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Bibbia e Vangeli vengono tradotti e resi disponibili. Era compito della casta cattolica interpretare i testi

sacri. Lutero dice che ognuno di noi è l'interprete dei testi sacri.

1517, il sovrano era Enrico VIII e si schiera contro la riforma e scrive un livello contro Lutero che gli vale il

titolo di Difensore della Fede attribuito dal Papa. Alcuni lasciano l'Inghilterra, altri vengono arrestati e altri,

ancora, bruciati. La situazione cambiò quando voleva divorziare dalla 1 moglie, per poter sposare una

giovane donna, Anna Bolena, da cui sperava di avere un figlio maschio. Il divorzio non esisteva ancora.

Enrico poteva comprare l'annullamento, ma il Papa non glielo volle concedere, allora il re pensò ad una

riforma della chiesa anglicana. Enrico VIII rompe con la chiesa di Roma. 1534 Act of Supremacy. Enrico

viene riconosciuto capo della chiesa inglese anglicana, divorziò e sposò Anna. I monasteri vennero

soppressi e tutte le loro ricchezze vennero date alla sovranità. Thomas Moore, il più grande intellettuale

inglese, venne ucciso perchè non riconosceva Enrico come capo della chiesa, pur essendo suo amico. La

riforma inglese, contrariamente alla riforma di Lutero e di Calvino, è qualcosa orchestrato dall'alto, di

motivi politici. Mantiene una gerarchia, cosa molto contrariata in precedenza. Nemmeno i veri protestanti

sono contenti, visto che non aveva quasi niente in comune con il protestantesimo occidentale. Quindi

questi vengono persrguitati e molti devono scappare. 1547, muore Enrico VIII. Lascia 3 figli: Mary, figlia di

Caterina, cattolica, Elizabeth, figlia di Anna Bolena che poi aveva fatto giustiziare x alto tradimento, e

Edward. Sale al trono all'età di 10 anni Edward, anche se in realtà comandavano i suoi zii. Periodo di

consolidamento del protestantesimo inglese, visto che lui era molto devoto. Muore presto. Sale al trono

Mary (Tudor). Ci fu il tentativo di far salire al trono una parente Mary Jane. Mary divenne regina e si diede

da fare x riportare l'Inghilterra al cristianesimo. Soprannominata BloodyMary per lo zelo con cui perseguitò

i protestanti. Era sposata con Filippo II di Spagna. Alla sua morte sale al trono la sorella Elisabeth I,

protestante, ma non troppo interessata alle questioni religiosi. Lei era contro ad ogni estremismo religioso.

Viene riapprovato così un stto di supremazia, diventa obbligatorio di nuovo giurare fedeltà al sovrano

d'Inghilterra. Non tutti erano obbligati, ma i preti, chi si voleva laureare e che doveva ricoprire cariche

pubbliche si. Gli altri non importava. La legge prevedeva una multa per chi non onorava le feste. I

protestanti tornano in Inghilterra, ma sono delusi perchè lei non era disposta ad assecondare gli atti

estremi del protestantesimo; si crea una chiesa anglicana diversa da quella del padre, infatti non

assecondava i fanatici. Elizabeth I, secondo alcuni, non era nemmeno figlia legittima, visto che la madre era

Anna Bolena. 1570, il Papa scomunica Elizabeth I, quindi tutti i cattolici d'Inghilterra erano legittimati a non

obbedirle e a non riconoscerla come sovrana. Gli inglesi non amano le interferenze nel proprio paese,

quindi il fatto che qualcuno da Roma abbia deciso che lei era illegittima non andava bene, questo rafforza la

corona inglese, perchè si creò un ambiente favorevole alla regine intorno a lei.

Questione dinastia nell’età Elisabettiana

La sorella di Enrico VIII andò in sposa al re di Scozia, Giacomo IV. Era l'unica parente che poteva avanzare

pretese al trono. Mary Stuart era pretendere al trono di Scozia, ma anche a quello di Inhilterra. Mary Stuart

aveva sposato, giovanissima, l'erede al trono di Francia, era cattolica, ma questi era morto subito dopo

l'incoronazione (giovane). Mary, 19enne, già vedova cattolica, era tornata in Scozia x regnare. La Chiesa in

Scozia era filofrancese era molto malvista dal popolo, era corrotta, ed era una delle ragioni per le quali il

protestantesimo assunse forme molto più radicali, ovvero la chiesa presbiteriana scozzese era democratica

calvinista ed era retta da una gerarchia da vescovi, cardinali, ma anche da anziani eletti da anziani, non era

sottomessa dallo stato (come lo era quella anglicana). Mary non trova una bella situazione x lei, ma

diffidenza, quando arriva in Scozia. Personalmente fu protagonista di vicende che fecero scandalo, infatti

sposò un parente, che era anche lui imparentato in qualche modo ai Tudor (matrimonio di interesse). Poi

rimane vedova, perchè viene ucciso. Dopo poco sposa l'uomo accusato del complotto x uccidere il suo ex

marito, questo suscitò grande scandalo. Era già rimasta in cinta (sarà Giacomo VI di scozia e Giacomo I di

Inghilterra). Lei venne deposta dal suo popolo. Il trono passa al figlio che era piccolissimo. Mary scappa in

Inghilterra e si rifugia presso Elisabetta. Elisabetta non era molto contenta di avere da lei la cugina che

poteva avanzare pretese x il trono. 1570, Papa aveva scomunicato Elisabetta. Questa presa di posizione del

pontefice fece sì che Mary, cattolica, avesse più possibilità di salire al potere. X quasi 2 decenni, Mary Stuart

fu al centro di complotti internazionali, le potenze cattoliche tramavano con la speranza di poterla mettere

sul trono di Inghilterra. Entra in scena un altro pretende, la Spagna. Filippo di Spagna voleva, vedovo di

Mary, sposare Elisabetta, x poter controllare la situazione inglese. Elisabetta tentenna, ma alla fine rifiuta.

Filippo progetta la guerra per conquistare l'Inghilterra. Rimanda, perchè teme che nel momento in cui

Elisabetta venisse deposta, sul trono andrebbe Mary Stuart che è amica dei francesi. La Spagna ha interesse

nell'Inghilterra, ma non la vuole regalare ai francesi. Elisabetta aveva segregato Mary Stuart x paura. 1587,

Mary Stuart, coinvolta in complotti, viene processata x alto tradimento e condannata a morte. La sua morte

rende imminente la guerra con la Spagna, perchè Filippo si sente libero di agire. Le ragioni di inimiciza tra

Spagna e Inghilterra erano: nel 500 erano due potenze rivali x controllo delle rotte oceaniche dopo la

scoperta dell'America (nuovi territori, nuovi mercati, ecc), è un periodo di grande espansione, che avviene

in conseguenza alle grandi scoperte geografiche. 1494, il Papa divise il nuovo mondo tra spagnoli e

portoghesi lasciando fuori l'Inghilterra. L'Inghilterra, nel corso del 500, va a mettere in discussione questa

scelta. Nella 2 metà del 500 gli inglesi diventano esploratori. Lo stato inglese va a creare questi avamposti

commerciali, ma sono compagnie private, autorizzate dalla regina/sovrano. Queste compagnie erano anche

piccole spedizioni militari che iniziano anche a combattee contro la Spagna, prima ancora che la guerra

scoppiasse veramente. Uno di questi commerci particolarmente redditizi sarà quello degli schiavi. Si dice

che nel 1562 fu un inglese a portare un carico di schiavi dall'Africa a Santo Domingo. L'età d'oro del

commercio degli schiavi sarà nella 2 metà del 600. I primi insediamenti inglesi in America erano di funzione

antispagnolo, funzione strategica ma anche di estrazione. Spedizioni di uomini poveri che volevano

arricchirsi, ma anche x motivi religiosi. Prima colonia è la Virgina, in nome della regina Virginia. Anni 70-80

del 500 l'alleato inglese era l'Olanda, protestante, con mercanti. La Spagna era alleata con il Papa. La

guerra tra Spagna e Inghilterra si trasforma in guerra tra cattolicesimo e protestanti. Filippo di Spagna creò

la flotta detta 'Invincile armata'. Gli spagnoli avevano tecniche di combattimento un po' arretrate. X loro il

combattimento navale consisteva nel costruire gran galeoni solo x portare gran persone x combattere. Gli

inglesi usavano le navi x colpire i galeoni spagnoli. Luglio 1588, armata spagnola arriva nella Manica, ma si

trova già in difficoltà. Gli inglesi affondano i galeoni bombardando, ms la guerra non finì. Gli inglesi

continuarono a colpire la navi spagnole che tornavano dall'America con i prodotti. La vittoria favorì la

nascente borghesia protestante, i mercanti con le loro navi e il loro densro vinsero la guerra. Passato il

rischio di invasione dalla Spagna, iniziarono i problemi interni. Negli anni 90 di manifestarono i conflitti tra il

parlamento e la corona, che saranno poi l'eredità che Elisabetta lascerà al suo successore. In Inghilterra, già

dall'epoca della Magna Carta, i sovrani erano costretti a convocare il parlamento se volevano imporre

nuove tasse (anche solo se volevano fare guerrsm dovevano imporre nuove tasse). I sovrani non erano

proprio assoluti quindi. Potevano non convocarlo x tanto tempo, ma tante cose non le potevano fare.

C'erano sia i Lord che la Camera dei Comuni che rappresentava tutte le contee dell'Inghilterra. Anni 90, la

principale ragione di conflitto tra sovrano e parlamento, era quella dei monopolii (esclusiva nel commercio

o produzione di un determinato bene). I comuni vedevano i ceti mercantili come parassiti. I ceti mercantili

erano favorevoli al libero commercio, quindi le controversie su questo punto durano parecchi anni. I nuovi

ceti emergenti erano i mercanti e dall'altra gli agricoltori, i coltivatori diretti non i poveri contadini affittuari,

ma i piccoli proprietari terrieri. Sono classi nuove che hanno una moralità più austera e uno stile di vita

diverso, non basato sull'ostentazione della ricchezza. E questi spesso erano coloro che si riconoscevano di

più nelle forme di protestantesimo radicali, che non si riconoscevano nella chiesa anglicana. Normalmente

si definiscono puritani, saranno coloro che nel 600 faranno la rivoluzione. Sono anche la classe che ha meno

tolleranza nei confronti della gente comune, vagabondi, mendicanti e del teatro. L'attacco che portano è di

tipo morale. Questo va ad investire anche i festeggiamenti tradizionali collegati ai cicli stagionali, collegati al

raccolto, dei coltivatori, e sembra che il teatro abbia a che fare con questi tipi di festa. Il teatro distoglie

dalle occupazioni serie. Invece di andare a lavorare, i giovani artigiani e apprendisti vanno a teatro, invece

di andare a messa o di andare a lavorare. Questo non era tollerato dai ceti emergenti. Anche gli aristocratici

sono immorali, sono una classe parassitaria che non guadagna con il lavoro, che spende. X questo, spesso,

nel teatro elisabettiano, i cattivi hanno qualcosa di puritano. Tante volte il teatro elisabettiano parteggi x il

popolo e x gli aristocratici, mentre è contrario ai puritani.

Giacomo I (1603-1625) diventa il re d'Inghilterra dopo la morte di Elisabetta. Precedentemente era

Giacomo IV di Scozia. Il suo arrivo sul trono porta cambiamenti. Univa nella sua persona Inghilterra e Scozia.

Il suo scopo era quello di unire i due regni. Però incontrò la resistenza dei suoi sudditi, sia inglesi che

scozzesi. All'inizio non si fa amare, perchè tende a conferire titoli e onori ai suoi amici scozzesi che lo

seguono a Londra. L'unione dei due regni non avviene davvero, l'unico simbolo di unione è la bandiera della

flotta inglese che raffigurava la Croce di Sant'Andrea e quella di San Giorgio. A queste, in futuro, quando si

unirà anche l'Irlanda, si aggiungerà la Croce di San Patrizio. La corte di Giacomo era un centro di potere.

Elisabetta è sempre stata una regina parsimoniosa, mentre lui era molto spendaccione. Lei era single, lui

aveva figli e moglie. Giacomo amava tantissimo le feste di corte e le rappresentazioni teatrali=spese

continue. Con Giacomo, la corona si trova ad accumulare un sostanzioso debito, quindi necessita più soldi

per continuare a vivere come prima. Decide di vendere gli immobili reali. Nomina cavalieri, perchè questo

titolo veniva comprato, quindi incassava soldi. Vende terre della corona (non è bello, perchè è simbolo di

status sociale). Aumenta le tasse. 1614, Giacomo ha bisogno di soldi, ma il Parlamento decide di non

aumentare le tasse, lui decide di scioglierlo. È il primo chiaro segnale dei conflitti che ci saranno tra

Parlamento e sovrano, portando poi alla prima rivoluzione puritana con Carlo I. La chiesa mantiene il suo

carattere di compromesso, cattolica. Regno in cui si consolidano gli aspetti della liturgia anglicana e

un'importante traduzione della Bibbia. Era un intellettuale e prende molto sul serio la teoria secondo il

quale il sovrano è il rappresentante in terra di Dio e lui si figurava nella lotta contro Satana e i suoi

intermediari terreni rapresentati dalle cd streghe. 1590, va in viaggio in Danimarca (aveva sposato una

danese), la sua nave si era imbattuta in una tempesta. Pensava fosse un complotto contro di lui delle

streghe. Quindi in Scozia aveva legittimato una serie di persecuzioni delle streghe dove migliaia di donne e

uomini furono torturati. Demonologia e stregoneria=ne era interessato Giacomo. Uno dei drammi più

famosi scritto e rappresentato dopo l'ascesa di Giacomo I, presenta anche i personaggi delle streghe

(Macbeth, di Shakespeare). Queste rappresentazioni si chiamavano Mask/Masque. Erano una specie di

spettacolare festa di corte con regia, recitazione, danze. Richiedevano quindi un testo. Il più importante era

Ben Johnson, principale drammaturgo di Shakespeare, scriveva drammi, commedie. Partecipavano alle

recite nobil donne, nobiluomini, giovani principi. Prevedevano un gran spiegamento di macchine sceniche: i

più grandi architetti, ingegneri, venivano messi all'opera per creare questi macchinari. Erano

rappresentazioni allegoriche, divinità greche, romane, incarnazioni di entità astratte, che terminavano in

una danza sia degli attori che del pubblico. Erano rappresentazioni che comportavano tante energie e tanti

soldi, che però duravano solo una serata. Alla fine i membri della corte distruggevano con le loro mani

queste scenografie (in cartapesta x esempio), per sottolineare il loro totale spreco e dire che non verranno

mai più utilizzate. È distante dal teatro Elisabettiano, perchè è povero. Il rapporto tra teatro e potere era

intenso e stretto. I Tudor, quando salgono al potere, capiscono l'importanza della cultura e delle produzioni

letterarie. I sovrani, da Enrico VIII a Giacomo I, sono stati estremamente sensibili verso il teatro. Il teatro

poteva anche essere un pericolo, se veniva usato x criticare il sovrano. Il teatro è una specie di pulpito laico,

che potrebbe aiutare il sovrano, ma anche inclinarlo. La corte di Enrico VIII è rimasta molto famosa per le

sue rappresentazioni teatrali. Ad Elisabetta piace il teatro. Il potere largamente si basava sulla propria

interpretazione.

Teatro

L'autorità della corona, limitamemte al teatro, si esercitava tramite il Privy Council, il consiglio privato.

Doveva approvare o no tutti i copioni, oppure poteva censurarne delle parti, soprattutto quelle attinente0i

ai problemi politici e sociali del tempo. Lo decide il Master of the Revels, 1581. Doveva anche decidere se

assegnare le licenze alle compagnie o no. Il Privy Council decideva anche se chiudere le Playhouses in

periodo di epidemie. Si crea un periodo di crisi e nascono 2 compagnie rivali: Lord Chamberlain's Men

(James Burbage, impresario, e il figlio Richard, attore: aprono il Theatre) e Lord Admiral's Men (Philip

Henslowe, impresario, e Edward Alleyn: aprono il Rose) (1594-1600). Febbraio 1597, muore James e in

aprile scade l'affitto del loro teatro. James aveva comprato il Blackfriars, ma viene impedito alla compagnia

di utilizzarlo, perchè si temono rumori ecc. Viene fatta una petizione al Privy Council x evitare che lo

utilizzino i Lord Admiral's Men. Burbage affitta un'altra struttura. Burbage coinvolge nel teatro 5 membri

fissi della compagnia.

Struttura delle compagnie. Nucleo da 8 a 12 (=Sharers, soci azionisti, si dividevano costi e profitti), altri

dipendenti stipendiati o assunti a tempo determinato, in totale circa 40 persone. I membri dei Lord

Chamberlain's Men che parteciparono all'investimento divennero Housekeepers, quindi avevano diritto ad

incassare metà dei profitti. Questi ultimi erano i 5 'prescelti'. Burbage affitta il Blackfriars ai Chapel

Children, così la popolazione che abitava lì si iniziò ad abituare a questa nuova situazione. Il teatro torna ai

Lord Chamberlain's Men, che divennero i King's Men. Divennero la compagnia più importante di Londra.

Le Boy Companies

Grande attenzione a pronuncia e gestualità e preparazione nel canto. Le loro erano performances private.

Repertorio più radicale, rivolto ai nobili.

George Chapman, Ben Jonson, John Maston.

1608, perdono la licenza. Per questo motivo il teatro, il blackfriars torna ai lord chamberlain's men.

Struttura playhouses. Le fonti che ci permettono di saperla sono il diario di Philip Henslowe, le fondamenta

trovate nel 1989 del Globe e del Rose, nel 2012 del Curtain, i racconti dei turisti e viaggiatori, i disegni, tra

cui quello del turista svizzero,1596, che presenta però molti problemi di interpretazione. Capienza max

2500 persone. Struttura poligonale, al punto da sembrare circolare. Affluenza media 1000 persone.

Intelaiatura in legno riempita con assi di legno e gesso. Fondamenta in mattoni e piloni. I soffiti in paglia o

tegole. Yard, cortile, tariffa minima, spettatori in piedi. No bagni. Pochissimi accessori di scena. Alle gallerie

ci si accedeva con una scala. Il palco si estende nell'area dove si trova il pubblico, così il pubblico circonda

gli attori, fino a 12 mt di larghezza. La parete di fondo ha 3 aperture: 2 porte laterali servivano x entrata e

uscita dei personaggi, quella centrale era coperta da una tenda e faceva accedere direttamente ai

camerini, rappresentava il luogo dell'autorità e dell'armonia, da qua si fanno entrare gli accessori di scena

più ingombranti. Vi era una piattaforma rialzata x fare i discorsi agli spettatori. Al 1 livello delle balconate

c'è una balconata divisa in più scomparti, una delle quali forse riservata agli attori e poi ai musicisti. Questo

spazio era utilizzato x 1/6 delle rappresentazioni dagli autori, ma le scene erano brevi, al max 30-40 versi. Al

centro del palco c'è una botola che permetteva di scendere o salire dal sottopalco che rappresentava

l'inferno. Il soffitto del palco era decorato con disegni del sole, luna, segni zodiacali e rappresentava il cielo.

Il palco rappresentava la terra. Sopra il soffitto c'è un gabbiotto che elaborava alcuni effetti scenici, x

esempio i voli. C'era la Taproom, stanza adibita alla vendita di birra. Tutto doveva essere smontabile

velocemente, perché si cambiavano spettacoli ogni giorno.

Palyhouses pubbliche vs private. Non c'era una reale differenza tra questi, più che altro sono diverse x

quanto riguarda i prezzi.

L'illuminazione era costituita da speciali lampade, candele e luce filtrante dalle finestre. Per poter far

smoccolare le candele, decisero di dividere le rappresentazioni in atti. Le pause tra gli atti venivsno riempite

con spettacolini musicali. I teatri al chiuso però non potevano ospitare strumenti musicali molto rumorosi,

quindi vi erano archi, non tamburi ecc. Dal 1608 si costruiscono solo più teatri al chiuso, erano più redditizi

di quelli all'aperto, perche perché le tariffe erano più alte pur ospitando meno persone.

I drammi erano rappresentati nei grandi saloni dei palazzi di corte in strutture provvisorie con il trono

collocato esattamente davanti.

Il teatro era un passatempo molto economico. Tra 1574 a 1642 la popolazione di Londra aumenta, idem x

quanto riguarda gli spettatori. Si recitava ogni giorno, eccetto domenica, Quaresima e peste. Il pubblico era

formato dandisoccupati, apprendisti, avvocati, gentiluomini, studenti di legge, soldati in congedo. Ci si

andava x divertirsi, istruzione, mediatre su questioni politiche e sociali del tempo. Birra e cibo venivano

venduti durante tutta la durata dello spettacolo. Frequenti risse e furtarelli, ma non attività criminali

rilevanti. Presenza di donne regolare ma non quantificabile. Il pubblico si alzava nei momenti più concitati.

Fischi e applausi durante tutta la rappresentazione. Fumo, cappelli, rumore noci e stappare birra presenti

durante tutto lo spettacolo. Gli attori vedeva molto bene il pubblico, essendo gli spettacoli fatti di giorno. Il

pubblico era molto più attivo.

La struttura di un dramma era uno sforzo collaborativo. Shakespeare scrisse 8 drammi in collaborazione.

Tutor, supervisore, attore più vecchio. Caodjutor, collaboratore alla pari. Novice, apprendista. Journeyman,

scribacchino che veniva pagato x scrivere una trama secondaria. Il viaggio dalla commissione alla

performance partiva dalla taverna, dove, mentre si beveva birra, si esponevano le proprie idee sulla trama

ad una compagnia. La stesura di un play impiegava dalle 4 alle 6 settimane. 1594,1600, ci volevsno circa 40

nuovi plays all'anno x ciascuna compagnia, gli attori dovevano essere velocissimi. Essendoci un play nuovo

ogni giorno, gli attori avevano pochissimo tempo x provare. Avevano poco tempo x imparare i nuovi plays,

venivano fatte improvvisazioni, ma solo da quelli più bravi. Non c'era un regista. Gli stessi autori non

avevano potere sulla performance, stavano nell tiring house x cordinare la performance e assicurarsi che gli

autori entrassero in scena al momento giusto. Volantinaggio su case, taverne, pissing-posts.. I volanti erano

i playbills e indicavano titolo e breve descrizione dell'opera, giorno, ora, compagnia e teatro, non sempre

c'era il nome dell'autore.

La performance. Decorazioni simboliche. quasi tutto era affidato alle parole deglil autori. c'erano delle

convenzioni (se l'autore aveva gli stivsli significava che era in viaggio, se aveva una candela che era notte).

Effetti speciali: fumo x la nebbia, autori bagnati x pioggia, petardi x lampi, borse e spugne bagnate con

aceto x simulare sangue. I costumi e i copioni erano molto costosi. Quando un nobile moriva lasciava i suoi

vestiti ai servi, ma questi non li potevsno mettere x legge e allora li vendevano alle compagnie ad un prezzo

ragionevole. Durata plays dalle 2 alle 3 ore, incluso il jig conclusivo (ballo alla fine dello spettacolo).

Le compagnie ora erano interessate a far girare i loro testi stampati, a seconda delle occasioni decidevano

quali scene rappresentare e se modificare dei versi.

Ben Johnson, primo libro compiuto nel 1623, dopo la morte di due membri della sua compagnia teatrale.

In quarto: tipo di produzione economica.

La censura: il teatro era un mezzoattraverso il quale si esprimevano delle idee ritenute pericolose, quindi

veniva controllato (l'organo incaricato di ciò era il Master of Revels), ciò riguardava la messa in scena; la

censura ecclesiastica si occupava della stesura, della messa in scena, della stampa e solo nella città di

Londra si potevano stampare dei libri, dovevano dichiararli e ottenere il permesso.

Chiunque potesse pagare il biglietto, poteva assistere a queste rappresentazioni che si indirizzano ai

borghesi, ai servi, all'aristocrazia, alle prostitute. Non ha un destinatario come il dramma di corte; è scritto x

attrarre gruppi sociali molto diversi.

I teatri non vengono costruiti nel centro, perchè erano sgraditi da alcune autorità per quello che veniva

rappresentato. Venivano costruiti intorno alle città, nelle Liberties, luoghi franchi dove sorgevano taverne,

patiboli, sale da gioco, tutto ciò che la città non gradiva e questa collocazione assunse un valore simbolico

nel teatro elisabettiano.

Il Carnevale: si potevano assumere comportamenti che erano vietati durante l'anno, dimensione spaziale.

Le tragedie di Shakespeare potrebbero essere rappresentate anche senza niente che tanto non perdono

valore, tutto dipendeva dalla parola. Gli autori dovevano produrre testi che catturassero lo spettatore.

Importanza del palcoscenico.

I puritani rappresentano quella fascia della società londinese (di solito la classe media) che osteggiavano

vigorosamente il teatro. Nel 1579 uscirono libri e pamphlets contro il teatro. Un libro famoso, Histrio-

Mastix , è quello di William Prynne uscito nel 1632 o 1633. 1642 avviene la guerra civile e i teatri vengono

chiusi. Successivamente verranno riaperti ma solo quelli chiusi. Motivi delle ostilità dei puritani verso il

teatro: i teatri erano le sinagoghe di satana, una sorta di anti chiesa ovvero una chiesa del demonio, il

teatro veniva considerata una moda arrivata dall’estero, una moda arrivata dai paesi cattolici soprattutto

dall’Italia ( invece era assolutamente inglese), gli esseri umani dovevano contribuire al benessere comune

mentre quelli che lavoravano nel teatro venivano considerati degli imbroglioni, mendicanti e vagabondi,

gente che guadagnava senza impegnarsi, in ultimo c’’era ancora un motivo moralista, gli uomini che si

travestivano da donna secondo i puritani incentivavano la sodomia, ma non erano neanche favorevoli alle

donne che recitavano. La maggior parte dei drammi trattavano argomenti come l’adulterio, la lussuria, e i

personaggi erano rappresentati in modo simpatico, in modo che lo spettatore potesse identificarsi in loro.

Potevano anche incoraggiare altri tipi di comportamenti come l’ubriachezza, il furto e anche l’omicidio.

Inoltre a teatro andavano le prostitute professioniste a cercare i clienti, e anche questo non piaceva. I

drammi incoraggiavano anche l’ipocrisia e l’inganno, poiché recitare è ingannare di per sé. Infatti recitando

si fa finta di essere qualcun’altro. Questo era grave soprattutto nei paesi protestantesimi , perché il fatto di

mentire era un fatto molto grave, molto più che da noi. L’unica lettura che i puritani apprezzavano erano la

Bibbia e tutti i libri religiosi. Inoltre vedevano il teatro come un potenziale rivale, infatti nella maggior parte

dei giorni i teatri erano pieni mentre le chiese erano vuote.

STEPHEN GOSSON (1554-1624)

Autore satirico, attore e autore di teatro. Laureato a Oxford. Non riuscì a sfondare nel teatro . nel 1579

pubblicò questo libretto “ The School of Abuse…” ,contenente un invettiva contro i poeti, le opere teatrali...

Non era un predicatore puritano e aveva un’esperienza teatrale. Forse voleva ingraziarsi qualche

personalità eminente londinese, forse proprio W. Prynne al quale è dedicato questo pamphlets. Nel primo

paragrafo si rivolge al lettore e lo invita a fare un confronto tra l’altica disciplina dell’Inghilterra, ciò che loro

erano un tempo e ciò che sono ora, considera quanto siamo cambiati a quando andiamo a scuola di teatro.

Gli inglesi di una volta erano veramente uomini veri, potevano lavorare ore e ore, sopportare la fame e la

sete e le tempeste, ed erano bravi soldati. Si nutrivano di radici e direttamente della corteccia degli alberi.

Potevano resistere per giorni nelle paludi con l’acqua al mento senza mangiare. Gli uomini non erano meno

valorosi degli sciti. Invece le donne erano più coraggiose delle amazzoni. Si dedicavano agli sport, anche alle

arti marziali. Oggi purtroppo non è così. Il nostro esercizio è banchettare, recitare, ballare e tutte queste

cose che possono darci piacere oppure farci addormentare. Nel paragrafo successivo dice che i teatri sono

luoghi di grande immoralità. Qui descrive più che ciò che veniva rappresentato ,soprattutto il

comportamento delle persone a teatro che è estremamente indecoroso. Gli uomini si spintonano per

mettersi vicino alle donne e gli mettono il cuscino dietro alla schiena, si fanno piedini, gli si sussurra

qualcosa all’orecchio. Tutto questo è un rituale di seduzione per poi accordarsi e andare altrove a

consumare. Successivamente parla delle prostitute. Nel paragrafo successivo, vi è un elogio alla regina

Elisabetta e a tutto il suo consiglio di saggi, che si sta comportando in maniera molto giusta. Teatro e

abbigliamento sono strettamente intrecciati. Il fatto è che le persone non rispettano le leggi sontuarie e

persone di basso gerarchia sociale si vestono in modo esagerato, addirittura i servi si vestono di seta e si

danno un sacco di arie. Teatro è un luogo che tende a perdere di vista queste gerarchie sociali, luogo

carnevalesco. Critica ai cittadini inglesi che non si contengono, e se ne approfittano del fatto che la legge

non è fatta rigorosamente rispettare perché la regina è buona. Nell’ultimo paragrafo si prospetta la

soluzione al problema; tappiamoci le orecchie e non facciamoci sedurre dai poeti, musicisti e attori.

Evitiamo di concentrare il nostro sguardo cu queste cose vane e non andiamo più a teatro. A quel punto

faremmo un grande passo avanti nel miglioramento della società.

PHILIP SIDNEY – THE DEFENSE OF POETRY

Teatro. Questo teatro inglese fatto in questo modo non va proprio bene.

Per scrivere una buona tragedia secondo Aristotele era l'unità di tempo, luogo e azione. Questo teatro non

rispetta questa 'regola'.

Ad un certo punto entrano degli eserciti, ma che sono rappresentati da 4 spade, 2 soldati da una parte e 2

dall'altra. Allora dobbiamo immaginarci di essere in un campo di battaglia.

Shakespeare, forse influenzato da questa Defense of poetry, mette un personaggio addirittura che funge da

prologo, che spiega bene dove ci si trova in quel momento ecc, dicendo che comunque bisogna lavorare di

immaginazione, perchè loro non possono fare poi più di tanto.

Il problema di spazio, luogo, è qualcosa di inverosimile. Bisogna rappresentare su un palcoscenico diversi

luoghi, ma bene. Un buon dramma può anche svolgersi sempre dentro lo stesso teatro.

E se esagerano con gli spazi, figuriamoci con il tempo.

È comune nei drammi che 2 giovani principi si innamorino, dopo mille problemi hanno 1 bambino che poi

se ne va, cresce, si innamora ed è pronto x fare un altro bambino. Tutto questo in una rappresentazione di

2 ore e mezza. Sciocco rappresentare una vita in 2 ore. Gli antichi saggi dicevano che bisognava solo

rappresentare cose che duravano un giorno anche nella realtà, altrimenti si chiedeva troppo

all'immaginazione. L'autore capace è quello che sa selezionare e sa lasciare fuori dalla rappresentazione le

cose futili, ad esempio, invece di rappresentare i principi da giovani, basterebbe qualcuno che lo racconta o

riferisce o un flashback. Si può scegliere il momento più interessare della vicenda e tutto il resto lasciarlo

fuori.

A parte queste assurdità, questi drammi non sono nè vere tragedie, nè vere commedie, perchè mescolano

re ai contadini e i clown. Lo fanno non per la trama, ma per inserire i clown in un contesto maestoso senza

decenza e senza descrizione. Questi drammi misti non suscitano nè divertimento, nè tragicità. Sidney le

definisce bastarde, perchè sono un misto. Ci sono sceni importantissime che oscillano tra il comico e il

tragico. Ad esempio Hamlet che ad un certo punto fa il cosiddetto buffone di corte, divertendosi e dicendo

parolacce. Manca il decoro. Eccessiva grossolanità della comicità. Si creano scene che fanno ridere, ma

suscitano risate volgari e grossolane di cose di cui sarebbe scortese ridere nella realtà (ad es davanti ad un

balbuziente o ad uno straniero che parla male inglese), non suscitano quella risata derivante da qualcosa di

piacevole.

Sidney è per questo che critica il teatro a lui contemporaneo. Sarebbe necessaria una seria riforma di

questo teatro.

È un teatro simbolico, realista, abbastanza complesso. L'unico modo è quello di rifarsi alla tradizione

popolare che sta dietro al teatro elisabettiano.

Libro del 78 'Shakespeare e la tradizione del teatro popolare'. Secondo Weimar il teatro di Shakespeare

avrebbe origini precristiane e x capire la rappresentazione della realtà di questo teatro conviene risalire al

mimo, personaggio che faceva parte di antichi rituali e di quelle feste di tipo carnevalesco. Il mimo è uno

che imita, il gesto è detto mimo. Il mimo introduce il comportamrnto, il modo di vestire di un personaggio.

È mimetico perchè imita e riproduce la realtà. Il mimo, in genere, non si limita a questo, perchè usa questa

sua capacità di imitare per criticare o prendere in giro un personaggio. Il mimo mette in burla, deride i

potenti, chi si da delle arie. È un personaggio imparentato con il carnevale, la festa. Il carnevale è inteso

come quel giorno in cui le classi sociali non ci sono più, i poveri possono vestirsi da nobili ricchi. Il mimo,

nell'antichità, molto probabilmente, aveva un ruolo nelle feste stagionali. In Inghilterra, a queste antiche

feste, si sono sovrapposte quelle religiose. Queste feste sono collegate a cicli di rappresentazione teatrale,

in genere legati a episodi della Bibbia o del Nuovo Testamento. Queste rappresentazioni venivano fatte in

certe città; le associazioni di artigiani, mestieri, si incaricavano di allestire una di queste presentazione. In

genere avvenivano all'aperto, su carri (pageant), che venivano trasportati per tutta la città. Ogni particolare

associazione cittadini aveva l'orgoglio di mettere su uno di questi carri. In genere queste rappresentazioni

erano legati a determinati periodi dell'anno, soprattutto a Pentecoste (la domenica e la settimana). È una di

quelle feste ballerine, cioè che non cade mai lo stesso giorno perchè dipende da Pasqua (50 gg dopo

Pasqua).

Uno dei testi più belli è del ciclo di Weithfield (la secunda pastorum) e riguarda i pastori che vanno ad

adorare il bambino Gesù. Abbiamo quindi un carro con sopra la classica scena del presepe e al livello della

terra/su un piccolo piano rialzato ci sono i pastori che pregano e adorano questo bambino. C'è anche una

trama secondaria (subplot) che va ad arricchire ed interagire con la trama principale. Quello della seconda

pastorum è di tipo comico, perchè c'è un ladro che ha rubato una pecora e la nasconde in una culla in casa

sua. Quando scoprono la frode, il ladro e la moglie si fingono sorpresi, perchè allora dicono che loro figlio

ha subito un incantesimo ed è diventato una pecora. Non c'è da stupirsi se la Chiesa e i Tudor non

gradissero queste rappresnrtazioni.

O il carro stesso era fatto su 2 piani oppure mettevano una piattaforma davanti. Il piano alto (locus)

rappresenta la parte di palcoscenico che rappresenta la vicenda biblica, seria, siamo in un determinato

luogo, in un determinato momento della storia. Sul piano più basso, quello più vicino al pubblico di questo

spettacolo, si muovono personaggi e si svoglono eventi rappresentanti la vita quotidiana, legati ovviamente

al momento della rappresentazione. Alto ci sta il momento miracoloso, basso c'è la comunitá degli

spettatori. Secondo Weimar il teatro di Shakespeare è l'erede di queste rappresentazioni. Il teatro

elisabettiano ha un palcoscenico molto lungo, molto grande. Le posizioni Upstage e Downstage del teatro

elisabettiano sono gli eredi del Locus e della piattaforma più bassa del teatro dei carri dei miracoli.

Nel teatro elisabettiano ci sono momenti in cui certi personaggi parlano con il pubblico, dove il personaggio

dice al pubblico quello che pensa o quello che vuole fare. Questo avviene nella parte Downstage.

MORALITY PLAYS e INTERLUDI

I morality plays sono radicalmente diversi dalle altre rappresentazioni e sono del primo 400 (visto quello

che ci è arrivato, pochi documenti). Si tratta di rappresentazioni allegoriche, cioè crea una proiezione

drammatica quello che potrebbe essere scritto in un romanzo. Essi fanno in modo che il personaggio

incontri altri personaggi che rappresentano le altre possibilità (il male, bene e altre voci). Quella più famosa

è Every Man.

Every Man è l'uomo, ognuno di noi. Trascorre la sua vita in modo frivolo, dimenticandosi che siamo tutti

destinati a morire e ad un destino ultraterreno, vive di cose materiali. Arriva un uomo che gli dice che è

giunta la sua ora e deve morire. Allora chiede ai suoi amici di accompagnarlo in questo viaggio oltre alla

morte, ma tutti lo lasciano. I suoi amici sono la bellezza, i beni, tutte queste cose e sono rappresentati da

personaggi che parlano e interagiscono con il protagonista. L'unico amico che lo accompagna è 'opere

buone'.

Enrico IV di Shakespeare. Il giovane principe Harry si trova di fronte a 2 possibilità, la vita scapestrata e la

vita da principe seria. Queste 2 possibilità sono rappresentate da 2 padri, il primo serio e severo che

rappresenta la corona, triste di avere un figlio scapestrato e l'altro tenebroso e attraente per la vita

scapestrata. Alla morte del re, il giovane principe allontana e respinge la vita scapestrata (il personaggio), e

sceglie di divemtare re.

Gli interludi sono simili ai morality plays, ma sono rappresentazioni politiche. Magnificent è un interludio. Al

centro c'è il giovane principe che deve scegliere tra i buoni e i cattivi consiglieri.

THE CLASSICAL TRADITION (500) (Tudor)

Alcuni studiosi non accettano la parola Rinascimento per la letteratura inglese.

Verso il 500 c'è una riscoperta dei classici.

Nelle Grammar Schools (sarebbero i licei, ma dove entravano anche quelli con modeste disponibilità, ma

con merito) si studiava il latino, si scrivevano poesie, eranomolto complesso. (500, età Tudor)

Nel 500 si fanno anche tante traduzioni, anche greche e latine (Chapman, Golding, Marlowe, North). Si da il

via a tanti romanzi storici di ambientazione romana (es L'Antonio Romano Cleopatra). Si adattano i classici

per fini nuovi. Un tentativo di utilizzare i classici per produrre una nuova lingua letteraria inglese (Marlowe

e Jonson, MANUALE PAG 35-37).

COMEDY (p.28)

La commedia latina influenza molto i primi esperimenti teatrali. I primi comici latini furono studiati dagli

elisabettiani.

"Ralph Roister Doister" 1553, Nicholas Udall è stato di ispirazione per "Miles Gloriosus" di Plautus, Falstaff

di Henry IV e Pistol di Henry V.

"The Supposes" 1566, George Gascoigne, 1566, prosa adattata da un'opera di Ariosto.

TRAGEDY

L'autore latino con più impatto sul teatro inglese è Seneca. Una decina di tragedie sono attribuite a Seneca.

Le sue tragedie venivano lette e recitate in latino nelle grammar schools, nelle Inns of Court( = scuola per

avvocati) e nelle università.

Sackville e Norton, "Gorboduc", 1562 (pag 28). Tragedia a imitazione di quelle di Seneca, ma su argomento

inglese. Gorboduc era un antico re. È la prima tragedia regolare inglese. È la prima scritta in Blank Verse, il

tipo di verso che diventerà centrale poi nel teatro elisabettiano. È un dramma che tratta le conseguenze

della divisione di un regno tra figli. Viene recitato a corte intorno al 62. È stato fatto x far vedere ad

Elisabetta che ci voleva un erede.

SENECA

Autore di 10 tragedie. La maggior parte di queste tragedie hanno materia greca.

Aveva vissuto a Roma nell'epoca di Nerone (periodo molto turbolento). Lui abbracciava la filosofia stoica,

dove l'uomo saggio è quello che non si lascia trascinare dalle emozioni delle passioni ed è l'unico che può

essere veramente felice.

SENECA'S TRAGEDIES

Ci mostrano le conseguenze delle passioni, quando queste hanno la maglio sulla ragione e qusndo le

emozioni ci trascinano e qui arriva il male.

Atreu è un re, arrabbiato mortalmente con il fratello Thyestes. Lo fa tornare dall'esilio e ne uccide i figli. Poi

lo invita ad un banchetto e dopo aver mangiato gli dice che era la carne dei suoi figli. Questa tragedia ci fa

vedere le conseguenze dell'ira in modo iperbolico, ci dimostra in forma estrema i pericoli della passionalità.

Uso molto enfatico del linguaggio e abbondanza della figura retorica chiamata iperbole (figura

dell'esagerazione), usata x arrivare alla verità x il tramite della menzogna.

Il King Lear è la tragedia più iberbolica di Shakespeare.

Queste cose piacciono al teatro elisabettiano: linguaggio iperbolico, struttura iperbolica, gusto x il macabro,

le rappresentazioni di violenza e alcune vengono anche portate in scena, la vendetta e la violemza tra

consanguinei, le apparizioni soprannaturali, i sogni premonitori.

Questo tipo di teatro arrivs sui palchi inglesi, grazie ad alcuni colti che hanno frequentato grammar schools

o università che sono in grado di adattare Seneca ai gusti inglesi. Questo gruppo di drammaturghi veniva

chiamato 'The University Wits', erano laureati, erano un gruppo di sofisticati intellettuali, non

necessariamente ricchi, ma che hanno fatto l'università grazie al merito. Si rivolgono al teatro per poter

guadagnare. Anni 80. Autori che fanno la sintesi tra la tradizione popolare e quella colta. Erano Kyd,

Marlowe, Peele e Nash. Oltre il guadagno, il motivo per cui erano attratti dal teatro era la libertà di non

essere più sotto l'autorità della corona, ma della City. Tutto questo manteneva un certo margine di libertà

rispetto ai gruppi politici emergenti.

THOMAS KYD (1558-1594) (p.35)

Il primo che scrive una tragedia senechiana inglese, che ha però una sua teatralità.

'The Spanish Tragedy' (scritta negli anni 80, prima della battaglia spagnola).

Ambienta la tragedia in Spagna, non in Inghilterra. La vendetta è il tema centrale. Poi ci sono apparizioni

soprannaturali. Il protagonista è Hieronimo, che é matto. Si usano i subplots, ovvero le trame secondarie. È

il primo che porta la violenza in scena, con grande divertimento del pubblico.

CHRISTOPHER "KIT" MARLOWE (1564-1593)

Usa dei personaggi estremi, emozioni estreme. Grande poeta. Produce drammi dove il Blank Verse viene

utilizzato al massimo delle sue potenzialità.

BASIC METRICS

METRO= una sequenza di accenti forti o deboli, cioè di sillabe accentate e non. È uno schema che si ripete

all'interno del verso. Conferisce alla poesia il suo ritro particolare. La poesia funziona grazie alla ripetizione

di un determinato schema o della sua variazione. Ci sono vari tipi di metro. Il metro più importante del

teatro elisabettiano è il IAMBIC PENTAMETER

PENTAMETRO GIAMBICO= 5 unità metrice. È composto da una sillaba accentata e una non. Particolare tipo

di unità metrica che in inglese si chiama foot, ovvero piede. È quel verso che ripete 5 volte il Giambo.

KING LEAR – W. Shakespeare

Autorizzato dalla pubblicazione e che era il testo di un dramma già rappresentato nel 1607, a corte, la notte

di San Patrizio. I critici ritengono che probabilmente nel 1605 aveva iniziato a scrivere questo dramma ( e

che non poteva essere stato scritto prima del 1603). Abbiamo una prima edizione del 1608, un’edizione in

quarto che si intitolava “la vera vita e storia del re lear”. Una seconda pubblicazione del 1619, con qualche

modifica al testo del 1608. Poi abbiamo l’infoglio shakespiriano ( grosso libro che conteneva tutte le opere

di Shakespeare, pubblicato dopo la sua morte) , nel 1623, dove c’è un dramma intitolato “the tragedy of

King Lear”. L’edizione dell’infoglio e dell’inquarto sono molto diverse. Di solito quelle delle prime sono più

corte, quindi hanno meno versi delle seconde. In genere gli editori moderni cercano di mettere insieme le

due versioni, in modo che possiamo avere tutti i versi. Inoltre, l’inquarto non possiede la divisione in atti,

mentre quella infoglio è divisa in atti. La storia non era originale né inventata. La fonte originale storia è

un’opera latina del medioevo “historia regium britannae” e che racconta la storia – leggenda degli antichi

re dell’Inghilterra. All’epoca non esisteva una traduzione inglese del testo, quindi l’autore o l’ha letta in

latino, o più probabilmente l’ha presa da altri autori più recenti. Re Lear, aveva deciso di dividere il suo

regno tra le sue figlie femmine non avendo figli maschi. La sua buona verrà esiliata in Francia. Insieme alla

figlia buona sconfiggono i cattivi e prendevano il governo del paese. Re Lear muore. Poi i figli delle sorelle

cattive depongono la sorella buona e vanno loro al potere…storia di guerra civile che durava tre

generazioni, dove tutte le sciagure derivavano dal sovrano che divideva il regno in tre parti. Il più

importante erano le cronache ( libri che raccontavano eventi della storia inglese) di Holingshed, pubblicata

nel 1587, e si ritiene che Shakespeare abbia avuto in mano questo libro su cui aveva basato alcuni suoi

drammi, come quello di Lear. Nel capitolo quinto e sesto, viene raccontata la storia di Lear ed è già quasi

quella che abbiamo in King Lear. Le differenze sono che in King Lear il re decide di essere accompagnato da

100 cavalieri, ma le figlie non lo accettano mentre in quello di Holli no c’è. In più in una delle due versioni si

dice che il regno è durato 40 anni mentre nell’altro 60. L’altro testo in cui compare la storia di re Lear è “lo

specchio per i magistrati” ed è una raccolta di più autori che raccontano le vicende di personaggi illustri con

lo scopo di insegnare. Questo testo era molto letto dagli Stuart. Si ritiene che Shakespeare ha tratto

qualcosa anche da questo volume. Nel 1605 “ la vera storia di re LEIR (scritto con la i)”, il libro da cui si

pensa che Shakespeare abbia attinto di più. La sua pubblicazione venne autorizzata nello stesso anno in cui

è stata rappresentata (molti anni prima), però non abbiamo il testo stampato ( quindi magari non è mai

stato stampato). Sappiamo però che nel 1605 è stato o stampato o ristampato. Questo era un testo

teatrale. Seguiva le fonti in maniera abbastanza lineare però aggiungeva dettagli, personaggi, scene, per

trasformare la storia in spettacolo. Il personaggio di Kent, cioè del buon consigliere, che cerca invano di

convincere il sovrano a non ripudiare la figlia buona. Questo damma anonimo, finisce bene, quindi non è un

dramma. Finisce con Lear e la figlia buona, Cornelia, che tornano in patria a governare. Il libro pubblicato

nel 1606 “ una dichiarazione delle imposture papiste”, scritto per attaccate i sacerdoti che dicevano di aver

compiuto degli esorcisti. Qui compaiono molti nomi di diavoli e simili, e anche da questo testo Shakespeare

ha attinto. Come dal romanzo pastorale l’ “arcadia”, di Sidney, pubblicata nel 1590 dove c’è una scena che

si pensa che abbia ispirato quella parte del personaggio di Glosper, dove quel vecchio signore che era stato

accecato, e che aveva scoperto che un figlio l’aveva tradito vuole farla finta e vuole suicidarsi, quindi

incontra un signore e gli chiede si farsi portare dove c’è una scogliera. Questo farà finta di portarlo e si

butterà giù, ma non muore perché non era una scogliera. Harsnett è l’autore delle egregie imposture

papiste, dove si parla di indemoniati e diavoli e anche in King Lear si parla di cinque diavoli della lussuria,

della stupidità, del rubare..” Fairie Queene” , di Spenser, che prediligeva un lingua arcaicheggiante, la

lingua ci Choucher, che era il suo modello. La morte di Cornelia nel King Lear di Shakespeare deriva proprio

da “Fairie Queene”. Infine ci sono arrivate delle lettere legate a una causa giuridica. Con questo abbiamo

terminato le fonti che possono o hanno ispirato il King Lear.

ATTO 1, SCENA 1

Il dramma inizia a corte. Siamo nella sala del trono del palazzo di King Lear e i primi personaggi ad entrare

sono degli uomini di corte: Kent, Gloster e Albany. Gli uomini di corte in attesa del re iniziano a parlare dei

cavoli loro, Gloster parla del figlio che ha cresciuto anche se concepito da una relazione extra-coniugale.

Prima non era una cosa tanto usuale, voler bene tanto a un figlio legittimo quanto a uno illegittimo. Dice

anche di essersi divertito a metterlo al mondo. Questi doppi sensi, queste parolacce, sono il genere di cose


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Lau_94

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture moderne
SSD:
Docente: Villa Luisa
Università: Genova - Unige
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lau_94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura e cultura inglese 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Villa Luisa.

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