Esiste davvero una letteratura austriaca?
Esiste una letteratura austriaca? Quando si pensa alla letteratura tedesca come letteratura di lingua tedesca, ha senso parlare di letteratura austriaca soprattutto nel periodo intorno al 1880 fino alla fine della prima guerra mondiale. In questo periodo si forma una specifica cultura austriaca a Vienna, che ha premesse, una storia e una tradizione specifica. Fino al 1918 l'Austria ha una storia diversa da quella tedesca, di cui noi vediamo le linee caratteristiche.
Identità austriaca e storia
Esiste un'identità austriaca? È opportuno pensare alla storia. Per l'Austria è più complesso rispetto ad altre nazioni, per vari motivi: la storia dell'Austria non è una storia nazionale, ma era un impero con tanti popoli e tante lingue, era una storia imperiale multilinguistica e multietnica fino alla prima guerra mondiale. Il 1918 rappresenta una cesura nella storia dell'Austria: rappresenta una enorme discrepanza tra passato e presente (prima era grossa e poi no), nel passato si parla dell'impero asburgico, dell'impero austroungarico, con 12 lingue all'interno di essa.
A livello letterario per molti scrittori austriaci questo crollo significa il crollo del loro mondo, perché finisce un mondo nel quale loro si sono riconosciuti: con la perdita di questa realtà concreta e storica nasce quello che si chiama mito asburgico, termine coniato da Claudio Magris. Nel 1918, con il crollo dell'Austria, molti scrittori non si riconoscono più nel presente e non vedono più un futuro, ma cercano la propria identità nel passato. Tipico di questi scrittori è la trasfigurazione del passato in una luce nostalgica: lo scrittore che più viene identificato con il mito asburgico è Joseph Roth (Radetzkymarsch e Cripta dei Cappuccini), ma anche Stefan Zweig, che scrisse Die Welt von Gestern, il mondo di ieri era un mondo migliore di oggi con i traumi, le guerre e l'esilio.
Dopodiché c'è Musil, che non ha una visione nostalgica ma più ironica, che scrive L’uomo senza qualità, dove chiama l'Austria Kakania. Un'altra cesura sarà quella del 1938, l'annessione dell'Austria alla Germania, dove non esisterà neanche più l'Austria.
Il secolo d'oro della letteratura tedesca
Qual è il secolo d'oro della letteratura tedesca? Il 700, con l'avvenire della cultura moderna. È l'epoca dell'illuminismo, Aufklaerung. Nel 700 la Germania non esiste ancora come tale, c'è la confederazione di stati nei quali la Prussia ha un ruolo determinante. Si fonda una cultura borghese, che diffonde idee dell'illuminismo che stanno alla base della nostra società (valore della ragione, separazione tra stato e chiesa, autonomia dell'individuo). In Germania si diffondono queste idee rapidamente, la Germania è una cultura protestante, che pone l'accento sull'individuo.
Nelle storie della letteratura questo periodo viene rappresentato come processo di emancipazione. Il culmine è lo Sturm und Drang, con Goethe e Schiller, nella filosofia si culmina con Kant e Hegel. Nel 700 l'Austria non partecipa a queste rivoluzioni, resta legata al passato e all'epoca del barocco, e resta legata alla controriforma, alla corte feudale e alla dinastia asburgica, è un mondo aristocratico, rurale e cattolico (1683 vittoria degli Asburgo sui turchi).
Questo si riflette anche a livello artistico, dove la cultura austriaca si esprime in altri generi, è una cultura di rappresentazione collettiva, importante è il teatro, sempre stato al centro della vita culturale. Importante è anche l'architettura barocca, sempre vista come rappresentazione collettiva della forza dell'impero e della chiesa. Vi è una grande tradizione musicale in Austria. Già qui si vede una differenza.
Illuminismo tardivo e Josephinismus
A livello politico, l'Austria cerca di chiudersi, ma verso la metà del ‘700 si arriva a compromessi grazie a Maria Theresia, che governa dal 1740 al 1780, che realizza una serie di riforme della chiesa, dell'esercito, della giustizia. Successivamente questa figura sarà una delle più positive del passato, vista come una figura materna nel mito asburgico, ma anche questa è un'idea idealizzata, perché lei era durissima. Uno dei suoi figli Joseph II, che porta avanti alcune riforme, come quella dell'educazione che passa dalla chiesa allo stato, dopodiché introduce la libertà di stampa.
Questo periodo è un periodo illuminato, ma è un illuminismo tardivo, infatti viene chiamato Josephinismus, che è la forma che l'illuminismo ha in Austria, che è molto particolare, è tardivo, moderato, un compromesso tra monarchia e idee illuministe. Questo periodo è importante perché delinea un tratto tipico dell'austriaco, tentativo di arrivare sempre a un buon compromesso. In questo periodo nasce anche un nuovo ceto sociale, abbastanza tipico della monarchia, der Behannte (impiegato della monarchia, figura che compare in molti romanzi), una forte burocrazia.
Il periodo del Josephinismus finisce presto, dopo la sua morte si aboliscono tutte le misure che aveva introdotto, inizia un regime poliziesco. L'Austria si chiude rispetto alla rivoluzione francese che si sviluppa in Europa, dopodiché segue le guerre napoleoniche. Nel 1804 Napoleone vince l'Austria e Francesco II deve depositare l'antico titolo ovvero imperatore del sacro romano impero. Seguono le guerre di liberazione (Waterloo) e si forma la Sacra Alleanza con il Congresso di Vienna nel 1815.
Restaurazione e Biedermeier
Inizia qui la Restaurazione in Germania, un periodo in cui vengono deluse le speranze di rinnovamento e riforma, tutte le aperture vengono revocate. In Germania si forma una forte opposizione, der Vormaerz: scrittori come Heinrich Heine e Buchner. In Austria in questo periodo non si parla di Vormaerz, ma c'è un clima specifico, ovvero Biedermeier (dal 1815 al 1848), in origine era un termine satirico, per dire piccolo borghese chiuso, successivamente diventa uno stile di mobili.
In questo periodo di repressione si forma per la prima volta una letteratura asburgica/viennese specifica. È importante in quest'epoca il teatro ma anche la musica, Mozart, Beethoven, Franz Schubert. Nasconde angosce, un senso di vuoto, un nihilismo nascosto, che si nota anche nella letteratura, come Grillparzer (drammaturgo), Stifter (narratore che descrive i paesaggi) che scrivono apparentemente romanzi classici ma in una chiave complessa e moderna.
Al centro del Biedermeier sta il teatro, prima teatro di corte e poi nazionale. In questo periodo nasce anche un teatro popolare, un teatro specifico in dialetto viennese: un autore importante è Nestroy, noto come autore satirico che smascherava i potenti, una forte critica al regime di allora anche se camuffata. Modello di questo teatro popolare è la commedia dell'arte italiana, che riprende la figura di Arlecchino. L'importanza del teatro si spiega a una tradizione barocca, dove il mondo è paragonato a un palcoscenico dove ciascuno recita il suo ruolo, lo possiamo vedere anche nei festival oggi.
Franz Joseph e la cultura austro-ungarica
Nel 1848 inizia l'epoca dell'imperatore Franz Joseph che dura per l'intero secolo e oltre, fino alla prima guerra mondiale. Probabilmente per questo è diventato un'icona paternalista della cultura e della tradizione austriaca, della stabilità e sicurezza del mondo di ieri: alla sua figura e della sua moglie (Sissi) sono legate moltissime leggende.
Questo periodo appare come idilliaco, anche se in realtà era un periodo di forti tensioni, i popoli dell'impero cominciavano a rivendicare la propria autonomia. Si arriva così nel 1867 alla monarchia austro-ungarica, con cui non solo gli ungheresi partecipavano al governo ma anche gli ebrei vengono equiparati a tutti gli effetti agli altri cittadini. In questo periodo molti ebrei fuggono dall'est dalla Russia e dalla povertà e moltissimi si instaurano a Vienna.
Wiener Moderne
In pochi decenni si forma a Vienna una cultura ebraico-borghese, questi ebrei si assimilano alla cultura tedesca e alla borghesia borghese. Questa componente ebraica è una delle ragioni per cui si forma alla fine dell'800 una cultura particolare. Nel periodo dal 1880 alla prima guerra mondiale si sviluppa a Vienna una cultura borghese con forte componente ebraica, che ha un ruolo molto importante e d'avanguardia (prima volta nel contesto europeo, prima molto tradizionale), diventa una sorta di laboratorio della modernità. Ci sono grandissime innovazioni in quasi tutti i campi della vita culturale. Per questi cambiamenti si parla di Wiener Moderne (modernismo viennese).
Nasce una nuova arte, architettura, scienza, letteratura. Questo è il periodo di maggiore fioritura della cultura austriaca, che coincide però con la fine dell'Austria, tutto ciò è interrotto infatti dalla prima guerra mondiale.
Dopo il 1918
Il 1918 è una vera cesura della storia culturale austriaca. Cosa c'è dopo? Un'Austria che sopravvive, è un piccolo resto, è "Deutschosterreich", è la repubblica che nessuno voleva, gli austriaci non si sono mai riconosciuti in questa repubblica, che dura fino al 1938 (anche se nel 1934 il cancelliere dichiara dittatura). In questo periodo l'Austria non compare neanche, si parla solo di Weimar Republik. È un periodo difficile, di crisi economica, di crollo della borsa e della caduta della democrazia, dell'avvento del fascismo.
In questo periodo vivono ancora Freud, Schnitzler, Krauss, Hoffmanstahl. Questo periodo finisce con l'Anschluss del 1938, ora l'Austria scompare del tutto, scompare anche il nome perché Hitler la definisce provincia e la chiama Ostmark. La maggioranza degli austriaci era favorevole all'Anschluss, sicuramente per motivi economici. Ci sono 7 anni in cui scompare l'Austria e una cultura austriaca, ci sono però destini esemplari di alcuni scrittori: Jean Amèry, che in realtà si chiamava Hanz Meier, che era ebreo malgrado, in realtà si sentiva laico, è stato costretto ad emigrare, viene catturato e torturato, è stato internato ad Auschwitz ed è sopravvissuto. Jean Amèry non tornerà mai in Austria e cambia anche nome. Anche Stefan Zweig, Freud, sono costretti all'esilio: Sigmund Freud è uno degli ultimi che lascia Vienna, va a Londra, ma parte della sua famiglia viene portata nei campi di concentramento. Il 1938 è proprio la fine della cultura austriaca.
Dopo il 1945 si cerca di recuperare la tradizione austriaca, nasce il bisogno di riconoscersi in una cultura e tradizione, soprattutto dagli anni 50 in poi.
Vienna intorno al 1900
Le prime rappresentazioni storiche del periodo sono di scrittori austriaci che hanno vissuto questo periodo dalla loro infanzia e lo ricordano nel periodo in esilio. Due rappresentazioni famosissime sono:
- Stefan Zweig (il mondo di ieri: parla non solo della propria vita ma anche della vita di un'intera generazione, rappresenta la Wiener Moderne come la fine del mondo dorato, del mondo della sicurezza 1942, queste prime rappresentazioni stanno sotto il segno della guerra e dell'esilio).
- Hermann Broch: ha scritto novelle e romanzi. Hoffmanstahl e il suo tempo 1949, dopo la guerra e dopo l'esilio, egli cerca di rappresentare la Vienna di fine secolo parlando del suo rappresentante più importante che è sicuramente Hugo von Hoffmanstahl. Parla anche della Vienna in cui Hugo ha vissuto. Rappresentazioni che vengono sempre citate nella storia della letteratura perché hanno coniato la storiografia. Broch ha vissuto dall'interno, ha una visione molto più critica di Zweig. Mondo del Wertvakum (vuoto di valori). Si è reagito con la fröhliche Apokalypse.
Definisce poi delle caratteristiche di questa cultura parlando di arte e architettura: dice è una cultura della Fassade (facciata, edifici di Vienna che vogliono dimostrare la potenza della monarchia, cultura estetica e non etica), una cultura che vive nell'ornamento (arte, quadri di Klimmt?). Definisce questo stile di Vienna come Kitsch (arte che degenera nel decorativo e non ha più nessuna sostanza. Altri due termini che utilizza per criticare questa cultura borghese è Hedonismus (coloro che mettono al primo posto il piacere) e Ästhetizismus (mette al primo posto la presunta bellezza).
Identità culturale austriaca
Typisch für die österreichische kulturelle Identität, ist eine große Diskrepanz zwischen der Vergangenheit und die Anwesende. Es gibt eine große Unterschied, die durch die historischen Träume des 20 Jahrhunderts besteht. 1918 war ein Trauma für die österreichische Geschichte, der Zusammenbruch der habsburgische Monarchie, der erste Weltkrieg, in Österreich bleibt nur eine kleine Republik) und der zweite große Trauma 1938: der Anschluss Österreichs an das dritte Reich von Hitler und damit verschwindet praktisch Österreich und es wird eine Provinz des deutschen Reich.
In der Vergangenheit hatte Österreich eine starke kulturelle Identität, die an die Tradition von Habsburg gehörte. Die Tradition von dem habsburgischen Imperium hatte eine feudale Kultur, eine aristokratische Kultur, die drückt sich in typischen Kunst formen auf. Typische Kunstformen in der österreichische Tradition sind die Architektur (Barocke Architektur), die Musik (Mozart) und das Theater (Hochtheater und Volkstheater).
Letteratura austriaca
Die erste Epoche eine spezifisch österreichische Literatur entsteht ist die Epoche des Biedermeier (1815 – 1848). In Deutschland spricht man von Vormärz. Die wichtigsten Autoren in Deutschland waren Heinrich Heine und Georg Büchner. In Österreich gab es ein anderes kulturellen Thema, Atmosphäre.
Wir haben drei Namen genannt, die Klassiker der Österreicher Literatur: Franz Grillparzer (Buch Theaters, er schreibt für das Wienertheater), Adalbert Stifter (ein proser Autor, Novelle mit der Landschaft von Österreich beschrieben hat) und Johann Nestroy (erste Autor des Volkstheater). Sie sind komplexen Autoren. 1848 beginnt die lange Regierungszeit von Kaiser Franz Joseph. 1867 wird die österreichische ungarische Monarchie gegründet. Wir sprechen von dieser Zeit der österreichischen ungarischen Monarchie, in der langsam eine neue Kultur und Literatur entstehen (Literatur der Wienermoderne).
Wiener Moderne (1880 – 1918)
Das ist die Epoche von 19 Jahrhundert bis zum das Ende der erste Weltkrieg. Diese Wiener Moderne charakterisiert als eine Epoche der Kulturkrise und des Paradigmenwechsel. Es gibt wichtige und sehr radikale Veränderungen (gesellschaftliche, soziale, ökonomische). Diese Veränderungen passieren in einer kurzen Zeit. Eine globale neue Orientierung die allgemein beschreibt als Beginn der Moderne. Also Wiener Moderne bedeutet Beginn der Moderne. Es ist eine Zeit voll Spannungen und voll Widersprüche. Für viele Autoren und Kritiker steht sich diese Zeit als eine Epoche des Endes (viele Kritiker und viele Literaturgeschichte zeigen die Wiener Moderne als eine Zeit des Endes, der Dekadenz). Begriffe: Dekadenz, Finis Austriae, Fin de siècle. Gemeint ist das Ende eine Jahrhunderte Tradition, das Ende der Tradition des habsburgischen Imperiums, Ende der österreichisches ungarische Monarchie, Ende der feudalen Welt, Ende einer aristokratischen Welt, in die in Wien ihr Zentrum hatte (Wien als Zentrum des Imperiums).
Diese Kultur der Wiener Moderne wird charakterisiert durch eine Atmosphäre. Es ist ein Gefühl der Dekadenz, der Degeneration, der Auflösung, eine allgemeine Krise. Diese Krise ist nicht nur negativ: sie ist nämlich auch ein Laboratorium, und aus diese Krise kommen neue Tendenzen. Wir müssen versuchen diese Krise verstehen. Wie ist diese Krise in einem europäischen Kontext? Wien ist Teil von Europa und diese allgemeine Paradigmenwechsel der Wiener Moderne sieht man auch in andere Städte von Europa. Es ist auch eine Krise der europäischen Zivilisation, es ist der Beginn der Moderne.
Modernità e differenze con l'Europa
Was hat Wien mit der europäische Situation zu tun? Was unterscheidet Wien von andere europäischen Städte? In ganz Europa beginnt die Moderne Kultur, es gibt diesen Wechsel 19/20 Jahrhundert. Es gibt radikale Veränderungen am Ende des 19 Jahrhundert. Es gibt gesellschaftliche und soziale Veränderungen in ganz Europa, zum Beispiel eine industrielle Entwicklung, es gibt die industrielle Gesellschaft, die Entwicklung der großen Städten (metropoli) und mit andere Lebensformen. In ganz Europa entsteht eine moderne Massengesellschaft.
Es gibt in dieser Zeit einen Boom von der Wissenschaft, sehr viele wissenschaftliche Entdeckungen. Viele technische Erneuerungen, mediale Innovationen (Photographie, Film). Sie bedeuten eine Krise von der aristokratische Kultur, Krise der Europäischen Tradition (Krise der Aufklärung, Christi Religion, Familie, klassische Rollen Verteilung zwischen Mann und Frau). Man spricht über Gender, die Rolle der Frau, es gibt in diesen Zeiten schon die erste emanzipatorische und feministische Bewegung. Was ist verändert ist nur nicht die soziale Realität, sondern auch das Lebensgefühl. Auf Grund diese Veränderungen lebt man anders und man fühlt anders, man denkt anders. Es betrifft auch private Leben (alle Bereiche).
MODERNE: Wienermoderne. Charakteristik von Wien in dieser Prozess. Wien war eine Stadt von Tradition, Unterschied zu Deutschland Kultur. Es war eine aristokratische und feudale Welt, eine traditionelle Welt. Die industrielle Entwicklung bringt eine bürgerliche und stark liberale Tradition. Österreich war zurück als andere Länder.
In der zweiten Hälfte des 19. Jahrhundert (Franz Joseph) ist die Wienergesellschaft sehr schnell verändert. Es kommen in dieser Zeit von Monarchie sehr viele Juden nach Wien, wir haben in diese Zeit eine starke jüdische Einwanderung. Viele Juden kommen und assimilieren sich an die Wiener Gesellschaft und des Bürgertum, sie werden Geschäftsleute, die in Wien leben. Sie kommen nach Wien, weil der Kaiser...
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