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Economia delle aziende e dei mercati internazionali

Introduzione al corso

L’ammontare di risorse necessarie a una persona per soddisfare i propri bisogni oggi è moltiplicato per 30 rispetto all’inizio dell’800. Fino all’800 invece il PIL, e anche la popolazione, sono rimasti perfettamente stabili. È interessante quindi capire il perché di questa impennata post ottocentesca.

“L’economia di per sé è una sfida – alla presunzione di coloro che occupano posizioni di potere.” Ludwig von Mises.

Bisogna capire perché la realtà si è sistemata in un determinato modo senza che una figura specifica creasse un determinato ordine o equilibrio. L’economia è una scienza sociale e ha a che fare con il comportamento umano. Il corso sarà affrontato con un approccio umanistico, con lo scopo di educare al pensiero critico.

Modalità d’esame: poi c’è la possibilità di fare l’orale, che esame scritto con tre domande aperte, farebbe media con lo scritto.

Libri: vedi insegnamento, ci sono 4 libri (Ricossa, Porter, Mingardi, Caroli) con le indicazioni delle parti/capitoli da studiare.

Scarsità e allocazione delle risorse

Ogni sistema economico svolge una funzione di razionamento, quindi non tutte le persone possono fare le stesse cose allo stesso momento. Allo stesso modo però i nostri desideri sono spesso tendenti all’infinito. Siamo quindi esseri umani con desideri potenzialmente infiniti ma risorse inadeguate e scarse a rispondere ai nostri desideri infiniti.

Un sistema economico deve quindi ordinare l’attribuzione di queste risorse in modo che vengano soddisfatti alcuni bisogni e non altri. Ciò che caratterizza un sistema economico sono quelle procedure che permettono alle persone di soddisfare “Un sistema economico è un sistema alcuni bisogni negandone altri. per razionare beni e servizi che – sono inadeguati a fornire tutto ciò che le persone desiderano” Thomas Sowell.

“L’economia è quella che scienza che studia il comportamento umano come relazione tra fini e mezzi scarsi, che possono essere destinati ad usi alternativi” Lionel Robbins.

Il rame, ad esempio, può essere usato per i cavi elettrici, cavi telefonici, e monetine, le pentole, strumenti e monili… La distribuzione di rame nel mondo cambia quando si scopre che il rame può essere utilizzato per i cavi telefonici, perciò è più importante che sia utilizzato in quello piuttosto che per delle pentole.

Processo decisionale nell'allocazione delle risorse

Quindi a fronte di scarsità di una materia questa sarà utilizzata nel modo più produttivo. Se ho un certo numero di lamponi li userò per la marmellata, che ha una domanda superiore, piuttosto che per mettere una guarnizione di bellezza a un risotto, che magari piace solo a poche persone. Questo è quello che avviene ogni giorno nel mondo: ogni giorno nell’economia in cui viviamo le risorse si spostano per cercare gli utilizzi più produttivi.

In altre economie la situazione invece può essere differente: l’Unione Sovietica, ad esempio, che era un esperimento di carattere sociale, aveva una produzione missilistico-militare straordinaria, ma non sapeva fare gli assorbenti. Questo significava quindi che una parte importante della popolazione avrebbe avuto forti disagi e non avrebbe potuto lavorare con regolarità.

La classe dirigente era totalmente maschile ovviamente, ma il problema principale era che la decisione dei fini socialmente importanti e della gerarchia dei bisogni da soddisfare fosse in mano a un piccolissimo numero di persone, che guardava solo alla produzione militare, alla gara spaziale e a un senso di grandeur. È proprio questa la ragione per cui l’economia studia questi processi senza dettarli: non c’è un ordine che non riguarda un processo decisionale dall’alto.

A questo punto possiamo capire che se scarsità, allora economia. Se siamo in un contesto nel quale si ha a disposizione una risorsa infinita allora siamo in un paradiso terrestre ma non in un’economia. Il problema economico nasce esattamente nel momento in cui scopi diversi per l’uso della stessa risorsa entrano in concorrenza. Risorse scarse + pluralità di fini + necessità di usare quella risorsa in un modo o nell’altro.

Il cambiamento degli usi delle risorse

Un ulteriore problema è che gli usi possibili delle risorse non sono dati una volta per tutte, ma cambiano nel tempo a seconda dei beni e dei servizi che possono essere prodotti, del modo in cui le persone domandano quei beni e quei servizi e del modo in cui la tecnologia condiziona l’allocazione delle risorse.

Ad esempio, la domanda che gli smartphone hanno fatto scomparire è la macchina fotografica. Gli usi cambiano e non è detto che il modo in cui la tecnologia condiziona l’allocazione delle risorse sia necessariamente prevedibile.

Nel 2001 quando la Samsung mette la macchina fotografica nel telefono non pensava a Instagram. Gli usi cambiano con il tempo e possono essere l’esito di adattamenti produttivi e dall’altra parte possono essere le persone che scoprono un nuovo uso per un bene che era progettato a un altro fine.

Un ambito in cui questo accade è la sanità: molti farmaci destinati alla cura di una malattia anni e anni dopo si scoprono efficaci anche per altre malattie.

La conoscenza nelle decisioni economiche

Riguardo le conoscenze, c’è un tipo di particolare di conoscenza. Abbiamo parlato di abilità che vengono apprese, di nozioni che vengono trasferite, ma non abbiamo parlato di quella conoscenza che è utile a prendere delle decisioni e che deve entrare in gioco per decidere come allocare quelle risorse.

Tornando all’esempio del rame, immaginiamo di vivere qualche decennio fa in un paese con abbondanza di miniere, il Cile, in un paesino isolato e senza sapere che il rame viene oggi utilizzato per fare i cavi del telefono. Come si allocherà il rame a disposizione? Sarà utilizzato per fare dei monili o strumenti, perché non sappiamo che qualcuno sarebbe disponibile a utilizzare la risorsa pagandola di più e facendone un uso diverso.

Quindi cosa deve esserci in un manufatto, come deve essere fornito un servizio, che genere di servizi si dovranno offrire e quali persone si dovranno assumere? È meglio usare la stoffa per farne dei canovacci o per fare delle mascherine colorate? Tutto questo richiede delle conoscenze che abbiano, a differenza delle nozioni che possono essere trasferite, natura prettamente congetturale. Sono congetture che vengono prese da una parte o dall’altra.

Quello che conta in quel momento è quindi l’attore, la persona che prende quella decisione e come può trarre beneficio dalla sua conoscenza. Se è molto isolato non conoscerà quello che sta avvenendo in altri paesi, se opera in un sistema verticistico non si curerà dei gusti dei consumatori…

Le unità decisionali e il mercato

Parte del discorso economico è un discorso sulle unità nelle quali le decisioni devono esser prese: le decisioni possono essere prese dall’alto, ma spesso vengono prese dalla periferia. Per esempio, un produttore di sedie come fa a sapere quante sedie rosse e quante blu produrre durante l’anno? Farà una congettura, deve stimare la domanda, deve farsi un’idea circa il numero di persone che possono effettivamente richiedere quel particolare bene.

Bisogna quindi ragionare per unità circa la quantità, in base alla domanda. Quando avviene una sovrapproduzione allora bisognerà far calare il prezzo dei prodotti (es. saldi), perché la congettura della domanda è stata errata. Si riesce invece ad avere una percezione migliore di quale sarà effettivamente la domanda di un bene quando si ha un’esperienza: se si produce sedie per l’università si sa che le università tendono a richiedere una sedia rossa per ogni 15 sedie blu.

Dove vengono prese queste decisioni è una questione fondamentale sia nella società sia nell’impresa, perché non tutte le conoscenze sono immediatamente trasferibili: alcune sono aggregabili e possono essere trasformate in conoscenze statistiche e condivise con qualcuno che sta molto lontano al momento della decisione, ma ci sono anche conoscenze che restano lì, ovvero le conoscenze di tempo e di luogo.

Il punto è anche chi può e come si fa a imparare e ad acquisire le conoscenze rilevanti per prendere quella determinata decisione. Le conoscenze statistiche sono molto utili, ad esempio, nel governare un Paese, ma non lo sono necessariamente anche nel governare un’impresa, quando bisogna fare scelte puntuali come quali prodotti scontare o non scontare in un negozio, dove scegliere di ridurre i prezzi e dove no, quali sono le scorte che vanno eliminate prima e quali dopo.

La facilità con la quale il centro e la periferia riescono ad acquisire determinate conoscenze dipende anche dalle caratteristiche di quel tipo di conoscenza, e una sfida in qualsiasi economia è riuscire a mettere insieme conoscenze diverse al fine di renderle tutte utili e produttive.

Questo non è semplice: spesso ci si scontra tra la gelosia della periferia che non vuole lasciare spazio al centro, e la miopia del centro che non capisce che alcune informazioni si possono conoscere davvero e controllare solamente in periferia.

Riassumendo

  • Il vantaggio che unità decisionali “che stanno in alto” e “che stanno in basso” hanno nell’acquisire un certo tipo di conoscenza deriva dalle caratteristiche di quel tipo di conoscenza.
  • La maggior parte delle decisioni richiede un’interazione fra tipi di conoscenza diversi, e fra “livelli” decisionali diversi.
  • L’efficacia della subordinazione gerarchica varia a seconda del vantaggio che le unità decisionali “che stanno più in basso” hanno rispetto a quelle “che stanno più in alto” nell’acquisire conoscenza.

Cos'è un mercato?

Cos’è un mercato? Cosa c’è in un mercato? C’è alto e basso, c’è l’imprenditore a capo di un’azienda petrolifera e il benzinaio di Casalpusterlengo. È un ambito in cui avviene uno scambio monetario in una platea di persone che non sono esclusivamente persone che già si conoscono.

“La divisione del lavoro è la conseguenza necessaria di una certa propensione della natura umana: la propensione a trafficare, barattare e scambiare una cosa con l’altra” – Adam Smith. Per Smith noi siamo animali che scambiano, perché ci viene facile, siamo fatti così, mentre un cane non potrebbe mai farlo. Esistono piccoli gruppi che consentono scambi e interazioni in assenza di monetizzazione quando l’interesse è in comune quando c’è confidenza. L’elemento della fiducia è importantissimo, infatti, in tutte le relazioni economiche.

In un gruppo ristretto, ad esempio, la fiducia cade quando si hanno informazioni negative riguardanti il comportamento degli altri, che possono anche essere informazioni false. Smith afferma che ci sono relazioni in cui le necessità di qualcuno (io voglio un gelato al limone) rispondono alle esigenze di un altro (il gelataio guadagna 3 euro). Quindi se io ho da mangiare non è per benevolenza di qualcuno, ma perché questo qualcuno ne trae dei vantaggi.

L’appello allo scambio monetario non esaurisce però la questione. Quando si compra qualcosa ci sono dei criteri per cui decidiamo di comprare una cosa e non un’altra. Entriamo in un negozio o in un sito di solito con in mente già alcune cose: il prezzo minore ma la marca migliore, il colore, i suggerimenti esterni… Più rilevante è la spesa e maggiore sarà lo sforzo di informazione.

Se dobbiamo bere un caffè entriamo nel primo bar che ci capita, ma se dobbiamo andare a cena per festeggiare un evento importante ci si informa su TripAdvisor o comunque su delle guide. Si attiva un meccanismo quindi anche persuasivo. “L’economia è un campo di persuasione e di giudizi di chi – parla e di chi ascolta” McCloskey-Kremer.

Perché i mercati sono conversazioni?

Nell’andare a comprare qualcosa c’è un aspetto di mutua persuasione. Se vado a comprare una giacca si stabilisce una conversazione tra persone, me e il commesso. Cambia anche in base ai Paesi: ad esempio in Cina bisogna contrattare. È quindi una conversazione con le sue regole, con le sue parti in commedia (io e il commesso). Anche in una dimensione non fisica di rapporto con il cliente, ad esempio online, è importante, e avviene attraverso la conversazione.

Il bravo venditore è colui che fidelizza, colui che induce a tornare nel suo negozio, creando un rapporto di fiducia, dimostrando interesse, con empatia. Questa è la natura non tanto del rapporto commerciale in sé ma degli esseri umani, protagonisti del rapporto commerciale.

Conversazione avviene anche con la discussione del salario… Conversazione significa provare a persuadersi a vicenda. Nel mondo economico si prova a convincersi a vicenda. Il grafico, ad esempio, è un modo sintetico e persuasivo per mostrare efficacemente determinati dati.

Questa persuasione è da intendere come un modo per convincere gli altri che ciò che noi stiamo offrendo loro è coerente con i loro bisogni e desideri (che magari nemmeno sanno ancora di avere). I mercati sono l’ambito degli scambi che avvengono tra persone che non si conoscono.

La forma più evidente di persuasione è l’offerta economica, ad esempio in un’asta, in cui chi offre di più riesce a persuadere e vince. Il fatto che questa persuasione avvenga quasi sempre tra estranei quindi cambia la situazione.

Conoscenza nella società e mercato

Le conoscenze sono disperse nella società e non sono tutte dello stesso tipo. La conoscenza ha spesso un suo aspetto pratico, e quindi ha a che fare con l’apprendere in modo pratico, oppure un aspetto tacito, che si impara con una guida, un insegnante. È anche un meccanismo di razionamento, ed ha a che fare con risorse scarse in vista di desideri potenzialmente infiniti, ed è proprio questo a rendere la scarsità ancora più rilevante.

Bisogna anche capire che risorse utilizzare e per quale fine, quindi quali risorse hanno priorità. Bisogna anche capire dove sono le conoscenze utili, se al centro (ministero dello sviluppo economico) o in periferia (il negozio di Mondondone).

Cos'è un mercato (2)?

Il mercato di piazza vende essenzialmente beni di prima necessità. Torna costantemente, per la fidelizzazione, quindi avere la sua clientela, ma anche perché il fatto che il rivenditore torni permette che ci siano prodotti che si ricomprano sempre e anche di potersi lamentare la volta dopo se qualcosa che si ha comprato non andava bene. Ci sono anche mercati stabilizzati, in cui la gente può comprare giorno dopo giorno.

Ebay, tuttavia, ha ad esempio caratteristiche diverse. Stelline e recensioni sono le prime cose che si guardano quando si compra un prodotto, perché si vuole acquisire fiducia. La fiducia è un ingrediente fondamentale di qualsiasi contesto in cui si scambia ed è difficile da ottenere in un contesto in cui si scambia tra estranei.

Se ci interessa avere info su un corso di un professore chiediamo a chi l’ha già frequentato prima di noi e lo stesso accade per dei mercati ridotti di dimensione, cerchiamo informazioni da parte di persone che conosciamo. Nello scambio tra estranei invece le cose cambiano. Durante il mercato cittadino in un luogo familiare c’è fiducia, perché le persone sono sempre le stesse, e magari anche controllato giuridicamente, ad esempio la polizia che gira.

Questo significa che se io mi devo lamentare per qualcosa ho una terza parte che funge da arbitro. Amazon ed Ebay invece hanno il problema che nessuno si appella alla polizia per un libro rovinato ad esempio. Allo stesso tempo però se si venisse sempre fregati da questi siti non si comprerebbe più. La risposta è stata trovata nelle recensioni: un’attività senza costi che fa sì che ci si fidi entrando in relazione con quelle piattaforme a cuor leggero, perché se avessero carattere fraudolento allora sarebbero gli utenti per primi a mettere in evidenza questo aspetto.

Il mercato è perciò l’incontro di persone che scambiano e l’insieme di regole che consentono la conversazione. In assenza di regole che creino fiducia è improbabile che ci sia collaborazione.

Perché scambiamo?

“È una propensione della natura umana” – Smith. Si scambiano favori, piaceri, cibo… Per cercare di essere utili gli uni agli altri gli uomini scambiano beni e servizi.

Smith credeva che l’uomo per quanto fosse egoista potesse comunque immaginare come stanno gli altri, quindi simpatizzare. Per Smith però la simpatia non può governare i rapporti di una società, e noi oggi forse viviamo nella società che più riesce a simpatizzare con persone lontane e diverse.

Conoscere e avere relazioni con persone diverse rende più facile simpatizzare con persone lontane e che non ci somigliano. Tuttavia, nel corso della storia umana, le persone tendevano a simpatizzare solo con le persone più simili e la simpatia che si prova si attenua. C’è un problema di prossimità: con le persone che sono vicine a noi riusciamo ad accordarci mentre se…

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gcignoli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia delle aziende e dei mercati internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Mingardi Alberto.
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