Linguistica generale
La linguistica generale è lo studio teorico delle lingue e dei fondamenti di tutte le lingue.
Definizione di lingua
La lingua è un codice, ovvero un insieme di formule che hanno un determinato valore. La lingua è un sistema di segni (sistema significa che è un insieme di elementi che hanno dei valori tra di loro e che vengono assegnati arbitrariamente). In linguistica, la parola "arbitrario" significa qualcosa che è stato attribuito dall'uomo e che non esiste naturalmente.
Il segno linguistico
Il segno linguistico è composto da un elemento materiale (il significante) e da un elemento concettuale (il significato). Per esempio, nell'atto del parlare, il significante è il complesso sonoro, ovvero l'insieme dei suoni che vengono emessi e percepiti da una persona. Il significato è invece il concetto che una persona vuole esprimere comunicando. È importante soffermarsi sul fatto che il significante ha una natura fonica; questo significa che il cervello non riconosce direttamente i suoni, ma riconosce il ricordo dei suoni e attraverso il ricordo li distingue e li associa a delle idee.
I codici utilizzati nella comunicazione più frequenti sono la parola e la scrittura. Uno dei primi esempi di scrittura furono i geroglifici. Secondo lo studioso Champollion, i geroglifici sono immagini che rimandano a suoni che uniti compongono un significante, ovvero un segno grafico. Prima dello studio di Champollion si pensava che le immagini rappresentate dai geroglifici si identificassero direttamente con dei concetti; se fosse stato così, queste immagini sarebbero degli ideogrammi.
Natura della lingua
La lingua ha una natura psichica; infatti, il significante e il significato vengono associati e uniti grazie al sistema nervoso. La lingua è prima di tutto un mezzo per conoscere il mondo, quindi la sua prima funzione è conoscitiva dato che il mondo è conosciuto attraverso i segni. La lingua ha anche una funzione comunicativa, ma questa funzione è secondaria. La specie umana è predominante grazie all'utilizzo che ha saputo fare della lingua.
Schema generale della comunicazione linguistica di Roman Jacobson
Lo studioso russo Roman Jacobson ha elaborato uno "Schema generale della comunicazione linguistica". Questo schema è composto da 6 aspetti:
- Parlante o emittente che si rivolge ad un ricevente o ascoltatore.
- Il parlante invia un messaggio che può essere parlato o scritto.
- Emittente, ricevente e messaggio sono aspetti basilari della comunicazione.
- Il messaggio si riferisce a qualcosa ed è dunque dotato di referenza o contenuto.
- Il parlante e l'ascoltatore devono essere in contatto e deve quindi esserci una connessione fisica.
- Il messaggio è composto secondo un codice ed è un modo di comunicare che entrambi riescono a comprendere.
Nascita del linguaggio nei bambini
- Il bambino entra in contatto con la lingua della comunità di cui andrà a far parte già durante la sua vita intrauterina.
- Dopo la nascita il neonato comunica attraverso la produzione di vagiti.
- Col passare dei mesi nel bambino avviene un cambiamento anatomico; infatti, la laringe si sposta più in basso e permette al bambino di utilizzare ulteriori suoni.
- La fase della lallazione è una fase intermedia tra il vagito e la lingua parlata. Il bambino allena il suo apparato di fonazione e comprende come utilizzare gli organi per produrre suoni.
- Il bambino impara realmente a parlare iniziando ad emettere le prime sillabe. Un bambino di qualsiasi cultura solitamente utilizza delle sillabe composte dalle lettere M e P. Non è un caso che le prime parole dei bambini siano "mamma" o "papà"; però, il bambino non le produce sapendo di chiamare i genitori, ma lo fa perché sono le sillabe più facili da pronunciare. Sono poi i genitori e le altre persone a dare a questi suoni, che in questo caso sono dei significanti, un significato.
Noam Chomsky e lo studio della lingua nei bambini
Noam Chomsky è un linguista interessato allo studio delle lingue nei bambini. Egli nota che i bambini sono in grado di formulare delle frasi senza errori anche non avendole mai sentite. Secondo questo studioso, il bambino può formulare determinate frasi purché venga esposto al linguaggio entro i 14 anni. Secondo la sua teoria, ogni persona è composta da una grammatica universale che è una facoltà innata di parlare ed è possibile attivarla attraverso l'ascolto dei suoni di una lingua. Secondo Chomsky, in ogni persona è presente un dispositivo chiamato LAD (Language Acquisition Device). L.A.D. è un dispositivo di acquisizione della lingua, un ipotetico meccanismo del cervello.
La comprensione del segno linguistico
La comprensione di un segno linguistico è data dal rapporto tra il significante ed il significato. Questo rapporto è di natura arbitraria e convenzionale, significa che è un rapporto determinato dagli uomini che si impongono un codice che va seguito per la comunicazione.
Per spiegare il rapporto tra parola, pensiero e realtà possiamo fare riferimento al triangolo di Ogden-Richards. Il segno linguistico ha determinati caratteri. Nei segni linguistici, il rapporto tra significante e significato è un rapporto non motivato, ovvero non esiste nessun vincolo naturale e necessario tra l'espressione che coincide con il significante e il contenuto del segno che coincide con il significato.
I segni possono presentare un diverso grado di motivazione: possono essere immotivati come i segni linguistici, parzialmente motivati e motivati come nel caso delle onomatopee (in questo caso il suono ha un vincolo naturale con il segno grafico, significa che il segno grafico rappresenta direttamente un suono). La motivazione e la relazione tra i diversi componenti riconoscibili nell'espressione di un segno e i rispettivi componenti del contenuto. Quanto più forte è la motivazione, tanto più un segno è legato al proprio contenuto.
Linearità del significante
Un'altra caratteristica del segno linguistico è la linearità del significante. Questo significa che le parole scritte procedono secondo una linea in un determinato testo scritto. Nel parlato, la linearità è determinata dal tempo e dall'uso delle pause che sono presenti in un discorso.
Ferdinand de Saussure e la semiologia
Ferdinand de Saussure fu un linguista svizzero che può essere considerato il creatore di una corrente linguistica chiamata strutturalismo. Gli appunti di questo linguista non furono scritti da lui, ma sono tratti da appunti presi dai suoi studenti durante il suo corso.
La semiologia è la scienza dei segni prodotti e riconosciuti dall'uomo e in particolare dei sistemi di segni utilizzati nella vita sociale. Questo termine viene utilizzato da Saussure e, secondo lui, la semiologia è la scienza più generale che comprende la linguistica.
La semiotica può essere un sinonimo di semiologia. In questo caso, il fondatore di questo termine fu Charles Sanders Peirce. Infatti, anche la semiotica studia tutti i tipi di segni utilizzabili nella comunicazione.
Charles Sanders Peirce e la semiotica
Nell'ambito della semiotica, Peirce elaborò una teoria riguardante il processo di significazione, cioè il processo che unisce un significante quindi un segno ad un significato quindi un concetto. Questo processo viene da lui chiamato "traduzione" e avviene tramite la relazione fra tre elementi: il segno, l'oggetto e l'interpretante.
- Il segno può essere qualsiasi cosa faccia pensare a una interpretazione. Un determinato elemento, per essere considerato segno, deve essere percepito come tale e quindi entrare in relazione con un oggetto e produrre nella mente della persona una rappresentazione che stabilisce la relazione tra questo segno e quell'oggetto. In parole povere, secondo Peirce, un elemento è un segno se attraverso questo elemento possiamo comprendere il concetto a cui questo segno si riferisce.
- L'interpretante non è una persona fisica, ma è una porzione di materiale mentale che interpreta un segno e lo collega all'oggetto. Interpretante è soggettivo e in costante evoluzione. Questo significa che ogni persona può collegare attraverso il proprio interpretante un segno ad un determinato oggetto in modo diverso da tutti gli altri.
- L'oggetto è ciò a cui rimanda il segno attraverso l'interpretante. Esiste a prescindere dal segno ma è conoscibile solo attraverso il segno. Secondo Peirce, l'oggetto è il significato che una persona attribuisce ad un determinato segno.
Pragmatismo
Il pragmatismo (o come lo definisce Peirce, pragmaticismo) è una corrente sia filosofica che linguistica. Secondo Peirce per poter provare la veridicità di un'affermazione occorre applicarla nella vita pratica. Peirce era affiancato da un altro filosofo, William James, il quale secondo James invece, per provare la veridicità di un'affermazione, bisognava applicarla solo nell'ambito teorico e metafisico.
Tipologie di segni
I segni presenti nella realtà possono essere di vario tipo a seconda del loro grado di motivazione. Come già detto sopra, la motivazione è maggiormente presente se un segno assomiglia o richiama maggiormente l'oggetto o l'idea a cui fa riferimento. L'idea o l'oggetto a cui fa riferimento possono essere definiti "referenti"; il referente sarebbe la nostra realtà, tutti gli oggetti del mondo sono dei referenti per i segni. Esistono vari tipi di segni:
- Indice: è un segno che ci fa pensare alla cosa che rappresenta perché ha un rapporto di vicinanza con essa. Per esempio, se vediamo del fumo pensiamo che ci sia del fuoco. Il fumo è indice di fuoco.
- Icona: manifesta nella propria rappresentazione le caratteristiche dell'oggetto a cui si riferisce. È un segno motivato dalla somiglianza con l'oggetto reale. Questo vuol dire che è molto semplice riconoscere le icone perché sono molto simili al loro referente, ovvero l'oggetto reale.
- Simbolo: si riferisce alla cosa che rappresenta in modo arbitrario e convenzionale per cui ha sempre bisogno di essere interpretato. Da ciò che qui è scritto possiamo capire che la scrittura è un simbolo perché va interpretata. Il fatto che il simbolo si riferisce in modo arbitrario e convenzionale vuol dire che il significato di un simbolo è determinato da una convenzione sociale imposta dagli uomini.
N.B. In alcune occasioni può capitare che un indice tende a non avere più significato. Questo significa che con il passare del tempo gli indici si demotivano. Questo però non significa che gli indici spariscono, anzi, restano per convenzione e finiscono per diventare dei simboli. Un esempio può essere il ramoscello d'ulivo; infatti, in epoche passate i navigatori inviavano delle colombe o degli uccelli affinché cercassero della terraferma. Se questi uccelli tornavano con un ramoscello d'ulivo significava che questi avevano trovato la terraferma. Dunque, in passato il ramoscello d'ulivo era indice di terraferma, mentre attualmente è diventato simbolo di terraferma perché non è una tecnica che si utilizza attualmente.
Lingue morte, rivitalizzate e universali
Una lingua nasce e si diffonde nella comunità in cui viene usata. Le lingue morte sono lingue che non sono più usate da alcun parlante o, anche se esse vengono adoperate da persone che se ne approfittano attraverso lo studio, come nel caso del latino, non sono parlate da una comunità linguistica organica che la trasmette ai posteri.
Il fiorire o la decadenza di una lingua rimandano alla comunità che si serve di quella lingua ma non alla lingua stessa. Una lingua può morire a causa di varie vicissitudini; si possono distinguere due tipologie di morte delle lingue: la distruzione catastrofica della comunità di parlanti e il passaggio di una comunità da una lingua ad un'altra.
Inoltre tutte le lingue mutano nel tempo a seconda dei costumi della comunità che utilizza una determinata lingua. Ci sono stati anche casi in cui una lingua viene rivitalizzata, il caso più noto è rappresentato dall'ebraico contemporaneo. Oggi è una lingua utilizzata da una comunità, e rientra in uso solo dopo la nascita dello Stato di Israele.
Esiste anche un tipo di lingua che viene creata apposta per essere utilizzata universalmente. È il caso dell'esperanto che è una lingua internazionale che fu ideata nel 1872 artificialmente proprio per permettere la comunicazione fra le varie comunità. Questa lingua ha però avuto uno scarso successo e probabilmente perché non è una lingua che appartiene ad una vera e propria comunità.
Invece possiamo dire che la lingua inglese ha avuto molta fortuna grazie al fatto che questa lingua possiede un lessico di origine germanica, ma anche degli elementi provenienti dalle lingue romanze. Inoltre, la sua grammatica è molto semplice. Oltre alla struttura propria della lingua, possiamo anche far coincidere la fortuna dell'inglese con i motivi storico-politici che hanno portato alla diffusione di questa lingua.
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