Storytelling - Prima lezione - 29/11/21
Che cosa sono le storie?
Per il Cambridge Dictionary 'story' significa:
- A description, either true or imagined, of connected series of events (sono una descrizione vera o inventata di una serie collegata di eventi).
- A report in a newspaper or on a news broadcast of something that has happened. (un articolo di giornale o una notizia radio-televisivo di qualcosa che è accaduto).
- A lie. (una bugia, menzogna).
Anche in italiano molto spesso associamo la parola raccontare alla menzogna. Una storia è la concatenazione di una serie di eventi collegati tra di loro da rapporti di causa-effetto. Ma, basta avere la concatenazione di eventi per avere un racconto? No, ciò che ci manca per definire una narrazione come tale è la presenza di personaggi che con le loro azioni intenzionali vanno a influenzare la trama. Inoltre, devono essere presenti anche i loro obiettivi, per avere un superamento dell'ostacolo e un raggiungimento quindi delle aspettative prefissate. Con l'assenza di personaggi, ma avendo solo eventi causa-effetto possiamo parlare di storia ma non di narrazione di eventi.
Per l'Oxford Dictionary 'story' significa: An account of imaginary or real people and events told for entertainment (Un resoconto di persone immaginarie o reali ed eventi che parlano e intrattengono).
Con il termine personaggi non intendiamo esclusivamente esseri umani, molto spesso troviamo racconti dove i protagonisti sono oggetti, animali, extraterrestri ma dotati del pensiero umano.
Storytelling - Seconda lezione - 30/11/21
Narrazione e informazione
Nello spot che abbiamo visionato in aula, troviamo uno stereotipo di un luogo usato per descrivere e comunicare un messaggio. Gli stereotipi valgono in genere, per ogni punto di vista. È un modello di somiglianza. I lupi rappresentano lo straniero quasi inospitale ma nel payoff (scrittura finale) tramite una frase, si rovescia il senso dell'intero spot. Ci vogliono 2 minuti per costruire lo stereotipo dei lupi cattivi e 30 secondi per rovesciare tutto facendoli diventare buoni. L'albergo ha usato la narrazione per farsi pubblicità, ma non basta. Abbiamo bisogno anche della presenza dell'informazione. Andando sul sito dell'albergo, non troviamo più lupi e neve, ma troviamo tutte le informazioni sulle stanze e il loro prezzo, la metratura ecc. Abbiamo qui, le descrizioni dettagliate della struttura. La narrazione parla alle emozioni e ai sentimenti, l'informazione invece parla alla testa. Le due cose non sono in contrapposizione ma sono complementari. In questo caso, sono due mezzi di comunicazione separati. Altre volte possiamo trovare una componente narrativa e informativa insieme.
Narrativa visiva
Negli anni '90 l'Ikea mise in circolazione dei cataloghi cartacei dove però non erano presenti le foto dei mobili bensì persone felici di aver acquistato quei mobili (trovandone anche, ovviamente, le descrizioni dei mobili). Poi, è stato utilizzato da altri: usare il prodotto in un contesto. Con il passare degli anni, abbiamo avuto un'evoluzione del termine 'famiglia', siamo passati da quelle tradizionali alle famiglie moderne: con due padri e due madri, con figli nati da genitori diversi ecc.. Anche la pubblicità e la comunicazione si adattano ai tempi che cambiano. Anche una semplice fotografia può essere un racconto, come in questo caso: al centro troviamo le persone e le proprie famiglie e sullo sfondo i mobili, che li hanno resi felici perché usano un arredamento Ikea. Sul sito troviamo tantissime altre immagini, ad esempio una della Torre Eiffel sullo sfondo di un balcone aperto che lascia intravedere un tavolo con le sedie, apparecchiato per la colazione. Non troviamo nessuna persona in questo caso, perché ci vogliono far capire che saremo noi a occupare quel tavolo e a goderci una colazione con vista.
Deriva della storia: usata come arte del mentire
Il termine Story è ugualmente definito come una serie di eventi connessi tra di loro, un servizio giornalistico che riguarda un fatto accaduto oppure una menzogna. La prima definizione è troppo banale come spiegazione, perché per essere storia ci devono essere dei personaggi. Gli eventi sono causati dall'intenzione dei personaggi. In una storia ci devono essere 'esseri umani' o non umani ma che abbiamo sempre un sentimento e un inconscio umano, capaci di pensare e agire. L'uomo non è capace di raccontare storie senza usare la personalità umana, quindi nel caso in cui si voglia ambientare la storia mettendo come protagonisti degli oggetti, bisogna dover aggiungere all'oggetto pensieri umani.
Seconda lezione
Nel libro "La Sentinella" di Brown, il punto di vista è di un non umano che giudica l'umano come banale. Per avere storia abbiamo bisogno di personaggi o di pensieri umani. Il video che abbiamo visionato in aula della maglia intelligente inizia con un ostacolo da superare: il mal di testa. Tutte le storie iniziano con un ostacolo da superare. Poi ci viene raccontata la storia di Pecho e dell'idea della maglietta che ti permette di stare diritto con la schiena. Problema e soluzione creano una trama e quindi un Fabula e un Intreccio. Ci viene raccontato, che il padre di Alex è un dentista ed ha sempre mal di schiena. Alex è l'eroe che vuole risolvere il problema. Il figlio, che vuole risolvere il problema del padre. Si associa ad un aiutante e decidono di risolverlo. In questo punto troviamo le complicazioni, i due dovranno prima mettersi a studiare per molti mesi prima di riuscire a svilupparlo. Inizieranno poi, a dubitare del loro lavoro. Gli eroi sembrano soccombere, sono spacciati, ma poi si rialzeranno. Finiranno il progetto, ma dopo aver superato i primi ostacoli, ne troveranno altri da dover superare: la produzione della T-shirt. Lanceranno una raccolta fondi e in sole 7 ore riusciranno a raccogliere la somma prevista. Alla fine molto meno disperati, metteranno il prodotto in commercio e inizierà la loro avventura di imprenditori. La conclusione del racconto, non fa che aprire nuovi scenari usando un ritmo intenso: dal 2016 sono state prodotte 35.000 magliette. Questa storia, esprime l'essenziale: è ridotta all'osso. È una storia funzionale a vendere un prodotto. Sono storie, che servono a cambiare qualcosa, servono a introdurre o comunicare che servono a qualcosa.
Storie e realtà
Star Wars che è una storia inventata è stata costruita per far capire che il racconto è vero-simile. Ci dà la possibilità di immergerci in un tempo che non esiste ma che anche solo per 2 ore, noi, possiamo viverci: stiamo parlando di Fiction Storytelling. Per Non-Fiction Storytelling, intendiamo una storia che è reale e ci appare difatti reale: un reportage giornalistico. '28 morti nel canale sulla manica' non è Storytelling, ma solo un'informazione. Raccontare la vita di quelle persone è invece, Non-fiction Storytelling. Molte volte, basta una sola biografia per raccontare di persone (parliamo anche qui di Non-Fiction Storytelling) Non troviamo alterazione di fatti, ma solo un diverso accostamento di avvenimenti per rendere il tutto un po' più accattivante. Il Para-Fiction (lato oscuro dello Storytelling) racconta di qualcosa di inventato che vuole sembrare vero Il concetto che il Sole girava intorno alla Terra, Il pensiero che la Bibbia fosse inventata erano tutte cose che si spacciavano per vere. Sono tutti racconti tramandati. Queste storie hanno bisogno di testimonianze, del tipo: mi ha detto mio cugino...ecc. Tutto ciò può diventare pericoloso: come quando girano le fake news.
Storytelling - Terza lezione - 03/12/21
Narratologia
La Narratologia è la parte della semiotica che studia le narrazioni. Tra gli anni '60-'80 (dopo Aristotele) vengono fatti degli studi francesi che poi furono adottati, per studiare le narrazioni da un punto di vista strutturale.
Strutturalismo
Lo strutturalismo delle storie fu scoperto da lavori fatti sulle fiabe da parte di Vladimir Propp. Cosa significa studiare le storie? Individuare la specificità della storia o vedere cosa tutte hanno in comune? La critica le studia per unicità. La letteratura invece, per ciò che le accomuna, dividendole per categorie: il dramma, il romanzo, il poliziesco ecc. Anche in medicina inizialmente, vedendo tante persone diverse si cercava di studiare il singolo individuo, ma poi dopo la prima apertura di un corpo, si sono resi conto che tutte le persone hanno lo stesso scheletro. Quindi, le considerazioni che so di una persona, le posso portare su tutte le altre. L'opera meritoria che ha fatto Vladimir Propp è stata quella di individuare tutte le caratteristiche uniche delle singole storie per scoprire che fossero tutte scheletricamente uguali. Prese 100 fiabe russe e le mise in parallelo. Pur essendo storie diverse con personaggi diversi Propp non si fermò alla superficialità della faccenda andando a studiarne gli elementi comuni. La funzione che ha l'oggetto magico, che è quella di vincere il nemico è una delle caratteristiche sempre presenti nelle fiabe. Nella realtà l'anello e il cavallo non sono strumenti di vittoria come nei racconti. Propp ci dice che l'oggetto magico arriva sempre allo stesso punto. Tutte le fiabe hanno caratteristiche analoghe con lo stesso numero di azioni e conseguenze:
- Funzione iniziale: stato in equilibrio,
- Danneggiamento: si rompe l'equilibrio,
- L'eroe deve combattere per poi o trionfare o perdere.
Propp scrive fino al 1928, poi venne rinchiuso in un campo di concentramento ed è per questo che questi studi ci arriveranno a partire dagli anni '60 tramite i strutturalisti. Gli strutturalisti riprendono il tema del monotipo della fiaba non solo per le fiabe ma anche per i romanzi e i film. Esiste una grammatica comune nelle storie? Come per l'anatomia della medicina potrebbe essere la narratologia la struttura delle storie? Gli strutturalisti vedono come fanno le parole a stare insieme. Esistono delle regole per far stare insieme unità minimali di tempo? La narratologia aiuta a scrivere. Avere uno schema aiuta. Nell'individualità non abbiamo strutture comuni, ma se si prendono in generale potremmo trovare caratteristiche comuni. Tutte le narrazioni sono fatte da motivi (motivetti) comuni e ricorrenti. Prendendo in considerazione lo spot della maglia intelligente troviamo:
- Difficoltà;
- Rimozione difficoltà;
- Successo;
- Difficoltà;
- Disponibilità ad affrontare la sfida + successo/sconfitta.
Tutte le storie sono riconducibili allo stesso schema di procedure. Il passaggio delle singole storie a tutte le storie ci fa capire le caratteristiche comuni. La narratologia ci dice come funzionano non solo le cose già create ma ci dà anche uno schema da seguire proprio per la costruzione di storie da creare. Le scienze esatte fanno delle previsioni sugli oggetti studiati. La Narratologia è uno strumento per raccontare le storie. I motivi sono porzioni minimali di racconto che ritroviamo reimpiegate in altre narrazioni. 'I motivi' stanno insieme, ma sono uniti da flashback però, ne alterano l'ordine temporale e causale. Diamo così vita, ad un artificio, un intreccio che si contrappone alla realtà ovvero, alla fabula. Non si possono raccontare storie senza intrecci poiché quelle raccontate in modo lineare appaiono noiose. Si usano spesso, anticipazioni per catturare l'attenzione del lettore. In che modo:
- Il testo ci permette di fare previsioni se non è scritto in modo lineare.
- Motivi di tipo cognitivo-compositivo: Cognitivo: intrecci di vicende che poi si uniscono tramite i montaggi, Compositivo: possibilità di raccontare linearmente di narrazioni diverse.
Storytelling - Quarta lezione - 06/12/21
Analisi prodotti che durano: Patagonia
Troviamo in una sola immagine racchiuso il concetto della campagna pubblicitaria del marchio: rapporto generazionale dato dal diverso giubbotto indossato sia da un giovane che da un adulto come per dire: smettete di comprare merce a poco prezzo che dopo 3 mesi sono da buttare. Spendete invece, in qualcosa che costa di più ma che può ricoprire più generazioni. Partendo da Propp gli strutturalisti arrivarono a dire che esiste una struttura per le fiabe e anche per tutte le narrazioni in generale, ma per quest'ultime riescono ad affermarlo se non generalizzando. 'I racconti assomigliano alla vita' anche dal punto di vista strutturale. C'è storia quando c'è qualcuno che vuole fare dei passi per raggiungere un obiettivo. Passando da step intermedi.
Oggetto di valore
In ogni storia, c'è un oggetto di valore (obiettivo) e la conquista di ciò diventa il motore narrativo del racconto. Può essere anche un oggetto fisico ad avere un valore intrinseco: esempio del bambino che piange perché vede il camion dei gelati (in questo caso diventa l'oggetto del desiderio del bimbo). Talvolta desideriamo un oggetto perché per noi rappresentano qualche cosa di importante, un ricordo o banalmente la nostra mente gli attribuisce un valore. Ma è un valore intrinseco o sono le situazioni ad attribuirgli importanza? Partiamo dal concetto che l'aria non è monetizzabile se però facessimo riempire una bombola di aria per andare a fare apnea in mare, andremo a pagarla una decina di euro circa. Recandoci poi con un'altra persona sott'acqua, nella nostra avventura, ci accorgiamo di aver quasi finito l'aria e ne chiediamo un po' al nostro compagno, quest'ultimo potrà risponderci: se vuoi l'aria devi darmi tutti i soldi che hai. Abbiamo ben capito quindi, che non esiste un valore intrinseco, ma solo quello dettato dalle situazioni, poiché nasce una contesa per lo stesso oggetto che diventa quindi un oggetto del desiderio.
Le 2 storie della volpe, il corvo e il formaggio
1. Una mattina un curvo, vedendo una volpe con un pezzo di formaggio, decide di andare a chiederle dove l'avesse preso. La volpe molto gentilmente risponde che dietro l'angolo, alla fine del viale si trova un piccolo negozio che ha delle bancherelle proprio sul marciapiede pieni di salumi e formaggi. Il corvo ringraziando, spicca il volo e si reca furtivamente a prendere il suo pezzo del formaggio. Ritornato dalla volpe, i due, passarono tutta la giornata insieme. Entrambi con i propri pezzi di formaggio.
2. Una mattina, un corvo molto affamato, vide una volpe mangiare un pezzo di formaggio, pensò allora, di avvicinarsi per chiederne un pezzetto. La volpe rispose che l'aveva trovato per terra e poiché anche lei stava morendo di fame, non lo avrebbe condiviso. Il corvo, innervosito dalla risposta ricevuta, inizia a svolazzare fastidiosamente sul capo della volpe fino a farla reagire bruscamente. Scoppiò un forte litigio. Entrambi finirono feriti e nessuno dei due riuscì a mangiare il formaggio.
Possiamo notare, come nella prima storia non ci sia un oggetto di valore, e infatti appare molto noiosa, anche se con un lieto fine. Nella seconda invece, troviamo comunque la relazione tra volpe e corvo che fa scaturire, tramite le loro azioni, la figurazione di un oggetto di valore: il formaggio.
Storie e società
Le storie sono riconducibili alle vite comuni e quindi alla società. Facciamo un esempio di amore e tradimento occidentale. 'Samanta ama Guido e anche Guido sembrerebbe amarla, i due stanno insieme ormai da quasi 3 anni. Guido lavora come Fisioterapista in uno studio privato. Da ormai 6 mesi Giorgia, per un problema alla schiena è costretta a recarsi 3 volte alla settimana nello studio dove lavora Giulio. Incontro dopo incontro, i due entrano sempre di più in confidenza. Giulio si accorge di provare qualcosa per lei e anche Giorgia lo ricambia, ma Giulio ogni sera torna a casa da Samanta e ama anche lei, cosa deve fare? Samanta si accorge fin da subito che c'è qualcosa che non va nel suo fidanzato, ma presa dal suo lavoro di avvocatessa e rasserenata sempre dalle parole confortevoli di Giulio non ci fa caso e lascia passare. Una mattina Samanta, dovendo prendere la macchina di Giulio per andare a lavorare poiché la sua era in carrozzeria, si accorge che nella macchina che usa sempre e solo il suo uomo, c'è un orecchino sul tappetino del passeggero che non appartiene a lei. Furiosa rientra in casa e chiede spiegazioni a Giulio. L'uomo che ama tanto la sua donna non crolla e le confessa la verità, dicendole di amare alla follia anche Giorgia.' Da questo punto della vicenda, Samanta e Giorgia entreranno in competizione per l'amore unico di Giulio, che diventerà l'oggetto del desiderio. Ma Giulio, non potrebbe avere entrambe? Formare una famiglia Poligama? Le storie, come abbiamo detto sono legate alla società e al nostro quadro di valori. Devono assomigliare alle nostre vite quotidiane e cambiano al cambiare della società. Si adattano in ogni epoca. Quindi raccontare di una famiglia poligama Italiana non sarebbe possibile perché nella nostra società, non abbiamo ancora, questo modello di famiglia. Nello stesso modo, si potrebbe raccontare di una famiglia orientale e delle molteplici mogli che sono concesse a questi uomini.
Potere
Il potere in una storia può essere attribuito, a una sola persona, ad un gruppo di persone o anche ad un sapere. Il potere è nelle mani d...
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Appunti di Storytelling
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Appunti esame Laboratorio di Storytelling, la narrazione dei generi: Stampa, Radio, TV, Cinema, Web
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