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Economia degli intermediari finanziar i

Economia...

L'economia è una scienza sociale che studia i fenomeni economici. Le scienze sociali (dette "senza laboratorio") studiano l'essere

umano nel complesso delle proprie interazioni sociali. I fenomeni economici sono attività umane legate alla produzione, allo scambio e

alla distribuzione di beni economici. I beni economici sono oggetti/attività idonee a soddisfare una necessità, disponibili in forma

scarsa (acqua di mare: non è un bene economico ­ acqua potabile: è un bene economico). Nei sistemi economici di mercato l’allocazione

dei beni economici avviene attraverso atti di scambio. Non sempre l'allocazione dei beni ha seguito logiche di scambio (sistema feudale,

sistema comunista). Gli atti di scambio consentono di ottenere un bene economico cedendo un altro bene economico. Gli atti di scambio

(compravendite) possono essere regolati da un contratto scritto oppure da un accordo verbale tra le parti. Gli uomini attribuiscono

un valore ai beni, che è la sintesi della capacità di essere scambiati con altri beni e della capacità di soddisfare le proprie esigenze.

L'economia (dal greco “amministrazione della casa”) è la scienza che studia le modalità di:

• allocazione di risorse limitate tra usi alternativi, al fine di massimizzare la soddisfazione degli individui

• produzione, distribuzione e consumo dei beni e dei servizi

L’economia studia i fatti economici attraverso i modelli economici, che sono rappresentazioni semplificate della realtà per meglio

comprendere lo svolgimento dei fatti e i comportamenti delle persone.

...degli intermediari...

L’attuale sviluppo del sistema economico prevede un’elevata specializzazione produttiva delle imprese e delle persone. Ogni

soggetto si dedica a una particolare attività produttiva acquisendo da altri soggetti i beni/servizi necessari alla soddisfazione dei propri

bisogni. Gli intermediari sono i soggetti che professionalmente fungono da collegamento tra le unità che producono particolari categorie

di beni economici e le unità che li consumano (supermercati / grossisti / imprese di import­export). Gli intermediari non attuano la

trasformazione fisica dei beni ma operano la trasfor mazione:

• spaziale (spostamento dei beni da un luogo all’altro)

• temporale (conservazione dei beni)

...f inanziari.

Gli intermediari finanziari (banche, compagnie di assicurazione, fondi comuni etc. ) sono operatori che in modo professionale

(specializzazione produttiva) scambiano un particolare bene economico: il potere di acquisto. Il potere di acquisto (ricchezza) è la

capacità di acquisire beni (economici) intrinsecamente adatti a soddisfare i bisogni dell’uomo (la ricchezza non si genera presso gli

intermediari finanziari). Il potere di acquisto viene misurato in termini di moneta. La moneta è un bene economico idoneo a essere la

contropartita di ogni atto di scambio (bene interscambiabile universalmente). In assenza di moneta gli scambi di beni economici

dovrebbero avvenire con il baratto. Sono le leggi o le consuetudini che attribuiscono alla moneta la capacità di regolare i rapporti

economici.

Contratti f inanziari

Un atto di scambio prevede sempre due prestazioni : un soggetto compra dei beni a fronte del versamento di moneta. Negli scambi

f inanziari (operazioni finanziarie) il bene scambiato è il potere di acquisto . Le operazioni finanziarie sono caratterizzate da due

prestazioni: una a pronti e una a termine. Poiché le due prestazioni non sono mai contestuali , ma la restituzione è posticipata

nel tempo, questi scambi sono caratterizzati da un certo livello di rischio (incapacità / dolo nella restituzione del denaro prestato).

Quando si fa riferimento all'economia reale , si parla di uno scambio fra bene e moneta; un contratto finanziario è anch'esso uno

scambio, ma fra moneta e "promessa". Tutto ciò comporta che un titolo è intrinsecamente una promessa di restituzione del capitale messo a

disposizione. Essendo un intermediario, l'operatore finanziario acquisisce potere d'acquisto con alcuni contratti e la cede con altri (non

genera ricchezza). L’esistenza del credito (a fronte della cessione di moneta a pronti) è testimoniata dal contratto stipulato dalle

controparti. I contratti finanziari sono i veicoli tecnico­giuridici attraverso i quali si realizza il trasferimento di potere d’acquisto

nello spazio/nel tempo. I contratti disciplinano le modalità di esecuzione dello scambio (es. importi scambiati a breve e a lungo termine,

durata del contratto / modalità di estinzione anticipata / diritti e obblighi delle controparti etc.). Il contenuto del contratto finanziario

può essere incorporato in un titolo di credito (non tutti i contratti hanno questa caratteristica, ad esempio i conti correnti non ce

l'hanno). Il titolo (documento) non solo testimonia l’esistenza del rapporto, ma è necessario per fare valere il diritto di credito .

Il titolo (e quindi il relativo credito) può essere trasferito da un soggetto a un altro senza modificare il contratto originale (facilitando

il trasferimento di potere di acquisto); si parla di titoli negoziabili (il C/C non è trasferibile non essendo un titolo). Questo consente al

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creditore di “uscire” dal contratto prima della scadenza senza far venir meno il contratto stesso. E’ necessario che i titoli di credito siano

relativamente standardizzati per facilitare la circolazione. Gli operatori economici si scambiano potere d'acquisto per le seguenti ragioni:

• Esigenze di regolamento nello scambio di altri beni economici : trasferimento di ricchezza nello spazio

• Risparmio (posticipazione di capacità di acquisto): trasferimento di ricchezza nel tempo

• Finanziamento (anticipazione di capacità di acquisto, irrealizzabile se qualcun'altro non risparmia): trasferimento di

ricchezza nel tempo

• Gestione dei rischi (incertezza sul futuro): trasferimento di ricchezza nel tempo (assicurazioni)

La moneta

Lo è qualsiasi bene (di natura reale o finanziaria) comunemente e generalmente accettato come strumento di regolamento degli scambi. Le

sue funzioni sono di:

• Strumento di regolamento degli scambi (trasferimento spaziale di potere di acquisto)

• Unità di conto (per misurare la ricchezza e il valore degli altri beni economici facilitando lo scambio)

• Riserva di valore (trasferimento temporale di potere di acquisto)

Un'economia monetar ia è un sistema economico in cui gli scambi di beni e servizi sono regolati attraverso la moneta; ogni

bene/servizio ha un valore definito in un’unità monetaria che, normalmente, è la valuta del Paese. Una moneta è un bene di natura reale

nel caso sia rappresentata da beni con un'utilità intrinseca (sale, animali...). Affinché un bene possa incorporare valore e mantenerlo nel

tempo, non dev'essere deperibile. In un sistema economico senza moneta gli scambi si basano sul baratto (merce vs merce). Questo

comporta necessità di:

• doppia coincidenza nella preferenze

• divisibilità dei beni

• sostenere elevati costi di “ricerca” della controparte

In questa situazione, prevale un’economia di autoconsumo; ogni soggetto produce la gran parte dei beni che gli consentono di sopravvivere.

Si avverte dunque la necessità di individuare un bene di interesse e accettabilit à diffusa in base al quale def inire i valor i

degli altri beni (moneta vs merce). La prima tipologia di mezzo di pagamento è la moneta­merce (conchiglie / grano / unità di

bestiame / pezzi di bronzo / sale / spezie etc.). Sono beni idonei a essere scambiati universalmente nell’ambito di un sistema economico.

In seguito le civiltà antiche hanno adottato le monete coniate con metalli preziosi (oro / argento) per regolare gli scambi

commerciali, in quanto beni caratterizzati da elevato valore in poco volume (diversamente dal bestiame o dal grano), possono essere più

facilmente trasportate/scambiate e conservano nel tempo il loro valore. Fu un passaggio molto importante, in quanto:

• si accrescono le possibilità dello scambio

• si riducono i tempi e i costi dello scambio

• si incentiva la specializzazione economica (economia di scala, di scopo etc.)

• aumenta la produzione

• aumentano i fabbisogni soddisfatti

• consente di passare da un’economia di autoconsumo a un’economia di scambio (economia di mercato )

• aumenta la qualità e la quantità delle merci prodotte da ogni operatore; la loro vendita permette di ottenerne altri beni/servizi

coi quali soddisfare le proprie esigenze

Il primo esempio di economia globalizzata fu l'Impero Romano, sotto al quale avvenne non solo una grande specializzazione delle persone,

ma anche delle diverse aree economiche. Con la sua dissoluzione e l'avvento dell'Alto Medioevo (476 ­ 1000) Si ritorna a un’economia di

autosussistenza (economia feudale). Le città vengono abbandonate, scompaiono gli artigiani (despecializzazione economica). Ogni corte

produceva quanto era necessario per la sopravvivenza (economia agricola di sussistenza). Il commercio era limitato ai beni di lusso (spezie­

sale­tessuti etc.) e regolato con monete coniate con metalli preziosi. Le monete preziose erano quelle già in circolazione dai tempi

dell’impero romano. Nascono le repubbliche marinare (in Italia) e le città anseatiche (Germania). Sono presenti elevati rischi nel

commercio: pericolo di rapine (sia dei beni, sia dei mezzi di pagamento). A partire dal Basso Medioevo (1000 ­ 1492) rinascono le attività

economiche specializzate nelle città (comuni­corporazioni). Rinasce una limitata economia di mercato (scambi tra la città e la campagna).

Le singole città si specializzano in certe attività (lana, armi, pellame, etc.). Rinascono i commerci tra città diverse. Emerge una domanda

di moneta per regolare gli scambi commerciali sia all’interno della città, sia tra le città. Fare pagamenti tra le citt à era molto

pericoloso (pericolo di rapine). Progressivamente si verifica una distanza tra valore facciale e valore intr inseco:

• leghe: per far fronte alle ingenti spese i nuovi stati cominciano a emettere moneta con percentuale inferiori di oro / argento

• tosatura: nei vari passaggi le monete vengono limate ai bordi per ricavare del metallo prezioso

L’attività economica è in pieno sviluppo: maggior specializzazione produttiva e maggior necessità di acquisire beni economici di

importo limitato. Le monete in metallo prezioso hanno un elevato valore intrinseco: sono adatte per rapporti commerciali significativi ma

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non per rapporti commerciali più ridotti. Emerge una domanda di moneta più adatta ai rapporti commerciali quotidiani (es. moneta di

rame). La rinascita del commercio internazionale determina lo sviluppo delle Fiere e dei mercanti­banchieri, grandi mercanti attivi

nel commercio internazionale che hanno dei corrispondenti (soci­compagni) nelle più importanti città (Londra, Anversa, Amburgo,

Firenze, Milano etc.). Essi cominciano a emettere le lettere di credito: un mercante che deve comprare delle merci versa del denaro al

mercante­banchiere attivo nella propria città (su piazza) che gli consegna un documento attestante il credito (lettera di credito). Il

mercante intraprende il viaggio portando con sé non il denaro (rischio di rapina) ma la lettera. Sulla piazza di arrivo (spesso in occasione

di f iere commerciali) può ritirare il denaro dal corrispondente del mercante­banchiere presentando la lettera di credito, oppure può

pagare la merce consegnando la lettera di credito al venditore (che poi la incassa su quella piazza o sulla propria piazza). Si diffonde

l’utilizzo delle lettere di credito che nel commercio internazionale dell’epoca si sostituiscono come mezzo di pagamento ai

metalli preziosi. I mercanti­banchieri si specializzano in questa attività abbandonando l’attività commerciale originaria. Nascono le

grandi famiglie di banchieri medievali (Peruzzi, Bardi, Medici etc.). Il meccanismo fiduciar io è fondamentale (occorre aver fiducia

nella capacità/volontà del mercante­banchiere di rimborsare il denaro). Svolgono questa attività solo i più importanti mercanti la cui

solvibilità è riconosciuta dalla comunità economica. Il mercante­banchiere percepisce un compenso (commissione) per questa attività.

Avviene un passaggio fondamentale: da moneta­merce a moneta­segno. La moneta­merce è un bene: valore facciale = valore

intrinseco. La moneta­merce viene sostituita da documenti (titoli) (moneta­segno) che rappresentano la ricchezza. I vantaggi furono:

• riduzione dei costi di trasporto (volume)

• riduzione dei rischi (furto, smarrimento)

I mercanti­banchieri raccolgono denaro ed emettono lettere di credito che vengono scambiate come moneta. I mercanti­banchieri

cominciano a fornire un servizio di custodia della ricchezza : nascono i primi depositi (trasferimento di potere di acquisto nel

corso del tempo). Per questa attività percepiscono delle commissioni. I mercanti­banchieri si accorgono che non tutti i depositanti si

presentano contemporaneamente a ritirare il denaro. Parte di questo denaro rimane inattivo nelle casse dei mercanti­banchieri. I mercanti­

banchieri cominciano a prestare il denaro raccolto (soprattutto ai re in occasione di guerre) ma anche ad altri mercanti per finanziare

operazioni commerciali internazionali ottenendo una remunerazione. E’ un’attività lucrosa ma si verificano anche dei grossi

dissesti (i re non rimborsano i prestiti). I mercanti banchieri dapprima chiedono un compenso per l’attività di deposito (conservazione

nel tempo della ricchezza). Lo sviluppo dell’attività del credito consente loro di remunerare le somme raccolte (a un tasso inferiore a quello

cui prestano denaro). Questo consente loro di attirare denaro da prestare. Sulla scia dei grandi banchieri si diffonde l’attività del credito

a usura (soprattutto ebrei perché non possono possedere terra). Data l’importanza progressivamente assunta da questa attività e gli

elevati tassi richiesti, nascono i Monti di Pietà (spesso a opera di istituzioni religiose o delle municipalità) per fare credito a tassi

inferiori e contrastare gli usurai. Con la nascita degli stati nazionali, ha origini la moneta legale . L’emissione di moneta metallica

diviene compito dello Stato (signoraggio ). Vengono emesse monete con metalli meno nobili (rame) per far fronte agli scambi commerciali

quotidiani. In questo modo lo Stato finanzia le proprie spese (guerre – mantenimento della corte). Si verifica una divergenza tra valore

facciale della moneta (potere di acquisto) e valore intr inseco (valore del metallo di conio). In origine la carta­moneta (note di

banco – banconote) viene emessa dai banchi. Nel tempo la funzione di emettere le banconote diventa esclusiva degli Stati: nasce la moneta

cartacea con corso legale. In genere è una banca importante dello Stato che emette le banconote (istituti di emissione ) (Banco di

Svezia, Banca d’Inghilterra nel corso del 1600). Spesso sono costituite per far fronte alle ingenti spese belliche a seguito del declino

dell’esercito di tipo feudale. E’ accettata come mezzo di pagamento perché la legge le conferisce potere liberatorio . Ha l’effetto

giuridico di estinguere i debiti pecuniari (art. 1277 c.c.) e non può essere rifiutata in pagamento dal creditore. Inizialmente vi è la

possibilità di convertire in moneta merce (oro o argento) la moneta cartacea. Quando viene eliminata la possibilità ai possessori di

convertire i titoli nella merce sottostante si parla di corso forzoso (durante la prima guerra mondiale per la maggior parte degli Stati;

gli USA abbandonano la convertibilità in oro nel 1971). La moneta legale è nuovamente un mezzo di pagamento rischioso (rischio

di rapina – furti – costi per l’esecuzione del pagamento), per cui il processo di sviluppo della moneta non si ferma: si cercano modi di

pagamento alter nativi alla moneta legale .

Conseguenze dell'introduzione della moneta sul sistema economico

Lavoro e capitali (reali)

Salari e profitti (finanziari)

Consumatori Produttori

Prezzi (finanziari)

Beni e servizi (reali)

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L'economia monetaria è un sistema economico in cui scambi e servizi sono regolati dalla moneta. I due flussi sopra rappresentati

sono equivalenti; ad esempio, con i salari e i profitti i consumatori acquistano i beni.

Beni e servizi

E' bene di consumo quello la cui esistenza e utilità si estingue nel momento dell'uso; è bene di investimento quello che è suscettibile di

un utilizzo ripetuto nel tempo (sono presenti alcune sfumature nel mezzo, come i vestiti). ­­­> Y = C + I

Salari e prof itti

Possono essere destinati all'acquisto di beni di consumo (venendo dunque consumati) o destinati al risparmio (save). ­­­> Y = C + S

Possiamo ora evidenziare l'equivalenza dei due circuiti: C + S = C + I ­­­> S = I ­­­> ciò significa che la capacità di un sistema economico

di investire è equivalente a quella di risparmiare. Questa relazione è però vincolante solo in un sistema economico chiuso, mentre in uno

aperto agli scambi con altri sistemi valgono S > I o S < I, cioè l'eccesso di risparmio in un sistema confluisce in investimenti in altri sistemi

economici. E' possibile distinguere tra investimenti reali (impresa che compra un macchinario) e finanziar i (risparmiatore che presta a

un altro soggetto in cambio di una remunerazione). La relazione S = I è valida per gli investimenti reali. Qualunque soggetto può essere

descritto con il ricorso allo S.P. e al C.E. (anche la semplice persona fisica).

Grandezze flusso C.E.

Grandezze stock S.P.

Analisi statica

C.E. persona fisica reddito – consumi (immediati) = risparmio (tutte

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher davidetirello@hotmail.it di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Piemonte Orientale Amedeo Avogadro - Unipmn o del prof Chiesi Gian Marco.
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