Igiene
Definizione di igiene
Igiene deriva dalla parola greca “igea” e significa letteralmente “buona salute”. È una disciplina appartenente alle scienze bio-sanitarie che ha per fine la conservazione e la promozione della salute a livello individuale e collettivo attraverso il potenziamento dei fattori utili e l’allontanamento o correzione dei fattori responsabili delle malattie, in modo da conseguire uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale nei singoli e nella collettività.
Peculiarità dell'igiene
L’igiene è una disciplina caratterizzata da 3 peculiarità:
- L’oggetto del proprio interesse non è l’uomo malato bensì l’uomo sano.
- L’ambito di intervento non è limitato solo al singolo individuo bensì esteso all’intera collettività.
- La tipologia degli interventi non è limitata all’uomo bensì estesa all’ambiente fisico, biologico e sociale nel quale si trova inserito.
Cosa si intende per salute
La salute è una condizione di armonico equilibrio funzionale, fisico e psichico, dell’individuo dinamicamente integrato nel suo ambiente naturale e sociale.
Costituzione art 32
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
I determinanti della salute
Non modificabili:
- Età
- Sesso
- Genetica
Modificabili:
- Socio-economici:
- Reddito
- Occupazione
- Esclusione sociale
- Ambiente sociale e culturale
- Famiglia
- Educazione
- Ambientali:
- Aria
- Acqua
- Alimenti
- Abitazione
- Rumore
- Rifiuti
- Stili di vita:
- Alimentazione
- Attività fisica
- Fumo
- Alcool
- Attività sessuale
- Farmaci
- Accesso ai servizi:
- Istruzione
- Sistema sanitario
- Servizi sociali
- Trasporti
- Attività ricreative
Articolazione dell’igiene nelle sue diverse funzioni
- Epidemiologia: Acquisire conoscenze sui fattori positivi e negativi per la salute e sui meccanismi che ne facilitano ed ostacolano la potenzialità d’azione
- Promozione della salute e prevenzione delle malattie: Attuare misure atte a potenziare i fattori di benessere e allontanare o correggere quelli di malattia.
- Programmazione e organizzazione sanitaria: Programmare ed organizzare i servizi e le attività sanitarie in funzione dei bisogni della popolazione.
Promozione della salute
Per promozione della salute si intende il processo che consente all’individuo di esercitare un maggiore controllo sulla propria salute e di migliorarla. Per conseguire uno stato completo di benessere fisico, mentale e sociale l’individuo o il gruppo devono essere in grado di identificare e realizzare le proprie aspirazioni, di soddisfare i propri bisogni, di modificare l’ambiente o di adattarsi. La salute quindi deve essere intesa come una risorsa di vita quotidiana e non come obiettivo di vita. Di conseguenza la promozione della salute non è responsabilità esclusiva del settore sanitario.
Protezione della salute
È formata da quella serie di:
- Controlli legali e amministrativi
- Regole e procedure
- Codici
Destinati ad influenzare la società civile in modo da favorire la salute (es. leggi sulla cintura di sicurezza, inquinamento, etichette di provenienza degli alimenti).
Educazione sanitaria
Un’attività di comunicazione intesa a:
- Incrementare la salute
- Eliminare i fattori di rischio
- Prevenire le malattie
Rivolta a soggetti singoli o ad intere comunità e realizzata influenzando positivamente:
- Le conoscenze
- Gli atteggiamenti
- I comportamenti del singolo, delle comunità e dei detentori del potere.
Intervento di educazione sanitaria
È un complesso intervento che si svolge in 3 fasi:
- Acquisizione di conoscenze
- Modifica di atteggiamenti
- Adozione di comportamenti
E viene svolto spesso in collaborazione da:
- Operatori sanitari
- Insegnanti
- Servizi sociali
Ed è indirizzato a singoli, scuole e intere comunità.
Approcci educativi
- Tradizionale: Orientato alla malattia offre informazioni sulle patologie e come evitarle
- Intermedio: Orientato ai fattori di rischio
- Innovativo: Orientato allo stile e alla qualità di vita (comportamenti, prestanza fisica, benessere) efficace ma complesso
Sanità pubblica
Definizione: L’Organizzazione Mondiale della Sanità Pubblica (W.H.O) definisce la sanità pubblica “Insieme delle attività organizzate (pubbliche e private) per prevenire le malattie, promuovere la salute e prolungare la vita della popolazione nel suo complesso”.
Le 3 principali funzioni di sanità pubblica
- La valutazione e il monitoraggio della salute delle comunità e delle popolazioni a rischio per identificare i problemi e le priorità di salute.
- La formulazione di politiche pubbliche volte a risolvere i problemi identificati e le priorità sanitarie locali e nazionali.
- La garanzia che tutte le popolazioni abbiano accesso ad un’assistenza appropriata e costo-efficace, compresa la promozione della salute e prevenzione delle malattie.
Indicatori sanitari
- Sono informazioni quantitative che descrivono le condizioni sanitarie di una popolazione
- Sono strumenti fondamentali per la pianificazione e la valutazione di programmi sanitari e sociali.
- Sono inclusi tra quelli suggeriti dall’OMS per il raggiungimento della salute per tutti.
Tipi di indicatori
- Indicatori di sopravvivenza
- Indicatori dello stile di vita
- Indicatori “qualità di vita”
- Indicatori socio-economici
Prevenzione
È un insieme di attività, interventi ed opere attuati con il fine prioritario di promuovere e conservare lo stato di benessere ed evitare l’insorgenza delle malattie. Qualora ciò non fosse possibile il fine sarà quello di interrompere o limitare la progressione delle malattie stesse migliorandone l’esito ed evitando la comparsa di complicanze tardive.
Fattore di rischio e fattore protettivo
Fattore di rischio: Ciò che aumenta la probabilità di una persona di sviluppare una malattia.
Fattore protettivo: Ciò che diminuisce la probabilità di una persona di sviluppare una malattia.
Obiettivi strategici della prevenzione
- Proteggere il singolo individuo dalle malattie
- Raggiungere il controllo delle malattie nella popolazione
- Eliminare le malattie
- Eradicare le malattie
(Solo per alcune malattie è possibile concepire programmi che prevedano il raggiungimento di tutti gli obiettivi fino all’eradicazione es. Poliomielite)
Tipi di prevenzione
- Primaria: (pre-malattia) promozione della salute, adozione di specifiche protezioni.
- Secondaria: (Malattia latente) diagnosi precoce e trattamento.
- Terziaria: (Malattia sintomatica) Limitazione della disabilità per malattie asintomatiche precoci, Riabilitazione per M.S tardive.
Prevenzione primaria
Impedire l’insorgenza di nuovi casi di malattia nelle persone sane.
Prevenzione secondaria
Scoperta e guarigione di casi di malattia prima che si manifestino clinicamente.
Prevenzione terziaria
Impedire l’invalidità in persone già ammalate di malattie croniche e favorirne il recupero attraverso la riabilitazione.
Prevenzione primaria malattie infettive
Per evitare il contagio si deve impedire che il microrganismo responsabile arrivi a contatto con l’individuo recettivo, agendo sulle sorgenti e sui serbatoi d’infezione nonché sull’ambiente. Inoltre è necessario che l’agente patogeno venuto a contatto con l’individuo, non possa moltiplicarsi nel suo organismo, rendendolo non recettivo.
Scoprire e rendere inattive le sorgenti di microrganismi patogeni
- Notifica
- Inchiesta epidemiologica
- Misure contumaciali
Interruzione della catena di trasmissione
- Modifica dei comportamenti
- Bonifica ambientale
Aumento delle resistenze alle infezioni
- Favorire le resistenze aspecifiche
- Immunoprofilassi
- Attiva: Vaccinazioni
- Passiva: Immunoglobuline
- Chemioprofilassi primaria: Ha lo scopo di impedire lo sviluppo del processo infettivo mediante l’uccisione dei micro o macro parassiti in corrispondenza o subito dopo il loro ingresso nell’organismo umano.
La prevenzione primaria tende ad eliminare o ridurre la causa ed i fattori di rischio utilizzando vari metodi di intervento
- Eugenetica
- Potenziamento delle capacità di difesa dell’organismo
- Rimozione dei comportamenti nocivi
- Induzione di comportamenti positivi
- Interventi sull’ambiente di vita e di lavoro
(Per alcune è sufficiente un solo metodo, per altre è necessario fare ricorso a diversi metodi contemporaneamente).
Eugenetica
- È possibile determinare il rischio di trasmissione di caratteri negativi e la probabilità di manifestazioni patologiche nella prole es. Talassemia
- L’individuazione delle coppie a rischio può essere fatta attraverso il consultorio genetico la cui attività rientra nella prevenzione primaria tutte che la coppia a rischio rinuncia liberamente alla procreazione.
- La diagnosi prenatale finalizzata all’interruzione di gravidanza nell’accertamento di una malattia genetica, non può essere considerata né prevenzione primaria né secondaria.
Potenziamento delle capacità di difesa dell’organismo
Modifica dei comportamenti. Interventi sull’ambiente di vita e sul lavoro. Per ottenere dei cambiamenti si può fare ricorso a:
- Emanazioni di norme di legge
- Tecniche pubblicitarie
- Educazione sanitaria
- Pressione sociale
Prevenzione secondaria malattie non infettive
Obiettivo: Scoprire e guarire i casi di malattia prima che si manifestino clinicamente (diagnosi precoce, terapie adeguate, maggiore probabilità di guarigione).
Effetto: Un intervento di prevenzione secondaria potrà produrre una riduzione della mortalità e/o della prevalenza di quelle malattie i cui casi, scoperti precocemente, sono subito sottoposti a cura e guariscono rapidamente.
Requisiti necessari perché un intervento di prevenzione secondaria sia efficace
- Conoscere la storia naturale della malattia e poter prevedere l’evoluzione clinica
- Periodo di latenza sufficientemente lungo per avere la possibilità di scoprire il caso
- Disponibilità di un test (test di screening) (clinico, strumentale o di laboratorio) in grado di differenziare i soggetti malati in fase preclinica da quelli sani
- Disponibilità di terapie efficaci in grado di guarire la malattia o, almeno, ritardare significativamente l’evoluzione letale.
Metodologia della prevenzione secondaria
L’intervento di prevenzione secondaria richiede l’esame di una massa di persone apparentemente sane per effettuare lo “screening”, cioè la selezione di coloro che sono già ammalati pur non presentando ancora sintomi di malattia.
Programmi di screening requisiti
- Rilevanza sociale (diffusione o gravità) della patologia oggetto di screening
- Disponibilità di trattamenti efficace
- Disponibilità di servizi di 2o livello per approfondimento diagnostico
- Esistenza di uno stato pre-clinico individuabile
- Disponibilità di un test attuabile e a rischio accettabile
- Accettabilità del test da parte della popolazione
- Definizione di parametri di normalità
- Rapporto favorevole costi benefici
- Attuazione continuativa del programma
Alcune caratteristiche di un buon test di screening
- Poco costoso
- Facile da effettuare
- Poco invasivo per il paziente
- Valido
Sensibilità specifica
Valore di un test una malattia può essere presente o assente e il test può risultare positivo o negativo: esistono quindi 4 combinazioni possibili
Definizioni di sensibilità e specificità
- Sensibilità: Probabilità di un test positivo nelle persone malate
- Specificità: Probabilità di un test negativo nelle persone sane
- Valore predittivo +: Probabilità di essere malati quando il test è positivo
- Valore predittivo -: Probabilità di essere sani quando il test è negativo
- Efficacia del test: Capacità del test di individuare i malati escludendo i sani
- Test di bias: Errore insito nel test
Criteri per istituire un programma di screening
- Malattia:
- Grave
- Alta prevalenza nello stadio preclinico
- Conoscenza della storia naturale
- Lungo periodo tra i primi segni e la malattia conclamata
- Test diagnostico:
- Sensibile e specifico
- Semplice ed economico
- Sicuro e accettabile
- Affidabile
- Diagnosi e trattamento:
- Presenza di strutture adeguate
- Disponibilità di un trattamento efficace, accettabile e sicuro
Prevenzione terziaria malattie non infettive
Obiettivo: Impedire o comunque limitare la comparsa sia di complicanze tardive che di esiti invalidanti in persone già ammalate di malattie croniche e limitare le conseguenze fisiche e sociali causate da incidenti.
Prevenzione terziaria = Riabilitazione
Effetto della prevenzione terziaria
Recupero di persone portatrici di handicap con conseguente reinserimento familiare e sociale.
Metodologia della prevenzione terziaria
- Riabilitazione fisica
- Assistenza psicologica (invalidi, infartuati, paraplegici)
Epidemiologia
Profilassi delle malattie infettive
La profilassi mira ad impedire l’insorgenza e la diffusione delle malattie infettive mediante misure di controllo nei confronti dei microrganismi, dell’individuo e dell’ambiente. Gli interventi di profilassi mirano a scoprire e rendere inattive le sorgenti, i serbatoi di infezione, interrompere la catena di trasmissione e a modificare la recettività nella popolazione mediante la vaccinazione.
Tipi di profilassi
Profilassi diretta: finalizzati alla:
- Distruzione dei microrganismi patogeni con attività di bonifica ambientale (asepsi, antisepsi, disinfezione, sterilizzazione, disinfestazione)
- Limitazione della diffusione dei microrganismi patogeni (notifica del caso, inchiesta epidemiologica, accertamento diagnostico, isolamento, contumacia)
- Rafforzamento delle difese dell’individuo (vaccinazione)
Profilassi indiretta: finalizzati al miglioramento delle condizioni sanitarie individuali e collettive tramite misure di controllo su:
- Ambienti di vita
- Ambienti di lavoro
- Qualità e igiene degli alimenti e dell’acqua
Profilassi immunitaria specifica:
- Attiva: vaccini
- Passiva: immunoglobuline
Profilassi generale delle infezioni
Gli interventi rivolti a controllare la diffusione delle malattie infettive sono numerosi e possono essere riassunti in 5 punti fondamentali:
- Identificazione della sorgente di infezione
- Eradicazione della sorgente di infezione
- Riduzione della comunicabilità della sorgente
- Trattamento della sorgente di infezione
- Interventi rivolti a impedire la trasmissione dell'infezione
Identificazione della sorgente di infezione
La nostra legislazione prevede che in presenza di un caso di malattia infettiva o suo sospetto, venga attuata dal medico la denuncia all’autorità sanitaria competente. Il riconoscimento di un caso di malattia infettiva, e la sua comunicazione al dipartimento di prevenzione della ASL (notifica o denuncia di malattia infettiva), consente di realizzare due obiettivi:
- Informativo per valutare un quadro epidemiologico delle malattie infettive
- Operativo: la notifica è infatti il primo atto da cui prendono avvio una serie di interventi di profilassi quali l’isolamento, la sorveglianza e l’inchiesta epidemiologica.
I Servizi competenti dei Dipartimenti di Sanità Pubblica, attivati dalla segnalazione rapida:
- Notificano immediatamente a livello regionale le malattie comprese nella Classe I DM 15/12/90 e le altre emergenze infettive;
- Eseguono tempestivamente l’inchiesta epidemiologica ed attuano le opportune misure di controllo e prevenzione, ricercando attivamente la collaborazione con gli altri servizi interessati e ne danno successivamente informazione a livello regionale.
Accertamento diagnostico
Accertamento diagnostico diretto (isolamento del microrganismo)
Accertamento diagnostico indiretto (indagini immunologiche)
Permette di:
- Confermare la prima diagnosi di sospetta patologia infettiva:
- Metodica diretta: microscopio o/e coltura
- Metodica indiretta: ricerca Ab siero
- Attuare una terapia adeguata
- Attivare le successive misure di controllo necessarie
Isolamento, contumacia, sorveglianza sanitaria
Misure contumaciali
- Obbligo di rimanere in un determinato luogo (ospedale o domicilio) per un periodo di tempo definito, seguendo le prescrizioni igienico-sanitarie indicate dall’Autorità Sanitaria locale
- Si propongono di circoscrivere il focolaio infettivo impedendo la trasmissione di microrganismi patogeni dall’individuo malato o portatore al soggetto sano.
Isolamento
Separazione del soggetto da tutte le altre persone ad eccezione di coloro che lo assistono:
- In ospedale (infettivi)
- Domiciliare coercitivo
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