2. ANALISI MECCANICHE SU MATERIALI VISCOELASTICI
materiali viscoelastici
I due modelli più “semplici” per descrivere il comportamento di un materiale sottoposto a una forza sono:
• modello di Hooke per i solidi elastici: un solido perfettamente elastico, se sottoposto ad una forza costante, subisce
una deformazione istantanea proporzionale alla forza stessa
s= e s= g
E G
• modello di Newton per i fluidi viscosi: la resistenza che deriva dall’attrito tra le “parti” di un fluido è proporzionale
alla velocità con cui le diverse parti del liquido vengono separate tra loro
s= hde s=hg’
tale resistenza prende il nome di viscosità /dt;
La maggior parte dei materiali rispecchia una deviazione più o meno accentuata dai due modelli proposti: comportamenti
intermedi tra quello di un fluido perfettamente
viscoso e un solido perfettamente elastico
I parametri presenti nei modelli (viscosità e modulo):
• non sono costanti nel tempo
• non sono indipendenti dai valori di shear rate o deformazione
applicati modello descrittivo: modello di Maxwell
⇒
Con queste analisi si può vedere quale è la componente elastica e la componente viscosa nel comportamento meccanica.
Inoltre vediamo come varia il comportamento, come variano le proprietà del materiale al crescere della temperatura. Per
esempio la rigidezza può cambiare dalla temperatura in sala operatoria
Abbiamo un modello che tiene conto sia della componente elastica che quella viscosa.
Quale comportamento influenza una delle due componenti? Quali sono i contributi?
A me interessa capire se il materiale all’interno del corpo umano ha comportamento maggiormente in maniera viscosa o
elastica.
Che macchine ho a disposizione?
Applico uno sforzo di taglio
Analisi dinamico-meccanica
Tecnica di caratterizzazione volta a studiare principalmente le proprietà viscoelastiche dei materiali, in particolare dei
materiali polimerici Materiale polimerico= componente viscosa + componente elastica.
proprietà + proprietà
solidi elas1ci fluidi newtoniani
s=
Risposta puramente elastico E+e Risposta puramente viscosa σ = η dε/dt
Nel momento in cui applichiamo un carico ad un materiale abbiamo come risposta uno sforzo.
• Se ho un materiale perfettamente elastico ho sforzo e la deformazione sono in fase
• Se ho un liquido viscoso carico e sforzo sono sfasati di 90°.
• Noi siamo nell’intervallo tra i due casià ho un angolo di sfasamento tra sollecitazione e risposta tra 0 e 90°, in base
a quale componete è predominante!
Per un materiale viscoelastico si ricava:
d 0° componente elastica predominante
à à
d 90à componente viscosa predominante
à E’ parametro componente elastica
à
Per un materiale viscoelastico si ricava: E’’à parametro componente viscosa
• (E*) composto da due componenti:
modulo complesso
1. una componente (E’, storage modulus, modulo
puramente elastica
conservativo) → energia immagazzinata
2. una componente (E’’, loss modulus, modulo dissipativo)
dissipativa
→ energia dissipata (generalmente per calore) a causa di attriti tra una molecola e l’altra.
• tanδ = E”/E’ (adimensionale)
E’, E’’à Pa, Mpa, GPa 1
E’: risposta elastica energia immagazzinata
E’’: risposta viscosa energia persa per attriti interni
L’ analisi dinamico-meccanica consente di determinare la variazione delle proprietà di un materiale in funzione delle variabili:
temperatura, frequenza, tempo.
Questo tipo di analisi permette di fare prove sia a trazione che a compressione.
Tipologie di afferraggi
TENSION MODE COMPRESSION MODE Per film sottili e fibre (sotto i 2 mm)
Limite: cella di carico, ovvero la forza
massima che può sopportare sono 18N.
Se la sezione è resistente la macchina
non è sufficiente per la prova.
La forza applicata ha andamento
sinusoidale
(posso cambiare f ed ampiezza)
SHEAR SANDWICH MODE
per solidi soft: gel, adesivi ed elastomeri (sopra la Tg) per termoplastici ed elastomeri (sopra la Tg)
Permette di fare una prova in shear (torsione)à il campione viene
messo in modo simmetrico tra la clamp fissa e la mobile. Vado a vdere la deformazione le punto di massima
Lo uso quando ho deli materiali con basse proprietà meccaniche. sollecitazione (al centro)
Come si fa a testare un gel? Come lo inserisco nell’afferraggio? • per materiali con alto – medio modulo
Alternativa al cantilever.
In questo caso il campione non è vincolato ai due estremi.
Questa prova non posso fare con basso modulo elastico il
Per termoplastici (no elastomeri, alta deformazione). provino si deforma subito e non rimane più in appoggio 2
Analisi dinamico-meccanica – output [f(T)]
Rampa di temperatura -frequenza e ampiezza sinusoide costan1
Nelle misure oscillatorie leggo E’,E’’, tanδ.
La temperatura deve essere incrementata tenendo conto dell’organizzazione
delle catene del materiale che si riorganizzano in determinati tempi.
• per ogni temperatura
→ (E’)
modulo conservativo
→ (E”)
modulo dissipativo
(di conseguenza anche tanδ)
• E’à basse Tà modulo molto alto (T inferiore della T di transizione vetrosa)à comportamento solido elastico.
il modulo dopo T diminuisce (il materiale diventa più gommoso)
g
rimane costante per un tratto
discesa bruscaà T della componente cristallina. Sparisce la componente viscosa.
fusione
• E’’ sotto la Tg più basso
à
Piccoà nel range transizione vetro gomma. Le catene al crescere di T iniziano a muoversi quindi il picco di Energia
dissipata lo ho dove iniziano a muoversi le macro molecolari. Poi però per fenomeni di attrito interno il modulo si
abbassa.
Diminuisce da all’aumentare di T.
Da questo grafico ricavo gli andamenti dei moduli, ricavo informazione sulle proprietà termiche dagli sbalzi di E’ e dal picco
di E’’.
In generale, la T è shiftata di 10° tra i due moduli.
trans vetrosa
Parto da una T < Tg (trans vetrosa), circa 30° prima, per cercare di non perdere il plateau del E’ e il picco di E’’; la T deve
min max
essere prima della T per evitare danni della macchina.
fusione
(oltretutto le caratteristiche meccaniche dopo una certa T non migliorano, peggiorano e basta).
L’interesse ad alte T può essere utile per eventuali lavorazioni
Per scendere a basse T uso l’azoto liquido 3
Rampa di frequenza – temperatura costante
(velocità di deformazione) è monitorata ad
rampa di frequenza
un'ampiezza ed una costante.
temperatura
Il materiale è influenzato dalla frequenza Esempio: E’’,E’ salgono entrambi al crescere della f.
E’’< E’.
Le macromolecole tendono ad allinearsi con la direzione del carico.
Se ho una f alta le macromolecole rimangono più orientate perché
non hanno tempo di riorganizzarsi.
Aumenta anche E’’ perché aumenta l’attrito tra le catene
macromolecolari.
esempio output in f(T)– PolicaprolaCone, PCL
• Tg: -60 ÷ -30°C
• T>50°C: inizio fusione
• T=-130°C,
• T=80°C: transizioni secondarie
Sensibilità dello strumento
presenza di umidità
• polimero amorfo
• Tg = 120 ÷ 140°C
1. Vedo transizione intorno ai 110 °C (non giustificata)
2. Picco non simmetrico
Misura non corretta?
Il materiale potrebbe aver assorbito l’acqua!!!
Non ha senso fare prove su rampe di temperature su idrogelo
Devo disidratarlo!
Materiale semicristallino 4
esempio output in f(T) – amorfo vs semicristallino
polimero amorfo (------) e un polimero semi-cristallino (continua )
γ e β sono rilassamenti che avvengono nello stato vetroso, α è la transizione vetrosa
esempio output in f(T)– blend
(= blend): si possono osservare le Tg dei
miscela
componenti e valutarne l’influenza sulle proprietà
meccaniche.
Ho due materiali polimerici mischiati.
Ho 2 transizioni
Piccoà transizione vetro-gomme
Prima transizione vetro-gomma a -30 ° e poi una
intorno agli 80 °
Resistenza meccanicaà secondo materiale
Deformazione elasticaà secondo materiale
A T umano maggior deformabilità
Se volessi più resistenza meccanica terrei più B esempio output in f(T) – blend e copolimeri
Poliuretani: copolimeri a blocchi: polimeri cristallini e amorfi
Se abbiamo omo polimeri messi in catena non riesco a distinguere il contributo di uno o dell’altro
I blend normalmente non hanno legami chimici tra i componenti.
Può succedere però che si creino dei legamià difficile capire quale sia il comportamento di ogni tipo partendo dal globale.
Se volessi caratterizzare un materiale composito (matrice polimerica e un riempitivo ceramico)à
Ci può servire fare un’analisi di questo tipo per vedere quando il materiale composito inizia a perdere caratteristiche
meccaniche quando non c’è piu interfaccia tra matrice e riempitivo
altre tipologie di prova
• prove “tradizionali”: • scansione in temperatura a frequenza costante • scansione in frequenza a temperatura costante
• altre tipologie di prove: • si possono “personalizzare” grazie alla flessibilità dello
strumento
– creep/recovery 5
• creep = la sollecitazione viene applicata istantaneamente
prova di
all’istante t = t1 e mantenuta costante per un periodo di tempo specifico
• recovery = lo sforzo è portato a zero all’istante t = t2
prova di
• la è monitorata in (ε(t))
deformazione funzione del tempo
questa macchina ci permette di vedere deformazioni in base a tempo e
temperatura.
Le informazioni più interessanti si hanno nella fase di recovery risposta del
à
materiale quando viene tolto il carico e la risposta del materiale.
comportamento elastico
– deformazione costante per t>t1
– deformazione nulla per t>t2
comportamento viscoso
velocità di deformazione costante per t>t1 deformazione crescente con t per t>t2
velocità di deformazione nulla per t>t2
Quanto la componente viscosa o elastica influenzano il comportamento
del materiale?
Tratto iniziale verticaleà componente elastico poco rilevante
Curvaà comportamento dominato dalla componente elastico
Il materiale recupera la configurazione iniziale lento
creep/recovery film di PET
primo tratto deformazione elastica dai 5 ai 10 min componente elasticaà ruolo importante
à
10 minà scarico componente elastica non è uguale alla deformazione plastica in partenzaà materiale influenzato dalla
à
componente viscosa in fase di recupero
la deformazione è applicata istantaneamente e mantenuta costante nel
stress relaxation/recovery:
tempo e lo viene monitorato in σ(t)
sforzo funzione del tempo comportamento viscoelastico
comportamento –
viscoso
comportamento – solido
elastico lo sforzo diminuisce nel tempo
fluido newtoniano
hookeiano – lo sforzo per t>0 è partendo da un certo valore e può
– lo sforzo per t>0 è nullo
costante decrescere fino a zero (dipende
dal materiale!) le catene tendono
ad orientarsi in
direzione dello
sforzo 6
esempio 1
modalità di applicazione della forza, tra 0.1 ed 1à pressioni condotto
vascolare
T = 37°C, carico oscillante tra 0.05 e 0.5 N, # cicli = 50, protesi in Dacron® (PET)
Variazioni di deformazioneà anello di isteresi: area compresa tra curva di carico e di scaricoàinfo sulla viscoelasticitàà fase
di recovery grossa componente viscosa
Variazioni di diametro costanti
Oltre il primo ciclo le deformazioni rimangono cost.
T = 37°C, carico oscillante tra 0.05 e 0.5 N, # cicli = 50, protesi in GoreTex® (ePTFE)
Applicando sempre la stessa forza si ha una continua deformazione residua che va a formarsià cicli di isteresi si spostano
Anello di isteresià componente viscosa ha minore effetto 7
esempio 2 – caraCerizzazione idrogeli e materiali a basso modulo
Devo mantenere i capioni idratatià non ha senso fare prove con rampe di
temperatura
Prove in rampa di frequenza
37°C,
T = soluzione salina
• 0.5 - 5 Hz (0.5, 1, 2, 3, 4, 5 Hz), 10
rampa di frequenza = # cicli =
lo strong modulus è più o meno costanteà nel singolo ciclo il contributo
componente elastica rimane invariata.
Nel tandà tra i 10 cicli poca differenza ma vedo differenze nel cambiare la
frequenza:
il contributo viscoso diminuisce: applico f crescente, non do modo alle catene di
riorganizzarsi.
Basse f: catene macromolecolari hanno tempo per riorganizzarsi
• 37°C, salina, = 0.005 N
T = soluzione precarico
• 0.2%/min, ε = 50%
rampa di deformazione fino a
queste curve sforzo deformazione non ci dicono niente sul
comportamento
• 37°C, salina, = 0.005 N
T = soluzione precarico
• 0.2%/min, ε = 50%
rampa di deformazione fino a l’anello di isteresi:
deformazione
residua che continua
ad aumentare
indicativo di un alto
contenuto viscoso 8
caratterizzazione idrogeli e materiali a basso modulo
• 37°C,
T =
• = -2.50%/min fino a 50% deformazione
rampa di carico
• = 5 %/min fino a 0.10%
rampa di scarico
componente elastica maggiore
37°C,
T =
fase di 0.5 MPa, 10 min
creep: sforzo applicato = t =
fase di 0 N, 10 min
recovery: sforzo = t =
comportamenti diversi
il più elastico è il celestino chiaro (recupera maggiormente) • 37°C,
T =
• fase di forza=3.5N,t=3min
creep:
•fase di forza=0N, t=3min
recovery:
• (creep + recovery) = 3
# cicli
esempio 3 – stress relaxa1on e recovery
• 37°C,
T =
• fase di 10%, 1 min
stress relaxa1on: strain applicato = t =
• (creep + recovery) = 5
# cicli
• 37°C,
T =
• fase di 0 N, 10 min
recovery: strain applicato = t =
• (creep + recovery) = 5
# cicli 9
Reologia
I materiali hanno viscosità differente; è importante studiare il
comportamento reologico per poterlo utilizzare: un materiale
viene estruso, miscelato, spalmato, spruzzato, ....
La reologia è la scienza che studia la deformazione e il flusso
della materia sotto condizioni di prova controllate:
viene studiata la relazione tra lo sforzo applicato e la
deformazione ottenuta
La reologia può essere usata per correlare la performance
durante la lavorazione o in utilizzo con la struttura del materiale
polimerico.
ANALISI REOLOGICHE
FUNZIONAMENTO
Applica uno sforzo e determina la risposta del campione in termini di (velocità di rotazione) o (ampiezza di
shear rate strain
oscillazione).
Il reometro è in grado di misurare i parametri viscoelastici e la viscosità di un materiale sotto diverse condizioni possibilità
à
di studiare materiali con basso E
• Analisi reologiche: definizione dei parametri meccanici, descrizione della prova e output, esempi
• Altre tipologie di prove eseguibili: • prove ad hoc
• prove di creep e stress relaxation
Le grandezze normalmente utilizzate sono:
• stress, τ (derivato dalla forza e dalla coppia)
• strain, γ (ampiezza di oscillazione)
• shear rate, ( velocità di rotazione) s=
ANALISI REOLOGICHE – 1 - COPPIA E STRESS K x M
s
- Controllare / misurare la che viene applicata sulla parte mobile (rotore) del motore
coppia
è più importante controllare lo sforzo, ossia la forza applicata al campione
lo sforzo è proporzionale alla coppia a meno di una costante che dipende dalla geometria del sistema
g= q g*100)
SCOSTAMENTO ANGOLARE E STRAIN K x (%g =
g
- misurare / controllare le cui il campione è sottoposto
variazioni angolari
è importante la misura della deformazione (riscaldata in base alle dimensioni del provino)
deformazione (normalmente espressa come deformazione percentuale): proporzionale all’angolo a meno di una
costante che dipende dalla geometria
DEFINIZIONE DI MODULO 10
g’= W
VELOCITÀ ANGOLARE E SHEAR RATE K x
g
- angolare: variazione dell’angolo nel tempo
velocità
è importante lo shear rate (riscaldato in base alle dimensioni del campione)
shear rate: proporzionale alla velocità angolare a meno di una costante che dipende dalla geometria
GEOMETRIE DISPONIBILI à Cambia in base alla coesione del materiale
1. cilindrici concentrici: per una soluzione, liquido a bassa viscosità
2. cono e piatto
3. piatti paralleli
4. torsione rettangolare
PIATTO + CONO
geometria con le costanti di conversione più semplici (β è l’angolo della
geometria)
Utilizzata per liquidi senza particelle disperse o dispersioni / emulsioni
con particolato molto piccolo (1/10 del gap) Svantaggi:
Vantaggi: • controllo del gap
• shear rate omogeneo su tutto il raggio • non adatto a sistemi ad alta viscosità
• necessita poco campione (circa 1ml) • non adatto per sospensioni / emulsioni con particolato di
• permette di misurare sistemi a bassa / bassissima viscosità grandi dimensioni
(10 MPa s o meno) • ad alti shear rate possono manifestarsi turbolenze
PIATTO PIATTO
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