INFEZIONI RESPIRATORIE DEGLI EQUINI
Quando parliamo di vaccinazione obbligatoria vuol dire che la legge obbliga. Per i cavalli non c’è nessun
obbligo ma esistono dei vaccini consigliati e riguardano molto spesso le infezioni respiratorie. Anche se
parliamo di questo genere di infezione, in realtà il sintomo respiratorio è solo uno dei segni che posso
osservare e talvolta, non è neanche il più importante. Ci sono delle patologie del cavallo che si manifestano
con una forma respiratoria (tosse, scolo nasale, febbre), ma sono dei sintomi premonitori di quelli più
importanti. Ci sono patologie che esordiscono in forma respiratoria, ma poi negli animali si manifesterà
aborto (in caso di animali gravidi).
Sono un guppo di malattie ad eziologia virale e batterica. È molto importante conoscere queste patologie
al fine di effettuare una terapia ed una prevenzione adeguate. Ci sono numerosissimi patogeni che
possono colpire il cavallo e sostenere le malattie respiratorie.
VIRALI : Adenovirus, Virus influenzali, Virus parainfluenzali, Orbivirus, Rhinovirus, Reovirus, Herpesvirus,
Arterivirus, Henipavirus.
BATTERICHE
: Streptococcus spp., Staphylococcus spp., Bordetella spp., Actinomyces spp., Pasteurella
spp., Chlamydia
spp., ecc.
(non serve)Focus su Henipaviru: sono virus che incontriamo nei pipistrelli, ne esistono ad oggi 5 tipologie
tutte isolate dai pipistrelli di cui 2 in particolare (NIPAH ed HENDRA) sono capaci di fare il salto di specie.
HENDRA da pipistrello a cavallo e uomo. NIPAH a suino e uomo. Il NIPAH è quello che ha destato molta più
preoccupazione nel mondo. Il primo è stato HENDRA (cittadina australiana), impovvisamente nei cavalli
comparve una forma respiratoria gravissima che li portava a morte in pochi giorni! Nel cavallo c’è una
patologia che può presentare, soprattutto nelle fasi iniziali, una stessa sintomatologia, è la PESTE EQUINA;
si pensava fosse questa! In realtà no, perché al microscopio si è visto che a livello polmonare c’erano virus
virus simili al Morbillivirus. Nel frattempo, la malattia è comparsa anche nell’uomo, in persone che avevano
contatti stretti con questi animali. Per fortuna non c’è stata una grande diffusione quindi la malattia è stata
subito circoscritta. Per quanto riguarda NIPAH, in Malesia, all’inizio degli anni 2000 ci sono stati dei casi di
mortalità elevata nei suini e si notò che erano colpite anche le persone a stretto contatto. Questo virus,
però, mostrò una grande capacità di diffusione, furono sterminati milioni di suini ma anche 250 persone!
Noi faremo ADENITE, INFLUENZA, RINOPOLMONITE ed ARTERITE EQUINA.
ADENITE EQUINA (Streptococcus Equi)
Conosciuta anche come Strangles (soffocamento) è una patologia non gravissima, ma può determinare
delle vere problematiche all’interno dell’allevamento. C’è un sintomo respiratorio, ma è iniziale, poi la
malattia consiste in una infiammazione dei linfonodi.
È una malattia infettiva contagiosa ad andamento acuto (solitamente, ma ci sono anche forme a decorso
più lungo) che colpisce i cavalli di qualsiasi età ed è caratterizzata da infiammazione catarrale delle prime
vie respiratorie (scolo nasale limpido, che però dura poco) e da infiammazione purulenta dei linfonodi
(rigonfiamento linfonodi testa e collo; talmente grandi che possono dare senso di soffocamento). Questa
patologia classicamente la osserviamo nei giovani, ma non perché siano più sensibili, ma perché un adulto
ha già una sua immunità se è venuto già a contatto col batterio.
Sostenuta da Streptococcus Equi. Gram positivo (colorazione Gram, blu) forma rontondeggiante; in
terreno liquido forma delle lunghe catenelle, per cui parliamo di streptococco (a differenza dello
staphylococco che cresce a grappolo). Gli streptococchi possono essere CLASIFICATI SU BASE ANTIGENICA.
L’Equi appartiene al gruppo C di Lancefield (ci sono più o meno 20 gruppi). Si classifica studiando
L’ANTIGENE POLISACCARIDICO C. Quando cresce su agar sangue determina la β-emolisi (emolisi totale del
g.rossi). [esistono diversi tipi di emolisi, α è parziale e γ è assente]
Non resistono molto in ambiente esterno, ma in alcune condizioni può resistere anche per qualche
settimana; ciò vuol dire che bisogna stare molto attenti in termini di pulizia e disinfezione sia
dell’ambiente, sia di tutto ciò che uso (per esempio la capezza); l’ipoclorito di sodio va bene, previa
detersione! Bisogna disinfettare anche le mani, poiché se tocchiamo cavallo infetto possiamo trasmettere
ad uno sano.
È un germe che vive normalmente sulla mucosa orale e nasale dell’animale e questo complica la
situazione perché l’animale potrebbe risultare positivo se si fa un tampone anche se sano. Ho difficoltà nel
capire se l’animale posso introdurlo o meno. Bastano delle variazioni come in alimentazione, fattori di
stress, immunodepressione e il normale saprofita può diventare patogeno, quindi determinare la comparsa
della malattia.
EPIDEMIOLOGIA
Distribuzione cosmopolita. È patogeno per il cavallo, MENO per l’ASINO (molto meno sensibile alle
infezioni anche se è ugualmente recettivo); quindi è difficile vedere una forma clinica ben evidente in essi.
Ciò vuol dire che è comunque un mezzo di trasmissione. PIÙ LA SPECIE È SELEZIONATA, PIÙ FACILMENTE
ANDRÀ IN CONTRO AD UNA DETERMINATA PATOLOGIA. (regola che si può applicare anche ai piccoli).
Trasmissione:
• per via oro-nasale (la più frequente) tramite aerosolo;
• ma c’è trasmissione anche indiretta tramite acqua, cibo, attrezzi di lavoro.
• Ci sono animali portatori che se presenti possono infettare i recettivi.
PATOGENESI
➔ PENETRAZIONE PER VIA ORO-NASALE. Gli streptococchi hanno una CAPSULA, che è un elemento di
patogenicità che protegge dalla fagocitosi e permette l’adesione sull’epitelio respiratorio.
➔ Raggiunge l’epitelio linguale ed orale, aderisce e penetra nell’organismo. Inoltre, producono
enzimi, altro fattore di patogenicità, in particolare c’è la IALURONIDASI che ha la capacità di
rompere il connettivo, quindi il batterio va sempre più in profondità
➔ mucosa
➔ circolo linfatico
➔ linfonodi retrofaringei e sottomascellari
➔ tendenza a colliquare ciò che lo circonda e a provocare uno stato infiammatorio
➔ ASCESSI
SINTOMATOLOGIA
NB. La classifichiamo come forma respiratoria perché ci sono FEBBRE e SCOLO NASALE.
Il periodo di incubazione è molto vario: 1-4 settimane. In genere in 6/7 giorni l’animale può avere
sintomatologia. I primi sintomi sono legati alla comparsa della febbre (40-41,5 C). Non c’è batteriemia,
quindi non ha senso prelevare il sangue per diagnosi.
Ci sarà stato infiammatorio della mucosa nasale e quindi avremo SCOLO NASALE. Se osservo questo a 6/7
giorni, poi nel giro di 48-72h alla palpazione vedremo linfonodi che si stanno ingrossando e ingrossano in
maniera esagerata, SEGNO TIPICO DI QUESTA MALATTIA (nn ci sono altre patologie del cavallo nelle quali
vediamo questo ingrossamento così esagerato).
L’INGROSSAMENTO VA A PROVOCARE
→
DIFFICOLTÀ NELLA RESPIRAZIONE il cavallo
allarga le narici, tende ad avere una maggiore
stabilità, allunga la testa sul collo.
I linfonodi entro una settimana dai primi sintomi,
vanno in contro a rottura, si ulcerano e vanno ad
eliminare pus giallastro.
EVOLUZIONE: In genere c’è la guarigione, ma se non è preso in tempo possono esserci delle complicazioni:
porpora emoraggica, o pus che può raccogliersi nelle tasche gutturali (EMPIEMA TASCHE GUTTURALI)
→comprimere →può
i nervi verificarsi paralisi permanente nervo laringeo.
DIAGNOSI
Non è difficile quella clinica perché non ci sono altre malattie che vedono questo
ingrossamento.
Si ricorre al laboratorio per la diagnosi di certezza: raccolgo pus e chiedo isolamento
germe, classificazione ed antibiogramma.
TERAPIA
La penicillina VA BENISSIMO! Bid per 5 giorni. Se l’antibiogramma poi dice che è
resistente ad essa, cambio antibiotico.
PROFILASSI
a) Igienico-sanitaria è fondamentale, perché se le condizioni dell’allevamento
non sono ottimali, qualsiasi intervento vaccinale non ha effetto!
b) Vaccinazione: c’è un vaccino che non viene però impiegato su tutti i cavalli perché non serve. Si usa
quando c’è necessità, per esempio in scuderie in cui già c’è già stata una infezione. È un VACCINO
ATTENUATO inoculato per via sottomucosale (labbro superiore); non va fatto in corso di epidemia!
Si fanno richiami ogni 3-6 mesi in base alla valutazione del rischio (sovraffolamento, entrata di
animali ad incerta origine.)
ANEMIA INFETTIVA CAVALLO
• Famiglia: Retroviridae
Sono dei virus che integrano il proprio genoma nel genoma cellulare; questa integrazione spiega il fatto
che diano luogo ad infezione di tipo persistente. Nel momento in cui ci si infetta, lo si rimane per tutta la
vita. → →
Retrotrascrizione = Virus da RNA DNA virale (integrato nel genoma dell’ospite) mRNA virale, genoma
Sono virus ben adattati ai loro ospiti, NON SOSTENGONO ZOONOSI.
Inoltre, sono presenti dei retrovirus endogeni, cioè nella sequenza del DNA dei mammiferi sono presenti
normalmente delle sequenze di retrovirus endogeni; tutte le specie animali, soprattutto il gatto hanno una
moltitudine di retrovirus endogeni nel proprio genoma. Sembra siano stati importanti per quanto riguarda
l’evoluzione di molte specie animali.
• Sottofamiglia: Orthoretrovirinae e Spumaretrovirinae. Parliamo della prima sottofamiglia
• Genere: Lentivirus. Alla base delle immunodeficienze feline, umane e bovine e anche, appunto,
dell’anemia infettiva equina.
È stata una delle prime malattie degli animali riconosciuta ed eziologia virale, nel 1900.
STRUTTURA DI UN RETROVIRUS
RNA monocatenario ma ci sono 2 copie identiche di RNA. Il fatto che ci siano le due catene sembra sia
collegato col fatto che si verificano degli errori nella replicazione! DNA polimerasi RNA dipendente passa
da una catena all’altra per produrre il DNA e questo porterebbe agli errori.
→
Sono virus con envelope scarsa resistenza in ambiente esterno
Presenta delle glicoproteine di superficie, queste sono molto importanti perché
riconoscono il recettore cellulare. Se avessi la possibilità di utilizzare un vaccino che
può produrre anticorpi nei confronti di questa GP, non ci sarebbe più la replicazione
del retrovirus. GP90 agganciata tramite una proteina transmembrana detta P15, che
sembra essere importante nel determinare l’immunodeficienza. All’interno ci sono
altre proteine, per esempio la P26 che è quella del capside, sfruttata per la
diagnostica sierologica e molecolare. Non muta da ceppo a ceppo quindi a livello
genetico è costante nel tempo; la GP90 muta in continuazione! Ancora più all’interno abbiamo quella che
avvolge l’acido nucleico che lo protegge dall’attacco delle nucleasi.
GENOMA VIRALE Le sequenze di questi virus all’interno del genoma eucariotico si
trovano sempre inserite all’interno di due sequenze simili dette LTR.
Per cui con la bio molecolare si cercano queste sequenze e tutto ciò che
c’è all’interno appartiene ai retrovirus. All’interno di queste sequenze ci
sono una serie di geni molto importanti, soprattutto GAG, POL ed ENV. ENV codifica per le proteine
dell’envelope. Il gene GAG induce la produzione della P26 (del capside), sfruttata a livello diagnostico
perché non muta. Il POL si occupa della produzione della DNA polimerasi RNA dipendente (trascrittasi
inversa). →
Sono dei virus con Capacità di mutare, ciò è legato alla trascrittasi inversa ostacolo più difficile da
superare legato alla vaccinazione. A parte quello per la Leucemia Felina, non esistono vaccini per i
retrovirus.
La mutazione avviene a livello del gene ENV, quindi a livello dell’envelope, perché così l’organismo non
riconosce mai il virus, perché sempre diverso. Se la mutazione riguardasse il POL, la trascrittasi inversa non
funzionerebbe, quindi il virus mutato non servirebbe a nulla. Se a carico del GAG, quindi capside, le
proteine non potrebbero incastrarsi nella tipica forma icosaedrica, non darebbero luogo a nulla.
VIRUS DELL’ANEMIA INFETTIVA VIRALE EQUINA (EQUINE LENTIVIRUS)
Prima chiamata “febbre delle paludi” perché i veterinari si accorsero che venivano colpiti soprattutto i cavalli che
In genere possiamo osservare diverse forme cliniche: la forma iperacuta non si
vivevano nelle zone paludose.
osserva quasi mai, ma abbiamo una forma soprattutto acuta ed una asintomatica.
NB. Nella progressione clinica di questa patologia, esiste una fase iniziale assolutamente ASINTOMATICA!
Dal punto di vista della profilassi è la forma più pericolosa! Gli animali eliminano il virus ma non sono
sintomatici, ciò vuol dire che bisogna trovare questi animali! Nella pratica clinica, gli asintomatici sono
quelli più numerosi.
EPIDEMIOLOGIA
Distribuzione cosmopolita! Nel 2021 sono stati identificati dei focolai in Grecia, Ungheria, Cile e Perù.
Mortalità bassissima! →Solo gli equidi sono RECETTIVI.
È un virus che non replica negli insetti, ma alcuni di questi, ematofagi, hanno un ruolo determinante per la
trasmissione. Quindi sono vettori passivi.
TRASMISSIONE →
- È un virus che dà VIREMIA, quindi, può essere eliminato tramite secrezioni ed escrezioni in
particolare, molto importante è la trasmissione in utero; quindi, la madre infetta per via
transplacentare il feto. La via venerea è poco importante, così come latte e colostro, ma non
sempre contengono grandi quantità di virus);
- Unico vero sistema di trasmissione: SANGUE. Molto ricco di virus, quindi attraverso insetti
pungitori o strumentario (aghi). Il fatto che il virus non replichi all’interno dell’insetto, dal punto di
vista epidemiologico vuol dire che la puntura da infetto a sano deve avvenire nel giro di poco
tempo, altrimenti il virus muore e non c’è la trasmissione; questo rende più difficile la tramissione.
In genere a pungere sono gli insetti dei generi Tabanus e Chrysops
Quando l’insetto punge il cavallo:
→ se ha terminato il pasto, va via e il virus non viene trasmesso perché il Tabaus
pasto poi lo rifà dopo 3-4 giorni. Chrysops
→ →
se invece non lo finisce cercherà di completare il pasto di sangue o nello stesso
di prima o in altri in cui potrà trasmettere il virus.
Ci sono DIFFERENTI GRADI DI INFETTIVITÀ, a seconda della fase di malattia in cui l’animale si trova:
▪ Fase acuta: manifesta la sintomatologia, ci sarà una replicazione molto elevata; l’animale sarà
altamente infettante.
▪ Fase cronica, la probabilità diminuisce
▪ Animali asintomatici con una probabilità molto bassa di infettare un altro cavallo, ma può sempre
accadere.
PATOGENESI
Penetrazione del virus
→ →
il virus replica e colpisce i macrofagi tissutali può dar luogo a VIREMIA cellulo associata ma anche
libera.
La comparsa della VIREMIA determinala comparsa della FEBBRE, il quale sintomo ha una caratteristica: lo
riscontriamo per alcuni periodo di tempo più o meno lunghi, poi scompare, poi a distanza di un tempo
variabile, ricompare, dura qualche giorno e si ripete il tutto. (parliamo di FEBBRE INTERMITTENTE). Questo
fenomeno è legato al fatto che il virus entra, replica, essendo estraneo l’organismo produce una risposta
immunitaria; finché sarà in circolo avremo la febbre; in seguito alla risposta immunitaria, il virus tenderà a
ridursi e a scomparire e quindi la febbre scompare! Ma queste replicazioni possono determinare la
comparsa di nuove varianti che l’organismo non conosce e quindi riparte una nuova risposta immunitaria
in cui ci sarà febbre, e così via. I periodi afebbrili diventano sempre più corti e si allungano quelli febbrili,
perché cadono le difese immunitarie dell’animale finché la febbre diventa continua e ciò indica che
l’animale è vicino alla morte. L’evoluzione della febbre ha un ruolo clinico molto importante, specialmente
un tempo.
➢ Tutta la prima fase è legata alla capacità del virus di replicare a carico
delle cellule del sangue; sono coinvolte anche le piastrine che vedono
→ →
una diminuzione TROMBOCITOPENIA presenza di emorragie.
➢ Inoltre, sono coinvolti anche i globuli rossi, con una drastica
diminuzione di essi (ANEMIA), è una anemia rigenerativa, quindi
→
troviamo reticolociti, ma rimangono comunque bassi in valore.
anoressia, abbattimento
➢ →presenza
Abbiamo grandi quantità di anticorpi legati al virus di IMMUNOCOMPLESSI. La
presenza di questi determinerà VASCULITI e GLOMERULONEFRITI, perché si accumulano a livello di
vasi e glomeruli renali. L’infiammazione a carico di vasi e glomeruli comporta l’EDEMA; in
particolare la glomerulonefrite causa una fuoriuscita di liquido dovuto a perdita di proteine.
GENESI DELL’ANEMIA
Esistono almeno 3 teorie
Teoria immunitaria
o Ipotesi della comunanza antigenica: sembrerebbe che il virus abbia un disegno antigenico
simile alle proteine presenti sul globulo rosso, per cui la RI nei confronti del virus si
→
agganciano anche sui GR. Se un GR viene attorniamo dagli anticorpi attivazione
complemento (infatti si verifica una diminuzione delle proteine del complemento)
o Fenomeno della emoagglutinazione: in questo caso l’anticorpo non
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Appunti per il secondo parziale di Malattie Infettive 2
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3 Parziale Malattie Infettive 2
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