INDICE
FATTORI DI RISCHIO E DI PROTEZIONE NELLO SVILUPPO ATIPICO:..................................1
FATTORI DI RISCHIO BIOLOGICI:...................................................................................... 3
Disturbi del linguaggio e bilinguismo:............................................................................. 7
Modello delle “Tre ondate”:............................................................................................ 9
Articolo Sindrome di Down:............................................................................................ 9
Realizzazioni dell’approccio evolutivo...........................................................................10
ARTICOLO: Sindrome di Klinefelter............................................................................... 19
La nascita pretermine come fattore di rischio:.............................................................34
Family-centered care................................................................................................. 42
massaggio infantile........................................................43
ESEMPIO di INTERVENTO
FATTORI DI RISCHIO E DI PROTEZIOE AMBIENTALI:.......................................................45
Gemellarità:............................................................................................................... 53
FATTORI DI RISCHIO E DI PROTEZIONE NELLO
SVILUPPO ATIPICO:
Che cosa si intende per RISCHIO? probabile compromissione nel raggiungere il
livello ottimale in una o più competenze
Fattore di rischio variabile biologica, ambientale o individuale che può
compromettere lo sviluppo è importante identificarli precocemente e ciò permette
anche di individuare i possibili fattori di protezione
Fattori di protezione variabili sulle quali è possibile agire per mitigare gli effetti
dei fattori di rischio
Intervento mirato per essere efficace e meno dispendioso interventi
individualizzati = potenziare al meglio il singolo bambino
Finestre temporali il bambino è più sensibile agli stimoli ambientali periodo di
maggiore sensibilità = età prescolare prima che sia possibile diagnosticare la
maggior parte dei disturbi del neurosviluppo
Tjossem 3 tipi di rischio
- Rischio intrinseco deriva da diagnosi medica sindrome di Down
es.
- Rischio biologico deriva da eventi prenatali o perinatali nascita
pretermine
- Rischio ambientale deriva da ambiente sfavorevole basso status
socio-economico
Questo tipo di classificazione ha però dei limiti in primis le categorie di rischio non
sono mutualmente escludentisi. Le traiettorie di sviluppo hanno origine
dall’interazione tra diversi fattori di rischio. I fattori di rischio non sono stabili nel
tempo e soprattutto possono incidere sullo sviluppo in modi differenti in base alle
diverse fasi (dello sviluppo). Un fattore di rischio può essere di protezione in un altro
contesto.
Esempio complessità fattori di rischio DEPRESSIONE MATERNA fattore di
rischio ambientale ma può portare anche a rischio biologico
esiti sullo sviluppo del bambino momento in cui
Diversi
si verifica (fase di sviluppo) + cronicità o meno
Depressione nel periodo gestazionale alti livelli di cortisolo nel sangue =
ridotto accrescimento fetale + rischio di nascita pretermine (basso peso alla nascita =
indice di rischio per le difficoltà linguistiche e cognitive)
Depressione post-partum diminuisce la capacità di rispondere in modo sensibile e
contingente ai bisogni del bambino aumenta percentuale di difficoltà cognitive e
linguistiche aumenta percentuale di disturbi internalizzanti ed
esternalizzanti
Fattori che mediano l’effetto della depressione materna sullo sviluppo del bambino
MEDIATORI (6)
1. Livello di educazione materna
2. Genere del bambino
3. Status socio-economico
4. Presenza padre
5. Presenza figure di supporto
Esempio DIVORZIO fattore di rischio ambientale ma può essere protettivo in
circostanze in cui i livelli di conflitto sono elevati (conflittualità fra i genitori,
maltrattamento ecc.)
La separazione dei genitori (o dai genitori) può ridurre l’effetto degli altri fattori
Effetto cumulativo dei fattori di rischio i fattori di rischio tendono a non
presentarsi isolatamente dato che i rischi si sommano, lo sviluppo può risultare
progressivamente più compromesso
1. FATTORI BIOLOGICI (3)
Nascita pretermine
Danni neurologici pre- o peri-natali
Malattie neurologiche
2. FATTORI AMBIENTALI (4)
Povertà
Basso livello di status sociale / livello di educazione dei genitori
Genitori adolescenti
Stress genitoriale / depressione materna
3. FATTORI LEGATI ALLE DIFFERENZA INDIVDUALI (2)
Basso livello di intelligenza
Temperamento difficile
Fattori di rischio e traiettorie di sviluppo
- Predittività
- Studi longitudinali per verificare l’effettivo rischio
- Differenze individuali possono portare a esiti diversi grande eterogeneità
nella risposta al rischio diversi bambini reagiscono in modo differente in
presenza degli stessi fattori di rischio e di protezione
Le traiettorie di sviluppo non sono predeterminate, perché esiste un’elevata
eterogeneità nella risposta al rischio non esiste un predeterminismo
Predisposizioni genetiche fanno si che, in determinate circostanze ambientali,
sia più probabile sviluppare alcuni comportamenti piuttosto che altri
Gene MAOA per esempio, il maltrattamento infantile è uno dei principali fattori di
rischio per lo sviluppo di comportamenti antisociali ma il 50% dei bambini maltrattati
non sviluppa queste problematiche
Esistono fattori genetici che possono contribuire a spiegare questa variabilità
nell’outcome
Bassa attività del gene MAOA = associata frequentemente a comportamenti
antisociali
Il genotipo può moderare l’effetto di un ambiente avverso
Concetto di RESILIENZA variabilità individuale nella risposta ai fattori di rischio +
capacità degli individui di fare fronte allo stress e alle avversità e di uscirne rinforzati
= capacità di adattamento alla realtà interazione dinamica tra fattori di
rischio e fattori protettivi condizione dinamica = non è stabile nel tempo non
è un tratto di personalità + insieme di processi che facilitano un adattamento efficace
e promuovono lo sviluppo anche in contesti altamente stressanti
Vulnerabilità = varia in relazione al contesto (temporale e ambientale) + fattori
protettivi = determinanti nei “turning point” (passaggi in cui è possibile un
cambiamento nella traiettoria evolutiva) esempio: restare a scuola è un fattore di
protezione per le studentesse che restano incinta
Fattori individuali fanno in modo che diversi bambini reagiscono in modo
differente in presenza degli stessi fattori di rischio e di protezione
E’ fondamentale individuare precocemente le traiettorie di sviluppo atipico:
- Miglioramento della prognosi
- Riduzione del rischio di cronicizzazione delle difficoltà
- Miglioramento delle condizioni del bambino e della famiglia
- Contenimento dei costi dell’assistenza
Esempio lavorare sulle school readiness in età prescolare è fondamentale, perché la
condizione di ingresso alla scuola è un buon predittore del successo accademico
FATTORI DI RISCHIO BIOLOGICI:
1. Caratteristiche genetiche fattori di rischio = sindromi geniche associate a
disabilità intellettiva
Anomalie genetiche portano a sindromi genetiche ( caratterizzate dalla presenza di
caratteristiche distintive e peculiari aspetto fisico, fenotipo comportamentale,
patologie associate) oppure ad anomalie senza specifico quadro sindromico
Attenzione variabilità individuale sempre presente
Cause frequenti di anomalie genetiche diverso numero di cromosomi rispetto al
normale assetto aneuploidia
Sindrome di Down 3 copie del cromosoma 21
Sindrome di Edwards 3 copie del cromosoma 18
Sindrome di Klinefelter 3 cromosomi sessuali XXY
Sindrome di Turner 1 solo cromosoma sessuale X0
Vi sono anche altre sindromi che sono date da anomalie meno evidenti come
microdelezioni ma che possono avere esiti anche molto gravi.
Altre anomalie non sono configurate in un quadro sindromico perché sono specifiche di
singoli individui microdelezione del cromosoma 14 spesso vengono
evidenziate grazie a indagini genetiche approfondite
Talvolta gli effetti della diagnosi sullo sviluppo del bambino sono limitati e non vi è
nessuna sostanziale modifica dei trattamenti in corso. La diagnosi ha particolarmente
effetti sul benessere e sulle aspettative genitoriali, infatti si registra una diminuzione
del senso di colpa, si attiva la ricerca di una “cura” e di persone nella stessa
condizione (associazionismo).
2. Danni al sistema nervoso centrale prenatali o perinatali = paralisi
cerebrali infantili
Paralisi cerebrali infantili disturbi neurologici = esito di lesione al sistema nervoso
centrale verificatosi in epoca pre-, peri- o post-natale
- Sono permanenti, ma non progressive è importante sottolineare questo
aspetto perché il bambino sembra peggiorare al progredire dello sviluppo.
Questa impressione è spesso data dal fatto che l’ambiente circostante sia
sempre più richiestivo nei confronti del bambino, il quale non avendo le risorse
per far fronte agli stimoli che riceve appare in regressione rispetto alle
competenze precedentemente dimostrate.
- Interessano prevalentemente le funzioni motorie ritardo nell’acquisizione
delle prime tappe motorie + instabilità posturale e perdita dell’equilibrio,
tremori difficoltà che hanno un impatto negativo sulle attività quotidiane e
influenzano anche sviluppo cognitivo e comunicativo il bambino che non
riesce ad essere autonomo nell’esplorazione riceverà meno stimoli e sarà
dunque a maggiore rischio di difficoltà cognitive.
- Sviluppo del linguaggio spesso rallentato; coinvolge componenti motorie
(articolazione) ed è più compromesso nei bambini con lesioni dell’emisfero SX
bambini con lesione emisfero SX mostrano elevata plasticità cerebrale, inoltre
utilizzano aree cerebrali intatte per acquisire le funzioni linguistiche
- Spesso associate a disabilità intellettiva o difficoltà sensoriale
- Differenti livelli di gravità lievi / moderate / gravi
- Sono diagnosticabili in genere dopo alcuni mesi dalla nascita in alcuni casi
anche più tardi, verso i 2 anni
La PCI può essere unilaterale oppure bilaterale diplegia (disturbo del controllo
motorio di due arti, ma prevalente degli arti inferiori) e tetraplegia (disturbo del
controllo motorio del tronco e dei quattro arti)
3. Patologie del sistema nervoso in età pediatrica = fattore di rischio per lo
sviluppo cognitivo, linguistico, degli apprendimenti
- Epilessia patologia neurologica: varie forme e vari livelli di gravità
epilessie parziali (origine focale) + epilessie generalizzate (esordio in
entrambi gli emisferi) + sintomatiche (causa nota in questi casi è più facile
accettare le problematiche sia per i genitori che per il bambino) + idiopatiche
(non è identificabile una causa) + crisi di tipo tonico-clonico/con assenze con o
senza automatismi nel primo caso si tratta di convulsioni mentre nel secondo
di stati di incoscienza transitoria
- Encefalopatie epilettiche sono condizioni in cui l’epilessia causa o
concorre a causare gravi problematiche cognitive sindrome di Lennox-
Gastaut e sindrome di Dravet
- Sindrome di Dravet epilessia mioclonica severa dell’infanzia; sindrome
rara; primo anno di vita; spesso farmaco resistente
Lo sviluppo appare inizialmente nella norma, ma rallenta dopo la
comparsa delle crisi + la malattia tende a stabilizzarsi e le crisi
regrediscono, ma le problematiche cognitive permangono
- Sviluppo cognitivo e linguistico deficitario e rallentato dopo prima crisi
- Area di insorgenza, frequenza delle crisi, età di insorgenza,
farmacoresistenza, tipologia e intensità del trattamento farmacologico
(possono avere effetti collaterali che incidono sullo sviluppo)
- Intervento logopedia, psicomotricità, sostegno educativo ecc.
4. Particolari condizioni di nascita per esempio nascita pretermine un
insieme complesso di elementi rende la nascita pretermine un fattore di rischio
per lo sviluppo di ritardi e difficoltà nello sviluppo
- Caratteristiche fisiche bambino non ancora pronto alla nascita
- Caratteristiche ambientali terapia intensiva neonatale
- Problematiche relazionali senso di colpa della madre
Genetica comportamentale rapporti tra fattori genetici e ambientali
Predisposizioni temperamentali interazioni fra individui e ambiente
Una serie di predisposizioni comportamentali, in parte osservabili fin dalla nascita
(compaiono molto precocemente), che, pur assumendo forma diverse nel corso dello
sviluppo e modificandosi nell’interazione con l’ambiente, mantengono una certa
stabilità.
Predisposizioni differenze di ordine genetico + azione di ambiente intrauterino e
fattori perinatali
Secondo Thomas e Chess tra temperamento e ambiente vi è una reciproca influenza:
da un lato l’ambiente influenza il temperamento del bambino, dall’altro, il
temperamento del bambino influenza le valutazioni, gli atteggiamenti e il
comportamento delle persone a lui vicine e perciò il suo ambiente interpersonale.
Scala di Brazelton scala con cui è possibile rilevare alcuni tratti temperamentali
del neonato già nelle prime settimane di vita
È importante capire perché alcuni genitori possano funzionare bene con un certo tipo
di bambino, ma non con un altro studiare le differenti specie di dotazioni individuali
che ogni membro delle diade madre-bambino porta nell’interazione alcune
caratteristiche temperamentali influenzano in modo particolarmente significativo la
qualità dell’interazione madre-bambino fin dai primi mesi di vita
È intuitivo che se la madre, per proprie caratteristiche temperamentali, per la propria
storia personale e per esperienze relazionali favorevoli, è più capace di sostenere le
difficoltà e le frustrazioni derivanti dal comportamento del bambino, l’irritabilità del
bambino potrà essere temperata, sia pure in misura diversa, dalla presenza di risposte
ambientali più adeguate processo di mitigazione può essere incrementato anche da
parte del partner, dai nonni o da altre figure significative parentali ed extraparentali
Individuare caratteristiche comportamentali utilità sul piano clinico aiutare i
genitori a comprendere il ruolo delle componenti temperamentali nelle difficoltà
comportamentali del proprio figlio, in modo tale da ridimensionare nei genitori i sensi
di colpa inadeguati e i vissuti di inefficacia in modo tale da ridurre le difficoltà
relazionali
Conoscenza definita delle caratteristiche temperamentali di un bambino impostare
azione educativa più adeguata
Ambiente ed esperienze perinatali e prenatali i fattori congeniti sono una
risultante non solo dei fattori genetici ma anche dell’esperienza prenatale e perinatale
e delle modalità con le quali i fattori genetici interagiscono con questa esperienza
Processi di assuefazione diminuzione della reattività quando viene presentato
ripetutamente uno stimolo
Processi di sensibilizzazione aumento della reattività quando uno stimolo,
precedentemente presentato con una certa intensità in modo da provocare una
risposta, viene ripresentato in quantità frazionate
Condizioni emozionali della madre durante la gravidanza sono in grado di provocare
modificazioni significative nel comportamento del feto aumento di tipo irritativo dei
movimenti fetali che può essere più o meno prolungato a seconda dell’intensità e della
durata della situazione di stress
Corpo materno = primo ambiente dell’individuo è attraverso questo corpo, e le sue
vicende fisiologiche e psicologiche, che l’individuo entra anche in comunicazione con il
mondo esterno, per via mediata
Madre vive il periodo della gravidanza in condizioni fisiche e psicologiche adeguate
buona qualità della nutrizione, cure idonee, contesto relazionale positivo (sicurezza
e appoggio sia sul piano emotivo sia su quello dei bisogni materiali)
Intersezioni tra psicologia ambientale ed ecologia dello sviluppo
importanza dei fattori di ordine geografico, urbanistico e architettonico
Fattori ecologici di ordine fisico livello di rumore, affollamento, viavai continuo
all’interno della casa possono influenzare negativamente processi di natura relazionale
e comunicativa come l’attenzione e l’adeguatezza delle risposte che gli adulti danni ai
bambini
Caos + sovraffollamento = rumore di fondo continuo comportamenti parentali meno
responsivi comunicazione linguistica disturbata forme più povere e
ipersemplificate
Fattori ecologici di ordine urbanistico basso livello socioeconomico e scolastico,
povertà e condizioni di emarginazione
Importanza di studiare le relazioni fra le caratteristich
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