suggerendoci
una sorta di processualità che via via induce la cronicità. La cronicità degli abusi è un altro elemento
significativo, la durata della violenza, nella gran parte dei casi, è tale da configurarsi come vere e proprie
relazioni stabili e durature nel tempo che contrassegnano l'esistenza dei bambini per anni e, soprattutto,
negli anni più importanti e formativi.
Questi quattro elementi vale a dire , compresenza di diverse forme di abuso, processualità ed evoluzione
dellabuso stesso, cronicità e coerenza del sistema relazionale (mancaa protezione da entrambi i genitori)
rappresentano aspetti chiave e specifici dalla cui diversa articolazione certamente dipende lo spazio più o
meno ampio che può esercitare, sula evoluzione del bambino, quell'insieme di fattori protettivi
teoricamente idonei a ridurre l'impatto di tali esprienze.
Forme di violenza e conseguenze psicologiche
Ciò che appare utile tener presente nella valutazione delle conseguenza psicologiche è che alcune
combinazioni di violenza sono più negative di altre e che la progressione con cui forme diverse si succedono
nel tempo o si sommano rappresentano una condizione esplicativa dell'aggravarsi delle condizioni
psicologiche del bambino.
MALTRATTAMENTO PSICOLOGICO
1. Il maltrattamento psicologico è presente in tutte le altre forme, e perciò rende particolarmente
difficile definire le conseguenze el connessioni specifiche in termini di danno.
2. Alcuni tendono ad includere nel maltrattamento psicologico anche la trascuratezza emotiva in
quanto sufficientemente ampio da includere le dimensioni sia cognitive che affettive.
3. In termini generali si può considerare il maltrattamento psicologico come la reiterazione di pattern
comportamentali o modelli relazionali che cnbogliono sul bambino l'idea che vale poco, non è
amato, non è desiderato, o anche la presenza di biasimo protratto, isolamento forzato, critiche,
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disparità e preferenze nell'atteggiamento verso i fratelli e, ancora, minacce verbali, consentire che il
bambino assista a conflitti coniugali, sia spettatore di aggressioni fisiche di un genitore nei confronti
dell'altro o dei fratelli. L'esposizione a influenze criminali o immorali.
4. L'Office for the study of the Psychological rights of the child dell'indianta e bla bla, ha proposto
cinque categorie comportamentali distinte 1) DISPREZZARE 2) TERRORIZZARE 3) ISOLARE 4)
SFRUTTARE E/O CORROMPERE 5) MANCARE DI RESPONSIVITA'
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