Teoria e tecnica dell'interpretazione giuridica
Necessità di interpretazione per comprendere il significato dei testi
- Discorso per sostenere che determinata situazione è doverosa, ciò non si esaurisce nella sola interpretazione.
Ragionamento giuridico:
- Processo mentale, psichico che formula argomenti tipologia che interessa nell'ambito giuridico.
Discorso insieme di conoscenze pratiche, offre conoscenze utili.
Tecnica
- Insieme di regole che governano un’arte, un mestiere, un saper fare, un’attività.
- Possedere una tecnica significa essere capaci di impegnarsi in una pratica raggiungendo gli effetti voluti.
- Riflessione che tali tecniche interpretative e argomentativi che hanno sollecitato.
Teoria
Nella cultura giuridica, [Es: “perché bisogna interpretare il diritto in questo modo?” “Cosa] fa sì che un giurista sia un buon giurista?”
- Formulazione sistematica di non intendono spiegare ma descrittiva:
- Normative: un insieme di ipotesi, definizioni e osservazioni empiriche che offrono la vertono spiegazione di un qualche aspetto della realtà.
Se i fatti non corrispondono alla teoria, la teoria è falsificata e deve essere abbandonata, necessità di adeguarsi.
- Se i fatti non corrispondono alla teoria devono essere modificati per renderli conformi alla teoria.
Le teorie del diritto sono solitamente sia descrittive che normative.
Tecnica del ragionamento giuridico: un insieme di strumenti per operare all'interno della prassi giuridica; ma per operare nella prassi è necessario conoscerla e valutarla.
La prassi giuridica ha sempre accompagnato le proprie operazioni con una riflessione teorica e normativa sulla pratica medesima.
Che cosa fa sì che un'argomentazione sia una argomentazione giuridica?
- Che cosa fa sì che sia valida, efficace, convincente?
- Che cosa fa sì che un giudice sia un buon giudice?
Tre possibili risposte:
-
Montesquieu: La bocca della legge
- Vasta e perfetta conoscenza del diritto positivo
- Costante disponibilità ad applicare il diritto positivo anche se non lo condivide nel merito
- È uno scienziato del diritto
- È imparziale perché capace di mettere da parte i propri pregiudizi e preferenze morali
- Un giudice del genere sarà interessato a sapere se la controversia su cui è chiamato a decidere rientra nell’ambito di applicazione di una norma
-
Salomone: Una persona saggia ed equa
- È una persona giusta
- Il diritto è ars boni et aequi
- Rendere giustizia alle parti in lite, se del caso derogando alle leggi generali
- Giustizia nel caso concreto, individua il corso di azioni più appropriato alle circostanze concrete del caso
- Sarà interessato ad avere più informazioni possibili
-
Ingegnere sociale:
- Trovare la soluzione in grado di realizzare l'utilità sociale, massimo soddisfacimento
- Non si limita a conoscere il diritto ma deve comprendere gli obiettivi
- Ha esperienza della realtà sociale in cui le regole sono destinate a trovare applicazione
- È interessato alle conseguenze, modifica il diritto
- Felicità, utilità sociale è l'obiettivo; calco utilitarista, obiettivi determinati in base al miglior apprezzamento degli interessi collettivi sottesi all'applicazione del diritto.
Prediligerà argomentazioni di tipo teleologico, basate sugli scopi.
Specificità del ragionamento giuridico
Un giurista dovrebbe conoscere le regole e sapere applicarle al caso. Segue il ragionamento del sillogismo:
- Non vi è spazio per ulteriori considerazioni
Rigidità: vincolante dal punto di vista logico
Coerenza logica: applicazione di regole senza rilevanza del dato morale
Indifferenza morale: giurista si trova a lavorare con testi che hanno la necessità di essere interpretati, è necessario chiarire ogni dubbio e verificare la compatibilità della norma da applicare.
Operazioni inevitabili ma con discrezionalità, sembra essere “flessibile” rispetto al tipo di ragionamento precedente, natura retorica e non deduttiva. Apertura ad ogni genere di considerazione.
Entrambi i ragionamenti colgono aspetti della prassi giuridica e possono rispondere alla specificità del ragionamento.
Applicazione del diritto
1. Un ragionamento basato su regole
Chi obbedisce al diritto ragiona in modo diverso da chi ragiona con la propria testa, idea di fondo che il diritto deve di essere obbedito, avere autorità. Pretendere significa escludere la rilevanza di certe ragioni. La contrarietà di una legge alla morale non fa venire meno la sua natura di legge, consapevolezza che il diritto sia separato dalla morale. [Hobbes]
Bassanio: “Per una volta piegate la legge alla vostra autorità, per un atto di grande giustizia commettete una piccola ingiustizia e bloccate il volere di questo diavolo crudele”
Porzia: "Non può essere, non c’è potere a Venezia che possa cambiare una legge in vigore. Comporterebbe un precedente e su quella base gli abusi inonderebbero lo stato...”
Evidenziano la mentalità del positivismo giuridico basato sulla certezza delle legge.
Sebbene si trovi anche in ambiti non giuridici, il ragionamento basato su regole è particolarmente diffuso nella pratica giuridica. Argomenti basati sull’autorità. Evitiamo di chiederci se l’azione prescritta sia, tutto considerato, la migliore ipotesi; non è necessario esplicitare le ragioni per cui la regola ha stabilito ciò che ha stabilito e l’autorità ha comandato ciò che ha comandato.
Questo ragionamento porta ad una conseguenza contro intuitiva: “Una delle principali caratteristiche dell’argomentazione in ambito giuridico è di condurre all’adozione di una decisione difforme dalla decisione tutto considerato migliore rispetto alla questione di cui si tratta” [Schauer]
Volta a farci seguire dei comportamenti che forse non avremmo seguito senza il fattore autorità. Il diritto pretende di creare delle ragioni escludenti: “Il Paradosso delle autorità”. Ragioni di secondo ordine per evitare di agire sulla base delle ragioni di primo ordine che troverebbero applicazione in mancanza delle ragioni escludenti artificialmente create dal diritto.
2. Ragionamento interpretativo/retorico
Prima di applicare la regola di diritto bisogna trovarla o crearla.
Flessibilità: natura retorica e non deduttiva, persuadere che la regola scelta sia la migliore.
Un bravo giurista è capace di manipolare la legge, di fare emergere le contraddizioni fra le varie norme vigenti, di sottoporre i testi a una interpretazione che li piega a favore degli interesse e dei valori che intende promuovere. Il diritto non è inerte nelle mani della giustizia.
Il duplice volto del linguaggio giuridico: tecnico e rigoroso, manipolabile e flessibile.
Il ragionamento giuridico entro certi limiti è un linguaggio che funziona in modo peculiare, diverso dal discorso corrente in contesti extra-giuridici. L’interpretazione del diritto spesso avviene in un contesto comunicativo non collaborativo, l’interpretazione del diritto è sensibile a vari tipi di considerazioni e obiettivi diversi dall’intendere comune.
Art. 75 comma 2, Cost: “Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali”
Corte Costituzionale: ci sono cause inespresse di inammissibilità del referendum, norme a contenuto costituzionalmente vincolato, atti legislativi dotati di una forza passiva peculiare, leggi costituzionalmente necessarie.
Possiamo concludere che i due ragionamenti non si escludono ma possono essere definiti come “due facce della stessa medaglia”:
- Basato su regole: attività meccanica, logico-deduttivo; implica l’esercizio di discrezionalità che deve essere spiegata.
- Interpretativo: retorico, indeterminato e flessibile.
Applicazione delle regole e vaghezza
Ragionamento basato su regole
Può essere rappresentato come un’attività di tipo logico-deduttivo che esclude la rilevanza di considerazioni morali. Un semplice ragionamento deduttivo: sillogismo normativo o sillogismo giudiziale.
Presente anche nel ragionamento giuridico: la caratteristica fondamentale è che le premesse non sono un fatto bensì una norma, così come la conclusione.
Es: “Tutti quelli che commettono un crimine devono essere puniti”
Allora Se F allora G → F-G norme
“Tizio deve essere punito”
Sillogismo Normativo:
Giustificazione interna di ogni decisione giudiziale:
- P1, [normativa]: premessa maggiore “Chi cagiona la morte di un uomo, deve essere punito con la pena della reclusione”
- P2, [conoscitiva] - fatto premessa minore F “L’imputato ha cagionato la morte di un uomo”
- C, dispositivo Conclusione: G “Quindi, l’imputato deve essere punito con la pena della reclusione”
F → il fatto disciplinato da una norma, ambito di applicazione fattispecie, classe di fatti:
- Astratta: le premesse del sillogismo giudiziale devono a loro volta giustificate [se controverse]
- Concreta: la conclusione C è giustificata se e solo se:
- La premessa normativa P1 è una norma giuridica valida.
- L’applicazione del diritto presuppone l’identificazione del diritto e la soluzione di eventuali dubbi relativi alla validità della norma individuata.
- Una proposizione vera.
- La premessa conoscitiva P2 deve essere: una proposizione la cui verità sia stata provata d’accordo con le regole che disciplinano l’acquisizione e la valutazione delle prove.
Posto che la norma giuridica sia valida e che i fatti siano stati correttamente accertati, può residuare un problema: vaghezza delle norme.
- Può essere dubbio se il caso F1 rientra nell’ambito di applicazione della norma N
- Può essere dubbio se il caso concreto F1 sia qualificabile come F ai fini dell’applicazione della norma N [sotto quale norma ricondurre]
- Può essere dubbio se la fattispecie concreta F1 debba essere nella fattispecie astratta F prevista dalla norma N
Sillogismo giudiziale: La struttura del sillogismo giudiziale è diversa e più complessa di quella basata su due premesse e una conclusione e cioè:
- Se F allora G
- P1: F1
- P2: il caso concreto dedotto in un giudizio correttamente accertato nel F1 F
- P3: ∈ rispetto delle regole del processo è un'istanza di F
- Allora G
C: vi sono delle sfere di condotta in cui deve essere lasciato molto spazio all’attività dei tribunali e dei funzionari che decidono alla luce della circostanza, tra interessi in conflitto che variano di importanza di caso in caso.
Nocciolo di significato / penombra di incertezza casi dubbi.
A volte il legislatore usa consapevolmente termini vaghi casi certi e indeterminati:
- Pone dei principi generali per garantire una certa dose di flessibilità
- Direttive generiche all’applicazione del diritto
- Ricorso a clausole generali
La vaghezza non appartiene solo alle clausole generali:
Es: “È vietato l’ingresso dei veicoli nel parco”
E la bicicletta? E un’ambulanza?
Le situazioni di fatto non ci si presentano chiaramente etichettate
Non possiamo sapere se un camion è un veicolo ai fini della regola senza prendere in considerazione gli obiettivi della regola.
Fuller: “È una contravvenzione punita con la multa di 5 dollari dormire nei locali della stazione”
Un pendolare non rientra nella sanzione poiché è chiaro come lo scopo di questa regola non sia volto a punire una situazione del genere.
Anche quando un caso sembra, a prima vista, rientrare nell’ambito di applicazione di una regola, considerazioni di varia natura possono suggerire di fare eccezione.
Tutte le regole tollerano eccezioni implicite? Tutte le regole sono, cioè, derogabili o vi sono regole assolute?
Il divieto di trattamenti inumani e degradanti ex art. 3 CEDU principi di valore.
I principi supremi dell’ordinamento costituzionale italiano assoluto.
Il principio di dignità della persona nell’ordinamento costituzionale tedesco.
Interpretazione del diritto
Interpretazione: Nel linguaggio ordinario si usa con riguardo a una varietà di oggetti e designa una varietà di attività distinte:
- Interpretare il Clavicembalo ben temperato [riferito a clavicembalista]
- Interpretare il Clavicembalo ben temperato [riferito ad ascoltatore]
- Interpretare il Mercante di Venezia [riferito ad un attore]
- Interpretare il Mercante di Venezia [riferito a uno spettatore]
- Interpretare i sintomi di una malattia
- Interpretare i dati di un esperimento, un gesto, un sogno
Possibili oggetti dell’interpretazione:
1. Interpretare i fatti:
- Congetturare relazioni di causa-effetto. Es: interpretare la prima guerra mondiale come esito delle tendenze
- Attribuire un significato o un valore. Es: la rivoluzione francese è stata spesso interpretata come avvento della società
2. Interpretare atti:
- Fare congetture intorno agli scopi, le ragioni e le intenzioni dell’agente. Es: “agitava la mano” Ho interpretato il suo gesto come un segno di saluto, invece chiedeva aiuto
- Comprendere l’azione umana, afferrarne il senso, collocarla nel contesto di motivazioni e intenzioni
- Attribuire valore, significato all’atto
- Sussumere un comportamento sotto una classe di comportamenti. Es: “La condotta dell’imputato, che ha messo veleno nel bicchiere, non può essere interpretata come un atto di eutanasia volontaria ma è un vero e proprio omicidio”
3. Interpretare il prodotto di atti linguistici:
- Attribuzione di significato. L’interpretazione giuridica è un tipo di interpretazione testuale. Es: il suo oggetto sono i testi normativi, le “fonti del diritto”
Interpretazione giuridica, cioè documenti che esprimono norme
- Disposizione ≠ Norma
- Un enunciato di una fonte del diritto
- Un testo normativo è una sequenza di enunciati normativi - che a loro volta non sono altro che sequenze di parole di senso compiuto
L’interpretazione giuridica consiste nel determinare il significato degli enunciati delle fonti del diritto, l’attività che degli enunciati delle fonti ricava le norme. Se norma è suscettibile di esprimere 2 interpretazioni differenti: disposizione ambigua. “L’interpretazione è un’attività che si esercita sui testi e da essi ricava norme.”
L’interpretazione giuridica propriamente detta identifica le norme espresse dalle disposizioni. L’applicazione del diritto in concreto [interpretazione riduce la vaghezza delle norme, decidendo se la norma di cui si tratta sia o no applicabile al caso in questione]
L’interpretazione in astratto determina il senso delle norme, quella in concreto ne determina il riferimento ≠ Senso Riferimento. Es: “Ulisse sbarcò a Itaca" Esprime un pensiero e può essere tradotto in enunciati differenti. Questo enunciato però è privo di riferimento.
N.B: La dottrina giuridica e la giurisprudenza si occupano di determinare il senso delle espressioni usate dal legislatore interpretazione in astratto. Es: Con “Diligenza del buon padre di famiglia” si deve intendere un livello medio di attenzione e prudenza, l’insieme delle cure e delle cautele che è lecito attendersi da una persona.
Applicando questo concetto ai casi che si presentano, la giurisprudenza ne determina il riferimento interpretazione in concreto. Es: Mario Rossi ha adempiuto il suo debito con la diligenza del pater familias.
L’interpretazione giuridica è l’applicazione di significati ai testi giuridici.
Possibili usi dell’espressione interpretazione giuridica
É possibile distinguere almeno 3 usi dell’espressione interpretazione giuridica consueti fra i giuristi:
1. Interpretazione come soluzione di dubbi sul significato di testi normativi
Attribuzione di significato esclusivamente in caso di dubbi e controversie, si interpreta solo quando il significato è oscuro e contrastato o se c’è un dubbio se sia o meno applicabile. Se caso facile non interpretazione ma comprensione irriflessiva. In questo caso si tratta di comprensione del significato del testo.
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