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14.02.2018

Marino

Adone più sterminato nella tradizione letteraria, sono quasi 50.000 versi (5123

poema

ottave). Questa divisione mostruosa era per Marino un motivo di gloria, infatti nella scrittura

di una lettera ad un amico in cui annuncia la stampa del poema, gli dice di aver scritto un

poema che è 7 volte ‘la Gerusalemme liberata’ [esagera, ma è circa 3 volte il testo citato]

20 canti (con un titolo ciascuno) dell’Adone perché la Gerusalemme Liberata di Tasso è

composta da 20 canti vuole dimostrare di essere migliore di Tasso. Per la quantità di versi,

ha superato anche i versi dell’Orlando Furioso.

Attraverso l’epistolario, è possibile ricostruire la vicenda dell’Adone. Leggendo le lettere di

Marino, si vede come questo poema gli sia cresciuto tra le mani. Inizialmente voleva fare di

questo tema erotico-mitologico (mito molto celebre in mitografia). Dopo Ovidio, molti poeti

avevano ripreso questo mito di Adone nella misura di un poema di pochi versi (idillio che

tratta di materia amorosa).

Anche Marino era partito da lì, nel 1605 dice agli amici che sta scrivendo un poemetto idillico,

quindi breve. Molte lettere rimaste sono quelle inviate a Bernardo Castello che era un pittore

al quale Marino voleva dare indicazioni su come raffigurare la scena.

Man mano che scrive le lettere, il poemetto gli cresce tra le mani diventando un poema di 3

libri, dopo un anno diviso in 12 canti lunghi (12 canti corrispondono ai 12 libri dell’Eneide,

nella conclusione saranno 20 come i canti della Gerusalemme liberata), un anno dopo dice

che sono 24 canti (24 come i poemi Omerici).

Questo poema non risponde più alle regole del poema eroico perché l’argomento non è

storico, ma mitologico. Generalmente nei poemi eroici c’è sempre un elemento della

narrazione bellica, ma qui non è presente.

Nel 1623, quando questo poema venne pubblicato, il letterato francese che si occupò della

prefazione disse che era un poema della pace perché non è presente la tematica della guerra.

Questo poema non procede in maniera dritta verso un fine, ma la strada viene continuamente

interrotta per adentrarsi in viuzze che non hanno troppo a che fare con la vicenda principale.

La struttura dell’Adone è stata studiata dall’editore Pozzi che ha provato a fare un commento

a questo poema mostruoso. Le fonti di cui si serve Marino sono le più disparatecommento

mostruoso. Padre Pozzi aveva cercato di intravedere come funziona questa macchina enorme

del poema di Marino ed è arrivato a certe conclusioni complicate.

Marino aveva teorizzato l’idea di leggere con il rampino (uncino), quindi voleva prelevare dagli

altri autori che l’avevano preceduto diverse idee e lavorarle nuovamente per inserirle nel suo

poema.

Si possono ricavare alcune osservazioni che servono per orientarci su questa materia

apparentemente caotica:

vero e proprio inizio è dilazionato: la partenza è ritardata, avviene al terzo canto ed è

il

preceduta da varie cose (1° canto= elogio della vita rustica, omaggio di quanto aveva

teorizzato l’Imperiale)

di Adone nel canto 18°, successivamente c’è una specie di appendice costituita dai

fine

canti 19° e 20° che sono quelli che ci illustrano le cerimonie funebri che vengono fatte intorno

al corpo di Adone.

prolungato delle esequie= fatto per evocare Omero, per evocare quei canti dei

elemento

poemi omerici che parlano dei funerali degli eroi (Patroclo ed Ettore) – volontà di far

comprendere tutta la letteratura conosciuta.

1° cantoprologo dell’azione, Amore (Cupido- fanciullo ribelle che non vuole regole, viene

sgridato e picchiato dalla madre Venere) decide di far innamorare la madre Venere di questo

bellissimo pastore: Adone.

2° cantodescrizione del palazzo in cui vivono Venere ed Amore. Da questa descrizione,

Marino prende spunto per raccontare una storia antica e famosa – storia del giudizio di Paride

3° cantoavvio dell’azione principale - comparsa di Adone Venere vede Adone

addormentato e se ne innamora, lui si sveglia e si innamora di lei

4° canto digressione – a Marino viene in mente di far raccontare a Marino la sua

nuova

storia d’amore con Psiche

4°-17° canto svolge la storia di Adone con molte digressioni

si 1

6°-7°-8° canti carattere iniziatico, si svolgono nei giardini del palazzo di Amore, Adone

viene iniziato ai 5 sensi. Tematica dei 5 sensi= tipicamente barocca. I 5 sensi sono raffigurati

nella letteratura controriformistica come le porte del peccato= ad ognuno di questi sensi

appartiene un giardino che consuona con la natura del senso che gli corrisponde. Adone è

accompagnato in questi giardini e quindi avviene la sua iniziazione ai sensi. L’iniziazione porta

alla consumazione dell’amore. Il senso è rovesciato. Adone prima visita il giardino della visita,

poi dell’odorato, poi dell’udito, poi del gusto e poi arriva al tatto dove Venere e Adone

vengono sposati da Mercurio e consumano l’amplesso(considerato un libro erotico) e sono

iniziati all’intelletto= dopo essere stato guidato nei giardini dei sensi, viene iniziato alla

conoscenza intellettuale. Anche questa iniziazione avviene per stadi

9° canto due sposi visitano la fontana dell’Apollo che è collocata nell’isola della poesia e

i

qui incontrano un poeta pastore, Fileno, che in realtà è Marino che narra la sua vita.

L’iniziazione intellettuale si approfondisce sempre più e si innalza – i due vengono

accompagnati nei cieli

10° canto visitano il cielo della luna e poi quello di Mercurio. Marino ha avuto la possibilità

di elogiare Galileo Galilei e la scienza moderna.

11° canto nel cielo di Venere, luogo in cui Adone riceve una premonizione in cui gli

salgono

viene detto che morirà

12° canto dei due amanti, separazione scatenata da Marte, amante principale

separazione

di Venere. Marte scende a Cipro, una delle isole di Venere e Adone, spaventato, scappa e va a

finire nelle mani di una maga, Falsirena (idea della sirena -ascendenza classica, accentuazione

della falsità). Mentre è prigioniero, Adone subisce una serie di trasformazioni, metamorfosi

(elemento di tradizione classica, in età barocca ci fa pensare ad una realtà inattingibile perché

in continua mutazione= non possiamo dominarla. Tra le disavventure capitate ad Adone, c’è

quella di trasformarsi in pappagallo – trasmutazione da umano ad animale, nel giardino di

Armida di Tasso è l’uccello ingannatore che imita la voce umana. Pappagallo= emblema della

realtà che sfugge e si trasforma. Tra le molte peripezie subite da Adone, c’è anche quella di

trasformarsi in donna, momento in cui viene seguito dai briganti che saranno interessati a lui

nelle vesti di donna. In tutte le circostanze in cui si trova ad agire, Adone è sempre

oggetto dell’amore di qualcuno: amore di Venere, attenzioni libidinose dei briganti,

oggetto di un cinghiale. Solitamente l’eroe è dominatore, in questo caso Adone subisce.

15° canto di Adone e Venere. Nell’incontro, Venere è travestita da zingara –

ricongiunzione

continuo gioco di maschere in tutto il poema che ci rende l’idea della realtà non dominabile.

16° canto Adone sembra trionfare, nell’isola di Cipro si svolge un concorso di bellezza che

ha come premio il trono di Cipro. Adone vince, ma decide di non salire al trono che viene

lasciato ad un altro.

17° canto nuova e definitiva (quando si ritroveranno, Adone sarà morto).

separazione

Venere deve andare a Citera e viene nuovamente preannunciata alla morte di Adone

18° canto viene ucciso da un cinghiale che, ad opera di Marte, gli si avventa contro.

Adone

La vera causa della morte di Adone è un soffio di vento che scopre la sua coscia e fa

avventare su questa coscia il cinghiale. Motivo pressoché futile, ma rende la dimensione

erotica ed antieroica. Arriva Venere in tempo per vedere la morte di Adone

19°-20° canto funerali e giochi che vengono celebrati in onore di Adone.

Idea della metamorfosi molto presente nell’Adone (non solo nell’antico, ma anche

nell’attualità)

Alcuni passi del poema possono essere prelevati per divenire l’emblema di questo poema, tra

questi c’è il celeberrimo ‘Elogio della Rosa’.

L’elogio della rosa ha avuto molto successo perché il discorso relativo alla rosa può essere

molto facilmente prelevato e dargli una certa autonomia. La rosa ha punto Venere, si è punta

un piede e Adone la soccorre innamorandosi di lei durante questa vicinanza. Dal fatto che una

rosa aveva punto il piede di Venere, lui scrive una serie di ottave che descrivono la rosa. La

funzione della rosa permette a Marino di elogiare la Rosa. 

Nelle ottave non c’è enjamblement i versi rimano l’uno con l’altro

Rosa, riso d'Amor, del Ciel fattura, non avendo bisogno di ricorrere a inarcature.

rosa del sangue mio fatta vermiglia, Rosa, sorriso di Amore, creatura del Cielo, rosa divenuta rossa per il

pregio del mondo e fregio di natura, mio sangue, decoro del mondo (nella cultura barocca, la natura è un

2

abbellimento della vita) e ornamento (viene aggiunta per abbellire)

della Terra e del Sol vergine figlia, della natura, vergine figlia della terra e del sole, delizia e

d'ogni ninfa e pastor delizia e cura, preoccupazione di ogni ninfa e [di ogni] pastore, orgoglio della

onor dell'odorifera famiglia; famiglia profumata , tu detieni il primato della bellezza, profumi più di

tu tien d'ogni beltà le palme prime, tutti gli altri (tu tien d'ogni beltà le palme prime –metafora allude al

sopra il vulgo de' fior donna sublime ramo di palma che nel mondo antico veniva assegnato al vincitore),

signora (donna – dal latino domina) eccelsa tra i fiori comuni (sopra

il vulgo de' fior = regina dei fiori – espressione di origine classica).

paronomasia

Rosa-riso pregio-fregio

Metafora nel senso più profondo del termine – salti mentali che

lasciano molto implicito, ma sono molto espressivi.

Marino collega ogni stanza alla successiva – l’elemento con cui

conclude questa stanza (donna regina che domina)

Siedi sullo stelo (sponda) dove sei nata (nativa) come una superba

Quasi in bel trono imperatrice altera (altera) imperatrice su di un bel trono.

Vicino alla regina, ci sono dei personaggi che formano il suo corteggio

siedi colà su la nativa sponda. Un vorticare di venticelli dolci e piacevoli ti fanno la corte e ti

Turba d'aure vezzosa e lusinghiera accarezzano e una schiera armata di guardie pungenti (guardie

ti corteggia d'intorno e ti seconda; pungenti armata schiera= spine – metafora - perifrasi militare per

e di guardie pungenti armata schiera indicare le spine che difendono la rosa) ti difende e ti circonda da

ti difende per tutto e ti circonda. ogni parte.

E tu fastosa del tuo regio vanto, E tu porti una corona d’oro (d'or la corona = gli stami gialli) e il

porti d'or la corona e d'ostro il manto. manto porporino (manto = i petali), orgogliosa (fastosa) della tua

regalità (regio vanto).

Termina parlando del rosso dei petali, lega la stanza successiva

Allitterazione della P volontà di dare degli echi

Porpora de' giardin, pompa de' prati, Rosso dei giardini, ornamento dei prati, germoglio di primavera, luce

gemma di primavera, occhio d'aprile, di aprile (occhio d'aprile – intende la parte più splendente di aprile

di te le grazie e gli amoretti alati così come l’occhio è la parte più luminosa del viso), di te le Grazie e

son ghirlanda a la chioma, al sen monile. gli Amoretti alati fanno ghirlande per i capelli, gioielli (monile) per il

Tu qualor torna agli alimenti usati 

seno. Chiasmo le grazie e gli amoretti fanno ghirlande e gioielli

ape leggiadra, o zeffiro gentile, Tu, quando un’ape gentile o un venticello (zeffiro – simbolo della

dài lor da bere in tazza di rubini primavera che ritorna) leggero tornano a gli alimenti consueti

rugiadosi licori e cristallini. (alimenti usati = nettare), offri loro da bere gocce (licori) di rugiada

(rugiadosi) e di nettare (cristallini) in un calice rosso (tazza di rubini

= calice rosso come il rubino).

Rimprovero al Sole è il più grande e il più brillante tra le stelle, ma

anche la rosa può essere considerata la regina dei fiori. La rosa ha la

stessa posizione che ha il sole rispetto alle altre stelle che gli sono

inferiori

Non si inorgoglisca (superbisca) il sole ambizioso di trionfare fra le

Non superbisca ambizioso il sole stelle minori, perché tu mostri le tue grazie superbe e belle anche

di trionfar fra le minori stelle, (ancor) fra i ligustri e le viole.

chè ancor tu fra i ligustri e le viole Con le tue bellezze incomparabili (uniche e sole) tu sei lo splendore di

scopri le pompe tue superbe e belle. questi luoghi terreni (di queste piagge), il sole di quelli [del cielo], egli

Tu sei con tue bellezze uniche e sole nella sua orbita (cerchio suo) è la rosa del cielo, tu, sul tuo stelo, [sei]

splendor di queste piagge, egli di quelle; il sole della terra.

egli nel cerchio suo, tu nel tuo stelo, 

METAFORA Scambia le posizioni del sole e della rosa: il sole è la

tu sole in terra ed egli rosa in cielo. rosa in cielo, la rosa è il sole in cielo

Ragiona su questo rapporto la rosa e il sole sono amanti: la rosa

3

sboccia quando il sole la bacia

E ben saran tra voi conformi voglie: E giustamente i vostri desideri saranno similari, tu sarai amante del

di te fia 'l sole, e tu del sole amante. sole, e il sole [lo] sarà di te. egli, al suo sorgere (nel suo levante),

ei delle insegne tue, de le tue spoglie vestirà l’aurora del colore (insegne) dei tuoi petali (spoglie).

l'aurora vestirà nel suo levante. Il sole, quando si leva, veste i colori della rosa (all’alba il sole è rosso)

Tu spiegherai ne' crini e nelle foglie Tu distenderai nei tuoi petali e nelle [tue] foglie la sua veste dorata e

luminosa; e per somigliargli e imitarlo completamente, porterai

la sua livrea dorata e fiammeggiante; sempre un piccolo sole (picciol sole = il pistillo) dentro di te (in seno).

e per ritrarlo ed imitarlo a pieno, Il centro della rosa è giallo per somigliare sempre al sole

porterai sempre un picciol sole in seno.

Marino vuole essere esaustivo fine dell’elogio della rosa vuole essere sicuro di aver

alla

detto tutto ciò che si può dire sulla rosa. Modo di mostrare la sua bravura e capacità di lettura

con il rampino.

Vuole far vedere che è il migliore di tutti.

Santagata - L’invenzione della tartaruga (titolo ossimorico) – Adone e Venere si mettono a

giocare a scacchi, la scacchiera finirà per trasformarsi in una tartaruga. 15.02.18

Venere parla ad Adone, gli parla delle caratteristiche dell’Amore (suo figlio).

Marino, per fare questa descrizione esaustiva delle caratteristiche di amore, sfrutta fino al

limite la figura retorica dell’ossimoro (mette insieme due concetti opposti), nel fare questa

descrizione di Amore. È un lungo rimprovero diretto ad Amore, questa attività ha tanta

tradizione alle spalle – nella cultura antica, romanza e anche petrarchesca.

Venere lo ha legato mentre lui dormiva, ma la sua forza

Ma sappi, anima mia, che quale il vedi, non si ferma

quel ch’or ti fa pietà, povero infante,

volge il mondo sossovra e sotto i piedi Se tu gli dai spago, te ne accorgerai, ma non gli creda

ha con tutti i celesti il gran tonante. nessun amante.

Ben ten’accorgerai se tu gli credi; Magari non l’avessi mai partorito perché è sleale, è una

ma non gli creda alcun accorto amante. furia, non un Dio

Scelerato, fellon, furia, non dio,

sì partorito mai non l’avess’io. Si dice che sia cieco, ma non è cieco perché non vede

È cieco sì, non perché già gli strali dove scaglia le sue frecce. In realtà sa trovare sempre il

se ferir vuol, non veggia ove rivolga, cuore del petto dei mortali, nonostante la benda sugli

ch’ascoso il cor nel petto de’ mortali occhi.Si finge cieco solo nei mali altrui, né gli importa che

trovar ben sa, senza che’l vel si sciolga. qualcuno pianga o soffra, però è talmente furbo che è

Cieco ei s’infinge sol negli altrui mali, cieco solo nel senso di accecare gli altri per dare la morte

né gli cal, ch’altri pianga o che si dolga; a chi non si protegge da lui.

e cieco è sol però ch’accieca altrui

per dar la morte a chi si fida in lui. Fiero che vuole procreare nella bellezza e vuol godere.

Fiero accidente e rapido volere, Il suo scopo è quello di trovar diletto, ma poiché ha

desio che’nchina a partorir nel bello, lusingato le vittime con il piacere, è ribelle ai più fidi e ai

scende al cor per la vista e vuol godere, più devoti. Quando si è innamorati, tutti gli altri

cerca il diletto e sol s’acqueta in quello. sentimenti provati, sono messi da parte.

Ma poiché lusingato ha col piacere,

ai più fidi e devoti è più rubello.

Gli altri affetti del’alma, apena entrato

scaccia e s’usurpa quel che non gli è

dato. Insegna – come quelle degli eserciti che piantano sui

Sotto la sua vittoriosa insegna territori nemici.

piangon mill’alme afflitte i propri torti.

Mansueto e feroce, ama e disdegna,

prega e comanda, or pene or dà conforti. Mansueto e feroce – ossimoro ama e poi disdegna, da

Leggi rompe, armi vince e, mentre regna, pene e conforti

piega i saggi egualmente e sforza i forti. 4

Risse e paci compone, ordisce ingan

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher carlottabellin1995 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Di Ricco Alessandra.
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