Glottologia e linguistica
Differenza tra lingua e linguaggio
Lingua: si utilizza per singole lingue storiche naturali.
Linguaggio:
Sincronia e diacronia
Sincronia: descrive una lingua in un preciso momento nel tempo.
Diacronia: descrive uno sviluppo nel tempo.
Disciplina, una scienza empirica
La linguistica è una disciplina che studia dati osservabili nella realtà, parte da dati per costruire un oggetto più astratto che è la lingua, non essendo osservabile direttamente. I dati empirici presi in analisi sono i documenti scritti, registrazioni del parlato, l’uso del linguaggio orale, inchieste dirette verso i parlanti, ad esempio, attraverso i giudizi delle persone su determinate frasi.
In Saussure vi è la differenza tra “langue” e “parole”; la seconda non è direttamente la lingua, la lingua si trova nella mente delle persone, ed è una capacità che risiede fin dai primi mesi di vita. Essa è anche un aspetto sociale, possiede un’eredità storica negli individui, un insieme di convenzioni sociali condivise da una comunità di parlanti.
Livelli di astrazione
- Osservazione e descrizione di un singolo fenomeno
- Generalizzare: basarsi su una classe di fenomeni
- Ipotesi esplicative che riguardano fatti linguistici non osservabili direttamente
- Costruire modelli che simulano il funzionamento della lingua
Distribuzione degli accenti ed esempio
Per un'indagine si possono chiedere una serie di parole tra verbi, nomi, ecc. Occorre ottenere molti dati; a partire dal campione di dati, si ottiene una generalizzazione su tutta la lingua, come l’accento sulla penultima nella lingua polacca (porta però rischi, poiché non precisa). Il perché cade sulla penultima potrebbe essere un’ulteriore astrazione, mentre ricostruendo la morfologia completa del polacco mi porto al terzo livello di astrazione.
Esempio della formazione del plurale in inglese
Osservazione di parole singole e del loro plurale osservando i fenomeni ricorrenti:
- Aggiunta di un fonema -s (cakes)/ -z (cars)
- Plurali lessicali (people)
- Aggiunta di -es
Grammatica
Grammatica 1: Essa è nelle nostre menti; possediamo una competenza grammaticale.
Grammatica 2 è un costruito dal linguista sulla grammatica 1; si descrive la sua immagine, conterrà degli enunciati riguardo all’italiano.
Grammatica 3 è anch’essa sulla grammatica 1, espone le norme della lingua.
Forme di riflessione sulla lingua
Esistono varie forme di riflessione sulla lingua: insegnamento, retorica, filosofia, lessicografia, ecc. Il filosofo immagina un esempio e vi ragiona sopra, ma non farà un lavoro minuto di descrizione di dati, privilegia il valore. Il filosofo si può basare sulle descrizioni sistematiche dei linguisti. La retorica e la dialettica contengono delle norme come l’organizzazione del discorso. La lessicografia è affine alla linguistica, possiede un aspetto normativo, è intenta a creare un canone, è intesa come la produzione di dizionari. Comprende dunque un’indagine lessicale, di carattere applicativo.
Dizionari
I dizionari possono essere più scientifici oppure di tipo descrittivo.
Testo A: destinato ad un pubblico ampio, pone dei consigli ai parlanti ed è fondamentalmente normativo. L’utilizzo di “suggerire” e l’inserimento di giudizi evidenzia la normatività.
Testo B: potrebbe trattarsi di un manuale di grammatica, esso è privo di giudizi di valore e ha un’ottica descrittiva. Prevale la descrizione dello stato di una lingua.
Testo C: Diacronico e descrittivo, testo storico della lingua italiana.
Quando nasce la linguistica come disciplina linguistica empirica?
La scoperta del sanscrito e la sua affinità con le lingue europee fa scaturire molti studi e dà un impulso all’analisi linguistica. Esso è una delle lingue più antiche. La lingua era nota dal 1500, ma non fu mai studiata fino alla fine del 1700, quando l’inglese Wilkins inizia a studiare questa lingua traducendo due opere. Questa lingua ha grandi somiglianze con l’attuale italiano.
La spiegazione di queste somiglianze è stata data dai linguisti: il contatto linguistico (ad esempio il prestito), ma in questo caso è poco probabile date le molte somiglianze. In questo caso, date le ampie somiglianze, si presume che sanscrito, greco, latino, ecc. derivino da una lingua comune. Le comunità nel tempo hanno poi modificato vari aspetti creando differenze. Dunque il sanscrito deriverebbe dalla stessa lingua del latino e del greco, l’indoeuropeo (non attestato scritto).
Jones, Schlegel, Bopp e Grimm
Williams Jones, filologo di fine 1700, dà per certo che il sanscrito sia imparentato con latino e greco ma aveva dubbi sul legame con celtico, persiano e gotico. Dubbio che sarà smentito in futuro. Friederich Schlegel studia per primo corrispondenze fonetiche tra lingue europee e sanscrito. Bopp ne studia la coniugazione a confronto. Jacob Grimm pubblica una grammatica tedesca con leggi fonetiche che descrivono cambiamenti avvenuti confrontando parole imparentate. Un esempio è la parola “piede” con il cambiamento p>f, si ipotizza una parola d’origine che avesse una “p” che si conserverà in alcune lingue e cambierà in altre.
La scuola dei neogrammatici
Alla fine del XIX secolo nasce a Lipsia la scuola dei neogrammatici i quali studiano la fonetica con leggi precise, qui si formeranno i più importanti linguisti del 1900. Dimensione istituzionale: essa diventa una disciplina accademica poiché si sviluppa un settore accademico favorito dall’espansione delle università in Germania. In Germania da 5500 gli studenti dopo le guerre napoleoniche aumentarono a 28000. Si creano dunque le strutture accademiche istituzionali per una ricerca scientifica collettiva e sistematica.
Storicismo e tendenze linguistiche
Nasce la tendenza dello storicismo; la linguistica nasce come indagine diacronica storica inserendosi in questa tendenza. Lepschy afferma che il senso storico si era “svegliato” e che la storia fosse l’unica via per raggiungere la conoscenza di noi stessi. Per lui il carattere della lingua è legato a quello popolo. Il genio, cioè il modo di manifestarsi di un popolo, si manifesta nella sua lingua. Il linguaggio germina e appassisce, è paragonato ad un organismo che nasce, si sviluppa, si adatta e muore. Il concetto di organismo per ciò che si trasforma era all’epoca fondamentale. La lingua è un tutto complesso organizzato secondo determinate logiche. I linguisti dell‘Ottocento non ricostruiscono solo la storia delle lingue indoeuropee, ma paragonano anche queste lingue con lingue esotiche. Nasce anche la dialettologia e la cartografia.
Ferdinand de Saussure
Egli è il padre dello strutturalismo europeo, allo stesso tempo si sviluppa lo strutturalismo americano nel quale viene fatta una riflessione sulle lingue del loro continente, elaboreranno metodi staccati dai documenti storici, tuttavia avranno punti in comune. Saussure critica il positivismo delle leggi fonetiche, cioè il definirle come leggi della fisica. Esse sono per lui delle tendenze, ma prive di uno statuto come una legge strettamente fisica. Lepschy afferma che l’insegnamento di Saussure riporta la considerazione sincronica necessaria per quella diacronica. Il corso di linguistica generale parte proprio con le basi del 1800.
Grammatica comparata
Grammatica come un discorso prescrittivo che distingue le forme corrette da quelle sbagliate allo scopo di insegnare. Grammatica comparata come linguistica comparata dal 1800.
- Punto di vista ristretto, priva di prospettiva scientifica, fornisce solo regole, lontana dall’osservazione pura ed empirica.
- Tra i meriti: spiegare attraverso il paragone, aver aperto un campo nuovo. Questo metodo è solo comparativo.
- Evoluzione del tempo della lingua è fondamentale, il cambiamento regolare storico nel tempo, questo mancava nella grammatica comparata e appare con i neogrammatici. Manca però ancora una teoria del linguaggio.
- Ipotizza che il sanscrito sia simile all’indoeuropeo, si capisce perché in latino e greco la -s- non vi sia, in latino diventa -r- tra due vocali.
Riflessione di Saussure
Rispetto ai neogrammatici, la riflessione di Saussure pone e delimita la linguistica come disciplina, sottolinea l’importanza dello studio dei testi sempre ricordando che il linguaggio è quello del parlato, esso sfugge nel passato all’osservazione diretta. Secondo Saussure, la lingua è un’istituzione sociale, un sistema di segni, tra essi vi è il linguaggio. Il segno è composto da:
- Arbitrarietà – i sistemi cambiano tanto da una lingua all’altra da comprendere che la scelta di una determinata parola non ha motivi specifici, non c’è un nesso tra segno e ciò che denota.
- Il significato come oggetto di analisi
- Langue sistemarelazioni tra segni nella come linguistico
- Valore definitorio delle differenze tra segni
- Pertinenza semiotica e «obbligatorietà» delle differenze tra segni
Il segno si differisce per le sue differenze in un sistema, nella lingua tutto è differenza, il significato di un segno dipende dagli altri segni disponibili:
- Ad esempio, il significato di un tempo verbale, all’interno del sistema dei tempi, la definizione di imperfetto non può esserci senza paragonarlo agli altri tempi del passato.
- Se prendiamo il tedesco con un solo tempo del passato basterà chiamarlo passato.
- Per spiegare la parola zio in italiano devo spiegare le differenze dalle altre denominazioni di parentela.
Grazie al sistema di doppia articolazione della lingua, con pochi segni posso formare migliaia di pensieri differenti.
Sintassi e paradigma
Per capire un segno ci si deve interrogare sui rapporti sintagmatici e associativi, quando combiniamo morfemi o fonemi ci troviamo nella sintassi. Nella linguistica moderna, il paradigma è costituito da unità sostituibili sull’asse sintagmatica: l’insieme degli elementi della frase che contraggono tra loro una relazione virtuale di sostituibilità, potendo sostituirsi gli uni agli altri nello stesso contesto. Le unità linguistiche si combinano su un asse lineare e per capire ogni segno bisogna considerare il rapporto sintagmatico e quello associativo con gli altri segni con cui si combina.
- “Il” semplice rapporto di successione tra le due unità -i- ed -l-, “il” e “fumo” hanno un rapporto di apertura e chiusura del discorso.
- Potrei sostituire “fumo” con “vino”, il loro rapporto è di somiglianza semantica poiché entrambi possibili vizi, hanno tratti sintattici in comune, entrambe di due sillabe. Tra il “fumo” ed il “fumare” sul piano semantico sono quasi sinonimi.
- “Propensione” (pro-pensione), rapporto di successione immediata.
- “Il dottore” e “disse” non sono in successione diretta ma hanno un rapporto soggetto-verbo.
- Posso sostituire anche per antonimia, ad esempio “propensione” con “astensione” o altri.
Saussure utilizza l’immagine della colonna e l’architrave per paragonare la frase ad un edificio; la colonna è in rapporto con l’architrave e questo rapporto fa pensare a quello sintagmatico.
La lingua per Martinet è suddivisa in due livelli: quello dei segni e quello dei fonemi (suoni). I segni sono definiti come associazioni tra significanti e significati, i suoni hanno la funzione di distinguere dei significati (ad esempio rana – lana) questa è una caratteristica particolare dei suoni, questo lavoro non può essere eseguito sui cartelli stradali poiché ad un solo livello. Avremo dunque diversi livelli di analisi, le unità significative e non significative. Tra i livelli determino unità e tra le unità determino rapporti tra le unità che possono essere sintagmatici o paradigmatici. La lingua è composta da processi che applicati danno luogo alla costruzione dei sintagmi, combinare più unità è un processo che segue delle regole in una determinata lingua.
Fonetica
Studia le proprietà del suono della voce umana che sono osservabili empiricamente.
- Fonetica acustica: studio dell’onda sonora.
- Fonetica percettiva: percezione uditiva del suono della voce.
- Fonetica articolatoria: studio dell’apparato fonatorio e della produzione del suono, ad esempio, tutti i suoni della voce possibile, oppure di una singola lingua.
La fonologia studia le proprietà del suono e della voce che acquistano pertinenza comunicativa grazie alla loro funzione nel sistema linguistico.
Fonetica acustica
L’onda sonora ha un periodo, una frequenza, un’ampiezza, una forma e una durata, è una serie di compressioni e decompressioni provocata da un corpo in vibrazione.
- Periodo: tempo impiegato per compiere una vibrazione.
- Frequenza: numero di vibrazioni per unità di tempo.
- Ampiezza: deviazione dall’equilibrio.
- Forma
- Durata
L’oscillogramma ci permette di vedere l’onda sonora nel tempo in rapporto all’ampiezza, si distinguono qui silenzi, periodo (ad esempio la è un segno periodico), ecc.
- Ampiezza → Intensità (suono piano o forte)
- Frequenza → Altezza (suono basso o acuto) l’ampiezza della glottide e la lunghezza delle corde determinano l’altezza.
- Forma → Timbro (fondamentale per distinguere i vari suoni della lingua: a i ed possiedono timbri diversi l’uno dall’altro).
- Durata → Durata
Onda periodica semplice: la sorgente sonora trasmette una unica vibrazione che si ripete identica (simile).
Onda periodica complessa: più sorgenti sonore (di solito un corpo e le sue parti) trasmettono più onde semplici («armoniche») le cui frequenze sono multipli di una unica frequenza fondamentale (f0) e si sommano a questa dando luogo a una serie di vibrazioni identiche (simili).
Nota Bene: La «trasformazione di Fourier» consente di analizzare l’onda complessa e determinare le frequenze delle onde di cui è composta (spettro delle frequenze).
Onda irregolare: causata da una sorgente che trasmette multipli vibrazioni indipendenti tra di loro.
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