DISEGNO E FONDAMENTI DI MECCANICA
APPLICATA
Dispense di meccanica applicata
PoliMi
Prof. Federico Casolo
2019-2020
MECCANICA APPLICATA: finalizzata allo studio delle problematiche d tipo meccanico, relative al progetto e
al funzionamento delle macchine.
MACCHINE: sistemi i grado di produrre beni o servizi elaborando energia (es. chimica, meccanica…). Analisi
di macchine che usano o forniscono potenza meccanica.
MODELLI: per lo studio, per predire con che ragionevole accuratezza il componente della macchina, sotto
assegnate condizioni, valutino l’influenza dei diversi parametri, cioè i valori delle grandezze che hanno
influenza sul comportamento del modello e che lo definiscono.
Scelta:
Modelli il più dettagliato possibile
Modello parziale, affronta solo aspetti specifici
Il modello migliore è:
Il più semplice: pochi parametri, facile da comprendere
Il più economico: poco tempo, calcoli poco complessi
Che riesce a dare risposte adeguate alle necessità progettuali o di comprensione di un fenomeno
NB: non esistono modelli migliori o peggiori in assoluto, possono essere giudicati solo in relazione allo
scopo
ES: salto -> calcolo della traiettoria del baricentro
Modello materiale: parametri = massa del punto materiale
Modello complesso: parametri = molteplici per ogni segmento che rappresenta il corpo (+ numerosi
e + calcoli)
Avendo scopi applicativi, l’aspetto più rilevante è il risultato
L modello elementare = punto materiale -> cinematica, statica, dinamica -> modello ideale
Il modello elementare = corpo rigido -> cinematica, statica, dinamica -> supporti, forze di contatto,
analisi di fenomeni
Il modello elementare = sistema di corpi rigidi -> dinamica delle macchine -> caratterizzazione
principali componenti -> motori, trasmissioni, utilizzatori
MACCHINA = black box
È visibile solo ciò che entra e ciò che esce, in forma di energia
Macchina intesa come qualcosa in grado di produrre beni o servizi elaborando energia (es. chimica,
meccanica, termica…)
E1 E2 Wu
ΔI1
E2 E2 We
ΔI2 ΔI/Δt Wd
E3 E2
ΔI3
Potenza: velocità con cui il lavoro viene svolto, per analisi in unità di tempo. We = potenza entrante, Wu =
potenza utile.
NB: non esistono macchine in cui entra e esce solo potenza meccanica, perché un fattore di potenza
dissipativa, solitamente termica, Wd. Questa potenza è molto complessa da riutilizzare
MACCHINA IN SERIE (la terza macchina è equivalente alle prime due) ΔI/Δt
ΔI1/Δt ΔI2/Δt
2
1 3
Macchina equivalente, che ingloba le macchine in serie.
Macchina ideale: We=Wu = Wu/We = 1 con
η η = rendimento
Macchina reale: We≠Wu < 1
η=Wu/We
We – Wu – Wd = 0 Wd = (1 – * We = (1/ – 1 )* Wu
η) η
TRASFORMATORE: altera il rapport tr ai fattori che definiscono la potenza
Fattori della potenza:
Intensivo: indice della qualità/facilità di sfruttamento dell’energia utilizzando il lavoro svolto. Più è
facile, meglio è
Estensivo: quantità disponibile di energia
Es: energia potenziale = peso*altezza. Peso= estensivo, altezza= intensivo
NB: meglio privilegiare il fattore intensivo rispetto a quello estensivo, ma non eccessivamente
Facilità con cui è possibile sfruttare l’energia di una sorgente energetica utilizzando il lavoro svolto; è
considerato indice di qualità del sistema.
NB: Al crescere della facilità di utilizzo, cresce anche la tendenza a trasformazioni autonome e incontrollate,
che possono dar origine a effetti disastrosi. Fattore intensivo come indice di pericolosità della sorgente
di energia
Quantità di danni dipende da quanta energia può trasformarsi. Fattore estensivo come indice di
pericolosità
PERICOLOSITÀ: nasce quando si ha
Elevata quantità di energia Fattore estensivo
Elevata concentrazione Fattore intensivo
POTENZA MECCANICA: forza*velocità
Forza: fattore estensivo, legata alla dimensione degli organi che dovranno trasmetterle. Ingombri
Velocità: fattore intensivo
È più conveniente produrre potenza meccanica a elevata velocità con piccole forze in gioco. Compito del
trasformatore meccanico è ridurre la velocità aumentando al contempo la forza. Riduttori di velocità
Classificazione:
Movimento – dinamiche, statiche
Energia – principalmente elaborata, elettriche, termodinamiche, idrauliche, termiche…, non
esistono macchine per cui passi solo energia meccanica
Funzione – motori, trasformatori, utilizzatori
NB: Una volta il collo di bottiglia era dato dal fatto di avere un unico motore, la cui potenza veniva utilizzata
per tutti i servizi necessari attraverso collegamenti in parallelo. Oggi è preferibile distribuire la
trasformazione di energia primaria in potenza meccanica dove è richiesta, dotando ogni servizio di un
proprio motore.
SCHEMA DI MACCHINA
Uno o più motori all’inizio della catena: trasformazioni di una generica sorgente energetica primaria
in potenza meccanica
Uno o più trasformatori meccanici (trasmissioni): modifica eventuale dei fattori della potenza
meccanica
Una o più macchine terminano catena (dal punto di vista meccanico)
MECCANICA DEL PUNTO MATERIALE
Punto materiale: non ha dimensione, caratterizzato da:
Massa (Kg)
Traiettoria
Velocità (m/s)
Accelerazione (m/s^2)
Cinematica:
Si può definire la posizione di un punto
ES: vettore che collega origine degli assi cartesiani al punto stesso
S = coordinata curvilinea (dimensione scalare, lunghezza)
S = S(t) legge oraria o legge di moto
V= ds/dt velocità tangente alla traiettoria
At = d2s/dt2 accelerazione tangenziale
An = v^2/ρ = *f accelerazione normale raggio di curvatura, se moto rettilineo e an = 0
ω^2 ρ= ρ=0
NB: non esiste l’accelerazione centrifuga, esiste la forza centrifuga, che si oppone alla componente di
accelerazione normale, diretta verso il centro di curvatura della traiettoria accelerazione centripeta
Statica: ∑F = 0
Dinamica: ∑F = R con R = m* a
Massa: parametro che indica l’attitudine del punto materiale a farsi accelerare a parità di forza
SCHEDA MOTORE
Motore: nm = 5000 giri/min RPM
Canna nc =2500 giri/min compie due giri nel tempo in cui il motore ne compie uno, velocità dimezzata
Tc = 60/ 2500 = 0,0024 s
tc = 0,0024/4 = 0,006 s tempo funzionamento della valvola
VINCOLO punto materiale
Bilatero: agisce su due lati / parti
Monolatero: agisce su un unico lato / parte
Reazioni vincolari: dipendono dalle forze agenti sul sistema
Liscio
Scabro: anche il piano è in grado di dare una reazione trasversale
Equilibrio statico
∑F = 0
∑Fx = 0
∑Fy = 0
Non equilibrio statico equilibrio dinamico
Problema dinamico
Diretto data ∑F, ricavo a
Inverso data a ricavo ∑F
CORPO RIGIDO
È un corpo che non subisce deformazioni
Forze: cursori, liberamente posizionati lungo la retta d’azione
Coppia: due forze
Uguali in modulo e direzione
Opposte in verso
Poste lungo rette d’azione diverse
Risultante delle forze nulla, risultante dei momenti non nulla ho movimento di rotazione
∑F = 0
∑M 0 con M=F*b
≠
Spostamento del punto di applicazione di una forza da P1 a P2
NB: posso applicare il momento in qualsiasi punto del corpo. Devo equilibrare il momento creato dalla
coppia di forze aggiunte
Incastronon permette alcun movimento
Cernierapermette solo la rotazione
Carrello/biellapermette la traslazione e la rotazione
Pattinopermette la traslazione
ES:
(*) indica che comprendo i termini della dinamica, ovvero le forze e le copie d’inerzia, automaticamente
sono valori nulli.
Jgz = momento di inerzia baricentrico rispetto all’asse = ∑m*r^2. Indica come sono distribuite le masse
rispetto all’asse z (perpendicolare) baricentrico.
Es. volani, masse concentrate all’esterno Es. barra di lunghezza L spessore nullo
Es. barra lunga b e spessa a
ES. Carico con rete da pesca
Es. Astronauta
Es. Filobus
Pistone: corpo caratterizzato da moto traslatorio (rettilineo)
Istante per istante tutti i punti sono caratterizzati dalla
stessa velocità.
NB: in un moto a traiettoria circolare in cui il corpo è sempre parallelo a sé stesso, si ha comunque moto
traslatorio (rotatorio)
Manovella: corpo caratterizzato da moto rotatorio
Istante per istante il corpo ruota attorno a un punto fisso
Tutti i punti hanno velocità perpendicolari alla distanza dal punto fisso di rotazione
MOTO ROTOTRASLATORIO Istante per istante, esiste un punto a velocità nulla, che varia continuamente,
attorno al quale ruota il corpo con velocità Questo punto è detto CIR, centro
ω.
di istantanea rotazione.
NB: Il CIR deve essere compatibile con le altre velocità. Vb=
ω * (B-CIR) Vp
= ω* P CIR.
Se conosco Vb ricavo ω per ottenere le velocità istantanee di qualsiasi punto del corpo di cui conosco
la posizione.
SISTEMI MECCANICI
3 gradi di libertà per ogni punto, da
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