Parentela genealogica
Lingue che hanno origini comuni. Famiglia indoeuropea: lingue che vanno dall’India all’Europa. Famiglia ugro-finnica: dall’Ungheria alla Finlandia. Dentro queste famiglie rientrano nello sviluppo linguistico.
Contatto fra lingue
Le lingue possono entrare in contatto e di conseguenza finiscono per assomigliarsi (inglese e francese: anche se diverse ci sono espressioni simili).
Spazio o area: territorio storico un gruppo di lingue manifestate dai parlanti. In Europa sono principalmente romanzo, germanico, slavo.
Famiglia indo-europea
Lingue romanze
- Occidentali
- Portoghese: Portogallo, Brasile, Angola, Mozambico
- Galego: Galizia (nord Portogallo), lingua dei testi più antichi della Spagna
- Spagnolo: Spagna e America Latina
- Catalano: Catalogna, Baleari, Valencia…
- Francese: Francia, Belgio (Vallonia: francese, Fiandre e Bruxelles), Svizzera romanda: Ginevra, Losanna, Québec…
- Provenziale (occitano): Provenza, rilevante nella letteratura, franco-provenzale: dialetti Val d’Aosta e Savoia
- Italiano: Italia, Canton Ticino, Monaco, Vaticano…
- Sardo-reto-romanzo: Reto (Alpi Retiche da nord al Bellunese), Romancio: quarta lingua nazionale della Svizzera del Canton Grigioni (Saint Moritz), ladino dolomitico: valli di Fassa, Gardena, Badia, Cortina d’Ampezzo; Friulano-latino-romancio: Svizzera
- Orientali
- Romeno: Romania, Moldavia
- Ladino dolomitico: Ampezzo, Valle di Fassa
Lingue baltiche
- Antico prussiano (lingua morta, estinta nel XVII sec): i parlanti si sono assimilati, hanno cominciato ad assimilarsi con i tedeschi, lituani, polacchi...
- Lituano (4 milioni di parlanti)
- Lettone (2,5 milioni di parlanti)
Lingue slave
- Orientali: Russo, Bielorusso, Ucraino, Rossino
- Occidentali: Polacco, Ceco, Slovacco, Serbo-lusaziano
- Meridionali: Slavo ecclesiastico, Bulgaro, Macedone, Sloveno, Serbo-croato
Lingue germaniche
- Settentrionali
- Islandese
- Svedese
- Danese
- Feringio (isole della Danimarca Feroer): si fanno affari perché sono fuori dalla UE e quindi evitano sanzioni che riguardano il commercio con la Russia
- Norvegese (due varietà standard: 2 versioni ufficiali della stessa lingua: bokmål [= 'lingua letteraria/scritta'], nynorsk [ny = new; norsk = norvegese]): lingua nuova codificata all’inizio del ’900. Le più antiche attestazioni sono in antico nordico (anche: ant.islandese): testi risalenti al 1200/1300, temi: fate, draghi, superstizioni
- Orientali: Gotico. Questi popoli del nord (barbari, goti, visigoti) si sono assimilate entrando nell’impero romano e iniziarono a parlare lingue romanze. Circolarono testi in gotico che è la lingua germanica più antica. Codex argenteus: Tessuto porpora con lettere in argento: ora si trova in una università ad Uppsala. La Bibbia scritta in gotico venne tradotta da Ulfila (vescovo)
- Occidentali
- Inglese: Inglese britannico, americano, australiano, irlandese... è lingua ufficiale in paesi diversi e ci sono diversi standard. Es. crisps/ french fries
- Tedesco: Bolzano, Germania, Austria, Namibia (colonia tedesca vecchissima)... Lingua pluricentrica come l’inglese: ha più di una versione ufficiale ovvero la stessa lingua è lingua ufficiale in più paesi e quindi sviluppa delle versioni o varietà standard diverse. Es. Kartoffeln in Germania e in Austria ha un termine diverso
- Neerlandese (olandese dei Paesi Bassi: Dutch e fiammingo delle Fiandre: Flemish). L’olandese è simile ai dialetti tedeschi, quindi un mix tra inglese e tedesco: difficile da capire il parlato ma facile lo scritto
- Yiddish
Lingue pluricentriche: francese, inglese, tedesco, spagnolo, neerlandese, portoghese, ovvero la maggior parte delle lingue europee.
Lingue celtiche
- Insulare e continentale
- Continentale: Gallie, P. iberica ecc. ma sono estinte
- Insulari
- Gruppo gaelico: Irlandese, Scozzese, Mannese
- Gruppo brittonico: Gallese, Bretone, Cornico
Albanese
Ghego e Tosco. L’Albania è l’unico circondato da comunità albanese. Possiamo trovarlo anche al sud Italia in Sicilia e Calabria.
Greco
Dialetti ionici e attici: lingue storiche e importanti per la storia culturale, oggi utilizzate per scopi istituzionali (ecclesiastici e militari).
Armeno
Lingua più antica dell’italiano, Armenia storica è nella parte orientale della Turchia, ma nel passato era dappertutto perché nell’800 erano commercianti. Vennero uccisi: genocidio degli armeni nel periodo della 1° guerra mondiale. È attestato a partire dal V secolo, nell’Anatolia, con le traduzioni dei testi sacri della Cristianità. Metz Yeghern ‘il grande male’ – genocidio degli armeni. Gli armeni di Turchia sopravvissuti al genocidio vivono sparsi per l'Europa occidentale - soprattutto in Francia; molti vivono anche in Italia - e per le Americhe. Quindi antiche isole linguistiche armene sono tuttora vive nel Medio Oriente, ma anche in Polonia e in Romania.
Lingue indo-iraniche
- Lingue indiane: Urdu, Hindi, Bengali
- Lingue iraniche: Farsi, Dari, Pashto, Curdo, Tagico
Famiglia ugro-finnica
- Ugro: Magiaro
- Finnico: Finnico, Estone, Saami
- Lingue minori della Russia europea
Altre lingue
- Basco, Maltese
Lingue d'Asia e Africa
Lingue altaiche
Riferito ai monti Altai tra la Mongolia e Cina.
- Gruppo turcico: Turco (Turchia e Bulgaria) e Azero (Iran e Azerbaijan); Tataro (Russia sul Mar Caspio) e Baschiro, da Turchia a Cina. Il gruppo turco è ben rappresentato in Asia: Kazako, Kirghizo, Turkmeno, Uzbeko e Uiguro (questa ultima in Cina), e altre.
- Mongolo: Mongolia e Cina
Basco
Spagna e Francia (in comunità che non hanno uno stato): popolazioni autonome che preesistevano prima dell’arrivo di altri popoli.
Maltese
Lingua semitica: sviluppo dell’arabo di Sicilia.
Le lingue semitiche
- Settentrionali: Ebraico antico, Aramaico
- Meridionali: Arabo, Amarico
Lingue camitiche
- Africa settentrionale: Egiziano, Copto (non più parlato), Berbero maroccu, Cusitico
Lingue sino-austriche
- 3 famiglie
- Famiglia Sino-tai: Cinese, Tai, lingue tibetane e birmane
- Famiglia austrica: lingue maleo-polinesiane (Malgascio, Malese), lingue austro-asiatiche (Munda, Mon-Khmehr)
Lingue isolate o appartenenti a famiglie ristrette
Giapponese, Coreano, Georgiano, Cartveliane.
Distanza
Differenze nella struttura. Una comunità di persone dispone di insiemi organizzati di strumenti verbali, da usare per comunicare. Le lingue si distinguono per la fonologia (modo in cui organizzo il suono), la grammatica (studio delle forme e le sue combinazioni), il lessico… Se guardiamo alla situazione dialettale su un territorio, le differenze sono a volte minime; invece, il confine tra le lingue nazionali è più chiaro.
Esempio:
- (1) Non so
- (2) Je ne sais pas
- (3) Ich weiß es nicht
Tra (1) e (2) vi è una certa distanza. La distanza è molto maggiore tra (1), (2) da una parte e (3) dall’altra. Ci sono varie differenze anche nei dialetti della stessa zona (Piemonte, Milano, Milano Ovest/Nord, Veneto, Brianza…) es. so mia, mi no so, mi so nen, mi so minga. Verso occidente cambia la posizione della negazione: è prima del verbo nell’area veneta, è dopo il verbo nelle aree lombarde e piemontesi. Forma veneta: no… mia (mia rafforza della negazione, cfr. fr. ne… pas). A occidente di quest’area, la negazione posposta ricorda la posizione di nicht tedesco. E molte altre osservazioni sono possibili.
L’area veneta si distingue da quelle lombarde per molte caratteristiche che si distribuiscono sul territorio in modo vario: il confine è sfumato, non è netto. Ma se teniamo in conto le parlate meno vicine ai confini e collocate negli spazi interni alle aree così delimitate, è probabile che le differenze emergano più facilmente. Le parlate di confine tendono a essere «intermedie» fra quelle al centro della rispettiva area.
Esempi:
- Negazione prima del verbo in area veneta, francese
- Negazione dopo il verbo in italiano, lombardo, piemontese
- Mi no so mia, ich weiss nicht: mia e nicht sono entrambi rafforzativi della negazione
Senso di appartenenza
Appartenenza a uno Stato-nazione: sentimento di appartenenza alla lingua nazionale, che influisce sui “dialetti” (o lingue locali). Conseguenza: dialetti di confine, tra loro simili, possono differenziarsi per influsso delle lingue «nazionali». Inoltre, il senso di appartenenza a comunità nazionali differenti incide nella percezione della lingua altrui. Parlate vicine per struttura sono “sentite” come distanti, perché sono viste come «lingue degli altri». Esempi: un tedesco può capire e leggere un testo olandese.
Elaborazione
Legata all’uso e la diffusione e la tipica lingua per elaborazione è la lingua standard che è codificata con grammatiche e vocabolari e viene usata dalle istituzioni, può dominare le lingue minori presenti nello stesso spazio territoriale, ha prestigio sociale (Ausbau) non basta organizzare una lingua, ma essa è perfezionata, ampliata e riconosciuta all’interno della società.
Lingua tetto
Varietà standard di una lingua come l’italiano che domina le altre lingue e non è dominata da altre. NB: non è una lingua tetto la lingua veneziana perché è dominata dall’italiano ma allo stesso tempo domina altre lingue minori in tutto il Veneto.
Lingua e costruzione dell’identità
Una lingua è più di uno strumento organizzato per fonologia, grammatica e lessico. È anche simbolo di identità: in una lingua è reso disponibile un filtro di lettura dell’esperienza (reading: interpretazione), elaborato all’interno di una comunità nel corso della storia. Per questo, una comunità si riconosce nella propria lingua, e così una lingua può diventare fattore di coesione sociale (cfr. termini come «unità nazionale») e di appartenenze culturali (cfr. termini come «cultura italiana»).
Una varietà standard è il modello di riferimento all’interno di una società e nelle istituzioni. Varietà: uno strumento di comunicazione verbale (lingua o dialetto). Le espressioni possono allontanarsi dallo standard in misura più o meno grande, a seconda di vari fattori, come il grado d’istruzione e l’ambiente sociale.
Repertorio linguistico
Insieme/complesso delle risorse linguistiche accessibili (a nostra disposizione) a una comunità (espressioni..). Ogni comunità è però diversa dall’altra e sono poche quelle che hanno solo una lingua. Competenze attive: orientate alla produzione dello scritto e parlato. Competenze passive: orientate alla ricezione. Un individuo può essere plurilingue completo solo con entrambe le competenze, ma non è completo se ha una delle due competenze e usa la lingua solo in determinate situazioni e ambienti. Complesso: grande quantità di elementi tra loro simili. Ci sono lingue con qualche tendenza alla norma (codificazione della lingua) e altre che non hanno la norma. La maggior parte dei dialetti non hanno una norma. I dialetti d’Italia sono lingue a bassa intensità normativa, lingue poco standardizzate. Si manifestano nella variazione, senza che ci sia una norma condivisa e riconosciuta.
Variazione
Legata alla situazione sociale ovvero l’ambiente della comunicazione. La variazione della lingua può essere correlata alla variazione dei fattori della comunicazione. A ciascun fattore corrisponde un asse di variazione.
Assi di variazione
- Asse diatopico: dia (attraverso) + topos (luogo): variazione attraverso il luogo. In Italia abbiamo la variazione dialettale (variazione delle lingue locali) e la variazione dell’italiano. Sull’asse diatopico riconosciamo differenze tra espressioni di luoghi diversi. (da Tradate a Varese) Attraverso una ricerca sul posto si possono tracciare le differenze linguistiche. Koinè (comune): caratteristiche simili e comuni tra le varietà locali di una lingua: nel Varesotto ci sono diverse varietà dialettali con caratteristiche comuni tra Gallarate, Varese e Cislago). La variazione può essere semplificata e ridotta a una serie di varietà lungo l’asse considerato. Ad esempio ci sono le varietà regionali: varietà settentrionali, centrali e meridionali. L’italiano regionale è una varietà diatopica. Locare è italiano standard: affittare è il termine usato al nord. NB: non sono luoghi diversi che danno espressioni diverse ma espressioni diverse si spiegano attribuendole a luoghi diversi.
- Asse diastratico: stratos (popolo in armi): variazioni attraverso l’ambiente sociale ovvero il popolo. “Italiano popolare”: ambiente sociale semi-colto nel quale ci sono variazioni nell’italiano: forme scorrette che non rispettano lo standard (vadi, venghino, cantevamo, semafer).
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