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IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO

ARRIVO DEL MAESTRO:

­ la telecamera è in movimento (scorre, flusso da sx a dx), i titoli di testa appaiono e sullo sfondo

abbiamo il paesaggio marittimo, in primo piano il gardrail della strada, la regista già ci introduce

mentalmente in uno spazio, la storia si sta man mano ambientando, fino ad arrivare ad

un'inquadratura frontale della macchina bianca del maestro, zoom, primo piano del maestro che

guida ( la telecamera è fuori dalla macchina, maestro inquadrato attraverso il vetro) che è intento ad

osservare ciò che lo circonda. Ora compare il nome dell'attore. La telecamera si distoglie ( stacco) e

il titolo del film viene di nuovo proiettato nel paesaggio costiero con in primo piano sempre il

gardrail della strada. La regista mette così in relazione stretta l'uomo della macchina ( ancora non

sappiamo chi sia) e il luogo in cui sta arrivando. Di nuovo la telecamera scorre e si ha un primo

piano laterale del maestro dentro la macchina che sta ascoltando la musica, la relazione viene

ribadita . Stacco.

­ maestro arriva scende dalla macchina con ancora le cuffie nelle orecchie, si guarda intorno, si

susseguono varie inquadrature del maestro e poi dell'ambiente che lo circonda, la telecamera

sembra seguire il suo sguardo, prima viene inquadrato il balcone con le donne che stanno stendendo

o raccogliendo il bucato, poi il maestro si gira e si ha l'inquadratura della strada e dietro di uno

stralcio della realtà di Corzano, venditori ambulanti, roulotte, “monnezza” e il mare ( filo conduttore

più volte ripreso nel corso del film)­­> la regista sembra già presentarci il luogo, ancora meglio

definito quando il maestro toglie le cuffie, prima immerso nella sua musica di Amstrong poi avvolto

dalla malinconica musica napoletana­­> contrasto, altra realtà, comincia l'immersione, maestro

prima nel suo mondo, ora immersione in un mondo altro­­> regista: maestro del nord come lettore,

estraneo, ma guarda la relatà senza pregiudizio. Il maestro si lascia avvolgere. ( Musica napoletana)

­ telecamera movimento dall'alto verso il basso fino a inquadratura monnezza, cane che rovista in

mezzo alla piazza

­ il maestro riparte con macchina, riparte la sua muscia, arriva al centro della piazza, si guarda

intorno e le regista sembra già aprirci un grande spiraglio di luce su questa relatà che non è

conosciuta né da chi guarda né dal maestro, tratti si vanno delineando­­> monnezza, scritte oscene

su macchine abbandonate, criminalità organizzata, viene già inquandrato Raffaele con il motorino

( che scopriremo poi essere del fratello) a parlare con i maviventi. ( cfn. “malestranti” di Diario di

un maestro)­­> tolte le cuffie maestro di nuovo avvolto nella relatà: musica napoletana.

­

LINGUA E BAMBINI

­ 1° incontro con la lingua: canzone

­2° incontro con la lingua:bambino carrozziere, non sono mai nella stessa inquadratura, De Amicis

pronunciato diverso­­> orecchino

­3° incontro: bambino gelateria­­> lo slava: comico­­> seconda denuncia lavoro minorile ( un attimo

stò lavorando!), la regista li in quandra solo una volta insieme, comincia un'avvicinamento anche se

poi si sussegunono inquadrature divise. Orecchino­­> maestro dice da bambino “non è un

po'insomma da bambina” conosenza della nuova realtà. “ a destra a sinistra è da 'om!”

( Vincenzino) racconto di Corzano città “ con monnezza e siringhe drogate” ( trova tema ) ;

inquadrati di nuovo insieme perché Vincenzino parla della sua relatà che diventerà poi loro ( forse è

per questo che vangono inquadrati insieme) poi divisi di nuovo a parlare dei “pirucchi” di

Tommasino, il maestro non capisce ma non c'è incomunicabitià ( solo apparente)

­ Checchina ( poi anche con lei – distanza non sono mai dentro la stessa inquadratura, faccia

perplessa del maestro e lei che ripete con più calma)dialogo con proprietario casa completamente in

dialetto, incomprensioni ( senso del comico ma riflettendo della tragedia li guistica di questa

ragazza) “corni” maestro capisce che sta parlando del suo divorzio ( moglie scappata con

dentista) invece lui parla della superstizione, dice che porta sfortuna dormire con i piedi verso la

porta. Si mette in risalto l'ospitalità napoletana, spostano la scrivania, vogliono disfare i bagagli. →

il maestro ammette di non conoscere bene usi e cstumi ( come noi lettori o fruitori del film).

­comico: zia Esterina e la sua mozzarella ( altro tratto della cultura napoletana) che la chiede sempre

al suo Michele ( marito defunto da 15 anni) scambiandolo per il maestro.

SCUOLA, LAVORO MINORILE E CONTRABBANDO.

­ il maestro cerca la direttrice lei non c'è il bilello lo porta nella direzione e gli fa firmale i lui i

documenti ( che sono in bianco) ci tiene a precisare che non si tratta di assenteismo ma la direttrice

“ tiene a che fà” è in politica,, il maestro chiede di che documento si tratta, il foglio è in bianco, il

bidello risponde che lo compilerà lui poi. ( campo­controcampo), rifiuto di mettere la firma il

maestro chiede perentorio il registro di classe, il bidello risponde “ se lo trovo, non lo trovo”

( sfotte). Il maestro indispettito dice di accompagnarlo in classe dinuovo controcapo del solo bidello

( primopiano) che dice che il “ professore” ha un caratteraccio opposizione

­entrambi entrano in classe, i bambini due sono in piedi uno è seduto, il maestro si stupisce che non

vi sia nessuno , il bidello allora dice che lo sapevano che c'era il maestro nuovo e loro rispondono di

si scuola come optional

­in classe sono “ Una quattordicina­ sedicina” (Rosinella) , il maestro ha chiesto quanti sono in

quella classe

­brioche ( bidello, Don Miì) lui pensa ai ragazzi ( vendita a nero), lui ha da fare “maestro Sperelli

non mi fate perdere tempo, io qui ho un posto di responsabilità!”

­il maestro si altera con bidello, compo contro campo­ molto ravvicinato, esprime la drammaticità

del momento, agitazione, “ e poi dicono che al sud non si fa niente” tutti “ tengono che fà”

­grottesco: maestro che trascina bambino gelateria , lui che grida, lo usa per cercare gli altri “ ma

non senti che non si capisce quello che dici”, il genitore chiede a vincenzo dove va e lui risp a

scuola!

­giuseppe: barbiere il cliente dice che non di può permettere perché lo stava insaponando allora il

maestro dice che denuncerà tutto al sindaco stesso se qualcuno osa fermarlo due stacchi prima sul

proprietario del negozio poi su Tommassino ( primopiano)che se la ride in silenzio, qui capiamo che

c'è qualcosa di strano, poi su giuseppe ( primo piano)che dice che quello è il sindaco, la telecamera

torna sul proprietario che ha la faccia un po' persa il sindaco si giustifica dicendo che non si era

accorto che era un minore, la telecamera torna ancora sul volto del proprietario con volto incredulo.

sindaco finta predica al barbiere.

­sindaco “ siete il nuovo maestro quello del Nord?” razzismo

­scena del mercato scendono da una scalinata che li porta al mercato“ si ha subito l'impressione

che quant stiamo vedendo sia tanto reale quanto casuale, com se la Wertmüller stesse spiando, non

vista, dall'alto di un terrazzo”( IL CINEMA TRA U BANCHI DI SCUOLA PAG.46) tutto si

muove con naturalezza, il maestro che si confonde tra la folla, che fa fatica a passare, il vociare, la

musica qui prende: bambina dell'aglio, bambino delle sigarette di contrabbando

­ la domanda del maestro per riconoscere i bambini è ; “Edmondo De Amicis terza B?”

­bambini grandi “ cosa me ne fotte a me della scuola, io c'ho delle responsabilità, io lavoro!” il

maestro con tono un po' violento dice che quello che sta facendo è vedere le sigarette frodando lo

stato, Tommasino ribadisce in modo naturale “ fa il contrabbandiere ( il maestro tiene il

contrabbandiere e Giuseppe per la colletta da dietro)

­ un signore si ferma, la telecamera si sofferma su di lui, non guarda in camera, è di lato e riconosce

subito chiedendo a qualcuno se quello fosse il nuovo maestro

­ eppure voi a scuola ci dovreste venire contenti.. ma perché la nostra è una scuola ( quella che

vende le cipolle) Tommasino “ è vecchia, scassata, piena di buchi dentro ai muri”

­mentre passeggiano sul marciapiede lungo mare, prima viene inquadrata tutta la scolaresca poi la


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alicer1992 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Educazione mediale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Bono Francesco.

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