APPUNTI DI MANAGEMENT
Corso di Economia e Amministrazione delle imprese – L18
ANALISI PER LE SCELTE STRATEGICHE
STRATEGIA DELL’IMPRESA
STRATEGIA: l’insieme delle scelte di fondo attraverso cui l’impresa intende conseguire il proprio
sistema di obiettivi (link tra impresa e ambiente) contenuto della decisione
→
PIANIFICAZIONE: il processo organizzativo e negoziale (non tutti possono avere la stessa visione tra i
diversi decisori) che conduce alla definizione della strategia processo organizzativo con cui arrivo a
→
definire la strategia
analisi strategica su:
IMPRESA ogg. ANALISI INTERNA
→
AMBIENTE ogg. ANALISI ESTERNA
→
+ DIAGNOSI STRATEGICA: strumenti che servono per capire come sta andando l’impresa (usati in
quanto si definisce strategia di azienda già funzionante con preesistente percorso strategico, utile
quindi capire a che punto si è)
PROCESSO LOGICO DI DEFINIZIONE DELLA STRATEGIA
1. VERIFICA PRELIMINARE AZ: quali sono problemi
ed eventuali asimmetrie (diagnosi strategica)
2. ANALISI ESOGENA (ESTERNA): analisi
dell’ambiente in questo momento +
identificazione strategie potenziali date
3. ANALISI ENDOGENA (INTERNA): def. alternative
strategiche per impresa date le risorse che
l’impresa ha in questo momento
4. VALUTAZIONE CULTURALE E INTERSOGG:
valutazione fatta da management su base della
cultura aziendale (valori, obbiettivi e strategie di
fondo) e intersogg (processo organizzativo che
comprende piu soggetti + compresi stakeholder
strategici) scelta delle opzioni strategiche che
→
si ritengono di voler proseguire + valutazione
economica finanziaria (Business plan – stima
costi/ricavi/flussi fin) su cui valutare fattibilità
economica finanziaria
5. VALUTAZIONE DELLA FATTIBILITA’: se feedback
negativo si rivaluta e si torna indietro,
se c’è fattibilità scelta che si scriverà nel piano
→
strategico e …
6. IMPLEMENTAZIONE E REALIZZ: percorso strategico: idea che porta avanti impresa implementando
7. CONTROLLO STRAT: verifico cosa effettivamente è successo: analisi scostamenti e ragioni
DIAGNOSI STRATEGICA
strumenti riconducibili a 3 aspetti: (misura aggregata della …) idea complessiva dell’azienda
→
A. PERFORMANCE ECONOMICA
B. PERFORMANCE COMPETITIVA
C. BENCHMARKING 1
A. PERFORMANCE ECONOMICA: guardare dati di bilancio
approccio storico (SP – molte grandezza sono il frutto
degli investimenti): capitale investito finanziato con cap
debito o cap proprio guardo per vedere come va
→
azienda + intangible assets (non inseriti)
approccio prospettico: ricalcolare il valore stimandolo
guardando il futuro = (non prendo valore di mercato:
per alcune non esiste + per chi ce l’ha valore di mercato può
essere influenzato da fattori esterni “sporcandone” il valore)
valore di capitale economico (stima di quanto vale il
→
capitale investito dall’azienda) + valore debiti = VALORE
IMPRESA (idea: valutare impresa con stesso criterio con cui
valuto un investimento)→
VALUTAZIONE INVESTIMENTO: sommatoria dei flussi
attualizzati (ogni flusso valgono meno dello stesso flusso ad
oggi e valgono di meno tanto piu che mi allontano nel tempo)
VALORE IMPRESA: flusso di cassa della gestione operativa (che potrò produrre da qui
[ ]
all’∞)/ (1 + tasso costo medio ponderato del capitale) x tempo
CAPITALE ECONOMICO: attualizza flusso di dividendi che azienda distribuirà all’ / 1 + tasso
: ∞
attualizzazione basato su costo medio del capitale proprio) x tempo
VALORE DEI DEBITI: attualizza flussi finanziari che verranno generati a favore dei portatori di
debito all’∞ / (1 + tasso attualizzazione basato su costo medio del capitale di debito) x tempo
B. PERFORMANCE COMPETITIVA: valutate con matrici di portafoglio (a doppia entrata - su 2 variabili)
(asse 1: mercato ; asse 2: azienda)
la matrice GE (General Electric) (usato imprese molto grandi)
❖ → ATTRATTIVITA’ DEL MERCATO: sintetizza come va
l’ambiente o un certo aspetto dell’ambiente
FORZA COMPETITIVA DELL’OFFERTA: riferimento
all’impresa 2
la matrice BCG (Boston Consulting Group)
❖ QUOTA DI MERCATO RELATIVA: come va impresa
rispetto ai suoi competitors →
quota di mercato assoluta:
volume vendite azienda su settore
volume vendite nel mercato italiano su settore
quota di mercato relativa:
quota di mercato azienda
quota di mercato del leader di mercato
N.B.: usarle all’inizio di definizione strategica per
mappare la posizione nel mercato
settore che cresce poco richiede bassi investimenti al contrario dei settori ad alto tasso di
→
crescita, tuttavia se si riesce a tenere il passo si ottengono grandi flussi di cassa
portafoglio equilibrato: formato da stars e cash cow
stars: posizione ottimale (rallentamento domanda stars diventano cash cow)
→
question marks: non è un posizionamento ottimale (capire se impresa ha risorse per
migliorare la sua quota di mercato – passando da question mark a star)
C. BRENCHMARKING
Analisi delle esperienze di successo di altre organizzazioni per valutare la loro trasposizione in
una specifica realtà aziendale cercare un punto di riferimento/elemento di paragone
→ best
(brenchmark) con esperienza di successo, valutando le tecniche che sono state applicate (le
practice ) per poi valutare se siano applicabili nell’azienda (migliorando propria situazione)
vengono fatti confronti su singoli ambiti (aspetti chiave)
→
Tipi di benchmarking a seconda dell’unità organizzativa con cui si confronta
INTERNO: all’interno della stessa azienda con unità organizzative diverse
COMPETITIVO: confronto con classi migliori all’interno del settore (problema: raccogliere
informazioni dai miei competitors)
NON COMPETITIVO: cercare la soluzione best in class, anche fuori da quel settore (può
richiedere adattamento significativo)
ANALISI ESTERNA Macroambiente: tutto ciò che è al di fuori del settore, in diversi ambiti in
cui l’impresa è inserita, dell’azienda ma che può essere utile per l’analisi
strategica dell’ambiente
Ambiente competitivo: fornitori, stakeholders, clienti
ANALISI DEL MACRO-AMBIENTE
❖ Include diversi ambiti:
tecnologico, sociale (stili di vita e consumo), culturale, demografico (composizione etnica o di età),
politico-legislativo (normativa può cambiare il sistema in cui opera l’ambiente), macro-economico,
naturale – identificare trend potenzialmente ultilizzabili
tecnica degli scenari
come si svolge - =
rilevare segnali di cambiamenti significativi
▪ identificare situazioni future rilevanti per l’impresa che hanno una elevata probabilità di
▪ manifestarsi
simulare risposte a possibili eventi/scenari futuri
▪
ANALISI DELL’AMBIENTE COMPETITIVO
❖ 3
DELIMITAZIONE DEL CONTESTO COMPETITIVO
a) svolgo analisi del settore a cui appartengo.
si danno 2 def. speculari:
Settore
: l’insieme delle imprese con produzioni simili e sostituibili (offerta e produttori)
Mercato : insieme di consumatori che esprimono la domanda di beni specifici (domanda e clienti)
in alcuni settori posso aver bisogno di restringere il campo (settore troppo ampio per poterlo
→ considerare settore competitivo ambiente)
Segmentazione del mercato : disaggregazione del mercato in aree omogenee in termini di
caratteristiche della domanda espressa (clienti)→ i criteri di segmentazione sono diversi e
cambiano tra settori
L’IDENTIFICAZIONE DELLE ASA (AREE STRATEGICHE D’AFFARI) - Il modello di Abell
identifica 3 tipologie di variabili da utilizzare per poter
distinguere i segmenti (quindi creazione di aree
strategiche + def. area sui svolgere l’analisi):
1) gruppi di clienti: anche per carattere socio-
demografiche (rilevanti a seconda del settore)
2) funzione d’uso: esigenza che il cliente soddisfa
con quel prodotto, scopo per cui lo compra
3) tecnologia: usata per utilizzare il prodotto
b) ATTRATTIVITÀ DEL CONTESTO COMPETITIVO
dimensione e andamento della domanda forze competitive
-Ciclo di vita del settore -Modello delle 5 forze di Porter
-Stima della domanda -Analisi dei concorrenti
i. DIMENSIONE E ANDAMENTO DELLA DOMANDA
CICLO DI VITA DEL SETTORE - andamento del settore nel tempo, a quale livello corrispondono
vendite
le (applicabile a tutti prodotti, sia a categoria di prodotti piu specifici che a piu generici)
sinusoidale
andamento domanda (vendite)–
introduzione: domanda cresce a tassi
relativamente contenuti
sviluppo: prodotto inizia a diffondersi e la
domanda è piu ampia
LIMITI:
- il tempo che i prodotti ci mettono a passare
da fase ad altra è variabile tra prodotti
- durata relativa delle fasi non è uguale
andamento profitti:
introduzione: profitti tendenzialmente negativi – sforzo per lanciarli sul mercato
andamento flussi di cassa: simile ad andamento profitti, ma con curva piu accentuata, in
quanto vengono considerate entrate ed uscite nel loro totale (nel profitto considerate solo in
modo parziale – es. profitti si segna q. amm.to, cassa si segna uscita immediata di denato)
STIMA DELLA DOMANDA
3 accezioni della domanda:
DOMANDA POTENZIALE : la quantità massima vendibile di un certo bene in un dato mercato in
massimo teorico:
un definito periodo di tempo ( spingere al massimo tutte le variabili di un 4
prodotto) utile sapere quanta distanza c’è tra domanda effettiva e massimo teorico = per
→
capire saturazione mercato + quanto margine crescita si ha
STIMA DELLA DOMANDA POTENZIALE PER BENI NON DUREVOLI (ad acq. ripetuto)
→ = ∗ ∗ ∗
=numero di acquirenti che potrebbero acquistare il prodotto nell’unità di tempo
= % di coloro che non hanno impedimenti oggettivi (mercato qualificato)
= numero massimo di occasioni d’uso del prodotto o servizio nell’unità di tempo
= massima quantità utilizzabile del prodotto per ogni occasione d’uso
STIMA DELLA DOMANDA POTENZIALE PER BENI DUREVOLI
→ = ∗ − +
=numero di acquirenti che potrebbero acquistare il prodotto nell’unità di tempo
= % di coloro che non hanno impedimenti oggettivi (mercato qualificato)
= unità di prodotto già in uso al tempo t
= unità la cui vita tecnica volge al termine
DOMANDA PRIMARIA : il totale delle vendite di un certo bene in un dato mercato in un definito
domanda effettiva che ho in un settore
periodo di tempo ( )
DOMANDA SPECIFICA : la quantità venduta di un certo bene da una specifica impresa in un dato
domanda effettiva specifica
mercato in un definito periodo di tempo ( )
STIMA DELLA DOMANDA SPECIFICA
→ 2 logiche per poter stimare:
- Metodo top-down (per imprese con quota di mercato importante)
Domanda specifica: domanda primaria ∗ quota di mercato prevista
- Metodo bottom up (per imprese con quota di mercato irrilevante)
Fatturato previsto: in base alla capacità della struttura aziendale
ii. FORZE COMPETITIVE
MODELLO DELLE 5 FORZE DI PORTER
redditività delle imprese
spiegazione
dipende principalmente da 2 driver:
→essa
attrattività settore in cui opera
➢ impresa
capacità o meno di ottenere vantaggio
➢ competitivo da settore in cui opera
se guardassimo indicatori ci sono settori
piu o meno redditizi Porter studia da
→
cosa dipende se settore è attrattivo o
meno
(esterni settore)prodotti sostitutivi: soggetti che non operano nel settore ma che producono
settori che producano prodotti potenzialmente sostitutivi di quelle offerte nel settore
fattori da osservare per analizzare la redditività:
CONCORRENZA DIRETTA: sua valutazione nei modelli eco politica
→ grado di concentrazione: esprime quanto sono concentrate le vendite all’interno del
▪ settore indicatori di concentrazione: C1; C3 (quota cumulata dei primi 3)
→
maggiore grado concentrazione, minore è grado redditività:
- sett. fortemente frammentati = piu simili a concorrenza perfetta =
- sett. poco frammentato = oligopolio / monopolio =
differenziazione dell’offerta: quanto i prodotti offerti dai diversi competitors nel settore
▪ sono differenziati tra di loro (quando non differenzio competo su prezzo)
minore grado differenziazione, maggiore redditività
struttura dei costi: (la presenza di economie di scala e incidenza dei costi fissi)
▪ - competizione piu intensa e meno attrattivi sono quelli con economie di scala (costi
minori) 5
- incidenza elevata costi fissi su costi totali, tanto piu aumenta la competenza = incentivo
a vendere, pure a basso prezzo per coprire costi fissi
barriere all’uscita: fattori che rendono difficile o costoso uscire dal settore – rilevanti in
▪ quanto: squilibrio tra domanda e offerta, poco spazio per imprese, qualcuno deve uscire
(es. specificità impianti e investimenti fatti specifici)
punto di vista interno)
→(dal
POTENZIALI ENTRANTI: BARRIERE ALL’ENTRATA
→
potenziali entranti:
- imprenditori che creano loro impresa e che si vogliono introdurre in un settore
- imprese gia esistenti che vogliono cambiare settore
nuovi introdotti nel settore > concorrenzialità - profitti
→ → →
barriere all’entrata: condizione di svantaggio per l’impresa entrante rispetto a quelli gia dentro
- formale: dettata da una normativa (necessaria una licenza per entrare – es. taxi)
- informale: legate alle caratteristiche del settore in se, rispetto a fattori economici
economie di scala e di esperienza:
▪ economie di scala: per chi entra zero deve conquistare gradualmente una quota di
mercato abbastanza alta
economie di esperienza: tanto piu esperienza rilevante, tanto piu vantaggiati chi è dentro
da tempo, viceversa chi entra da zero
fabbisogno di capitale: per fare investimento iniziale minimo (elevato per alcuni settori)
▪ differenziazione: (può essere fatta sul prodotto, sull’img. del prodotto) se molto presente
▪ si crea fenomeno di fidelizzazione che fa scegliere un prodotto di una marca piuttosto di
un’altra; il nuovo entrante dovrebbe scardinare inerzia collegata alla fidelizzazione
accesso privilegiato alle risorse: ad alcune materie prime, spesso imprese controllano i
▪ giacimenti piu ricchi ed avere accordi in esclusiva, sia per la fornitura che nei canali di
distribuzione
minaccia di nuovi entranti minore tanto piu presenti questi fenomeni (minaccia contenuta)
→
MINACCIA DI SOSTITUZIONE:
→ cliente potrebbe decidere di sostituire prodotto del settore che analizziamo con uno dei
prodotti sostituivi (es. voli aerei treno ad alta velocità)
→
propensione del cliente alla sostituzione: dipende dalle preferenze dei clienti e come
▪ vengono soddisfatte le loro esigenze
rapporto qualità/prezzo: il mio è influenzato anche dagli offerenti di prodotti sostitutivi
▪ settori in cui non ci sono prodotti sostitutivi sono mercati a forte redditività (es. benzina)
→ potere negoziale dei clienti dipende da:
→CLIENTI:
dimensione e concentrazione degli acquirenti: se si vende a pochi grandi clienti, quelli
▪ detengono potere negoziale, se insieme di clienti (frammentati) hanno potere molto piu
basso
informazioni degli acquirenti: tanto piu sono le info disponibili (allineamento con la
▪ perfetta informazione), tanto piu potere negoziare; non funzionerebbe con l’asimmetria
informativa
capacità di integrazione verticale: (= quando impresa inizia a svolgere attività svolta in
▪ precedenza dai suoi clienti o fornitori), quindi i clienti che fanno fase a monte di questa
integrazione verticale hanno potere negoziale
sensibilità al prezzo: (= quanto il prezzo è rilevante per l’acquirente) se cliente
▪ particolarmente sensibile sfrutta tutto il potere negoziale che ha, so non fosse così
sensibile non lo sfrutterebbe totalmente
FORNITORI: intensità forza competitiva dipende da potere negoziale +(speculare a/CLIENTE)
→ numero dei fornitori: se fornitori pochi (mercato oligopolistico), a condizioni peggiori,
▪ viceversa se nel mercato ci sono molti fornitori si trovano condizioni migliori
esclusività della fornitura
▪ capacità di integrazione verticale: se ha capacità integrazione verticale > potere
▪ →
negoziale 6
vedo quali sono le condizioni presente nel settore, se presenti le minacce e concorrenza:
tanto piu forze presenti tanto piu redditivo e tanto meno redditivo
→
+ altri aspetti rilevanti non considerati nel modello:
rilevanza delle RELAZIONI DI COOPERAZIONE: potrebbero creare relazioni per cui anzi
→ che negoziare solo su prezzo, si crea partnership per trovare delle soluzioni innovative
che creino maggior valore
ruolo dei PRODOTTI COMPLEMENTARI: (non sempre presenti) imprese rilevanti con cui
→ impresa può collaborare e creare maggior valore
fenomeni di CONVERGENZA SETTORIALE e CONCORRENZA IBRIDA: ci sono alcuni settori
→ che tendono a convergere ed a sovrapporsi
ANALISI DEI CONCORRENTI
Raggruppamenti strategici (o gruppi strategici): insiemi di aziende appartenenti allo stesso
settore accomunate da strategie
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