Economia delle aziende e dei mercati internazionali
Mingardi, 13 Febbraio 2019
Tutti siamo ignoranti, solo su argomenti diversi. (Will Rogers)
Si può affermare che la civiltà ha avuto inizio quando l’individuo, nel perseguire i suoi fini, ha potuto utilizzare conoscenze maggiori di quelle da lui stesso acquistate e quando, approfittando di una conoscenza che egli stesso non possedeva, è potuto uscire dai confini della sua ignoranza. (Friedrich A. von Hayek)
Ignoranza e complessità
Quando analizziamo il processo economico dell’età moderna stiamo in realtà parlando di ignoranza e complessità. Ci occupiamo del modo in cui conoscenze diverse vengono o non vengono attivate nel perseguire determinati fini. Il grande mistero che dobbiamo svelare è: com’è possibile che un mondo composto di persone ignoranti riesca, tutti i giorni, a svolgere funzioni che richiedono una gran quantità di conoscenza?
Conoscenza e decisione
Le nostre conoscenze individuali aumentano, ma non è la conoscenza di una persona sola quella che conta. Quando parliamo di conoscenza ci riferiamo a cose diverse: una forma di conoscenza sta nelle cose che possiamo apprendere dai libri, una conoscenza che può essere trasferita; la conoscenza di come comportarci in contesti diversi. La diversità dei tipi di conoscenza è una questione fondamentale.
Ci sono delle conoscenze particolari, cioè quelle utili a prendere delle decisioni. Quando si parla di decisioni economiche possiamo fare diverse considerazioni. Vi è ad esempio la decisione di fare la spesa in cui dobbiamo decidere cosa comprare, ma dall’altro lato vi sono le decisioni di chi vende che deve decidere che prodotti mettere a disposizione, come disporli (in base alla scadenza).
Tutte queste decisioni utili si chiamano unità decisionali, ovvero decisioni in base al luogo. Bisogna ragionare sulle nostre azioni e mercati finanziari. Alto/basso - Centro/Periferia: questa differenza ha molto a che fare con il tipo di conoscenza di cui queste unità decisionali possono disporre e con il modo nel quale questa conoscenza viene attivata per prendere decisioni.
Fare economia di conoscenza
Quelle più in alto hanno più conoscenza di quello che stanno in basso, il centro ha un vantaggio nel riunire conoscenze rispetto alla periferia? No, è solo diversa. La conoscenza generale è di solito usata in modo più economico delle unità delle decisioni che stanno più in alto. Alcune conoscenze sul comportamento del consumatore sono facilmente aggregabili, alcune no.
Se andiamo in ambiti personalizzati di consumo, tanto più è di nicchia, tanto più sarà difficile aggregare delle conoscenze. Dal punto di vista del produttore questa cosa è ancora più complicata perché c’è il problema delle risorse da utilizzare, il prezzo delle risorse utilizzate e la manodopera (come operano, come lavorano).
Considerazioni
- Il vantaggio che unità decisionali “che stanno in alto” e “che stanno in basso” hanno nell’acquisire un certo tipo di conoscenza deriva dalle caratteristiche di quel tipo di conoscenza.
- La stragrande maggioranza delle decisioni richiede una interazione fra diversi tipi di conoscenza, e spesso fra “livelli” decisionali diversi (i gusti sono diversi, anche solo per decidere quali stoffe funebri usare).
- L’efficacia della subordinazione gerarchica varia a seconda del vantaggio che le unità decisionali “che stanno più in basso” hanno rispetto a quelle “che stanno più in alto” nell’acquisire conoscenza. Se le unità che “stanno in basso” hanno un grande vantaggio nell’acquisire le conoscenze rilevanti rispetto a quelle che “stanno in alto” noi avremmo un’organizzazione nella quale le filiali, i punti vendita, i singoli negozi godranno del massimo grado di autonomia. Se al contrario ad avere un vantaggio nell’aggregare il tipo di conoscenza necessaria sono le unità che “stanno più in alto” sperimenteremo un’organizzazione nella quale la centralizzazione è più forte.
Cracco vs Lidl
Cracco (un ristorante di lusso) vs Lidl (grande catena) – Si assomigliano? Hanno in comune che in entrambi troviamo da mangiare. A livello organizzativo e di prezzo sono due realtà diverse. Si tratta di una questione di gestione dei valori. Lo strumento che usiamo per decidere qual è il livello decisionale giusto nel quale porre le unità che prendono decisioni, questo strumento è il mercato.
Che cos'è un mercato?
Il mercato è un luogo, non necessariamente fisico ma anche digitale, dove si incontrano la domanda e l’offerta.
Cooperazione e autointeresse
Non è certo dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro pranzo, ma dal fatto che essi hanno cura del proprio interesse. Non ci rivolgiamo alla loro umanità, ma al loro egoismo e con loro non parliamo mai delle nostre necessità, ma dei loro vantaggi. (Adam Smith - La Ricchezza delle Nazioni 1776)
A che concetto si fa riferimento? Qual è il tema che è al centro del discorso? Il concetto al quale si fa riferimento è quello di autointeresse (Self-love) la cooperazione sociale, qui la cooperazione alla quale noi dobbiamo i beni e i servizi messi a nostra disposizione non si deve alla voglia di fare cose insieme ma si deve, al contrario, a semplice interesse personale del birraio, del macellaio, del fornaio…
Lo scambio
L’economia è vista come quell’ambito della vita nel quale noi ragioniamo non tanto per ciò che ci unisce agli altri, quanto più per interesse personale. Che effetto fa ragionare sul concetto di auto interesse?
Abbiamo cominciato a parlare di conoscenza. Infatti l’economia ha a che fare con la distribuzione e con l’utilizzo delle conoscenze nella società. Quando noi parliamo dell’economia, quando discutiamo della relazione tra noi e il macellaio, il fornaio ecc, parliamo di scambi. Dire che noi siamo auto interessati significa anche dire che quando noi diamo qualche cosa ne abbiamo in cambio un’altra.
Quali sono le relazioni nelle quali noi siamo auto interessati? Quali sono i rapporti in cui l’auto interesse non entra e noi riceviamo senza avere in mente di dare nulla in cambio? La relazione con i nostri genitori. Altre relazioni che noi abbiamo, pur non essendo regolate dal denaro e nelle quali c’è un rapporto di scambio, quali possono essere? Le relazioni amorose.
Quando parliamo però di scambi economici parliamo di qualcosa di un po’ più preciso. Per Smith lo scambio è una costante in qualsiasi società ed è una caratteristica tipica dell’essere umano. Lo scambio presuppone che la cosa scambiata ci frutti qualcosa di migliore/che migliori la nostra situazione. Lo scambio per avvenire ha bisogno di comunicazione, richiede che una persona entri in contatto con qualcun altro.
Anche gli animali, come gli uomini, hanno dei bisogni. Forse “due levrieri che rincorrono la stessa lepre danno talvolta l’impressione di agire di comune accordo. Ognuno la volge verso il compagno o cerca di intercettarla quando il suo compagno la spinge verso di lui” ma “nessuno ha mai visto un cane fare con un altro cane uno scambio leale e deliberato di un osso con un altro”. Nessuno ha mai visto un animale che fosse pronto e disponibile ad entrare in relazione di scambio con un altro animale perché è una caratteristica tipica degli umani.
Tratto caratteristico della nostra società: noi abbiamo bisogno di altre persone, non c’è niente che venga fatto senza la cooperazione di qualcun altro. Anche quando ci sembra di fare qualcosa da soli, in realtà subdolamente stiamo traendo vantaggio da un lavoro di mille altre persone. Es. quando apro Netflix e voglio stare da sola a riposarmi in realtà sto usufruendo di un cast di mille persone che hanno partecipato alla creazione della serie che guardo. Anche il semplice bere un caffè è il risultato di una cooperazione di persone e attività che abbraccia tantissimi paesi, migliaia di persone e di cui noi beneficiamo solo per lo step finale ovvero l’acquisto del prodotto e l’interazione con la barista che ce lo serve.
L’auto interesse, l’importanza dell’interesse personale in un’economia si capisce in questo. L’alternativa di avere a che fare con gli altri appellandosi al loro interesse è l’eremitaggio oppure l’avere relazioni con gli altri ma avere delle relazioni che non si basano sull’egoismo ma che invece sono improntate alla condivisione di determinati obiettivi. La caratteristica che tutte le relazioni non improntate sull’auto interesse hanno sono: prossimità e interdipendenza.
L’alternativa all’auto interesse è dipendere dalla benevolenza altrui come i mendicanti. Ma secondo Smith neanche loro dipendono interamente dalla benevolenza altrui. Egli dipende dalla carità altrui per i propri introiti ma con quelle entrate si compra qualcosa da mangiare, una coperta ecc. e facendo questo crea scambi (denaro-prodotto) analoghi a quelli in cui partecipano anche tutti gli altri concittadini. Tanti più sono gli estranei con i quali possiamo avere a che fare per i nostri scambi (inconsapevolmente) tanto maggiore è il grado di specializzazione presente nella nostra società e tanti più sono i nostri bisogni che possono trovare realizzazione.
Poiché è la capacità di scambiare che determina la divisione del lavoro cioè il lavoro può essere diviso, una società può essere fatta da tante unità decisionali nella misura in cui possiamo scambiare, la misura di questa divisione è sempre necessariamente limitata dall’entità di questa capacità o, in altre parole, dall’estensione del mercato.
Conoscenza e scambio
Sugli scambi e le conoscenze si fonda il nostro “vivere insieme”. Qual è la cosa più complicata da fare anche quando il gruppo ha gli stessi valori, le stesse idee e gli stessi obiettivi? Coordinarsi.
Coordinamento
- Coordinare l’uso delle risorse.
- Qual è l’uso migliore di un certo bene?
- Perché esiste un problema di coordinamento?
Un sistema economico/economia è un sistema per razionare beni e servizi che sono inadeguati (non sono sufficienti) a fornire tutto ciò che le persone desiderano. Questa definizione sottolinea come il sistema economico debba saper dire “no”, debba saper decidere quali sono gli scopi che non devono essere applicati per non creare problemi riguardanti la scarsità delle risorse. Serve a orientare le persone verso un uso di determinate risorse o negarne l’accesso ad altre ancora.
Non si può ad esempio adornare di pietre preziose la scatola del panino di McDonald perché il prezzo e la disponibilità delle pietre preziose non è compatibile con il prezzo del panino. Le risorse sono limitate ma quella più limitata è il tempo. Il tempo è una risorsa che interviene in tutte le decisioni.
Che cos'è un'economia?
L’economia è lo studio “dell’allocazione di risorse scarse tra usi alternativi”. In altri termini è la scelta di chi e come deve utilizzare determinate risorse, che sono scarse, tra usi alternativi. Alternativi perché qualsiasi utilizzo di una risorsa implica per definizione che non si faccia uso di quella risorsa in altro modo. Es. se io uso la mia risorsa di pietre preziose per adornare i panini del McDonald non avrò più risorse per adornare il vestito di Chanel che invece mi frutterebbe molto di più a livello di introiti e tempo speso.
Il problema del coordinamento sorge nel momento in cui c’è scarsità di risorse e dove la competizione fra gli usi che si vogliono fare di quelle risorse diventa intensa. Inoltre, un ulteriore problema sorge nel fatto che anche gli usi di una certa risorsa possono cambiare nel corso del tempo.
Quando possiamo considerare un paese ricco? Non quando ha tanto denaro ma quando ha uno standard di vita elevato ovvero tante cose, tanti servizi di cui i cittadini possono beneficiare. Altro problema di coordinamento: se un paese deve arrivare ad avere tante cose, il paese deve riuscire a combinare le risorse di cui dispone per potersi permettere tanti beni e tanti servizi e questo implica una grande coordinazione.
“Gli scarti alimentari sono una risorsa, ai miei colleghi dico di andare a vedere il secchio dell’umido, li troverete la ricchezza per la vostra azienda” Antonino Cannavacciuolo in “Cucine da Incubo”. Una delle cose che Cannavacciuolo fa costantemente è andare al mercato, vedere prezzi e vedere come il ristorante che sta salvando utilizza le risorse a sua disposizione. Es. nel piccolo ristorante di provincia servire la pizza all’aragosta è uno spreco di risorse sia per il prezzo dell’aragosta che per la richiesta da parte dei clienti (SCARSA, ma l’aragosta devi comprarla ogni giorno). Cannavacciuolo ragiona sulla richiesta della clientela, la spesa per gli ingredienti… I ristoratori salvati spesso buttano via moltissimi alimenti che rappresenterebbero una risorsa per il ristorante. Il problema dello spreco è il problema del coordinamento delle risorse, se noi utilizziamo male le risorse che abbiamo a disposizione all’interno di una singola unità decisionale o all’interno di una società quello che stiamo facendo è sprecare risorse, che se fossero utilizzate in un altro modo potrebbero produrre profitto e soddisfazione per le persone.
Conoscenze rilevanti
Quando parliamo di conoscenze parliamo sempre di scambi di informazioni. Parliamo di conoscenze rilevanti, le conoscenze che servono a prendere una certa decisione. Non parliamo solo di Conoscenze con la C maiuscola, ovvero di quelle apprese attraverso il nostro percorso formativo, le quali sono comunque molti importanti nella presa di decisione, ma parliamo di tutte le conoscenze rilevanti affinché quella unità decisionale possa funzionare nel modo migliore. Il buon coordinamento di una società deriva in parte dal fatto che le conoscenze rilevanti siano collocate nel posto giusto ovvero possano informare le decisioni al livello in cui quelle decisioni devono essere prese.
Sostituire e scegliere
Da questo punto di vista, proprio perché viviamo in questo regime di scarsità, l’atto cruciale che noi compiamo continuamente in un'economia è l’atto della sostituzione. Scegliamo continuamente un certo uso delle risorse anziché un altro.
- Ci sono sostituzioni automatiche, semplici, facilmente comprensibili: voglio comprare del vino da ½ l ma trovo solo quelle da 1 l, questo mio desiderio viene sostituito con la bottiglia da 1 l. O posso decidere di sostituire la vacanza con la ristrutturazione dell’appartamento.
- Ci sono sostituzioni più difficili, come se ristrutturare il terrazzo di casa o fare una vacanza in una località esotica.
Questo è un concetto chiave nell’economia. Le risorse sono scarse, i desideri no, quindi ogni volta che noi scegliamo che genere di uso fare di una risorsa stiamo decidendo che non la utilizzeremo diversamente. Questo si chiama: costo-opportunità. Ogni volta che ragioniamo sul costo di qualche cosa, non parliamo solo in termini di puro prezzo, ma parliamo soprattutto del fatto che stiamo rinunciando al fare una cosa al posto di un’altra, ragioniamo sul fatto che il costo investito in una particolare unità decisionale non sarà disponibile poi per un’unità decisionale diversa. Es. il costo di una serata al cinema martedì è il costo della cena che non faremo martedì.
Valore e scelte
La presenza di risorse scarse obbliga a scegliere fra usi alternativi. Questi usi alternativi saranno improntati a decisioni che dipendono dal valore che noi attribuiamo alle cose. Cos’è il valore si un bene o di un servizio? È una qualità soggettiva. Il valore non è mai qualcosa di intrinseco ai beni. L’espressione “valore intrinseco” non ha nessun significato. Tutte le cose hanno un valore per l’uso che noi pensiamo di poterne fare.
Per i primi 100 anni della storia della scienza economica l’idea fa che invece ci fossero delle sostanze “valorificanti”, per così dire, che di per se davano valore a beni e servizi. In particolare l’idea era che le unità di tempo applicate al lavoro fossero ciò che davano valore al bene/ servizio. Nel 1871 ci arrivano 3 signori: Marshall, Warra, Mengel e poi successivamente anche Gerons che ci indicano che il valore intrinseco è un concetto infondato. È un giudizio che gli uomini economici pronunciano sull’importanza dei beni a nostra disposizione per la conduzione della nostra vita nel modo migliore e perciò non puoi esistere al di fuori della coscienza umana.
La prima e più importante conseguenza di questo modo di guardare il valore è riuscire a ragionare in termini più precisi sull’alternatività delle situazioni. Es. Il valore tra un diamante e una bottiglietta di acqua cambia se sono in centro a Milano con molti soldi oppure se sono in un deserto da giorni senza acqua. I beni oggettivi non cambiano il valore. Quello che da valore è il contesto, la soggettività e la situazione.
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