Difetti reticolari nei metalli
1.
I metalli, quando vengono sottoposti a solidificazione ordinaria, assumono una struttura cristallina. Per
ottenere una struttura amorfa bisogna raffreddare il fuso con una velocità di raffreddamento di 100000-
1000000 K/s. La struttura reticolare presenta tendenzialmente difetti di diversa specie.
Dislocazioni puntuali
Vacanze reticolari
Considerando il Fe-α, il quale presenta una struttura CCC, si presenta una
vacanza reticolare quando, nel reticolo cristallino, manca un atomo. Le
vacanze reticolari sono difetti di equilibrio governarti da equilibri
termodinamici dipendenti dalla T. Il numero di vacanze dipende dal
temperatura T, dall’energia di
numero di atomi presenti N0, dalla
attivazione delle vacanze E, e dalla costante di Boltzmann K, secondo una
legge di tipo Arrhenius.
Nei metalli i meccanismi di diffusione degli elementi sostituzionali si devono a questo tipo
di vacanze, che ne permettono la diffusione anche sotto la superficie esterna. Ad esempio
nella cromatura.
Vacanze non stabili possono, ad esempio, essere causate dalla tempra. Nel caso del Duralluminio, in
presenza di Cu viene portato ad alta T ed in seguito temprato, in modo da ottenere una fase metastabile a T
ambiente e conservare il numero di vacanze presenti a quella T. Essendo condizioni metastabili, le
condizioni stabili vengono raggiunte lentamente, con l’invecchiamento.
Dislocazioni lineari
Le dislocazioni lineari sono difetti di linea e non di equilibrio, quindi non
possono essere descritte da una legge matematica. Sono generalmente causate
dall’applicazione di tensione, solidificazione o trasformazione di fase, e possono
spostarsi lungo il loro piano di scorrimento. Se, durante lo scorrimento, la
dislocazione incontra punti duri, aumentando la tensione applicata essa si flette,
fino a circondare il punto duro. I due rami della dislocazione hanno segno
opposto, per cui quando si incontrano nel punto m si annullano, formando due dislocazioni concentriche d-
c, secondo il meccanismo di Frank-Read.
Le dislocazioni sono tendenzialmente associate ad un segno, in modo da poterle differenziare.
Le dislocazioni sono caratterizzare dal vettore di Burger, che unisce i due nodi reticolari che dovrebbero
Determina l’entità della dislocazione. Il suo modulo
coincidere, se la dislocazione non fosse presente. è
simile alla costante reticolare del metallo, anche se non coincide a causa delle deformaizoni che si creano a
causa delle tensioni sviluppate. I campi tensionali sono puramente elastici.
Dislocazioni a spigolo
Sono caratterizzate dalla presenza di un semipiano in più nel reticolo
cristallino. Due dislocazioni di segno opposto, che scorrono sullo stesso
piano nel loro incontro formano un piano intero, per cui si annullano.
Questo tipo di dislocazioni possono cambiare direzioni di scorrimento solo
per cui il semipiano diventa “più corto” di un
sono presenti vacanze,
Formano quindi uno scalino detto “jig”.
atomo. Il
del piano di scorrimento è detto “ climb”. Tali
cambiamento
movimento vengono favoriti aumentando il numero di
vacanze, quindi aumentando la T. Il campo tensionale delle
dislocazioni a spigolo presenta una componente idrostatica.
Le tensioni reticolari causate da una dislocazione a spigolo
dipendono dalla distanza dal nucleo della dislocazione in modo inversamente
proporzionale, secondo una relazione del tipo 1/x. Quindi al diminuire della
all’infinito. Tuttavia il limite fisico è imposto dalla
distanza, la tensione tende
resistenza del legame cristallino, che rappresenta il limite superiore di questa
funzione. Esprimendo la resistenza ideale del legame come il limite fisico di
coesione tra gli atomi,
Inoltre, definendo r distanza dal nocciolo della dislocazione, b modulo di Burger, r0 raggio del core della
calcolare l’energia elastica della dislocazione e l’energia del core
dislocazione, e k costante, si possono
come: sono termodinamicamente favorite, avendo un’energia più bassa.
Si osserva quindi che le dislocazioni a vite
L’energia totale dipende quindi dal quadrato di b, per cui lo stato più stabile è quello con il reticolo
cristallino più compatto.
Considerando due dislocazioni a spigolo che condividono lo stesso piano di scorrimento, esse tenderanno
ad attrarsi, poiché i campi tensionali sono opposti. Condividendo il piano di scorrimento, esse si uniranno,
annullandosi. In queste condizioni le dislocazioni si
muovono verso un’energia minore, infatti due
dislocazioni hanno energia 2Gb^2, quando si uniscono b si
annulla, poiché le dislocazioni scompaiono, quindi
l’energia diventa 0.
Se le dislocazioni con eguale segno si uniscono, esse
passano da un’energia 2Gb^2 a G(2b)^2, poiché il vettore
di Burger raddoppia. Questo rappresenta una condizione
molto sfavorevole, quindi l’unione non avviene.
Se le dislocazionisi trovano invece su piani di scorrimento
diversi, esiste una condizione favorevole per cui le forze
attrattive eguagliano quelle repulsive. Questa condizione si manifesta quando
le dislocazioni si trovano lungo una diagonale del reticolo cristallino.
Dislocazioni a vite
Sono causate dal fatto che una zona ha subito un parziale
scorrimento rispetto ad un’altra. Possono andare incontro a
se c’è la presenza di un
scorrimento deviato, detto cross-slip:
ostacolo, come un precipitato, possono cambiare direzione di
scorrimento in favore di una più favorevole. Non presentano
campo tensionale idrostatico.
Dislocazioni miste
Sono causate dall’incontro di dislocazioni a spigolo e a vite, e il fronte di dislocazione che ne risulta è curvo.
Essendo le dislocazioni fenomeni elastici a livello atomico, vale la sovrapposizione degli effetti.
Strutture
Le principali strutture reticolari metalliche sono:
• CCC: Fe, V, Cr, Mo, W γ
• CFC: Al, Cu, Ni, Pb, Ag, Au, Fe
• EX (EXC): Mg, Zn, Ti, Be, Cd, Co, Zr
Nei vari reticoli cristallini, lo spostamento delle dislocazioni è sempre favorito lungo un piano a massimo
impaccamento atomico e lungo una direzione a massima densità atomica. L’unione di questi due fattori si
dice sistema di scorrimento.
FCC
Nei cristalli FCC il piano ottaedrico, quello diagonale che unisce tre vertici della cella elementare, è un piano
con la massima densità atomica: schematizzando per comodità gli atomi come sfere rigide, la loro
disposizione in quel piano è come quella delle palle da biliardo quando vengono impaccate al centro del
tavolo. Si ottengono altri piani cristallograficamente equivalenti (e quindi a massimo impaccamento o a
massima densità atomica) spostando la posizione dell'atomo A su uno degli altri tre vertici della faccia
superiore della cella elementare FCC. Si ottengono quindi 4 posizioni dell'atomo A, a cui corrispondono 4
piani fisicamente distinti, ma cristallograficamente equivalenti. In conclusione, la cella FCC possiede 4 piani
aventi la massima densità atomica possibile, contraddistinti dalla famiglia degli indici di Miller (111). Si
cercano ora le direzioni a massima densità atomica (nel modello a sfere rigide, quelle in cui le sfere di
toccano) sui piani della famiglia (111). Tali direzioni sono quelle diagonali delle facce della cella elementare,
come quella che congiunge gli atomi D-E-F, che ha indici di Miller [110]. Sul piano (111) si vedono tre
direzioni a massimo impaccamento (le tre diagonali delle facce); sono 3 direzioni fisicamente distinte, ma
cristallograficamente equivalenti, perchè sono a massima densità atomica. La famiglia di tali direzioni è
contraddistinta dagli indici di Miller [110]. Quindi si può affermare che nella cella elementare ci sono 4 piani
a massima densità atomica (111), ciascuno dei quali contiene 3 direzioni a massima densità atomica. Perciò,
complessivamente, ogni cella elementare FCC contiene 12 possibili combinazioni di piani e direzioni,
entrambi a massima densità atomica. Se si prende ognuna di queste combinazioni come sistema di
scorrimento per le dislocazioni, si può dedurre che ognuna di esse minimizza l'energia di una dislocazione
perchè ha il modulo del vettore di Burgers minimo
possibile. Ne consegue che i reticoli metallici FCC
hanno 12 sistemi intrinsecamente a facile
scorrimento, indipendentemente dalla
temperatura. Si può anche concludere che in un
metallo FCC sarà sempre facile trovare sistemi di
scorrimento per le dislocazioni favorevolmente
orientati rispetto ai carichi esterni applicati. Quindi
in questi metalli sarà abbastanza facile attivare
delle deformazioni plastiche. Per lo stesso motivo,
la molteplicità dei sistemi di scorrimento farà sì
che, sotto carico, si verifichi l'attivazione multipla,
cioè più sistemi sono attivati sotto stress
relativamente bassi; ma, per converso,
l'attivazione multipla porta poi ben presto ad
un'interferenza delle dislocazioni simultaneamente attive su diversi sistemi. Si deduce quindi che i metalli
FCC sono contraddistinti da elevate capacità d'incrudimento. Inoltre questi materiali non presentano
transizione fragile-duttile, poiché sono duttili a qualsiasi T. Applicazioni che sfruttano questa proprietà
possono essere la costruzioni di bombole contenenti N liquido.
EXC
Nei metalli con cella prismatica esagonale compatta, denominata in letteratura anglosassone HCP
(Hexagonal Close Packed), il piano basale, con indici di Miller (0001), ha le stesse caratteristiche del piano
(111) nei cristalli FCC, cioè è un piano a massima densità atomica. Su di esso, vi sono tre direzioni, con indici
di Miller [1120], lungo le quali gli atomi, schematizzati come sfere rigide, si toccano. Sono quindi direzioni a
massima densità atomica. Nei cristalli HCP vi sono quindi almeno un piano (0001), e sopra di esso tre
direzioni [1120] a massima densità atomica. Vi sono quindi tre sistemi a facile scorrimento, e lo sono
intrinsecamente dal punto di vista geometrico. Su di essi le dislocazioni avranno la tendenza a scorrere,
indipendentemente dalla temperatura. Quanto sopra è perfettamente realizzato in tre metalli esagonali,
Zn, Cd e Mg. Vi sono altri metalli, però, come Zr, Ti e Be, in cui lo scorrimento nei sistemi (0001)[1120]
avviene a sforzi di taglio non così bassi come ci si aspetterebbe per dei sistemi a facile scorrimento, e si
verifica inoltre l'attivazione di scorrimento delle dislocazioni su altri piani non basali. Ciò accade quando il
rapporto fra le costanti reticolari della cella prismatica (che ne ha due), il lato dell'esagono di base a e
l'altezza della cella c, si abbassa sensibilmente rispetto a quello ideale che si dovrebbe avere con il modello
delle sfere rigide, e cioè c/a=1,632. Solo per il Mg il rapporto c/a è molto vicino all'ideale. Nei metalli Cd e
Zn invece i piani basali sono più distanziati: quindi di nuovo solo su di essi si attiverà lo scorrimento. Invece,
in Zr, Ti e Be, i piani basali sono più vicini dell'ideale: sarà
più difficile attivare lo scorrimento su di essi rispetto a Cd, Zn e Mg;
inoltre si viene a creare la situazione per cui alcuni piani non basali
risulteranno con densità atomica molto alta, sicchè si possono attivare
scorrimenti sui piani prismatici o piramidali. I piani con gli atomi dello
stesso colore hanno le caratteristiche geometriche del piano basale della
cella, cioè sono tutti a massima densità atomica.
BCC
Nei cristalli BCC come Fe, Cr, Mo, V, W e altri, sempre andando alla ricerca di piani e direzioni a massimo
impaccamento atomico, si trova che la distanza più breve fra gli atomi si verifica fra un vertice ed il centro
del cubo (la diagonale) ed in effetti è la direzione di scorrimento osservata. Nei monocristalli si riscontra
sperimentalmente scorrimento delle dislocazioni nella direzione [111], che è anche quella di massima
densità atomica. Non vi sono invece piani ad elevata densità atomica, come nei cristalli FCC. Ad esempio il
piano diagonale della cella, chiamato anche piano dodecaedrico, con indici di Miller (110), contiene le
direzioni a massimo impaccamento [111], ma esso stesso non è un piano a massima densità atomica, come
risulta evidente dalla stessa figura. In ogni caso le dislocazioni possono muoversi con moderata facilità nella
direzione [111] sui piani cristallografici che la contengono; in particolare sui tre piani del tipo (110), cosi
come anche sui piani del tipo (112) e (123), che contengono anch'essi la direzione [111]. Alla fine, un facile
scorrimento come nei sistemi a massima densità atomica dei cristalli FCC e HCP non esiste nei BCC.
Piuttosto accade che le dislocazioni a vite, che possono dare scorrimento deviato, e quindi non sono
obbligate a seguire solo i sistemi a massimo impaccamento, fanno sì che nei cristalli BCC non si realizzino
delle linee di scorrimento (slip lines) ben definite, ma queste appaiono ondulate e poco nette. Inoltre
l'attivazione dello scorrimento in tutti questi sistemi che non sono geometricamente a massima densità
atomica risente in modo pronunciato dell'effetto della temperatura, che agisce come lubrificante per il
movimento delle dislocazioni. Ne segue la transizione duttile-fragile della frattura dei cristalli metallici BCC
α.
come Fe Infine, nella Tabella 3 si riporta il compendio dei dati di densità atomica per alcuni piani
notevoli, fra cui quelli a massima densità atomica, dei vari reticoli cristallini dei metalli.
Tensione di taglio risolta sul sistema di scorrimento
σ τ
La legge di Schmidt definisce la relazione tra la principale e la lungo un piano di scorrimento. Essa
forza F applicata, dall’area del piano di scorrimento Asc, dall’angolo φ
dipende dalla della normale al piano
di scorrimento rispetto all’asse del cristallo, e all’angolo λ della
direzione di scorrimento rispetto alla forza applicata, si possono
τ:
calcolare la forza tangenziale Ft, la tensione di taglio
descrive l’orientamento del sistema di scorrimento rispetto al carico applicato,
La costante di Schmidt e si
ha che:
• Se il piano di scorrimento è parallelo alla direzione della forza (cosλ=0) oppure perpendicolare
(sinφ=0), la tensione sul piano di scorrimento è nulla, quindi la dislocazione non si muoverà
φ=λ=45°,
• La condizione maggiormente favorevole è rappresentata da condizione per cui la tensione
è massima, e per cui il fattore di Schmidt vale 1/2
La tensione critica alla quale una dislocazione comincia a muoversi è detta critical resolved shear stress o
CRSS. La CRSS dipende dalla natura del metallo, e cioè essenzialmente dalla sua struttura cristallografica. La
γ,
CRSS è quasi indipendente dalla temperatura per i sistemi cubici a facce centrate come Fe aumenta
debolmente al diminuire della temperatura nei cristalli esagonali compatti come il Mg e aumenta
α,
fortemente al diminuire della temperatura nei cristalli cubici a corpo centrato come Fe Cr, Mo, W.
Passando ora a descrivere un materiale policristallino senza orientazioni cristallografiche preferenziali
(come si ottiene invece comunemente applicando le forti deformazioni tipiche della lavorazione per
deformazione plastica, per esempio laminazione, estrusione, trafilatura ed altri), e immaginando per σeq
semplicità che si attivi un solo sistema di scorrimento, il legame fra lo stress equivalente di Von Mises
applicato e la CRSS è dato da:
In realtà M deve tenere conto che ogni cristallo del policristallo macroscopico ha una sua orientazione
rispetto al carico applicato e che esiste una distribuzione di cristalli, e quindi di orientazioni. Se si assume
che una frazione i di cristalli abbia un'orientazione che si può schematizzare formalmente con il simbolo gi
(dentro il quale entrerebbero le relazioni di orientazione fra i sistema di scorrimento e il carico equivalente
applicato) e che tale frazione abbia una percentuale in volume Vi, il fattore di Taylor del policristallo
macroscopico è una media pesata di quelli degli N singoli cristalli dell'insieme:
Negli altri casi, sempre senza orientazioni preferenziali, il valore di M è vicino a 3, in genere diminuendo se
vi sono delle tessiture cristallografiche che portano una frazione importante dei cristalli dell'insieme ad
avere un'orientazione favorevole all'attivazione del moto delle dislocazioni.
2. Meccanismi di rafforzamento della
resistenza nei metalli
I principali sono: avviene per l’inserimento di metalli estranei, bloccando lo scorrimento delle
• Soluzione solida:
dislocazioni consiste nell’inserire seconde fasi in modo da bloccare
• Per precipitazione: il movimento delle
dislocazioni. Utilizzato per leghe leggere come Cu-Be e per acciai microlegati al Ni, V. Metodo
efficace.
• Finezza del grano: riducendo la dimensione media dei grani se ne aumentano i bordi, che bloccano
È un metodo non sempre allicabile, come nel caso dell’Al.
il movimento delle dislocazioni. In
generale non è possibile per materiali senza trasformazioni allotropiche. Se i trattamenti termici
non sono sufficienti si possono utilizzare trattamenti per deformazione plastica. Molto efficace.
Incrudimento: si basa sull’aumento del numero di dislocazioni, che si bloccano a vicenda.
• Non è
applicabile se al materiale sono richieste percentuali di allungamento prima della rottura molto
alte, infatti un materiale incrudito è più fragile. Metodo ottimo.
• Trasformazione martensitica: se possibile, è il metodo che fornisce risultati migliori.
Rafforzamento per soluzione solida
Considerando il Fe, alcuni dei suoi atomi all’interno del reticolo cristallino possono essere sostituiti da
atomi di dimensioni simili come Mn, Cr, Si, Al, Mo. Questi atomi, sostituendo il Fe in alcune posizioni
reticolari, da
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Meccanica dei materiali - Appunti presi a lezione
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Appunti completi per sostenere l'esame di Materiali polimerici per l'industria e l'ambiente
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Appunti Tecnologia Meccanica
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Domande Materiali per l'industria meccanica