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John Dryden (1631-1700)

Nasce da una famiglia di modesta fortuna. Fu educato nella Westminister School e successivamente nel Trinity College, a Cambridge. Nel 1654 ottenne la laurea. La sua prima importante poesia fu scritta per commemorare la morte di Cromwell (1659, Heroic Stanzas); tuttavia scrisse anche "Astraea Redux" per celebrare il ritorno di Carlo II, e Dryden rimase fedele al re e a Giacomo II.

Dryden è la figura principale della letteratura della Restaurazione (primo periodo letterario che finisce appunto quando lui muore). Ogni aspetto della vita di quel tempo (politica, religione, filosofia, arte) trova espressione nelle sue opere. Come poeta, Dryden non è il solitario che sente il mormorio della sua voce, soggettivo e preoccupato per i suoi sentimenti, ma al contrario è un cittadino del mondo che commenta pubblicamente le questioni di ordine pubblico.

Le sue occasional poems celebrano un particolare evento della vita pubblica (incoronazione, vittorie militari, morte, crisi politiche), quindi poesie scritte per la società, per la commemorazione e per la nazione, non per se stesso. Dryden scrive anche per il tragico evento di Londra, l'incendio del 1666, e descrive la forza dei cittadini e del re. Inoltre, scrive anche delle odi (Alexander's Feast, scritta per celebrare Saint Cecilia's day in Inghilterra e quindi il potere della musica, parla della festa proclamata da Alessandro il Grande in Persia).

Dryden scrisse anche delle opere teatrali, perché in questi anni vennero riaperti i teatri e c'era bisogno di nuovi repertori. Inoltre lui scrive per far piacere al pubblico e per indirizzarlo non ad un unico pubblico (come Shakespeare) ma sia alla corte, sia alla nobiltà di Londra. Produce opere eroiche rimate in cui eroi ed eroine devono scegliere tra l'amore e l'onore, commedie e libretti in cui introduce l'opera, un'opera drammatica (All for Love, è una tragedia basata su Antony & Cleopatra di Shakespeare).

Dryden ha studiato le opere di Greci e Romani, dell'Inghilterra Rinascimentale e della Francia contemporanea. Tradusse anche Ovidio, Boccaccio e Chaucer. Secondo Samuel Johnson, Dryden diventò il padre della critica inglese. Le sue abilità lo portarono ad essere chiamato poeta laureato dal re, nel 1668. Dryden scoprì anche le sue doti di scrivere versi satirici (che ispirarono poi Alexander Pope, in cui si scorge la bellezza della letteratura augustea, precisione, vita, dignità e musicalità).

Si dedicò anche a questioni religiose, difende infatti la Chiesa Anglicana dal razionalismo del deismo e dall'autorità della Chiesa di Roma (The Hind and the Panther, dialogo teologico tra la Chiesa di Roma e quella inglese). Quando salì al trono Giacomo II, Dryden si convertì al cattolicesimo. Molti lo accusarono di opportunismo, ma lui rimase poi fedele alla Chiesa di Roma anche quando salì al trono il protestante Guglielmo III.

"A Song for St. Cecilia's Day" (1687): Cecilia è una figura cristiana, patrona della musica e inventore dell'organo. Tuttavia Dryden introduce degli elementi pagani con la dottrina filosofica di Pitagora per descrivere la potenza della musica. Ci sono alcuni elementi anche metafisici. Dryden scrive questa celebrazione poiché in Inghilterra, il 22 novembre si commemora l'elogio alla musica, con riti religiosi e concerti pubblici.

Descrizione delle stanze

  • Prima stanza: Viene descritto il processo della creazione dell'universo. Importanza dell'armonia, poiché gli antichi credevano che la musica aiutasse la creazione dei corpi celesti e che fossero accompagnati da movimenti delle sfere celesti. Confusione della Natura, una voce che grida di sorgere agli atomi, i 4 elementi (aria, fuoco, acqua, terra) si stabilizzano ai loro posti, il potere della musica obbedisce e si crea armonia. La gradazione delle note è analoga alla scala degli esseri creati. Negli uomini sono incluse tutte le virtù.
  • Seconda stanza: Viene introdotto Jubal, padre della musica nella vecchia letteratura ebraica, inventore della lira. Dryden immagina che le corde della lira di Jubal siano fatte con il guscio di tartaruga.
  • Terza stanza: Viene descritto il suono forte della tromba e il modo in cui incita la passione della rabbia, e il suono tonante del tamburo, la musica selvaggia.
  • Quarta stanza: Dedicata invece al dolce lamento del flauto la cui musica riflette gli stati d'animo e i sentimenti del dolore.
  • Quinta stanza: Descrive il suono acuto del violino che provoca disperazione, pene, indignazione e raggiunge l'apice della passione della bella dama.
  • Sesta stanza: Viene introdotto l'organo sacrale e la sua lode in confronto alla voce umana. Note sacre che volano in cielo per curare i cuori.
  • Settima stanza: Fa riferimento ad Orfeo, figura musicale dell'antica Grecia e il suo potere della musica, che solo Cecilia può attuare un miracolo maggiore, attirando gli angeli che scambiarono la terra per il paradiso udendo il suono del suo organo.
  • Grande coro: Conclude la poesia, con un riferimento cristiano all'apocalisse della Bibbia (dreadful hour= giudizio finale). Infatti, siccome l'universo è stato creato dal potere dell'armonia della musica, allora l'universo smetterà di esistere quando l'armonia della musica finirà di suonare. (potere e posizione della musica nell'universo). Inoltre, l'universo viene anche paragonato ad un palcoscenico, come opera della salvezza umana.

Jonathan Swift (1667-1745)

Nasce a Dublino da genitori inglesi, orfano di padre, educato alla Kilkenny School e al Trinity College di Dublino. Con l'abdicazione di Giacomo II e l'invasione dell'Irlanda, Swift dovette andare in Inghilterra. Cominciò a scrivere versi satirici sulla corruzione della religione.

Opere principali

"The Battle of the Books", 1704, è un poema eroico e satirico in cui prende parola sulla controversia tra i classici e moderni: per lui tutti i tempi, una volta vissuti, diventano inferiori, e quindi egli considerava superiori i tempi antichi perché ormai non potevano più essere vissuti. Con una satira pungente, inoltre, egli denunciò la finta erudizione dei suoi giorni.

Swift rimase devoto ai suoi talenti politici e religiosi; in quanto pastore evangelico e supporter della Chiesa Anglicana, fu ostile al deismo, liberi pensatori, la Chiesa di Roma e al partito politico dei whigs. (infatti abbandonò le loro idee perché erano indifferenti alla Chiesa Anglicana e volevano riappellarsi al Test Act). Ben accolto dai tories, Swift diventò un giornalista politico e servì il governo di Oxford.

Conobbe Esther Johnson, meglio nota come Stella, di cui si innamorò ricambiato (ma che morirà nel 1728). Il padre di Stella, un diplomatico amico della madre di Swift, chiese allo scrittore di completare l'educazione della figlia: in tal modo egli riuscì a occuparsi della letteratura senza dover rinunciare alla scrittura e alla lettura. Contemporaneamente, ebbe anche una difficile relazione con Esther Vanhomrigh, detta Vanessa.

Per i suoi servizi vinse la presidenza alla St. Patrick's Cathedral, Dublino nel 1713; con la morte della regina Anna e la caduta del partito dei tories, perse tutte le speranze di preferire l'Inghilterra e quindi ritornò nel 1724 a Dublino, dove oltre a diventare un'efficiente amministratore ecclesiastico, diventò il leader della resistenza irlandese contro l'oppressione inglese. Swift è ancora venerato in Irlanda come un eroe nazionale, un difensore della libertà.

Nel 1729 scrive "A Modest Proposal", un'opera in cui parla della situazione irlandese e come risolvere il problema della fame e della prostituzione.

Swift ebbe una malattia che gli procurava dei fastidi all'interno dell'orecchio causandogli la sordità, nausea e vertigini, ma questo non gli impedì di scrivere. La sua amicizia con Alexander Pope e altri scrittori gli permise di portare intelligenza alla sua integrità morale e al fascino sociale.

Caratteristiche di Swift

Per tutti i suoi incarichi e affari pubblici, Swift sembra stare al di fuori dei suoi contemporanei: una figura di statista, uno scrittore che spiccava per la sua ragione di immaginazione, acutezza della mente e intensità emotiva. Swift è chiamato misantropo, un odiatore dell'umanità e "The Gulliver's Travels" sono considerati come un'espressione della misantropia selvaggia. Dichiara che lui ama gli individui, ma odia quell'animale chiamato uomo e offre una nuova definizione delle specie, non come animali razionali, ma come animali capaci di ragione. Questa teoria è il fondamento della misantropia. Swift oppone una visione più antica: la natura umana è profondamente e permanentemente difettosa e che non si può fare nulla per la razza umana fino a che non riconosciamo la sua limitazione morale e intellettuale.

È importante segnalare il fatto che Swift si distingue come uno dei primi e più importanti autori del linguaggio grottesco. Swift è il maestro della prosa, chiara, semplice e composta di una concreta dizione: sintassi semplice, concisa ed economica. Le virtù della prosa sono quella della sua poesia, che colpisce per il suo sguardo duro verso i fatti della vita e del corpo. La sua è una poesia anti-poetica, perché è priva di ispirazione, amore romantico, bellezza dei cosmetici.

The Gulliver's Travels

Pubblicato anonimo nel 1726, o da un editore o da amici di Swift, tra cui Pope, omisero dei pezzi, considerati pericolosi per implicazioni politiche. Un'altra pubblicazione avvenne nel 1735 più autentica. Questo romanzo satirico, inizialmente inteso dall'autore come aspro attacco allegorico alla vanità e all'ipocrisia delle corti, dei partiti e degli uomini politici dell'epoca, nel corso della stesura, durata parecchi anni, si arricchì delle più mature considerazioni di Swift sulla società umana; pertanto la satira, spesso graffiante e a tratti scurrilmente oltraggiosa, finì col toccare l'umanità intera. Acuto, ricco di spunti fantasiosi e al tempo stesso scritto con semplicità, il romanzo è diventato un classico della letteratura per l'infanzia.

Swift adotta un antico congegno satirico: viaggi immaginari. Lemuel Gulliver (il cui nome, si noti, contiene la parola gull, ovvero "gabbiano", ma anche "sciocco, credulone"), narratore e medico di una nave mercantile, un uomo colto, gentile e patriottico, quattro viaggi approdando in altrettante isole particolari:

  • Prima isola: Gulliver è naufragato tra gli abitanti, i Lillipuziani, che sono molto più bassi di lui (il termine "lillipuziano" è entrato nel linguaggio italiano comune come sinonimo di "persona dalla bassissima statura"). Sono nani che dall'aspetto sembrano buoni, ma in realtà si rivelano con un animo crudele.
  • Seconda isola: Gulliver è abbandonato tra gli abitanti che sono dei giganti e sebbene essi incutono paura, sono brutti, si rivelano al contrario buoni. È un'utopia, governata da un principe umano e illuminato che include la politica e morale saggezza.
  • Terza isola: (volante) Gli abitanti sono scienziati, parodia della Royal Society, dediti a esperimenti astrusi e inutili, attacca i ragionamenti speculativi e teoretici. Molti di questi viaggi sono un'allegoria della vita politica sotto l'amministrazione del ministro dei whigs, Robert Walpole.
  • Quarta isola: È occupata da animali, cavalli, che si dimostrano "superiori" all'uomo in quanto a bontà d'animo, e i loro schiavi, yahoos, uomini primitivi. Sono caricature del corpo umano.

Tutte le avventure, in una maniera o nell'altra, rappresentano l'ideologia pessimistica e negativa di Swift, secondo la quale l'uomo è egoista, corrotto, ignorante e affamato di potere, dotato di soli vizi e di nessuna virtù. Sotto l'aspetto fittizio della fiaba, dà sfogo alla propria misantropia e rabbia nei confronti del genere umano e del mondo a lui contemporaneo.

I viaggi di Gulliver trasportano nel mondo immaginario che funziona con una logica perfetta, diverso dal nostro: Swift esercita il senso della visione, e successivamente la percezione del significato. Le cose infatti, in "Gulliver's Travels" sono raramente ciò che sembrano: l'ironia sottolinea ogni mondo. Nei primi tre viaggi il tono di Gulliver è ingenuo, ma successivamente diventa cinico. Il libro non offre una morale o un significato finale, ma una domanda "cosa è un essere umano?" Viaggiando attraverso mondi immaginari si cerca di scoprire se stessi. Siamo insetti insignificanti o padroni del creato? Nell'ultimo viaggio Swift trasmette queste domande e lo stesso Gulliver odia se stesso e l'umanità. La meschinità dei lillipuziani, l'aspetto selvaggio degli schiavi e l'innocenza di Gulliver sembrano riflettere qualcosa di familiare nello specchio.

The Academy of Logado, Chapter 5

Gulliver sta visitando i vari paesi che mostrano le conseguenze della conoscenza moderna. Siamo nel terzo viaggio, nell'isola volante, Gulliver discende su una regione, una volta di terreno fertile, ora rovinata dagli esperimenti degli scienziati. Gulliver qui visita l'Academy of Logado, dove incontra professori che gli mostrano i loro miglioramenti ed esperimenti. Dopo aver visitato parte dell'accademia, arriva a comprendere come viene sviluppato l'insegnamento speculativo: il progetto di un professore che ha inventato una struttura che a random crea dei pezzi di parole. Aiutato dai suoi allievi, azionano questa macchina ed escono le parole che quando sono messe insieme per formare una frase di senso le devono scrivere. In questo modo, spiega il professore, chiunque può scrivere un libro di filosofia, politica.

Gulliver visita anche un linguista, che gli spiega come sia giusto rimuovere le parole nel linguaggio tranne che i nomi. In questo modo si associano i nomi agli oggetti e per parlare bisogna quindi portare questi oggetti evitando di fare discorsi poiché il linguaggio più coinciso prolunga la vita, in quanto ogni parola è nociva al corpo umano. Riferimento alla Royal Society che aveva sponsorizzato una collezione che conteneva un campione di ogni cosa nel mondo. Swift infatti satirizza molto la Royal Society, perché incoraggia il continuo delle scoperte e conoscenze scientifiche. Gulliver successivamente fa visita anche la scuola di matematica dove gli alunni per apprendere formule matematiche e concetti devono mangiare dei wafers nei quali con un apposito inchiostro sono scritte queste cose.

Alexander Pope (1688-1744)

Fu il più importante scrittore della sua generazione in quanto solo uomo di lettere: infatti egli, nato da una famiglia cattolica, non poteva frequentare l'università, votare e compiere incarichi pubblici a causa della legge che escludeva i cattolici (Test Act). Affetto da tubercolosi, e un po' deformato, non si ferma di fronte alla sua carriera letteraria.

Nel 1700 suo padre, mercante di Londra in pensione si trasferisce nel Binfield, vicino alla foresta reale di Windsore e incoraggiato dal padre cominciò a scrivere i suoi primi versi. Nel 1709 pubblica i Pastorals, Pope scrive poesie pastorali, vagheggiamento della condizione rurale, spontanea prima della civiltà, frutto del desiderio e immaginazione.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

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