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Geografia - Farinelli

La definizione della parola geografia non è la descrizione, la scrittura della terra. Il mondo è il complesso delle relazioni politiche, sociali, economiche, dove si svolge la vita umana; una gerarchia, una complessa rete di rapporti di potere e autorità.

Strabone e la concezione della Terra

Strabone rimproverò Eratostene per aver concepito la Terra da un punto di vista astronomico (piuttosto che geografico), ovvero come qualcosa di misurabile come un qualsiasi corpo celeste. Strabone, invece, si concentra sulla piccola parte di Terra di cui possiede conoscenza e la nomina "ecumene" (Geografia Classica) - il mondo così come è conosciuto e abitato.

Carl Ritter e la Geografia Moderna

Per Carl Ritter, il geografo più importante dell'Ottocento e fondatore della Geografia Moderna, la Terra era la "casa dell'educazione dell'umanità". Nella sua visione religiosa, le forme della superficie terrestre rappresentavano un progetto, una gigantesca scrittura per mezzo della quale Dio indirizzava gli uomini sul cammino della redenzione. Ritter chiama la geografia Erdkunde, ovvero "conoscenza storico-critica della terra".

  • Dimensione geografica - costituita dalla lunghezza e dalla larghezza (le pianure)
  • Dimensione fisica - costituita sulle profondità e le altezze (le depressioni e i rilievi)

Per Terra s'intende, allora, la base materiale, visibile del mondo.

L'origine etimologica della parola Geografia

Il primo dei due termini che vanno a comporre la parola Geografia è il prefisso Ge, che in latino equivale a Gaia, quindi Terra (che brilla e risplende); l'altro nome, il primo che è stato usato dai greci per indicare la Terra era Ctòn. Questo in italiano è traducibile unicamente con la parola "ctonico" (significa sotterraneo).

Tra Gé e Ctòn vi è una sorta di opposizione sistematica: il primo si riferisce alla Terra come qualcosa di evidente (piano orizzontale), l'altro, invece, a qualcosa di nascosto, oscuro (piano verticale).

Mito di Dioniso

I titani, figli di Ctòn, cosparsi di polvere calcarea, decisero di tingere di bianco anche il volto di Dioniso, figlio di Zeus, nel sonno. Una volta destatosi, il dio, guardandosi allo specchio non si riconobbe; fu in quel momento di esitazione che i titani approfittarono per ucciderlo e farlo in sette pezzi. Il mito insegna che è solo grazie alle lame dei coltelli che è possibile dividere l'infinito di Dioniso, in limiti, linee che definiscono e separano e rendono possibile la nostra vita, approfittando della paralisi parziale del dio.

Dioniso = metafora del mondo; il gesso = Terra ridotta a superficie; le lame = i nostri concetti. Dioniso sarà poi in grado di tornare in vita, grazie al fratello Apollo, dio della misura, che ricomporrà il corpo del dio, appoggiandone le membra su una tavola (che come ogni rappresentazione cartografica serve solo alle misure della lunghezza e della larghezza). È proprio la tavola che va a ricomporre una cosa che prima era intera e poi fatta a pezzi.

*La ricomposizione consiste nella giustapposizione dei brani, nel metterli uno accanto all'altro come il modello originale. Sulla tavola i pezzi restano tali, ma allo stesso tempo costituiscono un'unità - principio di ricorsività: le bambole russe.

La tavola, tuttavia, non serve solo ad accogliere passivamente quel che resta del globo; serve a trasformare quest'ultimo, e insieme a ciò il nostro modo di relazionarci con esso. La divisione in sette parti del globo (o di Dionisio), eseguita dai titani, rispecchia la divisione anglosassone dei continenti.

Gli atlanti e gli isolari

1570 - primo atlante, pubblicato a Roma da Antonio Lafreri, una raccolta di carte geografiche. Prima di questo c'erano gli isolari: libri composti da carte in cui tutto il globo a partire dal Mediterraneo veniva scomposto in isole, in qualcosa cioè che era contenuto nel mare. La differenza tra l'atlante e l'isolario era una: nel primo il globo diventa spazio, nel secondo le terre restano luoghi.

  • Luogo - parte della superficie terrestre che non equivale a nessun altra, non può essere scambiata senza che tutto cambi di conseguenza.
  • Spazio - termine che deriva dalla parola greca stadion = l'unità di misura metrica lineare standard. Tutte le parti sono l'un l'altra equivalenti. Ogni parte può essere sostituita da un'altra e niente viene alterato.

La proiezione geografica

L'invenzione dello spazio si deve all'introduzione del "reticolo geografico" (i meridiani e i paralleli con i quali si tenta di riprodurre la curvatura del globo). Tale processo si chiama: proiezione. In altri termini equivale al passaggio da qualcosa che originariamente si presentava in tre dimensioni ad un'altra che diviene in due dimensioni (3D → 2D). Il primo ad affrontare il problema della proiezione fu Eratostene nel III sec a.C. Nel II sec d.C. fu l'egiziano Tolomeo a trasmettere all'epoca moderna il metodo di trasformare la Terra in spazio e la sfera in mappa.

Sia la proiezione tolemaica che la prospettiva lineare (sviluppatasi a Firenze nel '400) presuppongono un soggetto fisso, riconducono la conoscenza alla visione, cioè ad una faccenda affidata all'occhio e perciò istantanea. Ambedue, poi, rappresentano l'isotropismo, ovvero l'uguaglianza delle parti rispetto alla direzione.

È dunque Apollo l'esecutore della prima carta geografica, ed è l'altare sul quale viene composto il corpo del fratello, a stabilire il modello dello spazio (geometria euclidea).

La cartografia nel tempo

'600 - le carte mostravano il tracciato dei cammini terrestri; le strade seguivano i corsi d'acqua e le vie di terra. '700 - le strade, per la loro caratteristica di essere dritte, si distinguono dalle vie idriche. Heidegger (filosofo del '900) - per lui la modernità è l'epoca dell'immagine del mondo, la prima mossa moderna consiste nella riduzione del mondo a un'immagine, per quello che ci interessa a una carta geografica. Per la modernità (al contrario del medioevo) non è la carta la copia del mondo, ma è il mondo la copia della carta. Ed è così che il modo diventa la faccia della Terra.

Viaggiatore premoderno vs. viaggiatore moderno

  • Marco Polo, viaggiatore e mercante medievale, che da Venezia raggiunge la Cina attraversando la Via della Seta. La sua caratteristica che lo raffigura come viaggiatore premoderno è l'assenza di fretta: "ogni giorno le cose del mondo gli rivelano la propria durata e allo stesso tempo misurano quella della sua vita". Si ferma ad apprendere la lingua e la cultura di ogni popolo. [Milione - straordinario resoconto dei suoi viaggi]. Per lui non esiste lo spazio o il tempo (se non l'alternarsi del giorno e della notte); misura che mutua costantemente non è standard. L'unico spazio che descrive è lo yam, sistema postale mongolo.
  • Cristoforo Colombo, primo viaggiatore moderno, che trasformò la Terra da sferica qual'era in una gigantesca tavola (a piatta). Il suo problema, tuttavia, era la fretta di tornare indietro. Calcoli e rapporti del tutto convenzionali (leghe, miglio). Nel mondo di Colombo le cose sono estese. Lo spazio è l'intervallo tra un nodo e l'altro sul reticolo dei meridiani e paralleli.

Dal mito si esce con la proiezione dello spazio, che trasforma qualcosa che non riusciamo a definire in qualcosa di cui riusciamo a controllare la natura e l'identità.

La differenza che persiste tra geografia e geologia è la stessa che si presenta con il corpo di Dionisio, ora diviso e ricomposto rispetto al prima che era un organismo unico.

La figura del labirinto

L'uscita dal mito è possibile solo grazie allo spazio che trasforma qualcosa di indefinito in qualcosa dove la natura è controllabile e possiede un'identità. [pezzi del corpo di Dioniso che vengono rimessi insieme secondo vicinanza e lontananza]

La nascita della figura del labirinto avviene con la caduta e lo schiacciamento al suolo di tutte le strutture verticali, i cui livelli corrispondono ad un sistema gerarchico di potere. In altre parole è il risultato della trasformazione del mondo in Terra. I livelli di potere si mutuano in dimensioni orizzontali poste ricorsivamente una dentro l'altra, effetto che impedisce di parlare di spazio. Sarà Teseo a convertire il labirinto in spazio, grazie al filo d'Arianna e perciò misurandolo e trovandone il centro. Non è una figura rappresentabile, proprio come il globo.

La superficie del globo è dunque un labirinto, perché priva di centro, o meglio ovunque lo si giri ogni punto può essere il centro.

È in Francia che con l'abate Picard, per la prima volta, una linea dell'astratto reticolo geografico diventava materiale, grazie alla costruzione del meridiano di Parigi: la Terra veniva modellata secondo la forma del suo disegno, diveniva la copia della copia.

Nel '700 questo meridiano oltre a fornire la funzione di modello per le strade di Parigi, servì anche alla costruzione delle strade di tutta Europa. Nel '800 si passò alle strade ferrate e nel '900 alle autostrade, ancora più veloci e diritte.

Ritter non era d'accordo nel ridurre la Terra ad una tavola, quale la carta geografica (dittatura cartografica). La scrittura geometrica della Terra non è altro che la sua rappresentazione cartografica. 1791 - si arrivò a proporre il metro come misura ufficiale (40milionesima parte della circonferenza terrestre, calcolata dal meridiano di Parigi).

Il limite della riduzione del mondo a una serie di triangoli [processo di triangolazione → processi di trigonometria grazie ai quali è possibile calcolare la distanza tra due punti conoscendo un lato e i due angoli adiacenti] (immagine usata per la prima volta da Leon Battista Alberti) consisteva nel fatto che ogni rete era autoreferenziale, nel senso che tratteneva al suo interno il principio che ne assicurava la precisione e la coerenza.

Solo nel '600 si assunse come sistema di riferimento i corpi celesti. In tal modo non fu possibile solo una visione più ampia, precisa e vantaggiosa, ma anche l'ordine geometrico, un ordine identico a quello che definiva la percezione dei corpi celesti. L’importanza della triangolazione non si limitò alla costruzione dell’immagine cartografica del territorio, costituì anche un modello potentissimo ed efficace di conoscenza.

Triangolo semiotico

La triangolazione funziona attraverso la sostituzione della vista al passo e proprio tale sostituzione fonda la forma moderna del passaggio da simbolo a segno.

  • Il rapporto tra significato e referente è indiretto.
  • Il rapporto tra significato-referente e il terzo vertice è diretto. Simbolo = [per gli antichi era come un oggetto spezzato in due e appartenente a due persone diverse che incontrandosi lo facevano combaciare] sistema di riconoscimento che era in grado di sostituire i passi compiuti dai due; segno = qualcosa che sta per qualcos’altro, che rimanda a qualcosa/qualcuno che è assente, quindi presuppone una distanza; la connessione tra espressione e significato è però del tutto arbitraria, è esterna.

Per i semiologi il mondo si compone di uno sterminato universo di segni. Perciò si ricorre ad un grafico triangolare. Il triangolo semiotico si dispone esattamente secondo lo schema della triangolazione cartografica, perché anch'esso si fonda sull'opposizione tra la natura della relazione che collega gli estremi della base e quella che invece è propria del rapporto di ognuno di essi con il vertice superiore.

I primi ad adoperare questo artificio furono Ogden e Rihards, nel 1923, che miravano allo scopo (ritenuto poi impossibile) di eliminare dal linguaggio naturale, quello che adoperiamo abitualmente; volevano eliminare l’ambiguità del rapporto cosa-parola, ridurlo alla relazione biunivoca che esiste solo nella rappresentazione cartografica, dove tutti i nomi sono nomi propri.

Il triangolo logico

Per Frege, i nomi propri hanno un significato e un senso. L’unicità del significato e la pluralità del senso garantisce, per Frege, l’effettivo contenuto conoscitivo di una proposizione. Per illustrare la distinzione, egli descrive il primo atto dell'operazione cartografica (riempire i triangoli, ovvero inserire il maggior numero di punti o triangoli minori, all'interno della maglia triangolare di base).

Analogia → un astronomo che osserva la luna.

  • Luna = significato.
  • L'immagine ottica (parziale e oggettiva) = senso.
  • L'immagine retinica (propria, specifica e soggettiva) = immagine finale.

Frege segue il pensiero di Anassimandro, il primo che osò rappresentare la Terra abitata su di una tavoletta. Esistono per lui:

  • Le cose → non sono conoscibili, equivalgono al significato di Frege (luna);
  • Le cose-che-sono → ciò che possiamo conoscere sono i sensi del mondo, in quanto quel che vediamo è l’apparenza dell’apparenza, l'apparenza delle cose-che-sono.

Fino al ‘900 si rimarrà bloccati dall’impossibilità di conoscere ciò che Kant chiamava la “cosa in sé”, il noumeno. E Frege ci fornisce la spiegazione di ciò: i pensieri possono passare da una generazione all’altra, appunto perché i sensi sono pubblici e comuni.

Il triangolo logico-semiotico

I sensi del mondo hanno natura cartografica, la conoscenza viene quindi ridotta alla descrizione della rappresentazione geografica, della mappa.

Solo nella seconda metà del XIX sec. la carta riesce, trasformandosi in fotografia, ad avvicinarsi al suo modello sino ad esserne quasi indistinguibile. Peirce distingue tra tipi di riferimento (icona, indice, simbolo) che formano una gerarchia:

  • Livello iconico → il rapporto tra segno ed oggetto è fondato sulla somiglianza
  • Livello indicale → il rapporto segno-oggetto è assicurato dalla contiguità (dall’assemblaggio di più relazioni iconiche)
  • Livello simbolico → la relazione segno-oggetto è affidata ad una convenzione astratta

Mentre la distinzione di Frege era riferita al fatto che le parole o si riferiscono agli oggetti (=significato) o ad altre parole (=senso), per Peirce il livello simbolico è il risultato della sistemazione di un triangolo minore in un triangolo cartografico di base. (il simbolo è il prodotto di una generalizzazione logica o categorica che risulta dal riconoscimento di una relazione iconica tra due differenti sistemi di indici).

Mito del triangolo e della piramide

Come vuole la tradizione, il primo a misurare l'altezza di una piramide fu Talete, maestro di Anassimandro, e lo fece (dopo averla trasformata in un triangolo – processo che trasforma il tridimensionale in bidimensionale: proiezione) misurando l'ombra che la piramide proiettava. Per affidarsi a questa procedura, aveva precedentemente misurato quando l'ombra di un essere umano corrispondeva all'altezza vera della persona. Talete passa alla storia della geometria per aver dimostrato la similitudine dei triangoli i cui angoli e i lati sono proporzionali. La sua leggenda ha proprio il valore della descrizione dell'atto cartografico come processo originario della conoscenza occidentale. La conoscenza nasce dal triangolo, perché l'ombra portata è di forma triangolare. L'essere (la piramide) = alla cosa di Anassimandro / l'ente (l'ombra) = alla cosa-che-è.

Istruzioni per l'uso

Quella che oggi chiamiamo globalizzazione è nient'altro che l'insieme dei processi la cui attività non è regolata, e dunque interpretabile, secondo le categorie dello spazio e del tempo che per tutta l'epoca moderna hanno governato la comprensione di quel che accade. Spazio = mediazione, scopo, generalità, ordine, interpretazione, rappresentazione, ipotesi.

La geografia decideva che cosa le cose erano, in maniera implicita e silenziosa, ricorrendo al potere assoluto della mappa, che non ammette né critica né correzione.

  • Territorio – equivale all’ambito individuato nell’esercizio del potere; è una parola nella quale Terra e terrore si confondono; relazione di tipo simbolico, corrisponde all'oggetto;
  • Luogo – relazione di tipo iconico, corrisponde al soggetto;
  • Spazio – relazione di tipo indicale, corrisponde alla distanza e alla sua misura.

Il nome della montagna (e quello di Ulisse)

Sulla carta dove esistono solo nomi propri, ognuno di loro è frutto di una sistematica falsificazione; ciò accade perché ogni nome sulla carta è la cristallizzazione, l'oggettivazione cioè la trasformazione in un oggetto, di una relazione, di un processo, che comporta la presenza di almeno due termini, due intenzioni, due culture che non s'intendono. Ogni nome, dunque, risulta essere fuorviante. (→ storia del contadino e del monte Somía).

Anche Ulisse (colui che possiede la cultura scritta) assegna, in maniera del tutto arbitraria, come un cartografo, un nome a se stesso per ingannare l’interlocutore Poliremo (cultura orale). Proprio nel gesto di indicare, quindi l'inserzione, con il tronco d'ulivo, l'occhio di Polifemo, per Peirce consiste nel primo esempio della relazione indicale tra segno e oggetto, basata su di una reale forza fisica in grado di catturare l'attenzione dello sguardo e di condurlo ad arrestarsi, in corrispondenza dell'oggetto prescelto. Tale gesto supera il luogo e fonda lo spazio.

Il paesaggio e l'icona

Qualche anno fa, Denis Cosgrove distinse le figure dell'outsider e dell'insider. Insider → l'abitante di un luogo, che vede quello che appartiene all'ambito in cui vive e perciò non ha la necessità di puntare l'indice, se non per segnalare qua.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/02 Geografia economico-politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher toni.jacopo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Bonazzi Alessandra.
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