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Patologia Generale

Lezione I

INFIAMMAZIONE = è la risposta difensiva di un organismo nei confronti di un insulto lesivo di

qualunque tipo. Si tratta di una risposta ASPECIFICA, scatenata da ogni genere di insulto, che si

sviluppa SEMPRE seguendo le stesse modalità indipendentemente dal tipo di insulto. Si tratta

inoltre di una RISPOSTA LOCALE interessa cioè solamente il tessuto leso.

NOME ORGANO + -ITE non dice nulla della causa

Le caratteristiche principali della risposta infiammatoria sono: (i primi 4 individuati 2.000 anni fa

da Celso, l’ultimo 1.800 anni fa da Galeno)

 

RUBOR parte infiammata è arrossata

 

DOLOR parte infiammata è dolente

 

CALOR parte infiammata è calda

 

TUMOR parte infiammata è tumefatta/gonfia

 

FUNCTIO LESA compromissione della funzionalità. La risposta infiammatoria può

essere talmente ampia da compromettere la funzionalità dell’organo colpito; è tanto più

grave quanto più è vitale e importante la funzione di quell’organo.

Ci sono due tipi di risposta infiammatoria: ACUTA prima risposta dell’organismo, se fallisce si

ha una risposta CRONICA nasce in genere come evoluzione della risposta acuta quando essa

fallisce nell’intento di risolvere la lesione. Si tratta di una sorta di cambio di strategia

dell’organismo; la risposta cronica perdura per più tempo e adotta differenti meccanismi

difensivi. 

RISPOSTA ACUTA: coinvolge i vasi sanguigni e il sangue ANGIOFLOGOSI, il coinvolgimento

vascolo-ematico, è di fondamentale importanza. Ciclo sanguigno: Cuore – grosse arterie –

arteriole – capillari – venule – vene – cuore – polmoni. Viene interessato il sistema vascolare

della zona lesa: il MICROCIRCOLO che irrora il tessuto.

Le arterie sono composte da tre strati, la muscolatura è organizzata in fasci che avvolgono i

vasi; man mano che il diametro del vaso diminuisce (andando verso i capillari) la parete assume

una struttura sempre più semplice. I CAPILLARI sono costituiti solamente da uno strato

endoteliale possono dilatarsi o restringersi a seconda della quantità di sangue che li

attraversa.

CELLULE ENDOTELIALI: due cellule affiancate, non saldate tra loro, costituiscono la parete del

capillare nel mezzo vi sono le fenestrature dei capillari o giunzioni endoteliali attraverso cui

avvengono gli scambi coi tessuti.

SANGUE: composto da PLASMA e PARTE CORPUSCOLATA.

 

Plasma 60% 90% 7-8%

liquido, costituisce il del sangue. è acqua, proteine

2-3%

(albumine, fibrinogeno, globuline), lipidi, glucidi, sali, vitamine,…Le

ALBUMINE hanno tante funzioni, una di esse è mantenere la pressione oncotica del

sangue hanno una grande importanza di natura fisica.

>

[proteine] [proteine]

plasma interstizio

L’albumina ha un effetto simile a quello dei sacchi pieni di sabbia utilizzati per

contrastare le piene. È la proteina dalle dimensioni minori ed è la più abbondante

 viene spinta dalla pressione idrostatica (esercitata sulle pareti) del sangue contro

le pareti dei vasi e tappa le giunzioni. PRESSIONE COLLOIDE OSMOTICA o

ONCOTICA.

LE PROTEINE VENGONO TUTTE PRODOTTE DAL FEGATO TRANNE LE

IMMUNOGLOBULINE

FIBRINOGENO: ha grosse dimensioni, ha una funzione nella coagulazione del sangue.

SIERO = plasma senza fibrinogeno

 Parte corpuscolata 40%

solida, costituisce il del sangue ( cellule senza nucleo

non può essere considerata come cellula)

 4-5 milioni/uL

1. ERITROCITI trasportano O2 e CO2 –

 6-9 mila/uL

2. LEUCOCITI – A loro volta sono suddivisi in:

  3% <1% 60%

Granulociti eosinofili - basofili - neutrofili

GRANULOCITI = POLIMORFONUCLEATI (PMN)

  33%

Linfociti

  4%

Monociti/ Macrofagi

 200-300 mila/uL

3. PIASTRINE

Infiammazione acuta. Segue sempre le stesse modalità in seguito ad un insulto.

1) VASOCOSTRIZIONE: vasocostrizione delle arteriole nell’ambito del microcircolo del

10-20 s

tessuto leso. Dura pochissimo,

2) VASODILATAZIONE: vasodilatazione delle stesse arteriole, subito dopo la

vasocostrizione. maggiore apporto di sangue al tessuto: rubor e calor. L’aumento

dell’irrorazione porta più sangue e più caldo.

 Fase di iperemia

: il tessuto contiene più sangue del normale.

FASE ATTIVA più sangue perché ne arriva di più

FASE PASSIVA stasi del flusso circolatorio, il sangue non fluisce.

SCOPO DELL’INFIAMMAZIONE ACUTA E’ L’IPEREMIA. con il sangue arrivano le cellule

difensive (leucociti).

La vasocostrizione iniziale trattiene il sangue, così con la vasodilatazione successiva si ha una

pressione maggiore.

La VASOCOSTRIZIONE è indotta dalle terminazioni del SNAS, le quali si “accorgono2 che

qualcosa non va e rilasciano catecolammine come adrenalina (A) e noradrenalina (NA). Le

MAO = mono-ammino ossidasi degradano le catecolammine la vasocostrizione dura poco.

La VASODILATAZIONE è stimolata dall’ISTAMINA un potente vasodilatatore che lega i

recettori sulla muscolatura liscia e la fa rilasciare. Viene prodotta da granulociti basofili (ne

abbiamo pochissimi, circolano nel sangue) e da mastociti/mast cellen che risiedono nei tessuti.

L’istamina lega:

 

Recettori fibre muscolari lisce si rilassano

 

Recettori sulle cellule endoteliali si contraggono, in questo modo aumentano gli

spazi tra le due cellule endoteliali e aumenta la permeabilità dei capillari.

L’istamina ha quindi funzione VASODILATANTE (favorisce l’iperemia attiva) e

VASOPERMEABILIZZANTE. provoca un aumento del flusso ematico e della permeabilità

 ESSUDAZIONE = fuoriuscita della componente liquida (essudato) dalle fenestrature dei

capillari. Esce un plasma filtrato, non escono le proteine.  

L’essudato si accumula così al di fuori dei capillari, creando un EDEMA TUMEFAZIONE

TUMOR. Questo spiega in parte il fenomeno di stasi.

L’IPEREMIA PASSIVA è causata da:

1. Il sangue nei capillari si addensa, diminuisce la velocità, l’essudato esce

2. La componente liquida all’esterno comincia a comprimere i vasi, compresi i

capillari, il sangue scorre con difficoltà. Il deflusso è ostacolato, il sangue

ristagna.

3. Flusso rallentato anche a causa della marginalizzazione dei leucociti (i

leucociti vanno ai margini per uscire dai vasi)

I leucociti arrivano e devono bloccarsi nel punto giusto le cellule endoteliali hanno dei

recettori riconosciuti dai leucociti. I leucociti, soprattutto NEUTROFILI, riconoscono un

turbamento nella struttura dell’endotelio, piuttosto che un recettore vero e proprio. poi

aderiscono alle pareti del vaso: il calibro del vaso è ulteriormente ridotto.

I LEUCOCITI SI MUOVONO! CON MOVIMENTO AMEBOIDE. Aderiscono all’endotelio, si

spostano fino alle fenestrature ed escono dal vaso DIAPEDESI, vanno a combattere il

nemico.

ESSUDATO = liquido di derivazione plasmatica; serve per portare cellule difensive fuori dal

vaso. Ci sono diversi tipi di essudato a cui corrisponde un diverso tipo di infiammazione:

  2-3%

SIEROSO nell’infiammazione sierosa; molto povero di proteine ( ), più che altro

contiene proteine piccole come le albumine in quantità del 3-4% (metà delle proteine del

plasma). La permeabilità aumenta, ma non tanto: escono solo piccole proteine.

Lo si trova nelle ustioni, la bolla o flitteni = a quelle che si trovano nei piedi a causa delle

scarpe. causa diversa, ma reazione identica.

 

FIBRINOSO essudato che contiene fibrina (deriva dal fibrinogeno). La permeabilità è

altamente alterata. Il fibrinogeno, non appena esce dai vasi, si attiva a fibrina che forma

delle pseudomembrane (SOLIDE) questo tipo di infiammazione è molto pericoloso.

DIFTERITE: pseudomembrane si formano nelle vie aeree + attivazione degli enzimi che le

degradano vuoti colmati da TESSUTO CICATRIZIALE PERENNE: cambia la funzionalità

dell’organo, se la cicatrizzazione è espansa (FIBROSI = se il tessuto cicatriziale è esteso)

 FUNTIO LESA.

Lezione II

Essudato liquido di derivazione plasmatica

 

Fibrinogeno appena esce dal vaso si attiva FIBRINA

 

MUCOSO/ CATARRALE infiammazione nei tessuti mucosi, ricchi di cellule mucipare.

Le MUCOSE del nostro organismo sono: epitelio gastrointestinale e epitelio respiratorio.

 

PURULENTO/ PUS nella sua composizione è caratteristica l’elevata concentrazione di

NEUTROFILI MORTI (= PIOCITI, nome che assumono i granulociti neutrofili morti nel

pus). I Granulociti neutrofili, attraverso l’iperemia, accorrono al sito di infiammazione,

aderiscono ai capillari e escono, richiamati da vari fattori.

 Normalmente abbiamo molti neutrofili nei tessuti infiammati, ma qui c’è una

concomitante infezione da parte di agenti PIOGENI (= generatori di pus) – BATTERI. I

neutrofili accorrono in massa al tessuto infiammato e muoiono a causa di: tossine

batteriche – carenza di OSSIGENO (sono troppo numerosi in uno spazio ristretto).

Il BRUFOLO essudato purulento, c’è presenza di batteri (fortissima azione chemio

tattica nei confronti dei batteri).

È possibile che le ferite causate da interventi chirurgici possano presentare pus.

  eritrociti

EMORRAGICO dai capillari escono anche = esce il sangue in toto, non solo

il plasma. Si ha la rottura dei capillari e delle strutture basali – spesso se l’agente

eziologico è un microrganismo fortemente citotossico.

Spesso si ha coesione di essudato EMORAGICO e NECROTICO (= cellule morte)

SPESSO SI HA COESISTENZA DI DUE FORME DI ESSUDATO

TRASUDATO

L’essudato non va confuso con il = liquido di derivazione plasmatica tipico della

ascite

cavità addominale ( + edemi agli arti). NON HA PROTEINE!!! Non è un liquido

infiammatorio.

In un paziente che non si alimenta, il fegato non riesce a produrre la giusta quantità di

ALBUMINA e PROTEINE i capillari non riescono a trattenere la parte liquida del sangue che si

riversa nelle cavità corporee. La fuoriuscita è dovuta non a variazioni di permeabilità, come

nell’infiammazione, ma alla mancanza di albumina.

 L’albumina non riesce a contrastare la pressione idrostatica

Prova di Rivalta = Prova diagnostica introdotta dal medico italiano F. Rivalta agli inizi del

Novecento, che si esegue per rivelare la concentrazione proteica (sotto forma di glicoproteine)

nei liquidi organici patologici (versamenti pleurici e peritoneali). In un calice pieno di acqua

leggermente acidificata si lasciano cadere una o due gocce del liquido in esame e si osserva il

calice contro il fondo oscuro. Per i versamenti di natura infiammatoria ad alta concentrazione

proteica (essudati) la prova è positiva: le gocce, cadendo nell'acqua e scendendo verso il fondo,

precipitano formando una nubecola "a fumo di sigaretta" negativa invece la prova per i

versamenti di altra natura (trasudati): le gocce cadendo non lasciano alcuna traccia. Oggi

sempre meno usata grazie all'avvento delle metodiche di laboratorio che permettono una

quantificazione più precisa della concentrazione di proteine contenute nel liquido.

Se ci sono proteine precipitano in una soluzione acida INFIAMMAZIONE

L’accumulo del trasudato è frequentissimo in caso di insufficienze epatiche.

Fasi della risposta infiammatoria:

 iperemia passiva il sangue fa fatica a defluire.

 il

ISPESSATIO SANGUINI sangue è più denso

 Essudato esce (STASI)

 Marginalizzazione dei leucociti (STASI)

Come fanno i tessuti a sapere tutto questo? RILASCIO DI MEDIATORI CHIMICI

Mediatori chimici. mediano le fasi della risposta infiammatoria acuta.

1) PREFORMATI sono molecole che si trovano all’interno delle cellule che le producono

e sono pronte ad essere rilasciate nel momento in cui avviene lo stimolo.

 Catecolammine, A e NA di derivazione neuronale.

 Istamina, prodotta dai MASTOCITI e dai BASOFILI, contenuta in granuli. I granuli

vengono rilasciati velocemente per esocitosi. L’ISTAMINA si lega a recettori

presenti su: muscolatura liscia (provoca vasodilatazione e rilassamento dei

muscoli) – endotelio capillare (causa un aumento della permeabilità e fa

contrarre le cellule epiteliali).

L’essudazione è favorita da:

- AUMENTO DELLA PRESSIOME IDROSTATICA (IPEREMIA)

- AUMENTO DELLA PERMEABILITA’ (ISTAMINA) importante all’inizio, poi viene

piano piano degradata; in più le cellule sviluppano una certa resistenza.

Intervengono altri mediatori.

 Derivati dell’acido arachidonico, l’acido arachidonico è una molecola che si trova

in membrana legata ai fosfolipidi.

Quando una cellula viene colpita da uno stimolo infiammatorio, l’acido

arachidonico viene staccato dalla membrana da una fosfolipasi entra nella

cellula e può subire due diverse azioni:

I. Viene metabolizzato dalle CICLOSSIGENASI (COX, bersagli di farmaci

antinfiammatori) – si ha così la formazione di PROSTAGLANDINE

(vasodilatatrici prendono il posto dell’instamina) e di TROMBOSSANI (dei

potenti attrattori di piastrine, aggreganti)

II. Viene metabolizzato dalle LIPOSSIGENASI – Si formano i LEUCOTRIENI

(hanno un’azione chemio tattica nei confronti dei leucociti, prevalentemente

neutrofili).

Le piastrine, le cellule endoteliali e i leucociti sono dei grandi produttori di

leucotrieni, sono cellule molto ricche di acido arachidonico.

I primi leucociti che arrivano richiamano poi i loro “fratelli”

 Enzimi lisosomi ali, raccolti in granuli nei lisosomi. Sono proteolitici, idrolizzano le

proteine servono per degradare le proteine/ le strutture invecchiate.

Ce ne sono molti nei leucociti: i fagociti devono essere in grado di digerire quello

che mangiano.

Possono anche essere rilasciati all’esterno, dove uccidono o degradano eventuali

strutture necrotiche.

2) DI NUOVA SINTESI sono prodotti quando le cellule sono raggiunte dallo stimolo:

 Citochine: comprende una famiglia enorme di piccole proteine prodotte da

diversi tipi di cellule e con funzioni molto diverse (chemochine, interleuchine,

TGF β,..). Le interleuchine (si pensava fossero prodotte solo dai leucociti) sono

forse le più importanti nel processo infiammatorio.

Il PIROGENO ENDOGENO nome dato al fattore che si pensava causasse la

febbre. C’era l’ipotesi di una molecola che causava la febbre in tutto il corpo.

 IL-1

, un’interleuchina che veicola lo stimolo al cervello e partecipa

all’infiammazione.

 NO: potente vasodilatatore prodotto dalle cellule endoteliali, dalle cellule

nervose e dai fagociti. Nel SNC è un potente neurotrasmettitore, mentre nel

SNP è un potente vasodilatatore (vasodilatazione protratta nel tempo).

Viene prodotto a partire dall’ARGININA per azione delle NOS = NO sintasi.

Passa per diffusione la membrana. E attiva la gualilato ciclasi che pro

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Scienze mediche MED/04 Patologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chicca143 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Patologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Ricciarelli Roberta.
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