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MACROECONOMIA 09/09/2019

di Mario Deaglio.

Analisi dell’articolo “Grandi opere vitali per crescere”

La domanda è se l’Italia riuscirà ad uscire dal problema economico in cui si trova:

PIL a crescita pari a 0,

 rischio recessione dopo una crescita post crisi del 2008 ridotta, a distanza di 11

 anni si ha ancora un’economia ridotta

crisi con crescita che a momenti ha raggiunto l’1% ma ora si sta ritornando ad

 un livello di crescita pari al 0%)

Ma qual è il vero raggio d’azione del governo italiano? Quanto conta il governo

realmente? Una delle questioni importanti è che quando c’è un nuovo governo si

hanno delle aspettative molto alte, il problema è che quando si è al comando il potere

decisionale non è così ampio. Questo nuovo governo sta cercando di mandare

Gentiloni ad occupare una delle caselle importanti in Europa, quella inviato per

l’unione europea? (controlla).

La soluzione a questi problemi è all’interno all’Europa, bisogna cambiare disco

all’interno così da permetterci di trovare una soluzione in Italia.

Siamo sicuri che un approccio muscolare sia una soluzione giusta? Che indicatori

abbiamo per vedere se una scelta o un’idea sia utile per questa rinascita? Una

possibile spia sono i mercati, perché questi possono creare problemi a chi vuole creare

una politica economica unilaterale, ad esempio se i mercati sono scettici lo spread

aumenta e quindi aumentano gli interessi sui debiti.

Debito pubblico del 133% di 2 mila miliardi di euro

Indice Spread italiano: 150 punti

Se non ci si mette d’accordo tra i due partner si può aumentare questo indice che

andrà ad aumentare il nostro debito pubblico.

Il problema europeo è che non esiste una politica europea unica e unita che potrebbe

aiutare un’economia europea unita come quella che esiste attualmente. In Europa il

problema è che manca un governo e una politica uguale per tutti.

Si individuano tre cause diverse per lo sviluppo zero della prima parte dell’anno:

1. La guerra mondiale dei dazi nel contesto internazionale, dietro

inserita

all’andamento di una nazione c’è anche il trend mondiale. Gli economisti

guardano al contesto in cui ci si trova per capire perché un paese ha una

determinata situazione. Guerra iniziata da Trump contro la Cina e che ha delle

conseguenze anche per l’Europa e per l’Italia. Fase di contrasto molto acuto tra

questi due paesi, sia a livello politico che economico, derivata dalla presa di

potere commerciale della Cina con le nuove tecnologie e dall’acquisizione di

tutte le risorse e materie prime del pianeta. Situazione simile a quella del primo

dopoguerra, dove si era ricreata una situazione molto simile con una crisi

economica che ha gettato le basi di una guerra di dazi che poi si è tramutata in

L’economia non è un sistema di leggi ferree come una

guerra vera e propria.

legge scientifica, invece è fatta di leggi dell’interazione umana che possono

essere plasmata dalle azioni delle istituzioni. Non sono leggi universali e

scientifiche. Lezione: i dazi non portano a niente, non rallentano a nulla ma

mettono a repentaglio l’economia globale e i suoi accordi, basti vedere i casi di

HUAWEI. Con questi dazi si fanno girare meno merci e capitali, i paesi

1

esportatori europei perdono accordi ed entrate, come conseguenza i paesi

hanno intrapreso campagne economiche concluse con accordi con i paesi

nordamericani e sudamericani oltre che con l’oriente stesso.

perché la mancata

2. All’effetto tariffe che si unisce all’effetto Germania

 

crescita del commercio internazionale crea problemi all’Italia? Noi ci basiamo

sulle esportazioni, che sono una delle componenti della bilancia dei pagamenti/

import export /domanda di beni. Le esportazioni sono una delle componenti

Quali sono le altre componenti della domanda di beni

delle domande di beni.

dell’economia?

Esportazioni (Ferrari, vestiti, made in Italy)

 Consumi interni

 Investimenti di imprese

Modello keynesiano spiega questa domanda di beni dell’economia.

DA=C+I+G+X sono i quattro motori da cui dipende la crescita economica.

Le Importazioni non fanno bene alla domanda interna

 DA−→ Y

Si parte dalla causa X, più è alta la domanda più alta è il reddito. Se

le esportazioni diminuiscono, scenderà la domanda aggregata e quindi scenderà

Y che è il reddito.

Perché se la Germania va in crisi noi la seguiamo? Rimangono sempre al centro

le esportazioni, molti beni prodotti in Nord Italia sono esportati in Germania e se

questo paese crolla economicamente, comprerà di meno da noi e noi

esportiamo meno. Ma per la Germania le nostre esportazioni sono importazioni.

Queste due indicano il grado di apertura di un paese nel sistema economico

il contrario era l’autarchia, dove gli stati erano chiusi alle importazioni ed

esportazioni.

La globalizzazione dovrebbe funzionare a due livelli paritari, uno

dell’esportazione e l’atro delle importazioni, ma la globalizzazione ha degli

effetti negativi sull’economia uno di questi elementi è la delocalizzazione delle

produzioni nei paesi dove costa poco la forza lavoro

3. Imposizione di politiche inefficaci su un’economia stanca qui si

attaccano tutte le politiche e i provvedimenti che hanno utilizzato i fondi statali

per attuare politiche cetuali invece che investirli nelle infrastrutture che sono il

motore lavorativo e sociale di uno stato, basti vedere le politiche del 1900 che

vedevano nelle infrastrutture il cuore economico. Non si deve ridistribuire i soldi

subito alla gente ma dare soldi attraverso il lavoro e i progetti, che creano

lavoro e posti di lavoro oltre che reddito. 10/09/2019

Bisogna riattivare gli investimenti si ottiene che le spiegazioni concordano con le

esportazioni (X), gli investimenti (I) e la spesa pubblica(G) consumi (C) sono tre dei

principali motori dell’economia di un paese, quindi se uno di questi viene meno si ha

un calo dell’economia. Una delle riforme del patto di stabilità sarebbe, la più probabile

e possibile, sarebbe di scorporare gli investimenti dal deficit. L’aumento dei partiti

populisti è un segnale di un Europa che non funziona, se l’Europa non reagisce e si

struttura attraverso le riforme per aiutare tutti i paesi allo stesso modo, oppure i

populismi avranno ragione.

Spiegazioni della crisi è che abbiamo tenuto a bada il debito ma gli investimenti

pubblici si sono ridotti e quelli privati non sono ripartiti e i consumi delle famiglie sono

2

rimasti al palo, un indicatore della stagnazione dei consumi (acquisto di beni)

(indicatori congiunturali).

Modello keynesiano: DA= C+I+G+X

DAY

Cosa significa che se la Germania prende il raffreddore l’Italia prende la polmonite?

Concetto economico: effetto moltiplicatore questi indicatori della domanda

 aggregata fanno aumentare il reddito di un multiplo dell’aumento iniziale, ma

questo funziona anche reverse, se tutto diminuisce di 100 il reddito diminuisce

di un multiplo maggiore.

“Crollo degli ordini nell’industria tedesca, recessione più vicina”.

Analisi articolo

L’economia è un problema più grave e potente rispetto ad altri problemi sociali, anche

la Germania dove i problemi sociali sono ridotti rispetto a quelli italiani, ha dei gravi

problemi economici che si propagano in diverse aziende storiche.

L’industrializzazione porta a tassi di produzione e ricchezze, oltre che di consumi

notevoli. Si crea così un boom economico, con tassi di crescita significativi, che poi

portano al raggiungimento della saturazione del mercato portando al problema della

sovraproduzione e in fine alla stagnazione dei mercati.

La Germania esporta molto nell’area dell’euro ma anche fuori e il rallentamento

riguarda non solo uno specifico settore dell’economia ma quasi tutti i settori manca

la domanda delle marche tedesche.

La domanda globale, il pil globale cala calano le esportazioni del paese che produce il

prodotto esportato.

Cosa succede con l’aumento della disoccupazione? A cosa è dovuto?

Le aziende subiscono un calo delle vendite. Se le vendite calano si avrà meno

 bisogno di personale. Se ho un’impresa che produce 100 pezzi e usa 10

persone, se la domanda si riduce a 80 avrò bisogno di 7 operai.

La disoccupazione di tipo keynesiano ha una causa calo della domanda

 

(carenza di domanda aggregata)

Un'altra corrente economica dice che la disoccupazione è causata dalla voglia di

 non lavorare, scarsa ridistribuzione del lavoro, salari molto alti e mercati del

lavoro troppo rigidi.

Ci sono diverse teorie per spiegare la disoccupazione, le cause sono legate alle

 teorie che le spiegano.

Indicatore sullo stato dei consumi futuri indice della fiducia dei consumatori. Indice

molto citato perché ci dà idea di quello che sta per succedere, se si vede un mercato

nero i consumatori cercano di risparmiare soprattutto sui beni durevoli, gli alimentari

ad esempio sentono di meno questo indicatore.

Con il rischio di recessione, succede che i consumatori riducono C (consumi), ma

questo comportamento rende più probabile la recessione. Quello che può sembrare un

rallentamento iniziale può rivelarsi un rallentamento generale e problematico. Si

realizzano questi step: 1. Consumatore consuma di meno

2. Si riduce il PIL

3. Le imprese producono di meno

4. Aumenta la disoccupazione

3

5. Queste riducono i consumi

6. Ciclo negativo (spirale che si autoalimenta)

Ma ci sono degli stabilizzatori automatici che fanno ripartire il ciclo, ma l’economia

moderna ha fatto dei passi avanti, non aspetta la bolla speculativa che ha causato la

crisi del 29. In quei tempi la spirale è andata avanti fino a far ridurre il PIL del 25%, un

quarto della produzione normale si ridusse provocando un enorme disoccupazione. La

lezione appresa ha portato ai nostri giorni a vedere un calo del PIL del massimo di 4%,

perché? Che differenza c’è? Perché si è intervenuti immediatamente e non 3 anni dopo

come nel 1929, si sono sviluppati dei fermi a questa spirale.

La Germania però si trova in una situazione di surplus interno, se questi soldi venissero

utilizzati nell’economia interna, stimolando i nuovi investimenti, nuove importazioni,

queste politiche potrebbero far riprendere anche le economie italiane che si basano

sulle esportazioni.

“, Se Lagarde spinge la svolta”

Analisi articolo di Federico Rampini.

Dice che i paesi del nord Europa devono cambiare politiche per cambiare le sorti

dell’Europa. Questo sviluppando un piano di investimenti sulle infrastrutture 

utilizzando il surplus di bilancio per reintrodurre fondi nel mercato, senza aggravare il

bilancio interno. Ha capito che il populismo viene fuori dall’ostinazione dei governi

precedenti di non ascoltare la voce dei popoli dei paesi in crisi.

La Germania pareggiava il bilancio ma aveva un attivo commerciale pari al 6% dello

stato. “Tentati dal deficit pubblico”

Analisi articolo di Carlo Cottarelli.

Si descrive un quadro internazionale, poi alla Germania, poi alle politiche della

Lagarde, e infine si passa all’Italia e al messaggio di Cottarelli.

1. Adozione nel programma del governo di adottare politiche fiscali espansive

come aumento della spesa pubblica e delle entrate dello stato, queste sono i

pilastri della politica fiscale. La politica monetaria riguarda i tassi di interessi con

le banche centrali.

a. Politica che cerca di diminuire le tasse.

b. Esistono economisti che ritengono che aumentare il deficit non sia la

strada corretta.

2. Promuovere le modifiche necessarie a superare l’eccessiva rigidità dei vincoli

europei Lunedì 16/09/2019

Esistono due prospettive fondamentali in macro che corrispondono ai due paradigmi di

base che abbiamo evidenziato: quella neoclassica e quella keynesiana; vedremo che

esistono anche diverse sciole di pensiero. Per capire cosa è la teoria ripartiamo dalle

equazioni già viste in contabilità nazionale.

4

Economia Chiusa

Y=C+I il reddito nazionale è uguale ai consumi più investimenti (economia

chiusa senza lo stato).

Y=C+S il reddito nazionale è uguale ai consumi privati o pubblici più i

risparmi

S=I i risparmi sono uguali agli investimenti

In contabilità nazionale queste equazioni sono delle identità. Il pil è In

macroeconomia il prodotto interno lordo (abbreviato PIL) misura il valore aggregato, a

prezzi di mercato, di tutti i beni e i servizi finali (cioè destinati al consumo) prodotti sul

territorio di un Paese in un dato periodo di tempo (normalmente si usa come

riferimento l’anno ma anche altri archi temporali sono usati). Insieme di beni prodotti

in un sistema, è uguale anche al valore aggiunto dei vari settori, il terzo modo è di

uguaglianza con il reddito ovvero con la somma di tutti i redditi produttivi (salari,

rendite, interessi, profitto).

In contabilità nazionale questi sono delle identità accordabili, sono definite in un certo

modo per essere proprio uguali, non possono quindi essere diverse.

Il PIL deve essere per forza uguale ai redditi distribuiti perché i fattori produttivi

devono essere pagati, se si definisce profitto come i soldi che rimangono in

mano a chi produce beni, anche se non si pagano gli stipendi alla fine il valore

che si ottiene è uguale al PIL. Quindi diventa vera l’espressione di PIL=reddito

Ma tutto cambia quando si parla di macroeconomia, dove queste espressioni non

diventano identità ma diventano disequazioni:

schema A Schema B

Y C+I (è il reddito che produce i consumi C+I (la domanda con il consumo che

Y

e investimenti) l’offerta determina la determina il reddito)

domanda, ma cosa determina Y? È la

domanda

SI , i risparmi generano investimenti IS gli investimenti generano risparmi

Meccanismo di riequilibrio: il tasso di Meccanismo di riequilibrio: il reddito

interesse

Modello neoclassico

1. La macro è una versione aggregata della microeconomia (nell’ipotesi di

perfetta concorrenza). Se ogni individuo segue il proprio interesse alla fine farà

anche gli interessi della comunità.

2. YC+I significa che l’offerta crea la propria domanda (legge di Say). Il

reddito di equilibrio è determinato dalle condizioni dell’offerta. L’offerta

genera la propria domanda, non importa quanto viene prodotto, alla fine questa

produzione troverà sempre degli sbocchi sul mercato, alla fine qualunque sia il

prodotto delle imprese non ci sarà mai problemi di mercato. Se noi vogliamo capire

perché il reddito internazionale è alto o basso si deve vedere le condizioni

dell’offerta e di beni, ma questo non vuol dire che in ogni settore si possa produrre

senza limiti. Ma qual è il meccanismo che spiega come questi eccessi non

producano errori? Esiste un meccanismo che porta le produzioni numerose a non

ridurre la produzione, la regola della domanda e offerta, se c’è un eccesso di

beni il prezzo scenderà, invece dove si ha un eccesso di domanda di beni

questi aumenteranno il prezzo. 5

3. Il reddito effettivo è sempre uguale al livello potenziale, cioè quello

massimo producibile impiegando tutti i fattori produttivi disponibili siamo

alla piena occupazione di tutti i fattori.

4. Il meccanismo che garantisce questo risultato è la flessibilità dei prezzi su

tutti i mercati, che garantiscono questo risultato in un mondo ideale di

concorrenza perfetta. Vanno quindi rimossi tutti gli ostacoli che nel mondo reale

impediscono la piena flessibilità dei prezzi e il completo funzionamento dei mercati.

Questo modello ispira le azioni delle politiche economiche, cosa deve fare il

riformatore politico che deve migliorare la realtà? Deve modellare la situazione a

queste teorie, anche se è difficile che siano così le cose questo modello definisce le

forme strutturali che l’economia dovrebbe avere. Se la realtà non funziona bisogna

avvicinarla il più possibile a questo modello.

Ad esempio, la flessibilità del salario sul mercato del lavoro garantisce eguaglianza

5. tra domanda ed offerta di lavoro; se c’è disoccupazione, cioè eccesso di offerta di

lavoro, la riduzione del salario (e altre misure che riducono gli attriti

nell’aggiustamento tra domanda ed offerta) garantisce il ritorno alla piena

occupazione; questo spiega enfasi sulle riforme del mercato del lavoro.

6. Ciò che vincola il livello di reddito effettivo è ciò che determina il livello di

reddito potenziale, ossia la disponibilità di fattori produttivi, la quantità

(lo stock) di lavoro e capitale.

7. L’attenzione viene quindi posta sull’analisi di lungo periodo, sui fattori che

determinano l’accumulazione del capitale e la crescita della forza del lavoro

disponibile.

8. In sintesi, ciò significa che L Y, ma anche K L. come si accumula capitale nel

nostro sistema? Nel nostro sistema c’è qualcosa che indica una bassa

accumulazione del capitale, un basso indice demografico A= tecnologia

Funzione di produzione, in termini più generali: L= lavoro

= (L )

Y A f , K , H , N K= capitale fisico

H= capitale umano

N= risorse naturali

Il secondo modo: dove Y è visto come prodotto di il

numero degli occupati per la quantità di prodotto che ognuno di essi produce in media

(produttività media) Y= p*L.

Ma da cosa dipendono p e L? se la funzione di produzione ha rendimenti di scala

costanti E se si pone x=1/L si ha

= ( )

xY A f xL , xK , xH , xN

Y/L = A

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tiger.luca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Togati Teodoro.
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