STRATEGIA INTERNAZIONALE
WTO: l’apertura ai commerci e scambi tra paesi internazionali è l’unico vero antidoto alle
guerre
La globalizzazione oggi influenza il comportamento delle imprese riguardo:
Mercato: l’apertura e il rapido sviluppo di nuovi mercati è una minaccia in quanto
espone le imprese locali a concorrenti esteri e una risorsa per poter estendere il proprio
volume d’affari.
Bisogna considerare il trade-off tra differenziazione per venire incontro alle diversità dei
paesi in cui si opera e l’omogeneizzazione dell’offerta per sfruttare vantaggi di costo e
produttivi.
Infine, la globalizzazione ha fatto si che i diversi mercati divenissero interdipendenti
Concorrenza: Negli ultimi anni è aumentato il molto il numero di gruppo transnazionali
di paesi emergenti ed è diminuito il peso di quelli dei “paesi avanzati”. Proprio per la
caratteristica di essere nati in paesi emergenti hanno caratteristiche economiche e
sociali che le rendono competitive a livello internazionale.
Per esempio, molti presentano un basso costo degli input produttivi e del lavoro.
Approcci strategici dei nuovi sfidanti globali:
Sviluppo a livello globale di prodotti e marchi consolidati nel mercato locale
o Sviluppo di R&S per garantire innovazione in relazione alle esigenze dei diversi
o paesi
Specializzazione in nicchie di mercato in cui è possibile raggiungere la posizione
o di leader
Sfruttare la disponibilità di risorse del mercato locale producendo anche per
o quello estero.
Adattare il modello di business che ha avuto successo nel mercato locale per i
o paesi esteri
Produzione: la globalizzazione si manifesta nella dislocazione della catena del valore e
in maggiori investimenti produttivi all’estero per sfruttare vantaggi di: costi, risorse,
logistica e mercato.
Il livello di proiezione internazionale si misura con l’”indice di transnazionalità” e il
“network spread index”
Risorse: lo sviluppo di mercati finanziari internazionali e di strumenti di finanziamento
sofisticati ha favorito la globalizzazione.
Inoltre, le aziende global spesso si affidano a grandi fornitori esteri che servono le varie
aree geografiche (global sourcing) che però non esclude rapporti con piccoli fornitori
locali.
Altro punto fondamentale è il knowledge-sharing in quanto l’impresa ha l’opportunità di
connettersi con grandi interlocutori.
Infine, ultimo aspetto cruciale è la competizione per accaparrarsi le risorse produttive
(a livello di singoli, ma anche soprattutto di stati)
Persone e Valori: fondamentale è l’equilibrio tra la libertà attribuita alle controllate
affinché siano reattive e agili e il controllo per garantire unitarietà e coerenza. Andando
all’estero la struttura dell’impresa si complica ed il controllo diviene più problematico.
Essere un’impresa internazionale implica il bisogno di avere persone di culture diverse
e con caratteristiche finalizzate alla globalizzazione, anche le case madre ormai sono
sempre più internazionali.
Il valore del commercio delle merci è stimato su circa 20kmld di dollari, ma in ottica di
commercio internazionale bisogna tener conto dell’oscillazione del valore della valuta
La valuta, la gestione valutaria è uno dei punti fondamentali nel commercio
internazionale
Il commercio e le esportazioni dei paesi meno sviluppati sono di circa 190mld $, poco
Per i servizi il valore del commercio internazionale è circa 6kmld e la componente
fondamentale è quella del turismo (che comporta anche un aumento del consumo di prodotti).
Internazionalizzazione non significa perdita di importanza del contesto locale.
Oggi anche per le piccole imprese è possibile internazionalizzarsi.
Il commercio mondiale ha un andamento interrelato fortemente con il GDP è importante
favorire il commercio internazionale per favorire la crescita del prodotto lordo.
Ci sono mercati ormai saturi, ovvero con tasso di crescita della domanda nullo o negativo.
IDE (Investimenti Diretti Esteri)
Altro grande fenomeno che ha dato impulso al commercio internazionale sono gli IDE
(Investimenti Diretti Esteri): investimento di un’organizzazione residente in un paese in
un’impresa residente in un altro paese per acquisirne il controllo e gestirne le attività in
maniera integrata con le proprie.
Investimenti Greenfield (sito precedentemente non utilizzato)
Investimenti Brownfield (sito con struttura preesistente)
I flussi impiegati per gli IDE sono di tipo: Equity, Utili prodotti dall’impresa estera e Prestiti
intra-company
I Brownfield hanno un impatto ambientale molto inferiore ai Greenfield perché non vi è
occupazione di ulteriore terreno, ma anzi avviene una
ristrutturazione/riadattamento/ammodernamento di strutture.
Altro tipo di investimento estero è l’acquisizione di una struttura produttiva all’estero
Acquisisco una struttura/ramo d’azienda da un produttore locale e lo trasferisce ad una
società creata ad hoc o preesistente
Acquisisco l’intera azienda
Fusione tra due strutture di paesi diversi
(Diverso è il caso di acquisizione di azienda estera in cui l’investimento è anche di tipo
finanziario
Gli Investimenti Finanziari Esteri, sono nel caso in cui l’acquirente assuma il controllo
strategico dell’impresa acquisita all’estero, la inserisce nella sua struttura organizzativa
gestendola in maniera integrata con le altre strutture per perseguire una strategia di
portafoglio.)
Negli IDE rientrano anche gli investimenti in ambito di Joint Venture: nuova struttura
aziendale creata ex novo da due o più partner internazionale con investimento equity
La cosa che distingue le JV con gli altri tipi di investimento è il fatto che i partner investono in
equity
Il valore del flusso degli IDE negli ultimi anni è nell’ordine dei 1500mld di dollari.
Gli IDE hanno la duplice valenza di flussi in entrata ed in uscita:
Gli IDE sono in entrata quando si considerano dal punto di vista del paese in cui sono
realizzati ed in uscita se si considera il punto di vista del paese che investe
Gli IDE sono anche legati al livello di sviluppo di un paese: all’inizio non attirano e non
attuano investimenti esteri, quando sono in via di sviluppo attirano IDE e nella maturità
aumentano anche gli IDE in uscita finche i due non si equilibrano
Internazionalizzazione strutturata perché a differenza dell’internazionalizzazione commerciale
(più semplice) implica anche l capacità di organizzarsi.
Può avere anche una chiave di lettura più negativa nel caso per esempio in cui un’impresa
chiuda uno stabilimento nel suo paese per aprirlo all’estero (delocalizzazione). Non sto
sviluppando la produzione, ma la sto spostando per avere condizioni di produzioni più
convenienti la base produttiva e l’occupazione del paese d’origine si impoveriscono.
Pertanto, la valenza degli ide non può essere calcolata a priori dipende dalle condizioni del
territorio ospitante e degli attori che ne fanno parte.
IDE in entrata: in entrata ci sono molte strutture produttive che fanno riferimento a imprese
estere indicatore dell’attrattiva di un’area geografica, dato importante per studiare le
traiettorie di sviluppo economico e sociale di un contesto geografico.
Può anche accadere che in alcuni settori si delocalizzi e in altri, nello stesso paese ci siano
investimenti di imprese straniere (quadro più complesso)
Esiste una competizione tra territori analoga a quella tra imprese, dove oggetto della
contesa sono gli investimenti produttivi l’importanza per il paese ospitante dipende anche
dall’impatto che quell’investimento può avere su un territorio, gli effetti sullo sviluppo
sostenibile.
L’impresa deve valutare un territorio in base al tipo di investimento da fare per scegliere il
contesto migliore per esso devo capire il valore che posso estrarre da quel territorio e allo
stesso tempo il valore che creo per quel territorio.
Dall’altro lato il paese cerca di rendersi il più attrattivo possibile per un certo tipo di
investimenti incentivando l’ingresso di imprese estere (arma a doppio taglio se si esagera)
Vantaggi:
creazione di occupazione locale
sviluppo di competenze sul territorio
attorno all’investimento si crea il potenziale per il tessuto di una rete di imprese locali
che diventano fornitori o subfornitori per l’impresa internazionale *
aumento dell’offerta e quindi della competizione a favore del consumatore
* quando un’impresa locale diventa fornitrice per un’impresa internazionale nel paese
quest’ultima può anche collocarla nella sua rete internazionale.
Criteri di valutazione dell’attrattività di un territorio:
Mercato
Risorse Umane
Infrastrutture
Tessuto Economico
Istituzioni Politiche Pubbliche
Sistema Normativo e Burocratico
Qualità Sociale e Ambientale
Immagine e Reputazione
Il paese ospitante non deve solo garantire condizioni ottimale alle nuove entranti, ma anche
instaurare relazioni positive con le imprese estere già presenti ed integrarle nel sistema
produttivo locale
Marketing Territoriale: approccio metodologico e strategico per la politica di attrazione
degli IDE che si fonda su: chiarezza, collaborazione, consenso e continuità
Valore Aggiunto degli IDE al Paese Ospitante:
dimensione e qualità dell’occupazione
impatto ambientale dell’investimento
impatto sul tessuto produttivo locale
opportunità di knowledge-sharing
rafforzamento delle economie di agglomerazione
miglioramento qualità capitale umano
realizzazione di investimento di pubblico interesse
Negli ultimi anni si sta verificando un fenomeno Reshoring (anche se in termini molto
parziali):
per motivi legati ai costi, perché i costi di produzione di alcuni paesi nel corso del
tempo sono aumentati molto, quindi si è perso un vantaggio, ma si mantiene lo
svantaggio dei costi di trasporto e controllo
sebbene all’estero si possono avere costi più bassi comunque non è solo il costo che
conta, ma anche la qualità percepita dal consumatore che può collocare il prodotto su
una fascia più alta
i veri fattori di vantaggio competitivo non li trovo più all’estero, ma a casa mia
centrale rilevanza che gli obiettivi di sostenibilità hanno nelle grandi imprese: l’impresa
moderna non ha più come obiettivo la semplice massimizzazione del profitto, ma la
creazione di valore condiviso per tutti gli stakeholder perseguendo obiettivi di
benessere ambientale e sociale. Pertanto, produrre all’estero per avere costi più bassi a
volte può essere pericoloso in termini di sostenibilità (sebbene non si violi la legge).
(Moral Suasion: In politica, invito a correggere o rivedere determinate scelte o
comportamenti, in genere proveniente da una personalità o da un organismo a cui è
unanimemente riconosciuta autorevolezza (es. aziende americane invitate a riportare la
produzione in America))
Punto chiave internazionalizzazione: come faccio quindi a sviluppare la mia value chain in
relazione all’andamento e allo sviluppo delle varie aree geografiche? i fattori che incidono
sulle scelte aziendali in ambito investimenti esteri sono molteplici e complessi
Internazionalizzazione delle PMI e le Imprese Familiari
PMI: identificate tramite numero di dipendenti e fatturato
Micro: <10 dipendenti, <2mln fatturato
Piccola: <50 dipendenti, <10mln fatturato
Media: <250 dipendenti, <50mln fatturato
Grande: oltre la media
Se per le grandi imprese l’internazionalizzazione è ormai un aspetto quasi ineluttabile, anche
per le piccole imprese rimane un’importante scelta strategica
layability of smallness,
In ambito internazionale abbiamo la ovvero la debolezza delle piccole
layability of newness,
dimensioni e la ovvero la debolezza delle imprese molto giovani.
Fattori Push Internazionalizzazione PMI:
Ambiente competitivo (est), si fa solitamente riferimento al settore e all’area di
business in cui opera l’impresa nello specifico
Tasso di crescita della domanda del paese di origine e di paesi esteri attrattivi
o anche dal punto di vista dei fattori produttivi (maggiori o a minor costo)
Grado di apertura internazionale del mercato globalizzazione della domanda
o Intensità e provenienza geografica della concorrenza internazionalizzarsi può
o essere una soluzione ad un aumento della concorrenza nel mercato di origine
Grado di complessità tecnologica
o Rilevanza dell’internazionalizzazione su creazione e presidio dei vantaggi
o competitivi
Struttura dei costi e rilevanza degli input produttivi
o
Condizioni di contesto (est) insieme dei fattori di attrattività territoriale che
influenzano l’attrattività dell’impresa rispetto ai concorrenti internazionali e la sua
capacità di differenziare l’offerta in relazione alle esigenze dei clienti esteri
Politiche attuate dalle istituzioni pubbliche locali (sostegno finanziario o servizi
o specialistici)
Caratteristiche del tessuto produttivo (relazioni, accesso alle risorse, condivisione
o di competenze, esperienze e opportunità tra imprese)
Patrimonio genetico (int)
Spinta imprenditoriale, l’imprenditore per le PMI è fondamentale per entrare e
o consolidarsi in nuovi mercati
Patrimonio di risorse (tangibili e intangibili) disponibili
o Relazione che l’imprenditore/impresa ha
o
Progetto strategico (int) è raro che nelle piccole imprese vi sia un piano strategico
formalizzato, si intende come visione della compagine imprenditoriale che guida
l’evoluzione dell’impresa e si articola nella conseguente strategia competitiva e di
crescita e nel modello organizzativo
Ostacoli all’Internazionalizzazione delle PMI
Mancanza di informazioni adeguate e difficoltà di acquisirle (non sanno a chi fare
riferimento per fornitura ecc. e qui dovrebbe entrare in gioco il supporto delle pubbliche
istituzioni)
Risorse finanziarie scarse
Mancanza di risorse umane, in particolare con caratteristiche adeguate a gestire
operazioni estere (anche culturalmente)
Staticità dell’assetto organizzativo
Queste difficoltà spiegano perché solitamente vengono usate le esportazioni come strategia di
internazionalizzazione, perché comportano il minimo impiego di risorse e organizzativo
Caratteristiche Processo Internazionalizzazione
Fase del ciclo evolutivo: l’internazionalizzazione può avvenire ad un certo punto
della vita dell’impresa o essere connaturato alla sua nascita. La fase in cui
l’internazionalizzazione avviene influenza il tipo di presenza estera che l’impresa
assume
Estensione geografica: vengono privilegiati i paesi vicini in maniera inversamente
proporzionale alla dimensione e all’esperienza dell’impresa
Grado di diversificazione: le piccole imprese generalmente hanno un grado basso di
diversificazione, maturando questa aumenta
Modalità di presenza all’estero: la più diffusa modalità di apertura ai mercati esteri
consiste in rapporti con fornitori esteri. La modalità di entrata più diffusa è
l’esportazione, ma anche la partecipazione a reti di conoscenza e innovazione. Ad ogni
modo non vi è una relazione tra modalità di presenza estera e performance. Importante
è la coerenza tra la modalità di entrata e le condizioni dell’impresa.
Effetti Espansione Estera
Acquisizione nuove risorse
Sviluppo patrimonio conoscenze
Sviluppo quantificavo e qualitativo del “capitale sociale” disponibile
Rafforzamento della reputazione e della percezione goduta all’estero
La presenza estera è anche un modo per le PI di comunicare la propria qualità all’esterno dato
che a riguardo hanno strumenti limitati.
Inoltre, consiste anche in un processo di innovazione che può far crescere la PI
Tipologie di Internazionalizzazione
Internazionalizzazione congiunturale: non vi è un vero e proprio disegno
strategico, ma si presenta un’opportunità casuale che l’imprenditore riesce a cogliere
non prevede condizioni per la sua prosecuzione, ma deve essere l’imprenditore a far
sì che ciò avvenga e anche sul piano organizzativo l’impatti è limitato
Internazionalizzazione progettata: a un certo punto l’imprenditore fa la scelta
deliberata di internazionalizzarsi volontà e approccio razionale per far avvenire le
condizioni per potersi espandere in altri mercati.
L’imprenditore lancia delle iniziative internazionali sperimentali, operando prima con
prudenza e per evolvere il progetto col tempo.
Non riguarda quindi necessariamente una lunga pianificazione, quanto lo sfruttamento
di un’idea non ancora considerata.
Implica un atteggiamento razionale basato sul matching tra fattori interni ed esterni
Internazionalizzazione trainata: accade quando alcune forze molto consistenti
rispetto al business della PI la orientano o la costringono ad internazionalizzarsi.
Quando queste imprese devono espandersi riorganizzano i rapporti nella loro filiera e
decidono se riorganizzarsi per seguire il cliente all’estero o rinunciare
all’internazionalizzazione. Succede soprattutto per quelle imprese che operano da
fornitori di imprese medie e grandi.
Fornisce una doppia sollecitazione verso l’estero, per il confronto con operatori esteri<
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