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OSTERREICHISCHE LITERATUR

Esiste davvero una letteratura austriaca? letteratura tedesca come letteratura di lingua tedesca.

Ha senso di parlare di letteratura austriaca se si pensa al periodo intorno al 1880 fino alla fine della

prima guerra mondiale. In questo periodo si forma una specifica cultura austriaca a Vienna, che ha

premesse, una storia e una tradizione specifica. Fino al 1918 l’Austria ha una storia diversa da

quella tedesca, di cui noi vediamo le linee caratteristiche.

Esiste un’identità austriaca? Opportuno pensa alla storia. Per ‘Austria è più complesso rispetto ad

altre nazioni, per vari motivi: la storia dell’Austria non è una storia nazionale, ma era un impero con

tanti popoli e tante lingue, era una storia imperiale multilinguistica e mutietnica fino alla prima

guerra mondiale. Il 1918 rappresenta una cesura nella storia dell’Austria: rappresenta un enorme

discrepanza tra passato e presente (prima era grossa e poi no), nel passato si parla dell’impero

asburgico, dell’impero austroungarico, con 12 lingue all’interno di essa. A livello letterario per molti

scrittori austriaci questo crollo significa il crollo del loro mondo, perché finisce un mondo nel quale

loro si sono riconosciuti: con la perdita di questa realtà concreta e storica nasce quello che si

chiama mito asburgico, termine coniato da Claudio Magris. Nel 1918 con il crollo dell’Austria molti

scrittori non si riconoscono più nel presente e non vedono più un futuro, ma cercano la propria

identità nel passato. Tipico di questi scrittori è la trasfigurazione del passato, in una luce

nostalgica: lo scrittore che più viene identificato con il mito asburgico è Joseph Roth

(Radetzkymarsch e cripta dei cappuccini), ma anche Stefan Zweig, che scrisse “Die Welt von

Gestern”, il mondo di ieri era un mondo migliore di oggi con i traumi, le guerre e l’esilio. Dopodichè

c’è Musil, che non ha una visione nostalgica ma più ironica, che scrive “l’uomo senza qualità”,

dove chiama l’Austria Kakania.

Un'altra cesura sarà quella del 1938, l’annessione dell’Austria alla Germania, dove non esisterà

neanche più l’Austria.

QUAL E’ IL SECOLO D’ORO DELLA LETTERATURA TEDESCA? Il 700, con l’avvenire della

cultura moderna. È l’epoca dell’illuminismo, Aufklaerung. Nel 700 la Germania non esiste ancora

come tale, c’è la confederazione di stati nei quali la Prussia ha un ruolo determinante. Si fonda una

cultura borghese, che diffonde idee dell’illuminismo che stano alla base della nostra società (valore

della ragione, separazione tra stato e chiesa, autonomia dell’individuo). In Germania i diffondono

queste idee rapidamente, la Germania è una cultura protestante, che pone l’accento sull’individuo.

Nelle storie della letteratura questo periodo viene rappresentato come processo di emancipazione.

Il culmine è lo Sturm und Drang, con Goethe e Schiller, nella filosofia si culmine con Kant e Hegel.

Nel ‘700 l’Austria non partecipa a queste rivoluzioni, resta legata al passato e all’epoca de

barocco, e resta legato alla controriforma, alla corte feudale e alla dinastia asburgica, è un mondo

aristocratico, rurale e cattolico (1683 vittoria degli Asburgo sui turchi).

Questo si riflette anche a livello artistico, dove la cultura austriaca si esprime in altri generi, è una

cultura di rappresentazione collettiva, importante è il teatro, sempre stato al centro della vita

culturale. Importante è anche l’architettura barocca, sempre vista come rappresentazione collettiva

della forza dell’impero e della chiesa. Vi è una grande tradizione musicale in Austria. Già qui si

vede una differenza. A livello politico, l’Austria cerca di chiudersi, ma verso la metà del ‘700 si

arriva a compromessi grazie a Maria Theresia, che governa dal 1740 al 1780, che realizza una

serie di riforme della chiesa, dell’esercito, della giustizia. Successivamente questa figura sarà una

delle più positive del passato, vista come una figura materna nel mito asburgico, ma anche questa

è un’idea idealizzata, perché lei era durissima. Uno dei suoi figli Joseph II, che porta avanti alcune

riforme, come quella dell’educazione che passa dalla chiesa allo stato, dopodichè introduce la

libertà di stampa. Questo periodo è un periodo illuminato, ma è un illuminismo tardivo, infatti viene

chiamato “Josephinismos”, che è la forma che l’illuminismo ha in Austria, che è molto particolare, è

tardivo, moderato, un compromesso tra monarchia e idee illuministe. Questo periodo è importante

perché delinea un tratto tipico dell’Austriaco, tentativo di arrivare sempre a un buon compromesso.

In questo periodo nasce anche un nuovo ceto sociale, abbastanza tipico della monarchia, der

Behannte (impiegato della monarchia, figura che compare in molti romanzi), una forte burocrazia.

Il periodo del Josephinismus finisce presto, dopo la sua morte si aoliscono tutte le sue misure che

aveva introdotto, inizia di un regime poliziesco. L’Austria si chiude rispetto alla rivoluzione francese

che si sviluppa in Europa, dopodichè segue le guerre napoleoniche. 1804 Napoleone vince

l’Austria e francesco II deve depositare l’antico titolo ovvero imperatore del sacro romano impero.

Seguono le guerre di liberazione (Waterloo) e si forma la Sacra Alleanza con il Congresso di

Vienna nel 1815. Inizia qui la Restaurazione in Germania, un periodo in cui vengono deluse le

speranze di rinnovamento e riforma, tutte le aperture vengono revocate. In Germania si forma una

forte opposizione, der Vormaerz: scrittori come Heinrich Heine e Buchner. In Austria in questo

periodo non si parla di Vormaerz, ma c’è un clima specifico, ovvero Bidermeier (al 1815 al 1848),

in origine era un termine satirico, per dire piccolo borghese chiuso, successivamente diventa uno

stile di mobili. In questo periodo di repressione si forma per la prima volta una letteratura

asburgica/viennese specifica. È importante in quest’epoca il teatro ma anche la musica, Mozart,

Bethooven, Franz Schubert. Nasconde angoscie, un senso di uoto, un nihilismo nascosto, che si

nota anche nella letteratura, come Grillparzer (drammaturgo), Stifter (narratore che descrive i

paesaggi) che scrivono apparentemente romanzi classici ma in una chiave complessa e moderna.

 come Goethe e Schiller per i tedeschi

Al centro del Biedermeier sta il teatro, prima teatro di corte e poi nazionale. In questo periodo

nasce anche un teatro popolare, un teatro specifico in dialetto viennese: un autore importante è

Nestroy, noto come autore satirico che smascherava i potenti che risolta una forte critica al regime

di allora anche se camuffato. Modello di questo teatro popolare è la commedia dell’arte italiana,

che riprende la figura di Arlecchino. l’importanza del teatro si spiega a una tradizione barocca,

dove il mondo è paragonato a un palconiscenico dove ciascun recita il suo ruolo, lo possiamo

vedere anche nei festival oggi.

Nel 1848 inizia l’epoca dell’imperatore Franz Joseph che dura per l’intero secolo e oltre, fino alla

IGM. Probabilmente per questo è diventato un’icona paternalista della cultura e della tradizione

austriaca, della stabilità e sicurezza del mondo di ieri: alla sua figura e della sua moglie (Sissi)

sono legate moltissime leggende. Questo periodo appare come idilliaco, anche se in realtà era un

periodo di forti tensioni, i popoli dell’impero cominciavano a rivendicare la propria autonomia. Si

arriva così nel 1967 la monarchia austro-ungarica, con cui non solo gli ungheresi partecipavano al

governo ma anche gli ebrei vengono equiparati a tutti gli effetti agli altri cittadini. In questo periodo

molti ebrei fuggono dall’est dalla Russia e dalla povertà e moltissimi si instaurano a Vienna. In

pochi decenni si forma a Vienna una cultura ebraico-borghese, questi ebrei si assimilano alla

cultura tedesca e alla borghesia borghese. Questa componente ebraica è una delle ragioni per cui

si forma alla fine dell’800 una cultura particolare.

1880-IGM

In questo periodo si sviluppa a Vienna una cultura borghese con forma componente ebraica, che

ha un ruolo molto importante e d’avanguardia (prima volta nel contesto europeo, prima molto

tradizionale), diventa una sorta di laboratorio della modernità. Ci sono grandissime innovazioni in

quasi tutti i campi della vita culturale. Per questi cambiamenti si parla di “Wiener Moderne”

(Modernismo viennese). Nasce una nuova arte, architettura, scienza, letteratura. Questo è il

periodo di maggiore fioritura della cultura austriaca, che coincide però con la fine dell’Austria, tutto

ciò è interrotto infatti dalla IGM.

1918: vera cesura della storia culturale austriaca. cosa c’è dopo? Un’Austria che sopravvive, è un

piccolo resto, è “Deutschosterreich”, è la repubblica che nessuno voleva, gli austriaci non si sono

mai riconosciuti in questa repubblica, che dura fino al 1938 (anche se nel 1934 il cancelliere

dichiara dittatura). In questo periodo l’Austria non compare neanche, si parla solo di Weimar

Republik. È un periodo difficile, di crisi economica, di crollo della borsa e della caduta della

democrazia, dell’avvenuta del fascismo. In questo periodo vivono ancora Freud, Schnitzler,

Krauss, Hoffmanstahl.

Questo periodo finisce con l’Anschluss del 1938, ora l’Austria scompare del tutto, scompare anche

il nome perché Hitler la definisce provincia e la chiama Ostmark. La maggioranza degli austriaci

era favorevole all’Anschluss, sicuramente per motivi economici. Ci sono 7 anni in cui scompare

l’Austria e una cultura austriaca, ci sono però destini esemplari di alcuni scrittori: Jean Amèry, che

in realtà si chiamava Hanz Meier, che era ebreo malgrado, in realtà i sentiva laico, è stato costretto

ad emigrare, viene catturato e torturato, è stato internato ad Auschwitz ed è sopravvissuto. Jean

Amèry non tornerà mai in Austria e cambia anche nome. Anche Stefan Zweig, Freud, sono costretti

all’esilio: Sigmund Freud è uno degli ultimi che lascia Vienna, va a Londra, ma parte della sua

famiglia vengono portate nei campi di concentramento. Il 38 è proprio la fine della cultura

austriaca. dopo il 1945 si cerca di recuperare la tradizione austriaca, nasce il bisogno di

riconoscersi in una cultura e tradizione, soprattutto dagli anni 50 in poi

WIEN UM 1900

FOTOCOPIA

Le prime rappresentazioni storiche del periodo sono di scrittori austriaci che hanno vissuto questo

periodo dalla loro infanzia e lo ricordano nel periodo in esilio. Due rappresentazioni famosissime:

- Stefan Zweig (il mondo di ieri: parla non solo della propria vita ma anche della vita di un intera

generazione, rappresenta la Wienermoderne come la fine del mondo dorato, del mondo della

sicurezza 1942, queste prime rappresentazioni stanno sotto il segno della guerra e dell’esilio).

- Hermann Broch: ha scritto novelle e romanzi. Hoffmanstahl e il suo tempo 1949, dopo la guerra e

dopo l’esilio, egli cerca di rappresentare la Vienna di fine secolo parlando del suo rappresentante

più importante che è sicuramente Hugo von Hoffmanstahl. Parla anche della Vienna in cui Hugo

ha vissuto. Rappresentazioni che vengono sempre citate nella storia della letteratura perché hanno

coniato la storiografia. Broch ha vissuto dall’uinterno, ha una visione molto più critica di Zweig.

Mondo del Wertvakum (vuoto di valori). Si è reagito con la froliche Apokalypse.

Definisce poi delle caratteristiche di questa cultura parlando di arte e architettura: dice è una

cultura della Fassade (facciata, edifici di Vienna che vogliono dimostrare la potenza della

monarchia, cultura estetica e non etica), una cultura che vive nell’ornamento (arte, quadri di

Klimmt?). definisce questo stile di Vienna come Kitsch (arte che degenera nel decorativo e non ha

più nessuna sostanza.

altri due termini che utilizza per criticare questa cultura borghese è Hedonismus (coloro che

mettono al primo posto il piacere) e Asthetizismus (mette al primo posto la presunta bellezza)

Was haben wir gesagt? Typisch für die österreichische kulturelle Identität, ist eine große

Diskrepanz zwischen der Vergangenheit und die Anwesende. Es gibt eine große Unterschied, die

durch die historischen Träume des 20 Jahrhunderts besteht. 1918 war ein Trauma für die

österreichische Geschichte, der Zusammenbruch der habsburgische Monarchie, der erste

Weltkrieg, in Österreich bleibt nur eine kleine Republik) und der zweite große Trauma 1938: der

Anschluss Österreichs an das dritte Reich von Hitler und damit verschwindet praktisch Österreich

und es wird eine Provinz des deutschen Reich.

In der Vergangenheit hatte Österreich eine starke kulturelle Identität, die an die Tradition von

Habsburg gehörte. Die Tradition von dem habsburgischen Imperium hatte eine feudale Kultur, eine

aristokratische Kultur, die drückt sich in typischen Kunst formen auf. Typische Kunstformen in der

österreichische Tradition sind die Architektur (Barocke Architektur), die Musik (Mozart) und das

Theater (Hochtheater und Volkstheater).

Was betrifft der Literatur?

Die erste Epoche eine spezifisch österreichische Literatur entsteht ist die Epoche des Biedermeier

(1815 – 1848). In Deutschland spricht man von Vormärz. Die wichtigsten Autoren in Deutschland

waren Heinrich Heine und Georg Büchner. In Österreich gab es ein anderes kulturellen Thema,

Atmosphäre.

Wir haben drei Namen genannt, die Klassiker der Österreicher Literatur: Franz Grillparzer (Buch

Theaters, er schreibt für das Wienertheater), Adalbert Stifter (ein proser Autor, Novelle mit der

Landschaft von Österreich beschrieben hat) und Johann Nestroy (erste Autor des Volkstheater).

Sie sind komplexen Autoren. 1848 beginnt die lange Regierungszeit von Kaiser Franz Joseph.

1867 wird die österreichische ungarische Monarchie gegründet. Wir sprechen von dieser Zeit der

österreichischen ungarischen Monarchie, in der langsam eine neue Kultur und Literatur entstehen

(Literatur der Wienermoderne).

WIENER MODERNE (1880 – 1918)

Das ist die Epoche von 19 Jahrhundert bis zum das Ende der erste Weltkrieg. Diese

Wienermoderne charakterisiert als eine Epoche der Kulturkrise und des Paradigmenwechsel.

Es gibt wichtige und sehr radikale Veränderungen (gesellschaftliche, soziale, ökonomische). Diese

Veränderungen passieren in einer kurzen Zeit. Eine globale neue Orientierung die allgemein

beschreibt als Beginn der Moderne. Also Wienermoderne bedeutet Beginn der Moderne. Es ist

eine Zeit voll Spannungen und voll Widersprüche. Für viele Autoren und Kritiker steht sich diese

Zeit als eine Epoche des Endes (viele Kritiker und viele Literaturgeschichte zeigen die

Wienermoderne als eine Zeit des Endes, der Dekadenz). Begriffe: Dekadenz, Finis Austriae, Fin

de secle. Gemeint ist das Ende eine Jahrhunderte Tradition, das Ende der Tradition des

habsburgischen Imperiums, Ende der österreichisches ungarische Monarchie, Ende der feudalen

Welt, Ende einer aristokratischen Welt, in die in Wien ihr Zentrum hatte (Wien als Zentrum des

Imperiums).

Diese Kultur der Wienermoderne wird charakterisiert durch eine Atmosphäre. Es ist ein Gefühl der

Dekadenz, der Degeneration, der Auflösung, eine allgemeine Krise. Diese Krise ist nicht nur

negativ: sie ist nämlich auch ein Laboratorium, und aus diese Krise kommen neue Tendenzen. Wir

müssen versuchen diese Krise verstehen. Wie ist diese Krise in einem europäischen Kontext?

Wien ist Teil von Europa und diese allgemeine Paradigmenwechsel der Wienermoderne sieht man

auch in andere Städte von Europa. Es ist auch eine Krise der europäischen Zivilisation, es ist der

Beginn der Moderne.

Was hat Wien mit der europäische Situation zu tun? Was unterscheidet Wien von andere

europäischen Städte?

In ganz Europa beginnt die Moderne Kultur, es gibt diesen Wechsel 19/20 Jahrhundert.

Es gibt radikale Veränderungen am Ende des 19 Jahrhundert. Es gibt gesellschaftliche und soziale

Veränderungen in ganz Europa, zum Beispiel eine industrielle Entwicklung, es gibt die industrielle

Gesellschaft, die Entwicklung der großen Städten (metropoli) und mit andere Lebensformen. In

ganz Europa entsteht eine moderne Massengesellschaft. Es gibt in dieser Zeit einen Boom von der

Wissenschaft, sehr viele wissenschaftliche Entdeckungen. Viele technische Erneuerungen,

mediale Innovationen (Photographie, Film). Sie bedeuten eine Krise von der aristokratische Kultur,

Krise der Europäischen Tradition (Krise der Aufklärung, Christi Religion, Familie, klassische Rollen

Verteilung zwischen Mann und Frau). Man spricht über Gender, die Rolle der Frau, es gibt in

diesen Zeiten schon die erste emanzipatorische und feministische Bewegung. Was ist verändert ist

nur nicht die soziale Realität, sondern auch das Lebensgefühl. Auf Grund diese Veränderungen

lebt man anders und man fühlt anders, man denkt anders. Es betrifft auch private Leben (alle

Bereiche).

MODERNE: Wienermoderne. Charakteristik von Wien in dieser Prozess. Wien war eine Stadt von

Tradition, Unterschied zu Deutschland Kultur. Es war eine aristokratische und feudale Welt, eine

traditionelle Welt. Die industrielle Entwicklung bringt eine bürgerliche und stark liberale Tradition.

Österreich war zurück als andere Länder.

In der zweiten Hälfte des 19. Jahrhundert (Franz Joseph) ist die Wienergesellschaft sehr schnell

verändert. Es kommen in dieser Zeit von Monarchie sehr viele Juden nach Wien, wir haben in

diese Zeit eine starke jüdische Einwanderung. Viele Juden kommen und assimilieren sich an die

Wiener Gesellschaft und des Bürgertum, sie werden Geschäftsleute, die in Wien leben. Sie

kommen nach Wien, weil der Kaiser Franz Joseph eine Toleranz und Freundschaft mit dem

Judentum hatte. Sie hatten die gleichen Rechte. Die Juden assimilieren sich sehr schnell, man

spricht von Assimilation, es bedeutet Integration.

Es gibt eine spezifizier Mischung in Wien zwischen aristokratische Kultur, habsburgische

Tradition (ästhetische Sensibilität) und jüdischen Bürgertum (für die Kultur, Kunst und Literatur

interessiert hat). Gesellschaftliche Voraussetzung für die Wienermoderne. In Wien gibt es einen

Widerspruch zwischen Tradition und Innovation. Aber sie sind kulturell produktiv.

CLAUDIO MAGRIS ist der italienische Schriftsteller und Kritiker. Er definiert die Kultur der

Wienermoderne ein „Laboratorium des modernen Nihilismus“. Was kann das bedeuten?

LABORATORIUM: Diese Kultur der Wienermoderne ist eine Kultur der Krise und diese Krise ist ein

Laboratorium, in der neue Tendenzen entstehen, in der man neues experimentieren kann.

NIHILISMUS: es kommt von nihil (niente). Eine längere philosophische Geschichte mit dieser

Begriff, auch polemisch. Nihilisten sind die an nichts bleiben, sie haben keine gesellschaftliche

Ordnung, kein Werte oder kein Religion.

Wichtige Philosoph: Nietzsche, er definiert diese Nihilismus. Er sagt der Nihilismus ist ein

Ergebnis, eines längeren historische Prozess. Unsere Epoche ist eine Epoche des Nihilismus. Die

Moderne ist eine nihilistische Epoche, das heißt die Moderne glaubt nicht mehr an objektive oder

absolute Wahrheiten. Sie sind verloren.

Nietzsche spricht nicht von Entwertung (svalutazione) alle Werte, sondern Umwertung alle werte.

Die moderne ist eine Epoche der Umwertung alle werte. (Trasvalutazione di tutti i valori). Wir

müssen der Nihilismus verbinden, wir müssen dieser Prozess affirmativ sehen. Es gibt keine Moral

mehr, nicht nur pessimistisch zu sehen. Er meint, dass wir müssen dieser Prozess positiv sehen.

Secondo Nietzsche, il Nihilismo caratterizza la nostra epoca, significa che non crediamo più in

valori assoluti, fissi ed oggettivi che valgono una volta per sempre e che valgono per tutti. GOT IST

TOT, Dio è morto, l’uomo moderno non crede più in Dio, non ne ha più bisogno.

Questo processo della svalutazione die valori tradizionali, per Nietzsche non è solo un processo

negativo, infatti non parla di svalutazione, ma lui parla di trasvalutazione: i vecchi valori possono

entrare in crisi ma questo apre la strada ad un cambiamento. Consiste nella possibilità che ora

ogni singolo si deve dare in maniera positiva un senso. (Selbstbestimmung), ogni singolo può

autodeterminare la propria vita.

Magris definiert Wien als das Oratorium des modernen Nihilismus. Das ist negativ, das ist eine

Krise. Nihilismus bedeutet die Krise der traditionalen Werte. Das bedeutet für Nietzsche auch

Umwertung. Die Wiener Kultur ist in diesem Sinn von Niet. Ein Laboratorium für diese Krise der

Tradition und für die suche für neue Orientierung.

Prozess der Dekadenz, die kann man in der Wiener Kultur beobachtet werden.

FINIS AUSTRIAE: DEKADENZ

Diese Epoche der Wienermoderne wird oft in der Literaturgeschichte dargestellt als Epoche der

Dekadenz, oder Fin de Secle, oder Untergang (tramonto). Warum? Weil die ersten, die klassischen

Darstellung dieser Epoche sehen diese Epoche als Epoche der Dekadenz. Welche sind diese

historischen Darstellungen? Von österreichischen Schriftsteller und Autoren, die dieser Epoche

erlebt haben und die ihren Erinnerung, meistens waren in Exil gegangen.

Wiener Autoren, in den 80 Jahren geboren, sie haben ihre Kindheit und Jugend in Wien gelebt und

sie sind ins Exil gegangen. Sie sind Emigranten. Sie haben beide das Ende betonen.

- Stefan Zweig ist 1881 in Wien geboren, in einer große bürgerliche Familie und auch reiche. Er

beginnt früh zu schreiben (Er schreibt Romane und Novellen, die sehr populär geworden sind in

seiner Zeit). Er muss dann Wien verlassen. Nach dem ersten Weltkrieg geht er nach Salzburg und

lebt die zwanziger Jahre dort, es gibt in Salzburg ein großes Archive, in Zentrum, wo das Haus von

Stefan Zweig war. Er lebte gut. Seine Bucher wird 1933 verbrannt von Nazi. Er muss emigrieren

1933 emigriert er nach London und später nach Amerika. In Sudamerika schreibt er seine

Lebenserinnerungen, das ist seine Biographie, mit den Titel „Die Welt von gestern“. Wien ist

idealisiert und nostalgisch, er hat diese Welt verloren. Es ist eine exemplarische Biographie. Er

nicht nur selbst Leben darstellt, sondern auch das Leben eine ganze Generation. Diese Biographie

mochte nicht normal leben darstellen, sondern das Leben seiner Generation, das Leben von ganz

Europa eigentlich. Der Untertitel ist „Erinnerungen eines Europeas“ (Memorie di un europeo). In

diesem Buch beschreibt er der Welt der Sicherheit, in dem ersten Kapitel. Er sagt dass es war eine

Welt ohne Probleme. Erste historische Darstellung von Wienermoderne. Er beschreibt eine ganze

Generation. Er schreibt diese Biographie in Exil. Es ist ein Testament und auch eine Novelle, die

wir nicht lesen werden, sondern die wir kommentieren werden.

WIEN UM 1900

FOTOCOPIA

Le prime rappresentazioni storiche del periodo sono di scrittori austriaci che hanno vissuto questo

periodo dalla loro infanzia e lo ricordano nel periodo in esilio. Due rappresentazioni famosissime:

- Stefan Zweig (il mondo di ieri: parla non solo della propria vita ma anche della vita di un intera

generazione, rappresenta la Wienermoderne come la fine del mondo dorato, del mondo della

sicurezza 1942, queste prime rappresentazioni stanno sotto il segno della guerra e dell’esilio).

- Hermann Broch: ha scritto novelle e romanzi. Hoffmanstahl e il suo tempo 1949, dopo la guerra e

dopo l’esilio, egli cerca di rappresentare la Vienna di fine secolo parlando del suo rappresentante

più importante che è sicuramente Hugo von Hoffmanstahl. Parla anche della Vienna in cui Hugo

ha vissuto. Rappresentazioni che vengono sempre citate nella storia della letteratura perché hanno

coniato la storiografia. Broch ha vissuto dall’uinterno, ha una visione molto più critica di Zweig.

Mondo del Wertvakum (vuoto di valori). Si è reagito con la froliche Apokalypse.

Definisce poi delle caratteristiche di questa cultura parlando di arte e architettura: dice è una

cultura della Fassade (facciata, edifici di Vienna che vogliono dimostrare la potenza della

monarchia, cultura estetica e non etica), una cultura che vive nell’ornamento (arte, quadri di

Klimmt?). definisce questo stile di Vienna come Kitsch (arte che degenera nel decorativo e non ha

più nessuna sostanza.

altri due termini che utilizza per criticare questa cultura borghese è Hedonismus (coloro che

mettono al primo posto il piacere) e Asthetizismus (mette al primo posto la presunta bellezza)

Was haben wir gesagt? Typisch für die österreichische kulturelle Identität, ist eine große

Diskrepanz zwischen der Vergangenheit und die Anwesende. Es gibt eine große Unterschied, die

durch die historischen Träume des 20 Jahrhunderts besteht. 1918 war ein Trauma für die

österreichische Geschichte, der Zusammenbruch der habsburgische Monarchie, der erste

Weltkrieg, in Österreich bleibt nur eine kleine Republik) und der zweite große Trauma 1938: der

Anschluss Österreichs an das dritte Reich von Hitler und damit verschwindet praktisch Österreich

und es wird eine Provinz des deutschen Reich.

In der Vergangenheit hatte Österreich eine starke kulturelle Identität, die an die Tradition von

Habsburg gehörte. Die Tradition von dem habsburgischen Imperium hatte eine feudale Kultur, eine

aristokratische Kultur, die drückt sich in typischen Kunst formen auf. Typische Kunstformen in der

österreichische Tradition sind die Architektur (Barocke Architektur), die Musik (Mozart) und das

Theater (Hochtheater und Volkstheater).

Was betrifft der Literatur?

Die erste Epoche eine spezifisch österreichische Literatur entsteht ist die Epoche des Biedermeier

(1815 – 1848). In Deutschland spricht man von Vormärz. Die wichtigsten Autoren in Deutschland

waren Heinrich Heine und Georg Büchner. In Österreich gab es ein anderes kulturellen Thema,

Atmosphäre.

Wir haben drei Namen genannt, die Klassiker der Österreicher Literatur: Franz Grillparzer (Buch

Theaters, er schreibt für das Wienertheater), Adalbert Stifter (ein proser Autor, Novelle mit der

Landschaft von Österreich beschrieben hat) und Johann Nestroy (erste Autor des Volkstheater).

Sie sind komplexen Autoren. 1848 beginnt die lange Regierungszeit von Kaiser Franz Joseph.

1867 wird die österreichische ungarische Monarchie gegründet. Wir sprechen von dieser Zeit der

österreichischen ungarischen Monarchie, in der langsam eine neue Kultur und Literatur entstehen

(Literatur der Wienermoderne).

WIENER MODERNE (1880 – 1918)

Das ist die Epoche von 19 Jahrhundert bis zum das Ende der erste Weltkrieg. Diese

Wienermoderne charakterisiert als eine Epoche der Kulturkrise und des Paradigmenwechsel.

Es gibt wichtige und sehr radikale Veränderungen (gesellschaftliche, soziale, ökonomische). Diese

Veränderungen passieren in einer kurzen Zeit. Eine globale neue Orientierung die allgemein

beschreibt als Beginn der Moderne. Also Wienermoderne bedeutet Beginn der Moderne. Es ist

eine Zeit voll Spannungen und voll Widersprüche. Für viele Autoren und Kritiker steht sich diese

Zeit als eine Epoche des Endes (viele Kritiker und viele Literaturgeschichte zeigen die

Wienermoderne als eine Zeit des Endes, der Dekadenz). Begriffe: Dekadenz, Finis Austriae, Fin

de secle. Gemeint ist das Ende eine Jahrhunderte Tradition, das Ende der Tradition des

habsburgischen Imperiums, Ende der österreichisches ungarische Monarchie, Ende der feudalen

Welt, Ende einer aristokratischen Welt, in die in Wien ihr Zentrum hatte (Wien als Zentrum des

Imperiums).

Diese Kultur der Wienermoderne wird charakterisiert durch eine Atmosphäre. Es ist ein Gefühl der

Dekadenz, der Degeneration, der Auflösung, eine allgemeine Krise. Diese Krise ist nicht nur

negativ: sie ist nämlich auch ein Laboratorium, und aus diese Krise kommen neue Tendenzen. Wir

müssen versuchen diese Krise verstehen. Wie ist diese Krise in einem europäischen Kontext?

Wien ist Teil von Europa und diese allgemeine Paradigmenwechsel der Wienermoderne sieht man

auch in andere Städte von Europa. Es ist auch eine Krise der europäischen Zivilisation, es ist der

Beginn der Moderne.

Was hat Wien mit der europäische Situation zu tun? Was unterscheidet Wien von andere

europäischen Städte?

In ganz Europa beginnt die Moderne Kultur, es gibt diesen Wechsel 19/20 Jahrhundert.

Es gibt radikale Veränderungen am Ende des 19 Jahrhundert. Es gibt gesellschaftliche und soziale

Veränderungen in ganz Europa, zum Beispiel eine industrielle Entwicklung, es gibt die industrielle

Gesellschaft, die Entwicklung der großen Städten (metropoli) und mit andere Lebensformen. In

ganz Europa entsteht eine moderne Massengesellschaft. Es gibt in dieser Zeit einen Boom von der

Wissenschaft, sehr viele wissenschaftliche Entdeckungen. Viele technische Erneuerungen,

mediale Innovationen (Photographie, Film). Sie bedeuten eine Krise von der aristokratische Kultur,

Krise der Europäischen Tradition (Krise der Aufklärung, Christi Religion, Familie, klassische Rollen

Verteilung zwischen Mann und Frau). Man spricht über Gender, die Rolle der Frau, es gibt in

diesen Zeiten schon die erste emanzipatorische und feministische Bewegung. Was ist verändert ist

nur nicht die soziale Realität, sondern auch das Lebensgefühl. Auf Grund diese Veränderungen

lebt man anders und man fühlt anders, man denkt anders. Es betrifft auch private Leben (alle

Bereiche).

MODERNE: Wienermoderne. Charakteristik von Wien in dieser Prozess. Wien war eine Stadt von

Tradition, Unterschied zu Deutschland Kultur. Es war eine aristokratische und feudale Welt, eine

traditionelle Welt. Die industrielle Entwicklung bringt eine bürgerliche und stark liberale Tradition.

Österreich war zurück als andere Länder.

In der zweiten Hälfte des 19. Jahrhundert (Franz Joseph) ist die Wienergesellschaft sehr schnell

verändert. Es kommen in dieser Zeit von Monarchie sehr viele Juden nach Wien, wir haben in

diese Zeit eine starke jüdische Einwanderung. Viele Juden kommen und assimilieren sich an die

Wiener Gesellschaft und des Bürgertum, sie werden Geschäftsleute, die in Wien leben. Sie

kommen nach Wien, weil der Kaiser Franz Joseph eine Toleranz und Freundschaft mit dem

Judentum hatte. Sie hatten die gleichen Rechte. Die Juden assimilieren sich sehr schnell, man

spricht von Assimilation, es bedeutet Integration.

Es gibt eine spezifizier Mischung in Wien zwischen aristokratische Kultur, habsburgische

Tradition (ästhetische Sensibilität) und jüdischen Bürgertum (für die Kultur, Kunst und Literatur

interessiert hat). Gesellschaftliche Voraussetzung für die Wienermoderne. In Wien gibt es einen

Widerspruch zwischen Tradition und Innovation. Aber sie sind kulturell produktiv.

CLAUDIO MAGRIS ist der italienische Schriftsteller und Kritiker. Er definiert die Kultur der

Wienermoderne ein „Laboratorium des modernen Nihilismus“. Was kann das bedeuten?

LABORATORIUM: Diese Kultur der Wienermoderne ist eine Kultur der Krise und diese Krise ist ein

Laboratorium, in der neue Tendenzen entstehen, in der man neues experimentieren kann.

NIHILISMUS: es kommt von nihil (niente). Eine längere philosophische Geschichte mit dieser

Begriff, auch polemisch. Nihilisten sind die an nichts bleiben, sie haben keine gesellschaftliche

Ordnung, kein Werte oder kein Religion.

Wichtige Philosoph: Nietzsche, er definiert diese Nihilismus. Er sagt der Nihilismus ist ein

Ergebnis, eines längeren historische Prozess. Unsere Epoche ist eine Epoche des Nihilismus. Die

Moderne ist eine nihilistische Epoche, das heißt die Moderne glaubt nicht mehr an objektive oder

absolute Wahrheiten. Sie sind verloren.

Nietzsche spricht nicht von Entwertung (svalutazione) alle Werte, sondern Umwertung alle werte.

Die moderne ist eine Epoche der Umwertung alle werte. (Trasvalutazione di tutti i valori). Wir

müssen der Nihilismus verbinden, wir müssen dieser Prozess affirmativ sehen. Es gibt keine Moral

mehr, nicht nur pessimistisch zu sehen. Er meint, dass wir müssen dieser Prozess positiv sehen.

Secondo Nietzsche, il Nihilismo caratterizza la nostra epoca, significa che non crediamo più in

valori assoluti, fissi ed oggettivi che valgono una volta per sempre e che valgono per tutti. GOT IST

TOT, Dio è morto, l’uomo moderno non crede più in Dio, non ne ha più bisogno.

Questo processo della svalutazione die valori tradizionali, per Nietzsche non è solo un processo

negativo, infatti non parla di svalutazione, ma lui parla di trasvalutazione: i vecchi valori possono

entrare in crisi ma questo apre la strada ad un cambiamento. Consiste nella possibilità che ora

ogni singolo si deve dare in maniera positiva un senso. (Selbstbestimmung), ogni singolo può

autodeterminare la propria vita.

Magris definiert Wien als das Oratorium des modernen Nihilismus. Das ist negativ, das ist eine

Krise. Nihilismus bedeutet die Krise der traditionalen Werte. Das bedeutet für Nietzsche auch

Umwertung. Die Wiener Kultur ist in diesem Sinn von Niet. Ein Laboratorium für diese Krise der

Tradition und für die suche für neue Orientierung.

Prozess der Dekadenz, die kann man in der Wiener Kultur beobachtet werden.

FINIS AUSTRIAE: DEKADENZ

Diese Epoche der Wienermoderne wird oft in der Literaturgeschichte dargestellt als Epoche der

Dekadenz, oder Fin de Secle, oder Untergang (tramonto). Warum? Weil die ersten, die klassischen

Darstellung dieser Epoche sehen diese Epoche als Epoche der Dekadenz. Welche sind diese

historischen Darstellungen? Von österreichischen Schriftsteller und Autoren, die dieser Epoche

erlebt haben und die ihren Erinnerung, meistens waren in Exil gegangen.

Wiener Autoren, in den 80 Jahren geboren, sie haben ihre Kindheit und Jugend in Wien gelebt und

sie sind ins Exil gegangen. Sie sind Emigranten. Sie haben beide das Ende betonen.

- Stefan Zweig ist 1881 in Wien geboren, in einer große bürgerliche Familie und auch reiche. Er

beginnt früh zu schreiben (Er schreibt Romane und Novellen, die sehr populär geworden sind in

seiner Zeit). Er muss dann Wien verlassen. Nach dem ersten Weltkrieg geht er nach Salzburg und

lebt die zwanziger Jahre dort, es gibt in Salzburg ein großes Archive, in Zentrum, wo das Haus von

Stefan Zweig war. Er lebte gut. Seine Bucher wird 1933 verbrannt von Nazi. Er muss emigrieren

1933 emigriert er nach London und später nach Amerika. In Sudamerika schreibt er seine

Lebenserinnerungen, das ist seine Biographie, mit den Titel „Die Welt von gestern“. Wien ist

idealisiert und nostalgisch, er hat diese Welt verloren. Es ist eine exemplarische Biographie. Er

nicht nur selbst Leben darstellt, sondern auch das Leben eine ganze Generation. Diese Biographie

mochte nicht normal leben darstellen, sondern das Leben seiner Generation, das Leben von ganz

Europa eigentlich. Der Untertitel ist „Erinnerungen eines Europeas“ (Memorie di un europeo). In

diesem Buch beschreibt er der Welt der Sicherheit, in dem ersten Kapitel. Er sagt dass es war eine

Welt ohne Probleme. Erste historische Darstellung von Wienermoderne. Er beschreibt eine ganze

Generation. Er schreibt diese Biographie in Exil. Es ist ein Testament und auch eine Novelle, die

wir nicht lesen werden, sondern die wir kommentieren werden.

MUSIK

Es gibt in Wien eine große musikalische Tradition, eine große traditionelle Oper und Konzert

Kultur. Klassischen der erste Wiener Schule, Mozart. Diese Kultur wird in Wien in der Staatsoper

vertreten. Hier gibt es die traditionelle Musik aufgeführt, es gibt auch ein Orchester. In der Musik

gibt es auch wichtige Erneuerungen. Der Oper Direktor war ein sehr bekannter Komponist: Gustav

Mahler, er war damals der Direktor der Wieneroper. Er hat die Oper renoviert, er ist bekannt

geworden für seine eigenen Kompositionen. Wir haben noch zwei Namen von Musiker  sie sind

auch emblematisch. Johann Strauß, der Sohn ist der Vater von Wienervalzer, als Tanz. Diese

Musik der Walzer repräsentiert die so genannte fröhliche Apokalypse. Wir haben dann Arnold

Schönberg, er ist ein Komponist. Es gibt in Österreich radikale Erneuerung, die später stattfinden.

VERBINDUNG VON WISSENSCHAFT UND KULTUR

In der Wienerkultur gibt es keine starke philosophische Tradition wie in Deutschland (Kant, Hegel,

Schopenhauer). Es gibt aber eine lange wissenschaftliche Tradition, und es ist sehr wichtig. Die

Naturwissenschaft dieser Zeit hat die Wiener Kultur stark beeinflusst (Ernst Mach, Sigmund

Freud).

Ernst Mach war damals sehr wichtig, er war ein Physiker, ein Naturwissenschaftler. Zuerst war er

in Prag und später ist er nach Wien gekommen, um in Wien Physik zu unterrichten. Er hat in

seinen Studien eine neue Theorie entwickelt. Diese neue Theorie ist in Wien sehr populär und

bekannt geworden. Warum ist er so populär geworden? Was hat die Leute interessiert? Die

ELEMENTENLEHRE, das Buch, das Ernst Mach geschrieben hat. Andere Name ist „das

Verhältnis des Physischen zum Psychischen“. Ernst spricht hier gegen die Traditionelle Physik, er

kritisiert sie. Er kritisiert den Realität Begriff der traditionellen Physik. Die Physik spricht von

objektiv Wirklichkeit. Ernst Mach sagt, wir haben keinen Beweis für das Objektiv. Von der Realität

kennen wir nur Elemente und diese Elemente können wir bezeichnen als Empfindungen

(sensazioni, percezioni). Diese Empfindungen sind physisch und psychisch zu gleich. Es gibt

damals viele Theorie über Realität (psychophysisch). Mach sagt man kann nicht unterscheiden

zwischen Physisch und Psychisch, Innere und Äußere, Objektiv und Subjektiv. Das ist simplifiziert

die Theorie. Die Theorie von Mach ist sicher komplexer. Uns interessiert die Frage: was hat man

damals so interessant gefunden an diese Theorie? Warum ist diese Theorie so populär geworden

für die Kultur der Wienermoderne?

Der wichtigste Autor, der sich in diese Theorie beschäftigt hat war Hermann Bahr, er ist der

Gründer der Gruppe Jung Wien. Er hat die Gruppe organisiert und er hat eine wichtige Rolle

gespielt als Kulturvermittler. Das ist im Grunde seine Rolle. Er schreibt in seinen Artikeln was

damals typisch war. Er ist bezeichnet auch als der Prophet der Moderne, das heißt er hat die

Modernen Tendenzen wahrgenommen und hat sie vermittelt.

Bahr entdeckt die Theorie von Ernst Mach, er liest seine

Büche und er versucht diese Büche populär zu machen.

Er sagt diese Theorie drückt unser Lebensgefühl aus.

Diese Theorie ist typisch für unsere Weltanschauen, unser

Lebensgefühl. Auch für uns hat sich die Realität aufgelöst.

Die Realität ist instabil und unsicher geworden.

Hermann Bahr schreibt zwei wichtige Artikeln: „Impressionismus“ und „Das unrettbare Ich“. Er

betont hier zwei Aspekte:

- IMPRESSIONISMUS:

in der impressionistischen Bild sehen wir die Realität, dominieren die Lichte und die Farben. Das

ist typisch für die Wahrnehmung der Realität. Der Impressionismus druckt unsere Wahrnehmung

der Realität aus. Es besteht 1860 in Frankreich. Er spricht von Impressionistische Lebensgefühl

und Weltanschauen: dominant ist in diesem impressionistischen Bild die Stimmung (atmosfera,

stato d’animo): Innere Gefühl.

- DAS UNRETTBARE ICH: (insalvabile). Es bezeichnet die Innere Realität. Unsere Ich ist schwach

geworden, unrettbar. Wir haben keine starke Identität mehr, wir leben in Stimmungen. Unsere

innere Realität ist instabil geworden. Nicht mehr autonom und stark.

SIGMUND FREUD

Freud wurde 1856 geboren und stirbt 1939 im Exil. Seine letzten Lebensjahre musste er ins Exil

gehen, nach London und er stirbt nach 2 Jahren. Er wurde in Maren (Moravia) geboren. Seine

Familie kommt sehr früh nach Wien (er war 3-4 Jahre alt) 1860 ungefähr. Er kommt aus eine

Jüdische Familie, er war der erstgeboren in eine Familie von 8 Kindern. Er hat eine Beziehung zu

Wien. Er bleibt bis zum Juni 1938.

Er riskiert deportiert zu werden. Freud ist ein typischer Repräsentant der bürgerlich liberalen Kultur.

Die Familie integriert sich schnell in der österreichischen Gesellschaft. Assimilierte Juden. Er

glaubt die Werte der Aufklärung. Freud ist kein Romantiker und kein Irrationalist. Freud hat Medizin

studiert, er ist ein Arzt. Er hat in der Klinik von Wien gearbeitet, er wird dann Dozent für eine

Pathologie 1855.

Er wurde bekannt als Begründe der Psychoanalyse. 1885 wird er Professor für neue Pathologie

und beschließt kurze Zeit nach Paris zu gehen und dort zu studieren. Es gibt in Paris einen ganz

bekannten Psychiater: Jean-Martin Charcot. Er hat gearbeitet und unterrichtet in der Psychiatrie

von Paris, er war berühmt für seine Vorlesungen, die hat er jeden Dienstag gehalten, einmal in der

Woche. Diese Lektionen sind bekannt geworden unter dem Titel „Les leçons du mardi“. Diese

Lektionen von Dienstag sind wirklich spektakulär, denn Charcot hat während diese Lektionen seine

Patienten in Publikum vorgeführt. Seine Patienten und vor allem seine Patientinnen, er arbeitet mit

einer bestimmten Technik: die Technik der Hypnose. Er hypnotisierte seine Patientinnen.

Im Zentrum seines Interesses und Studien stand vor allem eine bestimmte Krankheit, die damals

ganz typisch war für diese Zeit: HYSTERIE. Damals war die große Hysterie eine schwere

psychische Krankheit. Die Patientinnen waren in der Psychiatrie interniert und hatten schwere

körperliche Symptome (Schmerzen, Ohnmacht). Die Hysterie ist eine typische weibliche Krankheit.

Es ist eine typische Krankheit der Epoche, weil heute ist diese Krankheit fast verschwunden, heute

gibt es viele andere Krankheiten, typische für unsere Epoche (zum Beispiel die Anorexie). In diese

Lektionen diese Patientinnen nicht nur vorgeführt worden aber auch fotografiert worden. In den

Studien von Charcot entsteht die erste photographische Archive von Krankheiten. Charcot hat die

Patientinnen beobachtet und fotografiert. So ist ein wichtiges photographisches Archiv entstanden:

In diesen Foto können wir sehen wie diese Patientinnen, zum Beispiel man sieht eine typische

Körperhaltung. Diese Fotos sind damals verbreitet und publiziert worden, sie haben die Künstler

der Epoche beeinflusst (vor allem französischen Journalisten). Freud interessiert sich nicht an

diese Aspekte. Freud beginnt seine Studien über Hysterie in Wien mit einem anderen Arzt, er heißt

Joseph Breuer. Sie haben das erste Werk von Freud geschrieben: „Studien über Hysterie“. Zuerst

benutzt auch er die Hypnose. Der wichtige unterschied ist, dass diese Frauen nicht als ein Objekt

beobachtet werden. Das Motto von Charcot ist „wir müssen beobachten“, Freud sagt „wir müssen

nicht nur beobachten, sondern diese Patientinnen sprechen lassen“. Das ist das neue von Freud,

um das Hysterie zu heilen müssen wir die Patientinnen sprechen lassen. (Erste Psychoanalytische

Kur).

Eine der erst Patientinnen, die berühmt geworden war ANNA O. „das ist eine Redekur, Kur des

Wortes“. Wichtige Erneuerung von Freud: Therapie von sprechen, er versuchte der Krankheit

einen Sinn zu geben, er versuchte die Symptome zu verstehen. In diesen Studien über Hysterie

sehen wir diese Versuche. Die psychische Krankheit hat einen Sinn und er versucht diesen Sinn

zu finden. Freud hatte andere Patientinnen als Charcot. Die Patientinnen von Charcot waren

theatrische Patientinnen, sie hatten schwere Symptome. Im Gegend die Patientinnen von Freud

kamen aus der Bürgertum, sie hatten eine gute Bildung, sie konnten sprechen, es gab eine große

Unterschiede.

Das sind die Genese, die Anfänge der Psychoanalyse durch diese Studien über Hysterie. Freud

wurde schnell bekannt als der Vater der Psychoanalyse. An Beginn war die Psychoanalyse in Wien

eine kleine Gruppe von Schuler, die sich um Freud versammelt haben.

Freud hat seine Theorie entwickelt. Wichtig war die Analyse sich selbst, es führt zu einer weiteren

Entwicklung der Theorie. Seine Theorie ist keine objektive Wissenschaft, die nichts mit ihm zu tun

haben, sondern sie haben immer zu tun mit ihm, die Analyse seine eigene Erfahrungen.

TRAUMDEUTUNG: erste psychoanalytisches Werk. Wie entsteht? Sie entsteht als eine Krise und

eine selbst Analyse von Freud. 1896 stirbt der Vater von Freud und er lebt eine große Krise nach

dem Tod der Vater, hier beginn er seine Träume zu analysieren. Er beginnt eigentlich auch die

Träume seine Patientinnen zu analysieren. Den Material sind Träume, die Freud sammelt von

verschiedene Patienten. Es ist „ein Teil meine Autobiographie“. Traumdeutung wird 1899 publiziert.

Das ist der eigentliche Beginn und Entstehung der Psychoanalyse. Es erklärt die Wichtig

Prinzipien der Psychoanalyse: Konzeption des Traums und wie man die Träume analysieren und

lesen soll. Er erklärt aber auch wichtige und zentrale Konzepte der Psychoanalyse  Er sagt, dass

das Traum eine Bilderschrift ist. Welche sind die wichtigsten Konzepte? Zentral ist natürlich die

Erkenntnis, dass nur ein kleiner Teil der menschlichen Psyche bewusst ist. Die Träume eröffnen

uns den großen Teil der menschlichen Psyche, der nicht bewusst ist, sondern unbewusst. Er

benutzt für diese eine Metapher, die ganz bekannt ist ICEBERGS. Unsere menschliche Psyche ist

wie ein Iceberg, nur die Spitze ist oben, diese Spitz ist das Bewusstsein und der große Teil der

Psyche ist unter Wasser (unbewusst). Von Unbewusst hat man früh gesprochen: die Dichter, die

Schriftsteller, die Romantik. Er versucht diese Wissenschaft zu analysieren und entwickelt er eine

neue Theorie. Diese Unbewusste sind keine passive Masse, weil es ist ein aktiver Akt, es ist

dynamisch, die permanent dauert. Aktivität des Unbewusst. An diese dynamischen Kräfte im

Unbewussten gibt Freud einen Namen: DIE TRIEBE (le pulsioni). Der Haupttrieb ist für Freud

EROS (erotische und sexuelle Trieb), die wichtigsten Triebe des Unbewussten, der Motor der

Psyche. Freud hat überschätz die Sexualität. Später kommt der Zweite Trieb, TANATOS. (Leben

und Tot). Zentrales Konzept: Verdrängung. Er spricht von der Tendenz der Psyche, es gibt viele

Dinge, dass der bewusst nicht akzeptieren kann. Zum Beispiel sexuelle Triebe, sie werden

verdrängt damals, oder auch negative Emotionen. Das Verdrängte bleibt nicht im unbewusst, es

kehrt zurück in Krankheit Symptomen. Diese Symptome können physische, psychische, Sprach

Symptome. Es gibt ein Hauptweg, um die Realität zu erkennen: der Traum. Er arbeitet vor allem

mit Träumen.

Diese sind die Grundkonzepte seines Denkens. Diese Konzepte hat Freud graduell

weiterentwickelt und ausgearbeitet.

Freud hat diese Theorie in verschiedenen Phasen entwickelt:

- die erste Phase: Gelese der Psychoanalyse, die Phase der Entstehung. Sie entsteht in den

Jahren 1885 bis 1900. In diese 15 Jahren studiert Freud Charcot, Hysterie. Er publiziert die

Studien über Hysterie, er analysiert seine eigenen Träume und die Träume der Patienten. Die

Phase der Entstehung der Psychoanalyse mit der Publikation der Traumdeutung um 1900 ist

ausgeschlossen.

- In der Traumdeutung werden die Grundkonzepte der Psychoanalyse erklärt. Ab 1902 beginnt die

zweite Phase, es gibt ein regelmäßiges Treffen: eine kleine Gruppe von Schülern von Freud, die

sich in seiner Wohnung treffen. Sie sind die ersten Psychoanalytiker. Sie diskutieren über diese

Theorie, jeden Mittwoch. Sie sind MITTWOCHGESELLSCHAFT genannt. Sie sind eine Sekte. Sie

wurden auch sehr kritisiert

1908 findet dann der erste Kongress diese Gruppe statt. Diese wird die sogenannte

Psychoanalytische Gesellschaft. Bei dieser waren die wichtigsten Schülern der Gruppe. Diese

Phase dauert bis zum erste Weltkrieg.

- durch den Weltkrieg gab es eine Zäsur für Freud, sein Leben verändert und auch seine Theorie.

Durch den Weltkrieg hat Freud seine alte Welt verloren. Er hat nicht nur seine Welt verloren,

sondern auch viele Freunde. Seine Tochter stirbt in Krieg und er wird krank. Freud sieht in dieser

Zeit der Beginn der Faschismus, Nationalsozialismus und Antisemitismus.

- in den 20 Jahren werden die Werke und die Texte von Freud weltberühmt, er bekommt Preise

und wird bekannt in der ganzen Welt.

Wichtiges Werk das in dieser Zeit entsteht, ist „Jenseits des Lust Prinzips“ 1920. Das ist eines der

schwierigsten Texte von Freud, die zum Teil spekulativ sind. In diesem Werk, Freud seine

Erfahrungen des ersten Weltkrieges verarbeitet und die wichtigste Konsequenz ist, dass „die

Triebe des Unbewussten sind nicht nur erotische triebe, sondern sie sind auch Todes triebe“. Er

führt den Begriff des Todestriebes ein, wir verstehen es als Katastrophe, kollektive Aggressivität

und Destruktivität. Er spricht auch von einem Dualismus, nicht mehr von Eros, sondern von Eros

und Tanatos. Polarität von Tod und Liebe.

Wichtiges Werk, dass Freud in dieser Zeit publiziert „das Ich und das Es“ 1922.

Metapsychologisches Werk. Drei Begriffe: ES (das Neutrum bezeichnet die unbewusste Energie,

die der Lustprinzip ist), ICH (schwache Instanz die lebt zwischen diese starke es und Uber ich, es

ist eine dauernde Dynamik, die gehört der Realitätsprinzip. Ich ist das Prinzip, das in der Realität

lebt) und UBER-ICH (Normen, die Gesetzte, die symbolische Ordnung der Gesellschaft, an die der

Mensch glaubt. Väterliche Gesetzte). In dieser Schrift formuliert Freud auch der Sinn der

Psychoanalyse. Was ist? „wo Es war, soll Ich werden“.

Freud ist praktisch der wichtigste Rappresentant von dieses Wien der Jahrhundertende.

das Ich: ist das Prinzip die in die Realität liebt.

aus diesem Konflikt entsteht immer eine pessimistische Sicht den Menschen, aus diesem Konflikt

entsteht immer ein „Unbehagen“ und das ist auch der Titel von einer Text von Freud, „das

Unbehagen in der Kultur“.

"das Unbehagen in der Kultur": der Mensch ist in der Kultur immer unglücklich, er ist unbehaglich

(è a disagio), weil er diese Konflikt zwischen den es und den über ich lebt. das ist ein Werk von

Freud

Das Ziel der Psychoanalyse: „wo es war, soll ichwerden“. Das Projekt der Psychoanalyse ist der

Erweiterung dem Bewusstsein. Das Bewusstsein soll erweitern werden. Das ist eine Imperativ,

„soll“, so die Therapie soll diese Erweiterung dem Bewusstsein erreichen.

Freud hat ein ganzes Leben in Wien gelebt, er kam nach Wien als er 3 war. Er ist Jude und er ist

ein von den letzten Juden die in Wien gesteht war. Die meisten Autoren der Wiener Modern

sterben in diesen Jahren, nach der IWK: sie schrieben seine Werke und schreibe wichtige Werke.

Nur Freud überlebt, an der Zeit der Anschluss war er noch in Wien, und er denkt zu stehen, weil er

sehr bekannt in der Welt war. Er wollte in Wien sterben, aber im Sommer 1938 muss er gehen und

er muss seine Familie mitnehmen (Dunkle Kapitel: er muss eine List machen, um seine Familie mit

ihm zu nehmen, aber in dieser List gab es nicht seine Schwester). Er geht im Exil nach London

und sterbt in London als er 82 Jahre alt war.

Freud Therapie wurde vor allem als Therapie kritisiert. Auf jedem Fall wurde die Psychoanalyse

international bekannt geworden und Freud ist bekannt die Kaum eine andere Theorie und sie

gehort zu den kulturellen Innovationen des 20 Jahr Hundert. Drei Aspekte der Analyse: es war eine

Therapie, eine therapeutische Praxis aber auch eine Kultur Theorie und eine Methode der

Selbstanalyse: Freud hat sich selbst analysiert und hat diese Analyse benutzt in seinen Studien.

Die Psychoanalyse suchen die Verbindung diese drei Aspekte.

Er wollte eine neue Naturwissenschaft zu begrunden. Er steht in eine Aufklärerische Tradition. Das

kann heute kritisiert sein: man kann sagen, dass die Psychoanalyse keine objektive Wissenschaft

ist und sie ist eine Human Wissenschaft, dass heisst das es hat nicht nur mit der Natur des

Menschen zu tun, mit objektiv Natur zu tun, sondern es hat mit der Kultur zu tun, symbolischen

Aktivität, mit der Träume, Symbol… Die Psychoanalyse ist eine Human Wissenschaft, das heiß es

hat vor allem mit Kultur zu tun, mit Träume, Symbolen, Fantasie zu tun.

Das ist das Ende das Wiener Moderne.

DIE TRAUMABEIT – SIGUND FREUD (TRAUMDEUTUNG)

Das ist ein Stuck aus der Traumdeutung, mit der Titel „Die Traumarbeit“, das heiß das der Traum

macht eine Arbeit. Das ist der Beginn der Kapitel 6. Die Trauminterpretation ist nicht neues, jede

Kultur interpretiert die Träume, kennt diese Interpretation. Zum Beispiel in Griechenland war der

Traum ein Oracle und auch die Dichter hat sich immer schon mit den Träumen beschäftigt in der

Deutsche Literatur vor allem die Romantik, mit zum Beispiel Novalis, Hoffmann, und sie haben

auch Traumtheorie gemacht z.B. Messna.

In 1900 gab es viele Traumbücher, die populär geworden sind. Die Traumbücher waren populäre

Publikationen, in denen Traumsymbolen interpretiert wurden. Freud hat diese ganze Tradition

studiert, er kennt diese Tradition und er sagt, dass eine neue Analyse der Träume vorschlagen.

Der erste wichtige Punkt ist das Freud im Unterscheidet zwischen allem manifesten Trauminhalt

und latente Traumgedanken: diese Unterscheidung ist das erste wichtige Punkt. Der manifeste

Trauminhalt ist sinnlos. Wir müssen lernen die manifeste Trauminhalt wie eine Sprache zu

übersetzen. Wir müssen das manifesten Trauminhalt wie eine Sprache in den latenten

Traumgedanken übersetzen: so, kann wir der Sinn der Traum verstehen.

Der Traum ist wie eine unbekannte Sprache, die wir lesen lernen müssen. Sie ist eine poetische

und dichterische Sprache in Figuren, in Bilder: wir müssen lernen diese Bilderschrift zu lesen. Der

Traum ist eine Bilderschrift und wir müssen die Bilder lernen. Die dichterische Sprache wollte

etwas sagen, kommunizieren, der Traum mochtet etwas verbergen, eine Botschaft verstecken, wie

ein Rebus. Die dichterische Sprache wollte kommunizieren und der Traum wollte verbergen. Der

Traum maskiert seine Botschaft. Die Syntax und die Auch der Dichterische Sprache mochtet etwas

sagen, der Traum mochtet eine Botschaft verstecken, der Traum mochte verbergen.

Freud studiert die Mechanismen durch den Traumgedanken in manifesten Traum zu übersetzen.

Er studiert die Mechanismen der Übersetzung, der Maskierung.

Freud studiert das Praktisch, diese Mechanismen der Übersetzung, er entdeckt in seine

Traumanalyse seine Botschaft zu maskieren. Zwei Mechanismen, mit denen er entdeckt um die

Träume zu analysieren: die Verdichtung (condensazione), der Traum kondensiert verschiedene

Figuren zu einer Figur, die Verschiebung (spostamento), die Traum verschiebt das Traum von

einer Zeit zu eine andere Zeit, oder von einem Ort zu einem anderen Ort.

Diese Mechanismen der Traum kann man vergleichen mit den Mechanismen der rhetorischen,

poetischen Sprache: die Verdichtung kann man mit dem Mechanismus der Metapher vergleichen

(un termine improprio si sostituisce a un termine proprio, questa sovrapposizione si può

paragonare alla Verdichtung, anche un sogno sovrappone immagini e le condensa in un’unica

immagine, analizzandolo si pssono vedere le varie immagini), der Mechanismus der Verschiebung

ist endlich wie der Mechanismus der Metonymie.

Die Träume sind wie Figuren, die ich nicht kenne du ich versuche die Figuren zu analysieren und

ich erkenne dann, dass in diese Figur, verschiede Figuren die ich kenne, finden mochte. Der

Traum ist wie eine unbekannte Sprache, Schrift, die wir lesen lernen muss.

Wichtig in Freud sind Sprache, Wort, Gedanke, auch Literatur: wir kann die Traumsprache mit der

Literatursprache vergleichen.

Diese Disziplin entsteht um 19 Hundert, 1899 mit der Publikation der Traumdeutung. Die

Traumdeutung ist wichtig, weil es autobiographisch ist. Wenn wir nur die manifeste Inhalten

interpretieren, dann verstehen wir den Traum nicht, wir müssen auch die latente Traumgedanke

interpretieren, der Traum versucht seine Inhalt zu verstecken: wir müssen diese zu übersetzen

lernen. Im Traum sind nicht nur die Bilder wichtig, sondern auch der Traum ist eine Sprache, oder

eine Bilderschrift: wichtig ist das jede Bild ein Zeichen ist und das dieses Zeichnen syntaktisch mit

ein andern verbunden sind. Es ist eine Syntax das vergleicht wie ein Rebus.

Dieses Werk ist autobiographisch: er hat viele der eigenen Träume für dieses Werk interpretiert.

Er beginnt seine Träume zu interpretieren, weil er eine existenzielle Krise nach dem Tod seines

Vaters (1896) hat. Er analysiert sich selbst und zu diesen Wissen zu ankommen.

Mit der Publikation der Traumdeutung (1900) ist der Phase der Entstehung der Disziplin: im 1900

gibt es noch nicht die Disziplin. Die Disziplin gibt es in der zweiten Phase: in dieser Phase bildet

sich eine kleine Gruppe von Schülern, Freud hat eine Schule. Es gibt regelmassige Treffen von

dieser Gruppe in seinem Haus: „Die Mittwoch Gesellschaft“. Sie beginnen Kongressen zu

organisieren, erstmal in 1908 haben wir der Name „Psychoanalytische Gesellschaft“, das ist die

Gründung des Disziplins.

Die IWK ist ein Trauma für Freud: Wien wurde zerstört, er verlort viele Freunde und seine Tochter

stirb. Nach dem Krieg hat Freud durch diese Erfahrung des Krieges eine Theorie zu verändern. In

der Anfangsphase sagt Freud, dass die Psyche beraumt zu Trieben, erotische und sexuelle

Trieben. Nach dem Krieg, sagt Freud dass wichtig ist auch das Todestrieb, er fuhrt diese neue

Konzept und er spricht über Dualismus, Dualismus der Eros/Tanatos Trieb und Todestrieb. Wichtig

ist der Verendung (emozioni).

BRIEF AN SCHNITZLER

Er war ein Arzt, und so er interessiert sich vor allem um Wissenschaft und Medizin. Er schrieb aber

von klassische Literatur, wie „Ödipus Komplex“. Er kennt die klassische Literatur, Shakespeare,

Goethe, er hat eine klassische Bildung.

Das Unheimliche ist ein saggio von Hoffmann, der Sandmann, er analysiert das Wort Unheimlich

um seine Konzept zu erklären. Heim ist Hause, das Unheimlich ist il domestico che è stato rimosso

e ritorna.

14 Mai 1922: Das ist der Geburtstag von Arthur Schnitzler, er wird 60 Jahre alt. Freud ist 66 Jahre

alt, er schreibt ein Brief zu Schnitzler. Dieser Brief ist ein ganz konventioneller Brief. Das ist ein

Brief mit Glückwünschen zum Geburtstag, aber er wollte ein Geständnis machen. Der Anfang ist

konventional, aber er mochte in diesem Brief etwas mehr sagen, eine Geständnis machen. Es gibt

der bekannte Adresse von Freud.

Ein Geständnis ablegen: depositare una confessione

Freud interessiert sich an die Literatur, an die Klassica Literatur, er kennt Schnitzler, er liest auch

die Werke und die Theaterstucke von Schnitzler: warum habe ich nicht ihm geschrieben? Auch

Schnitzler kennt Freud, er hat auch sein Studium rezensiert. Die beide kennen sich, aber sie

frequentieren nicht. Die Antwort ist, dass es gibt keine Kontakte zwischen Freud und die Literatur

seiner Zeit. Er sagt, dass die Antwort zu dieser Frage ist, dass Schnitzler sein Doppelgänger ist

(Intim Geständnis). Doppelgangerscheu: paura del doppio. Er ist nicht geniest mit einem anderen

zu identifizieren, er hat nicht viele Doppelgänger. Er kennt und liest die Texten von Schnitzler.

I due condividono scetticismo e determinismo, lui non si definisce pessimista, anzi.

Das ist eine der wenigen Briefe, der wir haben fur den Kontakte zwischen Freud und Schnitzler.

Freud schrieb diesen Brief zum Geburtstag, er macht Schnitzler seine Gluckwunsche zum 60

Geburtstag und er sagt, dass er ein Geständnis hat. Er sagt, dass dieses Geständnis ist ein

intimes Geständnis und er hat sich gemieden aus einen Hart von Doppelgängerscheu. Er bezeigt

ihn als sein Doppelgänger: sie arbeiten mit den selben Voraussetzungen, sie haben die selbe

Interessen und sie kommen aus den selben Ergebnissen. 4 Themen die Freud und Schnitzler

verteilen: Pessimismus, Determinismus, Skepsis, Intersetzung den kulturellen Konventionen, der

Glaub an die Polarität von Eros und Thanatos, die Triebnatur des Menschen. Psychologische

Tierforschung.

Caféhaus Literatur.

Literatur der Wiener Moderne: man spricht von Jung Wien, weil diese Schriftstellers sind in Wien

getroffen haben und die meisten dieser Schriftsteller war jung. Sie treffen sich in Caféhäuser, die

ein wichtig kulturelle Treffpunkt ist. Früher in der Zeit der Romantik gab es in Wien aristokratische

Salons, wo die Schriftsteller über die Literatur und die Kunst diskutieren. Es gab in Wien einige

aristokratische Salons. Das ist die Tradition, um in einem Punkt zu treffen, aber wichtig ist dass es

ein neue Treffpunkt ist. In Wien treffen die Schriftstellern Cafè… und auch in Cafè Zentral: diese

Literatur in den Caféhäusern entstand ist. Es ist demokratisch und offen, alle konnte in der Cafè

gehen, mit eine bohemien Atmosphäre, nicht wie in den Salons.

Was verbindet diese Schriftsteller? Es ist eine Gruppe und sie haben ein Programm gemeinsam,

sie haben selbe Ideen. Sie verbinden sich selbe Interessen, sie verbinden ein gemeinsam

Ambiente, das Cafèhaus, das kulturelle Milieu, Wien. Es gibt keine Programmschrift, kein Manifest

der Gruppe. Es gibt keine wirkliche Ideologie. Herrman Bar war der „inziato“ dieser Gruppe, er

organisierte diese Gruppe. Er ist nicht ein wichtig Schriftsteller, aber er hat wichtige Essays

geschrieben, über die Tendenzen und die Ideen seiner Zeit. Wichtig fur die Gruppe der Jung Wien

war der Aussatz der Überwindung (superamento) des Naturalismus (una premessa per la Jung

Wien): 1891 hat er es geschrieben.

Naturalismus ist eine literalische Strömung die aus Frankreich kommt (Sola) und auch in

Deutschland sehr wichtig bekommt ist. In Deutschland war Hauptmann ein wichtiger Schriftsteller

des Naturalismus. Das ist eine Literatur die die Wirklichkeit darstellt, der Realismus der 800. Es

gibt einen Unterschied zwischen Realismus und Naturalismus: der Naturalismus darstellt die

negative Aspekte der Realität, die Realität der Großstädte, die Proletariat, der Peripherie, die

Armut, das soziale Elend, die moralische Generation, die soziale Realität der Moderne, von den

Massen. Der sozialische Realität wie sie ist.

Überwindung des Naturalismus: diese Literatur wollen wir nicht. Sie wollen keine Natürlichen

Literatur, die heute verbreitet ist, sie wollen Naturalismus überwinden. Sie wollen nicht mit soziale

Realität beschäftigt, wir wollen nicht mit der Gesellschaft in der Realität beschäftigen, sondern sie

wollen sich mit der subjektiven Realität beschäftigen, mit dem psychischen Wirklichkeit

beschäftigen, nicht mit der soziale. Sie interessiert die subjektive Wirklichkeit, die psychische

Wirklichkeit: die Wirklichkeit der Psyche und der Seele. Das bezeigt er als Nerfenkunst (arte

nervosa, le correnti nervose psichiche ci interessano e non la realtà oggettiva)

Was bedeutet die Jung Wien? Literatur der Wiener Epoche. Jung Wien ist eine Gruppe von

Jungen Schriftsteller, die sich in Wien in den Caféhäusern treffen, über an die Literatur diskutieren.

Sie treffen sich in 2 Caféhäuser: am Anfang in der „Cafè Grienstaldern“ in Zentrum von Wien und

später „Cafè Zentral“. Sie stehen an einem Tisch um ihre Literatur zu diskutieren. Caféhaus

Literatur: diese Literatur entsteht in Caféhaus und Cafés sind wichtige kulturelle Treffpunkt,

Literaturpunkte. Früher waren die aristokratische Salons die Treffpunkte. Die Cafés sind

demokratische Orte, man liest und schreibt.

Welche sind die Autoren? Viele. Einige Namen:

Schriftseller sind Herrman Bar (iniziato), der Autor der die Gruppe organisiert, der „iniziato“ der

Gruppe: er hat diese Gruppe versammelt und er hat viele Essays und Artikeln geschrieben. er hat

mögliche Ideen verbreiten und populär macht in seinen Artikeln. Andere sind Hoffmannstahl, Arthur

Schnitzler, am Beginn auch Karl Krauss (Große Kritiker) später distanziert er sich von dieser

Gruppe, Peter Altenberg (er hat praktisch in Café Zentral gelebt, der typische Wiener Caféhaus

Autor. Er schrieb kurze Prosen über der alltags n Wien).

Hatten diesen Autoren ein gemeinsamen Programm? Sie hatten nur gemeinsame Idee, einen

gemeinsamen Ort, aber sie haben kein Programm und es gibt kein Manifest. Viele andere

literarische Gruppen und Strömungen haben ein Programm. Jung Wien Gruppe hat nur Aussatze

von Hermann Bar, und besonders ein Aussatz: die Überwindung des Naturalismus. Es ist in 1891

geschrieben. Naturalismus war eine literarische Strömung die in Frankreich entsteht. Der

wichtigste Vertreter ist Zola, aber in Deutschland war der Naturalismus eine wichtige Schule und

es gab viele Autoren des Naturalismus, zum Beispiel Gerhard Hauptmann. Hauptmann beschreibt

die Armut von die Webern in Schlesien. Typisch für den Naturalismus ist die Darstellung von die

soziale Realität, nicht nur die schone und gute Aspekte, sondern auch die negative Aspekten von

die neue soziale Realität: die Realität den Großstädte, des Proletariats, der moralische Verfall…

die Jung Wien sind gegen die Auffassung der Literatur durch die negativen Aspekte, sie sind

gegen den Naturalismus: sie sagen, dass die Aufgabe der Literatur ist nicht die Darstellung der

soziale Realität, sie haben sich für soziale und gesellschaftliche Probleme nicht interessiert. Sie

waren Autoren, die andere Interesse hatten, sie waren sozial nicht engagiert. Die Literatur musste

nicht der Realität darstellen, sondern die innere subjektive, psychologische Wirklichkeit

beschäftigen, mit der Seele den Menschen, mit den typischen seelischen Problemen der Moderne.

Nerfenkunst: er interessiert sich um die Reflexe von der Wiener Moderne zu der Psyche der

Mensch, und um die innere Realität des Menschen.

Das ist ein Aspekt psychologische Literatur. Ein anderer Aspekt ist, dass es andere Tradition gibt:

das Tradition des Symbolismus. Wichtig für die Schriftseller des Jung Wien war nicht das

Naturalismus, sondern das Symbolismus, die von Frankreich war. Es gibt ein Manifest in

Frankreich „Poesie Pur“, dass bedeutet die Dichtung stellt die Wirklichkeit nicht, die Aufgabe der

Literatur ist nicht die Präsentation der Realität, sondern die Poesie schafft eine einige Wirklichkeit,

die Poesie ist Kreation von Wirklichkeit, eine eigene Welt mit ihrem Worten, Bilder. In diesem Sinn,

kann man auch sagen, dass es ist nicht Mimesis der Realität, wie der Realismus und

Naturalismus, sondern Simiosis, sie schafft eine andere Welt von Zeichen.

Das Paradigma der Poesiepure ist die Musik, weil di Musik keine Inhalte hat, sie stellt nur sich

selbst dar.

Wichtige Symbolisten sind Boudelaire… Diese Symbolistische Tradition war wichtig in Wien, in

Deutschland wichtig ist Stefan George: er war ein Priest, der die Große deutsche Symbolist ist. Er

hat eine Gruppe versammelt „George Kreis“. In Osterreich ist sehr wichtig Hugo von Hoffmannstal,

Rilke und Trackl.

HUGO VON HOFFMANNSTAHL

Er wird in 1874 in Wien geboren, er kommt aus einer sehr guten aristokratischen Familie. Er

wächst auf in einer Welt des Kunsts. Als Kind lernt er die Kultur, Kunst und Musik. Schon als Kind

kennt er die meisten Klassica (Shakespeare, Goethe, Orats) der Literatur, er hat viel gelesen. Die

Lektüre ist für ihn eine Passion und er hat das Gefühl, dass er mit den Autoren der Vergangenheit

sprechen kann, er ist in direkte Kontakt mit den Autoren der Vergangenheit. Mit 16 Jahre beginnt er

zu schreiben, und diese Gedichte sind oft geschrieben in Stil und Ton von klassische Autoren. Er

sagt in Tagebuch, dass er das Gefühl, hat er lebt in dieser Welt der Kultur und Kunst: die Lektüre

ist für ihm ein intensives Leben, intensiver als die Realitaet. Er liest Nietzsche, er ist der wichtigste

Philosoph. In seiner Autobiographie später, sagt er dass er damals in der Zustand der Magie gelebt

hat. Er bezeichnet diesem Zustand in dem als Jugendliche Dichter gelebt hat als Magie, als

Wortmagie, er war in einer Zustand der Wortmagie: das Gefühl, dass mit Worten mit allem

kommunizieren kann. mit Vergangenheit unternehmen kann. Diese Haltung nur in der Kunst zu

leben und nicht in der Wirklichkeit konnte man als Ästhetizismus bezeichnet. Hoffmannstal

bezeichnet als Ästhetik, und Kunst war für ihn der höchste Wert, die Schönheit die Kunst die

Ästhetik. Hoffmannstahl hat nicht dies Ästhetizismus als positiv gesehen, sondern er hat es als

Problem, kritisch, immer gesehen. Er hat das Gefühl in einer Welt der Kunst zu leben, aber er weiß

auch das dies Welt eine Fiktion, eine falsche Wirklichkeit ist. Gefühl der Fiktion, das Leben als

falsch, das Problem der Entfremdung von Leben. Entfremdet: alienato dalla vita vera.

Ein Thema von seinen Werken ist das Gefühl der Fiktion, Entfremdet des Lebens.

Die Frühwerke sind vor allem symbolistische Gedichte: die Ballade des Ausserens Lebens. Er hat

keine Dramen in Versen geschrieben, aber theatralische Szenen in Gedichte.

Aus diesem Gedichten hat Hoffmannstahl theatralische Szenen. „Der Thor und der Tod“ (il folle e la

morte), das ist ein kleines Drama in Versen, in Ton von Goethe, er spricht von den Problem des

Ästhetizismus.

Hauptthema Fruhgedichte: Schönheit des Lebens und die Fremdheit des Lebens.

Das Jugendwerk von Hoffmannstahl: er ist ein Wunderkind. Er schreibt in Thon von Klassische

Dichter.

Er hat eine schwere Krise um 19 Hundert, er endet diese Jugendphase: sie ist eine

psychologische, existenzielle und kreative Krise. Er beschreibt diese Krise in einem Werk, „Ein

Brief“: es ist ein fiktiver Brief, der kommt von einer fiktiven Figur Lord Chandos. Lord Chandos ist

ein Autor, der lebt von 16 Hundert, er stellt einen historischen Ambiente dar, wo er aktuelle

Themen, Probleme behandelt. Er ist ein Schriftsteller der eine kreative und sprachliche Krise

erlebt: er schreibt deswegen an einem berühmten Wissenschaftler nämlich Francis Bekaln, eine

historische Figur, die der Beginn der moderne Naturwissenschaft repräsentiert. Er schreibt in

Grunde er hat eine kreative Krise der Sprache. Er sagt, dass die Worte können nicht mehr sagen

was ich denke und was ich fühle. Worte haben keine Bedeutung mehr, keine Seele. Nicht nur die

abstrakte Worte, sondern alle die andere Worten werden langsam unmöglich, er findet die Worte

als falsch. die Konsequenz diese Krise ist die einzige Wahrheit die er erfahren kann ist in

Schweigen. positive Sicht den Schweigen, es ist nicht nur eine Zeichen der Krise sondern auch

einen Hart etwas zu erfahren. In diesem Werk rezipiert Hoffmannstahl ein philosophen Werk von

Fritz Mautner (?).

Der Brief ist ein wichtigster Dokument der Sprachkrise der 19 Jahr Hundert. Es thematisiert nicht

nur die Sprachkrise, sondern auch das Schweigen.

Reaktion von Hoffmannstahl: er schreibt keine Gedichte mehr, es sucht nach einen Ausweg aus

der Sprachkrise, das ist das Theater. Das Theater hat verschieden Ausdrucksmittel, in Theater hat

er andere Möglichkeiten sich auszudrucken: Tanz, Musik, Buhnenbild, die Kostümen, die Musik…).

Alle theatralischen Mittel des Theaters bewusst Hoffmannstahl sehr intensiv. Nicht viel Wörter,

sondern alle die Mittel des Theaters. Ein anderer Aspekt ist, dass das Theater ist auch ein Ausweg

aus seine Isolation, Ausweg zum Sozialen, er ist sein Weg zum Sozial. Das Theater repräsentiert

eine Möglichkeit mit der sozialen Wirklichkeit zu kommunizieren. Das ist sein Weg zu einem

größeren Publikum, das ist eine Art mit seinem Publikum zu kommunizieren.

Er wird der große Dramaturg der 19 Jahrhundert: er hat der ganze theatralische Tradition neuert.

Typische seines Theaters ist, dass er Modelle der Antiken Tradition, von verschieden Epochen,

und das Neu vermischt.

Beispiel: ELEKTRA

Elektra ist das Figur von einer griechischen Tragödie von Sophokles. Sie ist die Tochter von

Agamemnon und sie mochtet ihre Mutter toten, weil sie ihren Vater ermordet hat. Hoffmannstahl

nimmt diese Stoff von Elektra auf, das Drama auf: die Figuren sind die gleiche, aber Hofmannsthal

macht dieses Drama ein inneren psychischen Drama, so das Drama interpretieren als ein

psychisches Drama von Elektra. Die Bühne wird zum Traumbild und diese Buhne zeigt das

Unbewusste von Elektra. Elektra als gegen Part von Ödipus Konflikts.

Die neue Version die Modernisierung von Elektra hat 2 Beeinflussen: Freud, mit der Studie über

Hysterie (Elektra wie eine Hysterie krank) und Nietzsche (die Geburt der Tragödie, die Dionysische

Vision). Elektrakomplex auf die Bühne darstellt. Es ist ein modern Komödien. Das ist das erste

Werk nach die Sprachkrise. Buhnenbild ist sehr wichtig, für diese Traumwelt darzustellen, und die

Musik von Strauss. Katharsis der Theater.

L’influsso principale per la sua visione nuova per la tragedia di Elettra era Freud, paragonabile alla

cura della parola, complesso di Elettra l’odio della figlia per la madre e l’amore inconscio per il

padre e Nietzsche, die Geburt der Tragedie, le sue prime ricerche sono filologiche, fa le sue prime

ricerche sullaGgrecia classica

MANCHE FREILICH – HUGO VON HOFFMANNSTAHL

Das ist ein der bekanntest Gedicht von Hoffmannstahl, Goethe.

Metro irregolare ma la composizione è chiarissima.

Es ist ein der fruher Gedicht von Hoffmannstahl. Es wurde 1895 geschrieben, er wird publiziert

1896 in einer bekannten Zeitschrift, nämlich „Blätter für die Kunst“, der von Stefan George ist.

Das Metro ist nicht regelmassig, aber die Struktur des Gedichtes ist sehr klar.

In der I und II Strophe gibt es Antithesen (Manche-Andere, drunten-droben), parallele Struktur in

den ersten Strophen. Dann haben wir in der dritten Strophe einen Einspruch, DOCH. Am Ende

haben wir eine Sentenz.

Die Sprache und das Thema sind bewusst unbestimmt: das Gedicht spricht nicht von bestimmten

Figuren, es ist vage, es gibt unbestimmte Sprechen. Es ist ein allgemeines Thema, es ist das

Schicksal oder das Geschick. Das Gedicht spricht von dem Schicksal und das Leben den

Menschen: es sagt am Anfang einige haben ein leichtes Schicksal, Leben, andere schweres

Leben…

I Strophe haben wir die Metapher des Schiffs. Symbolen: der Schiff, das ist ein alte Schiff, wo die

Sklaven runden müssen. es gibt ein Antithesen: es gibt die Sklaven und die Privilegierten, typisch

von diesen Privilegierten ist der Schicksal deuten zu können, sie können mehr sehen und deuten.

Das Privileg bestimmt auch in der Interpretation des Schicksals.

II Strophe: er nimmt die selbe Antithesen, Manche-Ander, Drunter-Droben. Es gibt eine zweite

Antithese, nämlich schweren-verworrenen. Es ist ein schweres Schicksal und ihr Leben ist

verworren. Wichtig ist, dass er der Goethes Lieder kennt, die Ton von Goethe, diese typische

Epigonal von Goethe, es ist ein Text von Goethe zitiert, in diesem Lied „Golde Stuhle sind

gerichtet“. Er spricht von den Königinnen und die Sibyllen, die Privilegiert sind.

III Strophe: beginnt mit einem Einspruch, Doch. Dieses doch sagt, dass es nicht so einfach ist, es

gibt nicht nur schwer und laich, sondern die verschiede Leben sind nicht von ein anderen wirklich

unterschieden. die Antithesen sind scheinbar, denn alle Leben, Schicksale sind ihrge… mit ein

andere Verbunden. Sie sind alle an Luft und Herbe ..: alle die Schicksale partizipieren an den

selben Elementen.

44.40 IV Strophe: hier kommt das „Ich“. Das ich ist nicht so wichtig, ist ein Teil von einem ganzen

von anderen, wichtig ist das Schicksal und nicht das lyrische „ich“. Es ist ein schwaches „ich“, das

am Schicksal, es steht nicht im Mittelpunkt, es ist Teil der Geschichte, Teil der Tradition, Teil des

Kosmos.er fühlt die Sensibilität des Ich fühlt, das ich fühlt die Vergangenheit, die Dekadenz, fühlt

aus einen Liedern.

„von der erschrockenen Seele… ferner Sterne“: die Seele des Gedichts ist erschrocken, sie ist

exponiert und sensiblen, sie fühlt alles was passiert in der Vergangenheit und im Kosmos,

„stummes“: es hat eine kosmische Sensibilität. Das Ich ist passiv, schwach, wir haben ein Bild für

die Seele und die Sensibilität des Dichtes, die alles fuhlt.

V Strophe: das Thema ist genannt, Pluralität den Schicksalen: es gibt viele Geschicke. Sentenz: es

gibt nicht nur mein isoliertes Leben und Dasein, sondern es gibt viele Geschickte als mein, ich bin

nur ein Teil von vielen. Er gibt an eine Dichtere Existenz, das Bild ist die schmale Leier, das Schick

Am Anfang war diese Bilde von Schicksal antiquer Bilder, jetzt dieses Bild ist fast wie einen jungen

Bild, mit den Dekorationen des Jungendes. Diese Existenz des Dichters, die schlanke Flamme als

Bild der Seele des Dichters, die Leier als musikalischen Instrument der Dichterischen Existenz.

Dieses Lebensgefuhl, das die Seele des Dichters an allem partizipiert.

Poesia che ricorda Goethe, non è particolarmente moderna, qui parla un giovanissimo che parla

come se fosse un vecchio.

POESIE UND LEBEN

Die Poesie ist icht das Repräsentation der Wirklichkeit, sie schafft eine selbe Realität

Drei Elemente wichtig in der Poesie, der Elemente der Komposition der Poesie, sie evozieren die

Erzählerzustand, oder eine Stimmung (zentrales Wort, es bezeigt Atmosphäre):

- Maß und Klang, der Ton

- Wort

Die Poesie evoziert eine Stimmung. Die Worte der Poesie schaffen eine neue Welt. Typisches

Charakterisierung von Symbolismus, das ist in Gegenteil mit dem Naturalismus. Der Symbolismus

schafft eine eigene Welt in der Poesie

Leben und Poesie sind zwei Welten. Sie sind ganz parallel, aber sie gehen in eine verschiede

Richtung.

Die Poesie hat nichts zu tun mit der Gesellschaft, mit den Konflikten, mit den Problemen des

Lebens: die Poesie verbannt.

Der Welt entsteht nicht im Inhalt, sondern der Wert der Poesie besteht in der Form: das ist für ihm

sehr viel, der Form ist nicht formal, nicht äußerlich, sondern Einriegelndes. Form ist Maß und

Klang. Das Paradigma für die symbolistische Poesie ist die Musik, mehr die Musik als alles

andere.

Das ist seine Auffassung von der Poesie, man kann diese Auffassung als symbolistisch bezeiget.

Diese Überzeugung konkretisiert wird war.

BALLADE DES AUSSEREN LEBENS

Dieses Gedicht ist eines der bekanntesten Gedicht von Hoffmannstahl. Es wurde 1895 publiziert,

in der Zeitschrift von Stefan George „Blatter für die Kunst“.

Man kann es wie ein Manifest der Symbolistischen Poesie betrachten, Hoffmannstahl druckt

diesem Gedicht seine Ansicht der Poesie aus, er erklärt die Funktion der Poesie.

Das Thema dieses Gedichts ist die Fremdheit des äußeres Lebens, das Gefühl von der Fremdheit

des Lebens, dieses Gefühl von der Fremdheit des Lebens ist eigentlich das Hauptthema für die

meisten Gedichten von Hoffmannstahl.

äußeres Leben ist das Leben, das wir in Distanz sehen, wir sehen es nicht inneren, sondern

äußeren. Es ist das Gegenteil von inneren Leben, das wir Erfahrungen, leben und fühlen.

Kein Sinn im Leben, es gibt kein innen Leben.

Es ist eine Ballade, Der Titel „Ballade des äußeren Lebens“: eine Ballade ist ein populäres

Einfachslied, es ist scheinbar eine Ballade, der Ton ist scheinbar, aber es ist eine Simulation, es ist

raffiniert: die Wiederholungstruktur, Wiederholung von UND, die Form, das Metro. das Gedicht ist

keine Ballade, es fingiert einfach zu sein.

Form: Die Strophen sind Terzinen, jede Strophe hat drei Teilen und sie sind mit den anderen

verbunden durch Reimen. Der Vers ist in Endecasyllabus, mit 11 Silben. Scheinbare Ballade in

Terzinen.

Die Komposition/die Struktur des Gedichts ist eine typisch parataktische Struktur, das Parataxe,

das Wort und ist die häufigste Konjunktion des ganzen Gedichts. Das ganze Gedicht ist

verbunden immer wieder durchdiese Konjunktion UND. Dieses UND betont die Wiederholung und

es gibt der Gefühl der Fremdheit, wir verstehen nicht die Logik, die Ordnung, es gibt keine

Konjunktion, keine Logik, sondern UND, UND, UND: ohne Ordnung, es gibt kein weil, Temporalitat.

Und und die Wiederholung.

I Strophe: Es beginnt mit einem UND, wie eine Vorsetzung von etwas wir schon gesagt haben und

jetzt ist weiter gesprochen. Das Thema dieser Strophe ist das menschliche Leben, aber das wird

aus dem Instanz, nicht von Außen gesehen: das menschliche Leben ist ganz allgemein, vage und

unbestimmt. Tiefen Augen: melancholische den Kindern, die Kinder kann nicht wissen, die Kinder

leben unbewusst, sie wachsen auf und sterben. Das Kindliche und unbewusste Leben, Zyklus von

wachsen und sterben. Dieses Zyklus wird immer wiederholt, immer gleich.

Wichtig hier ist das menschliche Leben scheint der Dichter aus einem großen Distanz zu sehen. Er

beschreibt das Leben den Menschen wie etwas ganz fremdes. Ganz allgemein, ganz vage, ganz

unbestimmt wir wissen nicht wer und wohin.

II Strophe: ganz parallel. Das Thema ist die Natur und als Pro Toto für die Natur steht die Früchte:

Zyklus von der Natur, die Fruchte die reifen und verderben. „Sie fallen nach..“: die Vergänglichkeit

der Natur, das fallen der Natur, Zentral ist der Wort „Fallen“, das steht für sterben. Die I und II

Strophen sind parallel aufgebaut, sie sprechen von Leben ohne Sinn oder Ziel, sie sprechen beide

von äußeren Leben.

III Strophe: Sie spricht von der Fremdheit des Lebens, der Sinnlösichkeit des Lebens, aber es gibt

etwas neues, ein Subjekt, „Wir“, wir haben ein kollektives Subjekt. Das Subjekt spricht, sagt Worte,

aber diese Worte kein Sinn haben. Diese Worte sind die Worte des Alltags und sie sind

wiedernimmt. Das poetische Wort ist anders. „Lust uns…“: es gibt ein Subjekt, aber diese Worte

haben kein bestimmten Sinn, sie sind die Worten des Alltags, die Worte des äußeren Leben. La

parola quotidiana si ripete, non dice nulla.


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Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture per il turismo e il commercio internazionale
SSD:
Università: Verona - Univr
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher annalauraromeo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Osterreichische Literatur 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Verona - Univr o del prof Schiffermuller Isolde.

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