La neurobiologia fa riferimento a funzione, sviluppo, organizzazione
cellulare del sistema nervoso, mentre le neuroscienze (termine più generico)
sono le scienze che studiano il sistema nervoso.
Domande generali della neurobiologia comparata (approcci multidisciplinari):
si è evoluto l’encefalo durante la filogenesi?
1) Come
Questa domanda si può affrontare attraverso differenti approcci
(multidisciplinari), come la paleoneurobiologia, lo studio cioè degli encefali
fossili o dei calchi delle teche craniche (naturali o artificiali, chiamati
endocasts) di estinti vertebrati, che permettono di stimare i caratteri e il tempo
per l’evoluzione dell’encefalo. Può essere utilizzata anche la
necessario
neuroanatomia comparata, cioè si confrontano le strutture (macroscopiche e
microscopiche) e le funzioni neuroanatomiche.
sono costruiti diversamente gli encefali durante l’ontogenesi?
2) Come è l’organizzazione anatomica degli encefali maturi e come possono
3) Quale
essere comparati (omologia VS analogia) ?
4) Come lavorano funzionalmente gli encefali per completare le loro funzioni
di sopravvivenza e successo riproduttivo?
Uno degli approcci, applicato in biologia generale, è quello di utilizzare dei
modelli semplificati per avere informazioni sui processi di base di
dell’assone gigante
funzionamento del sistema nervoso studio del
calamaro, 1 mm di diametro, per scoprire il meccanismo di base del
potenziale di azione. Per aver scoperto i canali ionici coinvolti e il
funzionamento di esso (identico in tutte le cellule nervoso e nei neuroni di
qualsiasi altro organismo animale), nel ’63 presero il premio Nobel per la
fisiologia e la medicina Hodgkin, Huxley e Eccles.
Kandel prese il premio Nobel per aver compreso i geni e le proteine prodotte
dall’attività genica che sono alla base del processo di apprendimento e di
memoria (funzioni cognitive), condivisi con tutti gli animali, studiandoli sulla
Aplysia californica.
Anche per studiare e comprendere il ruolo dei geni nella modificazione dei
comportamenti, nell’apprendimento e nella formazione della memoria sono
stati utilizzati modelli di base. Benzer ha lavorato sul modello della
Drosophila melanogaster, che da un punto di vista genetico ha solo 4
cromosomi, ha generazioni rapide (15 giorni), e presenta la possibilità di fare
mutazioni puntiformi (quindi, permette di vedere effetti rapidi dall’alterazione
di geni). Ha studiato dunque mutanti con difetti nell’apprendimento e nella
memoria non dichiarativa. Le forme di memoria non dichiarativa sono 1
correlate a schemi motori quali imparare a nuotare, andare in bicicletta,
imparare a conoscere un odore (che rimangono impresse e che migliorano
con l’esercizio); in contrapposizione a ciò, le forme di memoria dichiarative
sono quelle che bisogna richiamare rispetto ad alcuni eventi della vita.
Un altro esempio di studio è relativo al test “Morris Water Maze”, condotto su
Mus musculus (topolini) in una vasca per verificare i loro riferimenti spaziali,
cioè per identificare i geni correlati alla capacità di formare memorie spaziali
ippocampo-dipendenti. Nella vasca ci sono dei pannelli che prima sono a filo
e una volta che il topo li ha individuati, riuscirà ad arrivarci anche
dell’acqua, opaca, quindi non più
dopo che saranno scesi sotto il pelo dell’acqua visibili.
“knockout”
I costitutivi (topi geneticamente modificato in cui è soppressa, a
di un
scopo di studio, l’espressione determinato gene) servono per
comprendere il ruolo di un gene nel contesto di una funzione: se un gene
viene utilizzato durante lo sviluppo dell’encefalo o lo sviluppo di altri organi,
nella vita adulta lo si elimina e si vede quale è la funzione in uno specifico
contesto. E’ stato eliminato il gene che elimina l’ossidasi, enzima che
l’ aumento di flessibilità
deteriora la D-serina. La presenza della serina offre
cognitiva (aumento della capacità di rispondere velocemente) ai topolini,
rendendoli più capaci di rispondere.
“From (dal bancone al letto dell’ammalato) è un
bench to bedside” modo di
dire coniato qualche anno fa per sottolineare che alcuni aspetti di ricerca
possono essere utilizzati direttamente in cure terapeutiche. Identificare dei
geni correlati ad un aumento di risposta a livello neuronale può essere utile in
tutte quelle malattie che sono caratterizzate da incapacità di essere flessibili
dal punto di vista cognitivo (autismo).
Nel 2017 Hall, Rosbash e Young hanno vinto il premio Nobel per la
fisiologia e la medicina per il loro lavoro sui ritmi circadiani. Tra i geni coinvolti
nella regolazione dei ritmi circadiani hanno scoperto il “period” nella
Drosophila.
Nel 2020 Charpentier e Doudna hanno vinto il premio Nobel per la chimica
per aver sviluppato il sistema di editing del genoma Crispr/Cas9 che permette
di modificare pezzi di materiale genetico con grande precisione, studiando il
sistema immunitario di un batterio Streptococcus. Hanno scoperto uno
strumento molecolare che può essere utilizzato per effettuare incisioni
precise nel materiale genetico, rendendo possibile cambiare facilmente il
codice della vita. 2
Nei primati e nell’uomo c’è un grande sviluppo della regione della
all’olfatto, nonostante non
neocorteccia; si è sempre data poca importanza
sia così. Ciò che è vero è che il rapporto tra dimensioni del bulbo olfattivo e
dimensioni della neocorteccia è molto differente rispetto a quello che si
potrebbe identificare nei roditori o nei gatti, animali macrosmatici (utilizzano
molto l’olfatto per analizzare il territorio circostante), mentre noi primati siamo
microsmatici (grande utilizzo degli occhi). Vero è inoltre che le informazioni
sensoriali e gli organi di senso vengono utilizzati in toto ed integrati per dare
l’immagine migliore possibile dell’ambiente che si frequenta.
Il sistema nervoso è l’organo più complesso dei vertebrati (ma anche di
moltissimi invertebrati) e i numeri cellulari sono difficilmente percepibili:
decine di miliardi di neuroni, di altre categorie cellulari come le cellule della
glia che sono cinque volte tanto il numero dei neuroni. Gli elementi cellulari
che costituiscono il sistema nervoso, in particolare il sistema nervoso centrale
(rappresentato da encefalo e midollo spinale) raggiungono numeri
difficilmente percepibili.
Questo è un disegno di Golgi (istologo) che mostra la struttura e
l’organizzazione del SNC, in particolare del bulbo olfattivo. Si tratta di
un’organizzazione condivisa in tutti i vertebrati, organizzazione messa a
punto nel progenitore ancestrale che è rimasta come struttura di base.
In periferia sono indicati quelli che sono gli assoni dei neuroni sensoriali: dal
punto di vista sensoriale (dell’olfatto) noi abbiamo una mucosa olfattiva che
presenta dei veri e propri neuroni con un terminale dendritico (segmento 3
ricevente) che aggetta nella mucosa nasale e che raccoglie molecole che si
sciolgono nel muco nasale (informazione di tipo chimico); poi questi neuroni
mandano un assone molto lungo che si organizza a formare il primo nervo
cranico (il nervo olfattivo) che raggiunge il bulbo olfattivo (prima stazione del
SNC dedicata all’olfatto).
In alto sono disegnati i terminali olfattivi che raggiungono delle strutture
sferoidali che prendono il nome di glomeruli olfattivi, dove quindi i neuroni
olfattivi entrano in contatto con quelle che sono le due categorie di cellule
principali del sistema nervoso. La prima è quella delle cellule mitrali
(disegnate grosse) del bulbo olfattivo, che sono i cosiddetti neuroni di
proiezione, che raccolgono informazioni e le mandano ad altre cellule.
L’attività di proiezione di questi neuroni viene regolata dall’altra categoria di
cellule nervose, ovvero gli interneuroni (disegnate piccole al centro): questi
l’attività di trasferimento
sono cellule che inibiscono, regolano
dell’informazione da parte dei neuroni di proiezione inibendo i neuroni di
proiezione stessi. La stragrande maggioranza di interneuroni esprimono il
GABA (acido gamma-amminobutirrico), neurotrasmettitore inibente.
base dell’organizzazione del
Schema di SNC 4
l’esterno, in quella ventrale
Nella porzione dorsale viene rappresentato il
canali e ventricoli presenti nell’encefalo. Infatti, all’interno
sistema
dell’encefalo e del midollo spinale ci sono dei canali che nell’encefalo
prendono il nome di ventricoli. Questi contengono il liquido cerebrospinale,
costituito da un mix di ormoni e fattori di crescita, di sostanze che vengono
in diverse regioni dell’encefalo e che
veicolate (attraverso questo sistema)
svolgono funzioni fondamentali per il funzionamento del tessuto nervoso.
Nella porzione dorsale il SNC è avvolto da guaine di collettivo chiamate
all’interno:
meningi (dall’esterno dura madre, aracnoide, pia madre), che
dell’organismo.
isolano in modo piuttosto efficiente il SNC dal resto
Il tessuto nervoso extracellulare, o neuropilo del tessuto nervoso, (nel
disegno indicato in azzurrino) è piuttosto compatto e denso e ricco di fibre
nervose di diversa natura.
Il letto vascolare presente nel SNC è molto esteso perché il SNC, sebbene
rappresenti il 2% del peso complessivo del corpo, consuma il 20% del
fabbisogno energetico a riposo, quindi è un sistema di un tessuto che da un
punto di vista energetico e metabolico cha bisogno di molto glucosio e di fare
molti scambi gassosi. Il letto vascolare permette degli scambi gassosi e
apporto di glucosio; inoltre permette degli scambi specifici (gas, zucchero,
amminoacidi..), cioè è uno scambio selettivo perché il SN deve essere
protetto. La stragrande maggioranza del SNC, eccetto alcune regioni,
presenta la barriera ematoencefalica, sistema e filtro selettivo che impedisce
a patogeni e molecole di grandi dimensioni di passare e raggiungere il SNC.
La barriera ematoencefalica, sebbene necessaria per preservare il tessuto
nervoso, è un ostacolo anche per il passaggio di farmaci. Una delle vie più
utilizzate per farli passare al SNC è la via nasale, mentre alcune sostanze
liposolubili (alcol, caffeina, cocaina) permeano velocemente la barriera. Si
cerca ormai di far passare molti farmaci dal bulbo olfattivo; gli spray nasali
(decongestionanti) passano velocemente e non si sa cosa producano nel
SNC, quindi sarebbe meglio evitarli.
La barriera ematoencefalica è formata dai pedicelli di una delle categorie di
cellule nervose presenti nel sistema nervoso, ovvero gli astrociti, che formano
con questi lunghi processi che avvolgono i capillari la barriera encefalica. Gli
astrociti venivano definiti cellule di supporto e fanno parte delle cellule gliali;
fanno parte di queste cellule gliali nel SNC anche gli oligodendrociti,
importanti dal punto di vista funzionale e anche per le patologie che sono
prodotte (per esempio, sclerosi multipla) perchè gli oligo sono coinvolti nella
formazione delle guaine mieliniche che avvolgono gli assoni nervosi e i 5
e facilitano la conduzione del potenziale sinaptico. Un’alterazione di
neuroni
questa categorie di cellule è coinvolta nelle patologie per cui le cellule
perdono la loro facoltà di avvolgere i segmenti conducenti dei neuroni e
quindi si hanno perdite di funzioni.
Altre categorie di cellule gliali sono le cellule della microglia, che svolgono la
funzione di sorveglianza immunitaria.
Ci sono poi le cellule ependimali, sempre incluse in quelle gliali (della
l’ependima avvolge
neuroglia), che tappezzano le cavità interne: e tappezza
i ventricoli e la cavità del canale centrale del midollo spinale. Sono cellule che
funzionano come filtri selettivi nei confronti questa volta del liquido
all’interno del sistema canalicolare
cerebrospinale che è presente e circola
del SNC. Sono dotate di ciglia; le cellule caratteristiche della zona
ipotalamica, taniciti, sono cellule ependimali che aggettano nel terzo
ventricolo, in corrispondenza della zona ipotalamica, che mediano e
raccolgono secreti di diversa natura, sia dal liquido cerebrospinale verso il
SNC, sia dai capillari del SNC, costituendo una via di comunicazione,
L’ipotalamo è una delle poche regioni che
interazione e secrezione di ormoni.
manca di barriera ematoencefalica, proprio perché deve permettere il
passaggio di questi neuro-ormoni. In tutti i neuroni si riscontrano le tre
porzioni di base: porzione dendritica
(segmento ricevente), da cui
l’informazione viaggia in direzione
centripeta verso il soma (corpo
l’assone
cellulare), da cui emerge
(segmento conducente) in cui
l’informazione viaggia verso il
bersaglio in senso centrifugo.
Alcuni neuroni hanno un’ampia
porzione dendritica, da cui deriva la
capacità di interagire con molti altri
neuroni: ciascun neurone è in grado
di creare decine di migliaia di
contatti.
Gli interneuroni sono fondamentali
per regolare l’attività di questa integrazione e per la formazione del segnale in
uscita. Alcuni interneuroni lavorano solo con dendriti (mancano dunque di
assoni), per esempio i granuli del bulbo olfattivo, cellule dendritiche che 6
regolano l’attività dei neuroni di proiezione tramite il rilascio in corrispondenza
dei dendriti di neurotrasmettitori inibitori.
Funzionamento di base del sistema nervoso
Si forma, attraverso un sistema di canali ionici, un movimento di cariche che
porta alla formazione del potenziale d’azione, nel momento in cui si ha una
depolarizzazione sufficiente. Il potenziale di azione, che si forma alla base
dell’emergenza dell’assone, culmina con la liberazione di neurotrasmettitore
in corrispondenza delle sinapsi. Le sinapsi chimiche sono zone virtuali
(perché molto addossate) dove il terminale nervoso rilascia il
veicolato all’interno di vescicole
neurotrasmettitore che viene accumulato e
che si fondono alla membrana del terminale assonico, entrano nello spazio
sinaptico, e nella membrana postsinaptica (nel target del bersaglio
dell’assone) questi neurotrasmettitori modulano l’apertura di canali ionici ed
eventualmente di creare una nuova depolarizzazione, oppure
un’iperpolarizzazione (dipendentemente dalla natura del neurotrasmettitore
rilasciato attivano o inibiscono il bersaglio).
La sinapsi elettrica si verifica senza rilascio di neurotrasmettitori; sono
comuni negli invertebrati e in alcune regioni del SNC dei vertebrati (anche se
in netta minoranza rispetto alle sinapsi chimiche) soprattutto nelle fasi di
sviluppo. Per esempio, si ritrovano sinapsi elettriche lì dove è necessario
sincronizzare grossi gruppi di neuroni: si formano delle gap junction, canali
in modo che l’informazione elettrica si
che permettono il passaggio di ioni
sposti dalla pre- alla post sinaptica, quindi si crea continuità elettrica. Questa
modalità di scambio di informazione avviene anche a livello di ipotalamo,
dove c’è necessità di rilasciare grosse quantità di neuroni da parte dei nuclei
ipotalamici (le sinapsi elettriche permettono di sincronizzare l’attività di grossi
gruppi di neuroni). Sono presenti sinapsi elettriche anche a livello intestinale:
che tappezza l’intestino) è una regione
il sistema enterico (sistema nervoso
particolarmente sviluppata di sistema nervoso, oggetto di numerosi studi in
correlazione con quella che è la microfauna dell’intestino. La parte del
sistema nervoso che regola la peristalsi fa parte del sistema nervoso
autonomo, per cui un movimento indipendente dalla nostra volontà: questa
attività è strettamente regolata al microbioma e microbiota presente nel
nostro intestino, che influenzano non solo la peristalsi ma anche proprio il
sistema nervoso centrale (in stretta correlazione con il sistema enterico: sono
state scoperte forme di depressione legate proprio al microbioma
dell’intestino). 7
Nel 2013 Rothman, Schekman e Sudhof hanno vinto il premio Nobel per la
fisiologia e la medicina per aver scoperto il meccanismo con cui il sistema
nervoso comunica, il funzionamento delle sinapsi (regolazione del traffico
vescicolare, meccanismo generale di trasporto cellulare). Sudhof mette in
evidenza in particolare l’importanza delle proteine sensibili al calcio,
fondamentale per la contrazione muscolare e per la trasmissione nervosa; dà
dunque un ruolo ai canali sensibili al calcio.
Tecniche di immunofluorescenza permettono di identificare tipi diversi di
neuroni, e le tre modalità con cui si tenta di classificare i neuroni si basano
sulla loro morfologia, sulla loro funzione e sul corredo di neurotrasmettitori
che producono e a cui sono sensibili (neurochimica).
Il motoneurone (a), funzionando ad acetilcolina, stimola il movimento
dell’effettore, cioè il muscolo: è un classico neurone sensoriale
pseudounipolare del ganglio della radice dorsale del midollo spinale. Ha una
morfologia molto caratteristica di neuroni posti dorsalmente al midollo spinale,
nei gangli del midollo (quindi esterni al sistema nervoso centrale): questi
gangli hanno un significato sensoriale, portano informazioni provenienti
dall’ambiente esterno o interno verso il SNC. I neuroni sensoriali nascono 8
come bipolari e durante lo sviluppo
diventano pseudounipolari, cioè si
chiudono ed avranno un ramo diretto
verso l’organo sensoriale da cui ricevono
l’informazione (segmento dendritico o
ricevente), e un ramo che va all’interno del
sistema nervoso centrale.
Cellula del Purkinje tipica del
cervelletto, riconoscibilissima
(dal punto di vista morfologico)
per la grande arborizzazione
dendritica così sv
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