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Shakespeare: biografia

Nasce nel 1564 a Stratford e morì a Stratford nel 1616. Ci sono poche informazioni, nonostante il suo successo. Era il terzo di otto figli di un commerciante di pellami. Nel 1582 (a 18 anni) sposa una donna di 24 anni. Nel maggio 1587, battezza la prima figlia e nel febbraio 1585, battezza due gemelli.

Trasferimento a Londra e carriera teatrale

Dal 1585 al 1592 si trasferisce a Londra divenendo attore teatrale. Nel 1592 era già un autore confermato. Mantiene vivi i suoi rapporti con Stratford, perché ci ha comprato case e terreni. Svolgeva una professione remunerativa. Nel 1609 torna a Stratford, ritirandosi dal teatro. Nel testamento favorisce, soprattutto, la figlia primogenita. Con la secondogenita (gemella) non andava molto d'accordo per l'uomo che aveva deciso di sposare.

Opere e problemi di datazione

Autore di una vasta varietà di opere, soprattutto sonetti. Un problema è la datazione dei suoi testi, perché non venivano scritti per essere pubblicati, ma per essere recitati. Un bel problema per i critici che lo studiano; stessa cosa per l'ordine delle sue opere. Ci si riferisce anche ai fatti storici che trovano scritti nelle sue opere e capiscono che è stata scritta dopo, oppure alla prima rappresentazione. Nel 1611 scrive la sua ultima opera, La tempesta. Parla di un mago che dice addio alle sue arti magiche. I critici lo interpretano come l'addio di Shakespeare alla scrittura. King Lear, scritto tra il 1604 e il 1605, è considerato un dramma, opera matura.

Dubbi sull'autorialità e critiche

Dei critici hanno dubbi che fosse proprio lui l'autore di queste opere, infatti pensano che Shakespeare fosse solo un prestanome e che le opere fossero state scritte, in realtà, da una persona più nobile (film Anonymous). Due studiosi importanti di Shakespeare studiano e commentano il film relativo a Shakespeare come prestanome e smontano queste teorie.

Età Elisabettiana

All'epoca doveva esserci una percezione di vita e di morte molto diversa da quella attuale, perché le aspettative erano molto diverse. La metà dei bambini che nascevano nelle parrocchie di Londra morivano prima di raggiungere i 15 anni. I figli dei ricchi se la cavavano un po' meglio. Lo spettacolo della nascita e della morte doveva essere molto più presente in quell'epoca. Il tutto avveniva in casa, perché non c'erano gli ospedali, i medicinali facevano più male che bene.

La peste bubbonica

La malattia più temuta è la peste bubbonica. Nel 1564 un'epidemia di peste uccide un terzo della popolazione. (nascita Shakespeare) Nel 1603 un'altra epidemia uccide un sesto della popolazione di Londra. Secondo una teoria delle più diffuse, pare che la peste bubbonica fosse portata dalle pulci dei ratti, ma le cause non sono ancora molto chiare. L'unica soluzione pareva essere uccidere cani e gatti (ma loro erano gli unici in grado di mandare via i ratti). Per evitare il contagio si evitava di spostarsi per il paese (no vagabondi, no compagnie teatrali itineranti), in alcuni periodi si chiudevano i teatri sia per il contagio che per ragioni morali (invece di andare al teatro, bisognava pregare o lavorare, così che Dio evitasse di punire la città con un'altra epidemia). In questi periodi gli attori entravano in difficoltà perché non potevano esercitare e quindi guadagnare, allora decidevano di mandare in stampa dei loro copioni per poter guadagnare qualcosina dalla loro vendita.

Londra: centro del teatro pubblico inglese

Londra era città molto grande per l'epoca. La popolazione era cresciuta tantissimo, raggiungendo i 200.000 abitanti. Vi era la tendenza di molti inglesi di andare a cercare fortuna a Londra, passare almeno un periodo della propria vita in quella città. Londra è il centro del teatro pubblico inglese. A Londra ci sono abbastanza persone che si potevano permettere di comprare un biglietto per andare a teatro (era moderno, a pagamento). Stavano nella platea, più divertente, più vicini agli attori, ma in piedi, pochi se lo permettevano perché cari (posti popolari); gli altri nei balconetti.

Arrivo di prodotti esotici e commercio

Arrivo in Inghilterra di prodotti esotici: tabacco, limoni, arance, datteri. Spesso il confine tra il commercio e la pirateria era molto sottile. La regina dava il permesso ai corsari di attaccare e derubare le navi nemiche. I beni di consumo di lusso incidevano pesantemente sulla bilancia dei pagamenti. Già allora la nazione non era molto contenta di questo fenomeno, i moralisti infatti erano turbati da questo spreco che caratterizzava certi ceti sociali. I moralisti erano puritani. Era una società premoderna, con grandi differenze tra le classi sociali. Pochi ricchi e moltissimi poveri. Venivano anche concessi titoli nobiliari: Enrico VIII quando fa la riforma anglicana ha bisogno di aristocratici a lui favorevoli, quindi crea una nuova nobiltà. Subito dopo vi erano i cavalieri, titolo conferito dal sovrano, dopo ancora i 'simple gentlemen', persone che avevano studiato all'università e svolgevano lavori non manuali, come avvocati. Dopodiché troviamo i borghesi che avevano molto spesso ruoli nei comuni delle città. Poi, ancora, i coltivatori che possedevano piccole proprietà terriere. Per ultima la massa comune, che non possedeva nulla, la parte più numerosa. Con il denaro si riusciva ad entrare nelle cerchie più alte. In questo tipo di società, più terre si avevano, più si era potenti: lo status sociale era conferito in base alla terra e ai beni immobili. La corona vendeva le proprietà terre o le regalava ai nobili, per avere più soldi liquidi per far fronte alle proprie spese. (Shakespeare, con i soldi che guadagnò, comprò proprietà, infatti!)

Società violenta e patriarcale

È una società violenta per le condizioni di vita che c'erano. Le stesse pestilenze che sconvolgevano la società, erano cause di tumulti. Venivano presi di mira nelle città gli stranieri, le prostitute e i servi dei signori; nelle campagne, le cause furono gli "enclosures".

Era una società patriarcale, quindi comandavano i padri, i maschi, anche se sul trono c'era una regina, quindi una donna. Loro risolvevano questa questione con la teoria dei due corpi del sovrano, uno è quello fisico che si ammala, ma che è anche un'entità politica astratta, quindi la regina ha un corpo femminile, ma la funzione legale è quella paterna, mascolina. Le donne inglesi avevano qualche libertà in più rispetto a quelle del continente (es. vederle sole oppure in compagnia di amiche a teatro). Le donne avevano molti limiti riguardanti la loro libertà, no cariche pubbliche nello stato e nella chiesa, no scuole, no università, no parlare in pubblico. Le donne che si facevano valere e che parlavano in pubblico, venivano poi chiamate con brutti soprannomi, come bisbetica ecc. Queste donne venivano punite dalla collettività in pubblico, come buttate in un laghetto legate ad una sedia. Le donne nobili potevano firmare contratti e testamenti ed ereditare terre. Le donne sposate erano sotto la tutela dei mariti, mentre le figlie sotto quella dei padri. Elisabetta V non si volle mai sposare per mantenere la propria libertà. Le donne potevano ereditare il trono, ma solo se erano figlie uniche o comunque se non vi erano fratelli (solo adesso si fa salire al trono il primogenito, maschio o femmina che sia). Nella famiglia il padre è un piccolo re della famiglia, mentre nello stato il re è il grande padre di una nazione. Il King Lear è costruito sul rapporto tra padri e figlie.

Donne e carta stampata

Un altro aspetto importante è il rapporto tra le donne e la carta stampata. Virginia Woolf nel suo libro 'Una stanza tutta per sé', per le donne che hanno bisogno di scrivere, di uno spazio dove poter esprimere le proprie cose e per potersi concentrare su sé stesse e creare. Questo libro parla di un vescovo poco amico delle donne che ad un certo punto dice che le donne non sono così creative come gli uomini. Nessuna donna nata in quegli anni non avrebbe potuto scrivere i drammi di Shakespeare. Immaginiamo che S abbia una sorella dotata come lui. Lui andò a scuola, mentre la sorella non l'avrebbe potuto fare. La Woolf vuole vedere cosa le sarebbe successo. Le donne devono ancora sorbire i ricatti emotivi che gli vengono esposti. Lei alla fine scappa, arriva a Londra, ma non trova una compagnia teatrale che la accolga perché gli attori sono solo uomini. Viene presa sotto l'ala protettiva di uno e rimane incinta. La fine di questo potenziale Shakespeare femminile è il suicidio della donna. L'arte nasce dalla creatività individuale, ma ha bisogno anche di spazi che la rendano possibile. La regina Elisabetta stessa era veramente colta, aveva i migliori tutor. L'unica cosa permessa alle donne era quella di tradurre opere di carattere religioso. Le donne non potevano scrivere, ma nell'Inghilterra elisabettiana, avevano la possibilità di imparare a leggere qualcosina. La nuova legge elisabettiana dà un forte impulso all'alfabetizzazione. Tutto questo perché i fedeli devono saper leggere i vangeli e i testi sacri. Per loro, verso la fine del 500, c'erano delle opere scritte su consigli per la ragazza che si sta per sposare, come far felice il proprio marito, manuali comportamentali, libri religiosi, solo per il pubblico femminile. Nel 1599, primo teatro pubblico.

La Chiesa e la riforma

La chiesa al tempo non era solo una questione di spiritualità, i monasteri erano centri di cultura. La chiesa faceva pagare, ogni tanto in maniera molto salata, i propri servizi. Un certo malcontento era diffuso in tutta la cristianità. I maggiori centri di potere erano i conventi e i monasteri. Anche il sovrano e le autorità inglesi dovevano tenere conto di questo corpo estraneo all'interno del proprio territorio. Chi diede voce a questo malcontento fu un monaco agostiniano, professore di teologia, Martin Lutero. Nel 1517 a Wittenberg ha affisso le proprie tesi. Le indulgenze venivano vendute ai fedeli della chiesa come sconto per i propri peccati e per non scontare anni in purgatorio. Lutero sostenne che questi sconti non avevano nessun valore, sottolineava che il purgatorio era un'invenzione della chiesa per sottrarre quattrini ai fedeli (nelle scritture non si parla di purgatorio), la salvezza eterna si conquista solo mediante la fede. Praticamente toglieva alla chiesa il ruolo che aveva sempre avuto, di fare da mediatore tra il fedele ed il divino, secondo lui si diventa sacerdoti di sé stessi ed è importante il rapporto diretto tra il singolo e Dio. Questo pensiero fu condiviso da molti altri, tra cui il teologo francese Calvino. Uno dei cardini di questa teoria era la predestinazione, dicendo che la salvezza è indipendente da quello che si fa, perché la destinazione è stata decisa già all'origine. I puritani avevano una certa simpatia per questi pensieri. I riformatori della chiesa avevano come obiettivo anche quello di farla finita con tutte le manifestazioni di idolatria paganeggianti, secondo loro. Ci furono infatti attacchi e saccheggi nelle chiese, persino agli organi perché la musica non era importante dal punto di vista religioso. La riforma incoraggia i fedeli a leggere i Vangeli. Ciò significa che Bibbia e Vangeli vengono tradotti e resi disponibili. Era compito della casta cattolica interpretare i testi sacri. Lutero dice che ognuno di noi è l'interprete dei testi sacri.

Nel 1517, il sovrano era Enrico VIII e si schiera contro la riforma e scrive un livello contro Lutero che gli vale il titolo di Difensore della Fede attribuito dal Papa. Alcuni lasciano l'Inghilterra, altri vengono arrestati e altri, ancora, bruciati. La situazione cambiò quando voleva divorziare dalla prima moglie, per poter sposare una giovane donna, Anna Bolena, da cui sperava di avere un figlio maschio. Il divorzio non esisteva ancora. Enrico poteva comprare l'annullamento, ma il Papa non glielo volle concedere, allora il re pensò ad una riforma della chiesa anglicana. Enrico VIII rompe con la chiesa di Roma. Nel 1534 c'è l'Act of Supremacy. Enrico viene riconosciuto capo della chiesa inglese anglicana, divorziò e sposò Anna. I monasteri vennero soppressi e tutte le loro ricchezze vennero date alla sovranità. Thomas Moore, il più grande intellettuale inglese, venne ucciso perché non riconosceva Enrico come capo della chiesa, pur essendo suo amico. La riforma inglese, contrariamente alla riforma di Lutero e di Calvino, è qualcosa orchestrato dall'alto, di motivi politici. Mantiene una gerarchia, cosa molto contrariata in precedenza. Nemmeno i veri protestanti sono contenti, visto che non aveva quasi niente in comune con il protestantesimo occidentale. Quindi questi vengono perseguitati e molti devono scappare.

Nel 1547, muore Enrico VIII. Lascia tre figli: Mary, figlia di Caterina, cattolica, Elizabeth, figlia di Anna Bolena che poi aveva fatto giustiziare per alto tradimento, e Edward. Sale al trono all'età di 10 anni Edward, anche se in realtà comandavano i suoi zii. Periodo di consolidamento del protestantesimo inglese, visto che lui era molto devoto. Muore presto. Sale al trono Mary Tudor. Ci fu il tentativo di far salire al trono una parente Mary Jane. Mary divenne regina e si diede da fare per riportare l'Inghilterra al cristianesimo. Soprannominata Bloody Mary per lo zelo con cui perseguitò i protestanti. Era sposata con Filippo II di Spagna.

Alla sua morte sale al trono la sorella Elisabeth I, protestante, ma non troppo interessata alle questioni religiosi. Lei era contro ad ogni estremismo religioso. Viene riapprovato così uno stato di supremazia, diventa obbligatorio di nuovo giurare fedeltà al sovrano d'Inghilterra. Non tutti erano obbligati, ma i preti, chi si voleva laureare e che doveva ricoprire cariche pubbliche sì. Gli altri non importava. La legge prevedeva una multa per chi non onorava le feste. I protestanti tornano in Inghilterra, ma sono delusi perché lei non era disposta ad assecondare gli atti estremi del protestantesimo; si crea una chiesa anglicana diversa da quella del padre, infatti non assecondava i fanatici. Elizabeth I, secondo alcuni, non era nemmeno figlia legittima, visto che la madre era Anna Bolena. Nel 1570, il Papa scomunica Elizabeth I, quindi tutti i cattolici d'Inghilterra erano legittimati a non obbedirle e a non riconoscerla come sovrana. Gli inglesi non amano le interferenze nel proprio paese, quindi il fatto che qualcuno da Roma abbia deciso che lei era illegittima non andava bene, questo rafforza la corona inglese, perché si creò un ambiente favorevole alla regina intorno a lei.

Questione dinastica dell'età elisabettiana

La sorella di Enrico VIII andò in sposa al re di Scozia, Giacomo IV. Era l'unica parente che poteva avanzare pretese al trono. Mary Stuart era pretendente al trono di Scozia, ma anche a quello di Inghilterra. Mary Stuart aveva sposato, giovanissima, l'erede al trono di Francia, era cattolica, ma questi era morto subito dopo l'incoronazione (giovane). Mary, 19enne, già vedova cattolica, era tornata in Scozia per regnare. La Chiesa in Scozia era filofrancese, era molto malvista dal popolo, era corrotta, ed era una delle ragioni per le quali il protestantesimo assunse forme molto più radicali, ovvero la chiesa presbiteriana scozzese era democratica calvinista ed era retta da una gerarchia da vescovi, cardinali, ma anche da anziani eletti da anziani, non era sottomessa dallo stato (come lo era quella anglicana). Mary non trova una bella situazione per lei, ma diffidenza, quando arriva in Scozia. Personalmente fu protagonista di vicende che fecero scandalo, infatti sposò un parente, che era anche lui imparentato in qualche modo ai Tudor (matrimonio di interesse). Poi rimane vedova, perché viene ucciso. Dopo poco sposa l'uomo accusato del complotto per uccidere il suo ex marito, questo suscitò grande scandalo. Era già rimasta incinta (sarà Giacomo VI di Scozia e Giacomo I di Inghilterra). Lei venne deposta dal suo popolo. Il trono passa al figlio che era piccolissimo. Mary scappa in Inghilterra e si rifugia presso Elisabetta. Elisabetta non era molto contenta di avere da lei la cugina che poteva avanzare pretese per il trono. Nel 1570, il Papa aveva scomunicato Elisabetta. Questa presa di posizione del pontefice fece sì che Mary, cattolica, avesse più possibilità di salire al potere. Per quasi due decenni, Mary Stuart fu al centro di complotti internazionali, le potenze cattoliche tramavano con la speranza di poterla mettere sul trono d'Inghilterra. Entra in scena un altro pretendente, la Spagna. Filippo di Spagna voleva, vedovo di Mary, sposare Elisabetta, per poter controllare la situazione inglese. Elisabetta tentenna, ma alla fine rifiuta. Filippo progetta la guerra per conquistare l'Inghilterra. Rimanda, perché teme che nel momento in cui Elisabetta venisse deposta, sul trono andrebbe Mary Stuart che è amica dei francesi. La Spagna ha interesse nell'Inghilterra, ma non la vuole regalare ai francesi. Elisabetta aveva segregato Mary Stuart per paura. Nel 1587, Mary Stuart, coinvolta in complotti, viene processata per alto tradimento e condannata a morte. La sua morte rende imminente la guerra con la Spagna, perché Filippo si sente libero di agire. Le ragioni di inimicizia tra Spagna e Inghilterra erano: nel 500 erano due potenze rivali per controllo delle rotte oceaniche dopo la scoperta dell'America (nuovi territori, nuovi mercati, ecc), è un periodo di grande espansione, che avviene in conseguenza alle grandi scoperte geografiche. Nel 1494, il Papa divise il nuovo mondo tra spagnoli e portoghesi lasciando fuori l'Inghilterra. L'Inghilterra, nel corso del 500, va a mettere in discussione questa scelta. Nella seconda metà del 500 gli inglesi diventano esploratori. Lo stato inglese va a creare questi avamposti commerciali, ma sono compagnie private, autorizzate dalla regina/sovrano. Queste compagnie erano anche piccole spedizioni militari che iniziano anche a combattere contro la Spagna, prima ancora che la guerra scoppiasse veramente. Uno di questi commerci particolarmente redditizi sarà quello degli schiavi. Si dice che nel 1562 fu un inglese a portare un carico di schiavi dall'Africa a Santo Domingo. L'età d'oro del commercio degli schiavi sarà nella seconda metà del 600. I primi insediamenti inglesi in America erano di funzione antispagnola.

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