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Il graffitismo

Il graffitismo (o street art) nasce come fenomeno a New York nel 1970. È basato sulla possibilità di tracciare con tecniche e materiali differenti, dei segni, decorazioni, immagini, scritte, più o meno complesse su tele o muri. Queste operazioni inizialmente vengono effettuate nel Bronx sulle pareti esterne delle metropolitane.

Il linguaggio è trasgressivo e si riferisce alla cultura di massa fatta da televisione e pubblicità esattamente come era accaduto agli artisti della pop art. Gli artisti della pop art si erano limitati a giocare sulla riproducibilità delle immagini ma sempre mantenendo una sorta di legame con il sistema che produceva quelle immagini. I graffiasti adoperano le immagini in modo più violento adattandole al proprio modo di essere, a volte con rabbia, con ironia.

Jean-Michel Basquiat

Nasce a New York nel 1960. In compagnia della madre (pittrice) visita molte gallerie e molti musei e si appassiona di questa “educazione” che la madre gli trasmette e si avvicina alla pittura, comincia a disegnare. Nel 1968 viene investito da un’auto, gli sarà asportata la milza ed è costretto a letto per molti mesi e la madre gli regala un manuale di anatomia “Gray’s Anatomy” di Henry Gray a cui rimane molto colpito; infatti ritroviamo spesso nei dipinti di Basquiat molti elementi anatomici.

Gray, (il nome in omaggio all’autore del già citato volume di anatomia), si chiamerà anche il gruppo musicale in cui suona il clarinetto, la chitarra, ed elabora sperimentazione sonore con il sintetizzatore, con lui Micheal Holman, Danny Rosen, Nick Taylor e Vincent Gallo. Si autodefinivano una “Art-Noise-Band”, interessandosi soprattutto di una nuova sonorità di ispirazione jazzistica.

I genitori di Basquiat si separarono, lui vive molto male questa condizione; lui si definisce CREOLO, un punto di contatto tra la lingua di suo padre haitiano e la madre americana di origini afro-portoricane, quindi la separazione porta Basquiat a scappare di casa vivendo per strada per alcuni periodi.

Nel 1977 Basquiat incontra Al Diaz, un compagno di scuola; insieme cominciano a dedicarsi alla scrittura, sui muri delle strade di Manhattan, di frasi ironiche, enigmatiche e pungenti con la firma SAMO (accompagnata spesso dal simbolo del copyright), la sigla è l’acronimo di “Same Old Shit”.

Ma, la coppia Basquiat-Diaz, ormai convinta di avere aspirazioni artistiche differenti, si scioglie nel 1978 affiggendo ai muri di Manhattan l’annuncio “SAMO IS DEAD”. Da quel momento in poi Basquiat non utilizzerà mai più il nome SAMO. Negli anni successivi più noti personaggi del mercato dell’arte, galleristi e collezionisti, si contenderanno i quadri di Basquiat addirittura prima che riuscisse a completarli arrivando negli ultimi anni a suscitare nell’artista una sensazione di malessere.

L’ascesa vertiginosa di Basquiat si compie in questo periodo, nel 1980. I suoi graffiti vengono fotografati e pubblicati, diventa famoso in pochissimo tempo, e dalla strada Basquiat si trova in poco tempo ad essere un artista affermato in tutto il mondo.

Nel 1982 l’incontro con Andy Warhol, con lui realizzerà anche alcune opere presentate nella mostra “Collaborations Exhibition” del 1985; il manifesto realizzato dagli stessi artisti li ritrae in tenuta da boxeur come all’inizio di un round pugilistico. In realtà tra Warhol e Basquiat si era creato un intenso rapporto di amicizia documentato oltre che dai quadri anche dalle molte fotografie raccolte e da alcune interviste e quando nel 1987 Warhol muore, stroncato da uno shock anafilattico durante un intervento chirurgico, Basquiat entra in una profonda crisi depressiva.

Nel 1983 incide un disco chiamato “Beat Pop” ed è un disco rap. La copertina rappresenta alcuni simboli, segni che poi si evolveranno nelle sue opere. Il 12 agosto 1988 Jean Michel Basquiat muore per overdose, ha solamente ventisette anni.

Un elemento molto ricorrente è la corona che fa riferimento alla regalità, eroismo e negrità. La pittura di Basquiat rivela una grande e suggestiva complessità nonostante l'impatto spettacolare dell’immediatezza; il suo linguaggio si avvale di una molteplicità di segni e di immagini stratificando sistemi differenti e diversi codici di lettura; la parola viene inserita, manipolata, moltiplicata, cancellata, con tutto il suo potenziale valore segnico e grafico ma anche come significante.

Proprio la parola è all’origine dei primi “graffiti metropolitani” di Samo-Basquiat ed egli non se ne separerà mai; universi quasi alchemici di simboli, segni, loghi, formule matematiche, giochi semantici e poi frammenti di testi, di poesie, nomi, titoli di brani musicali si sovrappongono alla materia della pittura; Basquiat dipinge grandi tele, tavole di legno che a volte compongono dittici e trittici, costruisce intelaiature sporgenti sulle quali il quadro si dilata ma dipinge anche sui supporti più insoliti; frigoriferi, armadi, abiti, scatole, porte, telai di finestre. Le immagini sono forti, potenti come possono esserlo i segni dell’espressione volutamente più libera, svincolata da ogni riferimento stilistico, intesa come fluido e simultaneo proporsi nella ricomposizione di un messaggio mai univoco.

Così anche la tecnica sembra corrispondere a questo sdoppiamento dei livelli di lettura dell’opera, alla sua decontrazione; al colore acrilico si aggiunge spesso il pastello ad olio, il gesso, la matita, l’inserimento di frammenti di collage, pennellate veloci, sgocciolature, graffi e trasparenze.

Keith Haring

Keith Haring nasce nel 1958 in Pennsylvania e muore il 16 febbraio del 1990. Il padre di Keith Haring era un disegnatore di cartoni e fumetti, che è stato un elemento determinante nella formazione dell’artista.

Dopo gli studi liceali si iscrive alla facoltà di economia che abbandonerà poco dopo. Alla fine degli anni '70 decide di trasferirsi a New York, in un clima culturale molto interessante, in cui si incrociano nuovi stili. Qui inizia a frequentare il mondo della musica e a lavorare ai primi graffiti. Keith si definisce un vagabondo notturno e un dipendente della televisione.

I suoi primi lavori erano veramente affascinanti, ed era altrettanto meraviglioso assistere mentre lui disegnava le sue opere, con tratti senza ripensamenti, fluidi, che rappresentavano immagini forti ed efficaci. Haring iniziò a dimostrare un particolare interesse per graffiti e murales e si fece conoscere, per lo meno in città, con i propri disegni realizzati nella metropolitana di New York. Interviene inizialmente con gessetto bianco sui fogli di censura neri applicati nelle metropolitane che per lui diventavano vere e proprie lavagne. Le foto dei suoi lavori iniziarono a circolare e il suo stile, fatto di personaggi essenziali con spessi contorni neri e colori molto vividi in tinta unita, divenne rapidamente molto riconoscibile.

A partire dai primi anni Ottanta, Haring iniziò a esibire i propri disegni al Club 57, un nightclub dell’East Village dove si ritrovavano artisti e musicisti. Negli anni seguenti Haring conobbe Andy Warhol, con cui iniziò una intensa amicizia che contribuì al successo di entrambi e ne influenzò lo stile. Keith elabora subito dai primi tempi questo suo stile, un linguaggio iconografico molto sintetico, immediatamente riconoscibile e crea un repertorio di simboli ed elementi che utilizzerà nell’idea di creare una forma di comunicazione, un linguaggio accessibile a tutti, un linguaggio universale.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/02 Storia dell'arte moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chenz2 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Nuova Accademia di Belle Arti - NABA o del prof Fagone Chiara.
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