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o Lento a rinnovarsi poiché propone a volte termino poco utilizzati, ma anche una lingua che lancia

nuove mode linguistiche

o Riconoscibile poiché fa fatica a mutare, ma coglie anche le novità linguistiche che arrivano al suo

pubblico.

Proprio per affrontare questa “funzione creativa del giornale” nel testo 11 c’è la presentazione del nuovo

Zingarelli 2017 che aiuta un po’ a definire le tendenze della lingua italiana. Dove i giornali sono la prima “casa”

scritta delle parole, il dizionario è l'ultima.

I termini contenuti nel comunicato dello Zingarelli sono per lo più neologismi, di cui il 10% di origine inglese.

(Neologismo: parola nuova che sono contenute nel dizionario)

Esempi: Webete, Petaloso, curvy, stepchild adoption, speed date etc.

Parole da salvare: ogni anno lo zingarelli inserisce anche parole che stanno scomparendo dall'uso.

Aldilà della funzione creativa e innovatrice del giornale c'è la funzione distruttiva, impoverimento linguistico

dettato dal fatto che sempre più spesso chi si occupa di comunicazione attinge ad un vocabolario sempre più

superficiale. Se la fretta determina il modo di scrivere, pesco da una varietà stilistica limitata perché devo

utilizzare un lessico famigliare che tutti possono comprendere senza sforzo.

Il risvolto di questa capacità creativa è la funzione che impoverisce la nostra lingua.

BERTEZZAGHI

Una delle conseguenze della povertà linguistica che si manifesta nella pagina è il tormentone (testo 12).

Si creano una serie di cliché, stereotipi.

Bartezzaghi è autore della rubrica su Repubblica e segue da vicino il mutare e crescere della lingua italiana.

Dedica il testo del 2010 al fenomeno del tormentone che definisce come una piccola frase capace di destare

l'occhio e l'orecchio, di farsi riconoscere per attirare l'attenzione e rendere piu amichevole la lettura. Egli fa

diversi esempi, tra cui ''la madre di tutte le X''. Dove la “ x” corrisponde alle “ battaglie”. Nasce da una frase di

Saddam Hussein. (Es. la madre di tutte le partite, la madre di tutte le tangenti).

Esempio di tormentone:

Suffisso “Gate” proviene da Watergate scandalo che coinvolse il presidente Nixon negli anni ‘70 che all'epoca

non aveva a che fare con il significato di oggi di malaffare. Watergate era l'edificio dove aveva sede il comitato

dei democratici che fu sede di intercettazioni da parte dei repubblicani. Da allora vista l'efficacia del suffisso

gate, esso si e attaccato ad altre parole es. Rubygate, malaffare.

In Italia e successi la stessa cosa col suffisso Poli. Per parlare di tangenti di Milano ''tangentopoli'' poli

significava citta, quindi citta delle tangenti. Poli si stacca tipo ''vallettopoli'' con significato nuovo che equivale

a quello di gate.

GATTA

La lingua dei giornali è influenzata dalle contingenze e dal mezzo. (testo 13). Il mezzo fisico è in grado di

determinare la scrittura. Es. Introduzione del telegrafo, da cui stile telegrafico dei giornali.

Introduzione del telefono: notizie dettate per telefono con l’introduzione del telefono vi fu la necessità di

non utilizzare sintassi complicati, ma creare uno stile semplice e lineare. A questo si deve la risposta alle 5 W

(Who? What? Why? Where? When?).

La scrittura giornalistica è quindi una scrittura profondamente legata ai mezzi fisici e al tempo.

Attualmente le persone hanno cambiato il loro modo di informarsi inseguito ai nuovi modi di comunicazione.

Es. GIORNALI WEB (quotidiani online)

BONOMI

(Testo 15) La struttura sintattica dei quotidiani online è orientata verso la brevità e la semplicità. E’ orientata

verso una semplificazione, finalizzata ad una migliore chiarezza e leggibilità. E’, quindi, una “scrittura in

divenire”, sempre in aggiornamento. I quotidiani online sono l’esempio di come i cambiamenti tecnologici

portano con sé anche cambiamenti di stile ed espressione. 3

Da uno stile piu semplice, con la diffusione sempre più vasta dei quotidiani online, torna alla carica il

condizionale di dissociazione: utilizzato sulla carta e viene usato quando non si sa se quello che si dice e vero.

Per tutelarsi dalle conseguenze che un giornalista deve sopportare per diffusione di cosa falsa allora si usa il

condizionale. Uso verbale che non si vedeva piu sulla carta. Riguarda prevalentemente l'online, ma anche

notizie freschissime.

Purtroppo per velocizzare i tempi, il giornalismo web cade sempre più in errori. A tal proposito, BONOMI parla

di una non totale affidabilità e una non totale sicurezza dei giornali web.

Ciò che è importante quindi è, come sostiene MONTANELLI, la fiducia del lettore che si conquista:

a. dicendo sempre il vero

b. chiedendo perdono al lettore in caso di sbaglio

c. usano la lingua semplice del lettore stesso

d. ponendosi al servizio del lettore.

 LA TENTAZIONE DEL QUOTIDIANO E IL DESIDERIO D’ETERNARSI.

GIORNALISMO E LETTERATURA.

BARZINI

Nel suo scritto “Scrittore o giornalista?” sostiene che la domanda che più appassionava il mondo delle

lettere, molto anni prima, fosse “un giornalista può essere anche scrittore?”.

Un tempo le cose erano semplici e il problema non esisteva. Questo perché scrittore e giornalista si

distinguevano per: SCRITTORE GIORNALISTA

Forma Libri, drammi, poemi Servizi, articoli

Stile Linguaggio elevato: parole difficili, Linguaggio più semplice:

eleganti, insolite. immediato, accessibile, quasi

parlato.

Oggetto Cose inventate (per lo più) Cose vere

Oggi questa vecchia separazione non vale più. Non si è più scrittore solo perché si scrivono libri e giornalisti

solo perché si scrivono articoli di giornale.

Barzani parla di “ARTIGIANATO LETTERARIO”, ovvero tutto ciò che ha a che fare con l’arte, di qualunque forma

essa sia (romanzo, poesia, saggio, teatro, studi storici, giornalismo...)

L’artigianato letterario ha alcune necessità costrizione del tempo, mezzi, circostanze, costrizione degli

schemi metrici delle poesie, panorama editoriale critico, il pubblico a cui ci si rivolge.

Per Barzini, quindi, lo scrittore non è colui che scrive libri, ma colui che riesce ad andare oltre queste necessità.

Scrittore è colui che riesce ad emergere dall’artigianato letterario (a cui si dedica) grazie a determinate sue

qualità (es. urgenza, alta qualità, onestà, novità delle cose che ha da dire, l’autorità con cui si fa ascoltare)

senza farsi sommergere dalle costrizioni o necessità del mestiere.

Ma può il giornalista emergere?

Si. Anche il giornalista può emergere e superare le necessità del suo mestiere perché offre vantaggi e svantaggi

Vantaggi del giornalista Svantaggi del giornalista

Avere a che fare con cose vere, realmente accadute Avere a che fare con la costrizione del tempo

B.CROCE

Esprime un giudizio negativo nei confronti del giornalismo. Egli sostiene che “giornalismo” o “produzione

giornalistica” siano termini utilizzati in letteratura in modo dispregiativo per indicare un gruppo di prodotti

letterari di qualità inferiore. 4

Secondo lui non vi sono possibilità d’incontro tra letteratura e giornalismo.

Per sostenere la sua tesi Croce critica del giornalismo:

a. Lo Stile, forma e linguaggio descrive le produzioni giornalistiche come scritti privi di originalità e di

profondità perché pieni di somiglianze, frasi costruite, idee contraddittorie. Lo stile è composto, di

fatto, da frasi e parole semplici che richiedono al lettore solo un minimo sforzo. Si allungano, così, i

contenuti solo per riempire gli spazi forniti dall’editore.

b. I giornalisti stessi che vengono definiti dall’autore stesso come uomini di scarsa sensibilità estetica.

Questo perché il giornalista, secondo l’autore, non va oltre alla semplice scrittura per riempire i fogli.

c. L’oggetto il giornalista tende ad improvvisare, creando una sorta di “arte improvvisata” dove

l’oggetto delle scritture è momentaneo ed improvviso, non frutto di una vera e propria riflessione.

Il giornalista, infatti, non può soffermarsi a pensare, a differenza di artisti, scienziati e storici. Questa

è la mancanza principale che Croce rileva nei giornalisti: il non potersi soffermare a pensare su ciò che

si scrive. Il giornalismo, così, non appartiene al mondo del “pensiero”, ma a quello degli espedienti

pratici.

PACCAGNINI

Non vi è conflitto tra mondo giornalistico e mondo letterario.

Un giornalista che sa essere scrittore (o viceversa) non lo dimostra scrivendo libri, ma lo dimostra sul campo,

nell’immediatezza della cronaca e della scrittura, poiché solo in quel momento il giornalista è in grado di

evidenziare la propria capacità di scrittore (o viceversa).

MARABINI

Nel suo “letteratura bastarda”, Marabini sostiene che:

a. Da una parte, la letteratura è lenta, circospetta, rispettosa e ha la possibilità di andare cauta,

osservando lo scorrere del tempo.

b. Dall’altra parte la cronaca ha tutt’altra esigenza, poiché corre nel tempo. Di fatto il tempo che conta è

il tempo che scorre, ma la letteratura frena nel tempo.

( N.B Questo suo pensiero ricorda una frase di Umberto Eco “il giornalista è storiografia dell’istante. La

letteratura è storiografia dell’eterno”).

Per Marabini è giusto che il giornale si “realizzi in un foglio aperto” e la letteratura si “realizzi in un libro”. Come

è giusto che una produzione giornalistica vada nel dimenticatoio, mentre è giusto che una produzione

letteraria sia destinata a durare, persino come funzione ornamentale, su uno scaffale o in una biblioteca.

 PAOLO MONELLI: In odio ai letterati puri.

Eugenio Montale fa una recensione di uno scritto di Paolo Monelli mettendo in luce gli aspetti che legano il

giornalista all’ambito poetico.

Monelli, dice Montale, ha sempre diffidato della “letteratura pura” e si è sempre mostrato convinto che un

buon servizio giornalistico potesse valere quanto una bella poesia.

Il giudizio di Montale è, di fatto, POSITIVO gli articoli di Monelli potrebbero essere paragonati ad opere

poetiche.

MONELLI

“Questo mestieraccio” di P. Monelli è un libro giornalistico caratterizzato, cioè, un insieme di scritti che Monelli

si rifiutò di far marcire sui giornali e decise di raccogliere ed inserire in un libro.

Il libro contiene cenni d’aspirazione alla letteratura da parte di un semplice cronista.

“Il mestiere del giornalista, anche se apparentemente sembra una cosa fatta frettolosamente, trova in noi più

dubbi rispetto che abbandoni (lasciarsi andare ad un qualcosa di automatico)” Secondo Monelli è felice lo

scrittore che può permettersi di creare i personaggi e accompagnarli dove vogliono andare. Diverso è il

mestiere del giornalista che racconta, invece ciò che sta accadendo. 5

“È con dispiacere che nella necessità di stare in misure fisse nascono questi articoli con qualcosa di limitato nel

tempo, come scritti di secondo ordine che non possono ambire a qualcosa di più. Noi giornalisti siamo legati al

vero” Monelli accenna a vari temi:

A. la necessita di tener in mente il vero, che è la prima ispirazione degli scritti giornalistici

B. il fatto di avere a che fare con un qualcosa di occasione (dati fissi) più altri limiti che non permettono

di sconfinare.

Di fatto, Monelli spiega come nascono gli articoli ed espone il dispiacere nel fatto che questi ultimi nascono

come prose d’occasione. E, cioè, come scritti legati ad una serie di limiti dati dal vero (gli articoli, di fatto

raccontano l’attualità e la verità).

In “ Questo mestieraccio” emerge chiaramente il senso di frustrazione di Monelli per non essere entrato nel

mondo della letteratura ed essere rimasto un po’ sul confine.

Monelli riconosce, comunque, il fatto che il mestiere del giornalista sia totalmente diverso da quello della

letteratura. Nonostante ciò, Monelli afferma come un tempo i giornalisti si siano illusi di creare un nuovo

“genere”, creando così anche un nuovo tipo di scrittore che rappresenta una novità, poiché:

a. è uno scrittore che scrive in prima persona, perché vede i fatti in prima persona.

b. è uno scrittore vero, moderno, aderente alla vita

c. è uno scrittore attento allo stile e alla lingua, ma non è schiavo delle regole.

d. è uno scrittore profondamente curioso.

 DINO BUZZATI: Appunti di poetica.

“Sull’ispirazione giornalistica della narrativa”

Secondo Dino Buzzati non esiste una distinzione tra giornalista e scrittore. Buzzati confessa come la cronaca

possa diventare materia dei suoi racconti fantastici anche solo dopo 15 giorni.

Buzzati ha una grande considerazione del mondo del giornalismo e considera fondamentale l'essere giornalista

per il suo essere scrittore. Considera il giornalismo non come un secondo mestiere, ma come il massimo livello

raggiungibile (l’optimum) della letteratura.

“Sul rapporto tra letteratura e giornalismo”

Buzzati ha, infatti, fiducia nel giornalismo come “scuola di preparazione” per lo scrittore perché secondo lui

giornalismo e letteratura sono la stessa cosa. Ha grande fiducia nel giornalismo perché, di fatto, il giornalismo

insegna giorno per giorno il rispetto per il lettore. Questo mestiere tiene molto in considerazione l'esperienza

del lettore.

Un libro scritto da un bravo giornalista, secondo Buzzati, non è noioso. E il “genere noioso” per lui non è

ammissibile in letteratura. Il genere noioso è quel genere che non tiene in considerazione il lettore e non riesce

a coinvolgerlo nella lettura. Buzzati consiglia, così, ai suoi colleghi un momento di apprendistato giornalistico

di anni e anni per sconfiggere questo genere.

“Sul concetto di letteratura narrativa”

Per Buzzati bisogna scrivere in modo semplice ed evidente o addirittura poetico e commovente perché anche

nel giornalismo a volte succedono cose molto belle.

Per Buzzati la scrittura ha uno scopo che è quello di divertire e commuovere. Per divertire intende in senso

classico del termine, cioè ''portare fuori'' distrarre, far sì che l'uomo sia portato in un luogo diverso dal suo. (È

un concetto che ritroviamo in Macchiavelli e proviene dall'umanesimo), trasportarlo nel mondo dello scrittore.

“Scrittura e bisogno di comunicazione”

In questo modo la letteratura riesce a rispondere ad un bisogno di comunicazione (frammento E). Anche la

letteratura risponde ad un bisogno di comunicazione ed è anche in questo ambito che i due mondi si

avvicinano e per Buzzati si corrispondono. 6


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sese07

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in linguaggi dei media (Facoltà di Lettere e Filosofia e di Sociologia) (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sese07 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Italiano per la comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Rossi Letizia.

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