Diritto pubblico
Lezione n°1 – giovedì 18 settembre 2014
Oggetto del corso: le istituzioni pubbliche
Diritto: insieme di regole che una comunità si dà per disciplinare tutti gli aspetti della vita sociale, economica, politica. Tali regole giuridiche sono assistite dalla forza di imporsi sulle persone a cui sono destinate, anche contro la loro volontà. Il diritto necessita di un apparato che imponga tali regole.
Costituzione Italiana
È la carta fondamentale che disciplina il nostro ordinamento giuridico e la vita e la vita dello stato. Approvata nel suo testo definitivo il 22 dicembre 1947, entrò in vigore il primo gennaio 1948. È composta da 139 articoli e 18 disposizioni transitorie e finali così disposti:
- Principi fondamentali (art. 1-12)
- Parte I, Diritti e doveri dei cittadini (art. 13-54)
- Parte II, Ordinamento della Repubblica (art. 55-139)
Precedentemente in Italia era in vigore lo Statuto Albertino (dal 17 marzo 1861). Ora il rapporto fra potere pubblico e cittadini è fortemente cambiato.
Com'è lo stato italiano?
Art. 1
L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione.
- Stato democratico: Spetta ai cittadini la scelta di chi li governa, con una scadenza temporale ravvicinata.
- Stato repubblicano: Non c'è il monarca, a capo dello stato c'è il Presidente della Repubblica, eletto dal popolo (indirettamente tramite il parlamento).
- Stato liberale: Riconosce e tutela le libertà e i diritti fondamentali dell'individuo (libertà personali, libertà di domicilio, libertà e segretezza della corrispondenza, libertà di circolazione e soggiorno, libertà di espatrio, ecc.).
- Stato sociale: Prende atto delle condizioni di difficoltà (o di esclusione) di una parte di cittadini e quindi attua dei provvedimenti affinché questi godano degli stessi diritti di quelli "normali". È uno stato che "concretizza" le libertà, es. scuole pubbliche, tasse universitarie in base reddito. Art. 3 Principio di eguaglianza a) comma 1, eguaglianza formale (Stato liberale) b) comma 2, eguaglianza sostanziale (Stato sociale).
- Stato laico: Non c'è una religione di stato, tuttavia riconosce a tutti la possibilità di professare un qualsiasi credo religioso, purché non sia contrario all'ordine pubblico e al buon costume.
- Stato pacifista: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa. Inoltre è uno stato aperto alle comunità internazionali (vedi UE, ONU, NATO, ecc.).
- Stato autonomistico: Riconosce le autonomie territoriali (regioni, città metropolitane, province, comuni). Perché? 1) Maggiore democrazia – 2) Maggiore efficienza.
Lezione n°2 – venerdì 19 settembre 2014
Cos'è lo stato?
È un ente che esercita la sua sovranità, il suo potere, su un determinato territorio e sulla popolazione che vive, abita, o in qualche modo entra in contatto con quel territorio.
Elementi essenziali dello stato:
- Apparato di governo: Enti ed istituzioni che esercitano il potere, la sovranità (giurisprudenza, polizia, esercito, ecc.).
- Territorio: I confini geografici, frutto di processi storici più o meno pacifici. Non necessariamente un dato definitivo (vedi Crimea che è contesa fra Ucraina e Russia, oppure la Repubblica Ceca e la Repubblica Slovacca che prima erano unite). Inoltre non sempre uno stato ha un territorio unico, continuo (come gli USA che hanno Hawaii e Alaska separati). Le acque territoriali (fino a 12 miglia dalla costa, oltre diventano acque internazionali), spazio aereo, ambasciate, sottosuolo, navi e aerei di cui battono bandiera.
- Popolazione: Concetto variabile, non tutti i presenti su un territorio sono cittadini. Convivono cittadini italiani, cittadini comunitari europei (stranieri) ed extracomunitari (vengono da fuori UE). Importante il concetto di cittadinanza. Solo ai cittadini è riconosciuta la totalità dei diritti. Agli altri non riconosce i diritti politici, mentre riconosce tutti gli altri. Ad esempio solo i cittadini possono votare per il parlamento. Ius soli Diritto del suolo - Diventa cittadino italiano chi nasce in Italia, indipendentemente dalla cittadinanza dei suoi genitori. Ius sanguinis Diritto del sangue - Diventa cittadino italiano chi nasce da almeno un genitore italiano. In Italia si acquista la cittadinanza o per nascita da almeno un genitore (ius sanguinis, è la forma principale), per matrimonio, per residenza per un certo periodo di tempo (naturalizzazione), adozione.
Sovranità
Art. 1 […] la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione. Il potere di gestire e di disciplinare tutti gli aspetti della vita di una comunità in via esclusiva (entro i confini dello Stato). Sovranità che esclude ingerenze di stati esteri nella vita interna della comunità, ma allo stesso modo all'interno dei confini statali la sovranità riserva allo stato il monopolio dell'uso della forza.
Ci sono però dei limiti alla sovranità dello stato, sia all'esterno che all'interno. Per quanto riguarda l'esterno bisogna ricordare che l’Italia fa parte dell'UE che può emettere regolamenti (hanno subito effetto nell'ordinamento italiano) e direttive (che devono essere recepite tramite leggi ordinarie). Sempre all'esterno la NATO (dal punto di vista militare). È la stessa costituzione all'articolo 11 che permette tali "limitazioni della sovranità".
Forme di stato
Molto richiesto all'esame. Con l'espressione forma di stato si intende il rapporto che in un determinato ordinamento si instaura fra l'apparato di governo sovrano e i cittadini. Si differenziano in base a:
- Libertà e diritti fondamentali riconosciuti
- Modalità di scelta dei governanti
1. Stato assoluto (dal 1400 circa)
Ne sono un esempio i grandi stati nazionali. Sono governati da sovrani assoluti. Stati che nascevano superando i particolarismi del feudalesimo medievale. Caratterizzato da:
- Non viene riconosciuta alcuna libertà garantita (il sovrano dispone di un potere assoluto, anche la vita e la morte dei sudditi).
- Trasmette il potere in via dinastico-ereditaria o tramite rivolte (spesso) violente.
2. Stato assoluto illuminato (dal 1600 circa)
I caratteri rimangono quelli di uno stato assoluto, ma lo stato comincia a farsi carico del "benessere” e del progresso della popolazione; il potere da solo non è più legittimato senza cercare di andare incontro alla popolazione.
3. Stato liberale (periodo storico molto ampio, inizia circa fra fine Settecento e inizi Ottocento)
Lo stato evolve sotto vari aspetti.
- Riconosciute una serie di libertà e diritti della popolazione (libertà, tutela della proprietà, ecc.). Nasce il costituzionalismo. La costituzione è il tipico prodotto di uno stato liberale. I cittadini consentono al sovrano di regnare se in cambio ottengono varie libertà. Il potere del sovrano è limitato dalla costituzione (monarchia costituzionale).
- “Auto conquista” della borghesia: il parlamento. Il sovrano esercita il potere, tuttavia è il parlamento che ha il potere legislativo.
Sono i cittadini che scelgono i membri del parlamento, ma non tutti potevano votare. Si parla di suffragio per censo, solitamente solo l’alta borghesia aveva il diritto di voto. Ad esempio in Italia a fine 1800 avevano diritto di voto solo dal 2% al 4% della popolazione. Dal punto di vista italiano nel 1848 Carlo Alberto emana lo “Statuto Albertino”, una costituzione concessa dal sovrano cioè non pretesa dai cittadini. Nasce per la prima volta il parlamento. Il 17 marzo 1861 con l’unificazione viene esteso lo Statuto Albertino a tutto il Regno d’Italia.
All’inizio del Novecento si realizza la cosiddetta seconda rivoluzione industriale ed inizia, appunto, l’industrializzazione di massa. Nasce la classe operaia. Comincia a nascere la società come la conosciamo oggi. Inoltre nascono i sindacati per garantire un minimo di dignità e libertà ai lavoratori. Nascono i primi partiti politici. Nel 1912/1913 arriva il suffragio universale maschile. Per il suffragio universale vero e proprio si deve aspettare il 2 giugno 1946 (referendum istituzionale).
4. Stato sociale (dal 1900 circa)
Lo stato si sforza di rappresentare tutti, non solo una piccola parte come in quello liberale. Vengono riconosciuti nuovi e maggiori diritti e libertà. Cambia la base politica (suffragio universale). Il sovrano non ha più il ruolo di governo. Il principio democratico vuole che il sovrano (se rimane) rimane solo a livello simbolico, il potere spetta ai rappresentanti dei cittadini (il parlamento). Lo stato ha come scopo fondamentale quello di migliorare la condizione di tutti. Oggi viviamo in uno stato liberale-democratico-sociale.
5. Stato federale
Nacque in Svizzera, ma il prototipo sono gli USA. È uno stato formato da stati. Ciascuno stato esercita determinate funzioni sovrane sul territorio; allo stesso tempo lo stato federale ha un potere che esercita su tutti gli altri stati. Solitamente viene utilizzato per stati che hanno una grande estensione territoriale.
Principio della separazione e della divisione dei poteri
Principio che vuole un’organizzazione statale in cui ogni potere faccia capo ad un soggetto diverso all’interno dello stato stesso. I tre poteri sono: legislativo, esecutivo, giudiziario.
N.B.: In tutte le forme democratiche il parlamento (che è titolare del potere legislativo) è eletto direttamente dai cittadini.
Forme di governo
È il rapporto e le relazioni che in un ordinamento si instaurano (in base alla costituzione) tra i diversi poteri dello stato, soprattutto fra il potere legislativo e il potere esecutivo. Il potere legislativo spetta al parlamento, l’esecutivo al governo. Nel nostro ordinamento il governo deve necessariamente avere l’appoggio (fiducia) del parlamento, altrimenti deve dimettersi.
1. Governo parlamentare
Caratterizzante e fondamentale è il rapporto di fiducia fra governo e parlamento.
- Popolo (corpo elettorale)
- Parlamento
- Governo
Il popolo elegge il parlamento che a sua volta (naturalmente in base alla sua composizione politica) elegge i membri del governo.
Lezione n°3 – giovedì 25 settembre 2014
La legislatura di norma dura 5 anni. È importante sottolineare che se viene meno il rapporto di fiducia fra parlamento e governo, quest’ultimo deve dimettersi.
Caso italiano
- Capo dello stato: Presidente della Repubblica (attualmente Giorgio Napolitano)
- Massima rappresentanza dello stato italiano
- Mediazione fra parlamento e governo (vigila sulla correttezza dei comportamenti, secondo quanto disposto dalla costituzione)
- Nomina il governo, il quale deve poi ottenere la fiducia delle camere
- Scioglie le camere in via anticipata (dando inizio alla “Crisi di governo”)
- Struttura del parlamento bicamerale: Camera dei Deputati e Senato della Repubblica. Attualmente si sta facendo una riforma costituzionale con la quale il Senato perde la quasi totalità dei poteri, fra cui anche il fatto che non darà più la fiducia al governo. L’Italia è l’unico caso in cui è ancora in vigore la doppia fiducia.
Governo parlamentare adottato da Italia, Germania, Spagna, Inghilterra (Regno Unito). Questa forma di governo nacque appunto in Inghilterra: venne concessa dal sovrano che pian piano è diventato solo una figura simbolica, di rappresentanza. Il Presidente della Repubblica non viene eletto direttamente dal popolo, ma indirettamente. È infatti il parlamento (in seduta allargata) ad eleggerlo.
2. Governo presidenziale (presidenzialismo)
Massima espressione negli USA, ne sono appunto il prototipo.
- Il parlamento a struttura bicamerale detiene il potere legislativo
- Il governo detiene il potere esecutivo
- Il presidente della repubblica è a capo del governo
- Potere giudiziario autonomo e indipendente
Netta separazione fra potere esecutivo e potere legislativo. I cittadini eleggono sia il parlamento che il potere esecutivo (eleggendo il presidente). Essendo il presidente della repubblica a capo del governo è ovvio che detenga il potere esecutivo. Non sussiste il rapporto fiduciario fra parlamento e governo perché entrambi sono eletti direttamente dal popolo; può quindi capitare che governo e maggioranza in parlamento appartengano a diversi schieramenti politici. Il presidente non può sciogliere le camere (deriva dalla netta separazione dei poteri). Il presidente nomina i segretari di stato (i ministri), questi possono essere cambiati dal presidente stesso. "Impeachment": il parlamento può mettere in stato d’accusa il presidente per alto tradimento e/o attentato alla costituzione.
3. Governo semipresidenziale (semipresidenzialismo) – forma ibrida
Nasce in Francia, su misura del Generale De Gaulle.
- Parlamento eletto dai cittadini e titolare del potere legislativo (struttura bicamerale)
- Il governo detiene il potere esecutivo
- Presidente della repubblica è a capo del governo
- Potere giudiziario autonomo e indipendente
Sussiste il rapporto di fiducia fra parlamento e governo, ma i cittadini eleggono anche il presidente. Quando il parlamento è espressione di un partito diverso da quello del presidente (in Francia si parla di “cohabitation”), il governo tende ad assumere una forma di governo parlamento. La struttura “semipresidenziale” è adottata in Francia, Russia, Austria, Finlandia e Portogallo.
Esistono due tipologie di “semipresidenzialismo”:
- Forte (es. Francia e Russia), in cui la costituzione dà al presidente determinate funzioni di governo
- Debole (es. Austria, Finlandia, Portogallo) si limita all’elezione diretta del presidente della repubblica (stesse funzioni del presidente delle forme parlamentari).
L’Italia è andata vicina all’adozione di una forma di governo semipresidenziale debole in quanto il presidente della repubblica è spesso dovuto intervenire a causa di crisi di governo.
4. Governo direttoriale (es. Svizzera) – forma ibrida
La Svizzera è uno stato federale (Confederazione Elvetica) composta da 23 cantoni (4 lingue principali).
- Non c'è il presidente della repubblica.
- Il parlamento sceglie il governo a inizio legislatura e non lo può più dimissionare per tutta la durata della legislatura stessa (4 anni).
- Il governo prende il nome di direttorio: composto da 7 membri che a turno scelgono il capo del governo e sono frutto di una complicata sintesi di gruppi linguistici diversi, partiti politici diversi e cantoni diversi.
5. Governo “neoparlamentare”
È adottato in Italia nelle regioni, nelle province e nei comuni. Il governo ha un ruolo legislativo ed esecutivo. Tendenzialmente presidenziale: vengono eletti presidente della regione e consiglio regionale. Quest’ultimo dà la fiducia al presidente regionale. Se dovesse venire meno la fiducia il presidente deve dimettersi.
Due annotazioni sulla forma di governo neoparlamentare
- Per funzionare tale forma di governo necessita che l’elezione del consiglio sia strettamente legata all’elezione del presidente. Il sistema elettorale assicura al partito/coalizione la maggioranza in consiglio (premio di maggioranza).
- È possibile sfiduciare il presidente, ma se cade il presidente cade anche il consiglio. Questa regola vale anche in caso di dimissioni o di morte. Simul stabunt simul cadent = Insieme staranno, insieme cadranno.
L’Unione Europea sta definendo una forma di governo originale in cui esiste una dialettica fra organi comunitari e i governi degli stati membri (potere legislativo). È una forma di governo ibrido fra quelle parlamentari con influenze di membri esterni (cioè i governi dei singoli paesi).
Lezione n°4 – venerdì 26 settembre 2014
Popolo
Il popolo è fonte di legittimazione della forma di governo parlamentare in quanto elegge il parlamento. Il popolo è costituito (nella logica democratica della forma di governo) dai cittadini italiani. Ha il diritto di voto chi ha raggiunto la maggiore età (18 anni di regola).
L’elettorato attivo identifica le persone che hanno il diritto di andare a votare, l’elettorato passivo identifica le persone che possono essere elette per una determinata carica. Il diritto al voto può essere sospeso per condanne relative a particolari reati.
- Es. Camera dei Deputati: Elettorato attivo 18 anni; elettorato passivo 25 anni.
- Es. Senato della Repubblica: Elettorato attivo 25 anni; elettorato passivo 40 anni.
Il corpo elettorale è l’insieme degli aventi diritto al voto. Comprende anche i cittadini italiani (aventi diritto) residenti all’estero. In Italia circa 45 milioni di persone.
Democrazia diretta vs democrazia rappresentativa
Parliamo di democrazia diretta tutte le volte che il corpo elettorale è chiamato in prima persona ad esercitare la democrazia. Le occasioni in cui si esercita sono: il voto, il referendum (il voto chiesto ai cittadini su specifiche questioni), l’iniziativa legislativa popolare, le petizioni, i partiti politici (Art. 49 Cost.).
Parliamo invece di democrazia rappresentativa quando ci riferiamo agli organi che esercitano i poteri costituzionali in rappresentanza del corpo elettorale.
Sistema elettorale
Meccanismo che un ordinamento giuridico democratico sceglie per contare i voti del corpo elettorale, espressi in occasione delle elezioni, e trasformarli in seggi da ripartire tra le varie forze politiche all’interno del Parlamento. La costituzione non parla di sistema elettorale, non p
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