18 Febbraio 2020
INDAGINE SULLA FOTOGRAFIA 1
- L’immagine rappresenta l’evento politico
- L’immagine crea l’evento politico: perché si possono creare dei simboli, può
evocare dei significati profondi
- L’immagine muove la politica: è una call-to-action, ma commuove anche perché
procura delle emozioni.
La complessità dell’immagine per le scienze sociali: questioni
L’accettazione che l’immagine parli è difficile perché ha tanti elementi a sfavore
• rispetto alla parola, mentre l’immagine è qualcosa più diretto, più evidente, più
emotivo e meno razionale. Nel ‘900 cosa aiuta questa questione? La
consapevolezza che anche il linguaggio verbale non è così chiara di quanto ci
immaginiamo (esempio di Wittgenstein).
Ci sono studiosi che iniziano a capire che nella politica succedono delle cose
• che non nascono dalla realtà ma da una costruzione immaginaria o immaginata
della realtà. Anderson scrive un libro riguardo le società immaginarie, come il
nazismo che si è immaginata una società fatta di razza ariana, ma non c’è mai
stata. Vengono pensate e costruite come se esistessero, ma addirittura vengono
rappresentate. L’immaginazione può avere un contenuto politico negativo o
positivo (lager finti fatti vedere in documentari oppure le utopie).
Oggettività dell’immagine, nel senso che l’immagine è un oggetto (la Guernica
• aveva una collocazione importante nell’Expo di Berlino, accanto al padiglione di
Germania e Italia). Se è un oggetto è anche oggetto di pratiche fotografiche, i
dilettanti maneggiano degli oggetti — teoria amatoriali.
La fotografia è importante per le altre discipline come la filosofia come la storia
• dell’arte. Foucault su Ceci n’est pas une pipe. È una pipa ma effettivamente non
è una pipa è l’immagine di una pipa, ma come faccio a dire che quell’oggetto è
una pipa, ecc.
La fotografia ci testimonia, ci racconta, ci dicono cosa è successo. Isola
• momenti della storia ma racconta anche la storia.
L’impatto della fotografia oggi: una sistematizzazione
1. La fotografia è un immagine che ha un rapporto con la realtà. Se io vedo un
quadro rinascimentale in cui sono rappresentate i miti classici e ci sono quindi
personaggi immaginari, non mi pongo il problema che quell’immagine sia
storica. Ma se penso che la fotografia non sia riferita a qualcosa che è
veramente stato, devo immaginare che ci sia una trucco illegittimo (a meno che
non sia dichiarato), c’è un problema di rapporto con gli eventi, in particolare
quando l’immagine diventa il nostro principale modo di rappresentare la realtà
(9/11).
2. La fotografia è anche un oggetto di transizione tra due persone, che passa tra
due persone, è un oggetto comunicativo, un legame. Una fotografia non è mai
solo un oggetto che segnala qualcosa ma anche oggetto di scambio
3. La fotografia è anche questione di pratiche, tutti quanti scattiamo foto, perchè
scattiamo foto, da dove viene questo nostro scattare foto. Cosa facciamo
quando fotografiamo? Pagina 1 di 28
Questioni
1. Cosa è la fotografia? È una tecnologia o un dispostivi? È fatto solo di macchine
fotografiche e sistemi di sviluppo o è una catena molto più complessa, chi
fotografia, chi si fa fotografare, chi pubblica, chi decide che qualcosa è
interessante, perchè si fanno i selfie?
2. Come si fa a fare una teoria della fotografia? C’è chi dice è impossibile, posso
solo scattare solo una foto e chi dice come non posso? Certo che posso,
guardo i profili Facebook di tutti coloro che ci sono e sono riconducibili a 5
grandi forme.
UNA TEORIA DELL’IMMAGINE: PITTURA
Francesco del Cossa, Annunciazione (1470-1472 circa), sta nel libro “Non si vede
niente. di Arasse. Cosa vediamo? Lumaca si trova sul bordo, sembra quasi che
stia sulla cornice e non nel quadro.
Nella fotografia c’è l’effetto lumaca: vediamo qualcosa ma c’è anche il gesto di
qualcuno che vuole farci vedere qualcosa.
L A F O T O G R A F I A C O M E O G G E T T O C O M U N I C AT I C O : L’ A N A L I S I
BARTHESIANA
Premessa: gli interventi di Roland Barthes sulla fotografia e il ruolo dell’immagine:
tappe fondamentali
Scrive i libri:
Prospettiva strutturalista: Miti d’oggi (1957), Rhétorique de l’image (1964)
Prospettiva post-strutturalista: La camera chiara (1980)
Mythologies (Miti d’oggi) 1957 (testi scritti fra il 1954 e il 1956)
- Scrive del catch (oggi si chiama wrestling)
- Inizia a studiare la fotografia pubblicitaria e le immagini giornalistiche. Attraverso
le fotografia riesce a studiare i fenomeni sociali. È affascinato da questo sport
ma non lo vuole vedere studia le fotografie. Analizzandole studia il catch ma
studia anche la fotografia in se (utilizzo della foto com strumento conoscitivo,
ma anche come oggetto proprio di analisi)
Rhétorique de l’image: 1964
- Barthes fa la stessa cose negli studi della pubblicità e della ideologia.
- Nell’immagine mi interessa la possibilità di far passare l’ideologia, lo possiamo
vedere nell’analisi della foto della pasta panzani. La pubblicità lavora come
ideologia, evoca dei significati senza nominarli.
La chambre claire (1980)
- Quando analizziamo la fotografia capiamo da che punto di vista la vogliamo
analizzare. MANCA (AUDIO)
- La natura della fotografia, essere stato lì
- Punctum vs studium
- La ricerca della madre
Analisi, due “atteggiamenti” fotografici
- La foto che racconta, documenta
- La foto che interpreta, mette in scena se stessa o esprime il sentire del fotografo
(Erwitt) …all’interno di una diffusione controllata e intermediari dall’editoria.
Pagina 2 di 28 19 Febbraio 2020
LE FOTO DI ALAN KURDI - NILÜFER DEMIR
LA TEMPESTE DI FUOCO
a) La scintilla
La prima notizia su Twitter viene postata da una giornalista e attivista turca,
Michelle Demishevich. Il suo tweet, che mostra l’immagine di Alan, non ha
grande diffusione.
b) I piccoli fuochi: prime 2 ore
La notizia viene menzionata da qualche agenzia in Libano, Siria, Palestina.
Piccoli movimenti locali su Twitter.
c) L’esplosione
Alle 12.45 Liz Sly, Bureau Chief del Washington Post di Beirut, cita il caso sul
suo account @Lizsly. Il tweet viene ritwittato 7000 volte. Parte la vera viralità.
d) Il contagio
All’1.10 del pomeriggio i grandi media rilanciano la notizia: prima il Daily Mail,
poi oltre 500 articoli sulle dizioni online di The Independent, Huffington Post,
The Guardian, Mirror, Mashable, ITV, CBS, NBC, Aljazeera, NBC, Metro, El
Mundo, Reuters. Tutti questi articoli sono ritwittati più volte.
e) La standardizzazione
Il 3 settembre la diffusione continua fino a sera.
Nella pubblicazione delle foto si comincia ad utilizzare soprattutto rifacimenti e
ri-disegni.
Francesco D’Orazio: “The need for sharing the impactful images and the
concerns over hurting the sensibility of the audience have led, within the first
12 hours, to the creation and diffusion of surrogate Aylan Kurdi images
designed to mitigate the brutality of the original images in order to sustain the
visual narrative of the story and its diffusion”.
I PROCESI SIMBOLICI
4 Pratiche
Approfondimento
§ Curiosità su Google
Cambiamento di percezione e di semantica
Racconto
§ La famiglia e il destino
Il padre incauto
Memoria
§ Il ruolo degli artisti
Wikipedia
L’anniversarizzazione
Simbolo
§ Memizzazione
Costruzione di un’icona (o corrispondenza a una esistente)
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Pratiche
Condividere (ri-twittare o pubblicare su altri social)
• Modificare: una pratica che ha una lunga tradizione analogica (i fotomintaggi di
• Heartfield), ma che la facilità di uso dei tools moltiplica e adatta q quella che
Flichy ha chiamato “l’age des amateurs”.
Due problemi specifici
- The Selfish Gene),
La memizzazione (Dawkins, o la viralità dei «motivi».
- https://www.boredpanda.com/
- Tre funzioni:
- Informativa o socializzante
- Emotiva
- Politica-polemica
- Lezione online 1: Storia delle teorie fotografiche 1
Storia della fotografia e delle sue teorie (II capitolo di Imago Pietatis)
Baudelaire: la fotografia e l’arte
1800: Inizia la storia della fotografia, quando la tecnologia mette a disposizione il
• dagherrotipo, nuova forma fotografica tecnologica inventata da Daguerre, che
rappresenta la tecnologia vincente rispetto ad altre tecnologie altrettanto
possibilmente interessanti. Pone però una serie di problemi sin dalla sua nascita.
Viene usato per fotografare la natura e non è un caso che da subito Baudelaire
• prende in considerazione questa tecnologia e lo fa in modo estremamente
illudono che questa sia arte, non lo può essere, non è affatto arte
critico. Dice “si
è una cosa completamente diversa, ancora non sappiamo bene cosa sia ma è
certo che sia una sorta di deviazione dall’arte”, cioè qualcosa che rompe con la
natura e non che la copia passivamente
Il tema di Baudelaire è interessante perché contiene 2 cose importanti:
• 1. L’idea dell’arte che rompe i canoni del realismo; la fotografia sembra
rompere la possibilità di inventare qualcosa di nuovo e questa possibilità di
esplorare le frontiere dell’immaginario e riporta brutalmente alla natura.
2. La fotografia quando nasce prende una certa piega, da subito questa piega
diventa un elemento di riflessione per le intelligenze più vive del periodo.
Delacroix
Questa riflessione prende delle forme interessanti quando Delacroix, davanti al
• successo di Daguerre nel riuscire fotografare una stella, dice “Ecco questa stella
è stata fotografata adesso, ma in realtà la sua luce ha attraversato lo spazio, ha
attraversato anni luce, quindi non sappiamo se è ancora viva o morta”. Con
questo vuole dire che la fotografia ha un particolare statuto temporale.
Tre questioni
Le grandi tematiche che si pongono alla riflessione teorica sulla foto fin dalle
• origini:
- Rapporto con la bellezza e la concorrenza dell’arte;
- Il rapporto con la realtà e la radice dell’impronta (come strumento scientifico),
il dagherrotipo imprime l’immagine sulla lastra attraverso la luce e quindi la
realtà pone un’impronta sulla lastra, questo può essere visto come una sorta
di “super-realismo”;
- La questione del tempo: fotografia e passato (rapporto con la morte);
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Il contributo di Walter Benjamin
Piccola storia della fotografia (1931) - Aiuta a comprendere come leggere la
• fotografia.
Le domande che si pone Benjamin possono essere articolate in 4 grandi temi:
•
1. La tecnica, quanto la tecnica incide sul modo in cui la fotografia evolve?
Sappiamo che la tecnologia non è irrilevante nello sviluppo fotografico, ma è la
tecnica in Benjamin ha già un peso tecnico.
2. Le poetiche, ogni fotografo ha la sua poetica. Tempo dopo alcuni teorici
diranno: non ci sono foto ma ci sono i fotografici che fanno foto diverse seppur
ognuna delle loro foto può essere di qualunque fotografo, vi è un po’ di
ambiguità.
3. I discorsi, la fotografia non solo si fa ma se ne parla anche e il modo in cui se
ne parla, plasma la fotografia.
4. Le pratiche sociali, di chi fa e di chi guarda (famiglia borghese che guarda un
suo ritratto o le persone sui giornali – nel periodo di Benjamin il fotogiornalismo
era già parte importante della cultura e dunque quello che lui ci racconta è di
grande interesse).
1. La tecnica
Benjamin si rifà ad alcuni teorici e ad esempio cita Orlik, il quale afferma che la
fotografia dipende moltissimo dalla forza del tempo, ad esempio quando l’oggetto
deve stare fermo a lungo questo da un altro significato alla fotografia (somiglianza
della foto al ritratto). Vi era in questi tempi l’uso di fare foto con il morto appena
deceduto, questo richiama l’idea che nella foto vi è una cadaverizzazione del
corpo in quanto ripreso in un immobilismo innaturale.
Però con il sempre maggior rimpicciolimento della camera si può ottenere foto più
“shock effect”.
“naturali” e produrre quello che Benjamin chiama lo
Antoine Wiertz
Discorso che appartiene alla tecnica ma che anticipa il punto 3 è quello di Antoine
Wiertz: dice che è importante questa tecnica perché ci da la vera essenza del
dipinto, è come se il genio umano avesse messo a disposizione del genio dell’arte
una nuova tecnologia proponendo una collaborazione, quindi in questo caso la
tecnologia cambia senso: non è più solo una tecnica ma è qualcosa d’altro, è una
tecnica già orientata all’arte è una tecnica che nasce dal profondo dell’arte.
Lezione online 2a: Storia delle teorie fotografiche 2a
2. Le poetiche
Analizza diversi fotografi tra cui alcuni dei padri fondatori:
- David Octavius Hill, era un pittore che insieme a Robert Adamson (fu lui a fare
tutti i calottini dei partecipanti della nascita della Free Church of Scotland nel
“The first general
1843) e attraverso le sue foto, Hill dipinse il suo quadro
assembly of the Free Church of Scotland”, il quale ha per l’appunto alla sua
base una serie di fotografie scattate in quell’occasione;
- Julia Margaret Cameron, si specializza in fotografia d’arte, ci presenta il ritratto
con una natura più metaforica, artistica, che quasi sfocia nel pittorico (si
presenta di nuovo il problema della divisione tra fotografia ed arte);
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- Nadar AKA Garpard-Felix Tournachon, forse il più famoso ritrattista della Francia
di Luigi Napoleone (1850-70) la sua concentrazione è sui grandi personaggi,
ritratti in un modo che traspira di chi si sta parlando;
- Carl Ferdinand Stelzner, inizia a lavorare sul ritratto in funzione di un evento,
personaggi che in sé sono folcloristici, sono ritratti come esempio di un’epoca;
- Hyppolite Bayard, è un grandissimo paesaggista che ci mostra una nuova
tecnica, che non è più usata solo per i ritratti ma anche per riprendere soggetti
che sono immobili nel tempo con l’uso del dagherrotipo e della fotografia;
- Pierre Louis Pierson, è un abile ritrattista e si ha un ritorno al ritratto borghese,
pienamente trasferibile dalla pittura alla fotografia.
Lezione online 2b: Storia delle teorie fotografiche 2b
La seconda generazione studiata da Benjamin inizia ad impadronirsi della
fotografia e la fa tornare alle ragioni della scienza:
- Karl Blossfeldt, era un fotografo naturalista (piante) interessante per la sua
capacità di riprendere delle strutture vegetali in base all’inquadratura (centrale
ed equilibrata), cominciano ad intrecciarsi alla capacità della fotografia di
fermare il tempo quella di riprendere oggetti o persone;
- Eugene Atget, è un esponente del realismo (significa raccontare una certa realtà,
quella meno visibile), va alla ricerca di una Parigi ormai lontana da quella che
appare sui giornali ma altrettanto vera e importante;
- August Sander, il suo grande sogno è costruire un’immensa galleria con tutte le
varietà della popolazione tedesca;
Lo studio di Benjamin di questa seconda generazione ci dice che il lavoro
fotografico non è isolabile dalla storia. Il lavoro nelle due generazioni cambia
completamente sia grazie alle opportunità aperte dalla tecnologia che dalla
riflessione che ogni generazione fa, cercando di trasformare la poetica della
generazione precedente. Si passa da una poetica che si dedica al ritratto e alla
rappresentazione della realtà ad un nuovo modello di rappresentazione che non è
più strettamente connesso con la realtà esterna ma anche con l’occhio che la
guarda (piante, una Parigi che non c’è più e persone che sono quello che sono
solo in quel determinato momento in un determinato luogo), la fotografia diventa
una caccia di cose curiose, ognuna per un motivo diverso.
Lezione online 3: Storia delle teorie fotografiche 3
La 3° generazione è dichiaratamente di artisti, che si differenzia dalla prima
l’ossessione di questi artisti è di far diventare la fotografia una sua forma d’arte
autonoma (un po' quello che le avanguardie avevano fatto col cinema all’inizio
degli anni ’90)
- Laszlo Moholy-Nagy, nella fotografia si vede il debito nei confronti
dell’espressionismo tedesco, la drammaticità delle ombre e dei contrastanti con
la grafica estremamente stilizzata;
- Sasha Stone, fa una forte graficizzazione del corpo femminile inventando nuove
forme di posa;
- Germaine Luise Krull, mostra i limiti e possibilità della fotografia come arte,
graficando scene di industria per renderle opere d’arte;
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3. I discorsi sulla fotografia
Secondo Benjamin i discorsi sulla fotografia ci raccontano cose sulla fotografia,
che è stata plasmata anche dai discorsi su di essa. Lui comincia con il discorso
con cui Aragot nella Camera dei deputati francese parla a favore della scoperta di
Daguerre (fa una scelta politica essendo Daguerre vicino alle sue idee), questo tipo
di discorso, direbbe Foucalt, collabora alla costruzione di questa invenzione.
Antoine Wiertz
Che meravigli, finalmente la fotografia è arrivata dove doveva arrivare, ci ha dato
una mano.
I discorsi critici
Secondo Tristan Tzara, andando avanti con le i
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