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indeterminata. In ogni esercizio deve essere imputata una quota di indennità di anzianità da

iscrivere nella voce “ trattamento fine rapporto di lavoro subordinato” del conto economico.

La disciplina fiscale vigente in materia può essere così riassunta:

1. gli accantonamenti necessari per adeguare i fondi per le indennità di fine rapporto sono

deducibili nei limiti delle quote maturate nell’esercizio.

2. i maggiori accantonamenti possono essere portati in deduzione o nell’esercizio in cui hanno

effetto le modifiche, oppure per quote costanti nell’esercizio stesso e nei due successivi.

3. quando l’impresa stipula una polizza assicurativa per ottenere i mezzi finanziari necessari

per adempiere all’obbligazione, i premi corrisposti alla compagnia assicurativa non

rappresentano un costo deducibile, ma un credito verso la compagnia stessa.

Per quanto riguarda il trattamento contabile dei premi corrisposti alla compagnia di assicurazione,

possiamo dire che la normativa fiscale impone che:

1. che l’impresa iscriva nell’attivo dello stato patrimoniale il credito verso la compagnia di

assicurazione, costituito dai soli premi corrisposti

2. che l’impresa rilevi, al momento della cessazione del rapporto di lavoro, il provento

derivante dalla differenza tra l’ammontare del risarcimento e l’importo del credito predetto.

Secondo i principi contabili invece deve essere iscritto come credito la parte rimborsabile dalla

compagnia di assicurazione, composto non solo dai premi corrisposti, ma anche da una quota di

risarcimento.

Un altro problema di rilevante importanza è costituito dalla quota di rivalutazione, infatti il

trattamento di fine rapporto secondo il codice civile è composto da:

1. una quota pari all’ammontare della retribuzione spettante diviso 13,5

2. una quota pari alla rivalutazione dell’indennità maturata che si trova applicando il

coefficiente di rivalutazione dell’1,5 in misura fissa, e un coefficiente variabile pari al 75 per

cento dell’ammontare dell’indice dei prezzi accertato dall’ISTAT.

Quindi man mano che passano gli anni il trattamento di fine rapporto va aumentando entrando in

contrasto del principio di competenza economica. Ciò va in contrasto con il principio di competenza

economica in quanto nel primo esercizio ai ricavi conseguiti non verrebbe contrapposto l’intero

costo della prestazione, ma solo il costo dell’indennità. Tale metodo inoltre va in contrasto con il

principio dell’economica ripartizione dei redditi nel tempo, in quanto i costi di rivalutazione

vengono rinviati ai futuri esercizi e quindi ciò è a vantaggio dei soci dei primi esercizi e a

svantaggio di quelli degli esercizi successivi. Un modo per ovviare a tale inconveniente è quello di

far concorrere alla formazione del reddito del primo esercizio anche la quota di rivalutazione.

I DEBITI

Tale voce dello stato patrimoniale si scompone in altre sottovoci che sono:

1. obbligazioni

2. obbligazioni convertibili

3. debiti verso banche

4. debiti verso altri finanziatori

5. acconti

6. debiti verso altri fornitori

7. debiti rappresentati da titoli di credito

8. debiti verso imprese controllate

9. debiti verso imprese collegate

10. debiti verso controllanti

11. debiti tributari

12. debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale

13. altri debiti

Per ognuna di queste voci la parte di debito esigibile entro l’esercizio dovrà essere iscritta

separatamente da quelle esigibile oltre l’esercizio

Obbligazioni

Tale voce dello stato patrimoniale comprende tutti i tipi di obbligazioni ad eccezione di quelle

convertibili. L’emissione di un prestito obbligazionario rappresenta l’accensione di un prestito a

scadenza determinata, le cui modalità e condizioni sono regolate dalla legge e dal regolamento del

prestito. Le obbligazioni possono essere emesse alla pari, sotto la pari e sopra la apri. Alla pari

quando il valore nominale è uguale al valore di emissione, sotto la pari quando il valore di

emissione è minore di quello nominale, sopra la pari quando il valore di emissione è superiore a

quello nominale. Quando le obbligazioni sono emesse sotto la pari si dà origine ad un disaggio su

prestiti che per l’azienda rappresenta un maggiore onere finanziario. Quando invece vengono

emesse sopra la pari si dà origine ad un aggio su prestiti che rappresenta un provento il quale viene

inserito separatamente nella voce ratei e risconti del passivo dello stato patrimoniale.

Per quanto riguarda la disciplina fiscale possiamo dire che il disaggio è deducibile in ciascun

periodo di imposta per una quota determinata in conformità al paino di ammortamento del prestito.

Obbligazioni convertibili

Le spa e le sapa possono emettere obbligazioni convertibile con le quali l’impresa può optare per il

loro rimborso, o trasformarle in azioni. Nel momento in cui sono emesse bisogna fissare: l’interesse

da corrispondere agli azionisti al netto della ritenuta d’acconto, e il piano di ammortamento del

prestito emesso, in base al quale periodicamente viene estratto un numero di obbligazioni. Quando

scade il diritto di opzione le obbligazioni convertite in azioni dovranno essere considerate come

aumento di capitale sociale. Se il valore nominale delle azioni è inferiore al valore nominale delle

obbligazioni, la differenza dovrà essere iscritta nella riserva sovrapprezzo azioni.

Debiti verso banche

Tale voce dello stato patrimoniale comprende:

1. mutui ipotecari a medio e lungo termine

2. anticipazioni bancarie su titoli, su merci

3. riporti passivi ossia i debiti sorti verso le banche per un contratto di riporto. Secondo il

codice civile il riporto è un contratto per il quale il riportato trasferisce in proprietà al

riportatore titoli di credito di una data specie per un determinato prezzo, e il riportatore

assume l’obbligo di trasferire al riportato alla scadenza del termina prestabilito, la proprietà

di altrettanti titoli della stessa specie, dietro rimborso di un prezzo che può essere aumentato

o diminuito

4. altri debiti verso banche come conti correnti passivi, anticipi su ordini, si crediti ecc.

Debiti verso altri finanziatori

Tale voce contiene i debiti che l’impresa ha nei confronti dei soci, delle società finanziarie, verso i

dipendenti e altri finanziatori. Più in particolare i versamenti dei soci con obbligo di restituzione

devono essere distinti dai versamenti dei soci a fondo perduto. Mentre i primi faranno parte di

questa voce, i secondi dovranno far parte del patrimonio netto.

Acconti

In tale voce vengono inseriti gli acconti ricevuti dai clienti per la fornitura di beni e servizi.

Debiti verso fornitori

In tale voce vengono iscritti i debiti che l’impresa ha nei confronti dei fornitori per l’acquisto di

beni e servizi per svolgere la produzione

Debiti rappresentati da titoli di credito

In tale voce dello stato patrimoniale vengono inseriti i debiti di origine commerciale rappresentati

da cambiali o altri titoli, e debiti di natura finanziaria rappresentati da cambiali finanziarie.

RATEI E RISCONTI PASSIVI

Le caratteristiche principali dei ratei e risconti passivi sono:

1. in tale voce possono essere iscritte le quote di costi e proventi comuni a due o più esercizi

2. possono essere iscritte quote di costi e ricavi che maturano in ragione del tempo

La voce ratei e risconti passivi è così costituita:

1. ratei passivi: quote di costi di competenza dell’esercizio maturate ma non ancora pagate

2. risconti passivi: quote di ricavi di competenza dell’esercizio successivo, che hanno avuto la

loro manifestazione numeraria nell’esercizio

3. risconti passivi pluriennali: quote di ricavi di competenza di due o più esercizi la cui

manifestazione numeraria è avvenuta nell’esercizio in chiusura

4. aggi su prestiti: sono proventi pluriennali che sorgono quando l’impresa emette prestiti

obbligazionari sopra la pari.

I CONTI D’ORDINE

Tali tipi di conti sono previsti dal codice civile in quanto essi permettono di dare una maggiore

rappresentazione veritiera e corretta della situazione finanziaria, economica e patrimoniale

dell’azienda.

Tali conti indicano quegli accadimenti che producono effetti sul patrimonio in tempi successivi.

Tali conti fanno parte del sistema improprio di scritture. Tali sistemi impropri si compongono di

due serie di conti:

1. conti accesi all’oggetto, che osservano l’aspetto originario dei fatti amministrativi

2. conti accesi al soggetto che osservano l’aspetto derivato dei fatti amministrativi

L’applicazione del metodo della partita doppia a tale sistema di scritture comporta che:

1. se l’oggetto viene acquisito dall’impresa, l’aspetto originario si registra in dare, mentre

quello derivato in avere

2. se l’oggetto viene trasferito dall’impresa allora l’aspetto originario si registra in avere e

quello derivato in dare.

Secondo la legislazione civile possiamo dire che tali conti non possono essere sommati né al

passivo né all’attivo dello stato patrimoniale. Per quanto riguarda le garanzie personali e reali è da

rilevare che se il rischio di eventuali perdite è solo possibile è sufficiente l’esposizione

dell’informazione nei conti d’ordine, se invece tale rischio è certo allora bisogna costituire un

apposito fondo nel passivo dello stato patrimoniale.

I conti d’ordine possono rappresentare uno strumento di raccordo tra le norme civili e quelle fiscali.

Le situazioni fiscali di importanza rilevante possono essere diverse ma quelle che più bisogna

portare a conoscenza dei terzi possono essere tre:

1. ammortamento delle spese di manutenzione ordinaria

2. le spese di rappresentanza

3. il riporto delle perdite

Per quanto riguarda l’ammortamento delle spese di manutenzione ordinaria possiamo dire che esse

sono deducibili nel limite del 5% del costo di tutti i beni materiali ammortizzabili, la parte

eccedente è deducibile in quote costanti nei 5 esercizi successivi al loro sostenimento. In questi casi

l’impresa nel conto economico iscrive l’importo globale del costo di manutenzione, nello stato

patrimoniale tra i conti d’ordine la differenza tra il costo totale di manutenzione e quello deducibile

nell’esercizio.

Per quanto riguarda le spese di rappresentanza possiamo dire che esse sono ammesse in deduzione

nella misura di un terzo del loro ammontare, e sono deducibili per quote costanti nell’esercizio in

cui sono state sostenute e nei quattro successivi.

IL VALORE DELLA PRODUZIONE

Ricavi delle vendite e delle prestazioni

Tale voce del conto economico contiene tutti i corrispettivi della cessione dei beni e delle

prestazioni di servizi, nonché i corrispettivi delle vendite di materie prime, sussidiarie e

semilavorati acquistati per la produzione. Secondo il codice civile, i resi, gli abbuoni e i premi non

devono essere considerati come costi d’esercizio ma devono essere portati in diminuzione dei

ricavi.

Variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti

In tale voce vengono inserite le variazioni dei prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti,

ed essa può assumere un valore positivo se le rimanenze iniziali sono minori di quelle finali, oppure

un segno negativo se le rimanenze iniziali sono superiori a quelle finali.

Variazioni dei lavori in corso su ordinazione

Tale voce del conto economico indica l’insieme delle variazioni intervenute durante l’esercizio

nella voce “ lavori in corso su ordinazione” dello stato patrimoniale. Esso può assumere un segno

positivo se le rimanenze finali sono superiori a quelle iniziali, oppure negativo al contrario.

Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni

Tale voce nasce dal fatto che i beni ammortizzabili materiali e immateriali possono essere

acquistate presso economie esterne oppure possono essere costruite all’interno dell’impresa.

I costi di acquisto dei fattori produttivi impiegati per la lavorazione interna vengono considerati

come costi d’esercizio, successivamente essi vengono capitalizzati attraverso lo storno di essi allle

rispettive voci circa le immobilizzazioni materiali e immateriali. Secondo il codice civile le

immobilizzazioni costruite in economia vengono iscritte al costo di produzione costituito dai

componenti diretti di costo, dai componenti di costi industriali indiretti e dagli oneri finanziari.

Altri ricavi e proventi

Tale voce contiene tutti i componenti positivi di reddito che non possono essere classificate in altre

voci dell’area finanziaria e straordinaria. In tale voce possono essere iscritte ad esempio le

provvigioni attive, i proventi immobiliari, i contributi in conto esercizio, i risarcimenti danni ecc.

Le provvigioni attive possono essere iscritte in tale voce solo se si tratta di elementi che non fanno

parte della funzione caratteristica dell’impresa.

I contributi in conto esercizio sono erogati dallo stato o da altri enti pubblici per integrare i ricavi o

ridurre i costi d’esercizio. Tali contributi devono essere iscritti rispettando il principio di

competenza economica.

Le indennità per risarcimento danni si distinguono in:

1. risarcimenti che riguardano il danneggiamento o la perdita di beni che originano ricavi, e

quindi essi sono considerati ricavi

2. risarcimenti che riguardano il danneggiamento o la perdita di beni diversi da quelli che

originano ricavi, e quindi essi sono considerati plusvalenze patrimoniali

3. altri risarcimenti assicurativi che sono considerati sopravvenienze attive

I COSTI DELLA PRODUZIONE

Costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci

La voce “ costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci” del conto economico contine

il valore di tutti gli acquisti effettuati dall’azienda per svolgere le sue funzioni. Tali costi sono

comprensivi delle spese accessorie di acquisto come il trasporto, e in alcuni casi è compresa anche

l’IVA nel momento in cui essa è indetraibile da parte dell’impresa acquirente.

Costi per servizi

Tale voce del conto economico contiene: i costi accessori di acquisto se fatturati separatamente, i

costi di servizi commerciali, costi per servizi amministrativi, nonché spese per viaggi e soggiorni.

Tali costi secondo il principio di competenza economica vanno imputati all’esercizio in cui si sono

conseguiti i correlativi ricavi.

Costi per godimento beni di terzi

Tale voce contiene i costi che l’azienda sostiene per l’utilizzo di beni che non sono di sua proprietà,

fra questi quelli più importanti sono quelli per affitti e locazioni, quelli per leasing finanziario, per

usufrutto ecc. Per quanto riguarda il leasing finanziario possiamo dire che essa sul piano contabile

comporta che: costi per godimento beni di terzi

1. nel conto economico nella voce vanno inseriti

l’ammontare dei canoni di leasing di competenza dell’esercizio

ratei e risconti attivi

2. nello stato patrimoniale, nella voce vanno inseriti i canoni di leasing

che sono stati pagati anticipatamente beni in leasing

3. nello stato patrimoniale tra i conti d’ordine nella voce va inseirito

l’ammontare dei canoni di leasing e il prezzo di riscatto.

Per quanto riguarda l’usufrutto possiamo dire che esso è simile al leasing finanziario ma nel

trattarlo contabilmente dobbiamo tener conto delle peculiarità della sua fattispecie.

Costi del personale

Tale voce del conto economico è ulteriormente suddivisa in altre sottovoci che sono:

1. salari e stipendi

2. oneri sociali

3. trattamento di fine rapporto

4. trattamento di quiescenza e simili

5. altri costi

salari e stipendi

Nella sottovoce si inseriscono le retribuzioni in denaro o in natura corrisposti agli

operai o ai dipendenti.

oneri sociali

Nella sottovoce si inseriscono gli oneri previdenziali, e assistenziali a carico

dell’impresa. trattamento di fine rapporto

Nella sottovoce si inseriscono gli accantonamenti al fondo di

trattamento di fine rapporto.

trattamento di quiescenza e simili

Nella sottovoce si inseriscono gli accantonamenti ai fondi

pensione. altri costi

Nella sottovoce si inseriscono vari costi come quelli per gli indumenti di lavoro,per

formazione ed addestramento ecc.

Ammortamenti e svalutazioni

Tale voce del conto economico può essere ulteriormente suddivisa in altre sottovoci che sono:

1. ammortamento delle immobilizzazioni immateriali

2. ammortamento delle immobilizzazioni materiali

3. altre svalutazioni delle immobilizzazioni

4. svalutazione dei crediti compresi nell’attivo circolante e nelle disponibilità liquide

La sottovoce altre svalutazioni delle immobilizzazioni comprende le svalutazioni delle

immobilizzazioni che non rientrano nel normale processo di ammortamento ed esse sono

indeducibili fiscalmente.

Variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci

Tale voce del conto economico deriva dalla somma algebrica tra il valore delle rimanenze iniziali e

quelle finali. Tale voce assume il segno positivo se le rimanenze iniziali sono superiori a quelle

finali, mentre assume un segno negativo se le rimanenze iniziali sono minori di quelle finali.

Accantonamenti per rischi

In tale voce affluiscono quella serie di accantonamenti in contropartita della voce dello stato

patrimoniale “ fondo per rischi e oneri”.

Altri accantonamenti


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Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (MILANO - PIACENZA)
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MrStout di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Contabilità e bilanci d'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Dalla Sega Franco.

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