Nanomedicina
Biotecnologie Mediche anno 2019-2020
Appunti delle lezioni della prof. Re
Esame 15 domande a scelta multipla (30 minuti) 1 o2 domande sulla parte pratica. Nello stesso giorno
discussione orale
13 gennaio h14 1° appello
Siccome il corpo umano è in pratica un complesso sistema di interazione tra molecole, la tecnologia per
capire a fondo e riparale il corpo è la molecular machine technology nanotecnology
Una conseguenza naturale di questo livello di tecnologia sarà la capacità di analizzare e riparare il corpo
umano con la stessa efficienza con cui ad oggi ripariamo ogni macchinario convenzionale.
Il concetto alla base della nanomedicina: riparare un danno di dimensione nanometriche con prodotti delle
dimensioni giuste. DNA e proteine 1-50 nm
L’idea è di generare delle molecole di queste dimensioni per riparare un danno devo generare delle
nano strutture.
1959 Feynman padre delle nanotecnologie
Per la nanomedicina si parla di strutture nanometriche applicate alla medicina:
- Nanotecnologie
- nanomedicina
- Nanomateriali
- Nanoparticelle
La nanomedicina è un derivato delle nanotecnologie che si
riferisce ad un intervento medico altamente specifico in scala
molecolare per curare malattie e riparare tessuti danneggiati
Nano = < 100 nm
Lo sviluppo di nuovi farmaci e terapie basati su nanotecnologie è guidato dal bisogno di sviluppare terapie
che hanno minori effetti indesiderati e che sono più cost-effective rispetto alle terapie tradizionali.
Le nanotecnologie permettono lo sviluppo di molecole basate sul paziente.
1. Delivery di farmaci di farmaci esistenti per allungarne l’emivita, per ridurre gli
veicolazione
effetti collaterali.
2. Drug targeting utilizzare delle nanoparticelle per portare il farmaco dove è necessario, può
essere un targeting di organo, cellulare o sub cellulare
3. Drug discovery disegno di nuovi farmaci
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4. Diagnosi usare nano particelle per monitorare la variazione di biomarcatori
5. Medicina rigenerativa design di strutture per promuovere la deposizione di nuovo tessuto per
riparare il danno
Tra le varie strutture quelle più utilizzate sono nanoparticelle che sono definite come SMART per la diagnosi
e la terapia, grazie alla nanomedicina si può fare una combinazione tra terapia e diagnostica teranostica.
Possiamo veicolare molecole che sono farmaci, agenti di contrato, probe radiomarcate
contemporaneamente nella stessa struttura. Posso veicolare che diverse molecole differenti da un punto di
vista chimico, posso decidere dove mettere il farmaco, in più questa particella può essere modificata
multi-funzionalizzazioni, questa è utile per diversi aspetti: posso modificarla per aumentare l’emivita,
traghettate nel tessuto di interesse, evitare che venga fagocitata dai macrofagi e posso modificarla con
tante molecole contemporaneamente. Posso portare il farmaco solo dove serve e non disperderlo, quindi
posso utilizzare un quantitativo di farmaco minore e ridurre gli effetti collaterali riducendo la tossicità
sistemica.
Posso quindi controllare le proprietà terapeutiche di un farmaco già in uso.
Posso anche decidere quando deve essere rilasciato il farmaco.
Una nanoparticella ideale:
- Deve essere funzionalizzata in superficie ad esempio con un anticorpo ovvero un ligando che mi
indirizza la particella verso il sito di rilascio del farmaco
- Posso modificare la superficie con molecole come il PEG per evitare che il sistema immunitario la
elimini, sono dei polimeri per mascherare la particella e renderla invisibile
- Posso aggiungere un ligando che compia un targeting nell’organello sub-cellulare di interesse
- Posso modificare la particella in modo che evita la via di degradazione dei lisosomi
- Posso inserire una molecola che favorisca l‘ingresso nella cellula
- Posso inserire un probe magnetico per la diagnostica
Non per forza una particella deve trasportare un farmaco, può essere disegnata in modo che essa stessa sia
un farmaco.
Vi sono molte nanoparticelle che possono essere
classificate come:
- A base lipidica
- A base polimerica sono facili da preparare
- Inorganiche (silica, oro, titanio…) utili per la
diagnostica e perché non sono biodegradabili
- Di origine virale 2
A BASE LIPIDICA
- Liposomi
- Solido-lipidiche (SLM)
LIPOSOMI
Sono state preparate negli anni 50 ed erano usate come
modello di membrane cellulari. Possono essere costituite da
diverse unità lipidiche, sono formati da un doppio strato e un
core acquoso, posso incorporare sia farmaci idrofobici che
idrofilici. Ve ne sono 15 approvati dall’ FDA, sono usati per il
cancro, per i vaccini… i lipidi inoltre sono facilmente
modificabili. Possono essere formati da lipidi naturali, ma anche
da lipidi sintetici.
SOLIDO LIPIDICHE (SLN)
Sono più piccole dei liposomi (50 nm), sono formate da un singolo strato lipidico e
sono riempite di lipidi, hanno la stessa struttura delle lipoproteine. Il core è
grande rispetto a quello dei liposomi, ma possono contenere solo farmaci
idrofobici. Sono spesso usati per il trasporto di acidi nuclei e possono essere
modificati sulla superficie. Hanno un efficiente capacità di incorporare acidi
nucleici, aumentano la penetrazione nei tessuti per il delivery dei farmaci e hanno
una bassa citotossicità e immunogenicità
POLIMERICHE
I polimeri utilizzati sono diversi e sono polimeri biocompatibili e biodegradabili, possono incapsulare sia
strutture idrofiliche che idrofobiche, possono essere modificati sulla superficie. Il quantitativo di farmaco
che possono trasportare è limitato, sono porose e nei pori sono collocati i farmaci.
La dimensione è importante così come la struttura e dipende dalle dimensioni
Il PLGA è uno dei polimeri approvati dall’FDA così come la poliacrilamide, questi polimeri sono definiti come
self-assembling poiché in ambiente acquoso si condensano. Nella preparazione si possono aggiungere
anche delle altre soluzione come stabilizzanti e farmaci in modo da ingegnerizzare le molecole. Posso usare
dei polimeri lineari oppure dei polimeri ramificati che consentono di aumentare la quantità di farmaco.
Vi sono dei polimeri che possono essere usati per creare degli idro-gel, sono delle strutture fatte da
polimeri idrofilici, possono essere usati perché essendo strutture porose possono alloggiare farmaci, ma
anche altre nanoparticelle più piccole e controllarne il rilascio, possono essere usati anche come scaffold. Si
può controllare le dimensioni dei pori per decidere la dimensione delle molecole da incapsulare
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PARTICELLE INORGANICHE
Si possono usare nanoparticelle d’oro. Più una particella è piccola maggiore è la sua superficie.
Si fa una riduzione dell’oro partendo da acido cloro aurico utilizzando trisodio citrato.
Si possono visualizzare con l’imaging, tuttavia non sono biodegradabili e possono essere solamente
modificate in superficie. Nella ricerca contro il cancro nanoparticelle d’oro possono essere usate per
targhettare il tumore e per la detection usando la Surface Enhanced Raman Spectroscopy in vivo. Sono
state analizzate come convertitori fototermici per la luce infrarossa in vivo poiché la luce infrarossa si
trasmette attraverso la pelle e i tessuti
SILICA MESOPOROSA
Ha una forma simile ad un globulo rosso posso mimare qualcosa che
esiste già nel corpo.
Non essendo biodegradabili possono causare infiammazione.
Posso generare dei pori della dimensione di mio piacimento, le particelle
possono essere riempite con farmaci o coloranti fluorescenti che
altrimenti non sarebberoo in grado di passare la parete cellulare, queste
particelle otticamente sono trasparenti quindi un colorante può essere visto attraverso la parete di silica.
NANO TUBI DI CARBONIO
Sono utilizzati solitamente per la rigenerazione,
possono essere realizzati a forma di tubi o particelle.
Generalmente sono strutture di forma esagonale.
Possono essere usati per il trasporto di farmaci tra
cellule. Possono funzionare come transistor e quindi
possono essere usati come sensori.
- Agenti per il bioimaging
- Delivery di farmaci/geni
- Biosensori
- Rigenerazione tissutale
- Cancro
- Scaffold 3D
Possono essere realizzati a singolo strato (SWNTs) o a multistrato (MWNTs). Il tubo ha un diametro di 1nm
e la lunghezza è variabile. La caratteristica di quelli a singolo layer è che hanno proprietà elettriche e quindi
possono essere usati come sensori e la capacità elettrica può variare a seconda di biomarcatori che sono
connessi.
- Transistor = semiconduttore. I transistor si basano su semiconduttori e un semiconduttore è un
materiale che ha una resistività (o anche una conducibilità) intermedia tra i conduttori (come un
filo di rame) e gli isolanti (come l`aria).
La conduttività di un semiconduttore, cioè la facilità degli elettroni di fluire attraverso un corpo,
dipende da diverse variabili, quali la temperatura o la presenza o meno di elettroni.
Sono delle strutture di carbonio rigide che possono essere disegnate in modo da poter regolare la loro
rigidità resistenza e forza alla trazione. 4
Vi possono essere dei problemi durante la sintesi, soprattutto a causa della perdita di un atomo di
carbonio. I problemi sono connessi con la tossicità. Se si accumulano a livello polmonare possono causare
infiammazioni.
Possono essere usati come biosensori, come vasi sanguigni ovvero possono essere usati come scaffold dove
le cellule endoteliali possono rivestirli per generare dei vasi in caso di problemi vascolari.
Possono essere funzionalizzati sulla superficie in modo da permetter l’attacco della cellula che si vuole
rigenerare. In laboratorio possono essere usati come stampo per il bio-printing.
I nanotubi di carbonio sono i materiali più forti e rigidi mai scoperti in termini rispettivamente di resistenza
alla trazione e modulo elastico. Questa forza deriva dai legami covalenti formati tra i singoli atomi di
carbonio.
Ci si aspetta che tutti i nanotubi siano ottimi conduttori termici lungo il tubo, esibendo una proprietà nota
come "conduzione balistica" (=> capacità di condurre elettricità senza dispersione) ma buoni isolanti
lateralmente all'asse del tubo.
Il loro uso finale, tuttavia, può essere limitato dalla loro potenziale tossicità.
In alcune condizioni, i nanotubi possono attraversare le barriere della membrana e indurre effetti dannosi:
infiammazione, granulomi epitelioidi (noduli microscopici), fibrosi e cambiamenti biochimici / tossicologici
nei polmoni.
Determinare la tossicità dei nanotubi di carbonio è stata una delle domande più urgenti nella
nanotecnologia. Purtroppo, tale ricerca è appena iniziata e i dati sono ancora frammentari e soggetti a
critiche. I risultati preliminari evidenziano le difficoltà nel valutare la tossicità di questo materiale
eterogeneo. Parametri come struttura, distribuzione dimensionale, area superficiale, chimica superficiale,
carica superficiale e stato di agglomerazione, nonché purezza dei campioni, hanno un impatto notevole
sulla reattività dei nanotubi di carbonio.
QUANTUM DOTS
Sono dei fluorofori di origine cristallina usati per l’imaging, sono fatti soprattutto di cadmio, hanno una
dimensione di 10 nm, le loro proprietà ottiche possono essere modulate e solitamente sono visualizzate
nell’infrarosso (650 nm) siccome hanno come finestra di emissione nel vicino infrarosso non vi è il problema
del quenching ovvero dell’assorbimento da parte di macromolecole dei nostri sostituenti.
Sono stati usati per visualizzare cellule tumorali residue, non sono usati per trasportare i farmaci. Anche in
questo caso tendono ad accumularsi e quindi vi sono dei problemi di tossicità.
Hanno una resa quantica elevata e l’emivita della fluorescenza che emettono è elevata. Essendo delle
strutture molto piccole il problema principale è quello della clearance a livello renale. Possono essere
sfruttati vitro. Si è tentato di combinare i QD con dei farmaci tumorali per accoppiare diagnostica e terapia.
- Alta resa quantica rispetto ai comuni coloranti fluorescenti
- Assorbimento della banda larga: la luce che ha una lunghezza d'onda più corta della lunghezza
d'onda massima di emissione può essere assorbita, la lunghezza d'onda di emissione di picco è
indipendente dalla fonte di eccitazione
- Emissione sintonizzabile e stretta, a seconda della composizione e delle dimensioni
- Elevata resistenza al photo bleaching: le particelle inorganiche sono più fotostabili rispetto alle
molecole organiche e possono sopravvivere a tempi di irradiazione più lunghi
- Lunga durata della fluorescenza: la fluorescenza dei punti quantici è compresa tra 15 e 20 ns, che è
superiore alle normali durate della tintura organica.
- Sensibilità di rilevamento migliorata: le nanoparticelle di semiconduttori inorganici possono essere
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caratterizzate con microscopi elettronici
PROBLEMI
- Mettere i farmaci nella particella
- Mantenerlo nella particella
- Tossicità
- Purezza deve essere iniettabile e quindi sterile (GMP)
- Delivery devo portare il farmaco dove mi serve
- Deve essere eliminabile
- Il cervello è un tessuto difficile da raggiungere (barriera ematoencefalica)
- La preparazione
09/10/19
LIPOSOMI
I liposomi sono sferici per definizione, sono delle strutture chiuse, il contorno è un doppio strato
fosfolipidico, hanno il core pieno della soluzione acquosa in cui vengono preparati. Il buffer in cui vengono
preparati è lo stesso che è presente nel core, vi sono delle occasioni in cui il cuore contiene un buffer e
l’esterno è diverso (ad esempio con pH diversi). Come dimensione si parte dai 20nm in su. Esiste una
CMC(concentrazione micellare cristica), per far in modo di vere un doppio strato che si incurvi a sfera ho
bisogno di un tot numero di particelle lipidiche 1mM.
Lo spessore è intorno ai 3-4 nm, la quantità di farmaco che posso incorporare nel doppio strato è piccola
comparato al core acquoso.
Il vantaggio dei liposomi è che non sono tossici e la composizione si può stabilire in base all’utilizzo e in
base al farmaco da incorporare. Possono essere fatti sia da lipidi naturali che da lipidi sintetici. Possono
essere preparati anche su larga scala.
Possono caricare sia molecole idrofiliche che idrofobiche e la struttura è versatile perché posso decidere la
composizione lipidica, se voglio ad esempio una struttura rigida aggiungerò più colesterolo e acidi grassi
saturi. Se voglio che permanga in circolo per più tempo voglio che sia più stabile, se invece voglio un rilascio
immediato voglio una superficie più morbida
Originariamente venivano usati come modelli di membrana, negli anni 90 sono nati i liposomi stealth
ovvero modificati in superficie per essere invisibili ai macrofagi.
Come dimensione devono avere un diametro minimo di 60nm
Da un punto di vista della composizione
questa può essere variabile, si possono
usare tutti i lipidi noti, sono lipidi naturali
non immunogenici e molto sicuri. Posso
mischiare anche lipidi diversi.
I liposomi approvati dall’FDA hanno una
composizione 1:1 sfingomielina –
colesterolo. Questa composizione lipidica
può evitare l’uso del PEG poiché sono
piccoli, rigidi e non attaccabili. 6
I fosfolipidi sono delle molecole anfipatiche con una testa idrofilica e una coda idrofobica composta da due
catene di acidi grassi di diversa lunghezza. In ambiente acquoso spontaneamente formano dei bilayers che
formano delle strutture sferiche chiuse solitamente multilamellari.
Esistono in commercio fosfolipidi con la testa molecolare modificata, ad esempio con il PEG già attaccato, in
questo modo posso evitare reazioni chimiche successive in modo da avere una molecola più pura.
Oppure vi sono dei lipidi che hanno la testa modificata con un gruppo chimico utile per l’attacco di un
ligando.
I fosfolipidi costituiscono almeno il 50% in moli del liposoma, questi si posizionano in maniera autonoma in
un doppio strato e si richiudono a formare una sfera.
Solitamente in soluzione acquosa dei
fosfolipidi formano delle strutture multi
lamellari ovvero possiedono più doppi
strati, da questa preparazione iniziale vi
sono delle procedure che permettono di
ottenere liposomi uni lamellari che sono
composti da un singolo doppio strato
lipidico.
La formazione del doppio strato dipende
dalla composizione lipidica e dalla forma
dei fosfolipidi.
Una micella viene ottenuta usando dei
lipidi che hanno una singola catena di
acidi grassi, le micelle sono più piccole
dei liposomi, userò dei lisofosfolipidi che
formano delle unità a cono.
Utilizzando micelle inverse si ottiene uno
strato multi lamellare che risulta utile per l’utilizzo di farmaci idrofobici.
Il colesterolo viene aggiunto spesso per mantenere la stabilità del liposoma.
Posso anche preparare dei liposomi in cui mischio lipidi diversi. Il lisolipide con una sola coda rende il
doppio strato instabile, questo può essere sfruttato per permettere il rilascio del farmaco, oppure si
possono preparare dei liposomi con dei lisolipidi modificati con una seconda catena riconosciuta dalle
metallo proteasi coinvolte nel riarrangiamento della matrice, queste proteine sono coinvolte nella
tumorigenesi, quindi si vuole generare un lisolipide in modo che le metalloproteasi riconoscano il
frammento addizionale, venga tagliata la coda e quindi il liposoma perda stabilità e rilasci il farmaco.
Vi sono diversi tipi di liposomi che possono essere classificati come:
- Convenzionali
- Stealth con aggiunta di PEG per aum
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