LETTERATURE COMPARATE
01.10
Lett comp può studiare la vita di una grande tematica, contenuto, argomento
condiviso, interesse collettivo che persiste nel tempo, vedere come questo
argomento evolve per reazione agli stimoli che vengono dall’esterno, per
esempio il tema dell’amore. Parleremo di letteratura e un argomento, il cibo,
che puo essere declinato in tante modalità, intanto puo essere alimentazione,
nutrimento che puo essere gia metaforizzato pensando al mangiare vero e
proprio o metaforico, qualcosa di piu astratto, oppure il mangiare, il sedersi a
tavola, quindi condivisione, incontro, banchetto con la dimensione sacrale,
come l’ultima cena, ci sono molte associazioni. Secondo 900. Si parla per
esempio di cucina etnica o fushion, cioè cucine che si propongono come
modelli di altri. Tema inteso come categoria sovranazionale, cioè che prescinde
dal limite, cioè non parliamo del cibo italiano. Noi ci muoviamo in europa ma
con un piccolo salto oltreoceano, in messico. FONDATORE della disciplina,
francese, curiosamente colui che ha codificato un progetto metodologico e
teorico nero su bianco, però la materia nasce in Italia, francesco de santis che a
metà 800 insegna per primo lett comp a università di Napoli, però è quello che
a fine 800 nasce lett comp, e con questa cattedra, con questo progetto attivato
a Lione, nasce anche la cosiddetta scuola francese perché troveremo un
riferimento alla scuola francese o americana, su cosa si fonda questa scuola?
Lui dice che la comparazione è il metodo indispensabile a tutti coloro
che pensano con Ten, filosofo, scienziato, che l’opera letteraria sia il
prodotto dell’ambiente, del momento e della razza. Sono poche parole
pesanti. PRODOTTO, quindi questo fa della scrittura, opera letteraria un
derivato, un effetto prodotto e quindi la letteratura sarebbe vincolata a qualche
cosa di scientifico e non sarebbe un fatto ascrivibile alla sfera della creazione,
artisticità, poetica, e sarebbe prodotto dell’ambiente, contesto geografico,
climatico, del momento storico e della razza. Cosi come a coloro che
cercano soprattutto di compiere il lato personale e originale in ogni
letteratura, quindi è come se fosse una formula che mette insieme razza,
ambiente e momento storico e se cambi questi ingredienti il prodotto sarà
diverso, quindi significa un testo di fine 900 in francia sarà diverso da quello
prodotto in Nord America per questa ragione. Questo è collegato a un pensiero
storico che è circoscritto a quello. Text è molto limitativo, questa è la sfortuna
della scuola francese, alla quale è sempre stato rimproverato questo
attualismo, logica matematica di corrispondenza tra antefatti e l’effetto
prodotto, la letteratura non può essere questo. Quello che oggi scrive Michela
Murgia in italia non corrisponde direttamente alla ?? perché sono progetti
portati avanti dall’uno e dall’altra che percorrono strade diverse, oppure
Baricco. Text si salva perché dice che è anche un progetto per vedere
l’ingegno, l’artisticità, il lato personale in ogni opera. Per esempio l’introduzione
di Zola a uno dei testi di questo grande ciclo dei Rougon Macart, grande
epopea di due famiglie e lui fa introduzione a uno dei romanzi, la fortuna dei
Rougon. Zola è uno degli esempi più comodi se si deve commentare
confermare o smentire quello che dice Text, nel 1896 e zola scrive lett
naturalista a fine 1800, qualche decennio prima. L’obiettivo della lett
naturalista in quegli anni è riflettere la quotidianità, la vita, quello che accade
per strada come dice Stendhal. Zola dice che vuole spiegare come una
famiglia o piccolo gruppo di persone si comporta in una società,
sviluppandosi per dar vita a dieci a venti euro di libri che a prima vista
sembrano profondamente diversi ma che analizzati si rivelano
intimamente connessi gli uni agli altri. Come in fisica la gravità (Zola
ha come modello lo scienziato di scienze dure perché l’obiettivo del
naturalismo è quello di fare una lett positivista basata sull’evidenza dei fatti,
matematica quasi, quindi cancellare l’immaginazione) così l’eredità ha le
sue leggi, (eredità non soldi ma le stigma che ognuno di noi può avere)
cercherò di scoprire, di seguire tenendo conto della duplice azione dei
temperamenti individuali e degli ambienti sociali, il filo che conduce
con certezza matematica da un uomo a un altro, se i Rougon o i
Macart si comportano in un certo modo è perché all’origine c’è una
situazione fisica di razza appartenenza, un determinato momento
storico con delle ricostruzioni sociali, che induce il DNA a reagire in un
certo modo, e quando avrò studiato a fondo tutto un gruppo sociale
farò vedere questo gruppo in azione, lo raffigurerò in tutta la sua
complessità, sforzi. Un gran bel progetto, una specie di enciclopedia
letteraria di derivazione biologica, e infatti questi romanzi non sono per niente
di questa fattezza, perché i romanzi dei RM sono tomi di 500-700 pagine di
niente. Questa famiglia ha come caratteristica l’ampia tendenza ascensionale
della nostra epoca, degli appetiti non sono mangerecci, cioè la voglia di
arrivare, legittimarsi, ambizioni che sono tendenze all’autoappagamento, è
tutto correlato dice Zola alla nostra epoca, ma perché in quell’epoca? Perché
c’è a fine 800 la tendenza a questo, cosa accade dal punto di vista storico e
culturale? C’è un grande fatto che attraversa l’europa e il nord america, a
valenza storica, economica e culturale, la rivoluzione industriale che comporta
dal punto di vista sociale la disponibilità del benessere, la conoscenza diffusa,
borghesia si consolida. Tutto questo ha una ricaduta su quello che dice Zola. A
fine 800 ci sono dei fatti che tendono alla legittimazione sociale in modo
volitivo, con grande ambizione. Si tende al piacere perché è l’epoca che lo
richiede. Quindi è un condizionamento dice Zola forte. Dal punto di vista
fisiologico si tratta del lento succedersi degli accidenti nervosi e
sanguigni che si rivelano in una razza, dice Zola che c’è un qualcosa come
se ci fosse un virus che ha infettato le vene dei personaggi di quella razza e
che produce poi gli effetti. In conseguenza di una originaria lesione
organica e che in ciascuno degli individui determina a seconda dei
diversi ambienti i sentimenti, desideri, passioni, tutte le
manifestazioni umane dura?? Vizi e virtù, come se vizi e virtù non fossero
in questo condizionamento socioculturale ma in una malattia. Questo è quello
da cui parte la letteratura comparata, stabilire analogie sulla base di
corrispondenze certe, scientifiche, se qualcuno espone i fatti atraverso
personaggi che si comportano in un certo modo è perché c’è un
condizionamento forte. ma partire con questi presupposti non è una partenza
giusta. Però sempre più o meno in quegli anni qualcuno si redime?: un esempio
tratto da una novella di De Moupassant che a un certo punto abbandona il
naturalismo e inizia ad abbracciare il simbolismo, quindi da lett matematica,
biologica, fisica, egli si orienta verso una lett che riassegna un ruolo
all’individuo e fa tutto ciò bene in un racconto La collana, in cui scrive riferito
ad un protagonista che è uno dei ragazzi belli e seducenti che nascono
come per errore del destino in una famiglia di impegati come se gli
impiegati non potessero essere per forza né belli né seducenti a
maggior ragione le ragazze, che dovevano essere tutto il contrario. Si
vestì con semplicità ma fu infelice come se fosse degradata, cioè
veste i panni di un impiegata ma non lo è, è una donna che stride
perché ha sentimenti, ha un dono interno, perché esse non
appartengono ad una razza. Bellezza, grazia e fascino sostituiscono
per loro nascita e famiglia. Parole che smontano una teoria filosofica di Ten
sulla quale si costruisce anche un progetto in lett comparata che in quattro
parole De Moupassant smonta. La lett comparata deve andare verso altre
direzioni. Il titolo di questo racconto fa pensare al lusso, eleganza, è un
qualcosa, un oggetto, la collana che a una seconda lettura rappresenta un
simbolo di appartenenza ad una classe sociale, riconducibile ad una valore, del
lusso, dell’in più che l’impiegato medio non può permettersi. Con un tema
molto frequente in quegli anni ovvero apparire al posto dell’essere e infatti la
collana presa in prestito è una collana falsa, di bigiotteria che viene presa in
prestito, perduta e non sapendo la persona che la perde si indebita fino al
punto di rovinare la propria vita, e quando la restituisce tanti anni dopo la
persona che lo riceve dice ma ti sei rovinata la vita per un oggetto finto , quella
era di bigiotteria, quindi simbolo di apparenza. Quindi De Moupassant dice
proprio questo che l’apparenza non è coincidente con contenuto e dunque ciò
che lo scrittore raffigura non è necessariamente riconducibile ad una causa che
lo ha determinato, ma ad una creatività che è propria dell’artista. La lett
comparata non può essere assoggettata a regole matematiche, fisiche, di
causa effetto. In questa logica di fatto e antefatto, di effetto prodotto e di cause
che lo ha originato, può essere sintetizzato in una specie di formuletta X e Y,
dove x causa e y effetto prodotto, e è ciò che stabilisce la relazione, allora
potremmo dire che se va bene quello che dice Text la lett comparata della
scuola francese studia le relazioni tra italo svevo x e James Jobs y, però è un
ridurre lo studio a rapporto binario, x e y, a e b, due fattori e dimenticando che
il pensiero di svevo e joyce è fortemente tributario del pensiero di qualcun altro
che è molto importante per tutto lo sviluppo del pensiero del 900, se pensiamo
a soggetto, inconscio, suddivisione dell’inconscio in almeno un inconscio,
preconscio e subconscio, Freud, quindi è riduttivo che una buona
comparatistica esaurisca l’indagine del pensiero di Joyce e Svevo. Un altro
francese ?? fa un passo avanti rispetto a Text e dice che lett comp è lo studio
delle relazioni tra lett greca e latina oppure del debito che a partire del
medioevo le lett moderne hanno contratto nei confronti delle lett antiche greca
e latina, e infine dei rapporti tra lett moderne cioè romanze, nordiche, slave i
quali costituiscono l’argomento principale della lett comparata comunemente
intesa. Egli ci dice che dobbiamo mettere in relazione le lett fra di loro e vedere
cosa c’è di buono in questo dialogo, cosa viene importato o esportato, 1931.
02.10
Scuola francese, Jean Marie Carret fa una piccola prefazione a un altro manuale
di ?? fa una specie di scandalo per cui nasce una crisi degli studi della
disciplina, egli scrive che la lett comp è un ramo della storia letteraria, quindi fa
della lett comp un percorso storiografico comparato da un punto di vista
storiografico cioè come abbiamo studiato noi la storia della lett italiana a
scuola, si parte dal DSN per arrivare alle sperimentazioni del 900. Dice che è un
ramo della storia letteraria e lo studio delle relazioni spirituali internazionali
(cioè studio delle influenze forse, molto ambiguo), dei rapporti di fatto
(elemento negativo perché se si parla di comportamento sociale individuale
questo è un dato di fatto che deve far risalire a un antefatto, ancora razza
luogo e momento), tutto questo letto in relazione agli scrittori oppure tra le
opere. È un progetto di analisi letteraria vecchio che non apre la letteratura a
ciò che è fuori dal testo, (la letteratura è un grande serbatoio di informazioni
che lo scrittore riceve e restituisce al pubblico, le metabolizza, essa non è un
libro, un oggetto, ma qualcosa di distante da me perché io vivo nella realtà
quotidiana,essa tenta di offrire una risposta a un bisogno che l’esterno
sollecita, con un messaggio codificato sottoforma di comunicazione letteraria,
quindi una storia. Tutta la letteratura modernista riflette su due questioni
fondamentali, crisi del soggetto che diventa poi crisi sociale, con una borghesia
che cresce ma poi si perde, perde i valori, per esempio UNO NESSUNO E
CENTOMILA, MADAME BOVARY, Flaubert. Analizzare la letteratura comparata
così significa non considerare che la letteratura è una cassa di risonanza, una
problematica esterna che poi viene trasportata all’interno delle funzione
letteraria). Quindi questo che dice Carret non va bene e genera una vera e
propria crisi. Beldec austriaco un vero comparatista nel 1958 scrive in risposta
a quello che aveva scritto anni prima Carret un saggio, un intervento La crisi
della lett comp, ma crisi non è negativo come termine, ma positivo perché
comporta un momento di riflessione profonda, lui dice che occore ripensare ai
vecchi punti fermi del XIX secolo, la loro ingenua fede nelle accumulazioni di
fatti, altrimenti faremmo degli elenchi, che c’è di corrispondente tra Joyce e
Svevo? Sarebbe poco interessante se questo non è contestualizzato nel
momento, sarebbe più interessante dire come reagiscono al problema della
crisi sociale Joyce e Svevo, con quali strategie, che cosa fanno in termini di una
rappresentazione di una problematica sociale in questi racconti
apparentemente realistici? E che cosa fa invece Svevo in Senilità? Beldec dice
“molti studiosi non sono in realtà niente affatto interessati alla letteratura ma
alla cultura storica generale”.
Balzac, 1830, L’albergo Rosso, siamo nel realismo. L’inizio, incipit. Quanto è
giusto quello che dice cosa deve fare la letteratura comparata, c’è una buona
analisi comparatistica. Beldec dice che non va bene fare questo, ma la lett
deve problematizzare un’analisi comparatistica. Quello che ci colpisce di questo
inizio che nel 1831, un francese Balzac, inizia un romanzo con un personaggio,
la cui funzione è strumentale perché il personaggio no francese ma tedesco ed
è definito uno straniero quindi il testo letterario è un cast di risonanza nella
quale vengono messi in relazione due modelli culturali, francia e germania che
hanno battagliato a lungo fino alle guerre franco prussiane a fine 800 e c’è una
dialettica problematica molto forte che però li mette in relazione. Però questo
personaggio Herman è strumentalmente utilizzato da Balzac per introdurre
informazioni nel testo che danno uno spaccato di come una collettività
immagina l’alterità con la quale ci si sta confrontando, che è Herman che
rappresenta a sua volta la Germania, che è percepita con una serie di
descrizioni che coincidono con uno stereotipo medio della Germania che tuttora
abbiamo. Gli stereotipi condizionano queste modalità di lettura dell’alterità e di
conseguenza dire qualcosa sull’altro in un certo modo significa asserire
qualcosa di te che stai osservando l’altro e che descrivi l’altro in quel modo.
Allora una buona analisi comparatistica del testo deve partire dal testo
letterario, questo è l’incipit ed esso ha una funzione nel testo, che introduce
lettore all’argomento e Balzac si serve di alcuni pratici stereotipi culturali che
lega ad alcune descrittori e ad alcune situazioni con i quali fa passare un
messaggio chiaro. La Francia in quel momento legge la Germania così come
Balzac in quattro parole definisce Herman. Ecco che noi abbiamo instaurato
una lettura problematica del testo che è capace di centrarsi su questioni di
poetica, di scrittura. Poi di Herman sappiamo che è un banchiere ch è in
quell’albergo ma non sappiamo molto altro, però abbiamo un quadro preciso,
servendosi di alcune informazioni condivise ci da le informazioni necessarie,
crea un’immagine fissa che è lo stereotipo, quindi siamo nel processo di
scrittura, ma contestualmente siamo anche all’esterno del processo di scrittura
pèerchè è un piccolo spaccato che si apre sulle relazioni problematiche che
francia e germania attraversano in quel periodo. Una buona analisi
comparatistica quindi parte dal testo, dai termini, terminologia e tiene conto
della stilistica, quindi stereotipo e apre ad una lettura contestuale, il testo
dialoga con quello che c’è fuori. Wellek voleva dire proprio questo e manda in
crisi quel modello francese. Con questa crisi nasce una scuola americana che
dice altro. Wellek dice che si deve studiare la letteratura a livello
internazionale, mondiale, e così si può studiare la prospettiva di un tema,
quello che tentiamo di fare noi nel nostro piccolo, riflettiamo su un tema sul
quale si è riflettuto dall’antichità classica, il cibo, banchetto, che attraversano
epoche e culture di grandi letterature, che conducono tutte ad un’idea
astratta, quella del nutrirsi, cibarsi e condividere. Oppure un’unità di tutte le
creazioni, pensiamo al romanzo, è un concetto che riconduce ad un genere
letterario che attraversa comunque letterature, culture, epoche però è uno dei
molteplici perché ce ne sono tanti. [Il romanzo inizia come modello di scrittura
femminile, poi diventa romanzo picaresco, picaro che viaggiando fa esperienza
e l’esperienza ci restituisce alla fine della lettura del viaggio un soggetto
modificato, quindi romanzo diventa espressione di metamorfosi che interessa
l’individuo, che è anche quello che accade a Dante che ha del romanzesco
anche se non lo è, insieme a Virgilio che è la coscienza dell’uomo, alla fine è
modificato. Poi c’è il romanzo di formazione, fino al romanzo decomposto del
m
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