CONTABILITA’ E BILANCI D’IMPRESA
APPUNTI LEZIONI
ANNO ACCADEMICO 2020/2021
LA GESTIONE D’IMPRESA
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Azienda: insieme di beni coordinati. È il genere, di cui l’impresa la specie. La di erenza è il
concetto di rischio di mercato: l’impresa la colleghiamo all’attività di mercato. L’organizzazione,
che è una caratteristica quasi oggettiva, ci deve essere all’interno di questa entità che le fa
funzionare in un certo modo.
Meccanismo tecnico-economico dell’impresa: l’obiettivo è la produzione sistematica di beni e
servizi per il mercato. La caratteristica principale è che la produzione, attraverso lo scambio sul
mercato, permettono all’impresa di ottenere una surplus, di produrre quindi del valore. Questo
valore prodotto nasce da una di erenza, ossia è rappresentato da un’eccedenza, tra i valori che
produco e quelli che vengono consumati. Questa processo produttivo deve quindi portare ad una
di erenza positiva.
Rischio principale dell’impresa: non generare un surplus. Ci troveremmo quindi di fronte ad un
de cit.
In che modo sappiamo se abbiamo guadagnato o no? L’ottica di guadagno per l’impresa: se il
valore dei ricavi è superiore ai costi sostenuti. Il concetto di ricavo corrisponde: è il valore a cui
vendo i prodotti. Il ricavo genera la di erenza.
Non è detto che a un ricavo di tot corrisponda un’entrata immediata di quel valore: cosa accade
quindi? Accade che quindi il ricavo avvenga in un momento successivo.
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Organizzazione sistematica: continuativa.
Impresa: entità che opera in condizioni di rischio e, in cosa consiste questo? È quella condizione
che fa si che ci siano delle probabilità che i valori che produco siano inferiori ai valori che ho
consumato per produrre. È un po’ il rischio di mancata continuità, quindi permanenza nel mercato
in condizione e ciente.
Come ci si copre dai rischi? (incendio..) lo si fa attraverso delle coperture assicurative. L’unico
rischio che non è assicurabile è che il valore dei prodotti non sia superiore a quello consumato.
Funzione surplus: condizione necessaria a nché impresa sopravviva, ma è assolutamente
importante in quanto obbliga i soggetti ad accollarsi il rischio. Chi sono questi soggetti?
L’imprenditore, azionisti, soci. Se parliamo di società di capitali o persone, il rischio se lo assume
chi investe il denaro. Quando parliamo di questi soggetti, ci riferiamo a coloro che sostengono
l’impresa dal punto di vista patrimoniale: ciò genera rischi, in quanto non è detto che venga
distribuito un dividendo, e la restituzione del capitale è un’ipotesi del tutto eventuale. Quale
fattispecie giuridica può portare l’azionista a riavere quando ha investito? Scioglimento della
società con successiva liquidazione.
Impresa: processo di gestione: surplus: rischio
Produzione Economica/Aziendale
Approvvigionamento/ Produzione/ Distribuzione
Denaro, Beni/ Beni, Beni/ Beni, Denaro
Prima riga: fasi della produzione. Il mercato è controparte dell’impresa, in questa prima fase. La
trasformazione avviene all’interno, la distribuzione chiude il cerchio, facendo tornare il bene al
mercato. Qual è il tipico fattore produttivo di un’impresa industriale? Macchinari, risorse umane,
forza lavoro, capitale, le materie prime; ossia i beni sici (acciaio, rame).
Nella fase di approvvigionamento acquista le materie prime, la forza lavoro, i beni sici,
capitali.questa è una fase in cui, con il denaro l’impresa acquisisce dei beni, che poi all’interno
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dell’impresa, saranno trasformati. Alla ne quindi ottengo un bene, che ritorna ad essere denaro,
attraverso la vendita sul mercato. Però non tutte le operazioni prevedono n da subito la
contestualità dell’uscita del bene e l’ingresso del denaro. Il concetto di ricavo non coincide con il
concetto di denaro, che entra nelle casse sociali. Così come il concetto di costo non coincide con
il denaro che esce dalle casse sociali. Di regola le vendite non avvengono attraverso un
immediato pagamento del cliente, invece sorge un credito in capo a questa persona.
La gestione dell’impresa si base sul modello di costi/ricavi.
Un patrimonio, che fa capo all’impresa, di cui il surplus sarà il risultato della gestione del
patrimonio aziendale. Questa deve essere misurata (tema di rendiconto: il bilancio d’esercizio è
redatto dagli amministratori e viene presentato all’assemblea per l’approvazione. Cos è il
patrimonio? Sono degli investimenti, che generano un’attività di produzione. I valori li seguo nelle
contropartite con il mercato).
La struttura produttiva può essere leggera (servizi) o pesante, ossia con tutta una serie di costi
rigidi (tutto insieme di impianti..). non è detto che tutte le imprese abbiano le stesse strutture
organizzative.
—> è in vista di ottenimento di un surplus, che dei soggetti prendono l’iniziativa di costruire
un’impresa. Questi soggetti rinunciano ad una enumerazione no a quando non siano soddisfatti
tutti i fattori produttivi. gestione:
Tentativo di dare una serie di de nizioni alla gestione. Cosa intendiamo con è
quell’insieme di operazioni, che mi porta a raggiungere un ne, ossia la produzione, che sarà
destinata al mercato.
Attività che comunque ha una valenza sociale perché coinvolge una serie di soggetti, ma la mente
dell’impresa è mossa dalla voglia di “fare”, vuole produrre qualcosa che soddis i bisogni umani.
Questo ne primo è raggiungibile in una condizione in cui vi sia il surplus.
PRODUZIONE di beni e servizi in condizioni di equilibrio: ci sono delle scelte/ decisioni/
operazioni che vengono rilevate. C’è un gerarchia di passaggi che si rispecchia poi nel modello
della governance. Com’ è impostata una governance in una società di capitali? Le vere scelte
strategiche sono di competenza di chi rischia, di chi apporta il capitale. L’amministratore delegato
è la persona che ha i poteri e la competenza per gestire organizzazioni di tipo complesso.
L’operazione è l’esecutività delle scelte, è l’accadimento che ci fa capire come va l’azienda.
ORGANIZZAZIONE
È la struttura per potere attuare la gestione. È un tema che riguarda il consiglio di
amministrazione, ma soprattutto del conigliere delegato, che dovrà tenere conto della variabile
ambientale o il tempo in cui si va a collocare l’attività e i mezzi che la società ha a disposizione.
Ogni azienda è diversa dall’altra, sono di cilmente replicabili le attività di management. Esempio
di ambiente: se ho un’azienda che è collocata nel nord eu, e un’altra che si trova in Africa, si parla
di condizioni ambientali di contorno.
RILEVAZIONE
Noi entriamo nell’azienda dalla porta dei numeri, siamo dei soggetti esterni, che hanno a
disposizione la traduzione in termini quantitativi di ciò che accade in azienda, con tutti i limiti. Il
numero può essere considerato relativo, nel senso che in molti casi non abbiamo un’esattezza
assoluta in capo al numero; ma non siamo nel campo dell’arbitrarietà. Il tema traduzione non è da
considerare come riporto di quello che c’è già.
Questa fase si appoggia sul sistema contabile. Poi c’è anche la funzione della memoria scritta. In
caso di contestazione di un credito, su cosa ci si può basare? Sulla memoria scritta, ossia i libri
contabili, che può essere, se regolarmente tenuta, un mezzo di prova. Tutto questo poi, in
un’ottica interna, dovrebbe permettere di prendere delle decisioni consapevoli da parte di chi
detiene la responsabilità.
—> Art. 2381 c.c.: comma 5, si richiede agli organi delegati di curare l’assetto organizzativo,
amministrativo e contabile, a nché sia adeguato alla natura e dimensione dell’impresa. Lo stesso
legislatore impone a chi ha le deleghe di assicurare gli altri soggetti, riguardo la struttura
organizzativa.
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Posso prendere delle decisioni consapevoli solo, e solo se, ho un adeguato sistema informativo
da parte degli organi delegati.
La rilevazione è funzionale rispetto alla gestione.
Tema delle modalità di acquisizione dei fattori produttivi:
l’impresa acquisire i fattori, sia quelli generici (risorse nanziarie) e sia quelli speci ci (risorse
umane), corrispondendo un compenso, che può essere alternativamente de nito secondo le tre
modalità:
- Remunerazione contrattualmente stabilita (es, lavoratori dipendenti, sanno subito il loro
corrispondente)
- Remunerazione residuale, che non è ssa ed è variabile a seconda dell’andamento della
gestione
- Combinazione delle prime modalità: in parte stabilita e in parte variabile.
—> Nel primo caso: l’impresa si impegna a corrispondere ai soggetti una controprestazione
predeterminata, questa misura non dipende dalla vicende economiche della gestione.
L’acquisizione di fattori produttivi con queste caratteristiche genera all’impresa dei costi, per le
risorse umane, per il capitale e per i mezzi.
—> Nel secondo caso: non c’è da parte dell’impresa impegno di remunerazione del fattore, ma
questa dipende dai risultati economici della gestione. Quindi la remunerazione sarà uguale a
quello che resta dopo che saranno corrisposte tutte le remunerazioni contrattualmente stabilite.
Dopo che con i ricavi della produzione, si sono coperti tutti i costi a remunerazione prede nita.
Chi accetta questa posizione, lo fa sulla base di certe aspettative, ossia quelle di ottenere,
attraverso il surplus, una remunerazione adeguata alle sue aspettative, tenendo conto dei rischi
(insolvenza, ossia mancato pagamento).
—> Nel terzo caso: remunerazione in parte prestabilita e in parte legata alle vicende economiche
(quota di surplus). Esempi: contratti lavoro per l’amministratore.
Il soggetto che apporta all’impresa fattori produttivi con una remunerazione residuale rinuncia a
una remunerazione stabilita, ma si aspetta una remunerazione che può variare nel tempo e che sia
congrua e adeguata. Da cosa dipende la congruità? Che correlazione c’è con il grado di rischio?
Maggiore è il rischio percepito, maggiore dovrebbe essere l’aspettativa della remunerazione.
Legame con intensità del rischio. Quali sono gli investimenti di maggiore rischio? Quelli rivolti alle
nuove iniziative.
Mentre per quanto riguarda il tema di remunerazione prestabilita con si parla di adeguatezza, ma
semplicemente di rispettare ciò che n da subito è stabilito.
Nell’impresa capitalistica, i fattori a remunerazione residuale non possono mancare.
L’unico fattore a remunerazione residuale è il capitale proprio.
—> Di fatto questo è una delle
fonti di nanziamento a titolo di capitale di rischio, soprattutto nella fase di avviamento.
È la remunerazione che quali ca la natura dei fattori. Se l’impresa conseguisse dei risultati in
termini di de cit, questi andrebbero ad incidere proprio nella misura del capitale proprio.
Cosa succede in un’impresa produttiva? Da un punto di vista della dinamica dei costi e ricavi:
vengono prima i costi.
14/10/20
Capitale proprio: fattore produttivo che viene conferito dagli azionisti, dai titolari delle quote, con
il rischio che il capitale, non solo non sia remunerato….
Come si remunera: attraverso la riparazione del surplus.
Quali sono le funzioni del capitale proprio:
- integrare i ricavi, tutte le volte che questi non siano su cienti a ricoprire i costi. La perdita di
esercizio va ad intaccare il capitale (2456-2457). Le perdite possono essere assorbite no ad un
certo punto. Cosa succede quando le perdite, portano il capitale al di sotto del limite legale? Si
riduce il capitale presso l’assemblea straordinaria;
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- Mettere a disposizione dell’impresa la liquidità, per permettere alla stessa di far fronte al
pagamento dei fattori produttivi (di regola questo precede l’incasso dei ricavi); se l’impresa
riceve credito dal fornitore, l’impresa concederà credito ai clienti
Nell’ambito della struttura nanziaria ottimale dell’impresa, si tratterà di capire il dosaggio tra il
capitale proprio e il capitale di terzi. Se ho un’impresa con un importante struttura produttiva
(investimenti), dall’altra parte non potrò nanziare la struttura attraverso i nanziatori.
Il problema del capitale proprio è quello di dotare l’impresa di un quantum di capitale proprio, via
via adeguato a quella completa funzione sia di tipo economico e sia di tipo nanziario.
CARATTERISTICHE DELL’IMPRESA
- intervallo tra acquisizione dei fattori produttivi e la vendita della produzione: caratteristica
ineliminabile. Se adottiamo un approccio di tipo economico, ossia prima si sostengono i costi e
poi si conseguono i ricavi.
- Durata del ciclo sico-tecnico di produzione
- Modalità di approvvigionamento dei fattori produttivi
Conseguenze:
- stock di investimenti: è rappresentato da una serie di risorse, che via via daranno utilizzate e
sono ordinate in una struttura organizzativa. Si esplicita in beni (es, immateriali: know how,
brevetti)
- Necessità di mezzi nanziari: per far fronte con regolarità agli impegni assunti. Obiettivo:
impedire che l’impresa si trovi in una situazione di di coltà.
Questo genera in capo all’impresa un fabbisogno nanziario, che dipende dall’avvicendarsi di
incassi e pagamenti. Il fabbisogno è importante per poter alimentare, piuttosto che liquidare dei
titoli, ossia gestire al meglio i ussi in entrata e uscita.
Da una parte ho gli investimenti, che sono importanti ai ni dell’apprezzamento del rischio
d’impresa, soprattutto per chi si assume il rischio. Dall’altra parte il fabbisogno nanziario, mi da
un ulteriore idea del grado di rischio e, mi mette alle condizioni di dovere assicurare una regolarità
nei pagamenti e rispetto degli impegni.
Riassunto FUNZIONI:
- Tipo economico
- Tipo nanziario
Modello per aree e pro li della gestione d’impresa:
- Aree di gestione
- Pro lo reddituale
- Pro lo nanziario
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IL BILANCIO (delle società di capitali, che sono soggetti passivi di imposta)
È quello strumento informativo che deve mettere in grado, chi si avvicina all’impresa, di entrare
nella gestione della stessa attraverso delle sintesi.
Prima sintesi è quella di una possibile classi cazione delle operazioni di gestione:
- gestione caratteristica: risponde alla domanda “che cosa fa questa impresa”, l’impresa
acquista dei beni sul mercato e poi li vende; come distinguiamo ciò che è caratteristico da
quello che non lo è, lo facciamo andando alla radice del processo;
- Gestione patrimoniale: è una prima tipologia di operazioni non caratteristiche, ossia gestione
dei beni patrimoniali, che deriva dal fatto che alcuni beni dell’impresa, non necessariamente
sono impiegati nel processo produttivo;
- Gestione nanziaria: (es, fondi) è una gestione derivata, che cosa fa? Recupera, provvede a far
si che la nostra impresa abbai delle fonti nanziarie, di regola da terzi (banche, fornitori), che
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comunque assicuri un usso di liquidità in modo regolare all’impresa. Questa gestione collegata
alle attività di nanziamento, è bene che abbia una sua evidenza autonoma all’interno delle
classi cazioni che si fanno; in modo da poter capire sin dalla prima lettura dei dati di bilancio,
quanto pesi la gestione nanziaria (genera i costi, dovuti agli interessi passivi, a cui
corrisponderanno delle uscite);
- Gestione “straordinaria”: ha a che fare con tutte quelle operazioni non ordinarie (a di erenza di
quelle sopra), quindi che avvengono in via eccezionale (es, fabbricato concesso in locazione,
impresa lo vende, la quale consegue cosi un plus valore derivante dalla vendita. Questo ricavo
è un ricavo che è tipico o è legato a fatti eccezionali? Legato a fatti eccezionali;
- Gestione dei tributi: questa area trova una sua rappresentazione nel modello del bilancio, come
modello di sintesi della gestione
Conto economico dell’impresa (Lavazza): i numeri e la loro rappresentazione dell’ambito del
bilancio. Abbiamo un usso di valori che via via scende (guarda slide). L’ultima riga rappresenta il
surplus. Nel corso del 2018 l’utile dell’esercizio è pari 57 MIL, ossia vuol dire che la di erenza tra i
ricavi e i costi corrisponde a tale cifra. Nel corso del 2018 ha venduti beni per cui ha conseguito
un ricavo di 1Miliardo. Per conseguire questi ricavi dalle vendite, ha dovuto conseguire dei costi.
La di erenza tra i ricavi e i costi è un risultato della gestione caratteristica. Quali sono i costi della
produzione più signi cativi? Sono quelli legati ai costi produttivi.
Nel caso di specie la gestione nanziaria non genera costi, ma bensì ricavi, perché la somma
algebrica genera ricavi, la voce più importante dei ricavi della gestione nanziaria è dovuta ai
proventi di partecipazione. La nostra impresa è a capo di una struttura aziendale. In realt&ag
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Appunti esame Bilanci aziendali, prof.ssa Gigli, libro consigliato Introduzione alla contabilità e al bilancio di e…
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