Appunti lezioni Massimo Frasca "Archeologia della Magna Grecia e della Sicilia" 2017/2018
Paolo Orsi (1859-1935)
Paolo Orsi: padre dell'archeologia siciliana e della Magna Grecia. Grandi cambiamenti da lui apportati come impedire l’espatrio dei materiali recuperati. Personaggio straordinario, che operò da solo, solo con l’ausilio di un unico assistente e che riuscì a mettere in atto moltissimi cambiamenti. Professore all'uniCt, soprintendente alle antichità di Calabria e Basilicata.
Scavo a Pantalica. Taccuini di scavo, diari personali dove scriveva tutto ciò che faceva durante il giorno, come se fossero diari personali. Elenco degli oggetti presenti nei musei in cui ha operato (inventario).
Umberto Zanotti Bianco (1889-1963)
Umberto Zanotti Bianco: personaggio poliedrico. Filantropo, intellettuale, legato alla patria. Lui e P. Orsi si incontrano il giorno dopo il terremoto del 1908 di Messina, sul traghetto. Meridionalista: cercò di adoperarsi per il riscatto del Mezzogiorno, soprattutto per l’analfabetismo, organizzando scuole gratuite.
Interesse per storia e archeologia, quest’ultima vista come riscatto morale e culturale per le popolazioni autoctone. Crea molte associazioni. Nel 1912 interesse per monumenti bizantini e normanni. Ricerca di fondi per Fondazione Magna Grecia del 1921, della quale fu presidente Paolo Orsi fino al 1935. Metteva a disposizione i soldi per Paolo Orsi, per scavi, restauri.
Ebbe guai con i fascisti perché la sua attività metteva in luce ciò che il fascismo voleva nascondere. Fu chiusa la fondazione e riaperta a nome di Paolo Orsi. Fondazione di Italia Nostra.
Sibari
Una delle incognite della nostra archeologia. Quando fu distrutta da Crotone, a Mileto ci fu lutto. Vari tentativi di scoprire qualcosa sulla città. Fu mandato Cavallari, precedente presidente del museo prima di Orsi. Quattro tombe trovate ai Timponi a occidente della Piana. Studiosi L. Viola e E. Galli. Zanotti Bianco si occupa della bonifica della piana del cavallo. 3 città sovrapposte: Sibari, Thuri e Copiae. Sito pianeggiante con possibilità di impaludamento per la falda acquifera.
Paola Zancani Montuoro (1901-1987)
Paola Zancani Montuoro: laureata a Napoli nel 1923, studia alla scuola archeologica di Atene. Pinakes di Locri Epizefirii (fine VI – metà V sec. a. C.) 176 tipi e 10 gruppi. Impegnata tutta la vita con questo lavoro di studio. Scavi di Sibari e nel 1960 di Francavilla Marittima.
Heraion alla Foce del Sele fondato da Giasone per Hera Argiva fine VI sec. 12 metope scavi 1934-40 e 1949-50. A 50 stadi da Poseidonia, riva sx, 38 metope 2 serie: 1 dell’inizio VI (33-35 metope) del Thesauros, edificio vicino al tempio più piccolo. 1 serie della fine del VI del tempio vicino. Riutilizzate come materiale per altri templi. Alcune sembrano non finite, alcune ancora non dipinte. Forte impronta ionica: o sono maestranze ioniche da Siris, oppure solo influenza di correnti diverse rielaborate.
Paola Zancani Montuoro distinse 3 maestri:
- Maestro del Centauro: conservatore, legato all’arcaismo, tradizionalista.
- Maestro di Pholos: innovativo, ricerca nuove soluzioni formali.
- Maestro del Tripode: intermedio rispetto agli altri 2.
Popolazioni dell'Italia Meridionale
Strabone VI, 1,2. Lucani, Choni ed Enotri: occupavano i territori prima dell’arrivo dei Greci. Sanniti. Periplo di pseudo Scilace. Volsci, Campani: Cuma, Napoli e Pitecusa. Lucani fino a Thuri. Greci in Iapigia: Eraclea, Metaponto e Taranto. Ausoni: Calabria, diventano Opici nell’età del ferro. Autoctoni Enotri: immigrati divisi in: Itali Morgeti e Siculi. Choni, Bruzi, Iapigi (gruppo illirico). Ausoni: Lazio, Campania, Calabria Eolie. Posti a nord degli Enotri in Campania. Fondatori di Temesa, collocata tra Cosenza e Catanzaro alla foce del fiume Tanno, fascia tirrenica. Autoctoni, primi abitanti dell’Italia.
Legenda Italiaca
Progenitore Mares, metà uomo e metà cavallo. Legenda greca: Progenitore Auson figlio di Odisseo e Calipso o Circe e padre di Liparo. Lo studio della stratigrafia delle Eolie ci dice di sovrapporre una facies culturale totalmente diversa. Sovrapposizione di stili e costruzioni totalmente differenti per le capanne da tonde a quadrate, tombe a vaso, cambio della ceramica. Distruzione della popolazione precedente con arrivo di una nuova. Ausonio I e II nelle Eolie.
Ausonia: molto più ampia secondo molti storici:
- Ecateo: Ausoni da Nola
- Pindaro: Ausoni da Locri
- Ellanico: Ausoni dalla Puglia
Cultura delle tombe a fossa
Esempio: Torre Galli, scavato da Paolo Orsi in Calabria. Scavata in maniera estesa e pubblicata tempestivamente. La cosa essenziale è che P. Orsi espone i dati, ed è importante per chi arriva dopo. Vicino a Tropea, Capo Vaticano. Sia l’abitato che la necropoli sono in zona pianeggiante, posti ai 2 lati opposti della strada. Segnate le fosse, il loro orientamento e i corredi sono descritti in maniera dettagliata. Macciarelli, studioso di Torre Galli, ha notato che si sviluppa tra IX e VIII sec., età del Bronzo ed età del Ferro. Oggetti significativi: punte di lancia, fibule con staffa. Presenza di spade spesso con fodero decorato in ferro, con manicatura in osso o bronzo. Ceramica di impasto scuro, con bugnette e solcature e poco decorata.
Tombe
Le tombe si raggruppavano spesso attorno a tombe di guerrieri con spade, e spesso quelle attorno avevano rocchetti per la lana (tombe femminili).
Iapigi
Due origini: legenda ellenica: Antioco- Erodoto. Cretesi reduci da Camico. Legenda illirica: Nicandro- Varrone. Enotri: i più antichi abitanti d’Italia, secondo Antioco. In età storica con i Choni a Siri e Metaponto. Due origini: origine Italica: Varrone. Enotro re dei Sabini. Origine ellenica: Enotro e Peucezio, figli di Licaone, re di Arcadia, XVII generazione prima della guerra di Troia.
XVI sec. età del Bronzo: passaggio da economia pastorale e transumanza ad abitazioni stabili e agricoltura. Parte orientale della Calabria, versante ionico, ma per la tradizione anche nella zona occidentale. Ecateo ci parla di città enotre dell’interno Italia (VI sec.).
Choni
Ne parla anche Aristotele, che li definisce di stirpe enotria. Capitale Pandosia, vicino Cosenza, tra Sibari e Crotone. Collegamento con i Choni epiroti: somiglianza nel nome e toponimi (Acheron, Pandosia). Collegamento con l’epos acheo-troiano: Filottete fonda Crimisa. Si trovano in zona che va da Crotone a Metaponto. Hanno rapporti con le coste adriatiche del Bronzo Medio. Enotri cultura Appenninica e Subappenninica.
Itali
(Enotri): Italo avrebbe riorganizzato i territori e la società enotria, con il passaggio dalla vita nomade a sedentaria. Morgeti: fondano in Sicilia Morgantina e Galaria. Siculi: secondo Dionisio di Alicarnasso sono i primi abitanti del Lazio, cacciati dagli aborigeni (Latini) e Siculo si trasferisce in Sicilia con i Morgeti.
Antioco
Dal Lazio cacciati dagli Opici e dagli Enotri. Tucidide: spinti dagli Opici 300 anni prima dell’arrivo dei greci. Ellanico: Siculi= Ausoni che vengoo cacciati dagli Iapigi nella III generazione prima della guerra di Troia (1270 a. C. circa). Siculi in Locride: Paolo Orsi vi scava più volte. Necropoli di Janchina Patarini in Calabria. Zona collinare e zona pianeggiante in cima alla collina e intorno. Il villaggio non è stato scavato ed è posizionato in cima alla collina.
Tombe
Quadrate, rettangolari con lati ben definiti con defunto in posizione supina con arti piegati. Dotate di 2 o 4 banchine con parte centrale più bassa. Precedute da padiglione. Ingresso chiuso con portello in pietra. La tomba poteva essere usata più volte, con più defunti seppelliti anche in momenti diversi. Tombe tipiche della Sicilia, quindi forte affinità con Sicilia e conferma delle tradizioni.
Corredo
Ceramica: ricorda Torre Galli, predominanza di tazze, biconici, oinokoi a collo lungo che ricordano quelle siciliane. Fibule con staffa a disco, punte di lancia. Le forme sono greche o richiamano le forme locali. Si è pensato ad artigiani greci (vasai) che lavoravano in loco.
Locri
Greci stabiliti a Capo Zefirio, non adatto però alla vita stabile e quindi accordo con gli indigeni e lo spostamento definitivo nel luogo di fondazione.
Necropoli enotrie della Sibaritide
Scavi iniziati nei primi anni '60 da Zancani Montuoro e insieme a Juliette de La Geniere nella zona di Francavilla Marittima, con lo studio del periodo precedente all’arrivo dei coloni, ma anche dopo. Renato Peroni: studio delle società protostoriche (studio all’Amendolara con analisi del periodo del Bronzo, con retrocessione di alcuni fenomeni, come l’arrivo dell’ulivo). All’arrivo dei greci, con la fondazione di Sibari, avviene la distruzione del ciclo insediativo indigeno.
Secondo la studiosa tedesca Kliebrink, c’è invece una continuità con le popolazioni indigene.
Impatto greci indigeni
Studiosa danese Jacobsen crede che a Timpone della Motta ci siano stati dei greci euboici vissuti prima della fondazione delle colonie. Timpone della Motta: ceramica enotrio – euboica. Skifoi, scodelle tipiche indigene. Abitato di Francavilla Marittima: edifici con materiali deperibili, si continuano ad utilizzare con l’arrivo dei greci, ma in muratura soprattutto nel V sec.
Necropoli
Continuità d’uso tra età del ferro e fase arcaica. La maggior parte delle sepolture, databili al ferro 2B (800-720 a. C.), collocate decenni prima della fondazione di Sibari, e alcune databili al VII e al VI sec. a.C.
Macchiabate
Età del ferro, deposizione del defunto in posizione supino-rannicchiata. Tombe a tumulo con pietre e vasi (a bombarda), vasi che facevano da segnacolo della tomba. Corredo: vasi d’impasto grossolano, scura, lucida, tazze, bicononici. Fibule a 4 spirali con rivestimento di ferro o bronzo, fibule a staffa, fibule a disco, fibule ad arco semplice, doppie. Anelli, bracciali, orecchini, anelli troncoconici convessi, punte di giavellotto. Fibule siciliane “serpeggiante a occhio”. Fibule 2° età del ferro ad arco. Scarabei che arrivano dall’Egitto e dalla Siria.
Questa necropoli aveva contatti con i Fenici, ad es. statuette di uomo e donna, amuleti magici per favorire la buona riuscita del matrimonio e la fertilità. Oggetti particolari: serie di tubicini in bronzo, inseriti in tombe femminili, ma non sappiamo a cosa servissero. Forse tombe di donne in una posizione sociale particolare, forse sacerdotesse.
Tomba della Basilicata
Collana in bronzo e materiali preziosi: orecchini con perle, collane con ambra, fibule di ferro a spirale, cintura con vari elementi e catenelle, maglie sospese e cono centrale, bottoncini cuciti sul vestito.
Indigeni della Sicilia: Sicani, Siculi e Morgeti
Tucidide, libro VI:
- Ciclopi e Lestrigoni, creature leggendarie, ne parlano i poeti.
- Sicani: primo popolo, ritenuto autoctono, ma in realtà iberi scacciati dai Liguri dal fiume Sicano in Iberia. Da loro la Trinacria fu chiamata Sicania, nel V sec. vivevano in Sicilia occidentale.
- Dopo la caduta di Troia giunsero Elimi, cui si aggiunsero Focei: Erice e Segesta, ai confini coi Sicani.
- Siculi: in fuga dagli Opici, arrivano con zattere o altro, ai tempi di Tucidide c’è ancora qualche gruppo in Italia (da Italo, re dei Siculi). Respinsero i Sicani spingendoli a Ovest. Da loro la Sicania prese il nome di Sicilia. Tutto ciò 300 anni prima delle colonie greche.
- Coi Siculi giunsero anche i Morgeti (fondarono Morgantina).
- Diffusa presenza di Fenici sulle coste siciliane, ma all’arrivo dei Greci si concentrarono a Mozia, Solunto e Panormo, vicino agli alleati Elimi e a Cartagine.
Forse Tucidide attinge da Italikà di Antioco di Siracusa.
Sicani
S. Angelo Muxaro - Forse Kamikos, capitale di Cocalos, re dei Sicani. In effetti ritrovamenti di oggetti in oro nell’area. Rinvenimenti dal 1700, ma anche in età moderna (Orsi), necropoli vasta da Tardo Bronzo ad età storica. Tombe a grotticella artificiale, a fine periodo “monumentalizzate”.
Rinvenimento di diverse coppe d’oro. Raffigurazioni in stile miceneo, secondo altri influsso greco. Anelli d’oro simili ad oggetti più antichi, di cui uno al dito di un inumato di età storica. Ceramica incisa del IX secolo, impressa nel VIII e VII. Elementi ricorrenti: occhi, spirali, motivi ondulati o impressi, applicazione plastiche, forse volti umani o bucranio, a un certo punto anche dipinte, dapprima monocrome, poi bicrome.
Polizzello
Luogo sacro al centro di territorio più vasto. Oggetti provenienti anche da fuori. Scavi di Orsi e Palermo. Santuario di più fasi. Forme delle strutture da rotonde a quadrangolari (forse influsso greco?) e infine di nuovo rotonde (ritorno alle origini?). Produzione ceramica di altissimo livello, rinvenimento di un elmo. Oinochoe dipinta, forse raffigurazione di un guerriero. Forse sono richiami micenei, ma c’è chi suggerisce modelli corinzi. Sacelli in ceramica (assenti nella Sicilia orientale) (forme plastiche di cavalli forse a imitazione di acroteri dei templi greci?). Forti radici etniche.
Siculi
Serie di movimenti di migrazione nello spazio e nel tempo che interagirono con elementi locali, non necessariamente violenti. Ellenico propone data del 1270 a.C. Tucidide 1050 a.C., forse parlavano di due momenti distinti della migrazione. Si tratta in ogni caso di un movimento di oggetti e popolazione tra fine II e inizio I millennio a.C. che portò gruppi a mescolarsi o scontrarsi coi Sicani già presenti.
Pantalica
Dal XIII secolo all’arrivo dei Greci. Sito nell’interno degli Iblei, lungo l’Anapo (fiume molto importante). Forse era la capitale del regno di re Iblon, Ibla, regno che arrivava fino a Siracusa e di cui Ortigia era scalo marittimo. Abitata nella protostoria e dai Bizantini durante la conquista musulmana.
B. Brea sosteneva un movimento di popolazione da Thapsos verso Pantalica nel XII secolo (Ausonio I).
4 fasi di popolamento
- Necropoli Nord (Pantalica Nord), abitata da popolazioni che si spostano dalla costa.
- Crollo a Pantalica, ritorno alle aree costiere, fibule, contatti col mediterraneo (fase di Cassibile).
- Pantalica Sud.
- Arrivo dei Greci, poco documentata (fase di Finocchito), sito abbandonato, pochissima presenza, forse solo un piccolo santuario.
L’unico edificio presente ricorda i palazzi micenei, ma Orsi non conosceva ancora i palazzi di Thapsos, contatti col mondo egeo. La fase medievale ha riutilizzato il "palazzo". Le pietre della struttura vengono da altrove. Vi è stato rinvenuto un tesoro di monete e monili legato a Costante II. L’edificio più recente si appoggia a quello più antico, sotto il quale sono state rinvenute forme di fusione.
Dai corredi si vedono ancora contatti col mondo egeo, con specchi, vasi, forme collegate a forme egee (come un vaso simile a un askos).
Ausoni-Morgeti XI secolo
Facies Pantalica II: Epicentro nella piana di Catania. Rottura degli equilibri del Bonzo Recente (Pantalica Nord) di chiefdom come quelli di Desueri a causa dell’espansione di gruppi provenienti anche direttamente dalla penisola (e quindi non solo dalle Eolie). Facies archeologica mista (Mulino della Badia). Mantengono propri usi e caratteristiche socio-politiche, ma accolgono tratti culturali locali (ceramiche). Il Salso rappresenta il punto di rottura, a ovest resta la facies Pantalica Nord, mentre a est avviene il cambiamento.
Morgantina
Sito a ovest di Catania. Cittadella: abitazioni diverse dal resto di Sicilia, "longhouse", grandi edifici quadrangolari (simili ad altri in Italia), con banchine, fori per i pali, muretti per dare solidità alla capanna. Ceramiche locali: brocche piumate realizzate al tornio; esterne: scodelle realizzate a mano come nella penisola.
Metapiccola
Sito a sud di Catania, vicino Lentini. Stesse capanne di Morgantina, dotate anche di porticato simili a quelle del Palatino.
Cassibile
Ceramica con decorazione piumata, ispirata alla fase precedente. Presenza diffusa di fibule, anche italiche. Tombe (c’è l’immagine nella slide).
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