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Italiano professionale: appunti lezione 25/03/2019

Ricevimento

Giovedì dalle 12:00 – 13:00, studio contrattisti

Corso di scrittura e avviamento alla scrittura professionale

Programma:

  • Concetti di linguistica, testo/testualità
  • Rapporto tra scrittura e oralità
  • Scritto digitato
  • Riformulazioni: esercizi di scrittura a partire da testi già esistenti
  • 4 esercitazioni scritte (tutti i giovedì)
  • Testi argomentativi
  • Linguaggi settoriali → lingue speciali
  • Lettera professionale/Curriculum Vitae

Esercitazioni: parafrasi, riassunto, testo argomentativo e lettera professionale

Esame

3 o 4 domande aperte più un esercitazione pratica – 11 Maggio alle 16:00, San Basilio, Aula 0B

Libro: edizione dal 2013 in poi (primi 5 capitoli, 11, e dal 13 al 17).

Italiano professionale (introduzione)

Di cosa si tratta?

È uno dei registri dell'italiano ma non ha un riconoscimento ufficiale. Nato a fine anni '90. È quella varietà dell'italiano che si usa nel mondo del lavoro, legato alla sfera del lavoro. Tipologie testuali presenti nel mondo del lavoro. Si usa per intrattenere rapporti di carattere professionale, ad esempio da un cittadino e un ufficio di pubblica amministrazione ecc...

4 possibilità comunicative

  • Comunicazione 1 a 1 → individuo, cittadino che scrive a un professionista
  • Comunicazione uno a molti → cittadino che scrive a un soggetto collettivo più ampio, ad esempio comune di Venezia
  • Comunicazione molti a molti → azienda che scrive al comune, due aziende
  • Comunicazione molti a uno → un ufficio pubblico o privato che scrive a un singolo cittadino

Due esempi di comunicazione in campo professionale:

  • Molti a molti → 2 aziende che comunicano tra loro per trattare una compravendita: un tempo avveniva via fax e ora si usa l'email. In un italiano scritto digitato. Questo italiano sarà di tipo professionale con delle caratteristiche specifiche.
  • Altro esempio: un singolo cittadino si rivolge a un ufficio pubblico o a un professionista (professore) → registro professionale.

Perché è importante la parte argomentativa?

In campo professionale si scrive per uno scopo pratico, perché voglio ad esempio ottenere un'informazione: ho bisogno di strutturare un testo come testo argomentativo. Si scrive per ottenere qualcosa. Si tratta di questioni legate alla quotidianità, sia presente che futura.

Definizione di Italiano professionale

Il registro dell'italiano che si impiega quando si vogliono comunicare informazioni e al tempo stesso sostenere delle proposte, proporre dei progetti, avanzare delle richieste in ambito lavorativo.

Registri

  • Italiano neo-standard, sopra c'è l'italiano standard (che si usa nelle situazioni formali, qui si colloca l'italiano professionale), al di sopra c'è quello letterario (delle situazioni ancora più formali, ad esempio discorsi del presidente della repubblica).
  • Italiano professionale → sottoinsieme dell'italiano standard.

Come si distingue l'italiano professionale dalle altre varietà

  • Lessicale: scelta delle parole
  • Sintattico: come costruire i periodi, si privilegia l'ipotassi o la paratassi?
  • Aspetto comunicativo: come rendere efficaci le proprie argomentazioni

Varietà poco studiata in Italia. Bibliografia poco ampia. È molto studiato nel mondo anglosassone anche se privilegiano il parlare pubblico.

Negli ultimi 20 anni c'è stato un processo per cui sembrava che agli inizi anni '90 le persone scrivevano sempre meno, uso del telefono ma poi con la diffusione di internet c'è stato un ritorno alla scrittura. La tecnologia ha incentivato la produzione di testi scritti.

Al momento quantitativo non è corrisposto un momento qualitativo: molte persone sono tornate a scrivere ma non hanno un'adeguata padronanza alla scrittura.

Testo e relazione tra oralità e scrittura

1 Argomento

Testo → in linguistica i testi possono essere anche orali oltre che a scritti. La differenza tra scrittura e oralità è solo una differenza di mezzo. Una comunicazione orale può essere un testo. Se risponde a determinati requisiti può esserlo. (prodotto con intenzione e effetto di comunicare qualcosa).

Testo originariamente come parole si usava nel campo della tessitura, intessuto, intrecciato, qualcosa formato da più elementi minori che si intrecciano tra loro per formare qualcosa di superiore: parole che formano frasi che formano periodi che formano paragrafi che formano testi. Già nel mondo latino era chiaro che il testo poteva essere sia scritto che orale.

Testo, definizione → produzione linguistica (orale, scritta o trasmessa (web)) dotata di senso e fatta con l'intenzione e con l'effetto di comunicare nella quale si possono individuare un emittente dal quale parte il messaggio e un destinatario per il quale è stato pensato il messaggio. [Comunicazione dotata di senso → bisogna vedere la coesione e la coerenza del testo].

Testo complesso e testo semplice

  • La divina commedia → testo complesso, emittente (Dante), destinatario ampio, intenzione di comunicare con effetti diversi ma che ci sono;
  • Uscita (scritta in un cinema) → testo, c'è un emittente (responsabile del cinema), destinatario (tutti quelli che vanno al cinema) intenzione e effetto (o Vietato Fumare).

Proprietà del testo

Un testo per essere tale deve avere:

  • Coesione → un testo deve essere coeso → la coesione è l'insieme dei legami grammaticali di cui un testo si serve per assicurare il collegamento tra le sue parti a livello superficiale. Qualunque elemento assolva questa funzione si dice Coesivo. elemento che da coesione al testo. (esempio rapporto tra soggetto e verbo e poi con superficie del testo si intende il piano della morfologia, desinenze ecc..).

FOTOCOPIA 1:

  • Coesione con catena anaforica → catena di parole (sostantivi, pronomi ecc...) che si richiamano l'una con l'altra e fanno tutte riferimento a un solo elemento. La coesione è la rete di parole che si legano tra loro e rendono compatto il testo;
  • Coesione con catena anaforica intrecciata → intrecciata: ha più punti di attacco, vi sono più catene anaforiche che si intrecciano.
  • Coesione con sinonimi → ottengo la coesione con 3 parole diverse ma che fanno riferimento allo stesso fatto.
  • Coesione con iperonimi → iperonimi: parole che hanno un ampio significato e che racchiudono all'interno altre parole (iponimi: parole con significato più ristretto che rientrano nel significato di un'altra parola);
  • Coesione con nomi generali → ad esempio “fatto” o “cosa”, parole che racchiudono tantissimi elementi;
  • Coesione con riformulazione o perifrasi → perifrasi: serie di parole che rimandano a un'altra parola.

Coerenza

Perché un testo sia coerente deve avere 3 caratteristiche:

  • Unità del testo → le varie parti del testo non devono essere in contraddizione tra loro, non deve essere un testo contraddittorio.
  • Continuità → nelle varie parti del testo ci sono uno o più temi che ritornano, che persistono, in un testo si parla sempre della stessa o delle stesse cose.
  • Progressione tematica → ogni enunciato arricchisce di senso il testo collegandosi all'enunciato che lo precede. Cioè i vari enunciati sono concatenati tra loro e ogni enunciato aggiunge informazioni su quanto si è detto in precedenza. Un testo coerente non mi garantisce la coerenza e viceversa.

Esempio: Fotocopia 2

  • Testo coerente: stile giornalistico, frasi brevi e paratassi. Vi è unitarietà, non ci sono contraddizioni, c'è continuità le frasi parlano sempre della stessa cosa e c'è progressione. Inoltre la coerenza dipende molto dalle conoscenze che ha il destinatario: una cosa non potrebbe essere chiara allo stesso modo se letta da un bambino o da un universitario. Enciclopedia: conoscenze pregresse dentro di noi che ci permettono di capire un testo.
  • Testo apparentemente coerente: elementi sparsi ma poi ho un elemento che alla fine me li tiene insieme e con cui recupero i 3 elementi che prima erano assenti.
  • Testo incoerente: esempio di produzione scritta. 3 enunciati che non hanno niente a che fare l'uno con l'altro. Quindi non è un TESTO, è una SERIE DI FRASI.
  • Testo coeso ma incoerente: viola il requisito della coerenza.
  • Testo non coeso ma coerente: prima gli da del lei e poi gli da del tu. Non c'è coesione ma c'è coerenza, si capisce lo stesso.

Elementi esterni a un testo che influiscono alla sua composizione

Variabilità: un testo può essere variabile sotto diversi aspetti. 5 elementi:

  • Variabilità di tipo diacronico: con il passare del tempo la lingua si modifica, variazione della lingua a seconda del tempo in cui il testo è stato scritto. Su questo piano ci sono molte differenze ma bene o male l'italiano è sempre comprensibile.
  • Variabilità di tipo diatopico: variazione della lingua a seconda dello spazio, del luogo in cui ci si trova a scrivere.
  • Variabilità di tipo diafasico: dipende dal contesto della comunicazione, il contesto in cui ci troviamo influisce sul tipo di comunicazione.
  • Variabilità di tipo diastratico: legata al livello di istruzione e strato sociale cui proviene il parlante.
  • Variabilità di tipo diamesico: dipende dal mezzo di comunicazione usato. Le differenze principali si registrano tra l'oralità e la scrittura.

Nell'oralità sono le onde sonore, mentre nella scrittura o un mezzo che può essere cartaceo o digitale. Influisce perché nella scrittura si fa molta più attenzione a degli aspetti che nell'oralità si trascurano.

Prima differenza: il parlato tende a esaurirsi subito, si esaurisce in fretta mentre lo scritto resta nel corso del tempo e si rivolge a un pubblico ampio e non prevedibile mentre invece nell'oralità posso controllare sta cosa. Il parlato è meno controllato da parte dell'emittente: esempio delle ripetizioni: chi parla non ci si preoccupa tanto di fare ripetizioni cosa che nello scritto si deve evitare. Il parlato tende a essere meno strutturato, prevale la paratassi, frasi più brevi mentre nello scritto prevale l'ipotassi, maggiore complessità. Questa variabilità determina le differenze tra oralità e scrittura.

Powerpoint: Oralità e scrittura

Sequenza lineare:

Allineo una parola dopo l'altra, non ho possibilità di cancellare quello che ho detto prima. Nella scrittura posso cancellare ciò che ho scritto senza lasciare alcuna traccia (al pc). Spesso infatti parlando ci si corregge mentre nello scritto si arriva diretti al punto. Teoricamente un testo scritto è più sintetico di quello orale.

Non adattabilità dell'ascolto:

Io posso decidere se interrompere la conversazione ma non posso decidere come ascoltare chi parla. Mentre la lettura è adattabile all'esigenza del destinatario che invece non può adattare l'ascolto.

Progettazione frettolosa:

Nel parlato ho poco tempo per progettare ciò che devo dire dopo: vi sono quindi dei difetti nel parlato come ad esempio i cambi di progetto: è quando io inizio una frase in un modo, mi interrompo e poi riparto in un altro modo. Nella scrittura ciò non è accettabile infatti si possono eliminare gli elementi.

Meccanismo della presupposizione:

Nel parlato alcune cose si possono presupporre nello scritto no e quindi bisogna esplicitare tutti gli elementi. In questo caso l'oralità è più sintetica della scrittura.

Ampio ricorso alla deissi:

Deittici: elementi che si riferiscono all'emittente della comunicazione, allo spazio e al momento della comunicazione. (questo, quello o codesto → dipendono dalla posizione dello spazio). (tra due ore → dipendono dal momento in cui chi parla fa questo riferimento). Questi elementi variano per il fenomeno dell' Egocentrismo della lingua → la lingua è egocentrica: chi parla riferisce tutto ciò che lo circonda nello spazio e nel tempo a se stesso. Noi tendiamo per natura a riferire tutto alla nostra posizione nel tempo e nello spazio. Questo degenera quando diamo per scontato che chi ci ascolta conosca la nostra posizione nel tempo e nello spazio. (esempio: torno subito: quando è stato scritto quel cartello? Boh. Caso di egocentrismo della lingua che danneggia la comunicazione, c'è intenzione ma non c'è effetto). (vedi libro, primo capitolo). Nell'oralità è normale utilizzarli spesso mentre nello scritto devono essere riformulati.

2 Lezione 28/03/2019

Importanza degli aspetti prosodici

Aspetti prosodici → legati all'intonazione, ritmo, volume della voce, pause. Sono fatti paralinguistici, ovvero non direttamente legati alle parole ma al modo in cui sono pronunciate. Incidono al significato del testo come ad esempio l'ironia in cui noi otteniamo effetto ironico parlando attraverso l'intonazione. Nell'oralità sono quindi fondamentali gli aspetti prosodici come anche le pause per creare effetto suspense. Scarso rilievo per quanto riguarda la scrittura ma sono in parte producibili attraverso la punteggiatura. Nello scritto l'ironia si ricava dal contesto ma nel caso delle pause ci sono i segni di punteggiatura.

Lessico generico:

Nell'oralità è più generico mentre nella scrittura più preciso. Nell'oralità ci sono tante ripetizioni e altri elementi che si chiamano "parole vuote" e riempitivi detti anche "segnali discorsivi" (parole usate per prendere tempo come ad esempio parole che non vengono usate nel loro significato ma per riempire lo spazio vuoto e consentire a chi parla di progettare ciò che dovrà dire dopo, come ad esempio cioè, praticamente o tipo).

Nell'oralità c'è meno tempo per scegliere le parole; quella che si chiama gamma lessicale, si riduce: nell'oralità la gamma lessicale è più limitata e ridotta rispetto alla scrittura (pur conoscendo lo stesso numero di parole, abbiamo meno tempo per sceglierle → il lessico è quindi più generico. Ad esempio nell'oralità di usa molto spesso il verbo "dire"). Gamma lessicale più generica nell'oralità (ampio uso di parole generali).

FOTOCOPIA 3

Trascrizione di un intervento radiofonico, dove la persona che parla è un esperto di psichiatria. Tipico parlato dove compaiono una serie di fenomeni dovuti all'oralità, non sono errori, ma tratti tipici dell'oralità che la distinguono dalla scrittura. Nell'oralità si tendono a usare meno parole (ripetizioni).

"quella che è", "quello che è" → sintassi del parlato, meno accurato e attento ad aspetti formali.

Approssimazione dell'uso della morfosintassi:

Nell'oralità c'è meno rigore nel rispetto delle regole grammaticali e c'è più tolleranza anche da parte di chi ascolta. Si dà per scontato che per chi scrive ha molto tempo per rivedere il testo rispetto a chi parla. C'è meno tempo nell'oralità e quindi più tolleranza.

Importanza degli aspetti non verbali o aspetti paraverbali

  • Mimica → movimenti del volto, molto importanti nell'oralità;
  • Gestualità → movimento delle mani;
  • Prossemica → distanza fisica tra gli interlocutori: nei paesi latini è molto più bassa rispetto a quelli anglosassoni, aspetto culturale.

Nello scritto invece è importante la veste grafica per esempio al rapporto tra testo e note: testo in un corpo più grande e note in un corpo più piccolo: alcune parti sono considerate più importanti di altre. O le parole in grassetto che segnala che ci sono degli aspetti chiave.

Feedback da parte del ricevente:

Nell'oralità quando parlo ho un feedback immediato da parte dell'interlocutore, mentre nella scrittura non vi è nessun feedback immediato da parte del ricevente tuttavia il feedback c'è. Anche se ci sono casi particolari ad esempio WhatsApp (=strumento ibrido, so se il messaggio è arrivato o meno).

Fenomeni più comuni derivati dall'influsso del parlato nella scrittura

Le regole le detta chi parla, la comunità dei parlanti. In un certo momento si decide che un certo fenomeno che una volta venivano considerati scorretti poi viene accettato. È l'uso dei parlanti che determina l'accettabilità di un fenomeno o meno. Sono fenomeni presenti nel parlato e che talvolta passano nella scrittura, vediamo quelli di questi si possono accettare e quali invece bisogna respingere. Esistono fenomeni sub-standard: fenomeni sempre inaccettabili (sotto il livello standard) e quelli neo-standard: che fino a qualche anno fa non erano accettabili ma oggi incominciano ad essere considerati accettabili.

  • Modifiche della costruzione sintattica in corso di enunciazione (cambio di progetto) → fenomeno sub-standard, Anacoluto: Ho un soggetto a cui non corrisponde un verbo. Capita frequentemente nella lingua ma non va accettata nella scrittura: ad esempio "i figli...ci pensa mia moglie";
  • Gli per loro: Marco e Luca mi hanno chiesto di dargli il tuo numero di telefono. Marco e Luca mi hanno chiesto di dare LORO (sarebbe più corretto). Si è diffuso nello scritto. Forma accettabile? Dipende dal contesto in cui ci troviamo, in un contesto di alta formalità è meglio evitarlo; (sub-standard: gli per le).
  • Reduplicazione pronominale → quando un pronome viene ripetuto 2 volte senza causa.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nora96_96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Italiano professionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Ellero Diego.
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