Sara Bresciani
Linguistica generale
La linguistica è una scienza empirica ipotetico-deduttiva, perché formula ipotesi tramite le quali interpreta i dati reali. Attraverso la formulazione delle ipotesi, la linguistica si pone l’obiettivo di spiegare:
- L’organizzazione e il funzionamento delle lingue
- Le dinamiche del mutamento linguistico
- I rapporti di “parentela” tra le lingue
L’oggetto formale è l’insieme delle caratteristiche dell’oggetto reale che rispondono alle domande dello studioso: nella linguistica, l’oggetto formale è la lingua. Il termine “linguaggio” indica in modo generale una qualsiasi forma di comunicazione, ma può anche significare la facoltà dell’uomo di usare uno specifico sistema per comunicare. Il termine “lingua” intende invece una particolare realizzazione della facoltà umana del linguaggio (facultas loquendi).
Il segno
Il segno è un elemento che rimanda ad un elemento altro attraverso un interprete, che media fra i due poli della relazione. Nella comunicazione quotidiana, quando si reperisce un testo lo si fa nella globalità dell’evento semiotico. Esistono due criteri per definire i tipi di segni:
- Grado di intenzionalità
- Grado di motivazione
Tipi di realtà segniche:
- Indizio (o sintomo) = motivato naturalmente, con una relazione “causa-effetto”, non intenzionale (puntini rossi = indizio del morbillo)
- Segnale = motivato naturalmente, ma intenzionale (sbadiglio per far capire che si è annoiati)
- Icona = motivata analogicamente, intenzionale (cartelli stradali, emoji)
- Simbolo = motivato culturalmente, intenzionale (bandiere, partiti)
I segni linguistici rimandano a qualcos’altro a causa di una convenzione e di un’intenzione: c’è un accordo tra gli utilizzatori del segno.
La lingua
La lingua è un sistema di strutture, cioè di strumenti che vengono usati per costruire messaggi. Le strutture della lingua sono costituite necessariamente da unità, o segni, e processi, o regole di composizione. I segni non sono entità con un significato fisso, ma sono dotati di un potenziale semantico che si realizza solo nella realtà dei testi. Sono diversi fra di loro e costituiscono delle relazioni, formando un sistema.
La lingua possiede delle regole per combinare i segni di base in segni più complessi, ai quali corrispondono altre regole di composizione, differenti per ogni lingua. La lingua è quindi un sistema di correlazioni tra strategie di manifestazione e schemi concettuali, è una struttura che organizza il rapporto tra suono e senso.
La comunicazione
La comunicazione può essere intesa come la messa in comune di informazioni tra un mittente e un destinatario (definizione troppo “larga” perché è soddisfatta da casi che non possiamo chiamare comunicazione).
Perché un passaggio di informazioni possa essere definito comunicazione:
- Il mittente deve avere l’intenzione di comunicare delle informazioni
- Il mittente deve volere che l’intenzione sia manifesta
- L’intenzione è soddisfatta nel momento in cui il destinatario comprende tale informazione
I - Principi generali di analisi e questioni di metodo
Il compito della linguistica è comprendere e spiegare l’evento semiotico partendo dall’osservazione dei dati e cercando di scoprirne l’organizzazione interna. Lo studioso formula ipotesi sulla struttura del fatto linguistico seguendo il metodo dell’astrazione, che si articola in tre livelli:
- Generalizzazione: Una caratteristica rilevata in alcuni elementi è attribuita a tutti gli elementi della stessa classe, anche a quelli non ancora osservati (procedimento induttivo).
- Ipotesi su proprietà non osservabili (di un fenomeno osservabile): La concordanza manifesta una connessione sintattica ed è una proprietà non osservabile ma che serve per spiegare l’organizzazione del fenomeno osservato (Questi quaderni non è mio errore di concordanza). Suoni e caratteri scritti sono segni che rinviano ad altro, sono qualcosa che sta per qualcos’altro, ma questa proprietà non è osservabile.
- Ipotesi su elementi non osservabili (ideazione costruttiva): Lo studioso si concentra sulle proprietà di oggetti non osservabili. Tra questi c’è la grammatica, un oggetto che simula il funzionamento interno, non osservabile, della lingua (“analogo funzionale”). La grammatica non è quindi nella lingua, ma nella teoria linguistica. L’ideazione costruttiva ricava la grammatica costruendo ipotesi su una realtà non osservabile, il cui funzionamento realizza i dati osservabili.
Sincronia e diacronia
I punti di vista tramite i quali guardare alle lingue e ai sistemi linguistici in relazione all’asse del tempo e su tutti i livelli (fonologico, morfologico, lessicale e sintattico).
- Sincronia: Studio delle entità linguistiche come simultaneamente funzionanti in un sistema linguistico in un determinato momento, prescindendo dalla loro origine e dalla loro evoluzione nel tempo. Ciascuno ‘stato di lingua’ può essere compiutamente descritto sulla base dei suoi elementi costitutivi, a prescindere dalle condizioni che lo hanno generato.
- Diacronia: Studio e valutazione dei fatti linguistici nel tempo, secondo una prospettiva evolutiva (‘casa’ deriva dal latino ‘casa’ (m) “capanna”, non da ‘domus’ “casa”, che diventa invece ‘duomo’).
Langue et parole (Saussure)
Indicano la distinzione tra il sistema astratto in potenza e la realizzazione concreta della lingua negli eventi semiotici. I termini sono stati introdotti da Saussure, ma sono identificabili anche come ‘competenza ed esecuzione’ (Chomsky) e ‘sistema e uso’ (Hjelmslev e Coseriu). Coseriu propone una realtà intermedia tra il sistema (langue) e l’uso (parole): la norma, ovvero l’insieme delle potenzialità attualizzate (non tutte le possibilità previste dal sistema sono realizzate nella norma).
- Langue: Insieme delle competenze mentali e delle regole utilizzate nel codice lingua: è un sistema astratto, sociale e costante. Costituisce il patrimonio condiviso da una comunità di parlanti.
- Parole: Atto concreto e mutevole relativo all’uso individuale della lingua. È imprescindibile dalla langue, che si può spiegare solo a partire dall’atto concreto.
Asse paradigmatico e sintagmatico
La duplice prospettiva secondo cui funzionano le combinazioni dei segni linguistici:
- Asse sintagmatico: Riguarda le combinazioni secondo le restrizioni scelte dalla lingua.
- Asse paradigmatico: Riguarda le scelte, le relazioni a livello di sistema: ogni attuazione del segno semiotico richiede un atto di selezione in base alla posizione. Tra l’elemento scelto e gli elementi del paradigma esistono delle relazioni in absentia, mentre tra l’elemento scelto e quelli adiacenti nel messaggio esistono delle relazioni in praesentia.
II - Proprietà della lingua
1. Biplanarità: I segni sono entità a due facce:
- Significante: Espressione, forma fonica o immagine acustica, è la parte sensibile e percepibile del segno (parola ‘gatto’ scritta o pronunciata).
- Significato: Unione di immagine acustica e concetto, costituisce l’informazione veicolata dal significante. È un’unione convenzionale, arbitraria perché non c’è alcuna causa naturale (non c’è un motivo per cui al significante ‘gatto’ corrisponda il concetto ‘gatto’).
2. Arbitrarietà: Esistono quattro livelli:
- Rapporto tra segno e referente: Il linguaggio, ovvero il segno nel suo complesso, rimanda alle cose che stanno nel mondo, ovvero il referente, l’oggetto extralinguistico designato (segno scritto ‘acqua’ + immagine mentale dell’acqua + oggetto designato).
- Arbitrarietà verticale: Non c’è alcuna motivazione nel rapporto tra significante e significato.
- Rapporto tra forma e sostanza del significato (Arbitrarietà orizzontale): Ogni lingua ritaglia un certo spazio di significato distinguendo e rendendo pertinenti una o più entità. (la parola ‘albero’ può coprire più o meno significati in altre lingue).
- Rapporto tra forma e sostanza del significante (Arbitrarietà orizzontale): Ogni lingua organizza i propri criteri in base alla scelta dei suoni pertinenti:
- Quantità o durata delle vocali (stadt ‘città’ vs staat ‘stato’)
- Qualità delle vocali o timbro (sit [‘sit] ‘sedere’ vs seat [‘si:t] ‘posto a sedere’)
Eccezioni all’arbitrarietà:
- Onomatopee = Solitamente segni che entrano a far parte del patrimonio convenzionale del codice, diversi parzialmente da lingua a lingua
- Ideofoni = Forme iconiche del linguaggio che riproducono fenomeni naturali (boom, zac)
- Fonosimbolismo = Associazione di suoni ai significati (la i è connessa alle cose piccole perché è alta e articolata con la bocca stretta)
- Struttura “trasparente” = Data dalla motivazione, perciò si capisce il significato veicolato anche se non si è mai sentito il termine (nomi composti: cacciavite, portalettere). Ogni comunità organizza queste strutture a seconda di come legge l’esperienza
- Caratteri iconici (il plurale dei nomi in alcune lingue)
3. Doppia articolazione: Riguarda il significante ed ha a che fare con l’economicità:
- Unità della prima articolazione (morfemi): Blocchi sonori dotati di significato non ulteriormente scomponibili, sono segni con la doppia faccia: ‘Gatto’, costituito dal morfema lessicale ‘gatt’ e dal morfema grammaticale ‘o’ = entrambe le unità hanno una parte significante, in quanto sono rivestite di struttura sonora, e sono dotate di significato.
- Unità della seconda articolazione (fonemi): Sono unità sonore non dotate di significato, ma dotate di funzione distintiva, in quanto servono a distinguere le unità della prima articolazione: ‘Gatto’ è formato da g – a – t – t – o = le unità non veicolano alcun significato singolarmente, infatti se sostituisco la g con p ho patto, che ha un significato diverso.
4. Trasponibilità di mezzo: Il significante può seguire la trasponibilità (trasferibilità, intercambiabilità). Può essere realizzato e trasmesso attraverso:
- Il mezzo “aria” (canale fonico-acustico)
- Il mezzo “luce” (canale visivo-grafico)
5. Linearità e discretezza
- Linearità: È una caratteristica del significante, consiste nella manifestazione dei messaggi con un flusso continuo di suoni nel tempo. I “confini della parola” sono tipici dello scritto. L’ordine è pertinente ed obbligato, perché la linearità è stabilita dal sistema (Bill hit John vs John hit Bill, casa vs acas).
- Discretezza: Il destinatario ideale riconosce, in un evento fisico-acustico continuo, una successione di elementi linguistici, unità, discreti (‘pollo’ con ‘p’ è diverso da ‘bollo’ con ‘b’).
6. Onnipotenza semantica, plurifunzionalità e riflessività
Con la lingua è possibile dare espressione a qualsiasi contenuto, ma, più che di ‘onnipotenza’, è meglio parlare di plurifunzionalità, ovvero la lingua permette di adempiere a funzioni diverse. La riflessività è la capacità della lingua di parlare della lingua stessa (metalingua o metalinguaggio), ed è una proprietà tipica del linguaggio verbale.
7. Produttività e ricorsività
- Produttività creativa: La lingua può creare nuovi messaggi mai prodotti prima e parlare di cose ed esperienze nuove, ma può anche associare messaggi già usati a esperienze nuove.
- Creatività regolare: Lo stesso procedimento, chiamato morfema derivazionale, è riapplicabile per un numero illimitato di volte (se sono date le condizioni strutturali).
8. Distanziamento e libertà da stimoli
- Distanziamento: Possibilità di parlare di avvenimenti e cose distanti nel tempo e nello spazio, anche in assenza della realtà esterna dell’esperienza o dello stimolo che l’ha provocata.
- Libertà da stimoli: I segni linguistici rimandano a un’elaborazione concettuale e non solo a stati del mittente (che lo inducono a produrre messaggi). I segni sono indipendenti dalla situazione immediata e dai suoi stimoli.
9. Trasmissibilità culturale
La lingua è trasmessa per tradizione su base sociale-ambientale e culturale, non attraverso informazioni genetiche o ereditarie. Tuttavia, c’è una componente innata che fornisce la facultas loquendi, una predisposizione a comunicare mediante una lingua e attraverso le strutture portanti del linguaggio verbale.
10. Complessità sintattica
I messaggi linguistici hanno un alto grado di elaborazione strutturale: c’è una gerarchia di rapporti rispetto alla linearità “superficiale”. Nella trama sintattica hanno rilevanza:
- L’ordine delle parole (John hit George vs George hit John)
- Le relazioni strutturali e le dipendenze
- Le incassature (subordinate relative)
- La ricorsività, in teoria illimitata (Gianni corre, Mario vede che Gianni corre, Luisa dice che Mario vede che Gianni corre)
- I connettori danno informazioni sulla struttura sintattica del messaggio, aiutano a leggere la connessione tra due blocchi (tuttavia, e, ma, perché)
- La discontinuità unità connesse non sono adiacenti (Gallia est omnis divisa in partes tres)
11. Equivocità/Vaghezza
I rapporti tra significante e significato non sono biunivoci:
- Omonimia: Due parole hanno lo stesso significante ma significato diverso
- Sinonimia: Due parole hanno significante diverso ma stesso significato
- Polisemia: La stessa struttura ha più funzioni (il verbo ‘andare’ come ‘funzionare’ oppure come ‘movimento’)
Lo strumento linguistico è flessibile, è un sistema in cui i segni sono dotati di potenziale semantico: la vaghezza del significato è risolta dal contesto. Le strutture della lingua si caratterizzano per:
- Polivalenza: La stessa parola ha significati diversi legati da caratteristiche simili
- Preferenzialità: Una struttura tende ad avere un uso o una valenza preferenziale (tendenzialmente, i sostantivi femminili finiscono per -a e maschili per -o)
- Varianza: Pluralità di strategie di manifestazione (es. desinenze all’infinito -are, -ere, -ire)
- Endolinguisticità: Le strutture sono legate ad ogni lingua: non esiste il genere grammaticale, ma sottosistemi del genere grammaticale in italiano, tedesco, etc.
III - Livelli di analisi
- Fonetica e fonologia: Significante come mero significante
- Morfologia e sintassi: Organizzazione del significante come portatore di significato
- Pragmatica e semantica (lessicale e frasale): Relative al significato
Fonetica
Si caratterizza in base allo studio dei suoni del linguaggio:
- Fonetica articolatoria: Produzione dei suoni
- Fonetica acustica strumentale: Propagazione dell’onda sonora
- Fonetica acustica e percettiva: Percezione
Fono [ ]: unità di analisi della fonetica, definito in base ai meccanismi di articolazione e alla sua natura acustica. Nell’IPA esistono trascrizioni strette o larghe [‘mare] vs [‘ma:re]. Le unità fonetiche sono ricavate in base al principio della diversità: per la fonetica se due suoni sono oggettivamente diversi allora sono contati come foni.
Fonologia
Studia i suoni del linguaggio come unità funzionali all’interno dei singoli sistemi linguistici. Si divide tra:
- Fonologia segmentale: Singoli segmenti minimi
- Fonologia intersegmentale: Combinazioni di segmenti in sillabe e parole
- Fonologia soprasegmentale (prosodia): Accento, durata, ritmo, intonazione
Fonema / /: unità di analisi della fonologia, definito in base al suo valore distintivo. La trascrizione tiene conto solo dei fenomeni rilevanti per il funzionamento della lingua /‘mare/ vs /‘male/ = /r/ vs /l/. Le unità della fonologia sono individuate in base alla distintività: se due suoni sono diversi e individuano due significati diversi sono fonemi; se due suoni diversi non distinguono due significati diversi allora sono considerati come varianti di un solo elemento del sistema (allofoni).
Grafemica
Grafema < >: unità grafica di un sistema alfabetico in grado di distinguere sul piano grafico una parola da un’altra.
Grafo: il più piccolo segmento isolabile in una concreta grafia.
Fonetica acustica
Dal punto di vista della conformazione fisica, i suoni sono onde sonore o acustiche, ovvero onde meccaniche che richiedono un mezzo materiale attraverso il quale propagarsi. Dal punto di vista percettivo, il suono è la sensazione data dalla vibrazione di un corpo in oscillazione, che è la sorgente del suono. Nel caso dei suoni linguistici, la sorgente del suono è l’apparato fonatorio: attraversando gli organi fonatori, l’onda viene modificata dal gioco delle risonanze.
Lunghezza (λ): distanza alla quale il diagramma dell’onda inizia a ripetersi (in funzione dello spazio).
Ampiezza (Ψ): spostamento massimo rispetto alla posizione di riposo, dipende dalla pressione esercitata (in funzione dello spazio).
Frequenza: il numero di volte...
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