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Appunti lezioni di Linguaggio e comunicazione, prof. Sormano

Appunti presi da frequentante alle lezioni di Linguaggio e comunicazione del Prof. Andrea Sormano Sormano nell'anno accademico 2017/2018 basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Sormano dell’università degli Studi di Torino - Unito. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Linguaggio e comunicazione docente Prof. A. Sormano

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L’oggetto di osservazione è il pianto della signora:

1) la signora piange: a causa di che?

2) ipotesi: attribuisco a ciò che ascolta (notizie alla radio) qualche cosa di negativo

scena poi si rende più visibile con l’allargamento dell’inquadratura e si

Lo spazio della

vede che la signora in realtà sta tagliando le cipolle.

Occorre a questo punto distinguere tra scienze della natura e scienze della cultura, e

distinguere rispettivamente il pianto dalla lacrimazione. Il pianto segue la regola

della cultura, la lacrimazione la regola naturale di causa/effetto in cui non vi è

mediazione culturale tanto che chiunque taglia le cipolle lacrima, mentre non tutti

possono piangere per le stesse cose. All’ascolto della notizie c’è chi piange e chi no, chi

lo fa ha motivo. Siamo nel mondo delle possibilità (mondo culturale) e non della

necessità (mondo naturale) i motivi sono espressioni di possibilità culturali.

Secondo Mills i motivi non sono molle psichiche ma vocabolari culturali, la definizione

dello studioso va quindi oltre la motivazione simpatetica, ma rappresenta i motivi come

vocabolari culturali.

Max Weber, sociologo tedesco definisce la sociologia come quella scienza che si

l’umana possibilità di

occupa della possibilità il cui obiettivo è quello di estendere

azione e di identificare una serie di vocabolari culturali che limitano tale possibilità. La

Sociologia si occupa di attori sociali che agiscono in base a dei criteri di azione.

“se vuoi sapere il significato di una parola,

Wittgenstein bada agli usi che si fanno di

tale parola”.

Ritornando alla parola motivo studiata da Mills, possiamo notare come noi ricorriamo a

tale termine:

1) per una richiesta di giustificazione (per quale motivo sei in ritardo?)

una crisi di un corso d’azione, un intoppo alla normalità.

2) quando siamo di fronte ad

Le regole possono essere istituzionali, pubbliche e convenzionali o delle regolarità

empiriche osservata da qualcuno.

Es. io do a Luigi un appuntamento: è una proposta, e la regola istitutiva della proposta

dice che la si può accettare o rifiutare.

T1: un attore si rivolge ad un altro attore “ti va di andare al cinema domani?”

T2: ricezione: “No!”

T3: (ed è qui che si accende il senso che ci consente di capire l’uso che uno fa del

significato convenzionale)

In T3 infatti l’attore può, se segue la regola della proposta fare una controproposta o

accettare il rifiuto. Il senso che si accende ci fa capire che quella era una proposta, se

infatti l’attore rispondesse “No! altrimenti…”

e invece vieni, significherebbe che non

stava giocando il gioco della proposta.

Weber distingue 3 tipi di potere:

1) potere carismatico o personale

2) potere legale

3) potere tradizionale

Il potere personale abbatte un ordine personale, io ti faccio una proposta a cui non si

può dire di no! Lascio intendere un ordine: non devi giocare il gioco della proposta, io

attore 1 abbatto il significato convenzionale.

Se l’attore T2 sta a questa presa di potere personale, legittima automaticamente il gioco

servo/padrone.

Con la pretesa di Ego e la legittimazione di Alter si stabilisce il potere di Ego su Alter,

tale potere diviene infatti reale solo a fronte di una legittimazione.

lega agli stati dell’essere:

Questo si

1) Azione

2) Ricezione

3) Sanzione (questa retroagisce sulla (1) Azione)

Se i due attori giocano in piena regola, realizzano il potere legale, poiché legittimano la

regole del gioco. Lo stato del loro (degli attori) sarà di benessere, mentre nel caso visto

precedentemente di potere personale che attua il gioco del servo/padrone lo stato sarà di

malessere.

Un’altra differenza fondamentale è quella tra:

soggetto di riconoscimento se pensato all’interno di un sistema

- semiotica:

- semantica: senso, non è oggetto di semplice riconoscimento ma comprensione del

senso che quel segno assume nell’ambito di un discorso.

Il discorso è l’unità di analisi del senso e riguarda tre cose:

1) l’identità pragmatica dell’attore sociale

2) tipo di potere

stato dell’essere

3)

es, 1) Identità

T1: ti va di andare al cinema domani? pragmatica

dell’attore sociale:

T2: No! proponente

1) Ha accettato il rifiuto per cui Sì

T3: ok, fa nulla! era davvero un proponente

2) Atto di legittimazione POTERE LEGALE

3) stato dell’essere: benessere

Martedì 26.09.17

Emile Benveniste (1902-1976) si occupò di pragmatica linguistica e quindi di

enunciazione e formulò la teoria degli atti linguistici. Nel saggio linguaggio umano e

mette in evidenza come l’uomo sia in grado di comunicare

comunicazione animale

attraverso un sistema complesso di segni che è la lingua, la comunicazione animale ha

molti più limiti di quella umana (es. comunicazione danza delle api non è possibile farla

di notte).

Libro del professore Immagini parole e voci, Mimesis, 2013: raccolta di saggi.

1° saggio = riguarda uno storico dell’arte Mitchell Cosa vogliono le immagini scritto

importante perché ci rende sensibili al rapporto problematico con la immagini e favorisce

sensibilizzazione per quest’ultime. Tra noi A e un B c’è sempre un C (senso

una

dell’agire).

2° saggio = Max Weber e le rappresentazioni immaginarie della realtà (vocabolari

l’espandersi della possibilità prettamente

culturali) ovvero ciò che impedisce umana. Nel

L’oggettività della scienza

1904 un saggio di Weber considera dei valori culturali nella

prospettiva di fondare la Sociologia come scienza della possibilità.

Es. il ladro che si allontana dalla casa in cui ha fatto il furto nascondendo la refurtiva

sotto al cappotto.

“ha violato la legge!” =

Il punto di vista delle scienze dogmatiche (a): giudizio di

conformità tra fatto e regola del gioco.

Il punto di vista delle scienze analitiche (b): non è da condannare, non compara

l’andamento dell’azione ma analizza l’azione, per il ladro il

con un codice esterno,

codice vale, poiché lui stesso lo accetta visto che nasconde la refurtiva sotto al cappotto.

Per capire qual è l’essere di quell’attore sociale vi sono dunque due vie:

1) quella della colpa (a)

2) quella del senso (b)

Un’importante distinzione da fare è quella fra Persona (hic et nunc) e Personalità

(sempre e ovunque). saggio sulla fotografia in cui l’autore si

Roland Barthes (1915-1980) Camera chiara

Nell’osservare una foto noi adottiamo 2 tipi di

mette dal punto di vista della spettatore.

pratiche:

1) Studium: attualizziamo ciò che sappiamo del mondo, possiamo quindi descrivere ciò

che vediamo (codificabile)

2) Punctum: qualche cosa che esce dalla foto, che ci colpisce e ci ferisce, un particolare

che non è codificabile poiché dipende dal soggetto che osserva.

L’operazione di studium può essere interrotta dal punctum. Il primo corrisponde

all’identità sociale dall’unicità

del soggetto, il secondo di tale soggetto.

Il giovane Holden protagonista del celebre omonimo libro di Salinger viene considerato

un ribelle, uno che si ribella al sistema di regole. Ma analizziamo gli stati dell’essere

individuale del giovane Holden:

dell’attore sociale

1) identità pragmatica

2) il tipo di potere

3) il tipo di stato dell’essere

Holden richiama frequenti stati di malessere, tutti riconducibili alle pretese sociali di

potere personale dei suoi interlocutori.

I concetto di gioco linguistico come costrutto istituzionale con regole istitutive

introdotto da Wittgenstein ci aiuta ad analizzare la situazione, egli parla anche di unità

linguistiche come giochi linguistici.

La regola istitutiva del gioco della richiesta di autorizzazione dice che:

T1: richiesta di autorizzazione

T2: se l’autorizzazione c’è, va avanti …/ se l’autorizzazione non c’è, ci si ferma.

si

Es. del professore del giovane Holden che chiede al ragazzo se può rileggergli un suo

vecchio tema, il ragazzo risponde di no! E il prof lo legge lo stesso (il professore non si

è fermato come dice la regola istitutiva al no!, per cui Holden si rende conto che il prof

non stava realmente giocando al gioco della proposta ma che invece avanzava una

pretesa di potere.

A questo punto tale pretese può essere legittimata stando alla cosa (ascoltando la lettura

del prof) o no (rifiutandosi).

all’abbattimento delle regole

Il ribelle si ribella e non alle regole stesse, Holden si

ribella al fatto che il suo interlocutore non ha rispettato le regole del gioco. Ci si ribella

a ciò che è fonte di malessere, ci si ribella al conflitto perché in realtà si vuole

giocare.

Storia di Pierino che è a scuola e all’improvviso si distrae. Il Punctum è il potere

evocativo della parola e non di Pierino.

Weber durante una conferenza teorizza che le intuizioni e le idee vengono quando

aggrada loro, non possiamo controllarle noi (Punctum). Lo Studium sta nel creare la

condizioni per fare in modo che, quando queste idee arrivano (punctum), sia possibile

coglierle.

Luogo mentale/ mente locale

Personalità / persona

Un altro saggio del libro del Prof. Parla del conflitto madre /figlia

E la differenza tra finzioni e fantasmi, entrambi prodotti dell’immaginazione la prime le

riconosciamo come tali, i secondi invece non li riconosciamo

T1:…

T2:… sempre la solita”)

T3: viene fuori il fantasma della personalità (Sei

Altro saggio del libro del prof.: sui 2 Ebrei e i moti di spirito di Freud

T1: richiesta di informazioni

T2: sto andando a ...

“tu dici Leopoli ma io so

T3: che non stai andando ecc…

L’attore 1 un’informazione in realtà poi viene fuori

sembra chiedere che conosceva già

quell’informazione.

Altro saggio del Prof. Sui litiganti

Per litigare bisogna sempre essere complici: (una complicità di fatto) di rispetto delle

regole che consentono il litigio. La divergenza d’opinioni è differente dal conflitto

quest’ultimo

personale, come detto sottende la complicità di fatto.

Differenza tra SENSO e SIGNIFICATO

Caso 1: “la /significato” l’uno vale l’altro sono

mia vita non ha più senso sinonimi

Caso 2: “Bleah mi fa senso!” in questo caso non posso sostituirlo con Sig.to. Sono

opposti

Caso 3: mettiamo in relazione l’uno e l’altro quando ci riferiamo all’uso che facciamo

di un significato. In che senso individuale usiamo quel significato convenzionale

- Ah finalmente una bella giornata!

- ma in che senso?

Il senso è caratteristico per l’uso che uno fa di quel significato.

Mercoledì 27.09.17

La parola: atto che ci permette di stabilire una relazione, quando diamo suono ad una

parola, la pronunciamo a qualcuno. È una realtà che nasce solo in presenza di ascolto

(Ego-Alter). La parola per nascere non ha solo bisogno di Ego ma anche di Alter.

L’identità stessa del soggetto parlante, che pronuncia, non nasce sino al riconoscimento

di un Alter.

La concettualizzazione weberiana del potere visualizza 3 tipi ideali di potere:

1) legale

2) tradizionale

3) personale o carismatico

La costante è la legittimazione, divengono reali solo a fronte di un riconoscimento. La

costante sono i 3 vocabolari culturali: prese di potere di diverso tipo che divengono reali

solo a fronte della legittimazione di Alter.

La tripartizione del potere ci consente di identificare la presenza di questo o di quel tipo

di potere in qualsivoglia relazione interpersonale. Wittgenstein propone di scomporre il

flusso continuo in unità di espressione ovvero in giochi linguistici. Questo è molto utile

poiché ci aiuta a ragionare in termini di regole istitutive del gioco. I due giocatori che

giocano lo stesso gioco legittimano il potere legale (potere delle regole del gioco stesso).

Questa tripartizione di Weber ci consente di identificare anche la dimensione del potere

a quello che è lo schema semiotico dell’analisi del

in particolar modo se la uniamo

discorso che vede il succedersi di 3 tempi:

1) Azione

2) Ricezione

3) Sanzione Es. unità COMPOSTA DA 3 T (tempi):

A T1: compare un’immagine cioè un enunciato: Scusi che ora è? (Azione)

B T2: sono le ore 10.30 (Recezione)

A T3: Grazie! (Sanzione)

A= primo attore B= secondo attore.

Emile Benveniste definisce l’enunciato il prodotto di un’enunciazione.

Semiotico: fa riferimento dal significato, Semantico: fa riferimento al senso.

richiesta dell’ora; il segno acquisisce significato quando

Al T2 il significato è:

disponiamo al discorso un senso (che non è semplice riconoscimento) ma è anche

oggetto di comprensione.

Atti constativi: “la finestra è aperta” constato uno stato del mondo (criterio di verità

v/f)

Atti performativi: “Vi “criterio

dichiaro marito e moglie di felicità performativa (a

condizione che chi lo realizza sia il parroco, - il sindaco, -il presidente ecc.

Studio del Prof. Sulle Chat

Nelle chat l’unità in gioco è finzionale, se non è in gioco la verità anagrafica è in gioco

la felicità performativa dei personaggi. La capacità di caratterizzare come personaggio il

nickname che compare. In realtà le chat non sono pericolose il sé. La pericolosità non è

nel luogo ma nel senso dell’agire. Noi esseri umani abbiamo imparato a parlare a fronte

del rapporto tra parole e corpo, e proprio il rapporto tra parole e corpo è un nostro

imprinting anche laddove i corpi sono assenti. Barthes spiega che noi leggendo gli

enunciati dei personaggi trasformiamo le parole attuando una connessione necessaria

(imprinting) tra parole e corpi. Nelle chat carichiamo di identità corporali le parole

corporee che vediamo sullo schermo, corporeità che prendiamo dal nostro bagaglio

esperienziale. I corpi che “carichiamo” sono nostri, ed è per questo che divengono

fantasmi. (Ovvero prodotti della nostra immaginazione che rispetto alla finzione

mediamo indipendentemente da noi).

Benveniste ci dice come la comprensione del senso richieda un discorso, dunque un

film e non un fotogramma. Il criterio strutturante è di tipo istituzionale.

Prendendo sempre l’esempio fatto precedentemente della richiesta dell’ora:

A T1

B T2

Tizio ha chiesto l’ora e Caio gli ha risposto, fino a T2 non sappiamo ancora il senso

poiché non sappiamo che uso ne ha fatto A. La condizione per identificare il senso è la

presenza di una storia, un successione nel tempo.

La regola del pregiudizio è il caricare di senso in assenza di una storia. Il T3 è il

momento della sanzione: è solo qui che comprendiamo il senso di T1. Questo può

essere di due tipi opposti:

1) T3: Ok, La ringrazio! (Il giocatore è un richiedente)

O

2) T3: no! veramente sono le 16:03! (Il giocatore è un sabotatore) un’analisi

Si tratta di un criterio osservativo di tipo istituzionale di un motivo culturale,

testuale dei 3 tempi: 1) azione, 2) ricezione 3) sanzione, si tratta del criterio di analisi

del segno centrale in Max Weber che differenzia l’intendere immediato dalla

comprensione.

Il senso identificato è dunque composto da 3 dimensioni, esso quando si accende

illumina una struttura tripartita:

1) identità pragmatica dell’attore sociale: che ciascuno di noi acquisisce nelle pratiche

di ogni giorno in merito all’esempio di prima (è un giocatore del gioco o no a seconda

che il T3 sia quello visto in 1)

della storia) nell’ipotesi si tratta di del GIOCATORE

“RICHIEDENTE”; mentre se il T3 fosse il 2) il GIOCATORE sarebbe il

“SABOTATORE”.

del gioco del chiedere l’ora nel caso T3 1): POTERE LEGALE; in T3

2) potere: regola

2) POTERE PERSONALE

stati dell’essere:

3) lo stato di chi gioca in T3 1) quindi seguendo le regole del gioco è

uno stato di Benessere; mentre nel caso di T3 2) Malessere.

Quando si decide di passare da T31) a T32) si decide di legittimare il potere personale

padrone) la regola del gioco diviene la regolarità empirica dell’attore.

(da servo a

Il conflitto può essere riconosciuto come rispetto alla regola pubblica del gioco. Gli

avversari nel gioco legittimano la regola del gioco.

Lunedì 02.10.17

Le immagino sono l’oggetto della nostra osservazione, caricare di senso un’immagine è

un pregiudizio. Le immagini che abbiamo in testa derivano dalla nostra esperienza e ci

rimandano a qualche cosa di familiare. Se dovessimo chiedere l’ora a qualcuno e se

dovessimo scegliere tra svariate persone sceglieremmo quella che ci sembra più familiare,

dopo aver scelto la persona cominciamo a formulare la richiesta dell’ora (scegliendo tra

regole convenzionali e regole formali. Ogni nostro atto presente è inseparabile dal nostro

all’immagine che consideriamo in base a

passato e dal nostro futuro. Noi diamo parola

dei criteri che fanno riferimento al nostro passato.

Puoi passarmi il sale? = domanda

Mi passi il sale? = richiesta veicolata da una domanda (forma convenzionale si tratta di

una coppia incassata) Goffman. L’asse

Il sintagma e il Paradigma sono gli assi su cui ci muoviamo parlando.

paradigmatico è l’asse delle possibilità, scegliamo di giocare questo o quel gioco

linguistico, scegliamo questo in certi contesti (non siamo mai nel vuoto siamo sempre in

un qualche spazio culturalmente disciplinato). Il limite delle possibilità di attualizzare ciò

che è virtuale. (Attualizziamo una possibilità che è virtuale).

L’enunciazione: l’atto individuale di attualizzazione di un atto linguistico fino a quel

momento virtuale. La parola virtuale sul vocabolario diviene attuale quando la utilizzo.

L’asse paradigmatico- asse spaziale, spazio delle possibilità (scelgo un gioco es. scelgo

di raccontare una barzelletta).

L’asse sintagmatico- asse temporale, spazio della necessità (spazio delle regole di come

si racconta una barzelletta)

Una volta scelta la possibilità di raccontare una barzelletta devo raccontare una barzelletta

riconosciuta e riconoscibile come tale. Regola che consente ai nostri interlocutori di

riconoscere che si tratta di una barzelletta (come condizione per comunicare= avere in

comune qualcosa).

La distinzione concettuale fondamentale è tra necessità e possibilità. Una volta scelta sul

piano delle possibilità (es. il gioco del calcio) entro nel campo e ora entrano in azione i

valori del gioco, entrano come criteri le regole del gioco, la mia razionalità strumentale

non vale più mi ha fatto scegliere questo, ma ora ciò che vale e conta sono le regole del

gioco, sono quelle che rendono possibili i movimento e la tua identità. Se voglio

giocare a pallone devo assoggettarmi alla regola (assoggettamento necessario).

Qual è il significato di una parola, secondo Wittgenstein è il posto che occupa in una

grammatica, es. la mia identità dipende dal posto che occupo in quella grammatica es.

se vado sotto rete al mia identità sarà quella di portiere. (x vale come y in c).

L’identità cambia sempre in base alla stessa regola, questa infatti vale per i soggetti,

per gli oggetti e per gli eventi.

Nella conferenza tenuta nel 1917 da Weber egli elabora la regola istitutiva della

il prendere posizione in un’aula universitaria è considerato sacrilegio,

avalutatività,

poiché il prof deve essere avalutativo (il capo e il maestro sono due figure incompatibili).

Martedì 03.10.17

può essere considerata in quanto “atto” per stabilire una relazione con

La parola

“alter”. Necessaria per il potere. I

relativi alla nostra unicità non cambiano, l’aspetto pragmatico della nostra identità

Dati

invece cambia (in quanto attori sociali). La nostra identità si stabilisce sempre

all’interno Non si dà identità di attore se non all’interno di

di una prassi come sistema. L’attore è

un sistema. Attore e sistema formano una coppia concettuale inseparabile.

un’identità topica: locale (spazio normativo del sistema). Noi comunichiamo con

qualcuno solo avendo in comune la conoscenza delle regole del gioco linguistico. Tutto

ciò che noi facciamo è descrivibile facendo riferimento ad un qualche “tipo di reale”. Ci

accorgiamo di questa realtà soltanto in alcune situazioni. Gran parte delle nostre pratiche

quotidiane le realizziamo in maniera automatica, ci accorgiamo della dimensione

normativa quando una nostra aspettativa viene disattesa. Ci accorgiamo della


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in comunicazione pubblica e politica
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher daria.loreti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguaggio e comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Sormano Andrea.

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