Storia dell'arte antica - Vezzoli Gaia a.a. 2017/2018
Arte greca, arte romana: definizioni, problemi, prospettive
L'arte greca e l'arte romana sono dette arti classiche, termine che si formò nel Rinascimento, alle quali si riconosceva cioè il merito di essere giunte a una perfezione formale (classicus). L’arte classica è una tipologia d'arte che non è mai morta, che è sempre stata riscoperta e recuperata in vari periodi della storia (rinascenze).
Rinascenza carolingia
È il nome dato dagli storici alla fioritura ed al risveglio culturale nell'Occidente che coincide con gli anni al potere di Carlo Magno (742-814), infatti, durante il governo del suo regno egli rivolgeva le sue attenzioni all'impero romano del quale si faceva prosecutore ideale sia nel nome (Sacro Romano Impero) sia nella politica. Spesso lo stile romano veniva anche richiamato dal punto di vista artistico, come si può notare nella Cappella Palatina di Aquisgrana del 795-805.
Rinascimento
È il periodo artistico e culturale della storia d'Europa che si sviluppò a Firenze tra la fine del Medioevo e l'inizio dell'età moderna. Questo periodo è stato vissuto come l'età del cambiamento dove maturò un nuovo modo di concepire il mondo e se stessi, nel quale si svilupparono le idee dell'Umanesimo. L'uomo è considerato il centro di tutto come misura di tutte le cose (Uomo vitruviano), anziché Dio come avveniva nel Medioevo. Anche Palladio afferma l’importanza del Rinascimento:
Da naturale inclinatione guidato, mi diedi nei primi anni allo studio dell’architettura; e perché sempre fui di opinione che gli antichi Romani come in molte altre cose così nel fabricar bene habbiano di gran lunga avanzato tutti quelli che dopo loro sono stati, mi proposi per maestro e guida Vitruvio… I quattro libri dell’architettura, Palladio, I.
Neoclassicismo
È una tendenza culturale sviluppatasi in Europa tra il XVIII e il XIX secolo che si ispira principalmente all'arte greco-romana. L'artista neoclassico, infatti, non riproduce la realtà in modo naturalistico, ma ne estrae l'essenza, l'atteggiamento psicologico e mentale tipico dell'artista di età classica. A San Pietroburgo questa tipologia di arte venne adottata per cercare di ereditare il prestigio e l'autorità della Roma imperiale. Lo stesso stile venne adottato anche in America come si può notare a Washington con il Campidoglio.
II guerra mondiale
Le dittature fascista e nazista richiamano l’autorità attraverso i simboli di Roma, che soprattutto in Italia si presentano in modo quasi scontato, spesso adoperati come scenografia durante le parate militari come avvenne presso l'arco di Costantino; invece, in Germania si usò l'aquila romana che era simbolo delle legioni romane.
Anni recenti
L'arte antica è sempre stata un punto di riferimento per la cultura occidentale tanto da essere presa come punto di riferimento da Raffaello per le decorazioni delle logge vaticane nel 1517-1518 molto simili a quelle della Domus Transitoria (/Aurea) del 60-64 d.C.; questa tipologia di decorazione è detta grottesca, in quanto affonda le sue radici nella pittura romana di epoca augustea, caratterizzata dalla raffigurazione di esseri ibridi e mostruosi. Anche Michelangelo nel suo Giudizio Universale rappresenta la Madonna con la stessa posa e nell’aspetto simile a quello dell'Afrodite Accovacciata di Dedalsa di Bitinia del 250 a.C.; così come Tiziano trasforma la posa del Discobolo di Mirone del 455 a.C. in un inchino del nipote di Paolo III nel suo quadro del 1546.
Johann Joachim Winckelmann (Stendal 1717 - Trieste 1768)
Winckelmann fu colui che introdusse la storia dell'arte antica come disciplina di studio e fu sostenitore di un arte basata sul senso dell'armonia. Nel corso del suo soggiorno a Roma elabora un “Teoria sulle arti del disegno presso gli antichi” cui si basano la maggior parte dei libri di storia dell'arte. Winckelmann esaltava la supremazia dell'arte greca su quella romana; la prima infatti era più libera della seconda, che al contrario si sviluppò in uno Stato il quale non si basava su un efficiente sistema democratico.
Nel Settecento l'arte classica era considerata un ammasso di opere, perlopiù sculture che affollavano le collezioni private. Le poche opere originali, in alcuni casi, venivano conservate a causa di equivoci. Secondo Winckelmann per capire l'arte bisogna effettuare una scansione cronologica unendo arte e storia: In questo modo si può dare una definizione di storia dell'arte: Susseguirsi di “scoperte”; gli artisti, superandosi a vicenda, fanno progredire l’arte verso un crescente naturalismo e una maggiore capacità di resa spaziale fino a un culmine dal quale poi si decade. La ricerca fondamentale dell’arte greca è il “problema ottico”, ossia rappresentare le cose come appaiono all’occhio umano.
Winckelmann durante i suoi studi prende spunto da alcuni grandi personaggi del passato come: Winckelmann legge l'opera d'arte cercando di trasmettere a parole ciò che l'opera vuole mostrare; ad esempio per descrivere la statua dell'Apollo del Belvedere di Leocare:
La statua dell’Apollo del Belvedere è la più sublime tra tutte le opere antiche conservate. Direbbesi che l’artista ha qui formato una statua puramente ideale… Il complesso delle sue forme sollevasi sopra l’umana natura e il suo atteggiamento mostra la grandezza divina che lo investe. Una primavera ne’ beati Elisi, spande sulle virili forme d’un’età perfetta ieterna, qual regna tratti della piacevole gioventù… Vola, o tu che ami i monumenti dell’arte, vola col tuo spirto fino alla regione delle bellezze incorporee, e diventa creatore di natura celeste per riempire l’alma tua con l’idea d’un bello sovrumano, perché in quella figura nulla v’è di mortale, nessun indizio si scorge dei bisogni dell’umanità!
Leocare realizzò quest'opera per l'acropoli ateniese nel IV secolo a.C.; una copia in marmo di straordinaria qualità si conserva presso i Musei Vaticani a Roma. La statua raffigura il dio in età giovanile vestito di un semplice mantello che gli avvolge il collo; sulla schiena porta una faretra con alcuni dardi e ai piedi indossa un paio di calzari; la mano sinistra regge l'arco con il quale ha appena scagliato una freccia.
Le opere greche affascinano Winckelmann perché rappresentano la sezione aurea o divina proporzione che all'occhio umano creano delle forme in modo da renderle naturali e rappresentano il ritmo di crescita dell'uomo. Sempre riguardo all’Apollo del Belvedere Winckelmann afferma inoltre:
Mirando questo prodigio dell’arte tutte le altre opere ne oblio, e sovra di me stesso mi sollevo per degnamente contemplarlo. Pieno di venerazione parmi che il petto mi si dilati, e s’innalzi come quello de’ Vati del profetico spirito ripieni, e già mi sento trasportato in Delo e nelle Licie selve che Apollo onorò di sua presenza.
Per essere in grado di leggere un’opera d’arte bisogna:
- Capire l’intima essenza dell’opera;
- Criterio estetico di selezione;
- Acquisizione di un’estetica;
- Equivoco=l’arte greca è intesa come rivolta in primo luogo all’idealizzazione del vero anziché al conseguimento di un sostanziale naturalismo (R. Bianchi Bandinelli).
Cosa è la storia dell'arte
È la scienza umana di impostazione diacronica che consiste nel definire le singole opere nella loro storicità individuale e nel legarle con la storia della cultura, definendo il rapporto dell’opera d’arte con il suo determinato “ambiente”. R. Bianchi Bandinelli, 1970.
Per comprendere al meglio un autore, in questo caso, dovremmo prendere ogni sua opera d’arte e analizzare il suo modo di lavoro conoscendo anche la sua biografia. Di alcuni artisti purtroppo conosciamo molto poco, ad esempio di Fidia conosciamo solo che era uno scultore di bronzo e marmo, celebre per le sue statue criselefantine. Ateniese, visse tra il 500 a.C. circa e il 432 a.C. Apprese da Evenore la pittura, da Egia e Agelada la scultura e la bronzistica. Lavorò a Olimpia, fu sovrintendente ai lavori dell’acropoli di Atene e amico di Pericle; mentre di Michelangelo conosciamo praticamente ogni cosa.
Tutte le arti imitative - pittura, scultura, danza, mimo - utilizzano un modello sensibile, imitano forme e movimenti corporei... Plotino, Enneadi, V, 9, 11 (III d.C.)
Arte = Imitazione della realtà (mìmesis)
L’arte è considerata una esaltazione del potere illusivo perché la corregge, in quanto l’arte è superiore alla natura… Parrasio gareggiò con Zeusi; mentre questi presentò dell’uva dipinta così bene che gli uccelli si misero a svolazzare sul quadro, quello espose una tenda tanto vera che Zeusi, pieno di orgoglio per il giudizio degli uccelli, chiese che tolta la tenda fosse finalmente mostrato il quadro... Plinio, NH, XXXV, 65-66 (I d.C.)
… in quanto l’arte è inferiore alla natura perché la imita ma anche una radicale condanna filosofica e la natura è già di per sé un’imitazione della verità (le idee).
…ora passiamo al pittore. Dimmi, ti pare che egli cerchi di imitare il singolo oggetto in sé che è in natura [l’idea] o le opere degli artigiani? Degli artigiani. (…) Allora l’arte imitativa è lungi dal vero e per questo esegue ogni cosa, per il fatto di cogliere una piccola parte di ciascun oggetto, una parte che è una copia. Platone, Repubblica, X, 598a (IV a.C.)
Dovendo fare un quadro per i Crotoniati (…) Zeusi volle prima esaminare le loro fanciulle nude, quindi ne scelse cinque come modelle affinché la pittura rendesse ciò che c’era di più bello in ciascuna. Plinio, NH, XXXV, 64 (I d.C.)
I criteri del giudizio artistico
I criteri del giudizio artistico sono la verosimiglianza rispetto a quanto imitato e la Symmetria, cioè la giusta misura dei rapporti proporzionali. Ad esempio nel caso dello Zeusi o Antioco di Luciano le qualità formali sono: la precisione delle linee, la calcolata commissione dei colori, l’abilità della pennellata, l’uso corretto delle ombreggiature, il calcolo delle misure, l’esatta proporzione delle parti che si fondono in un’armonica unità. Le qualità espressive (fusione di aspetti contradditori): la tenerezza infantile e la natura selvaggia dei piccoli, lo sguardo sorridente ma tale da incutere paura del maschio, il dolcissimo volto umano della femmina mentre allatta, la cui ferinità è richiamata dalle orecchie a punta.
Situation méthodologique de l’histoire de l’art antique, Philippe Bruneau stilò un saggio in cui fa alcune riflessioni sull'arte greca in cui riscontrò alcuni problemi in quanto le fonti possono essere archeologiche quindi la cultura materiale, che possono essere originali o copie; oppure scritte quindi prodotti di qualità e stile che possono essere epigrafiche o letterarie. Sui manuali di arte greca ci si trovano discussioni di artisti noti e opere perdute, opere conservate di ignoti o opere firmate da artisti sconosciuti, quindi secondo Bruneau è impossibile studiare l'arte greca con la stessa metodologia delle altre tipologie di arte.
Idea dell’arte greca d’Occidente fra Otto e Novecento, Salvatore Settis, invece, nel suo saggio rifiuta la teoria evoluzionistica e centrata su Atene ed istituisce un modello policentrico in cui bisogna:
Inoltre cerca di trovare una definizione di arte romana che era considerata una decadenza dell'arte greca; solo a inizio 900 si riscopre il valore dell'arte romana come madre dell'arte medievale. O. Brendel stilò un saggio Le ineguaglianze del contemporaneo, dove giustifica il fatto che Winckelmann non abbia mai inserito l'arte romana a causa delle varie caratteristiche stilistiche che si presentano anche in un'unica opera (teoria dualistica). Questo deriva dalla doppia committenza del mondo romano. Secondo Tonio Hölscher l'arte romana è un sistema semantico che desume i proprio elementi formali dell'arte greca, ma di età diverse, a seconda del messaggio che devono trasmettere; quindi l'arte romana non può essere studiata con le stesse caratteristiche dell'arte greca. In conclusione si può dire che lo studio della storia dell'arte romana viene affrontato secondo diversi approcci:
- Approccio estetico: è l’approccio tradizionale, ma oggi arricchito e sostanziato da considerazioni stilistiche ed iconografiche;
- Approccio storicistico: ci permette di leggere un’opera d’arte come un documento storico es. la Nike ha significato politico: è dedicata per la vittoria dei Messeni e dei Naupatti contro gli Spartani (425 a.C.); visivamente fa da punto focale alternativo allo scudo che gli Spartani avevano posto al culmine del tempio di Zeus nel 457 a.C.;
- Approccio antropologico: ci permette di creare un confronto al di fuori della società che si sta studiando;
- Approccio semantico (in arte medievale semiologico): chiedersi quale significato hanno le immagini.
L’arte egea nell’età del bronzo: civiltà cicladica, minoica e micenea
Inquadramento geografico generale
Civiltà cicladica: inquadramento cronologico
- Neolitico (VIII-IV millennio);
- Cicladico Antico (3200-2000 a.C.);
- Cicladico Antico I (3200-2800 a.C.)
- Cicladico Antico II (2800-2300 a.C.)
- Cicladico Antico III (2300-2000 a.C.)
- Cicladico Medio (2000-1570 a.C.): dominio cretese;
- Cicladico Recente (1570-1150 a.C.): dominio miceneo.
Le Cicladi così chiamate per la loro disposizione a cerchio, sono un gruppo di isole greche nel mar Egeo. La civiltà che vi abitava è una cultura dell’antica età del bronzo che fiorì nel periodo compreso tra il 3200 e il 2000 a.C. L’espressione civiltà cicladica è stata coniata dall’archeologo greco C. Tsountas.
L’uomo al centro dell’arte
Per la prima volta viene messa a centro dell’arte la figura umana. La cultura del tardo neolitico e dell’antica età del bronzo è nota soprattutto per i suoi idoli femminili schematici e piatti, intagliati nel marmo bianco.
Idoli a violino
Rappresentano soggetti ricorrenti come donne nude, guerrieri, cacciatori e musicisti dalle forme molto stilizzate. Il significato e la funzione di questi idoli sono ancora dibattuti; alcuni ipotizzano che si tratta della raffigurazione di una divinità protettrice dei defunti o creatrice del mondo. Tra gli idoli non canonici ricordiamo il suonatore di lira del 2000 a.C. circa, scolpito in un unico pezzo di prestigioso marmo, l’idolo ha volumi puri e l’unico elemento del volto è il naso.
Vasi in marmo
La tipologia di vaso più conosciuta è quella detta a kandela, un vaso con piede concavo a forma di tronco di cono e potevano essere anche appesi grazie a dei fori realizzati sulle anse.
Popolamento
… sull’isola di Atlantide era così grande la potenza dei re da dominare su tutta l’isola, su molte altre isole e su parti della terra ferma, fino in Libia e in Egitto e in Europa fino all’Etruria… In seguito a terremoti e rovinosi cataclismi, in un giorno e una notte… l’isola di Atlantide sparì sprofondando nel mare. Platone, Timeo, 25°
Su queste isole esiste una grande pluralità di piccoli villaggi. Akrotini, ad esempio è strutturata con un piano quasi urbanistico: gli edifici sono aggregati in isolati di forma irregolare, ma dalla superficie quasi egualitaria.
Edilizia privata
Gli edifici sono costruiti in materiali poveri, ma sicuri: realizzati con legno e fango essiccato. La decorazione pittorica è diffusa in tutti gli edifici e riprendono varie rappresentazioni della vita quotidiana e sull’ambiente naturale spesso rappresentando animali. Sono stati ritrovati in alcune abitazioni dei fregi narrativi lunghi più di 5m. Uno di questi, ritrovato a Thera, rappresenta un fiume che sfocia nel mare dove sorge una città dove alcune persone partono per un lungo viaggio.
Ceramica
La ceramica è considerata un materiale indistruttibile e per questo motivo viene utilizzata come fossile guida. Nel caso della società cicladica i vasi sono realizzati al tornio decorati con linee che sottolineano le varie variazioni di piano. Il vaso a padella è un’altra tipologia del periodo del cicladico antico II che probabilmente aveva la funzione di contenitore di polveri o liquidi.
Civiltà minoica: inquadramento geografico
Civiltà minoica è il nome dato alla cultura cretese dell’età del bronzo fiorita approssimatamente dal 2000 a.C. al 1450 a.C.; questa civiltà, chiamata minoica in riferimento al mitologico re cretese Minosse, fu...
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L’arte egea nell’età del bronzo. Appunti di Storia dell'arte antica