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Appunti lezioni Massimo Frasca

Appunti di archeologia della Magna Grecia e della Sicilia basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Frasca dell’università degli Studi di Catania - Unict, facoltà di lettere e filosofia, Corso di laurea magistrale in archeologia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Archeologia della Magna Grecia e della Sicilia docente Prof. M. Frasca

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Tutto questo si vede molto bene nel sito di Monte Finocchito, un po’ più a sud di

Pantalica.

Gli indigeni scelgono le zone collinari difendibili e isolate da cave profonde.

Si trova in una posizione più aperta, sul fiume Fallaro.

Monte Finocchito

Alture con cime piatte, che ospitvano prob. Piccoli villaggi e zone di coltivazione.

L’importanza di questo sito (fase III di Pantalica) è che è abitato prima dell’arrivo dei

greci.

Tombe: quadrangolari o arrotondate con presenza di un guanciale in pietra scavato

nella roccia, dove si poggiava la testa del defunto.

Sepolture per lo più individuali o al max 3 o 4 persone.

2 campagne di scavo di P. Orsi in questa necropoli (fine ‘800, pubblicata sul bullettino

di paletnologia).

Tombe sparse sui lati delle colline.

Materiali: fine IX – prima parte del VIII

Dall’VIII arrivo dei greci (portano le tecniche e i modelli di vasi che sostituiscono in

parte quelli indigeni)

Fibule: si caratterizzano per la staffa molto allungata e con l’arco con rigonfiamento.

Fibula in ferro con rivestimento in ambra e avorio, tipiche greche.

Si nota, in maniera repentina, l’abbandono della decorazione dei vasi indigeni,

sostituita da quella greca.

Già dall’VIII secolo, alla foce del fiume Fallaro, erano insediati i greci.

Questo sito era molto più aperto rispetto a quello di Pantalica, difficilmente

raggiungibile, ed è percorso da una strada----- fondazione di Eloro pe il controllo della

zona.

Probabilmente i greci, durante le prime fasi, avevano bisogno di materie prime,

manodopera e donne e l’atteggiamento verso gli indigeni è molto aperto, infatti questi

assumono gli atteggiamenti greci, come la decorazione dei vasi, l’incremento di

tombe, l’uso di bere vino.

Viene costruita anche una fortificazione, anche se dalla parte meridionale è di facile

accesso. Fortificazione interessante, scavata da P. Orsi alla fine dell’800.

Il sito viene abbandonato alla metà del VII secolo, e con la nascita di assetti diversi,

l’esigenza dei Greci era quella di commerciare via mare. L’esigenza di bonifiche del

territorio, canalizzazione dei fiumi.

Fondazione successiva con l’espansione verso l’attuale Siracusa, con la fondazione di

Acre.

Precolonizzazione

I contatti tra l’Egeo e l’Italia iniziano prima della colonizzazione dell’VIII secolo.

Micenea secoli XV – XII

Fenicia secoli XI – IX

Greca secoli XI – VIII

Sono contatti che non prevedono uno stanziamento fisso, ma sono avventurieri,

maestranze alla ricerca di materie prime, come metalli che non sono più disponibili o

non si trovano in Oriente, e si muovono soprattutto per lo stagno, necessario per la

lega del bronzo.

- Limitazioni di ordine tecnico e climatico

- Frequenti soste nei posti più diversi (spiagge, foci di fiumi)

La Sicilia fa da parte tra nord e sud. Si naviga da marzo a novembre lungo le

coste, con luoghi di sosta alla foce di fiumi o lungo le spiagge.

Micenea XV – XII

Non c’è stanziamento ma solo passaggio. Si nota la presenza soprattutto per i vasi, e

lo stanziamento di alcuni micenei artigiani presso gli indigeni, che portano decorazioni

e forme tipiche.

Questo movimento è presente a Lipari, perché zona di passaggio dello stretto.

Lipari Facies del Milazzese

Thapsos - piccola penisola.

- Si colgono bene gli influssi del contatto con l’Egeo.

- Scavi di P. Orsi

- Da vita a 2 insenature, una più esposta a nord e una più riparata a sud.

- L’insediamento si sviluppa sopratt. Intorno alle 2 insenature

- Scavi anni ’70 di Giuseppe Vozzi, soprintendenza Siracusa.

- Scavato villaggio I fase con capanne con pietrame e tetto in paglia.

- II fase no distruzione capanne. Edifici quadrangolari posti uno accanto all’altro,

a delimitare dei cortili.

- Confronti con l’isola di Cipro.

La Sicilia (zona siracusano) non offre metalli e materie prime quindi come si spiega

l’arrivo?

Si è pensato ad un luogo di incontro per scambio di materiali, e questo è dimostrato

perché nelle tombe sono stati trovati vasi ciprioti, micenei e maltesi.

Scambio quindi di materiali provenienti da fuori e coinvolgimento deli indigeni.

Forma protourbana dell’assetto urbanistico .

Tombe a tolos tipiche micenee.

Fenicia XI – IX

Navigatori esperti, si sostituiscono ai Micenei, sempre con l’intento di scambiare

materiali

- Presenza levantina dall’Oriente in Spagna e Sardegna

- Accesso ad argento, stagno e ferro

- Dal X all’VIII accresciuta richiesta di metallo.

- Portano l’alfabeto

Greca IX – VIII

Al movimento fenicio si affianca quello greco, soprattutto Eubei e Corinzi

Eubei Almina, Pitecusa, Gibilterra tensioni acquisitive di metalli

Corinzi Corcira

Ambienti aristocratici --- soprattutto l’Eubea, creazione di legami e rapporti personali

con i capi indigeni.

Coppe ---- a chevron dal IX secolo diffuse in tombe e indigene etrusche, campane,

quindi non sempre sinonimo di fondazione greca.

Pitecusa (Ischia) VIII secolo

Lungo la costa tirrenica. Frequentata dagli eubei che poi diventa insediamento stabile

ma senza caratteristiche delle colonie, non abbiamo testimonianze di ecisti e di riti di

fondazione.

Monte Vico ---insediamento

Scavo di 493 tombe testimoniano la presenza di greci, orientali e indigeni,

contemporanea, famiglie miste di greci ed eubei.

Coppa di Nestore

- tomba 168 Pitecusa

- ultimi decenni dell’VIII secolo

- con iscrizione metrica

- riferimento all’Iliade

- fonti: Strabone, V 5-9 Abitata da Eretriesi e Calcidesi che abbandonarono dopo

una disputa e più tardi spinti fuori dall’isola per terremoti ed eruzioni.

- Livio VIII, 22, 5-6, I: i Cumani fanno risalire le loro origini ai Calcidesi di Eubea.

Insediamento complesso

- si conoscono le tombe ma nn gli abitanti e sono stati trovati scarichi di

materiali (ceramiche con spirali che testimoniano presenza indigena)

Tombe

- Circoli di pietra coperti da pietrame tipo tumulo, poste una accanto all’altra a

formare lotti familiari.

- Ceramiche imitazioni euboiche , indigene con spaghetti, cipriote. Denotano

carattere emporico della zona, ossia insediamento per contatti con le aree

etrusche.

- Fibule

- Anfore usate anche per sepolture di bambini, di tipo greco, attica o euboica,

usate per trasporto dell’olio.

- Produzione locale della ceramica , con rappresentazione di leggende greche.

Colonizzazione greca in Sicilia

Questo fenomeno non è quello che intendiamo ora con colonizzazione.

La colonizzazione greca ---- APOIKIAI città simili alle metropoli dalle quali provenivano,

ma indipendenti in senso assoluto.

Colonia moderna ----- commerciale, di piantagione, di insediamento, mantiene rapporti

di dipendenza con la madrepatria. (come le colonie inglesi, estensione del territorio).

Modi della spedizione -------- nasce all’interno dell’aristocrazia cittadina, organizzata in

tutti gli aspetti della città di provenienza. Culti comuni e legislazione simile.

Ecista ----- capo designato. Garante dei rapporti con la madrepatria e delle sue

istituzioni . Culti dell’ecista

Calcidesi

Quasi tutte le città siciliane sono collegate tra loro. Non si capisce se Lentini e Catania

siano “figlie” di Nasso, avendo lo stesso ecista.

È un fatto strano che lo stesso ecista fondi più città. La fonte era Antioco che

evidentemente aveva interesse ad esaltare un fondazione in particolare.

Esigenze

- Rapporti con altri greci sia in madrepatria che in Italia

- Luogo sul mare

- Luogo collinare o piccole isole, facilmente difendibili.

Lentini è l’unica a non essere fondata sul mare.

Aree di provenienza

- Calcide, Eretria in parte, achei (Peloponneso), Golfo di Corinto (megaresi), Rodi,

Creta, Asia Minore (Focea, costa eolica), costa ionica , Colofone (interno e non

costa)

- Leggere passo di Tucidide che ci da l’idea delle fondazioni delle colonie

Si parte da Naxos, e poi si passa a Siracusa, ma in seguito non si menziona Naxos, e

questo perché attinge da Antioco, siracusano, che, durante il conflitto tra Atene e

Siracusa, esalta la supremazia di Siracusa e si mette in contrasto con i siculi. Secondo

Tucidide i greci hanno un atteggiamento aggressivo nei confronti delle popolazioni

autoctone.

Naxos ---- nome greco, che riprende un’isola greca.

Siracusa , Leontini, Catania ---- toponimi locali non greci.

Dopo la fondazione di Catania, Tucidide si sofferma sulle vicende di Megara Iblea.

Trotilo ----fondata sul fiume Pantacia (identificata Brucoli attuale).

Si spostano accanto di Leontini, dividendo il potere con i calcidesi che lo cacciano e

andò a fondare Tapso, vicino a Siracusa .

Rimasti senza ecista si accostano al re dei siculi, Iblone, e fondano Megara Iblea.

Dopo 245 anni scacciati da Gelone , tiranno di Siracusa.

Dopo 100anni dalla fondazione di Megara Iblea, mandano Pamillo a fondare Selinunte.

Gela

- Toponimo locale: il nome deriva dal fiume che si chiama Gela.

- Fondata in accordo tra Antifemo di Rodi ed Entimo di Creta.

- Dopo 45 anni viene fondata Siracusa

- Il luogo dove si fonda Gela, sulla collina difesa da mura, si chiama Lindoi.

- Costiuzione dorica

- Ci si chiede se sia un primo stanziamento, solo di Rodi e poi una fondazione

comune per Gela.

108 anni dopo viene fondata Agrigento, da 2 ecisti, Aristonoo e Pistillo

Agrigento prende il nome dal fiume sul quale sorge. Fondata da Gela e usi e costumi di

Gela.

Costa settentrionale

Imera

- Fondata da 3 ecisti. La maggior parte erano calcidesi, ma accompagnati da

alcuni siracusani.

- 3 ecisti: Euclide, Simo e Sacone.

Siracusa fonda Acre e Casmene e Camarina.

Acre fondata 70 anni dopo Siracusa

Casmene fondata 90 anni dopo Siracusa

Camarina fondata 135 anni dopo Siracusa

Ecisti Dascone e Menecolo.

Camarina, in seguito alla ribellione a Siracusa fu liberata dai Camarinesi.

Poi Ippocrate, tiranno di Gela, si fece dare il territorio di Camarina nelle guerre con

Siracusa, come riscatto.

Zancle:

- nome dato dai siculi per la forma a falce

- fondata prima da pirati provenienti da Cuma, la città calcidese nel paese degli

Opici.

- 2 ecisti Periere, da Cuma e Cratemene di Calcide.

- Furono poi scacciati dai Samii e dagli altri Ioni.

- Fondata 2750 anni dalla fondazione di Siracusa (733 a.C.)

Cronologia di Tucidide (relativa)

Abbiamo un quadro completo delle fondazioni, cosa che non abbiamo per le città della

Magna Grecia.

Cronologia relativa e parte da Siracusa.

Riusciamo ad ottenere una cronologia assoluta grazie alla distruzione di Megara Iblea

fondata nel 727 e distrutta 245 anni dopo.

Per gli altri storici (riscontri con Tucidide)

Pindaro si basa sulle Olimpiadi

Abbiamo però altre notizie.

Marmor Parium (264 a.C.) fondazione di Siracusa datata nel 21esimo anno

dell’arcontato di Eschilo ad Atene 756 o 726

Frammento di Filisto incompleto: nella Olimpiade 6.

Datazione di Selinunte

Tucidide da 100 anni dopo Megara Iblea (727), ossia 627.

Diodoro XIII, fondazione 242 anni prima della distruzione Selinunte (650) Megara (750)

Coppe di Thapsos potrebbero fornire una datazione di Megara Iblea e tornare, a

ritroso, per le altre città.

Francesi 750 Megara Iblea e 723 Siracusa.

Bisogna capire che non si possono mischiare le date trovate nelle diverse fonti.

Si può ipotizzare che Tucidide abbia posto uno scarto di una generazione e quindi tutto

salirebbe nella cronologia alta.

Cronologia di ariballos di Gela per stabilire cronologia di Gela e Selinunte.

Naxos

Città più antica della Sicilia.

Eforo ci da una cronologia legata alla 10ima generazione dalla guerra di Troia, ma

porterebbe la data troppo in alto.

Secondo Ellanico: i Nassi, gente dell’isola, avrebbero dato il nome alla città.

Diodoro parla di Siculi cacciati dall’isola Strabone parla di fondazione della città di

Callipoli, che per noi è una sorta di fantasma, perché non sappiamo dove fosse

collocata, ma sappiamo che nel V secolo fu distrutta dal tiranno di Gela, insieme alle

altre città. Ma nn abbiamo testimonianze archeologiche.

- Fondata nel 734 a. C.

- Una delle prime città a battere moneta (530-525 a.C.) dramma di 5,70 gr con

Dioniso da una parte e il grappolo d’uva dall’altra.

- Nel 495 a. C. Ippocrate di Gela distrugge Callipoli, mentre Ierone, nel 476 a. C.

deporta gli abitanti a Lentini e la ripopola con cittadini di origine locrese

(dorica).

Katane

Rilievo attico fine V sec. Demetra e Kore.

Forse il santuario di Demetra era collocato nel sito dove si trova la questura ai piedi

dei Benedettini. Anni ’30 del ‘900

1 scavo archeologia urbana fine anni ’70 (1976) ai Benedettini, prof Rizza.

Gli spazi aperti, i cortili, hanno dato occasione per gli scavi, che portano risultati

sorprendenti.

Tomba preistorica con scheletro femminile con bambini e vasetto di corredo all’interno

del cortile del Benedettini (all’angolo sx).

Abitazioni romane all’interno dei Benedettini.

Serie di edifici che si allineano su una strada basolata (interno Benedettini/ingresso/

casa romana con segni di terremoto, probabilmente del 1500).

Scavo urbano del 1976 concepito come scavo internazionale, con equipe importante.

Magazzino all’interno delle attuali aulee.

Fondata dopo il 728 a.C. calcidese con Naxos e Leontini. Si trova allo sbocco

dell’attuale piana di Catania, sul fiume Simeto.

Alla fine del V sec. Leontini aveva come confine il fiume Simeto e la sua valle.

Catania era sotto l’influenza di Leontini.

Prima della colta lavica del ‘500, la città antica doveva essere all’interno delle mura

del ‘500 che riprendono quelle medievali, che seguono la linea naturale.

Situazione ideale per i coloni perché trovano collina della vergine circondata dal Fiume

Amenano.

La città non era abitata da indigeni al momento del loro arrivo, o comunque non vi era

un insediamento stratificato.

3 zone di indagini archeologiche importanti:

- Monastero dei Benedettini

- Reclusorio della purità (facoltà di giurisprudenza)

- Castello Ursino + teatro.

In questi luoghi sono stati trovati materiali dell’VIII secolo.

Rinvenimenti del Castello Ursino sono stati interpretati in vari modi:

Sono di carattere emporico e quindi extraurbano e connesso al porto, ma è più

plausibile che siano urbani e nn extraurbani.

Indagini ai Benedettini, fine anni ’70. Tra la lava e i pavimenti settecenteschi c’era

tutta una stratificazione importante. Scavi condotti in estensione . nel cortile non c’è

una stratigrafia verticale ma orizzontale perché sono stati modificati gli strati per

necessità del Monastero.

Presenza di una strada usata fino alla costruzione del Monastero.

Resti in giallo di età arcaica greca.

Casa con ambiente di passaggio + 2 stanze. Tipologia di abitazione diffusa in Calcide e

ritrovata anche a Naxos.

Orientamento N/E – S/O ossia orientamento naturale della collina per permettere il

deflusso delle acque.

Questo ambiente fu distrutto all’inizio del V secolo. Abbiamo poche info su Catania,

quelle che abbiamo riguardano il V secolo, e si parla di una distruzione e il cambio del

nome in Aitia. Non sappiamo se si tratta di un terremoto o di un altro evento naturale,

ma Ierone fece ripopolare la città in seguito l V secolo.

Ierone è considerato l’ecista di questa nuova città, e sarà sepolto qui.

Gli scavi hanno messo in luce resti di tracce di incendi. Ci si aspetterebbe la

ricostruzione della città al di sopra di queste tracce di distruzione.

Aitna dura poco perché fondata nel 476 e cade nel 460 con la caduta dei Dinomenidi.

Ritornano i calcidesi che cacciano gli abitanti che si rifugiano ad Inessa, sappiamo che

era vicino all’Etna, nella valle del Simeto. C’è chi lo identifica in contrada Civita.

Le tracce che abbiamo appartengono all’età dionigiana, fino al V secolo.

Pericolo cartaginese e poi Dionigi riprende la politica dei Dinomenidi, con il

rifacimento delle città calcidesi (403).

Strada di epoca dionigiana, conferma con una strada all’interno del Monastero. Griglia

urbana regolare, lastricata poi in età romana. Alla fase greca, dal 260 è sotto il

controllo di Roma (le altre saranno ancora sotto il dominio Siracusano di Ierone per

altri 50 anni).

Nuova fase edilizia di epoca romana (in rosso nella foto). Sembra riprendere il vecchio

orientamento arcaico ma anche quello naturale.

Le case sono con pavimenti in coccio pesto e mosaico, pareti affrescate (stile

pompeiano). Case molto eleganti di un ceto medo abb. Ricco.

Questo cambia nel III secolo, con la costruzione di domus come quella nei sotterranei

della biblioteca. All’esterno, nel cortile, viene costruito un grande edificio, con ampio

cortile di carattere pubblico, forse anche il pretorio. Continua in età medievale, le

porte vengono chiuse sulla strada e la strada continua ad esserci.

Resti di una capanna preistorica, di età neolitica, con presenza di ceramiche di VIII – VII

secolo e di materiale di importazione. Materiale locale di forte impronta euboica.

I pavimenti delle case erano semplici con vasi spesso incastrati nel terreno.

Vicino alle case sono state trovate antefisse architettoniche, che fanno pensare che le

case fossero decorate oppure che facessero parte di un sacello.

Rapporti tra greci ed indigeni

Quando si insediano i coloni, in un luogo vicino a Valverde/San Gregorio , ci sono

testimonianze di abitazioni indigene dell’età del Bronzo. Nel momento in cui arrivano i

coloni, questa zona si ripopola. Probabilmente perché è un sito che domina un

percorso naturale di collegamento tra Catania e la parte nord (Naxos, Zankle), e si

controlla anche una zona che porta ad Acitrezza, dove ci sono approdi naturali.

Ceramiche indigene

Bucchero eolico, forse diffuso in Sicilia dai Calcidesi. Probabilmente questi indigeni

sono stati in contatto con i greci arrivati.

Muro di fortificazione di tecnica poligonale che riprende quella di Naxos e che non è

più presente.

Rinvenimenti stipe San Francesco: quantità impressionante sia per qualità che per

quantità di materiale greco.

Ci sono anche ceramiche laconiche, o orientali, ioniche ed eoliche, e soprattutto quella

calcidese a figure nere, con iscrizioni in lingua calcidese (forse arrivano da Reggio).

Catania era inserita in un circuito commerciale importante nel Mediterraneo.

Santuario a Catania:

- Dedicato forse ad Era (divinità principale dell’Eubea) o ad Afrodite (secondo gli

storici).

- Vicino al porto, all’approdo, forse con un temenos suo all’inizio e poi forse

inglobato nella città in fase successiva , vicino anche all’Amenano.

- Quando la città cade sotto i Dinomenidi (legati a Demetra e Kore), nel V secolo

abbiamo una forte caratterizzazione su Demetra, con statuette inizialmente

molto semplici. Questa caratterizzazione insiste ancora di più con Dionigi.

- Rilievo sicuramente attico, del 420, fatto ad Atene, buco in basso a dx forse

collegamento con gli inferi o con l’Etna.

Iscrizioni: quella in alto con i nomi delle divinità (in dialetto dorico), e quella in basso è

la dedica della famiglia.

Si è pensato che sia arrivato dalla Grecia e dedicato in un secondo momento, oppure

commissionato ed esportato subito, oppure che sia un’esportazione tarda, ellenistico-

romana (spoliazioni).

Il dialetto dorico dell’iscrizione può essere giustificato con il cambiamento di

popolazione con Dionigi (inizio IV) che parlava dialetto dorico.

Decumano sotto le aule di epoca romana (forse è + una plateia con stenopoi. Queste

strade si mantengono ancora ora.)

Locri

Una delle città più conosciute. Non sappiamo bene la data di fondazione

Strabone parla di 710/700 a. C. dopo Siracusa 733 a.C. e Crotone 730 a.C.

Eusebio 673 a. C. l’archeologia va più verso la datazione la datazione di Strabone.

Fine VII Locri fonda 2 subcolonie Hipponio (Vibo Valentia) e Medma (Rosarno) sul

Tirreno, e Metauros (Gioia Tauro).

Vittoria sul fiume sagra contro Crotone a metà del VI vinta per intervento divino

(Dioscuri)

Guerre contro Reggio: assedio di Leofrone nel 477 (aiuto di Ierone)

- 398 alleanza con Dionisio I

- 356 tentativo di tirannide di Dionisio II – democrazia – 1° monetazione

- Alleata di Roma nella I guerra punica.

Prime indagini sulla città

1830-1856 indagini di Luynes e P. Scaglione

1879 allarme di Lenormant su Marasà, l’aveva vito saccheggiato e prime fondamenta.

Scavi:

- Orsi + tedeschi dell’istituto germanico, a Marasà, Mannella, Athena, Canale

Janchina Patarini, Lucifero.

- Arias: con soprintendenza scopre la Grotta Caruso nel 1940.

- De Franceiscis: scopre una teca del tempio di Zeus nel 1950 con contratti.

- Università di Torino: scavi ancora oggi nella località di Centocamere sul mare.

La città ha una conformazione particolare, che esce dallo schema classico. È un

insediamento con parte pianeggiante, vicino al mare, e una collinare.

La città si sviluppa nella parte pianeggiante , e nella parte collinare si occupa, per

motivi difensivi, con cinta fortificata.

La cinta più antica è del VII sec. a.C. ed è resa sicura dall’intervento divino, infatti,

all’interno e all’esterno ci sono aree sacre a protezione della città.

Marasà

- Una delle aree sacre più importanti

- Tempio (uno dei pochi esempi di ordine ionico in Magna Grecia dopo la

costruzione del tempio di Siracusa), gli altri sono quasi tutti di ordine dorico.

- Maestranze intervenute a Siracusa (orientali, della Samia) si sono spostati a

Locri, grazie anche ai rapporti stretti con Locri.

- Si pensano che avessero portato anche il materiale, ma dalle indagini

geologiche si è scoperto essere di Locri.

- Tempio ionico in 2 fasi, all’interno di un’area sacra, con altri 2 monumenti.

- All’esterno delle mura, c’è un santuario dedicato a Demetra (tesmophoria) dove

le donne si riunivano. Decoravano il tempio le sculture dei Dioscuri che

scendono dal cavallo, trasportato da una figura marina, posti sul tetto ma non

sappiamo se acroteriale o frontonale. Non è strano che fossero sul tetto, perché

abbiamo altri esempi in Magna Grecia e Sicilia.

Centocamere

- Vicino al mare, scavi dell’Università di Torino.

- Stoà a U con lato addossato alle mura e una serie di stanzette ai lati in 2 fasi.

All’interno, fosse di oggetti votivi è connesso all’aristocrazia e ai legami di culto.

Alcuni pensano sia un luogo di banchetto per chi arriva in città .

- Le mura del III secolo passeranno sopra la stoà U.

- Quartiere irregolare rispetto al resto, basato invece su plateiai e stenopoi. Città

impostata su 3 plateiai, una delle quali fa da limite tra la parte collinare e quella

pianeggiante, esiste ancora oggi.

- Un’altra platea è perpendicolare e dal porto, dal mare, arriva verso il tempio di

Zeus, dove sono stati trovati i documenti della teca.

Scavi di Centocamere :

- Quartiere periferico, artigianale, con bottega e abitazioni, con fornaci vasai e

ceramisti. Producevano anfore di tipo particolare molto diffuse nella Sicilia e

nella Magna Grecia. Queste case hanno uno schema che si ripete: un cortile con

stanze tutte attorno.

Anfiteatro

Produzione artigianale di Locri

- Oggetti di uso culturale o domestico ritrovati sia in aree sacre che abitative, con

argilla riconoscibile facilmente, argilla chiara, con Arula, piccolo altarino di uso

domestico a Locri, eccezionalmente si trovano anche nelle tombe.

- Recumbente: uomo sdraiato sul letto, frequentemente ritrovato in altre città ,

soprattutto siciliane. La base era la stessa poi si aggiungevano le particolarità.

- Bronzo: specchi di bronzo con manico a statuetta; l’attaccatura tra statuetta e

disco riprendeva i capitelli templari.

Santuario della Mannella:

- Fuori dalla città e nella parte bassa

- Molto frequentato

- Sorta di pozzo con molto materiale

- Dal punto di vista monumentale non c’è molto

- Ci si rivolge a divinità ctonie che stanno sotto terra

- Oggetti molto comuni in tutta la zona greca, magno greca

- Coroplastica che rappresenta divinità o offerenti femminili. Un caso è il vaso con

visi maschile e femminile ai 2 lati (Ade e Persefone)

- Pinakes: tavolette votive sudiate da P.Zancani Montuoro. Hanno un foro in alto

per essere appese e rappresentano il ciclo legato a Kore/Persefone figlia di

Demetra, rapita da Ade, che ottiene, grazie all’intervento della madre, di stare 6

mesi con il marito e 6 mesi con la madre. Grande varietà di personaggi. Cambia

anche l’atteggiamento di Kore. Altre immagini sono quelle dei preparativi delle

nozze, la raccolta dei frutti, ecc. 3 gruppo coppia Persefone/Ade che accoglie i

doni e Persefone è sempre protagonista, in certi casi Ade non è rappresentato.

Leontini

3° città calcidese con Naxos e Catania

Fondata prima di Catania per poter controllare la zona centrale (piana di Catania), e la

strada principale che da Siracusa conduceva, verso nord, più interna, che passa

accanto al lago di Lentini, bonificato in età fascista.

È il punto migliore per fondare una città perché ha il collegamento con il mare.

Fondata nel 728 a. C.

Coabitazione tra calcidesi di Naxos e i siculi indigeni già presenti sul territorio.

Patto con i siculi per coabitare e chiamano i Megaresi per cacciare i siculi.

È la prima città siciliana a conoscere la tirannide, con Panezio alla fine del VII a.C.

Non sappiamo quanto durò questa tirannide. Qualcuno ha collegato la tirannide con la

fondazione di Eubea, subcolonia di Leontinoi, distrutta da Gerone.

Nel 495 a.C. Ippocrate di Gela la conquista e lascia Enesidemo, suo uomo di fiducia, a

gestire la città.

Nel 476 a. C. i Dinomenidi trasferiscono Catanesi e Nassi a Leontini.

Nel 461 a.C. viene istaurata la democrazia periodo di prosperità.

Nel 433 a.C. rinnovato il trattato con Atene, sulla base della comune discendenza

greca.

Pace di Gela ce portò ad una guerra civile per anni, che portò alla distruzione della

città.

Conflitto successivo con i siracusani.

Monte san Basilio ai margini della piana di Catania, sulla strada che da Gela portava a

Catania.

Lotta tra Cartaginesi e siracusani dopo la disfatta della spedizione di Atene.

Nel 405 a. C. Leontini ottiene l’indipendenza da Siracusa ma dura poco, perché nel 396

a. C. Dionigi la conquista.

Dionigi la affiderà poi ai mercenari.

Nel 356 a.C. Dione, nel 353-338 Iceta

Timoleonte sconfiggerà Iceta, e anche con Agatocle.

Entrerà poi a far parte del potere di Ierone II, e poi l’uccisione, durante la seconda

guerra punica, di Ieronimo, nipote di Ierone e nel 214, Marcello, romano, la

conquisterà, passando poi alla conquista di Siracusa.

I campi della piana di Catania passeranno sotto il controllo di Centuripe.

Con Federico II Leontini tornerà a splendere.

Riccardo da Leontini, architetto di Federico II, che ricostruisce, con pietre squadrate,

con il ritorno delle fortificazioni per le acropoli.

Si iniziano, alla fine dell’800, a piantare agrumeti e vigneti che portano al ritrovamento

di tombe.

Queste collezioni saranno alcune famiglie importanti.

Famiglia Beneventano: vasi studiati da Paolo Orsi

Lebete di Berlino: vaso in bronzo con teste di ariete (conteneva i resti del cremato.

Rito usato anche a Cuma e in Eubea). Rito per un eroe. Non ci sono dati archeologici

legati a questa lebete.

Le tombe erano prob. Di aristocratici. E oggetti come questo non ne sono stati trovati

più nelle centinaia di tombe scavate a Lentini.

I primi scavi iniziano a fine ‘800 con P. Orsi, sia nelle necropoli indigene che coloniali.

Prima di lui, molti studiosi, 700-800, identificano la Leontini greca con l’attuale

Leontini.

Ma leggendo le fonti, secondo Schubring, non corrispondono le 2 città, perché la città

era su 2 colli, a est colle di Metapiccola e a sud Colle San Mauro.

Lo studioso Columba, sposta un po’ più a est il 2° colle.

Con P.Orsi, nel 1889, inizia la prima missione archeologica nella necropoli greca, che si

trova a nord dei paesi moderni, e in altre tombe sempre a nord, dove però trovò poco

materiale interessante.

Necropoli di Sant’Aloe:

- Facies di finocchito (Pantalica), necropoli indigena.

- Continuano a seppellire anche con l’arrivo dei greci.

1930 nuova campagna di scavo, ma nella città, dove trova resti di fortificazione greca.

Dopo la 2° guerra mondiale , indagine sistematica con Rizza, prof di Catania, nella

zona dove aveva scavato Orsi. Portarono alla conferma delle affermazioni di

Schubring.

Passo di Polibio, VII,6 (incompleto), ci descrive la città di Leontini.

Ci dice che la città è rivolta a settentrione. Una valle piana al centro e 2 piani scoscesi.

Posizione non chiara per il fiume.

Passo di Tito Livio, XXIV, 7, 2-5

Se li colleghiamo, il re scendeva da colle verso il foro, noi dovremmo trovare il fiume

che scorre nella valle, quindi dovremmo spostare le alture.

Villaggio Metapiccola:

- Resti edificio templare di cui restano solo le fondamenta.

- Non sappiamo nulla di questo tempio , senza peristasi con cella divisa in 2 con

pronao profondo e cella più piccola.

Rizza ha messo in luce le capanne messe in posizione particolare, incassate nella

roccia, di origine peninsulare con l’arrivo di un villaggio siculo.

Da Diodoro Siculo abbiamo notizie (Da Eolo nascono 7 figli che si dividono il governo e

regnano su Sicilia e Calabria. Uno di questi si ferma a Leontini.

Legami con isole Eolie dove troviamo le stesse capanne: semi ovali, tetto a doppio

spiovente, piccola tettoia all’ingresso, pali tutto intorno e un palo al centro. Focolare

vicino al foro centrale.

Capanna + importante sembra inglobare una capanna + piccola all’interno.

Rinvenimenti particolari:

vasi:

- Area cicladica + vasetti comunicanti tra di loro, si pensa ad un oggetto rituale,

perché non si capisce a cosa possa servire.

- Punte di giavellotto.

- Materiale peninsulare.

2 tombe nella pianura sottostante, collegate con il villaggio.

Dentro phytoi enchytrismos. No grotticella come quelle comuni in Sicilia, ma diverse,

come quelle che troviamo in Italia.

Tra XI e IX sec villaggio di Metapiccola doveva essere già abbandonato prima

dell’arrivo dei coloni.

Facies culturale contemporanea a Pantalica II

Mentre sul Colle San Mauro troviamo facies contemporanea a Pantalica III

Muri di cinta:

- Abbiamo una documentazione completa di tutte le stratigrafie dalla prima età

del bronzo fino a quella greca.

- Alcuni studiosi sostengono che la Pantalica III non esiste.

- Almeno 2, e tra i 2, vi è un riempimento, il muro di VI viene sostituito da un

altro, che Rizza, inizialmente aveva definito + antico, di VII, ma in realtà di inizi

IV ec.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher veroavalon84 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia della Magna Grecia e della Sicilia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Frasca Massimo.

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