Estratto del documento

La pelle

Come dimostrano le varie espressioni in cui si usa il termine “pelle” (“ho i nervi a fior di pelle”, “vendere cara la pelle”, “lasciarci la pelle”) viene dimostrato che abbiamo un doppio filone da prendere in considerazione: soggetto (sé) nella pelle: ciò che è autentico, la verità di ciò che siamo è nascosto nel profondo della pelle. Soggetto (sé) è la pelle: come riflesso in alcuni modi di dire, la pelle stessa diventa sinonimo di vita, persona.

In The Birthmark la voglia è sineddoche (indicazione di una parte del tutto) dell’anima di Georgiana. Prima della fine del ‘700 la pelle, secondo il pensiero di Sant’Agostino, era considerata “vestimentum animae” ovvero un corpo (che rivestiva l’anima) di cui aver cura fino a quando l’anima non l’avesse abbandonato. Benthien afferma che alla fine del ‘700 avviene un cambiamento culturale del ruolo della pelle, che comincia ad essere considerata come una sorta di casa. Dunque essa assume uno spessore che prima non aveva.

La concezione di corpo come casa è più chiusa rispetto alla concezione di corpo come vestito, in quanto la pelle è tutta aperta mentre invece il corpo come “casa” ha delle aperture che sono apribili e richiudibili a seconda delle necessità (come delle finestre). In The English Patient si crea una sovrapposizione tra corpo e casa in quanto Ondaatje sembra mettere in scena, e allo stesso tempo in discussione, l’idea della casa come spazio chiuso con dei confini, attraverso la sua rappresentazione di villa San Girolamo, distrutta dai bombardamenti della II guerra mondiale.

Pelle e medicina

Nella medicina antica la pelle non rivestiva un ruolo importante, essa rispecchiava ciò che succedeva all’interno del corpo. Dunque intervenire direttamente sulla pelle significava riequilibrare le componenti interne del corpo. Nel XVI secolo la concezione di medicina cambia radicalmente. Nel 1543 l’anatomista e medico fiammingo Andrea Vesalio pubblica il suo trattato di anatomia “De Humani Corporis Fabrica”, in cui spiega come realmente è fatto il corpo umano all’interno.

Diversamente da Galeno, medico dell’antichità greca, che dissezionava gli animali per le sue ricerche, Vesalio si procurava dei cadaveri e li dissezionava. Il lavoro di Vesalio è citato nel brano di Tournier “I sudari di Veronica”, la protagonista ne è veramente affascinata. Nel Rinascimento l’anatomia inizia ad essere studiata anche nelle accademie d’arte grazie a delle sculture raffiguranti corpi umani privi di pelle (les écorchés).

Facendo un salto in avanti, tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX secolo, la pelle diventa uno spazio da difendere dagli attacchi patogeni. Nasce la dermatologia, che per prima separa scientificamente i vari strati di pelle. Inoltre, a differenza di come mostrato nel frontespizio del trattato di Vesalio, le operazioni chirurgiche avvengono in spazi chiusi e possono assistervi soltanto pochi studiosi.

Miti legati alla pelle

Uno dei miti più importanti legati alla pelle è il mito di Marsia e Apollo, contenuto nel Le Metamorfosi di Ovidio. Secondo i miti greci e romani Marsia era un satiro, specie di genio delle acque, dei monti e delle selve. Atena si era costruita un flauto e lo aveva gettato via perché derisa da Era ed Afrodite per l’aspetto deformato del suo viso mentre lo suonava. Marsia lo raccolse e divenne un bravissimo suonatore, famoso tra i seguaci della dea Cibele e tra la gente dei campi, tanto che correva voce che nemmeno Apollo sapesse fare della musica altrettanto bella.

Apollo non accettava che il suo primato come dio della musica fosse in dubbio e sfidò Marsia ad un confronto: Marsia avrebbe suonato il flauto, Apollo la lira, mentre le Muse avrebbero scelto il vincitore. Le Muse decretarono un pareggio tra i due sfidanti. Apollo, non soddisfatto, pretese che gli sfidanti dovessero cantare e suonare allo stesso tempo, cosa ovviamente impossibile con il flauto. Il dio vinse così la sfida e punì Marsia per la sua superbia facendolo scorticare da uno schiavo della Scizia.

Dider Anzieu “Le moi-peau” (1985)

Anzieu ipotizza che nello sviluppo della psiche (infanzia), vi sia un momento di percezione di una pelle individuale che racchiude il sé, diversa da quella della madre e che sia indispensabile per fondare una concezione autonoma dell’io. Un intero capitolo dell’opera di Anzieu è dedicato al mito. La pelle esportata rimane integra, l’appropriarsi di un’altra pelle è un’occasione di rigenerazione, non priva di rischi. Nel punto in cui viene appesa la pelle di Marsia sgorga un fiume che è fonte di vita.

Associazioni culturali dello scorticamento della pelle

  • Donna → Violenza, perdita dell’identità
  • Uomo → Rinascita (associazione positiva)

Esempio: Thomas Harris in “The Silence of the Lambs” racconta del desiderio di un uomo di acquisire un corpo femminile e, per questo, scortica la pelle di alcune donne. Sylvia Plath in “Lady Lazarus” è una poesia che racconta il tentativo di suicidio di una donna, e dunque una perdita di identità. Queste opere sottolineano come la cultura in un certo senso sia fondata su una differenza di genere. In Anzieu la pelle non è solo lo schermo su cui gli altri proiettano quello che sta dentro di noi, ma ha anche un ruolo determinante, un ruolo di filtro e riorganizzazione del rapporto interno/esterno. Secondo Anzieu la pelle è la fonte della riflessione su di sé (ad es. ciò che vediamo quando ci specchiamo). L’acquisizione di un nuovo strato passa per una pratica violenta rivolta verso un altro.

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 9
Appunti Letterature comparate programma 2014/2015 La pelle. Professoressa Serena Fusco L'Orientale di Napoli Pag. 1 Appunti Letterature comparate programma 2014/2015 La pelle. Professoressa Serena Fusco L'Orientale di Napoli Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 9.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Letterature comparate programma 2014/2015 La pelle. Professoressa Serena Fusco L'Orientale di Napoli Pag. 6
1 su 9
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/14 Critica letteraria e letterature comparate

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher millegattini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letterature comparate e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi L'Orientale di Napoli o del prof Fusco Serena.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community