Editor per ragazzi e letteratura per ragazzi - Modulo 1
Radici storiche dei racconti di fate
Le fiabe cominciano con "c'era una volta". Il gatto con gli stivali, gli orchi, ecc., li immaginiamo in una corte del 600. Le fiabe sono il principale documento che ci resta di quella lontanissima età. Il racconto di fate e il mito religioso risalgono all'epoca delle primitive comunità. Le origini del gruppo di fiabe che studia Propp sono connesse con i riti delle comunità primitive. Il distacco con i figli dalla casa paterna corrisponde alla partenza per un periodo di iniziazione in cui i ragazzi venivano sottoposti per entrare nel clan dei cacciatori.
La foresta misteriosa, gli incontri e le prove in cui i bambini erano sottoposti sono vestigia dei riti che si svolgevano in costruzioni isolate nella foresta. La comparsa di re e principi nelle fiabe è una stratificazione di epoche seguenti. I doni fatati corrispondono agli animali del totem, cioè simboli sacri della tribù. Il cavallo fu conosciuto più tardi.
Morfologia della fiaba: struttura e forma
Il formalismo esiste come una dottrina indipendente dalla quale lo strutturalismo si distacca dall'atteggiamento che è diverso dalle scuole verso il concreto. Lo strutturalismo rifiuta di opporre il concreto all'astratto e di accordare una posizione di privilegio. La forma si definisce per opposizione a una materia che le è estranea mentre la struttura non ha un contenuto distinto. "Pensiero di Propp rimane vicino a quello della scuola formalista russa". Jakobson nel 1928 trova la scuola formalista in piena crisi.
Propp doveva abbandonare il formalismo e l'analisi morfologica per dedicarsi a ricerche storiche sui rapporti della letteratura orale coi miti, riti e istituzioni. Il messaggio della scuola russa non doveva essere perduto. Propp inizia con un sommario storico del problema. I lavori dedicati alle favole popolari consistono in raccolte di testi. Nessuno si fa scrupolo di discutere l'origine delle favole popolari. La classificazione di Aarne fornisce un inventario di temi che è di grande utilità ai ricercatori ma la determinazione è empirica.
Il tema è scomponibile in motivi ai quali esso aggiunge un'opera unificatrice, creatrice. Propp osserva che ogni frase costituisce un motivo e l'analisi delle favole dev'essere spinta ad un livello molecolare. Propp riconosce di aver distinto nelle fiabe popolari, i fattori variabili e i fattori costanti. Lo studio morfologico delle favole è rimasto ai primi passi. I pretesi studi morfologici si riducono a delle tautologie. Le favole popolari hanno la proprietà di attribuire azioni identiche a personaggi diversi ed esse sono gli elementi costanti su cui ci si può fondare.
La funzione sarà individuata da un nome di azione; dev'essere definita tenendo conto della sua collocazione nella narrazione. Ogni funzione è definita e dotata d'un segno di codice, lettera o simbolo. Per ogni funzione Propp individua:
- La specie
- Il genere
- La varietà
Dopo la descrizione della situazione iniziale, un personaggio s'allontana. Compone un antagonista che s'informa intorno alla vittima, l'inganna col proposito di nuocerla. Propp scompone questa sequenza in 7 funzioni indicate con le prime lettere dell'alfabeto greco. Queste 7 funzioni sono preparatorie in un duplice senso. Ci sono due possibili svolgimenti:
- Vittima può diventare eroe del racconto
- Eroe può essere distinto dalla vittima e portare soccorso
L'eroe incontra un donatore pronto all'aiuto, reagisce con i propri mezzi. Il conseguimento d'un aiuto è caratteristica essenziale della funzione del personaggio. L'eroe inizia la lotta con l'antagonista, batte l'avversario, elimina lo stato di mancanza. Prende la via del ritorno ma è inseguito da un nemico. In altre favole ha inizio con l'esecuzione.
Definite le regole della classificazione Propp dedica i capitoli successivi alla soluzione di tre difficoltà. I racconti consistono in episodi introdotti per spiegare come un personaggio venga a sapere quello che ha fatto ad un altro personaggio. La teoria dei racconti è importante e spiega cioè ci possono essere funzioni collegate nella narrazione.
Per Propp i protagonisti si riducono a 7:
- Antagonista
- Donatore
- Aiutante magico
- Personaggio cercato
- Mandante
- Eroe
- Falso eroe
Il termine racconto di fate è improprio. Propp accetta la formula fiabe a 7 protagonisti e pensa di aver dimostrato che questi 7 protagonisti formano un sistema. Propp ha ammesso un principio di implicazione reciproca e presuppone una compatibilità assoluta. Possiamo definire 4 classi di fiabe:
- Quelle che utilizzano la prima coppia
- Quelle che utilizzano la seconda
- Quelle che impiegano entrambe
- Quelle che rifiutano entrambe
Le favole verranno distinte secondo le modalità in cui compaiono le due funzioni, nell'ambito di ognuna delle 4 categorie individuate prima. Quando una favola comprende due parti in cui una include la coppia lotta-vittoria e l'altra quella del compito difficile-adempimento sono nell'ordine in cui le abbiamo citate. Le due parti sono collegate per mezzo di una funzione iniziale comune ad entrambe.
Le fiabe sono costruite su opposizioni deboli di quelle che s'incontrano nei miti. La favola è una trasposizione di temi la cui realizzazione è caratteristica del mito. La favola offre la possibilità di gioco, le permutazioni diventano in essa libere e acquistano una certa arbitrarietà. Propp ammette che il narratore ha la libertà relativa nella scelta di alcuni personaggi.
Le fiabe e non i miti costituivano oggetto delle discussioni dei suoi predecessori e rappresentavano il terreno su cui alcuni studiosi avevano abbozzato i primi tentativi di studi morfologici. Le fiabe sono miti in miniatura ed è per questo che sono difficili da studiare. Non è un mito residuo ma soffre di essere rimasta da sola. La scomparsa dei miti ha rotto l'equilibrio. Propp ha sentito il problema e l'ultima parte del lavoro consiste in un tentativo di reintrodurre un principio di classificazione. La prova dell'analisi sta nella sintesi.
Propp ha scoperto che il contenuto delle favole è permutabile e ha concluso che esso è arbitrario ed è questo il motivo delle difficoltà che ha incontrato. La struttura della favola si presenta come una successione di funzioni distinte di cui ognuna costituisce un genere indipendente. La narrazione si presenta come un insieme che costituisce in una successione di eventi il suo valore. Propp aveva studiato le correlazioni tra le diverse forme di messa alla prova dell'eroe da parte del donatore e quelle che può assumere la trasmissione del mezzo magico.
L'errore del formalismo è duplice. I fonemi sono elementi privi di significazione ma servono a differenziare i termini. I mitemi sono il risultato d'un gioco d'opposizioni binarie e ternarie ma 3 elementi sono dotati di significato sul piano del linguaggio e si esprimono mediante parole del vocabolario.
La morfologia della fiaba pubblicata nel 1928 suscitò due reazioni:
- Alcuni folcloristici etnografi di letteratura accolsero in modo favorevole
- Si accusò di formalismo
Comparve la linguistica strutturale e matematica ad essa seguirono altre discipline. Una è la poetica teorica che la concezione dell'arte come sistema, procedimento di formalizzazione e modellazione erano già anticipati nell'opera. In alcuni casi l'empirico può o deve limitarsi a descrivere se l'oggetto d'indagine è un fatto isolato. Le poesie popolari erano in pieno abbandono.
I racconti di mamma l'oca di C. Perrault - lettura Calvino
Charles Perrault visse nel cuore della vita letteraria e politica francese al tempo di Luigi XIV. Figlio di un avvocato al parlamento e fu segretario di Colbert, personaggio influente nella vita di corte e nell'accademia francese. La prima uscita di questi racconti è uscita in forma anonima mentre la seconda portava il nome del figlio di Charles Perrault. Come si spiega la pubblicazione del libro sotto il nome del figlio?
Charles Perrault fu un educatore appassionato e innovatore, fece fare al figlio degli esercizi di composizione letteraria che in quell'epoca erano insoliti e mette per scritto le fiabe sentite raccontare nell'infanzia. Un pò per esperimento e un pò per gioco tra padre e bambino, sarebbe nata una collaborazione da cui è nato il libro.
Un'ipotesi scoperta recentemente da uno studioso riguarda un documento dove il giovane Pierre Perrault nel 1697 avesse ucciso in duello un suo coetaneo e c'era stato un processo. Per ottenere la protezione dalla corte nel processo, il padre avrebbe ripubblicato il volume dei racconti col nome del figlio.
Un altro argomento messo in discussione tra gli studiosi è quello delle fonti delle varie fiabe cioè molte di esse si ritrovarono in un libro in dialetto napoletano pubblicato nel 1634-1636 cioè il Pentamerone o Cunto de li cunti di Basile. I contes de ma mère l'oye ebbero subito una vasta fortuna che tramite Perrault erano passate dalla tradizione orale alla letteratura scritta e viceversa.
L'operazione di Perrault agì nei due sensi contribuendo a stabilizzare e a diffondere narrazioni che stavano per essere dimenticate. Ognuno di queste fiabe ha sollevato un gran numero di problemi filologici ed eruditi. Riguardo alle scarpette di Cenerentola, Balzac osservò che ballando e correndo e saltando via dal piedino le scarpette di vetro sarebbero andate in pezzi. Ci doveva essere un errore di trascrizione e non poteva essere casuale.
Le otto fiabe si presentano a una libera lettera di ricche finezze d'immaginazione e d'espressione nella loro estrema semplicità. Si comincia con Cappuccetto Rosso (fiaba, è una specie di gioco recitativo per far paura ai bambini più piccoli) e si finisce con Enrichetto dal ciuffo (apologo morale costruito a base d'esatte simmetrie, la cui appartenenza alla tradizione popolare è stata messa in dubbio).
La prosa di Perrault s'apre ogni tanto in quadri molto vivi. La fiaba in cui il paesaggio ha più respiro è il gatto con gli stivali, con uno spaziale di colori d'estate, recinti di conigli, campi di grano, prati falciati e il fiume dove il giovane si bagna e finge il furto delle vesti. La tecnica narrativa punta sulle progressioni di tensione paurosa e ha il suo culmine nel suspence finale. La narrazione popolare spesso oscura perchè mescola le tradizioni diverse. L'orrore è il componente centrale di quasi tutte le fiabe. Perrault manifesta il suo distacco dal mondo fiabesco con l'ironia.
La mappa delle metafore - articolo Calvino
Il mondo delle fiabe è un mondo mattiniero. Il Pentamerone è illuminato da un'alba. Per Basile, il passaggio dalla notte al giorno fa parte della punteggiatura e che serva a segnare una pausa e una ripresa. Mentre i segni d'interpunizione sono obbligati a ripetersi sempre uguali; le albe di Basile si manifestano ogni volta con una metafora diversa.
Se si volesse continuare a catalogare le metafore dopo la transizione notte-giorno e giorno-notte; il tema naturale stimola il riflesso metaforico di Basile è il bosco fitto e tenebroso dove si congregano le ombre a congiurare contro il sole. All'alternanza dei giorni e delle notti dovrebbe accompagnarsi l'alternanza delle stagioni ma per Basile le metafore delle stagioni non le interessano. Parla poco anche di piogge, temporali, neve ecc.
Nel Pentamerone ci sono pagine di una struggente sensuale (mortella). Una madre ha dato alla luce una bambina che ha piantato con ogni cura in un vaso una frasca di mortella. Un giovane principe porta il vaso nel suo appartamento. Nella notte, mentre il principe dorme, dalla frasca esce una ragazza e si corica a fianco al giovane. Il giovane riconosce al tatto che nel suo letto è entrata una fanciulla.
Lo struggimento che domina nel capoverso, dove viene rappresentata la curiosità del principe di scoprire le bellezze. Il racconto non si discosta dell'intreccio: le sette donne di mala vita, in assenza del principe e per gelosia, stanano la mortella la fata e ne fanno strazio. Dopo questo passaggio troviamo la disperazione del principe al vedere la pianta seccata e la ricomparsa della bella e della punizione delle consapevoli. La donna più giovane di malaffare non vuole far del male alla fata e viene salvata dal supplizio.
Le storie di una sposa o sposo fatati e invisibili sono parecchie nel Pentamerone ma la notte d'amore raccontata resta quella della Mortella. Il desiderio sessuale è certo tra le molle inventive di Basile ma si direbbe che egli lo manifesti di preferenza là dove l'amplesso è escluso e sostituito con un'azione simbolica.
(scarafaggio, topo e grillo) Si narra di un semplice Nardiello che perde il suo diritto perchè non consuma il matrimonio e viene gettato in prigione. Il re rimarita la figlia a un gran signore tedesco, che i tre animali hanno fatto fuggire di prigione Nardiello. Lo scarafaggio entra nell'ano dello sposo provocandogli una dissenteria. Come il tedesco cerca di prevenire l'inconveniente nelle notti seguenti e come le tre bestioline superino gli ostacoli.
L'alternativa rapporto sessuale-defecazione attorno a cui si gioca questo racconto; può indicarsi un possibile asse lungo il quale si distribuiscono le funzioni della vita umana nell'universo metaforico di Basile. Il Pentamerone comprende un mondo umano in cui il campo semantico della defecazione s'estende attorno al polo opposto. Va osservato che le metafore della morte sono nel Pentamerone accessorie e marginali non della sostanza tematica del testo mentre l'immaginazione ha un posto centrale nell'inventiva verbale e si valeva di motivi fiabistici di fortuna popolare quali l'asino cacadenari.
Occorre dire che la densità del barocchismo di Basile varia da pagina a pagina. Il linguaggio punta sull'efficacia e sulla vivacità del ritmo narrativo la cui trasparenza è fiorita solo da un radaspolverio dell'espressioni popolari letterarie. Intreccio fiabistico e linguaggio barocco possono avere in partenza un punto di incontro in un tema centrale per entrambi cioè opposizione bellezza-bruttezza. Può avvenire che i due piani si sovrappongono senza che si verifichi nessuno scambio imprevisto.
Morale: tende a identificare la bellezza e la virtù con la regalità, operazione di Basile che tende a privilegiare poeticamente attraverso una maggiore espressività il mondo del disvalore estetico e morale. Importante è stabilire se questa alternativa bellezza-bruttezza s'esaurisce in inventari attribuiti o se la forza metaforica riesce a trasformarsi in racconto.
Il mondo incantato - uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe - articolo Bruno Bettelheim
Faticosa ricerca del significato: la comprensione del significato della propria vita non viene improvvisamente acquisita a una particolare età. La saggezza non salta fuori perfettamente sviluppata come Atena dalla testa di Zeus. Nell'età adulta è possibile ricavare dalle nostre esperienze, un'intelligente comprensione del significato della nostra esistenza nel mondo stesso.
Oggi il compito più importante che si pone a chi alleva un bambino è quello di aiutarlo a trovare un significato alla vita. Il bambino deve imparare gradualmente a capirsi meglio e diventerà capace di comprendere altre persone. Per trovare il significato più profondo bisogna diventare capaci di trascendere i confini di un'esistenza egocentrica e credere di poter dare un importante contributo alla vita. I nostri sentimenti positivi ci danno la forza di sviluppare la nostra razionalità.
Tutti noi tendiamo a stabilire i futuri vantaggi di un'attività sulla base di quanto offre al presente. La caratteristica peggiore di questi libri per l'infanzia è che essi privano il bambino di quanto egli dovrebbe ricavare dall'esperienza della letteratura cioè accesso ad un significato più profondo. Per poter arricchire la vita del bambino, si deve stimolare la sua immaginazione ed aiutarlo a sviluppare il suo intelletto e chiarire le sue emozioni. Il bambino ha il bisogno di poter acquisire la possibilità di comprendere se stesso in questo complesso mondo con cui deve imparare a venire a patti. Ha bisogno di un'educazione morale che gli indichi i vantaggi del comportamento morale. Il bambino trova questo tipo di significato attraverso le fiabe.
Le successive rielaborazioni di fiabe finirono per trasmettere significati palesi e velati, finirono cioè per parlare a tutti i livelli della personalità umana. Queste storie si occupano di problemi umani universali, soprattutto di quelli che preoccupano la mente del bambino.
Fiabe e la situazione esistenziale: il bambino può giungere alla conoscenza e con essa alla capacità di affrontare se stesso, non attraverso una comprensione razionale della natura e del contenuto del suo inconscio ma familiarizzandosi con esso. Il bambino adegua un contenuto inconscio a fantasie consce che gli permettono di prendere in considerazione tale contenuto. L'inconscio è un potente fattore determinante di comportamento. Quando l'inconscio viene represso e al suo contenuto viene negato l'accesso alla coscienza, alla fine la mente conscia della persona viene in parte soffocata da questi elementi inconsci.
La cultura dominante preferisce fingere soprattutto quando si tratta di bambini che il lato oscuro dell'uomo non esista e professa di credere in una filosofia del miglioramento. La psicoanalisi fu creata per consentire all'uomo di accettare la natura della vita senza essere sconfitti o cercare di evadere dalla realtà. Freud prescrive che lottando coraggiosamente contro quelle che sembrano difficoltà insuperabili l'uomo può riuscire a trovare u...
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