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Architettura teatri romani

La varietà caratterizza sia i generi drammaturgici, ma la varietà caratterizza anche l'architettura dei teatri romani. Se in Grecia avevamo un unico modello, un'unica tipologia, in ambito romano quantomeno dobbiamo abituarci a diverse forme di teatro. Parliamo di teatro stabile, quindi in età imperiale, in età repubblicana il teatro è una struttura effimera. Dobbiamo abituarci a diverse forme di teatro come l'anfiteatro e il circo che ha un'architettura meno ellittica, più circolare, il cosiddetto teatro cui esempio ci è dato dal teatro di Marcello. Un esempio di anfiteatro è il Colosseo.

L'architettura romana è varia perché ospita spettacoli molto diversi fra di loro, come i ludi nelle varie tipologie: ludi circenses e ludi scenici, mimo, pantomimo e altri generi, anche spettacoli più prettamente musicali. Di fatto, tutto ciò rientra nei ludi circenses quali gare sportive, prove sportive. Parlare di teatro romano è riduttivo, in realtà prima ancora che Roma diventi un impero e quindi si estenda fino ad Oriente, il teatro esiste in tutta la penisola italica ed esiste già precedentemente. Abbiamo fatto riferimento ai fescennini, facciamo riferimento subito alla satura da cui deriva poi la nostra satira, le forme di satura anche particolari quali le atellane che testimoniano di tutto un teatro molto rigoglioso nel sud d'Italia. Oltre quello greco presente in Magna Grecia, modelli che il teatro romano assorbirà e riadatterà.

Teatri romani e architettura

Un esempio tra tutti è il teatro di Pompei, un teatro molto importante, autonomo dall'organizzazione teatrale romana. Questo è uno dei tanti esempi di teatri satellitari intorno a Roma, ma che di fatto sono al di fuori. Possiamo ipotizzare in modo più certo rispetto al mondo greco che oltre alla capitale cosiddetta di questa civiltà, che noi stiamo considerando che è Roma, prima era Atene, esiste tutto un altro teatro addirittura dotato di generi a lui propri, un discorso che non si poteva fare in ambito greco. Di sicuro esisteva un teatro oltre a quello di Atene, ma di fatto non avevamo dei generi particolari delle province o delle zone altre rispetto ad Atene.

Il luogo teatro come istituzione va perdendosi già in età repubblicana. È ovvio se gli attori sono costretti ad improvvisare o ad esibirsi in luoghi effimeri, questo sta ad indicare che non c'è almeno una volontà per varie ragioni di creare dei teatri stabili. A difesa della società repubblicana, quando si parla di repubblica in ambito romano e greco, non si parla certo del nostro concetto di repubblica. Quando Platone parla di repubblica nel suo famoso testo parla di un'oligarchia intellettuale, cioè per Platone la repubblica ideale dovrebbe essere una società retta dagli intellettuali, però da pochi certo, altrimenti comunque il concetto stesso di repubblica decade.

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Quindi non si vuole assolutamente usare il teatro per riportare il consenso politico, il consenso popolare. Esistono delle leggi a Roma che vietano l'organizzazione dei teatri, almeno fino alla seconda metà del I secolo a.C. Tutto questo periodo repubblicano è all'insegna di un teatro censurato e un teatro che nella sua forma di edificio stabile ancora non esiste. Benchè esistano un Plauto e un Terenzio, questo è un caso piuttosto curioso a fronte di generi come quelle fabule molto forti, anche di autori molto importanti. Non esiste uno spazio ancora architettonico istituzionale, verrà solo con l'età imperiale.

Il Colosseo che tanto ammiriamo e vediamo, quello è un risultato più tardo, è il risultato del periodo imperiale e quindi significa che tutto quel teatro nella forma architettonica stabile è per i ludi circenses quasi certamente. Quando di fatto l'abbiamo capito, in epoca imperiale prevalgono quelli. I ludi, le due grandi tipologie sono circenses e scenici. Dentro l'anno come si organizzano per capire l'idea e la frequenza di questi ludi? Anche del loro contesto tutto religioso perché sempre dei giochi in onore a delle divinità. Abbiamo i più antichi e importanti: i ludi romani in onore di Giove a settembre, i ludi plebei a novembre sempre in onore a Giove, i florales dedicati alla dea Flora tra aprile e maggio, i ludi appolinares in onore ad Apollo e questi sono estivi tra luglio e agosto. Abbiamo i ludi megalenses legati al culto antico della grande madre quasi un culto primitivo, ed infine quelli più attestati i ludi cereales a Cerere. Qui è un'altra contraddizione: il contesto religioso ma di religiosità ce ne sarà ben poca, la religione non è un valore dominante nella cultura romana, è un pretesto forse, dove inserire questi giochi scenici o meno però sono tale.

Evoluzione dell'architettura teatrale

Un'altra contraddizione è data anche dal ritardo con cui si affaccia l'architettura. Quello di cui vedremo e parleremo oggi è più tardo, assolutamente in epoca imperiale. Diciamo che tutte le commedie Palutine e Terenziane, almeno fino al secondo secolo a.C., sono rappresentate su strutture lignee ed effimere, provvisorie, poste, costruite all'occasione. Gli attori recitano su un proscenium che è una pedana rialzata in legno, che veniva addossata ad una parete, quindi ad uno sfondo che dà un po' la scena. Uno sfondo che presenta almeno due porte che consentono l'entrata e l'uscita agli attori.

Questo è un elemento importante perché vedremo quanto il front scene in generale la scena sarà importante. Gli spettatori prendono posto disponendosi in modo casuale in questa fase su panche, oppure anche si sfruttano dei monumenti, degli edifici già presenti. Insomma il teatro non è qualcosa che ha un suo posto riconoscibile e stabile, non ce l'ha ancora. Bisogna aspettare una data molto precisa e una persona molto precisa che riesce ad imporsi, a vincere il volere dei senatori ed è Pompeo, ma siamo nel 55 a.C.

Questo Pompeo è un uomo politico del senato e imponendosi erige un teatro, collocandolo accanto al tempio di Venere, perpetua come nell'antica Grecia questo legame con il tempio. Ma è più pretestuoso che reale, non è che poi questo teatro fosse inserito dentro celebrazioni religiose, ma comunque vicino come per dare un'istituzione vicino al tempio di Venere, proprio per non dover rompere il tabù religioso e quindi riesce per primo a proporre. Ma siamo sul finire del I secolo del 55 a.C.

L'esempio di Pompeo viene subito seguito da un altro uomo politico intorno al 13 a.C., i tempi sono maturi ma sta terminando la repubblica e lui è Augusto che erige un teatro, il cosiddetto teatro Marcello. E perché Marcello se lui si chiama Augusto? Marcello era il nipote che muore presto giovanissimo prematuro e questo è il punto. Questo nipote destinato ad essere il suo successore. Siamo già in età imperiale, c'è già una personalità che si distingue e usa il teatro per magnificarsi e quindi Augusto inaugura un nuovo teatro dedicato a questo Marcello, che muore precocemente.

Però questo teatro Marcello per noi oggi è il solo modello in parte esistente di questo teatro tardo repubblicano. È uno dei primi grandi teatri a doppio ordine ovvero a doppia fila in verticale, doppio ordine di colonne ed arcate. Importante questo discorso perché l'arco viene usato per la prima volta grazie agli etruschi, doppio ordine di arcate e di travertino. Siamo completamente in un altro ambito rispetto al teatro greco e oggi è ancora visibile in parte perché lì sopra sulle fondamenta è stato costruito un palazzo, il palazzo Savelli e in seguito Orsini in ambito rinascimentale.

Noi sappiamo che per tutto il Medioevo e il Rinascimento sulle vestigia romane si è costruito, anzi purtroppo in ambito medievale addirittura si sono smantellati, smontati gli edifici soprattutto i teatri e i luoghi religiosi perché combaciavano più o meno e teatri e quelle pietre riutilizzate per costruire altri edifici chiese e quant'altro. E questo è un caso interessantissimo perché noi vediamo una parte di teatro sopra il quale si erige un palazzo, e ancora oggi si può ammirare questo teatro, il teatro Marcello che è proprio uno dei primi, è stato poi recuperato intorno agli anni 30 del '900 con una grandissima operazione di scavo e conservazione archeologica ed è la sola testimone teatrale di Roma a questa altezza cronologica, perché le altre sono successive.

Ci stiamo muovendo ancora tra la fine della repubblica e l'inizio impero. Il teatro di Pompeo è impossibile vederlo. Ce n'è stato un altro, quello di Balbo intorno probabilmente al 13 o 11 a.C., l'undici è il completamento del teatro appunto il teatro di Marcello. Qui si colloca per intenderci siamo vicino Campo dei Fiori. Questa è la parte di questo palazzo quello che resta la parte retrostante a quello che si è poi sviluppato poi sul teatro di Pompeo di cui non resta nulla. Resta invece un modello del teatro di Pompeo, è quello centrale enorme che purtroppo noi non possiamo più ammirare.

Qui siamo in ambito rinascimentale quindi si favoleggia sui modelli vengono ricostruiti i modelli classici tra cui questo teatro di Pompeo. Questo è il teatro Marcello, è un'ibridazione architettonica la costruzione palazzo su un teatro e si vede che più o meno ci sono 2 ordini di arcate e poi parte tutt'altra costruzione successiva rinascimentale, cioè sulle vestigia romane la famiglia Orsini è andata a costruire, una potente famiglia.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SorliniGia97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e tecnica della messinscena e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Mazzoleni Elena.
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