NOTAZIONE
Utilizzeremo tre tipologie di notazioni, ognuna in particolari ambiti e con propri pregi e difetti.
notazione diretta
La prevede uno scalare con lettere minuscole, un vettore con lettere minuscole in grassetto
(oppure lette minuscole segnate in basso) e il tensore con lettere maiuscole e grassetto (oppure lettere
maiuscole con doppio segno sotto)
notazione indiciale
La è anche detta di Einstein, dove gli scalari sono numeri semplici, i vettori avranno un
indice posto a destra e i tensori avranno due indici che rappresentano le direzioni (o i parametri con cui
descrivo il mio sistema).
notazione matriciale
La dove scriviamo tutto sotto forma di matrici, lo scalare è una matrice 1x1, il vettore è
3x1 mentre il tensore è 3x3. (la utilizzeremo in MatLab)
VETTORI NELLO SPAZIO
CARTEIANO
Un vettore a nello spazio può
essere descritto tramite la
somma vettoriale delle sue
componenti
PRODOTTO SCALARE (DOT
PRODUCT)
Dati due vettori, il loro
prodotto scalare è uno
scalare
Alla base della notazione indiciale posso scrivere il prodotto scalare, quindi il prodotto tra tutte le
componenti come (in notazione di Einstein) che corrisponderebbe alla sommatoria del prodotto tra le
componenti con stesso indice.
Seguendo la notazione di Einstein devo andare a fare la somma di tutti i prodotti aventi fattori a stesso
indice.
TENSORI
Il tensore è di fatto una trasformazione lineare che mi trasforma un vettore in un altro vettore. In questo
caso A mi trasforma un vettore v in uno w.
→ →
Seguendo la notazione di Einstein se volessi cercare l’indice x di w: (non è altro che il prodotto riga per
colonna)
La somma tra matrici prevede la somma componente per componente
Il prodotto è dove il è l’indice mobile, ad esempio:
(il prodotto tra tensori non è commutativo quindi A B è diverso da B A)
→ !" #$%& '( $ rappresenta l’elemento
In notazione indiciale indico la matrice identità come
della matrice identità dove è uguale ad 1 se gli indici sono uguali, mentre è 0 se gli indici sono diversi.
) ) *
In una matrice simmetrica, la sua trasposta coincide con la matrice di partenza
+ -
∙ ∙
* * *
Il prodotto non è simmetrico + - + -
./ * * ./
Trasporre e invertire è commutativo:
TRASFORMAZIONE DI COORDINATE e ROTAZIONE
Consideriamo un qualsiasi vettore nel piano cartesiano, cambiando il sistema di riferimento, il vettore sarà
identificato tramite componenti diverse. Matematicamente per far questo si utilizza la matrice di
trasformazione Q. 1∙
0
Quando ruoto il vettore invece il sistema di riferimento è sempre lo stesso, non utilizzerò più la matrice di
trasformazione ma la matrice rotazione R. 2 3∙
Quando trasformo il sistema di coordinate un tensore, in questo caso non va unicamente moltiplicato per la
1 ∙ ∙ 1
0 *
matrice di trasformazione ma anche per la sua trasposta
4 1 1
1 ∙ 1 * * ./
ricordando che:
matrice di trasformazione
La la posso vedere come le componenti dei nuovi versori rispetto il sistema
iniziale: ′
infatti, nel sistema di riferimento iniziale avrà delle componenti in direzione x, y e x che rappresentano
proprio la riga della matrice di trasformazione. ′ 0 0
7 ′ 7 ′ 7 ′
1 6 8
′ ′ ′
matrice rotazione R:
Analogamente per la 9 3∙ ∙ 3 *
3 ∙ 3 4 3 3
* * ./
ricordando che
In questo caso devo immaginare che ogni versore ruota allo stesso modo del vettore e scrivere le
componenti sulle colonne e non più sulle righe: >
;
< =
< >
;
< =
<
3 : ?
>
;
< =
<
La differenza tra matrice di trasformazione e rotazione è che in un caso le componenti ruotate le mettiamo
nelle righe mentre nell’altro caso nelle colonne. Quindi “a parità di rotazione” la matrice di rotazione non è
altro che la trasposta della matrice di trasformazione
3 1 * @ AB
determinante
Posso scrivere il di una matrice in maniera indiciale tramite il simbolo di LEVI – CIVITA
che è pari ad 1 in caso di permutazione positiva (xyz o zxy o yzx) mentre vale -1 quando si ha una
permutazione negativa (zyx xzy yxz), in tutti gli altri casi vale 0.
@ C C C
AB D AE BF
Il notazione indiciale si ha: C
traccia
La in maniera indiciale può essere scritta come
il determinante e la traccia di A sono degli invarianti
C G ⋯
prodotto scalare (double dot product)
Il è la sommatoria dei prodotti membro a membro, in maniera
A A
indiciale può essere scritto come
TENSIONE E DEFORMAZIONE
TENSIONE
La tensione rappresenta le azioni interne esercitate in un punto all'interno di un corpo. Dato un punto P
all’interno del corpo ci chiediamo lo stato di sollecitazione interno.
La tensione dipende dalla direzione, quindi, non può essere descritta solo da
uno scalare.
Dato un corpo generico tagliato con un piano con normale il vettore della
⃗
tensione dipenderà dal piano di taglio. Per generalizzare utilizziamo il
concetto di tensore, che se moltiplicato per la normale del piano di taglio,
fornisce il vettore tensione in quel punto.
TENSORE DELLE TENSIONI
Prendendo un’area infinitesima attorno al
punto P (quindi facendo dei tagli) il tensore
della tensione sarà quello rappresentato in
figura. In notazione indiciale:
, , ,
Ogni vettore tensione verrà scomposto lungo
la direzione normale al piano e lungo il piano,
ottenendo rispettivamente le (sforzi
normali) e le (sforzi di taglio).
(l’equilibrio va sempre rispettato sia delle forze che dei
momenti)
Per calcolarmi lo scalare della componete normale della
tensione rispetto al piano di taglio basta fare:
⃗∙
Mentre per la componente tangenziale posso sfruttare il
teorema di Pitagora: ⃗
TENSIONI PRINCIPALI
Le direzioni principali (1,2,3) sono le direzioni lungo le quali non ci sono sforzi di taglio; quindi, dove le tensioni
normali raggiungono il loro valore massimo e minimo.
Non sono nient’altro che gli autovalori
del tensore delle tensioni.
Tale sistema si trova semplicemente
ruotando quello iniziale, quindi
applicando una trasformazione di
rotazione.
TENSIONE IDROSTATICA
Si chiama idrostatica poiché una sfera
sott’acqua ha tensione uguale in tutti i punti
ed ha solo tensioni normale.
(il meno è dovuto solo al fatto che la
pressione comprime la sfera)
Quindi qualsiasi stato tensionale lo possiamo dividere in una e in una componente
componente idrostatica
detta tensore deviatorico
La tensione idrostatica è data dalla media delle tensioni normali:
3
3
La tensione idrostatica è strettamente legata alla traccia del tensore delle tensioni, ovvero è legata ad un
invariante. Questo ci dice che la tensione idrostatica è indipendente dal sistema di riferimento scelto.
In notazione indiciale la tensione idrostatica è data da: (ovvero 1/3 della somma delle componenti con
stesso indice) 1
3
Mentre la tensione deviatorica sarà data da tutto il tensore meno la tensione idrostatica: (non possiamo
fare la differenza tra un tensore ed uno scalare, per questo moltiplichiamo lo scalare per il delta di
Kronecker) 1 "
! 3
DEFORMAZIONE
La deformazione misura il cambiamento di dimensione o
forma di un corpo soggetto a tensioni Δ/
# → %&'()* +,')-% / 0
Non sempre legato alla variazione di lunghezza, ma anche a
deformazioni di taglio come lo scorrimento angolare.
Δ6
1 → +23)' +,')-% 4 4 /
5 0
Oltre la deformazione, introduciamo il concetto di vettore spostamento, che mi indicherà come si sposterà
ogni punto. 73,,&'3 +8&+,)(3%,& 9
:⃗ 9 ;9 9 9 <
Voglio partire da calcolarmi la deformazione lungo x,
vediamo che prima di tutto il quadrato iniziale si è
spostato di una quantità u. Sovrapponendo la forma
deformata a quella indeformata vediamo che la
differenza tra lunghezza finale e iniziale è data dalla
variazione di u rispetto x, moltiplicata per la dx.
∂u A B9
∂x
= C CDEFCGH H = H =
A B
Troviamo la gamma, basandoci sulla definizione data
precedentemente. Va tenuto conto che lo scorrimento
angola vi è sia per la variazione di v rispetto a x, ma
anche per la variazione di u rispetto a v.
B9
∂v A
A
Δ6 BJ B9 B9 BL BJ BL
B
∂x 1 1
1 / A A B B BK B BK B
0
TENSORE DELLE DEFORMAZIONI
La deformazione la possiamo mettere sotto forma di tensore simmetrico. La
deformazione di taglio sarà un mezzo dello scorrimento angolare
M M
M
= = =
NO OP
NP In maniera compatta si può scrivere il
Tensore delle deformazioni in maniera indiciale:
B9
1 B9 1
= → E CK E H A T U H 9 9
R S
2 B B 2 , ,
Il pedice i,j significa la derivata parziale rispetto la componente j. 1
1 B9 B9 B9 BJ B9
V W =
= 2 B B B
B B 2
RELAZIONE TENSIONE – DEFORMAZIONE
Il legame più semplice tra tensione e deformazione è quello in campo lineare elastico.
X ∙ Z
Y Y
Essendo il tensore delle tensione 3x3, così come il tensore delle deformazioni, la matrice D dovrà essere
3x3x3x3. Quindi la matrice D è di 81 elementi, ed è un tensore di rango 4. In questo modo la matrice D
sarebbe molto difficile da rappresentare, allora per questo si passa alla dove
VOIGT’S NOTATION,
trasformo i tensori simmetrici di tensione e deformazione in vettori.
⎡ ⎤
∙ ∙ ⎢ ⎥
∙ ⎢ ⎥
\→
[ ⎢ ⎥
⎢ ⎥
⎣ ⎦
(analogamente per il tensore delle deformazioni)
Il vantaggio è che in questo modo al posto di avere un tensore di rango 4, si avrà un tensore di dimensione
6x6. Dove si passa da dover determinare 81 elementi a soli 36. =
⎡ ⎤
⎡ ⎤ =
⎢ ⎥
⎢ ⎥ =
⎢ ⎥ ⎢ ⎥
;X 6 × 6< 1
⎢ ⎥ ⎢ ⎥
1
⎢ ⎥ ⎢ ⎥
1
⎣ ⎦ ⎣ ⎦
1 =
(mettiamo piuttosto che sia per una questione fisica, sia perché in questo modo ha la possibilità di
avere il prodotto scalare come il prodotto scalare tra vettori senza dover utilizzare il 2 – il vantaggio è che in
questo modo il prodotto scalare è proprio l’energia elastica)
Questa è una semplificazione, nella realtà la tensione e la deformazione viene rappresentata da un tensore.
Inoltre, la rotazione della tensione o della deformazione non può essere rappresentata in VOIGT’S
NOTATION ma deve essere espressa come operazioni tra matrici.
LEGGE DI HOOKE
Esprime la relazione tensione deformazione in campo elastico lineare. La legge di Hooke nasce
dall’osservazione che tirando un elemento questo non solo si allungherà in direzione di tiro, ma si
restringerà in direzione perpendicolare al carico. In notazione indiciale si ha:
1
= ; 1 e e" <
T
ESEMPIO: 1
# ; e <
T
f 1 e
1
g 1 e 2
2∙= 2 0∙k
i lm T
T n
fh
Mentre la deformazione normale (quella che riguarda accorciamento o allungamento) dipende dagli stati
tensionali in x, y e z la deformazione di taglio (variazione di forma) è influenzata solo dalla corrispettiva
componente di taglio.
Prima andrò a trovare la relazione tra traccia delle deformazione e traccia della tensione
1 2e
1 T
; <
1 e 3e → p =
# T T 1 2e
oo oo
Formula inversa: T eT
= " = 2q= r" =
1 e 1 e 1 2e
T →
• Modulo di Young (Young’s modulus)
e →
• coefficiente di Poisson
n →
• Modulo di taglio (shear modulus)
(non è nient’altro che una riscrittura dei vari parametri in funzione dal modulo di Young e
Costanti di Lame’
di Poisson – questo ci dice che in campo elastico il rapporto tra tensione e deformazione è legato al modulo
di Young e Poisson) T eT 2en
2q 2n → q n s
1 e 1 e 1 2e 1 e
In forma matriciale: (TUTTO QUESTO CHE STIAMO FACENDO VALE PER MATERIALI ISOTROPI)
X X ∙ =)
La matrice è detta o (
MATRICE DI RIGIDEZZA STIFFNESS MATRIX
t t∙
La matrice è detta o (= )
MATRICE DI CEDEVOLEZZA COMPLIANCE MATRIX
= X∙ → = X∙t∙= → t X
uv
Sapendo che X t uv
La relazione tra matrice di rigidezza e cedevolezza è
ESEMPIO:
Dato lo stato di deformazione generico determinare lo stato di
tensione corrispondente considerando come materiale un
acciaio con E = 208 GPa nu= v=0.30
Iniziamo andando a scrivere in Voigt’s notation il tensore della deformazione (attenzione a mettere le
gamma e non le epsilon)
e_vn = [2.5 1.8 0 3 -4 0]’*1e-4
E = 208000; [MPa]
nu=0.30;
Scriviamo la matrice di cedevolezza piuttosto che quella di rigidezza (è indifferente)
C = 1/E * [1 -nu -nu 0 0 0; -nu 1 -nu 0 0 0; -nu -nu 1 0 0 0; ]
BULK MODULUS (K)
È una proprietà dei materiali molto importante e rappresenta il
comportamento del materiale ad una pressione idrostatica, quindi ad
un cambiamento di volume.
Non è altro che il rapporto tra la pressione applicata e la variazione di
volume sul volume iniziale. Il segno – è dovuto al fatto che la
compressione è negativa. x T
w Δy/y 3 1 2e
Dimostrazione D D Δ D = D
Consideriamo il lato indeformato pari ad mentre il lato deformato come
=
D 1 = D 1 = D D D
k1 lD
Δy ≅= = = → =
y D D D
{ |
(abbiamo trascurato gli infinitesimi di ordine superiore)
Partendo dalla relazione tra tensione e deformazione generica
1
= ; 1 e e" <
T
andando a sostituire gli indici kk, si ottiene che il delta di Kronecker è 1 quando ha stessi indici; quindi, dal
momento in cui siamo in notazione indiciale va fatta la somma, e si ottiene:
1 1 2e
; <
= 3e
1 e
T T
Conoscendo la tensione idrostatica come: 1 x
3
Sapendo che: Δy =
y
Andando a sostituire si ottiene che: Δy 3 1 2e x
y T
Si ottiene quindi che il è pari a:
Bulk Modulus x •
~ „…
Δy/y € • ‚ƒ
Guardando la natura che ci circonda sappiamo che questo rapporto deve essere > 0, ovvero che in
condizioni adiabatiche (no esplosioni ecc.) se comprimo il volume deve diminuire.
e 0.5 → w → ∞ ‰Š‹•Œ•ŠŽ• •••‘‰’Œ•‰•“•Ž•
Se ciò significa che aumentando la pressione
o il volume non varierà
e „ 0.5 → w ” 0 •‰’‘•••“•Ž•
Se e ” 0 → w „ 0
o Se I ovvero con Poisson negativo hanno la caratteristica che se
materiali auxetici
o andiamo a tirare il materiale invece di restringersi nelle direzioni perpendicolari si espanderà,
ovviamente nel complessivo dovrà sempre valere K>0
(più basso è il modulo di Young minore è la rigidezza)
•, ƒ 3 ~
VALORI DI PER VARI MATERIALI
La gomma ha un modulo di Young molto basso, dell’ordine dei Mpa, mentre il Bulk Modulus dell’ordine dei
w ≫ T U ℎC ˜ℎH e → 0.5.
1.5-2 Mpa. Dal momento in cui La gomma è un materiale incomprimibile.
Il sughero ha Poisson pari a 0.
La fibra di carbonio ha un modulo di Young simile a quello dei metalli. Non conosciamo per il momento il
Poisson essendo la fibra di carbonio un materiale anisotropo.
L’alluminio ha un Bulk Modulus simile al suo modulo di Young circa 70 GPa, mentre l’acciaio ha un Bulk
Modulus più basso del suo modulo di Young circa 160 GPa (ma di poco).
ES: vediamo effetto di compressione del volume più grande che possiamo ottenere sulla terra. Pensiamo
alle fosse delle Marianne a – 11 000 metri, considerano che ogni 10 m la pressione aumenta di
un’atmosfera (0.1 MPa), quindi nel fondo avremo una pressione di 110 Mpa.
Considerando una gomma (K = 1500 MPa) -> DeltaV/V = 10 %
o Considerando un acciaio (K = 160 000 MPa) -> DeltaV/V = 0.07 %
o
La gomma che è un materiale incomprimibile poiché ha un Poisson di circa 0.5 si comprimerà molto di più
rispetto ad un acciaio che è considerato comprimibile.
perché la gomma si deformerà molto di più rispetto le
La gomma è incomprimibile rispetto le altre direzioni,
altre direzioni piuttosto che rispetto il volume; e che quando l’andiamo a mettere in compressione
volumetrica la gomma si comprimerà molto di più rispetto ad un acciaio.
PLANE STRESS (Stato Piano di Tensione)
Una condizione molto frequente si ha quando le tensioni su un piano (es: z) possono essere considerati
trascurabili.
Sono situazioni molto frequenti poiché ad esempio in componenti con
spessori molto sottili rispetto le altre dimensioni (10 – 100 volte più
piccolo), lo stato tensionale si può approssimare molto bene con uno
stato piano di tensione; un altro esempio sono gli alberi, i quali sono
sottoposti a forze assiali, momenti flettenti e torcenti generando uno
stato tensionale piano.
In Voigt’s notation:
La condizione di plane stress implica siano nulle le tensioni in piano, ciò non significa
che vale lo stesso per le deformazioni, infatti che supponendo di avere uno stato
piano di tensione in x e y, vi sarà comunque una componente z della deformazione
lineare, ma non ci saranno le componenti di scorrimento angolare in z.
A questo punto possiamo rappresentare la condizione di plane
stress in condizione di Voigt’s notation
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