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Riassunto Agrò Manila - Matricola 1798HHHCLCMP

Negli anni 60 applicando semiotica allo studio

dei testi visivi sono nate nuove forme di fruizione

audiovisiva (rete, videogiochi, animazioni,

rimaniamo ancorati al lavoro della

cinema) ma

semiotica sul cinema, primo grande fenomeno

audiovisivo della storia.

Il contesto narrativo riguarda testi audiovisivi che

usano immagini e suoni per elaborare un

racconto in chiave narrativa, il cinema non nasce

per essere un racconto ma in pochi anni lo

diviene, anche la tv continua a essere una

MACCHINA NARRATIVA.

NON ESISTE UN PRIMO TESTO AUDIOVISIVO IN

ASSOLUTO!

FILMATO DEI FRATELLI LUMIERE

“L’uscita dalla fabbrica lumiere” che era una

fabbrica di apparecchiature fotogra che.

(vedere lmato: gente che esce da un

cancello)

Analisi POV -> la ripresa è avvenuta in un

punto ma in realtà ci sarebbero potuti

essere altri 3 punti di vista (dx, sn, alle spalle

degli operai) e questo POV ci racconta che

gli operai escono FELICI E FESTOSI, se

l’avessero ripreso di spalle non si sarebbero

viste le espressioni gioiose. Con una ripresa

frontale si poteva documentare meglio

l’evento “allegro”, intenzione del padrone

della fabbrica.

La presenza di un POV è la condizione primaria

della ripresa

Deve esserci inizio, ne e volontà di signi care

L’autore del testo: in alcuni casi non c’è un

autore, come la pubblicità (qui abbiamo il regista,

l’agenzia pubblicitaria e il datore che può essere un

ministero un azienda che vuole quella campagna

pubblicitaria). Nei testi audiovisivi spesso siamo di

AUTORE COLLETTIVO

fronte a un perché ci sono

diverse gure, c’è però sempre un autore di cui il

messaggio rappresenta la visione. Il regista è colui che

organizza quello che stiamo cercando di comunicare,

organizza l’obiettivo (esempio un lm con scopo di

lucro) nella maniera migliore.

Quando ci occupiamo di un discorso ci occupiamo di senso perché è

in causa anche una parte emotiva e a ettiva.

Una pellicola prima del digitale era una serie di fotogrammi uno

accanto all’altro e montati su una macchina. Anche se questi

senso di rappresentare qualcosa

fotogrammi fossero disordinati il

rimane, l’attribuire un senso è fondamentale nella coscienza umana,

l’umano cerca sempre un senso non ne può fare a meno. Ci chiediamo

spesso “che senso ha questo?”

L’audiovisivo è un linguaggio o una lingua??

lingua

Una è un insieme di codici necessari a uno scambio di informazioni tra individui,

VOCABOLARIO E GRAMMATICA. Nel campo di audiovisivo questi due

formato da

elementi MANCANO!

Il testo audiovisivo non ha le condizioni necessarie per essere de nito

lingue:

1. Non è atto all’interscambio di info, è UNIDIREZIONALE (solo le

attivita interattive un po' lo sono – videoconferenze)

2. Manca di segni veri e propri! L’inquadratura è l’unità piu piccola e

isolabile perché è una qualità assertiva, se vediamo un auto in strada

non servono parole.

3. Non esistono i fonemi! (unità di seconda articolazione)

Il cinema non è una lingua, non possiede un lessico e

una sintassi, c’è solo l’in nita possibilità di organizzare il

senso tra immagini e suoni che è in nito.

anarchia??? NO! ESISTONO DEI CODICI

E’

SPECIFICI (propri del linguaggio audiovisivo:

montaggio, montaggio suono, ripresa, scrittura,

sceneggiatura, costumi, recitazione, politica, cultura...)

E NON SPECIFICI. SPAZIO-

Questi codici permettono di organizzare lo

TEMPO! Ogni comunicazione ha una durata e un luogo

dove viene mostrata. In tutte queste comunicazioni lo

spazio cambia (inquadrature che cambiano) e anche la

L’INQUADRATURA E’ L’UNITA’ MINIMA.

durata).

Non è mai disgiunta dall’immagine, Michelle Sion (?) studioso dell’audiovisivo, dice

Non è isolato

che un immagine ha un quadro, un suono non ha uno spazio.

dall’immagine, anche se mostrato sus fondo nero ci immaginiamo immagini,

mentre un’immagine non rimanda al suono. Il visivo è centrale.

Immagini e suoni non possono essere separati!

I processi di signi cazione avvengono in una dimensione

l’audiovisivo

collettiva, è diverso da altre forme di

perché è COLLETTIVO.

comunicazione proprio

Esempio: tutti possono fare comunicazione scritta

(racconto, email, articolo) o musica (anche chi non sa

suonare può usare la voce, anche se è stonato può fare

rumore); nell’audiovisivo per usare con consapevolezza il

CAPITALI,

linguaggio bisogna avere sapere come funziona

il MONTAGGIO, SOFTWARE DI MONTAGGIO,

TELECAMERA, RIPRESA... E’ molto di cile da soli, quindi

bisogna lavorare con altre persone.

necessariamente Chi vuole costruire un testo audiovisivo attraversa 4 fasi di

costruzione:

IDEAZIONE E SCRITTURA

(avere un idea)

PRE-PRODUZIONE

(capitali e preparazione)

PRODUZIONE

(girare, registrare suoni, reperire immagini per

powerpoint ecc..)

POST-PRODUZIONE

(montaggio, sonorizzazione dei

materiali...)

Nasce sempre da un idea, è al centro del testo audiovisivo, l’idea mette in

moto tutto il processo. non c’è un prima un

Ogni idea ha nel linguaggio la sua rappresentazione,

dopo tra FORMA e IDEA perché a di erenza della parola scritta quando

immagini o suoni ci si presentano in mente. Se dico “pace”

penso a

posso rappresentare la parola in moltissimi modi (colomba, simbolo della

pace, colomba e mani per la colomba biblica, colomba con un ramoscello

d’ulivo diviene diversa, colomba di carta ci parla di una lavorazione, picasso

ci crea un quadro, una foto di una colomba su un cornicione ha ancora un

altro signi cato, una colomba nel nido...: sono tutte immagini che ci

rimandano alla pace perché colomba è simbolo di pace ma ogni volta che la

E’ la FORMA che mostra il

rappresentiamo abbiamo risultati diversi.)

contenuto, anche per le immagini in movimento (colomba nel nido da poca

idea di pace, colomba in volo maggiormente).

Il processo di costruzione di un senso de nisce l’idea del testo perché

FORMA E CONTENUTO non sono MAI SEPARATI.

Quando leggiamo/vediamo qualcosa percepiamo forma e contenuto

non si possono scindere forma e contenuto e li percepiamo

nell’istante,

perché sono TANGIBILMENTE RAPPRESENTATE.

Bisogna valorizzarli entrambi, sono Dioni, si presentano sempre nella

materialità.

Le fasi sono interdipendenti, non sono una sommatoria ma interagiscono tra loro nel

bene e nel male dall’inizio alla ne.

Ogni fase chiama in causa competenze diverse che riguardano codici speci ci e non,

ogni codice dipende dal testo ed è collegato con esso, una bella foto non serve in un

lm se slegata dal racconto, bei dialoghi non servono se la fotogra a è inadeguata ai

dialoghi.

riuscita di un audiovisivo è il risultato di un lavoro omogeneo

La tra i vari

componenti, il fallimento di un testo nasce dalla disarmonia di tutti questi codici.

Un piccolo racconto, sintesi del tema, può essere di poche o tantissime pagine, la

scrittura del soggetto si può dire che è l’esposizione del CONCEPT, che è alla base

(passaggio dal

nocciolo duro allo sviluppo narrativo)

Articolazione del soggetto in passaggi narrativi, si crea indicando in maniera

sommaria gli episodi del racconto secondo l’ordine di successione delle vicende,

l’ordine si può modi care e capovolgere (vedi argomenti seguenti) Serve a

veri care la struttura del racconto e si vede sinteticamente se il racconto regge o

se manca qualcosa.

Sviluppo della scaletta sotto forma di PROSA, è ancora in forma scritta e letteraria,

nel trattamento si possono inserire anche elementi di dialogo (nel caso di lm, serie...)?

Qui si crea una narrazione che si articolerà in immagini e suoni

Descrizione dettagliata di ogni passaggio narrativo o descrittivo inclusi dialoghi.

DIVIDE IN SCENE IL RACCONTO (scena = unità di spazio e tempo)

SCENA è diversa dalla SEQUENZA (sequenza = prevede solo spazio o solo tempo;

ESEMPIO tante scene nello stesso spazio ma in tempi diversi, o scene in stesso

tempo ma in luoghi diversi, così si parla di SEQUENZA)

americano classico 10-50

Nel contesto (anni in cui si pongono le

necessaria la scrittura della

basi dell’audiovisivo) si ritenne

sceneggiatura sia narrativamente sia lmicamente, era anche

strumento tecnico in cui si indicavano inquadrature, soluzioni di

montaggio, posizione della camera...

ossessione per l’elaborazione a tavolino

C’era perché nella

sceneggiatura c’era coesione con il testo narrativo, perché nel

per raccontare

cinema americano c’è un primato dell’audiovisivo:

storie OCCORRE SCRIVERLE SU CARTA dall’idea iniziale alla

struttura narrativa compiuta, è l’egemonia del narrativo rende

indispensabile la sceneggiatura.

Così il DIALOGO assume centralità nel cinema narrativo perché è

veloce, economico, fa sforzare meno lo spettatore, i rischi sono

l’impoverimento delle altre forme di signi cazione (suono,

immagini...).

Hitchcock metteva in guardia il rischio di

usare la parola per cose inesprimibili con

la parola!!! (vedi >suono) La scrittura nell’americano classico era

strumento di PRODUZIONE perché

serviva per ottenere fondi. €€€

La scrittura quindi è utile perché è una

base comune su cui ragionare, fornisce alla

troupe una base comune per capire cosa si

produrrà; oltretutto quando si scrive si ha

più tempo per ri ettere, scrivere e riscrivere,

mentre quando parte la produzione, delle

riprese, si inizia a spendere e si rischia di

fallire.

Metodi diversi di lavorazione che dipendono dai contesti

produttivi

PARADOSSO DEI DOCUMENTARI = La maggior parte sono

scritti!

Non tutti nella storia del cinema (che pone le basi della ri essione

teorica dell’audiovision storytelling) erano d’accordo sullo scrivere

una sceneggiatura!

Registi molto famosi hanno creato lm senza sceneggiatura

impedisse all’imprevedibilità della realtà

perché ritenevano che e

del caso di intervenire nel processo di elaborazione, costringe lo

sviluppo del testo in una struttura troppo vincolante. Preferivano

lavorare in situazioni aperte non troppo de nite che permettessero

di aprirsi sempre alla realta (rossellini, fellini, vin venders, lans von

triad) .

loro CASUALITA, IMPROVVISAZIONE, CASO

Per rivestivano un

ruolo fondamentale.

Poi ci sono lavori a metà tra le due cose, joker è iniziato quasi

senza sceneggiatura continuamente riscritta nel corso con idee che

nascevano da attori, registi, collaboratori.

Noi spettatori nemmeno leggiamo sceneggiatura o scaletta o trattamento, è una fase

delicata se non quella di essere un testo che rimanda a un altro testo ma non è un testo in

Dire che una sceneggiatura è ben scritta è relativo,

se! perché non lo si sa ancora se

sono parole che rimandano a immagini e suoni.

sarà e cace, Possono infatti esserci

problemi di ambiguità, usare con parsimonia gli aggettivi e di più i sostantivi, deve essere

funzionale.

“Un personaggio pensa che...” come rappresentarlo se non tramite immagini e suoni? Una

mancata sceneggiatura fatta bene può bloccare il processo produttivo, noi non vediamo il

pensiero, soprattutto se chi scrive non è chi registra. Lasciare troppo aperte le

interpretazioni rischia di rimandare alle riprese ciò che si poteva scrivere.

non è garanzia di e cacia e

Una sceneggiatura non prevede tutto ma è importante che

è una tappa non un testo con autonomia disgiunta

sia fatto in funzione di un lavoro ,

dall’audiovisivo nale. Antefatto:

1. situazione di equilibrio

Intrigo:

2. elemento di rottura che attiva scontri

tra personaggi, con se stessi o con eventi

avversi

Spannung:

3. capovolgimento totale delle

situazione, massima tensione

Scioglimento:

4. situazione di partenza

ribaltata o modi cata, nuovo equilibrio

narrazione è ogni forma

La testuale, scritta o visiva attraverso cui qualcuno ci racconta una

narratologia studia come sono strutturate le narrazioni

storia. La su vari aspetti.

Medium diversi e strutture comuni = nel corso del 900 il formalista russo Vladmid Popp

studiò le abe del suo paese, poi dal formalismo si passò allo strutturalismo e poi semiologia.

che gli elementi della narrazione si potevano analizzare secondo

Molti studiosi ipotizzarono

schemi perché ogni racconto ha funzioni comuni ricorrenti. La produzione letteraria è stato

principale terreno ma questo può essere adottato per le narrazioni audiovisive: dal romanzo di

storia può essere

collodi di pinocchio sono stati ricavati moltissimi lm, libri.... Il fatto che una

narrata su medium diversi fa imamginare che una storia abbia strutture comuni con cui

adattarsi al mezzo.

Dall’equilibrio all’instabilitá e ritorno = ogni storia parte con un equilibrio, l’equilibrio viene

sconvolto e poi torna equilibrato, alcune possono non chiudersi.

costituito da eventi

è (azioni attive dei personaggi o avvenimenti che capitano a essi) ed

L’intreccio tra eventi e esistenti è la storia,

esistenti (personaggi e ambiente). l’intreccio si

forma da unità narrative : sono le scene/sequenze, unità di tempo e/o spazio che isolano un

RITMO

l’alternarsi di scene e sequenze stabilisce il della

segmento di narrazione,

narrazione.

IL CONFLITTO E’ CENTRALE ! In ogni storia è fondamentale la

l’ostacolo che mette in crisi l’antefatto genera in intrigo

di coltà, e

e spannung tensionie no allo scioglimento.

con itti A volte è interno

al personaggio nella sua mente, può essere anche molto banale ( es

evento quotidiano)

Simon Chappman dice che in qualunque racconto dobbiamo distinguere storia e discorso:

storia concatenarsi discorso linguaggio

la rimanda al degli eventi, il riguarda il

speci cocon cui eventi vengono raccontati. Il discorso riguarda la speci cità del racconto.

Pinocchio = la storia è quella di pinocchio il discorso è quello speci co di lm, libro,

podcast, usato per narrare quella storia.

fabula logica temporale

La è quello che è successo secondo ed è l’oggetto del racconto,

l’intreccio come il lettore/spettatore viene a conoscenza

è di ciò che è successo

secondo l’ordine dato dall’autore. diegesi è l’insieme tra tutto ciò

Un ulteriore binomio è tra diegetico/extradiegetico. La

che concerne la storia o la fabula, intradiegetico fa parte dello sviluppo della messa in

scena e di tutti gli elementi che la riguardano. Se in un lm fantasy ci sono cavalli volanti

L’extradiegetico

nella diegesi ci saranno cavalli volanti. fa parte del mondo narrativo ma

non direttamente, esempio narratore esterno, non fa parte della diegesi e della storia ma

la sua voce fa parte del testo.

Nella musica se la fonte la vediamo nella scena (Esempio Bradley cooper che suona

shallow) allora è musica diegetica, se è esterna all’immagine (tipo sottofondo) è

extradiegetica.

Ogni racconto prevede uno spazio della tempo della storia è la durata reale degli

Il

storia avvenimenti

(diegesi, quindi luoghi messi in scena) (fabula e tempo reale in cui si

spazio del racconto tempo del racconto

e (Spazio formato sullo svolge) , il è lo spazio

schermo nel modo in cui il discorso articola spazio e

atribuito dagli autori del racconto, lo

la storia). l’ordine del racconto nel testo e la loro durata

A volte la musica (Esempio nei lm) uni ca nello stesso testo.

vari luoghi, esempio un viaggio da una Se eventi di 40 anni sono narrati in 13 ore > 40

cucina-aereo-concerto in una scena, questo anni è tempo della storia, 13 anni del racocnto

è lo spazio del racconto che non è nella vita reale eventi accadono in

Inoltre gli

necessariamente lo spazio della storia. maniera CRONOLOGICA e SINCRONICA : in

si possono spostare secondo criteri

un testo

che incidono su aspetti:

➖ Ordine reale logico e cronologico (fabula)

➖ Ordine arti ciale (intreccio)

ORDINE, DURATA e

Avvengono secondo

FREQUENZA.

L’istanza narrati

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Manila96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Visual storytelling e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica internazionale UNINETTUNO di Roma o del prof Chiesa Guido.
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