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Alcune regole contabili/convenzioni che provengono dalla contabilità generale

Economia - Università Vanvitelli andiamo a seguire alla redazione dei prospetti quantitativi del bilancio d’esercizio (Stato Patrimoniale e Conto Economico) e poi per la rappresentazione del reddito d’esercizio e del correlato capitale di funzionamento.

Appunti “Metodologie e determinazioni quantitative d’azienda”

Abbiamo detto che con l’analisi delle variazioni rileviamo quelle che sono le operazioni aziendali.

Il corso di metodologie con i suoi contenuti si innesta sul corso di economia aziendale, con il quale ci siamo già avvicinati al fenomeno della rilevazione attraverso l’analisi delle operazioni aziendali e l’analisi delle variazioni dei valori di queste operazioni.

Le operazioni aziendali venivano analizzate attraverso i circuiti.

Una volta definito il concetto di azienda e tutto ciò che intorno ad essa ruota, abbiamo cominciato ad individuare e ad analizzare quali sono le operazioni che l’azienda pone in essere.

Queste sono rappresentate come dei circuiti, che sono delle rappresentazioni grafiche, degli schemi che ci rappresentano come funzionano le operazioni aziendali.

Di queste, abbiamo iniziato ad analizzarne le variazioni di valore attraverso un’analisi delle variazioni, che abbiamo iniziato a fare per ciascun circuito della produzione.

In questa analisi delle variazioni, abbiamo contrapposto l’aspetto finanziario a quello economico, misurando, rappresentando e rilevando ogni fenomeno secondo l’aspetto finanziario (originario) e secondo l’aspetto economico (derivato).

Come passaggio successivo andranno riportati gli esiti delle analisi delle variazioni nei prospetti del reddito e nei prospetti del capitale, che sono i corrispondenti prospetti che vanno ad essere esposti nel bilancio d’esercizio, che però assumono una forma differente, poiché seguono le norme del Codice Civile e dei principi contabili.

Quindi abbiamo redatto un prospetto del reddito, che sarà il nostro Conto Economico, con le opportune precisazioni che derivano dal Codice civile e dai principi contabili.

Poi abbiamo redatto il prospetto del capitale, che sarà la base di partenza per redigere lo Stato Patrimoniale, ossia un prospetto del capitale redatto secondo le indicazioni del Codice civile e dei principi contabili.

Una volta rilevati i risultati delle operazioni aziendali che derivano dai circuiti, tramite l’analisi delle variazioni, ora lo andremo a fare attraverso un’analisi delle variazioni più complessa che si avvale della contabilità generale, di una particolare tipologia di strumento (il conto), di un particolare metodo (partita doppia) nell’ambito di un particolare sistema di operazioni (il sistema del reddito).

Quindi a partire dall’analisi delle variazioni, che facciamo secondo alcune regole contabili/convenzioni che provengono dalla contabilità generale, andiamo a seguire alla redazione dei prospetti quantitativi del bilancio d’esercizio (Stato Patrimoniale e Conto Economico) e poi per la rappresentazione del reddito d’esercizio e del correlato capitale di funzionamento.

Analisi delle operazioni aziendali attraverso i circuiti

  • Attraverso l’analisi delle operazioni aziendali e l’analisi delle variazioni dei valori il circuito dei finanziamenti attinti con vincolo di capitale di proprietà. Quando sorge l’azienda la si dota di un capitale al tempo t0, che è il cosiddetto capitale di conferimento. Più persone decidono di avviare la propria attività imprenditoriale, creano un’azienda ed essa si avvale di una dotazione che viene dai soci e che costituisce il capitale iniziale che è quello conferito al tempo 0 dalla proprietà. Dopo questo, ci saranno una serie di rilevazioni contabili che seguiranno le operazioni che l’azienda porrà in essere nel periodo dal tempo t0 - t1. Queste sono operazioni che possiamo riagganciare a quello che ben conosciamo dai circuiti e dall’analisi delle variazioni dei valori che le singole operazioni generano nell’esercizio.
  • Il circuito della produzione si avvia con le uscite finanziarie: VF- impiegate per l’acquisizione dei fattori produttivi, i quali attraversano una fase di trasformazione interna che non è oggetto dell’analisi delle variazioni (perché non sono operazioni che l’azienda pone in essere con l’esterno, non hanno un impatto immediato sul reddito e sul capitale (perché il reddito si forma attraverso lo scambio). Sono atti di gestione interna, vengono rilevate dall’azienda ma attraverso altre forme di contabilità, (contabilità analitica, contabilità dei costi). Infine, i prodotti venduti venivano poi collocati sul mercato.
  • Il circuito dei finanziamenti attinti con capitale di prestito si avvia con delle entrate che rappresentano le risorse finanziarie che l’azienda acquisisce da terzi e si chiude con le uscite di natura finanziaria. Tale circuito genera diverse analisi delle variazioni, in un primo caso genera delle permutazioni finanziarie. Per esempio “si ottiene un finanziamento a lungo termine da parte della banca” VF+ +banca a fonte di una VF- +deb finanziamento. Più avanti rilevavamo il costo di questa operazione che è dato dagli interessi passivi e poi estinguevamo il debito. VF+ -deb finanziamento, VF- banca. Questo era lo schema che noi utilizzavamo per ogni analisi delle variazioni.
  • Il circuito dei finanziamenti concessi si attiva con le uscite di denaro, perché l’azienda decide di investire le risorse finanziarie di cui non necessita la combinazione produttiva e può decidere di concedere finanziamenti a terzi. Anche in questo caso l’azienda può registrare una VE+ cioè il ricavo dell’operazione che è rappresentato dagli interessi attivi.

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Con il sistema delle operazioni aziendali sono rilevate le movimentazioni di carattere finanziario (denaro, crediti e debiti di funzionamento), sotto invece sono rilevati gli aspetti economici della gestione (i costi derivanti dall’acquisto dei ffs ffr, le variazioni economiche relative agli interessi passivi, le variazioni economiche relative agli interessi attivi).

Alla fine di queste operazioni, al 31/12 per determinare il reddito di periodo rettifico e rinvio al futuro quote di costi che non possono concorrere alla determinazione del reddito di periodo, perché non sono di competenza economica del periodo (per il principio di competenza economica).

Si arriverà ad un capitale finale al tempo t1 che si comporrà del capitale di conferimento inizialmente apportato (a meno che non sia variato nell’anno), ma soprattutto verrà fuori un reddito che sarà poi il confronto fra e i ricavi di competenza economica dell’esercizio, meno i costi di competenza economica dell’esercizio.

Questa differenza (che trovavamo nel prospetto del reddito) darà luogo a un utile o una perdita, che troveremo anche nel prospetto del capitale (subito sotto il capitale di conferimento) per vedere se il capitale al tempo t1 oltre a quello inizialmente conferito, aumenta o diminuisce per effetto della ricchezza prodotta o distrutta dalla gestione nel corso dell’anno.

Alla fine dell’anno il prospetto del capitale dà una fotografia di tutte le attività e le passività e per differenza il capitale netto al cui interno c’è anche il reddito che è l’incremento o il decremento che quel capitale ha subito a seguito delle operazioni gestionali. Però lì avrò soltanto un numero, mentre nel prospetto del reddito (cioè nel conto economico) ho la successione analitica di tutti i ricavi e di tutti i costi di competenza del periodo, che hanno portato a quello stesso reddito.

Quindi se voglio analizzare le componenti che mi hanno portato a un determinato utile o una determinata perdita, non serve molto il prospetto del capitale ma servirà certamente il prospetto del reddito, perché è lì che saranno tutte le correnti reddituali positive e negative che, per competenza economica, hanno contribuito alla formazione di quel risultato.

Quindi fare attenzione alla funzione informativa assolta diversamente dai due prospetti.

Distinzione tra aspetto finanziario e aspetto economico di gestione

Siamo passati da un aspetto concettuale (la descrizione dei circuiti aziendali) ad un aspetto più tecnico (come di fatto in sostanza noi rileviamo queste variazioni di valori). Per ogni operazione avevamo una sorta di schema che andava ad assumere contenuti diversi in funzione della variazione da rilevare.

Al di sopra evidenziavamo valori di natura finanziaria, al di sotto i valori di natura economica. Ed è proprio ciò che succede nello schema di sintesi delle operazioni aziendali. Lo schema che seguiremo sarà lo stesso e grazie a questo possiamo individuare quattro quadrati. Due sopra: valori finanziari positivi e negativi; due sotto: valori economici negativi e positivi.

Questo perché i conti di natura finanziaria e i conti di natura economica funzionano in maniera antitetica: i conti accesi ai valori finanziari registrano elementi positivi nella sezione sinistra, elementi negativi nella sezione destra.

Per quanto riguarda i conti di natura economica che sono conti di reddito relativi a costi e ricavi e conti che riguardano le voci del capitale di proprietà, accolgono nella sezione di sinistra valori negativi e nella sezione di destra valori positivi.

Quindi questo significa che i conti finanziari ed economici funzionano in maniera antitetica.

Differenze tra aspetto finanziario e aspetto numerario

L’aspetto finanziario prima si chiamava numerario e includeva qualche voce in più: denaro, crediti e debiti di funzionamento. I crediti e debiti di finanziamento erano considerati aspetto economico della gestione nelle interpretazioni precedenti.

Con il cambiamento dell’operatività delle aziende sui mercati, il settore numerario si è ampliato ossia si è passato da un aspetto più ampio che include anche crediti e debiti di finanziamento. Per questo si parla non più di aspetto numerario ma di aspetto finanziario.

La rappresentazione delle scritture contabili con il metodo della partita doppia (metodo dei quattro quadranti) riportiamo i diversi conti di natura economica e finanziaria e ci si avvale di alcune convenzioni della partita doppia che riguardano la denominazione della sezione di sinistra e di destra dei quadranti (non dei conti).

Tutte le voci che rientrano nella sezione di sinistra si dice che rientrano nella sezione di Dare.

Mentre tutte le voci che rientrano nella sezione di destra si dice che rientrano nella sezione di Avere. Si tratta di termini dettati per convenzione che derivano dall’applicazione del metodo della partita doppia dietro ai quali non c’è un significato economico.

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Differenze tra crediti e debiti di funzionamento e crediti e debiti di finanziamento

I crediti e debiti di funzionamento sostituiscono temporaneamente la moneta. I crediti e debiti di finanziamento derivano dall’acquisto o vendita di moneta cioè da acquisizione di denaro da altri e da vendita di denaro da altri.

Perché è normale che quando richiedo/cedo un finanziamento sto acquistando/vendendo denaro, perché sostengo un costo/ottengo un ricavo che è pari all’interesse.

Da un sistema delle operazioni aziendali (che è il sistema rappresentato dall’analisi delle variazioni) dobbiamo passare alla contabilità generale.

Contabilità generale

Abbiamo visto quali sono le diverse operazioni aziendali, come si analizzano le variazioni dei valori e adesso ci accingiamo a conoscere quella che è la tecnica contabile e in particolare la Contabilità Generale.

Questa non è altro che quell’insieme di criteri di metodi e di strumenti che ci consente di misurare e rappresentare i fatti di gestione (le operazioni dell’azienda). Noi le misuriamo attraverso la rilevazione, le rappresentiamo nei prospetti di bilancio e le interpretiamo, cioè le leggiamo in maniera congiunta al fine di conoscere qual è l’andamento economico finanziario dell’azienda.

Lo scopo della contabilità generale è la determinazione periodica del reddito e del connesso/correlato capitale di funzionamento. Essa si occupa di rilevare tutte le operazioni di gestione da un punto di vista economico e finanziario.

La contabilità generale è qualificata da tre elementi. Potremmo anche dire che la contabilità generale è l’insieme di strumenti, sistema scritturale e metodo della partita doppia che consente di rilevare le operazioni di gestione per conoscere il reddito d’esercizio e il capitale di funzionamento.

Il conto

Il conto è quello strumento che ci permette di rilevare le variazioni che intervengono nel singolo oggetto a cui intestiamo il conto e ci fa capire in un dato istante una determinata grandezza quanto vale. Esso esprime le variazioni quantitative di un singolo oggetto (ad esempio: il conto cassa, il conto vendite, il conto crediti, il conto materie prime conto acquisti, il conto debiti, ecc).

Le rilevazioni che sono effettuate in singoli conti devono essere rese omogene, significa che devono rispettare un insieme omogeneo di regole, collegate tra loro per poter misurare un oggetto complesso: il reddito (il quale non può essere misurato in maniera immediata, ma è la risultante di tutti i ricavi conseguiti nell’esercizi e di tutti i costi sostenuti nell’esercizio) e del correlato capitale di funzionamento.

Il reddito è l’incremento o il decremento che il capitale subisce in un determinato arco temporale per effetto della gestione. Il capitale di funzionamento è quel complesso di valori che è a disposizione dell’impresa in un dato istante, rappresenta dunque la dotazione dell’impresa in termini di attività e passività.

Il conto si rappresenta come una T, cioè un prospetto a due sezioni (prospetto del Dare e sezione dell’Avere). Nel caso in cui il conto sia di natura finanziaria nella sezione del Dare ci sono le variazioni positive e nella sezione dell’avere ci sono le variazioni negative; nel caso in cui il conto sia di natura economica, nella sezione del Dare ci sono variazioni di natura negativa e nella sezione dell’Avere ci sono variazioni di natura positiva.

Nel conto si rappresentano le scritture che riguardano un singolo oggetto la cui grandezza, il cui valore può variare nel tempo durante l’esercizio. Il suo scopo è quello di informare sul valore di un dato oggetto in un dato momento.

Ad esempio, il conto cassa accoglie tutte le variazioni di valore dell’oggetto “cassa” che può variare e può essere quindi misurato nel corso dell’esercizio e utilizzo questo conto per avere informazioni sulle caratteristiche di quell’oggetto (la cassa) in un determinato momento.

Quindi questo significa impiegare il conto come strumento di rilevazione. Impiego uno strumento che mi consente di rilevare tutti i movimenti di una specifica grandezza, di un singolo oggetto, allo scopo di avere informazioni in un dato momento sul valore che ha quell’oggetto. Il conto replica con modalità diverse gli effetti delle analisi delle variazioni.

I conti possono funzionare a valore che esprimono caratteristiche quantitative, oppure possono anche esprimere caratteristiche qualitative della grandezza.

Ad esempio, il conto “prodotti conto vendite” potrebbe essere annotato nel conto non solo l’importo della vendita, ma anche la tipologia del prodotto venduto. Quindi in quel caso il conto mi rileva non solo i ricavi delle vendite ma anche i ricavi delle vendite associati a ciascun prodotto.

Poiché i conti funzionano nell’ambito di un sistema, tutte le rilevazioni in azienda vengono fatte con un'unica moneta proprio per garantire una misurazione a sistema delle operazioni aziendali.

I conti funzionano in maniera coordinata e sistemica tra loro secondo le regole di un sistema scritturale, il cui oggetto di conoscenza è la determinazione del reddito di periodo e del correlato capitale di funzionamento.

Quindi il sistema è quell’insieme dei conti, ma non insieme generico, ma coordinato che rispetta una serie di regole finalizzate alla misurazione di un oggetto complesso. È il modo in cui funzionano i conti tra loro in maniera correlata, dipendente per poter misurare un oggetto complesso.

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Elementi che definiscono come funziona un sistema scritturale

  • Il sistema scritturale definisce l’oggetto della conoscenza (cioè cosa voglio conoscere);
  • Presupposti logici: qual è la grandezza dipendente e la grandezza principale;
  • Quali sono le serie di conti utilizzabili e come funziona ciascuna serie dei conti;
  • Regole di funzionamento dei conti.

Secondo il sistema scritturale patrimoniale le rilevazioni contabili avevano l’obiettivo di conoscere l’ammontare del patrimonio netto che dipende dai valori che sono attribuiti agli elementi patrimoniali e alle variazioni che essi hanno subito per effetto della gestione.

Questo sistema patrimoniale utilizza due serie di conti: conti di natura originaria, conti di natura patrimoniale (non finanziaria) e conti di natura derivata (che non sono conti di natura economica), sono una parte di conti di natura economica i conti che riguardano il capitale netto.

Sistema scritturale del reddito

Noi operiamo nell’ambito del sistema scritturale del reddito. Gli elementi che lo definiscono sono:

I conti di natura derivata invece accolgono costi e rettifiche di costo, ricavi e rettifiche di ricavo e operazioni sul capitale di proprietà.

Per ogni fatto di gestione deve esserci un’osservazione da parte di due aspetti: l’aspetto originario e l’aspetto derivato.

L’aspetto originario viene misurato attraverso una serie di conti originari, i conti accesi ai valori finanziari. L’aspetto derivato viene misurato attraverso una serie di conti accesi a valori di natura economica.

Mentre i conti finanziari accolgono entrate uscite, i conti di reddito possono essere conti di reddito accesi a costi e ricavi e conti di reddito relativi alle operazioni sul capitale di proprietà.

Quindi l’aspetto derivato è rappresentato o da costi e ricavi o da conti che riguardano le operazioni sul capitale di proprietà collegate al circuito dei finanziamenti attinti a titolo di capitale proprio (aumento di riserva, riduzione di riserva legale, conferimento di capitale di proprietà, distribuzione di dividendi, ecc).

I conti di reddito che funzionano in maniera unifase accolgono costi e ricavi, ma accolgono costo e al massimo rettifiche di costo. Oppure ricavi e al massimo rettifiche di ricavo.

I conti sono bisezionali, cioè ogni conto ha la sezione del Dare e la sezione dell’Avere.

Le due serie di conti funzionano in manie

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher D4rkchoco di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologie e determinazioni quantitative d'azienda e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi della Campania "Luigi Vanvitelli" o del prof Macchioni Riccardo.
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