Igiene
Definizione di igiene
Igiene: È una branca della medicina che studia le modalità per conservare la salute e prevenire malattie. L’obiettivo è di prevenire, mantenere e potenziare la salute dell’individuo e del collettivo.
Definizione di salute
Salute: Con salute si intende uno stato di benessere, non solo assenza di malattie, perché la salute è di tipo sociale, fisico, mentale. La salute è uno stato di equilibrio che può cambiare da un momento all’altro perché su di esso incidono diversi fattori, sia positivi (potenziano stato di salute) che negativi (indeboliscono organismo).
Obiettivi della medicina preventiva
- Risanamento ambientale
- Lotta ai fattori di rischio
- Eradicare o eliminare malattie infettive
- Lotta alle malattie (infettive e non)
- Medicina scolastica
- Igiene del lavoro
Modello patogenetico
Con patogenesi si intende il processo che porta alla malattia. Quando si parla di "malattia" bisogna fare un modello patogenetico, capendo che ci sono più fattori che portano alla malattia. I fattori sono maggiori o minori. I maggiori portano alla malattia anche da soli. I minori possono aumentare il rischio di malattia, ma da soli non riescono a crearla. Arteriosclerosi: fattori maggiori = alimentazione, fattori minori = poco movimento.
Triangolo patologico
Detto anche triangolo epidemiologico, è una rappresentazione grafica dei 3 (+1) elementi coinvolti nel contagio delle malattie:
- Ambiente: sede di contagio che può modulare, in base al tipo di ambiente, si possono avere più o meno moltiplicazioni di agenti.
- Ospite: colui che viene infettato (animale o umano). Può avere delle barriere per resistere.
- Agente: colui che provoca la malattia (per provocarla ha bisogno di ospite, ambiente e vettore).
- Vettore: trasmette o trasporta il virus.
Fattori di malattia
- Fattore certo: fattore che crea la malattia.
- Fattore di rischio: fattore associato al verificarsi della malattia. Se c’è questo fattore c’è una maggiore probabilità che la malattia si verifichi, ma non è certo.
- Indicatore di rischio: indicatore che indica un rischio, non una certezza. Avere la pelle chiara permette di essere più esposti ai raggi solari, quindi maggiore probabilità di tumori.
Malattie infettive e croniche
Malattia infettiva
Si definisce infettiva ogni malattia la cui insorgenza è dovuta ad un agente e tende a scomparire da sola. È una malattia:
- Trasmissibile
- Causata da un agente
- Ha una durata da ore a pochi mesi, è acuta, scompare spontaneamente
Anche se ci sono delle eccezioni, come AIDS, che è infettiva ma cronica.
Storia delle malattie infettive
- Fase libera
- Incubazione: dura ore, giorni, mesi. In questo periodo il soggetto non è ancora malato, ma può trasmettere la malattia. Non sa di essere malato perché non manifesta sintomi, quindi ha più probabilità di trasmettere la malattia.
- Malattia clinica: è il periodo dove si manifestano i sintomi, specifici (sintomi specifici della malattia) o aspecifici (febbre, stanchezza… che sono comuni in più malattie).
- Termine della malattia: la malattia termina in 3 modi: guarigione, morte, cronicizzazione.
Malattia cronica
È detta anche malattia non infettiva o cronico degenerativa o multifattoriale. Le caratteristiche sono:
- Non trasmissibile
- Cause multifattoriali/pluricausali
- Durata: cronico degenerativa, cioè non si guarisce, anzi con il tempo si peggiora.
Storia delle malattie cronico-degenerative
Questo tipo di malattie è dovuto a più fattori, quindi è difficile individuare la causa che le ha provocate (a differenza di quelle infettive, dove la causa è facilmente individuabile perché sono causate da un solo fattore).
- Fase libera
- Latenza: con fattori di rischio, sarebbe come l’incubazione delle malattie infettive, cioè una fase tra contagio e manifestazione dei sintomi.
- Fase preclinica: dura molto tempo e in questo periodo si può cercare la malattia con la prevenzione secondaria.
- Fase clinica: periodo in cui la malattia diventa clinica e poi cronicizza.
- Cronicizzazione: fase che porta alla morte. Con queste malattie si cerca di allungare il periodo, per arrivare più tardi possibile alla morte.
- Morte: oggi le malattie non infettive sono la principale causa di morte.
Demografia
Demografia è lo studio della struttura delle popolazioni e dei fenomeni che determinano i mutamenti della popolazione. Si avvale della statistica, ovvero la scienza che permette di ottenere informazioni da dati numerici. E si avvale anche dell’epidemiologia, cioè le cause e i fattori che determinano o facilitano la malattia. Si occupa della frequenza e della distribuzione della malattia, della salute della popolazione, e dei fattori che determinano l’andamento. La demografia si occupa dell’analisi delle caratteristiche della popolazione. È connessa all’epidemiologia, ha competenze in vari campi, come in quello biomedico. Bisogna conoscere la composizione della popolazione, che può essere:
- Composizione statica: sesso, età, densità
- Composizione dinamica: mortalità, natalità, spostamenti (in partenza, in arrivo)
Per ricavare le caratteristiche della popolazione si usa:
- Censimento: questionario da compilare in ogni componente della famiglia. Ogni 10 anni dall’inizio del decennio.
- Indagini a campione
- Anagrafe: registrano nati, morti, matrimoni, spostamenti ecc.
- Registro patologie: registro delle malattie.
Indicatori
Indicano la situazione del paese e sono:
- Indicatori sanitari: indicano le condizioni sanitarie di un paese, possono essere:
- Diretti negativi: morti / malattie
- Diretti positivi: nascite / durata media della vita
- Indiretti negativi: indirettamente aumentano morti: inquinamento ecc.
- Indiretti positivi: indirettamente aumentano la vita: aumento acqua potabile ecc.
- Indicatori demografici: Un esempio è la piramide dell’età, che è una piramide che rapporta l’età della popolazione. Oppure un altro esempio può essere la durata media della vita, o ancora il tasso di senilità ecc.
- Indicatore di mortalità: è un indicatore certo (perché le morti sono tutte registrate). Grazie a questi dati si ottengono le tavole di mortalità e poi si ottiene il grafico detto curva di mortalità o curva di Lexis, che dà informazioni relative all’età e alla morte (a che età si muore).
Vita media
È il numero di anni che un nuovo nato potrebbe vivere se la durata della vita fosse univocamente distribuita.
Tasso
Espresso come il (numero di eventi : la popolazione totale) x costante. Può essere:
- Grezzo: fornisce numero preciso di eventi
- Specifico: fornisce numero preciso di un uno specifico evento.
- Standardizzato: modificato da eventi che influenzano.
Vari tassi:
- Tasso natalità: espresso come (numero di nati : popolazione totale) x 1.000
- Tasso mortalità: espresso come (numero di morti : popolazione totale) x 100.000. Questo tasso può essere mortalità specifica (morte per una determinata malattia); mortalità generale (morti per tutti i tipi di cause); mortalità infantile (morti nel primo anno di vita).
- Tasso morbosità: espresso come (numero di malati : popolazione totale) x 100.000
- Tasso morbilità: espresso come (numero di eventi di morbilità : popolazione totale) x 1.000
Differenza tra incidenza e prevalenza
L’incidenza è il numero di nuovi casi in un dato periodo di tempo.
La prevalenza invece è il numero totale di casi esistenti in un determinato momento. Per capire questo concetto basti pensare ad un secchio di acqua (acqua rappresenta il numero di malati). In questo secchio può diminuire la quantità di acqua (quindi malati che muoiono o che guariscono, quindiescono dal secchio → prevalenza). Ma allo stesso modo altra acqua (nuovi malati) possono entrare nel secchio → incidenza. Quindi il contenuto del secchio è la prevalenza, che può cambiare a seconda delle guarigioni e delle morti, ma anche a seconda dell’incidenza, cioè dei nuovi malati.
Indicatori indiretti negativi
Sono quelli che indirettamente creano eventi negativi, malattie ecc. Come ad esempio l’inquinamento è indirettamente negativo, cioè non è detto al 100% che causi una malattia, ma aumenta la probabilità che il soggetto si ammali. (inquinamento, sovraffollamento, carenza principi nutritivi).
Indicatori indiretti positivi
Sono quelli che indirettamente creano eventi positivi. Cioè non è detto che il soggetto che ne fa uso non si ammali, però ha una bassa probabilità. Sono considerati indicatori indiretti positivi l’acqua potabile, la buona qualità igienica ecc.
Epidemiologia
Epidemiologia riguarda o studia le cause che generano una malattia e la sua distribuzione. È rivolta a conoscere condizioni di salute e malattia e dei fattori + e - che affiancano la malattia. Questa epidemiologia opera in modo:
- Sperimentale: si effettuano degli esperimenti. (ovviamente non tutti gli esperimenti si possono effettuare, come ad esempio vedere se una qualsiasi cosa ammazza o no la gente, non si può somministrare).
- Osservazionale: osservazione.
Obiettivi dell'epidemiologia
- Descrittivo: descrivere lo stato di salute della popolazione, quanti malati/sani ecc. Questo tipo di epidemiologia indaga con raccolta di dati su persone/luoghi, studiando l’incidenza della malattia.
- Analitico: analizzare le cause delle malattie e fattori che aumentano l’insorgere della malattia.
- Valutativo: valutare impatto degli interventi di prevenzione, e fornire supporto alla gestione dei servizi sanitari.
Le componenti dell'epidemiologia
- Nosologia: come vengono classificate le malattie, classificazione delle malattie.
- Indicatore: indicatori (mortalità, morbosità ecc).
- Misure: tassi, proporzioni, indici, ecc.
Le variabili in epidemiologia
- PERSONE:
- Mortalità tra maschi o femmine malattie in base al sesso.
- Morti per fasce d’età.
- Malattie nelle classi sociali in base alla povertà/ricchezza.
- TEMPO:
- Stagionalità soprattutto nei mesi invernali e in zone sovraffollate.
- Ciclicità di malattie, malattia che si presenta ogni tot anni, perché non tutti hanno acquisito l’immunità.
- SPAZIO:
- Distribuzione geografica di morti o malattie (es. febbre gialla, possono contrarla tutti, ma in Italia è difficile perché manca il vettore). Cioè esistono malattie che si chiamano “proprie” di un determinato paese. Quando la malattia non è presente in un determinato luogo (es. febbre gialla in Italia, si dice malattia assente e non “non esiste in Italia”).
Malattie in seno alla popolazione
- Malattia assente: quando non è presente in una determinata zona/luogo.
- Malattia sporadica: casi occasionali, come malattie importate da altri paesi.
- Malattia endemica: malattia costantemente presente in una determinata zona (incidenza costante nel tempo).
- Epidemia: brusco aumento dell’incidenza in un determinato luogo.
- Pandemia: diffusione rapida su più continenti.
Vari studi epidemiologici
- Case reports: forniscono dettagliata descrizione di segni e sintomi relativi ad un caso tipico o gruppo di casi clinici aventi caratteristiche inusuali (potrebbero far pensare a nuova forma di patologia). Questa tipologia deriva da osservazioni sporadiche realizzate durante la normale attività clinica.
- Case series: forniscono dettagliata descrizione di segni e sintomi relativi ad un maggior numero di casi clinici aventi caratteristiche inusuali (potrebbero far pensare a nuova forma di patologia). A differenza dei case reports, lo studio viene esteso a un maggior numero di casi clinici, permettendo di avere un quadro più preciso delle caratteristiche cliniche della patologia.
- Trasversali: valutano nella popolazione, in un determinato istante, l’esposizione della popolazione ad un possibile fattore di rischio e la presenza della malattia (prevalenza). Attraverso questi studi è possibile ottenere info sulla prevalenza puntuale–diffusione dei fattori di rischio (fumo, alcol, ipertensione, sedentarietà, ecc). Tra i vantaggi di questi studi abbiamo: la semplicità di esecuzione, l’economicità, la rapidità maggiore rispetto altri studi. Tra gli svantaggi abbiamo invece l’imprecisione su alcune indicazioni relative all’incidenza (nuovi casi), non sono adatti per malattie rare e infine indicano associazioni tra fattore di rischio e malattia, ma non indicano il rapporto della casualità.
- Ecologici: valutano associazione tra esposizione ed effetto, analizzando tale corrispondenza nelle diverse aree geografiche (covarianza spaziale) o intervalli di tempo (covarianza temporale). Sono studi eseguiti in base a dati raccolti da archivi o fonti dati istituzionali.
- Epidemiologia analitica (costruttiva o investigativa): identifica i fattori che determinano l’insorgenza della malattia e ricostruisce i diversi momenti della storia del processo patologico. Per identificare i fattori, l’epidemiologia analitica studia la correlazione tra l’esposizione al fattore di rischio e il conseguente effetto, valutando se la correlazione è plausibile (o casuale) (per esempio i telefonini aumentano il rischio di tumore al cervello: correlazione non ancora chiarita per insufficiente prove di plausibilità).
Modelli di epidemiologia analitica
- Prospettico (studi coorte): Osserva nel tempo gli effetti di una certa variabile sulla popolazione, partendo da una situazione di soggetti sani: da un iniziale gruppo di soggetti sani aventi tutti caratteristiche comuni (età, sesso, condizione sociale, ecc), avviene una divisione in 2 gruppi: esposti (ad un fattore di rischio) e non esposti. I 2 gruppi vengono seguiti nel tempo e viene valutata la frequenza con la quale si verifica l’insorgenza della malattia (misurata in termini di incidenza). Confrontando il valore dell’incidenza nel gruppo esposti con l’incidenza nel gruppo dei non esposti, si potrà desumere se l’esposizione al fattore abbia influito sull’incidenza della malattia. Tale valutazione può essere eseguita servendoci del Rischio Relativo (RR):
- se RR=1 → il fattore di rischio non influenza la malattia;
- se RR>1 → il fattore di rischio influenza la malattia;
- se RR<1 → il fattore di rischio svolge un’azione protettiva.
- Retrospettico (studi caso-controllo): Partendo da una situazione in cui la malattia è già manifesta, si cerca di individuare a ritroso le variabili che hanno contribuito maggiormente a produrre la malattia. Ecco come avviene: si selezionano 2 gruppi di soggetti (gruppo dei casi: soggetti malati – gruppo controllo: stesse caratteristiche del primo ma che differiscono per non essere malati). Da questa divisione si dovrà stabilire se in passato il gruppo dei casi (malati) è stato esposto (o meno) agli stessi fattori di rischio, ai quali sono stati esposti i soggetti del gruppo di controllo (sani). Questo confronto permette di individuare i fattori determinanti la malattia e valutare la forza con la quale il fattore di rischio è associato alla malattia. Quest’ultimo obiettivo può essere perseguito stimando il rischio (Odds Ratio). L’odds (termine anglosassone) è il rapporto tra la probabilità di essere malati rispetto alla probabilità di non esserlo e può essere calcolato sia per il gruppo di soggetti esposti al fattore di rischio che per il gruppo dei non esposti. Il rapporto tra i due odds che si ottiene costituirà l’odds ratio.
- Studi sperimentali (epidemiologia sperimentale): verificare e validare l’associazione causa-effetto tra fattore di rischio e patologia, cioè confermano se il fattore ha avuto un ruolo casuale o meno.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti Igiene generale e applicata
-
Appunti 1-14 Igiene generale e applicata
-
Appunti Igiene generale e applicata
-
Appunti modulo Igiene generale e applicata