Linguaggio e comunicazione
Introduzione al tema
Prof. Andrea Sormano lunedì 25.09.2017 nell’ambito della linguistica dell’enunciazione scrive tra gli Emile Benveniste 1902-1976 diversi saggi, di cui l’ultimo l’apparato formale dell’enunciazione anni 30-76 che rappresenta un punto di svolta negli studi relativi al linguaggio. Il significato di una parola non è un’essenza che accompagna la parola ovunque essa vada, la regola disciplina: l’oggetto varia ma cambia es. cattedra-tavolo da pranzo-scrivania.
La regola della simbolizzazione
Seconda del contesto (Wittgenstein). Il filosofo americano John Searle formalizzò la regola che tutti noi seguiamo quando attribuiamo agli oggetti un’identità reale, convenzionale e istituzionale: x conta come y in c. x = fatto bruto, y = fatto simbolizzato, c = contesto. Si tratta della regola della simbolizzazione o istituzionalizzazione. Esempio: x (tavolo) conta come y (scrivania) in c (studio), y (cattedra) in c (università).
Altro esempio: x (il colore nero) conta come y (colore del lutto) in c (da noi). Colui che si stupisce del fatto che in oriente non è il nero, bensì il bianco ad essere utilizzato come colore del lutto non fa altro che assolutizzare ciò che in realtà è relativo. L’assolutizzazione è relazionale. Se io tolgo c è la mutilazione della regola dell’istituzionalizzazione. Il criterio che utilizziamo quando esclamiamo “che strano!” è il criterio della normalità.
Azioni situate e vocabolari di motivi
Charles Wright Mills sociologo statunitense scrisse Azioni situate e vocabolari di motivi, 1940 nel saggio, e il nucleo è il concetto di “motivo”.
Es. Nel film Milou a Maggio di Louis Malle ambientato nella Francia del '68 (momento di grande fervore e di scontri) la prima inquadratura si apre con il viso di una signora e con il notiziario alla radio di sottofondo che elenca i fatti (scontri) del giorno. Nel volto della signora sono visibili delle lacrime che scendono. Il regista confida che gli spettatori, vedendo la scena prima e sentendo le notizie dette alla radio poi, associno le lacrime a quell’unione di cose.
Interpretazione culturale delle emozioni
L’oggetto di osservazione è il pianto della signora: 1) la signora piange: a causa di che? 2) Ipotesi: attribuisco a ciò che ascolta (notizie alla radio) qualche cosa di negativo. Lo spazio della scena poi si rende più visibile con l’allargamento dell’inquadratura e si vede che la signora in realtà sta tagliando le cipolle.
Occorre a questo punto distinguere tra scienze della natura e scienze della cultura, e distinguere rispettivamente il pianto dalla lacrimazione. Il pianto segue la regola della cultura, la lacrimazione la regola naturale di causa/effetto in cui non vi è mediazione culturale tanto che chiunque taglia le cipolle lacrima, mentre non tutti possono piangere per le stesse cose. All’ascolto della notizie c’è chi piange e chi no, chi lo fa ha motivo. Siamo nel mondo delle possibilità (mondo culturale) e non della necessità (mondo naturale) i motivi sono espressioni di possibilità culturali.
Cultura e motivi secondo Mills
Secondo Mills i motivi non sono molle psichiche ma vocabolari culturali, la definizione dello studioso va quindi oltre la motivazione simpatetica, ma rappresenta i motivi come vocabolari culturali.
Approccio sociologico di Max Weber
Max Weber, sociologo tedesco definisce la sociologia come quella scienza che si occupa della possibilità umana di estendere l’azione e di identificare una serie di vocabolari culturali che limitano tale possibilità. La sociologia si occupa di attori sociali che agiscono in base a dei criteri di azione.
Uso delle parole secondo Wittgenstein
“Se vuoi sapere il significato di una parola, Wittgenstein bada agli usi che si fanno di tale parola”. Ritornando alla parola motivo studiata da Mills, possiamo notare come noi ricorriamo a tale termine:
- Per una richiesta di giustificazione (per quale motivo sei in ritardo?)
- Quando siamo di fronte ad una crisi di un corso d’azione, un intoppo alla normalità.
Regole e proposte
Le regole possono essere istituzionali, pubbliche e convenzionali o delle regolarità empiriche osservata da qualcuno. Es. io do a Luigi un appuntamento: è una proposta, e la regola istitutiva della proposta dice che la si può accettare o rifiutare.
- T1: un attore si rivolge ad un altro attore “ti va di andare al cinema domani?”
- T2: ricezione: “No!”
- T3: (ed è qui che si accende il senso che ci consente di capire l’uso che uno fa del significato convenzionale)
In T3 infatti l’attore può, se segue la regola della proposta fare una controproposta o accettare il rifiuto. Il senso che si accende ci fa capire che quella era una proposta, se infatti l’attore rispondesse “No! altrimenti…e invece vieni, significherebbe che non stava giocando il gioco della proposta.
Tipi di potere secondo Weber
Weber distingue 3 tipi di potere:
- Potere carismatico o personale
- Potere legale
- Potere tradizionale
Potere e ordine sociale
Il potere personale abbatte un ordine personale, io ti faccio una proposta a cui non si può dire di no! Lascio intendere un ordine: non devi giocare il gioco della proposta, io attore 1 abbatto il significato convenzionale. Se l’attore T2 sta a questa presa di potere personale, legittima automaticamente il gioco servo/padrone.
Con la pretesa di Ego e la legittimazione di Alter si stabilisce il potere di Ego su Alter, tale potere diviene infatti reale solo a fronte di una legittimazione.
Processo di legittimazione
Questo si lega agli stati dell’essere:
- Azione
- Ricezione
- Sanzione (questa retroagisce sulla Azione)
Se i due attori giocano in piena regola, realizzano il potere legale, poiché legittimano la regola del gioco. Lo stato del loro (degli attori) sarà di benessere, mentre nel caso visto precedentemente di potere personale che attua il gioco del servo/padrone lo stato sarà di malessere.
Soggetto di riconoscimento e comprensione del senso
Un’altra differenza fondamentale è quella tra:
- Soggetto di riconoscimento se pensato all’interno di un sistema-semiotica
- Semantica: senso, non è oggetto di semplice riconoscimento ma comprensione del senso che quel segno assume nell’ambito di un discorso.
Unità di analisi del discorso
Il discorso è l’unità di analisi del senso e riguarda tre cose:
- L’identità pragmatica dell’attore sociale
- Tipo di potere
- Stato dell’essere
Esplorazione dell'identità pragmatica
Es, 1) Identità pragmatica dell’attore sociale:
- T1: ti va di andare al cinema domani?
- T2: No!
- T3: ok, fa nulla! Ha accettato il rifiuto per cui era davvero un proponente
Atto di legittimazione: POTERE LEGALE
Stato dell’essere: benessere
Pragmatica linguistica e atti linguistici
Martedì 26.09.17 Emile Benveniste (1902-1976) si occupò di pragmatica linguistica e quindi di enunciazione e formulò la teoria degli atti linguistici. Nel saggio linguaggio umano e comunicazione mette in evidenza come l’uomo sia in grado di comunicare attraverso un sistema complesso di segni che è la lingua, la comunicazione animale ha molti più limiti di quella umana (es. comunicazione danza delle api non è possibile farla di notte).
Raccolta di saggi del professore
Libro del professore Immagini parole e voci, Mimesis, 2013: raccolta di saggi.
- 1° saggio = riguarda uno storico dell’arte Mitchell Cosa vogliono le immagini scritto importante perché ci rende sensibili al rapporto problematico con le immagini e favorisce sensibilizzazione per quest’ultime. Tra noi A e un B c’è sempre un C (senso dell’agire).
- 2° saggio = Max Weber e le rappresentazioni immaginarie della realtà (vocabolari culturali) ovvero ciò che impedisce l’espandersi della possibilità prettamente umana.
Scienze della possibilità secondo Weber
Nel 1904 un saggio di Weber considera dei valori culturali nella prospettiva di fondare la Sociologia come scienza della possibilità. Es. il ladro che si allontana dalla casa in cui ha fatto il furto nascondendo la refurtiva sotto al cappotto.
- Il punto di vista delle scienze dogmatiche (a): giudizio di conformità tra fatto e regola del gioco.
- Il punto di vista delle scienze analitiche (b): non è da condannare, non compara con un codice esterno, ma analizza l’azione, per il ladro il codice vale, poiché lui stesso lo accetta visto che nasconde la refurtiva sotto al cappotto.
Essere sociale e due vie di comprensione
Per capire qual è l’essere di quell’attore sociale vi sono dunque due vie:
- Quella della colpa (a)
- Quella del senso (b)
Persona e personalità: analisi di Roland Barthes
Un’importante distinzione da fare è quella fra Persona (hic et nunc) e Personalità (sempre e ovunque). Roland Barthes (1915-1980) Camera chiara saggio sulla fotografia in cui l’autore si mette dal punto di vista della spettatore. Nell’osservare una foto noi adottiamo 2 tipi di pratiche:
- Studium: attualizziamo ciò che sappiamo del mondo, possiamo quindi descrivere ciò che vediamo (codificabile)
- Punctum: qualche cosa che esce dalla foto, che ci colpisce e ci ferisce, un particolare che non è codificabile poiché dipende dal soggetto che osserva.
L’operazione di studium può essere interrotta dal punctum. Il primo corrisponde all’identità sociale, il secondo all’unicità del soggetto.
Giovane Holden e ribellione alle regole
Il giovane Holden protagonista del celebre omonimo libro di Salinger viene considerato un ribelle, uno che si ribella al sistema di regole. Ma analizziamo gli stati dell’essere individuale del giovane Holden:
- Identità pragmatica dell’attore sociale
- Tipo di potere
- Tipo di stato dell’essere
Holden richiama frequenti stati di malessere, tutti riconducibili alle pretese sociali di potere personale dei suoi interlocutori.
Gioco linguistico e regole istitutive
Il concetto di gioco linguistico come costrutto istituzionale con regole istitutive introdotto da Wittgenstein ci aiuta ad analizzare la situazione, egli parla anche di unità linguistiche come giochi linguistici. La regola istitutiva del gioco della richiesta di autorizzazione dice che:
- T1: richiesta di autorizzazione
- T2: se l’autorizzazione c’è, va avanti …/ se l’autorizzazione non c’è, ci si ferma.
Es. del professore del giovane Holden che chiede al ragazzo se può rileggergli un suo vecchio tema, il ragazzo risponde di no! E il prof lo legge lo stesso (il professore non si è fermato come dice la regola istitutiva al no!, per cui Holden si rende conto che il prof non stava realmente giocando al gioco della proposta ma che invece avanzava una pretesa di potere.
Ribellione e rispetto delle regole
A questo punto tale pretesa può essere legittimata stando alla cosa (ascoltando la lettura del prof) o no (rifiutandosi). Il ribelle si ribella non all’abbattimento delle regole ma alle regole stesse, Holden si ribella al fatto che il suo interlocutore non ha rispettato le regole del gioco. Ci si ribella a ciò che è fonte di malessere, ci si ribella al conflitto perché in realtà si vuole giocare.
Punctum e potere evocativo
Storia di Pierino che è a scuola e all’improvviso si distrae. Il Punctum è il potere evocativo della parola e non di Pierino.
Weber durante una conferenza teorizza che le intuizioni e le idee vengono quando aggrada loro, non possiamo controllarle noi (Punctum). Lo Studium sta nel creare le condizioni per fare in modo che, quando queste idee arrivano (punctum), sia possibile coglierle.
Conflitto madre e figlia
Luogo mentale/ mente locale Personalità / persona Un altro saggio del libro del Prof. Parla del conflitto madre /figlia e la differenza tra finzioni e fantasmi, entrambi prodotti dell’immaginazione la prime le riconosciamo come tali, i secondi invece non li riconosciamo.
Litigio e complicità
Altro saggio del libro del prof.: sui 2 Ebrei e i moti di spirito di Freud. Per litigare bisogna sempre essere complici: (una complicità di fatto) di rispetto delle regole che consentono il litigio. La divergenza d’opinioni è differente dal conflitto.
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