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SISTEMA FINANZIARIO 4

L .1 – L’A S F 4

EZ RTICOLAZIONE DEL ISTEMA INANZIARIO

L 4

E MODALITÀ ORGANIZZATIVE DI TRASFERIMENTO DELLE RISORSE FINANZIARIE

S 4

CAMBIO DIRETTO

A 4

UTORITÀ DI VIGILANZA SUL SISTEMA FINANZIARIO

I 4

L TRASFERIMENTO DELLE RISORSE FINANZIARIE

S 4

ALDO FINANZIARIO

L ’ 5

A FUNZIONE OBIETTIVO DELL INVESTITORE

L 5

A FUNZIONE OBIETTIVO DEL PRENDITORE DI FONDI

S 5

ERVIZI DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI A BENEFICIO DEI FORNITORI DI FONDI

S ’ 5

ERVIZI DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI FORNITI ALL INTERO SISTEMA FINANZIARIO

L .2 – L B 5

EZ E ANCHE

I 6

L BILANCIO DI UNA BANCA

O 6

PERAZIONI FUORI BILANCIO

A 6

LTRE OPERAZIONI CHE GENERANO COMMISSIONI

D 6

IMENSIONI E ATTIVITÀ DELLE BANCHE

E 6

FFETTI DELLA TECNOLOGIA SUI SERVIZI BANCARI

L .3 – G S 7

EZ LI TRUMENTI DELLA RACCOLTA BANCARIA

D 7

EPOSITI A RISPARMIO

C 7

ERTIFICATI DI DEPOSITO BANCARI

L .4 – I F B 8

EZ INANZIAMENTI ANCARI A BREVE TERMINE

A 9

NTICIPAZIONI GARANTITE

L .5 – F B M L . I M 10

EZ INANZIAMENTI ANCARI A EDIO E UNGO TERMINE L UTUO

I M 10

L UTUO

L .6 – F B M L . I C 11

EZ INANZIAMENTI ANCARI A EDIO E UNGO TERMINE L REDITO AL CONSUMO

P 11

RESTITO PERSONALE RATEALE

R : 11

ATEALE CLASSICO

L .7 – I M M 11

EZ L ERCATO ONETARIO

B 11

UONI ORDINARI DEL TESORO

D 12

EPOSITI INTERBANCARI

P 12

RONTI CONTRO TERMINE

O 12

PERATORI DEI MERCATI MONETARI

L .8 – I M O 12

EZ L ERCATO BBLIGAZIONARIO

T 12

ITOLI DI STATO

C 13

OUPON STRIPPING

R 13

ENDIMENTO TITOLI DI STATO

M 13

ERCATI DEI TITOLI DI STATO

O 13

BBLIGAZIONI DEGLI ENTI PUBBLICI LOCALI

O 13

BBLIGAZIONI SOCIETARIE

R 14

ATING

L .9 – R O 14

EZ ENDIMENTI BBLIGAZIONARI

V A F 15

ALORE DELLE TTIVITÀ INANZIARIE

T 15

ASSO DI RENDIMENTO

TRES ( ) 15

TASSO DI RENDIMENTO EFFETTIVO A SCADENZA

R 16

ELAZIONE TRA PREZZI E RENDIMENTI E DURATION

L .10 – I M A 16

EZ ERCATI ZIONARI

M 16

ERCATO MOBILIARE PRIMARIO E SECONDARIO

L .11 – V 17

EZ ALUTAZIONE DELLE AZIONI

D 17

IVIDEND DISCOUNT MODEL

DDM ( - ) 17

CON TASSO DI CRESCITA ZERO DEI DIVIDENDI ZERO GROWTH MODEL

Pietro Bologna – Università Bocconi 1

DDM ( - – M G ) 17

CON TASSO DI CRESCITA COSTANTE DEI DIVIDENDI CONSTANT GROWTH MODEL ODELLO DI ORDON

E (EPS) 18

ARNINGS PER SHARE

G I 18

ROWTH E NCOME STOCKS

M 18

ETODO DEI COMPARABLES

P (P/E) 18

RICE EARNING RATIO

E (EPS/P) 18

ARNING YIELD

SISTEMA FINANZIARIO II 19

L .13 – M C 19

EZ ERCATO DEI AMBI

T 19

ASSO DI CAMBIO

A / 19

PPREZZAMENTO DEPREZZAMENTO

R 19

ISCHIO DI CAMBIO

D 20

ETERMINANTI DEL TASSO DI CAMBIO

P ’ (IRP) 20

ARITÀ DEI TASSI D INTERESSE

L .14 – C . F F . 20

EZ ONTRATTI DERIVATI ORWARD E UTURES

F 21

ORWARD

M 21

ERCATI FORWARD

F 21

UTURES

P 21

AYOFF

H 21

EDGING

M 22

ERCATO DEI FUTURES

E ( ) 22

FFETTO LEVA LEVERAGE

P 22

ROCEDURE DI CONSEGNA

V 22

ALORE DEI FUTURES

L .15 – C . O . 22

EZ ONTRATTI DERIVATI PZIONI

P 23

AYOFF

D ’ 23

ETERMINANTI DEL PREMIO DELL OPZIONE

L .16 – C . S . 24

EZ ONTRATTI DERIVATI WAPS

I R S (IRS) 24

NTEREST ATE WAPS

C 24

URRENCY SWAPS

C D S (CDS) 24

REDIT EFAULT WAPS

M 25

ERCATO DEGLI SWAP

L .17 – R B 25

EZ EGOLAMENTAZIONE ANCARIA

R I E 26

EGOLAMENTAZIONE BANCARIA IN TALIA ED UROPA

M 26

ODELLI DI REGOLAMENTAZIONE

A 28

LTRI STRUMENTI DI CONTENIMENTO DEL RISCHIO

L .18 – I M . B ’ SIM 28

EZ NTERMEDIARI OBILIARI ANCHE D INVESTIMENTO E

I 28

NVESTIMENTI DI TERZI

S ’ 28

ERVIZI D INVESTIMENTO SUL MERCATO PRIMARIO

S ’ 29

ERVIZI D INVESTIMENTO SUL MERCATO SECONDARIO

F ’ 29

INANZA D IMPRESA

P SIM 30

ROFILI REDDITUALI E PATRIMONIALI DELLE

R 30

EGOLAMENTAZIONE

L .19 – I I . SGR F C 30

EZ NVESTITORI STITUZIONALI E ONDI OMUNI

OICR (O I C R ) 31

RGANISMI DI NVESTIMENTO OLLETTIVI DEL ISPARMIO

V OICR 31

ALORI NUMERICI DEI FONDI

C 32

OSTI E COMMISSIONI

M 32

ISURAZIONE DELLA PERFORMANCE

L .20 – C A F P 33

EZ OMPAGNIE DI SSICURAZIONE E ONDI ENSIONE

T 33

IPOLOGIA DI POLIZZE

F 33

ONDI PENSIONE Pietro Bologna – Università Bocconi 2

L .21 – I R A I F 34

EZ ISCHI NELLE TTIVITÀ DI NTERMEDIAZIONE INANZIARIA

R 34

ISCHIO DI CREDITO

R 34

ISCHIO DI LIQUIDITÀ

R 35

ISCHIO DI INTERESSE

R 35

ISCHIO DI MERCATO

R 35

ISCHIO DI CAMBIO

R P 35

ISCHIO AESE

R 35

ISCHIO TECNOLOGICO

R 35

ISCHIO OPERATIVO

R 35

ISCHIO DI INSOLVENZA

R 35

ISCHIO DI REGOLAMENTO

L .22 – R C 35

EZ ISCHIO DI REDITO

I 36

MPIEGHI IN ATTIVITÀ MOBILIARI

A 36

LTRI IMPIEGHI VERSO PRIVATI

C - 36

REDITO ALLE PICCOLE MEDIE IMPRESE

C 37

REDITO ALLE GRANDI IMPRESE

L .23 – R L I 37

EZ ISCHIO DI IQUIDITÀ E DI NTERESSE

R 37

ISCHIO DI LIQUIDITÀ

R ’ 38

ISCHIO D INTERESSE Pietro Bologna – Università Bocconi 3

Sistema Finanziario

L .1 – L’A S F

EZ RTICOLAZIONE DEL ISTEMA INANZIARIO

Il sistema finanziario, inteso come sistema integrato di strumenti, intermediari e mercati finanziari, assolve

a tre funzioni fondamentali:

1. Funzione creditizia o allocativa: trasferire le risorse finanziarie dai soggetti risparmiatori ai soggetti

investitori, ossia da chi è in surplus a chi è in deficit.

2. Funzione monetaria in senso stretto: garantire l’efficiente funzionamento del sistema dei pagamenti.

3. Funzione monetaria in senso ampio: trasmettere gli impulsi di politica monetaria al sistema economico,

ossia permettere alla banca centrale di influire sul circuito finanziario.

Il concetto fondamentale di tutto il sistema è la fiducia nel sistema finanziario.

Le modalità organizzative di trasferimento delle risorse finanziarie

Esistono tre modalità organizzative di trasferimento delle risorse finanziarie:

1. Scambio diretto autonomo: i datori di fondi e i prenditori di fondi si incontrano senza che alcun

intermediario assuma una propria posizione negli scambi, a credito o a debito.

2. Scambio diretto assistito: i soggetti di domanda e di offerta sono controparti dirette dello scambio, ma

l’intermediario svolge una funzione di ricerca e selezione della controparte, al fine di rendere compatibili

le differenti esigenze dei soggetti di domanda e offerta.

3. Scambio indiretto (o intermediato): l’intermediario si interpone tra le due categorie di soggetti

assumendo una propria posizione, a credito nei confronti del prenditore di fondi e a debito verso il datore

di fondi.

Scambio diretto

1. Mercati primari e mercati secondari: mercati in cui i prenditori di fondi raccolgono fondi emettendo

strumenti finanziari per la prima volta (azioni, obbligazioni) attraverso l’attività consultiva di una banca

di investimento sotto forma di offerta al pubblico, che se si tratta di collocamento di azioni prendono il

nome di OPS (Offerte pubbliche di sottoscrizione, o IPO). Mercati secondari in cui gli strumenti finanziari

collocati vengono negoziati tra gli investitori ulteriori volte (MOT, MTA), segnalando il valore del titolo

nei momenti seguenti. Su questi mercati sono trattati anche strumenti derivati e titoli ibridi.

2. Mercati monetari e mercati dei capitali: mercati in cui vengono emessi e scambiati strumenti finanziari a

breve scadenza, in genere inferiore all’anno (BOT, fondi interbancari, cambiali finanziarie), e sono definiti

over-the-counter perché non dispongono di una struttura fissa, ma le transazioni sono effettuate al

telefono. Mercati in cui vengono emessi e scambiati titoli di capitale (azioni) e di debito (obbligazioni) a

medio e lungo termine, superiore ai 12 mesi.

3. Mercati valutari: mercati dove vengono scambiate le valute, a pronti o spot (scambio immediato) o a

termine o forward (scambio nel tempo).

Autorità di vigilanza sul sistema finanziario

1. Banca d’Italia: fa parte del Sistema europeo di Banche centrali (SEBC) e svolge le funzioni di emissione

ed autorità monetaria all’interno del SEBC (braccio operativo decentrato della BCE in Italia) e vigilanza

del buon funzionamento (stabilità ed efficienza) delle banche e degli altri intermediari finanziari.

2. CONSOB: tutela della trasparenza e corretta erogazione dei servizi di investimento in strumenti finanziari,

controllo sulle società che gestiscono i mercati di strumenti finanziari, tutela degli investitori in caso di

sollecitazione al pubblico risparmio, mediante la richiesta di pubblicazioni e diffusione del prospetto

informativo e disciplinandolo.

3. ISVAP: vigila sul comportamento delle compagnie di assicurazione, autorizza le imprese all’esercizio.

4. COVIP: tutela gli iscritti alle forme di previdenza complementare (fondi pensione), al fine di perseguire

trasparenza, correttezza dei comportamenti e sana e prudente gestione.

Il trasferimento delle risorse finanziarie

Gli intermediari finanziari svolgono il compito principale di raccogliere e incanalare i fondi da coloro che ne

hanno in eccesso (fornitori di fondi o unità in surplus) a coloro che non ne hanno abbastanza per svolgere le

loro funzioni operative (unità in deficit). Queste unità si possono identificare in famiglie, settore pubblico

imprese finanziarie, imprese non finanziarie e il resto del mondo.

Saldo finanziario Pietro Bologna – Università Bocconi 4

La situazione patrimoniale in t può essere rappresentata considerando le variazioni intervenute negli

1

impieghi e nelle fonti di risorse finanziarie da t a t .

0 1

= + ∆ + ∆ = − ∆ − ∆

! " ! "

ossia ∆ − ∆ = −

dove S è il risparmio e I sono gli investimenti in attività reali. In particolare, se un soggetto ha un totale dei

AR

risparmi superiore al totale degli investimenti sarà un soggetto in surplus, in quanto emittente di attività

finanziarie, e viceversa.

La differenza tra le variazioni delle attività finanziarie e la variazione delle passività finanziarie, nonché la

differenza tra risparmio e investimenti in attività reali, identificano il cosiddetto saldo finanziario, ossia la

ricchezza finanziaria che residua dal reddito prodotto e non consumato (risparmio), al netto degli

investimenti in attività reali.

La funzione obiettivo dell’investitore

Gli elementi che orientano le scelte degli investitori sono sostanzialmente il rendimento e il rischio. La

differenza di rendimento tra un’attività priva di rischio e una rischiosa è detta premio al rischio. Il primo

dipende da: (i) prezzo di acquisto dell’attività finanziaria; (ii) redditi periodici che essa genera; (iii) valore di

rimborso; (iv) oneri fiscali e (v) costi di transizione. Il rischio esiste nelle forme di (i) controparte; (ii) interesse;

(iii) mercato; (iv) cambio; (v) inflazione e (vi) liquidità.

La funzione obiettivo del prenditore di fondi

Gli elementi che guidano le scelte di finanziamento sono il costo e il rischio associato all’investimento. Il costo

dipende da (i) importo del finanziamento; (ii) oneri periodici ad esso legati; (iii) valore di rimborso; (iv) effetti

dell’imposizione fiscale e (v) costi di transazione. Il rischio di presenta come (i) solvibilità; (ii) interesse; (iii)

instabilità delle fonti di finanziamento; (iv) cambio e (v) condizionamento dell’attività d’impresa.

Servizi degli intermediari finanziari a beneficio dei fornitori di fondi

1. Riduzione dei costi di controllo: diminuire le asimmetrie informative quali selezione avversa o azzardo

morale.

2. Riduzione dei rischi di liquidità e di prezzo: redistribuzione dei rischi per mezzo di trasformazione a

scadenza.

3. Riduzione dei costi di transazione: economie di scala.

4. Intermediazione delle scadenze: maggiore capacità di affrontare il rischio di avere in portafoglio attività

e passività con diverse scadenze.

5. Intermediazione di taglio: consentire ai piccoli investitori di superare i limiti all’acquisto di quelle attività

finanziare vendute in lotti molto grandi.

Servizi degli intermediari finanziari forniti all’intero sistema finanziario

1. Trasmissione della politica monetaria: data l’estrema liquidità e la facilità di trasmissione, i depositi

bancari esercitano un impatto sull’inflazione del sistema, dunque sono strumenti naturali per

l’applicazione delle politiche monetarie.

2. Allocazione del credito: finanziamento di specifici settori dell’economia individuati da politiche sociali

come particolarmente bisognosi di fondi. In molti Paesi si punta su alcune aree settoriali o geografiche

attraverso l’allocazione del credito.

3. Trasferimento intergenerazionale della ricchezza: possibilità per i risparmiatori di trasferire patrimonio

dagli anni della giovinezza agli anni della vecchiaia.

4. Servizi di pagamento: La fornitura di moneta bancaria (o fiduciaria), ossia strumenti con i quali il

pagamento di perfeziona in modo differente dalla moneta legale, facilita le transazioni.

L .2 – L B

EZ E ANCHE

I principali prodotti offerti dalle banche sono (i) i servizi di pagamento; (ii) prodotti di risparmio/investimento;

(iii) servizi fiduciari; (iv) prestiti a società o famiglie; (v) sottoscrizione di emissioni di titoli di capitali e di

debito; (vi) prodotti assicurativi e di gestione del rischio.

Il bilancio di società non finanziarie e banche sono speculari: i prestiti fatti dalla banca sono iscritti tra le

passività per le prime, tra le attività per le seconde. Al contrario le banche inseriscono tra le passività i depositi

dei suoi clienti, mentre le società li mettono nelle attività. Per la loro funzione le banche sono molto esposte

al rischio di liquidità, in quanto una serie di inadempimenti al di fuori del limite atteso va ad intaccare

direttamente le risorse della banca stessa, rischiando di causarne a sua volta l’insolvenza.

Pietro Bologna – Università Bocconi 5

Il bilancio di una banca

Le principali voci all’attivo del bilancio di una banca sono:

1. Prestiti commerciali e industriali: linee di finanziamento per società corporate, a breve termine per

colmare esigenze date dallo sfasamento dei cicli di produzione e vendita o a lungo termine per finanziare

acquisti di impianti e macchinari.

2. Prestiti immobiliari: mutuo a garanzia di un immobile (che viene ipotecato).

3. Prestiti a consumo: prestiti per oggetti dedicati a consumo, personali o finanziamento di beni durevoli

4. Altri prestiti: verso altri intermediari, verso Stati Sovrani.

5. Titoli a breve scadenza: quali depositi presso altri intermediari, prestiti contro termine e titoli del tesoro.

6. Titoli a lunga scadenza: quali obbligazioni societarie e titoli azionari.

Le voci al passivo invece comprendono:

1. Capitale netto fornito dagli azionisti o dagli utili non distribuiti.

2. Depositi da clientela quali conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito.

3. Depositi da altre banche (prestiti interbancari).

4. Obbligazioni.

5. Altre passività.

Operazioni fuori bilancio

Le banche effettuano una serie di operazioni che contribuiscono alla formazione di costi e ricavi ma che non

figurano tra le voci di bilancio. Esempi sono l’emissione di diversi tipi di garanzie prestate dalle banche quali

fideiussioni, avalli, accettazioni bancarie e lettere di credito, e transazioni in strumenti derivati come futures,

forward, option e swap.

Altre operazioni che generano commissioni

Di seguito sono illustrate le principali tipologie di altre operazioni che generano ricavi per le banche sotto

forma di commissioni:

1. Servizi di gestione del risparmio: gestioni di patrimoni mobiliari, gestioni patrimoniali in fondi, polizze

assicurative, fondi comuni di investimento, fondi pensione.

2. Banca corrispondente (fornitura di servizi bancari alle banche che non hanno strutture adeguate per

l’espletamento di questa funzione): compensazione e raccolta degli assegni, operazioni in divisa estera,

servizi di copertura, consorzi.

Dimensioni e attività delle banche

Le banche possono sfruttare forme di economia di scala, di diversificazione ed efficienza sui costi dovuti

all’efficienza manageriale. La prima favorisce investimenti in tecnologia che consente di abbassare il costo

medio di erogazione dei servizi finanziari, anche se questi investimenti potrebbero spingere verso l’alto i costi

medi, qualora i ritorni siano inferiori alle aspettative; per questo le banche più piccole operano con uno

svantaggio tecnologico ma con più flessibilità e stabilità. Le economie di diversificazione dei costi e dei ricavi

permettono di abbassare il rischio di liquidità e di solvibilità, perché anche qualora un settore finanziario

andasse in declino, gli utili provenienti dagli altri settori andrebbero a coprire le perdite. La differenziazione

dei ricavi si ottiene anche attraverso la fusione di due banche (vedi JP Morgan Chase), che si complementano

nella fornitura di più servizi e nella più estesa base di clienti.

Le grandi banche hanno una maggiore facilità di accesso ai mercati di capitale e operano con minor capitale

proprio, usano una minore quantità di deposi

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/09 Finanza aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pb19_unib di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistema finanziario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano o del prof Corbino Daniele.
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